E’ uscito il nuovo numero della rivista Euterpe dal tema “Potere e povertà”

Buonanasera,
comunichiamo che il nuovo numero della rivista è appena uscito (entro pochissimo sarà caricato il pdf sul sito, http://www.rivista-euterpe.blogspot.com).

Nella rivista sono presenti testi di Lorenzo Spurio, Massimo Acciai, Monica Fantaci, Giuseppina Azzena, Gilbert Paraschiva, Damiano Maccarrone, Dunia Sardi, Emanuele Marcuccio, Massimo Acciai, Monica Minnucci, Sunshine Faggio, Ivan Pozzoni, Paolo Annibali, Antonio Chisari, Alessandro Dantonio, Flavio Scaloni, Monica Fantaci, Anna Alessandrino, Mauro Biancaniello, Antonella Santoro, Angela Crucitti, Gennaro Tedesco, Mario Di Nicola, Paolo D’Arpini, Patrizia Chini, Fiorella Carcereri, Cristina Lania, Mariapia Statile, Dario Ramponi, Nadia Marra, Martino Ciano, Elisabetta Polatti.
Ricordiamo, inoltre, che il prossimo numero della rivista avrà come tema “L’intercultura”. I materiali dovranno essere inviati a rivistaeuterpe@virgilio.it entro e non oltre il 10 Gennaio 2013.

Link diretto per accedere al pdf scaricabile contenente il numero della rivista: http://www.segretidipulcinella.it/euterpe5.pdf 

“Haiti”, acrostico di Emanuele Marcuccio, con un commento di Lorenzo Spurio

HAITI

(di Emanuele Marcuccio)

(ACROSTICO)

Ha tremato la terra

agitata in orribile

in assordante rimbombo:

tremendo terremoto

in un cumulo… di macerie.

(20/1/2010)

 

Commento a cura di LORENZO SPURIO

Altra poesia di Emanuele Marcuccio che a distanza di più di due anni viene tirata fuori dal cassetto. La lirica è breve a si contraddistingue per un linguaggio stringato e impetuoso, in linea con quanto va affrontando dal punto di vista tematico. Marcuccio ci fornisce un’istantanea dei secondi che si susseguirono al terremoto di Haiti nel 2010, suggestionato forse dalle tante immagini trasmesse in tv. In ogni dove domina la distruzione “un cumulo… di macerie”, segno che niente sarà mai più come prima. Non c’è spazio nella lirica di Marcuccio per intravedere un dopo-terremoto o di dar un messaggio di speranza. Dopo “l’assordante rimbombo” e “la tremenda scossa” nulla rimane. C’è il silenzio della morte e della paura. La Terra, che ha voluto al mondo ed ospitato l’umanità, di colpo si è macchiata di un assassinio inspiegabile. Disperazione, desolazione e angoscia sono i sentimenti che la lirica infonde che, ovviamente, può essendo inspirata al terremoto di Haiti, finisce per essere una immagine di martirio e di sconvolgimento uguale per ogni terremoto. Quando la Terra inghiotte i suoi uomini, ci si interroga ancor più profondamente sui motivi e i limiti dell’esistenza.

Jesi, 26 Agosto 2012

 

LA POESIA VIENE PUBBLICATA PER CONCESSIONE DELL’AUTORE. E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA POESIA O IL COMMENTO IN FORMA INTEGRALE O DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DEI RISPETTIVI AUTORI.

 

“Battiti d’ali nel mondo delle favole” di Sandra Carresi e Michele Desiderato, recensione di Monica Fantaci

Battiti d’ali nel mondo delle favole
di Sandra Carresi e Michele Desiderato
Ilmiolibro, 2009
pp. 64

Recensione a cura di Monica Fantaci

La letteratura dell’infanzia ha sempre accompagnato l’essere umano nella crescita, lo ha avviato al piacere e al gusto per la lettura, a comprendere che oltre la realtà può esistere il mondo della fantasia, fatta di sogni e nuove prospettive, di personaggi e antagonisti. I testi per l’infanzia hanno modo di dare un messaggio morale al piccolo lettore e/o ascoltatore che, anche se viene letto e definito in un’opera dove tutto è finzione, può essere applicato al reale.
La favola permette al bambino di capire meglio, attraverso i personaggi, qual è il comportamento corretto e quale quello scorretto, alla fine di ogni storia viene esplicitato l’atteggiamento etico che il piccolo dovrà seguire lungo il corso della sua vita.
Nel libro di Carresi e Desiderato ci si immerge nella letteratura per l’infanzia, ricca di sfumature e invenzioni, dove gli accadimenti vengono narrati in maniera del tutto naturale, utilizzando un linguaggio pratico, alla portata di tutti.
Il lettore si renderà conto della precisazione dei luoghi, dei particolari di ogni narrazione, della tematica attuale, ad esempio nella prima favola presente nel testo “Una fermata utile a Middeltown” si menzionano un centro commerciale e la tecnologia, dando modo di render chiare le intenzioni di questi racconti, inoltre si evince che ognuno di essi sono frutto di una realtà modificata, come si volesse sottolineare che oggigiorno la finzione prende il sopravvento sul reale, storpiandolo quasi spontaneamente.
L’ingegno personale degli autori è una forza che garantisce la sequenzialità degli eventi, che mutano, che generano sempre nuovi comportamenti e iniziative, i personaggi sono ben ancorati nel loro ruolo, ciò che accade ad ognuno di loro viene discusso in modo dettagliato, identificando bene l’intreccio, una parte che nella favola interessa maggiormente e che dà un significato decisivo a tutto il componimento letterario, trascinando lo scrittore, e successivamente il lettore, verso la conclusione etica, il vero scopo di ogni vicenda delle favole.
Le tematiche si susseguono in ogni storia e sono sempre differenti, si parla di giusta alimentazione, della paura e del modo per eliminarla, di avventura, dell’importanza della famiglia…
I “Battiti d’ali nel mondo delle favole” sono battiti di vita della letteratura per l’infanzia che, grazie alla sua moralità, entra a far parte della quotidianità.

a cura di Monica Fantaci

QUESTA RECENSIONE VIENE PUBBLICATA SU QUESTO SPAZIO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

“Il bambino musicista”, racconto di Monica Fantaci

IL BAMBINO MUSICISTA

di MONICA FANTACI 

 

Una mattina d’estate il signor Genius comprò una chitarra per regalarla al figlio Alberto.

Il bambino vedendo lo strumento musicale rimase contento e decise di telefonare a tutti i suoi compagni ed amici.
La mattina seguente Alberto uscì insieme alla mamma e portò con se la chitarra.
Mentre la signora Genius parlava con il commesso di un negozio d’abbigliamento, il bambino iniziò a suonare talmente bene che un signore che stava pagando alla cassa lo notò e si avvicinò per ammirarlo: era il signor Planet, un produttore che era arrivato nella cittadina tre giorni prima per trascorrere qualche giorno di vacanza.
Dopo l’esibizione di Alberto:

-Ti piacerebbe diventare famoso e suonare in un palco con tante persone che ti guardano e ascoltano la tua musica? – chiese il signor Planet al piccolo.

– Certo che mi piacerebbe! A me piace suonare, mi diverte! – rispose Alberto.

– Allora è fatta! Tra dieci giorni ci vediamo a Milano nei pressi del Duomo dove io ho la casa di produzione.

– Va bene, non aspetto altro!- disse Alberto con gli occhi spalancati e un sorriso abbagliante.

La madre si avvicina ed Alberto le presenta il produttore:

– E’ un piacere conoscerla signora. Suo figlio è un bravissimo musicista! – disse il signor Planet stringendo la mano alla signora Genius.

– Ho capito che lei ha preso a cuore mio figlio e sarò contenta se un giorno Alberto potrà diventare un musicista affermato – disse la signora Genius.

– Allora ci vediamo tra dieci giorni a Milano. Ecco il mio biglietto da visita. Arrivederci! ¾ disse il produttore, uscendo dal negozio.

– A presto! – dissero in coro madre e figlio.

Dopo dieci giorni esatti Alberto Genius, con il consenso di entrambi i genitori, firmò il contratto che lo fece diventare un chitarrista conosciuto in tutto il mondo.

 

DI Monica Fantaci

 

QUESTO RACCONTO VIENE PUBBLICATO SU QUESTO SPAZIO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

Euterpe n°4, E’ uscito il nuovo numero della rivista di letteratura

E’ uscito oggi il nuovo numero della rivista di letteratura on-line Euterpe diretta da Lorenzo Spurio. Il presente numero è dedicato al tema “Flutti, burrasche e derive: la bellezza e il mistero del mare” e  raccoglie poesie, racconti, saggi, recensioni a tema e non di numerosi scrittori.

Sono presenti testi di Lorenzo Spurio, Anna Alessandrino, Valeria Di Iasio, Massimo Acciai, Emanuele Marcuccio, Ivan Pozzoni, Fabio Amato, Gianluca Regondi, Annamaria Pecoraro, Alejandro César Álvarez, Adriana Pedicini, Veronica Liga, Patrizia Del Chicca, Francesco Martillotto, Paola Surano, Francesca Santucci, Cristina Lania, Fiorella Fiorenzoni, Gilbert Paraschiva, Sandra Carresi, Diego Conticello, Anna Maria Folchini-Stabile, Fiorella Carcereri, Martino Ciano, Donatella Calzari, Elena Condemi, Pierangela Castagnetta, Antonella Santoro, Angela Crucitti, Iuri Lombardi, Antonio Carano, Emanuele Cassani, Sara Rota, Rita Barbieri, Mauro Biancaniello, Santina Russo, Luisa Bolleri, Luciano Domenighini e Marzia Carocci.

La rivista può essere letta e scaricata in formato pdf cliccando sul tasto in alto “Leggi i numeri della rivista” all’interno del sito della rivista Euterpe.

Ricordiamo, inoltre, che il prossimo numero della rivista avrà come tema “Potere e povertà, gli squilibri insanabili”. I materiali dovranno essere inviati a rivistaeuterpe@virgilio.it entro e non oltre il 28 Settembre 2012.
Qui è raggiungibile l’evento creato appositamente su Facebook: https://www.facebook.com/events/437038816319142/

Per ricordare la strage di Capaci: dittico poetico di Emanuele Marcuccio e Monica Fantaci

Nell’anno del XX anniversario della strage di Capaci, un dittico poetico che affianca due poeti palermitani: Monica Fantaci, con la sua “Storie stroncate” e Emanuele Marcuccio, con la sua “Urlo”, che Marcuccio scrisse nel primo anniversario della stessa strage e pubblicata nella sua silloge poetica Per una strada, nel 2009, edita da SBC Edizioni.

 

Storie stroncate

(di Monica Fantaci)

 

Fango vidi

sparso con le mitragliatrici,

bombe ed omicidi,

perché questo disprezzo,

perché non amare,

perché è da pagare questo prezzo?

La società rotola,

si schianta sugli affari,

pagine di criminalità

la giustizia qua non ci sta,

fogli di quaderno

e pagine di libri

si rincorrono nel cielo,

queste storie stroncate

durante la scrittura.

Fermare l’odio e la sua potenza,

l’amore vuole la vita,

l’odio vuole la morte

e d’amore c’è urgenza.

 

(19/5/2012)

 

 

Scrive Emanuele Marcuccio, a proposito di “Urlo”: «È stato l’urlo di dolore risuonato negli occhi pieni di lacrime di Rosaria Costa, vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, che mi ha ispirato la scrittura di “Urlo”. Quell’urlo di dolore risuonato nei suoi occhi, durante quel discorso forzato e di circostanza ai funerali di stato».

 

 E continua così: «Una vedova che aveva appena perso il marito in una circostanza così tragica, non avrebbe mai potuto avere la forza di pronunciare quelle parole, sua sponte, ma, la voce rotta dalle lacrime fa intuire il suo urlo di dolore».

 

Urlo

(di Emanuele Marcuccio)

 

Dolore immenso e aspro,

dolore orrendo negl’occhi

della supplice gente,

pietà, giustizia;

urla di uomini prostrati,

nei cuori esplode la rabbia,

l’ira negl’occhi,

nei volti piagati,

grondanti sangue

d’amaro lutto;

scossi nel cuore,

rimossi dal silenzio

tanto a lungo profuso.

Grida di sangue risorgono

dalla città morente,

risorge

l’umano spirto di reazione:

non più vili,

non più noi chini,

non più.

Affrontiamo con forza,

ricordiamo i passati lutti,

giammai dimenticati,

sempre vivi,

mai morranno,

rimarranno sempre

nei nostri cuori dolenti e angosciati,

nei nostri cuori straziati dal dolore,

colpiti, schiantati.

Ma ora, un alito di speranza

quasi ci squarcia il cuor,

una luce soffusa d’amore

c’investe, c’innalza, ci esalta;

il riso dell’aurora rifulge:

mai morranno,

resteranno sempre

nei nostri cuori,

imploranti giustizia,

imploranti pietà.

 

(23/5/1993)

 

 (da Emanuele Marcuccio, Per una strada, pagg. 33-34, SBC Edizioni, 2009, pp. 100)

 

 

Riguardo a “Urlo”, scrive il critico letterario Luciano Domenighini, nella prima recensione[1] a Per una strada: «Con toni rutilanti, epici e tribunizi, il poeta si abbandona sdegnato a una denuncia-condanna senza appello, ricorrendo a un’enfasi tragica quasi omerica, eppure mantenendo, nel messaggio, una chiarezza lampante e inequivocabile».

 

 

(Entrambe le poesie sono protette dai diritti d’autore. Pubblicate ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dei rispettivi Autori.

La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dei rispettivi Autori è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge).


[1] Edita in L’arrivista. Quaderni democratici (anno I, Nr. 3), Villasanta (MB), Limina Mentis Editore, 2011, p. 126.

“Classifiche”, considerazioni sulle vendite dei libri, a cura di Paolo Merenda

Grazie al mio sito (www.paolomerenda.it) e al mio lavoro di giornalista e recensore di testi, da qualche tempo ho potuto leggere molti generi diversi. Leggere il lavoro di un esordiente mi ha portato ad alcune riflessioni: perché alcuni libri, nonostante la bellezza oggettiva, restano meno venduti, meno letti e meno famosi di quelli degli autori “passati” alla scrittura?

In molti casi il motivo è semplice: un piccolo o medio editore non può competere con la Mondadori quanto a pubblicità, promozione e presenza dei titoli nelle librerie. Ma siamo sicuri che se un giovane pubblicasse un gioiello della letteratura il grande pubblico se ne accorgerebbe?

Giorni fa ho affrontato l’argomento durante la presentazione di un libro di cui sono coautore, a margine della serata con alcuni amici si è arrivati a parlare del boom di vendite di “Cotto e mangiato”, il libro di Benedetta Parodi. Il traino del programma televisivo ha influito, certo, ma a mio modo di vedere non è stato l’unico motivo del successo in classifica.

Non sono il primo a dirlo, ma in Italia non si legge. Di conseguenza, se Fabio Volo, Benedetta Parodi o un altro personaggio televisivo pubblica un libro, qualche vendita arriva per il nome dell’autore, non certo per il contenuto.

Fabio Volo non vende solo perché famoso, ma anche perché ormai il pubblico si è abituato e aspetta il suo libro non per leggere lui, ma per leggere. Lo stesso vale per chi segue solo Ken Follett o qualunque altro scrittore, italiano o no. La crisi influisce, ma comprare così poco porta a scegliere determinati autori.

Altro problema sul perché il pubblico scelga determinati autori, sempre gli stessi. Il motivo è identico a quello per cui molti italiani vanno una sola volta l’anno al cinema, a Natale per il cinepanettone. Non c’è la volontà di vedere un film, o leggere un romanzo, che porti a pensare, a profonde elucubrazioni mentali. Le persone vogliono poter dire di leggere, ma per farlo non si impegnano affatto. Il nodo è questo, e se sugli scaffali non ci fossero Fabio Volo, Dan Brown, Giorgio Faletti o Benedetta Parodi ci sarebbero altri nomi, altre facce, ma la situazione non cambierebbe di una virgola.

PAOLO MERENDA

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA RIPRODUZIONE E/O LA DIFFUSIONE DI QUESTO TESTO INTEGRALMENTE O IN FORMA DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

Laboratorio Narrativo di Patrizia Poli e Ida Verrei

Il Laboratorio di Narrativa su Fb è nato un anno fa, il 24 ottobre del 2010, e opera ininterrottamente da allora. È un gruppo Fb, al quale da poco si è aggiunta una nuova pagina ufficiale.

Il Laboratorio è gestito da Patrizia Poli e Ida Verrei. Patrizia Poli (foto a destra) è  laureata in Lingua e letteratura inglese, ha pubblicato su ilmiolibro.it due romanzi, “Il Respiro del Fiume”, “Signora dei Filtri” e due racconti lunghi raccolti in “ Bianca come la Neve.” Ida Verrei (foto sotto) è laureata in pedagogia, insegnante, ha pubblicato con Fabio Croce Editore “Un, due, tre, stella!” e “Le primavere di Vesna” .

Ecco come funziona il nostro Laboratorio:

Chi lo desidera può inviarci un racconto breve all’indirizzo     cla.tartina@virgilio.it  

Ida ed io lo esaminiamo entrambe parola per parola, quindi stiliamo due giudizi separati che vengono poi fusi in un’unica scheda di lettura privata e gratuita. Non si tratta di un giudizio, che rimarrebbe comunque soggettivo, ma di un’analisi attenta, volta a comprendere le ragioni del testo, il contenuto, la struttura narrativa e lo stile. Ci sforziamo di mostrare il “mondo” narrato dall’autore e il “modo” che egli ha per raccontarcelo. Nella scheda privata inseriamo anche suggerimenti per migliorare il testo, se possibile.

Se il racconto possiede un qualche interesse per tutti, lo pubblichiamo negli appuntamenti settimanali nel gruppo, accompagnato da una nostra recensione. In quest’anno abbiamo offerto un panorama di autori, di stili e contenuti molto diversi.

Proprio perché desideriamo lasciare la bacheca del gruppo libera per i racconti dei nostri autori e i relativi commenti dei lettori, abbiamo recentemente creato una pagina Ufficiale, sempre col nome Laboratorio di Narrativa, dove chi vuole può pubblicizzare le proprie opere, e dove si discute di narrativa in generale, intesa sotto tutte le sue forme, dai romanzi, al cinema, alla fiction. 

Seguici:

http://it-it.facebook.com/#!/groups/169307813081701/

http://www.facebook.com/poli.verrei.laboratorio.narrativa

Patrizia Poli

“Palazzo”, poesia di Tomas Gösta Tranströmer, premio Nobel per la Letteratura 2011

“Palazzo” di Tomas Gösta Tranströmer

a cura di Emanuele Marcuccio, Direttore Editoriale di Vetrina delle Emozioni

 

In omaggio al grande poeta svedese Tomas Gösta Tranströmer (nato a Stoccolma nel 1931), insignito lo scorso 6 ottobre del premio Nobel per la letteratura, il più prestigioso riconoscimento letterario mondiale, presento alla vostra lettura la sua “Palazzo”, nella traduzione italiana di Franco Buffoni, poeta, scrittore, traduttore e professore ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate presso l’Università degli studi di Cassino.

Io, tutto lo staff di Vetrina delle Emozioni e, soprattutto la nostra cara presidente Gioia Lomasti, ringraziano il prof. Buffoni per la gentile concessione.

 

PALAZZO

(di Tomas Gösta Tranströmer,

Nobel per la letteratura 2011)

Entrammo. Un’unica enorme sala,

Silenziosa e vuota, dal pavimento

Come ghiaccio per pattinare. Abbandonato.

Tutte le porte chiuse. L’aria grigia.


Alle pareti dai quadri si affollavano

Immagini senza vita: scudi,

Bilance, pesci e figure di combattenti

In un mondo sordomuto sull’altro lato.


Una scultura era esposta nel vuoto:

Da solo in mezzo alla sala un cavallo.

Dapprima non lo notammo

Presi da tutto quel vuoto.


Più debole di un sospiro in una conchiglia

Era il suono, e le voci dalla città

Salivano in quella stanza deserta,

Mormorando e cercando un potere.


Ma anche altro, qualcosa di oscuro

Si installò sulla soglia dei nostri sensi

Senza oltrepassarla.

Scorreva la sabbia nelle clessidre mute.


Era ora di muoversi.

Ci avvicinammo al cavallo. Era gigantesco,

Nero come un ferro. Un’immagine del potere stesso

Rimasta dopo che i principi se ne erano andati.


Il cavallo parlò: “Io sono l’Unico.

Ho disarcionato il vuoto che mi cavalcava.

Questa è la mia stalla. Cresco lentamente.

E mangio il silenzio che regna qui dentro”.

(Tratta da Songs of Spring. Quaderno di traduzioni, Marcos y Marcos, 1999 – Traduzione dallo svedese, di Franco Buffoni)

Una profondissima metafora, anzi una profondissima allegoria del potere e dei potenti insieme. Come se il poeta voglia farci entrare nell’anima di ogni potente della terra, “Silenziosa e vuota”; entriamo in questo “Palazzo” dal pavimento lucido come ghiaccio, quasi una leggera vertigine si percepisce alla lettura, immagini forti e altamente evocative, come nel distico “Ci avvicinammo al cavallo. Era gigantesco, / Nero come un ferro. Un’immagine del potere stesso”. Infine, una chiusa, quell’ultima quartina, straordinaria, in cui i punti fermi alla fine di ogni verso conferiscono un andamento ostinato, perentorio, come una spada che incombe ad ogni “a capo”.

Devo essere sincero, non avevo mai sentito nominare questo poeta, solo dopo la notizia del Nobel e, questo è quello che ho percepito dopo attenta lettura, ma già a prima lettura mi ha fortemente colpito per la sua profondità e, solo apparente semplicità.

Purtroppo, attualmente abbiamo pochissimo di questo poeta in traduzione italiana: dieci poesie, tradotte dal prof. Buffoni e, una sola raccolta delle undici, difficilmente reperibile, Poesia dal silenzio, edita da Crocetti.

Auspico che, con il meritatissimo premio, si proceda al più presto alla traduzione in italiano e all’analisi critica dell’intero suo corpus poetico.

A cura di Emanuele Marcuccio

9 ottobre 2011


E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE DI STRALCI O DELL’INTERO ARTICOLO SENZA IL PERMESSO DELL’AUTORE.

E’ uscito il nuovo numero della rivista Segreti di Pulcinella

E’ uscito il numero di Settembre della rivista Segreti di Pulcinella, diretta dal sign. Massimo Acciai. Il numero è molto ricco di contributi e si caratterizza per l’eterogeneità dei testi. Il tema del numero era “La pace” mentre il tema del prossimo numero sarà “Il tempo” (invio dei materiali scadenza 30-11-2011, vanno inviati a massimoacciai@alice.it)

Ci sono poesie di Massimo Acciai, Paolo Ragni e Anna Maria Folchini Stabile, recensioni di film e libri (tra cui testi di Sara Rota e Mauro Biancaniello), articoli sulle lingue e la segnalazione al nostro concorso “Esordi Amo”. Tra i vari testi segnalo i miei:

–       la recensione al film Amanda Knox, Murder on Trial in Italy (2011) basato sul delitto di Perugia;

–       recensione alla silloge di poesie New Yorker’s Breaths di Maurizio Alberto Molinari;

–       recensione al romanzo Pazienti smarriti di Maria Rosaria Pugliese;

–       recensione alla silloge di poesie Pensieri senza pretese di Christian Lezzi;

–       prefazione alla silloge di poesie Dalla vetrata incantata di Sandra Carresi;

–       la segnalazione “E’ nata la rivista Fucinando”;

–       il saggio “Il mito della nobiltà inglese in letteratura” per la sezione Letteratura per la storia;

–       l’articolo “Le lingue dei popoli dei ghiacci” per la sezione Lingue;

–       L’intervista a me fatta da Massimo Acciai;

–       l’articolo “La corrida è cultura?” per la sezione Tempi Moderni.


La rivista può essere letta online o scaricata in formato pdf, cliccando qui.

Buona lettura e diffondi la notizia.

LORENZO SPURIO

11-09-2011

Rivista Fucinando n°2

Esce oggi, come il 10 di ogni mese la Rivista Fucinando, mensile delle attività del Collettivo Artistico Libero e Indipendente Fucina CHI diretto da Mauro Biancaniello. Nella rivista sono presenti poesie di Anna Bonarrigo, un racconto di Patrizia Poli, recensioni al romanzo “Vedere” di Mattia Zadra, estratti di libri, recensioni a La scatola nera di Amos Oz, Cuore di pietra di Sebastiano Vassalli, design della carta di Rosamaria Francucci, foto di Matthias Bianchi e di Laura Dolfini, il racconto Vindiciae (Sentenza) di Gianluca Paolisso e la segnalazione del bando di concorso “Esordi Amo” finalizzato alla creazione di un’antologia.

Per leggere la rivista on-line, cliccare qui. Buona lettura!

Contatti:

rivistafucinando@virgilio.it

fucina.chi@gmail.com 

Un sito WordPress.com.

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