III Premio Letterario De Leo-Bronte, edizione 2014

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La Professoressa Maddalena De Leo, importante studiosa, traduttrice e autrice di romanzi riguardanti le famose scrittrici inglesi Charlotte, Emily ed Anne Brontë, nonché consulente editoriale per l’Italia del periodico inglese Brontë Studies, indice per la terza volta un concorso letterario riguardante l’opera e la vita delle suddette autrici.

 

REGOLAMENTO

art. 1 Sezioni
Il concorso si articola in tre sezioni.

SEZIONE 1:  POESIA in lingua italiana o inglese ispirata alla vita, al luogo natale o all’opera di una delle sorelle Brontë. (E’ requisito necessario, pena l’esclusione, il riferimento esplicito a un luogo o nome brontëano nel corso della lirica).

SEZIONE 2: NARRATIVA: composizione (in lingua italiana o inglese) sul tema: ‘come ho conosciuto e come ho iniziato ad amare (o ad odiare) le sorelle Brontë?’

SEZIONE 3: Una DOMANDA da rivolgere ad una delle sorelle Brontë (in italiano o inglese) ispirata alla loro vita, al luogo natale, all’opera oppure ad un loro personaggio con relativa immaginaria RISPOSTA.

art. 2 Modalità di partecipazione
Ogni autore può partecipare liberamente a massimo due sezioni del concorso.

È possibile partecipare a ciascuna sezione con un massimo di 3 poesie, 2 composizioni o 2 domande/risposte.

Ogni poesia deve avere una lunghezza non superiore ai 30 versi.
Ogni composizione deve avere una lunghezza non superiore a 30.000 battute.

Ogni domanda/risposta deve avere una lunghezza non superiore a 20.000 battute.

art. 3 Invio delle opere
Le opere devono essere inviate al seguente indirizzo e-mail:
deleom@tiscali.it
Le opere vanno inviate in allegato in formato WORD .doc

Alla e-mails va allegata anche una scheda contenente i seguenti dati:
– Generalità dell’autore (Nome, cognome, data di nascita, indirizzo, CAP, recapito telefonico, email)
– Titolo dell’opera
– La seguente dichiarazione:

Io sottoscritto NOME E COGNOME dichiaro di essere l’autore del testo e di detenerne tutti i diritti a titolo esclusivo. Si autorizza al trattamento dei dati personali secondo le normative vigenti.

———————————

L’invio delle opere in formato cartaceo tramite servizio postale è facoltativo, in aggiunta all’invio tramite e-mail.
In tal caso le opere dovranno pervenire in un unica copia anonima e in una scheda a parte dovranno essere indicati i dati sopra elencati per l’invio tramite e-mail.
In formato cartaceo le opere devono essere inviate al seguente indirizzo:

Prof.ssa Maddalena De Leo
Via  della Ferrovia 14
84046 Ascea Marina (SA)

art. 4. La partecipazione al concorso è gratuita.

art. 5 Termine di consegna delle opere
Le opere partecipanti devono essere inviate secondo le modalità previste dall’articolo 3 entro e non oltre la mezzanotte del giorno 30 aprile 2014.

art. 6 Giuria

Presiederà la giuria di valutazione la prof.ssa De Leo coadiuvata da altre due studiose brontëane italiane, la prof.ssa Elisa Fierro e la prof.ssa Caterina Lerro.

art. 7 Premi
Saranno selezionate le opere migliori fra tutte quelle pervenute.

Al  1° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato:

–          un DVD  della BBC in lingua inglese riguardante un romanzo Brontë

Al  2° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato un CD  Brontë in italiano o in inglese

Al  3° classificato per ciascuna sezione andrà un oggetto brontëano (segnalibro, penna ecc.)

I diritti d’autore rimarranno di proprietà esclusiva dell’autore.

A tutti gli autori classificati dal 1° al 3° posto verrà rilasciato un diploma di merito con i giudizi espressi dalla prof.ssa De Leo sulla propria opera.

Tutte le opere selezionate saranno inserite nell’antologia ‘Brontëana III’ .

La prof.ssa De Leo si riserva la facoltà di assegnare menzioni speciali ad opere particolarmente meritevoli presso la sezione italiana della Brontë Society o segnalazioni sui siti Internet internazionali BrontëBlog e Brontë Parsonage Blog.

I vincitori della precedente edizione del Premio potranno partecipare ed eventualmente essere presenti nell’antologia senza però poter essere inclusi fra i primi tre premiati di ogni sezione.

 

PREMIAZIONE

Non ci sarà una cerimonia di premiazione pubblica.
I vincitori saranno avvisati via email e i premi saranno inviati via posta.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento 

Oggi a San Benedetto del Tronto (AP) un reading dedicato al disagio psichico e sociale

Il 12 ottobre alle ore 17 presso la Sala della Poesia di Palazzo Piacentini a San Benedetto del Tronto (AP) con il patrocinio del Comune, poeti ed esperti parleranno di un argomento che attraversa la nostra esperienza personale, ma di cui troppo spesso nessuno parla.

L’evento è organizzato e promosso dalla Associazione Culturale TraccePerLaMeta in sinergia con la rivista di letteratura Euterpe e l’Associazione I luoghi della Scrittura.

Un modo insolito di affrontare l’argomento che introdotto da esperti quali la dottoressa Antonella Baiocchi, psicoterapeuta e criminologa, darà spazio alla lettura di testi poetici che danno voce al disagio e alle difficoltà dell’uomo contemporaneo.

Sulla scorta della felice esperienza dello scorso giugno presso l’Università  di Palermo, Lorenzo Spurio, scrittore, critico e ideatore di questa iniziativa, è riuscito a renderla itinerante, a testimoniare l’interesse e la necessità di condivisione di sentimenti ed emozioni in questi nostri giorni che vedono i singoli sempre più soli e chiusi nella loro incomunicabilità.

L’ingresso è gratuito.

Info: lorenzo.spurio@alice.it – polysusy@alice.it

 

Locandina reading SBT_definitiva-page-001

Anna Scarpetta su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

La cucina arancione
di Lorenzo Spurio
Collana Oltremare Narrativa
Editrice TraccePerLaMeta
Prezzo Euro 10.00
 
Recensione di ANNA SCARPETTA

 

          cover_front   La mezza vita, è il primo, dei venticinque, di una serie di racconti,  dello scrittore Lorenzo Spurio, incluso nel libro: La cucina arancione,  edito dall’Associazione TraccePerLaMeta. Da un’attenta lettura, prefigura, in sostanza, quella chiave di apertura che traina, con maestrìa, le altre storie, inserite nella piacevole raccolta, di notevole interesse. In realtà, il nuovo lavoro di narrativa, di Lorenzo, dal titolo: La cucina arancione, rappresenta una carica essenziale, così idonea a rafforzare uno spirito già pregno di effettiva libertà  linguistica, da cui emergono, in questa particolare scrittura, due principali fattori di base: sobrietà e autenticità.

             A mio dire, un narratore, con sottile arguzia,  deve mettere in gioco, nella scrittura, tutti gli strumenti possibili, forti anche della formazione culturale. E, Lorenzo Spurio, in questo libro riesce ad offrire al pubblico una varietà di storie, così nuove, ricche di tanta immaginazione descrittiva, correlate di minuziose particolarità, molto affine ad ogni singola personalità di ciascun personaggio.

             In concreto, sono racconti diversi l’uno dall’altro, con una scelta di individui semplici, non troppo ricercati, ovvero, gente sempre la stessa, di tutti i giorni, di tutti i tempi, del nostro vivere quotidiano, della nostra moderna società. Orbene, personaggi descritti, ognuno, con scrupolosa cura nei loro particolari e minimi dettagli. A mio parere, sono esaltanti ritratti lineari, sia caratteriali che quelli fisici, che danno spesso l’immagine reale dei forti disagi fisici o mentali di talune persone. In effetti, le tante analitiche particolarità descrittive, inerenti ai racconti,  hanno insieme un solo filo conduttore, cioè il disagio mentale o fisico, più o meno accentuato, in taluni personaggi.

             Una novità editoriale, di Lorenzo, o meglio un lavoro centellinato a dovere, che risalta al meglio le sue qualità di scrittore, mettendo a fuoco l’analisi introspettiva della condizione umana, con una varietà di disagi non solo psicologici, ma anche nei suoi vari aspetti, fisici e psicofisici che, tuttavia, affliggono parte della nostra umanità. Noto,  leggendo con piacere, che il primo racconto svela, in maniera naturale,  a dir poco, il vero fascino di una scrittura, che, nel suo complesso, si rivela  abbastanza divertente, oserei dire, alquanto, mimica.

              Infatti, emerge una mimica parlata, molto bene pensata in ogni suo dettaglio, orchestrata con perfetta minuziosità nella varietà degli innumerevoli particolari, dando corpo e vivacità di linguaggio al racconto stesso, con un finale quasi sempre a sorpresa. Non c’è dubbio, una mimica, capace di vestire e svestire, con sottile ironia, nonché, con forte, fervida, immaginazione, quei personaggi un po’ strambi e curiosi, nel ridurre le  dimensioni fisiche, appunto, nella descrizione del nano, così come si riscontra nel racconto: La mezza vita. Invero, nella lettura, di questo racconto risalta l’immagine di  certi individui autentici, molto espressivi, dinamici nei movimenti, e nelle loro azioni, proprio come fa un bravo registra coi suoi attori, dietro alla macchina da presa, mentre sta girando le sue scene pensate e immaginate, coi suoi strani, numerosi, personaggi e  comparse,  per narrare, alla fine, una storia di vita reale oppure immaginaria.

             Dunque, è anche la stessa mimica che accomuna i grandi e piccoli artisti, veri interpreti dell’arte, come i divertenti clown dei circhi più in vista, sempre in giro per il mondo. E, quando si presentano al pubblico, per esibire il loro migliore numero di spettacolo, più fantastico, così bello, e molto divertente, il risultato finale, dinanzi alla moltitudine  di  gente,  rimane  alla  fine  assai  sorprendente. Orbene,  La  mezza  vita come racconto iniziale,  rappresenta la tipica narrazione di un uomo fantasioso e curioso, che  psicologicamente, da persona normale, crede di avere acquisito nuove dimensioni fisiche, appunto, in nano. E, dovendo condurre una vita reale, fa davvero  fatica, a muoversi nell’interno della sua casa, come chiudere e aprire la porta  per uscire, in quanto è di altezza piccola, così come le sue mani sono troppo corte per svolgere le personali faccende di tutti i giorni. Il finale si rivela una sorpresa.

          Mi hanno schedato è un altro racconto ch’io trovo abbastanza intrigante, con una scrittura davvero divertente. Lo scrittore  narra di un uomo che fa un sogno davvero strano e bizzarro,  sogna di essere nella città di Rabat e di parlare arabo. Intrattiene con la  stessa gente del luogo, abituali cordiali conversazioni, come se la conoscesse molto bene, addirittura, parla con loro la stessa lingua. Egli si muove a suo agio in questa città straniera e cammina frettolosamente. E, incuriosito, si sofferma davanti ad una bottega di spezie odorose e raffinate; che sono in bella mostra, trite e polverizzate, con una straordinaria varietà di colori. Ma, al suo risveglio, egli prova subito un forte impatto con la realtà, ricordando di  non essere mai stato realmente in quella città araba, né di conoscere quella lingua. Dunque, quel sogno non poteva essere suo, non gli apparteneva nei minimi dettagli. Da queste confuse e personali  considerazioni, dentro di sé, riparte, in maniera surreale, tutta un’analisi introspettiva, abbastanza contorta. Infine, decide di non volere più, per sé, quel sogno così strambo. Il finale è a dir poco, inaspettato.

              La vecchia col cappotto ocra  è  tutt’altra trama,  un po’ forse troppo forte, in sostanza. In questo episodio un uomo viene disturbato da un sogno sempre lo stesso e ricorrente, con la presenza di una donna alta, di aspetto grossolano,  e trascurato,  indossa un lungo cappotto colore ocra.  La donna appare in sogno, quasi sempre di spalle, poi finalmente gli  mostrerà anche il suo volto sgraziato. Tuttavia, questo sogno si rivela una continua persecuzione,  così assillante, al punto che, ad ogni suo risveglio, si sente minacciato.  In concreto, il sogno diviene ingestibile nella realtà. Egli, infatti, si lascia prendere dall’ansia, e da incredibile paura. Infine, decide di camminare con un coltello in tasca per una sua difesa personale. Ma, un giorno, per un caso fortuito, trovandosi per strada, incontra realmente la donna del suo sogno, è lì dinanzi  ai suoi occhi, veste uguale, stesso volto, stesso cappotto. Questa visione, infatti, produrrà in lui una reazione istintiva, così incontrollabile, che lo porterà a compiere un gesto insano.

              In conclusione, la lettura del libro: La cucina arancione, dello scrittore Lorenzo Spurio, si presenta  scorrevole, come linguaggio, con episodi ricchi di un dinamismo incredibile. A mio parere,  sin da subito, emerge quella straordinaria capacità espressiva così complessa in ogni minuziosa descrizione, fatta di movimenti ed azioni, di ciascun personaggio. Non sbaglierei dicendo che questa scrittura, non può che affascinare il lettore. In sintesi, i venticinque racconti, uno dopo l’altro, ti prendono con il particolare piacere di capire, fino in fondo, l’importanza e il senso autentico di questa scrittura, non di facile interpretazione. E’, senza dubbio, una personale scrittura che  rasenta l’espressività di un verismo ancora così presente nella nostra  società odierna. Tuttavia, un verismo, temprato e forgiato nel tempo, che accomuna la visione, la dialettica, e abbraccia, in un solo afflato, l’umanità dei nostri giorni. Inverosimilmente, a mio dire, l’abbraccia, con gli stessi bisogni e urgenti necessità, anche coi suoi disagi individuali, sempre in forte crescita, in un territorio uguale a tutti  gli altri del mondo, con le stesse problematicità che sembrano non avere mai un fine reale.  

 

Novara, lì 4 Ottobre 2013                                                             Anna Scarpetta

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“Ian McEwan: sesso e perversione” di Lorenzo Spurio, recensione di Anna Maria Balzano

Ian McEwan: sesso e perversione

di Lorenzo Spurio

Photocity Edizioni, 2013

Link diretto alla vendita

 

cover“Ian McEwan: sesso e perversione” è l’ultimo interessantissimo saggio di Lorenzo Spurio sul grande scrittore inglese. Si tratta di un lavoro molto ben articolato che analizza con minuziosi dettagli un tema, quello del sesso, in tutte le sue sfaccettature, positive e negative, importantissimo nell’opera dell’artista britannico, rivelando una conoscenza profonda sia dei testi a cui fa riferimento sia degli studi critici  e delle recensioni pubblicate sulle opere dell’autore.

È l’uomo al centro di questa analisi, l’uomo nella sua volontà di prevaricazione, che manifesta nelle sue attitudini sessuali il bisogno di affermazione e conoscenza di sé.

Capitoli su argomenti ancora spesso considerati scabrosi in letteratura, come l’incesto, il sadomasochismo, lo stalking, offrono al lettore un’interpretazione accurata delle opere dell’autore, interpretazione che a una lettura superficiale può sfuggire.

Sono soprattutto i personaggi di “The Cement Garden”, “The Confort of Strangers”, “Enduring Love”, “Sweet Tooth”, al centro dell’attenzione di Spurio, che fa riferimento anche alle teorie freudiane per quegli aspetti che riguardano una parvenza di regressione all’infanzia o addirittura di complesso di Edipo.

Molto interessante appare il riferimento allo studio di Jack Slay, che nella sua opera su McEwan, a proposito dell’incesto, sostiene che esso risponde a “un bisogno di condivisione, un bisogno di amare”, spogliando così questo atto della sua componente di perversione.

È vero, come rileva più volte Spurio, che ciò che può sembrare ambiguo e sgradevole nell’opera dello scrittore inglese, non contiene mai una volontà di colpire il lettore per la sua volgarità, anzi, il discorso di McEwan è sempre metaforicamente rivolto alla funzione dell’arte nella società contemporanea.    

Molto suggestiva l’interpretazione del titolo del romanzo “Enduring Love”, che sostiene meravigliosamente tutta la tesi di Spurio. Il verbo to endure assume qui un duplice significato: da una parte fa riferimento a un amore durevole, cioè duraturo nel tempo, dall’altro a un amore inteso come sopportazione e peso. Ed è questa ambiguità che offre al lettore più chiavi di lettura e una grande libertà di interpretazione.

Ciò che risulta poi estremamente illuminante nell’intero saggio di Spurio è la sua conclusione, che vuole mettere l’accento sulla persistente tendenza perbenista di un certo pubblico di lettori ancora oggi pronti a condannare descrizioni di abitudini sessuali che si discostino dai canoni della morale comune, chiudendo gli occhi su realtà diverse ma pur sempre presenti. Non meno interessante è la denuncia del limite palese di quei critici che associano a un contenuto scabroso una figura d’autore a dir poco disturbata: a questo proposito si ricorda come sia stata messa al bando subito dopo la sua pubblicazione un’opera come “Lady Chatterley’s lover” di Lawrence o quanto scalpore abbia suscitato “Lolita” di Nabokov.

Nelle sue ultime considerazioni Spurio ci offre molti spunti di riflessione che non a caso possono essere giustamente riferiti anche alla sua bella recente raccolta di racconti “La cucina arancione”, che appunto indagano nella natura dell’uomo, mettendone in luce quei lati bui e nascosti che la morale borghese tuttora censura.

 

QUESTO TESTO VIENE QUI PUBBLICATO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

Esce il nuovo romanzo di Jonathan Coe: “Expo 58”

Expo 58
di Jonathan Coe
Traduzione di Delfina Vezzoli
Feltrinelli, 2013
pp. 288 euro 17,00
 
SINOSSI:

copertina coeL’Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine. In piena Guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d’intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra,Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d’intrighi internazionali di cui diventa un’inconsapevole pedina. In un fuoco di fila di esilaranti colpi di scena, il racconto corre su due binari paralleli egualmente coinvolgenti: i turbamenti amorosi del giovane Thomas – che tradisce la moglie, s’innamora di due donne diverse ed è divorato dai sensi di colpa – e una spy story che ci inchioda alle pagine, pervasa dal proverbiale umorismo di Coe, che nel narrarci questa vicenda torna ad attingere alla ricca vena ironica dei suoi inizi. Commedia romantica e di spionaggio, decimo romanzo di un autore che è ormai un classico contemporaneo della letteratura inglese in una delle sue prove migliori ed esilaranti.

JONATHAN COE

Jonathan Coe è nato a Birmingham nel 1961, si è laureato a Cambridge e a Warwick, vive a Londra. Ha scritto due biografie (Humphrey Bogart e James Stewart) e con Feltrinelli ha pubblicato:  La famigliaWinshaw (1995), La casa del sonno (1998), L’amore non guasta (2000), La banda dei brocchi (2002), Donna per caso (2003), Caro Bogart. Una biografia (2004), Circolo chiuso (2005), La pioggia prima che cada (2007), Questa notte mi ha aperto gli occhi (2008), I terribili segreti di Maxwell Sim (2010), Come un furioso elefante. La vita di B.S. Johnson in 160 frammenti (2011), Lo specchio dei desideri (2012) e, nella collana digitale Zoom, V.O. (2011).

Giuseppina Vinci torna con un saggio letterario: “Riflessi letterari”

Nell’opera parlano Leopardi, Montale, Joyce, Woolf e tanti altri autori

 Comunicato stampa

coverTraccePerLaMeta Edizioni ha appena pubblicato “Riflessi letterari” di Giuseppina Vinci: un percorso tra le pieghe della letteratura italiana ed inglese. La scrittrice analizza secondo la propria esegesi dei testi che propone, opere centrali negli studi sulla letteratura, quali ad esempio alcune liriche di Leopardi , focalizzandosi su precisi  ambiti letterari: il simbolismo, l’ermetismo, il modernismo inglese. La scrittura piana e accessibile a tutti e l’esposizione del suo pensiero critico su ciascun opera/autore è breve, preciso e condensato, capace di fornire all’attento lettore nuovi spunti di analisi e ricerca.

Dalla prefazione del critico letterario Lorenzo Spurio si legge: «Giuseppina Vinci, docente di materie classiche al Liceo Classico Gorgia di Lentini, dà prova con questo libro di come la letteratura non solo debba essere letta, possibilmente ad alta voce e senza rumori intorno, ma di come essa debba essere interpretata, riletta, vissuta e ri-creata, perché è proprio dall’interazione che si crea tra autore e lettore che si ricavano i variopinti significati e le leggiadre possibilità di indagine dell’uomo nel mondo reale».

 

L’autrice

Giuseppina Vinci è nata a Lentini (SR), città nella quale vive e insegna presso il Liceo Classico “Gorgia”. Ha pubblicato due libri di poesie e racconti: Battito d’ali (Aletti Editore, 2010) e Chiara è la sera (Angelo Parisi Editore, 2012). Oltre alle poesie e ai racconti, ha pubblicato articoli su quotidiani nazionali e locali, tutti contenuti in Chiara è la sera e è presente  in Cento voci verso il cielo, Antologia poetica e in Antologia di poesie “Il Forte”.

 

                       

TITOLO: Riflessi letterari
AUTORE: Giuseppina Vinci
PREFAZIONE: Lorenzo Spurio
EDITORE: TraccePerLaMeta Edizioni
COLLANA: Sabbia – Critica letteraria
PAGINE: 68
ISBN: 978-88-907190-9-7
COSTO:  9 €

Link diretto alla vendita

 

Info:

info@tracceperlameta.orghttp://www.tracceperlameta.org

Ufficio Stampa: Lorenzo Spurio – lorenzo.spurio@alice.it

Spurio con un saggio su McEwan: “Ian McEwan: sesso e perversione”

 IAN McEWAN: SESSO E PERVERSIONE

DI Lorenzo Spurio

 

COMUNICATO STAMPA

 

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Lorenzo Spurio, scrittore e critico letterario marchigiano, ha ampliato la sua tesi di laurea magistrale conseguita all’università degli studi di Perugia nel 2011 sul tema della “devianza sessuale” nella narrativa dello scrittore britannico Ian McEwan e questo ne è il prodotto finale.

In questo ampio saggio, che si apre con una prefazione dello scrittore Antonio Melillo sul ruolo dell’amore nella letteratura, Spurio sviscera alcune delle problematiche sociali proposte dall’autore inglese tra le quali la follia, le aberrazioni, il perturbante, il deviato e la degenerazione di alcuni atteggiamenti frutto di una psiche malata. Il percorso che il lettore è chiamato ad intraprendere è agevolato da un ricco apparato di critica e di note esplicative o di riferimento che rimandano ad altrettanti testi ai quali Spurio si rifà.

Il saggio affronta il tema della sessualità vista dagli occhi allucinati di giovani senza regole (come avviene nel romanzo The Cement Garden) o nei suoi aspetti deleteri di una bieca perversione (come avviene in The Comfort of Strangers) e in varie altri narrazioni l’autore lo impiega, invece, per chiarire l’austerità dei tempi in cui ambienta le sue storie, la contrapposizione tra visione patriarcale e il nascente femminismo.

Questo saggio è una ricca e propedeutica analisi critica allo studio della narrativa di Ian McEwan.

      

 

Scheda del libro

Titolo: Ian McEwan: sesso e perversione

Autore: Lorenzo Spurio

Prefazione: Antonio Melillo

Genere: Critica letteraria

Casa Editrice: Photocity, Pozzuoli (Na), 2013

ISBN: 978-88-6682-463-3

Costo: 10 €

Link diretto alla vendita

  

Info: lorenzo.spurio@alice.it

Ian McEwan, Margherita Hack, Serena Dandini, Vidia Naipaul e tanti altri al Festival letterario-musicale di Barolo (Cuneo)

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COLLISIONI 2013

CREATURE SELVAGGE

5/6/7/9 LUGLIO – BAROLO (CN)

 

 

VENERDI’ 5 LUGLIO

Ore 21,30: Jamiroquai in concerto – piazza rossa

  

SABATO 6 LUGLIO

Ore 11,30: Ascanio Celestini Reading: “Pro Patria” – piazza blu

Ore 14,00: Margherita Hack presenta: “Il Perché non lo so. Autobiografia in parole e immagini” – piazza blu

Ore 15,30: Ian McEwan.  Note a margine della scrittura – piazza blu

Ore 17,00: Luciana Littizzetto dialoga con Paola Mastrocola. “Non so niente di te”–  piazza rossa

Ore 17,00: Oliviero Toscani. Un sogno: l’abolizione della televisione. Dialoga con Emilio Targia –  piazza blu

Ore 17,30: Deb e i Mostri  in concerto – piazza verde

Ore 18,30: The Traveller  in concerto – piazza verde

Ore 19,30: 2 Fat Man  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Michael Chabon presenta “Telegraph Avenue” – piazza blu

Ore 20,00: Serena Dandini presenta “Ferite a Morte” –  piazza rossa

Ore 20,30: Fake Club  in concerto – piazza verde

Ore 21,30: Gianna Nannini in concerto – piazza rossa

Ore 21,45: Double Trouble  in concerto – piazza verde

Ore 23,00: Brusco  in concerto – piazza verde

Ore 23,30: Elio e Le Storie Tese  in concerto – piazza rossa

Ore 00,00: Riva Starr & Dj Pony  in concerto – piazza verde

  

DOMENICA 7 LUGLIO

Ore 10,30: Daria Bignardi presenta “L’Acustica Perfetta” – piazza blu

Ore 12,00: Ayelet Waldman presenta “La ragazza del treno d’oro” piazza rosa

Ore 12,00: Giuliano Sangiorgi. Premio Giovani 2013 di Collisioni – piazza blu

Ore 14,00: il Premio Nobel Vidia Naipaul presenta “La perdita dell’Eldorado” – piazza blu

Ore 14,00: Piergiorgio Odifreddi presenta “Abbasso Euclide!”  – piazza rosa

Ore 15,30: Caterpillar. Incontro i conduttori della famosa trasmissione radiofonica di Rai Radio2 (Massimo Cirri, Paolo Maggioni, Sara Zambotti, Sabina Cortese e Lisa Tropea).- piazza rosa

Ore 15,30: Giuseppe Tornatore. Premio Giovani 2013In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino – piazza blu

Ore 16,00: Madyon  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Crifiu  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Finale contest “Suoni Reali” – Arci Real  in concerto – piazza verde

Ore 17,00: David Grossman presenta: Caduto fuori dal Tempo”  –  piazza blu

Ore 18,00: Boomdabash  in concerto – piazza rossa

Ore 18,00: David Sedaris dialoga con Lella Costa – piazza rosa

Ore 18,30: Valerio Massimo Manfredi. “Il Mio nome è nessuno” – piazza blu

Ore 19,00: Tre Allegri Ragazzi Morti  in concerto – piazza rossa

Ore 19,30: Nuju  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Massimo Carlotto e Marco Videtta presentano “Le Vendicatrici” – piazza blu

Ore 20,30: Maurizio Lastrico Show – piazza verde

Ore 21,00: Marta sui Tubi  in concerto – piazza rossa

Ore 21,00: Lilli Gruber presenta “Eredità” piazza blu

Ore 21,30: Daniele Ronda  in concerto – piazza verde

Ore 22,00: Fabri Fibra in concerto – piazza rossa

Ore 23,00: Feel Good Productions Dj’s  in concerto – piazza verde

 

 

MARTEDI’ 9 LUGLIO

EVENTO SPECIALE

Ore 21,00: Elton John Solo Show  – piazza rossa

Risultati del II Concorso De Leo-Bronte

PREMIO LETTERARIO DE LEO-BRONTË 2013 –  RISULTATI

 

copertina antologia 2013 La Commissione giudicatrice del Premio suddetto, chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alle 18 poesie, alle 12 lettere  e agli 11 drabbles  pervenuti si è espressa nel modo seguente:

 Sono stati considerati finalisti e quindi pubblicabili nell’Antologia tutti gli elaborati pervenuti – senza alcuna esclusione – in quanto tutti qualitativamente validi.

  • Sono stati inclusi per il giudizio della Commissione e la pubblicazione nell’antologia anche gli elaborati pervenuti in lingua inglese, come espressamente enunciato nel Regolamento del Premio.
  • Pur essendo presenti nell’antologia, sono stati esclusi dall’attribuzione dei primi tre Premi di ogni sezione gli autori vincitori dell’edizione 2012.

 .

  • Le tre poesie vincitrici sono le seguenti:

 1^ classificata:    AMORE DI RUGGINE  di  Tiziana Tunzi   (Bari)

 Motivazione: 

            La poesia, con un impatto immediato sul lettore, gioca sull’iterazione della parola ‘ruggine’, presente in tutte le strofe oltre che nel titolo, intesa a sottolineare il senso di inadempiuto e di finito che pervade Wuthering Heights. Ottima la suggestione, struggente l’espressione lirica.

 

Premio: Doppio DVD Drammatizzazione BBC  2006 Jane Eyre

              Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

 

  • 2^ classificata:    ‘si e’ fatta avanti’  di Francesco Sicilia    (Agropoli)

 Motivazione:

           Ispirata dalle parole di Charlotte, la poesia descrive con parole ammirate gli ultimi momenti della vita di Emily constatandone il coraggio e la forza di carattere. Il lessico misurato e l’alternarsi continuo del concetto ‘morte-vita’ contribuiscono a evidenziarne il messaggio quasi mistico.

 

Premio:  CD audio book romanzi di Charlotte Brontë

              Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

 

  • 3^ classificata: NON TI LASCERO’ MAI  di Davide Lucarelli  (Fiano Romano, RM))

            Motivazione:

          Con tono cadenzato ed evocativo l’autore rievoca con efficacia attraverso le parole di una Catherine ormai fantasma l’atmosfera cupa e fredda della casa delle Heights. Particolarmente evidenziato nell’ultima strofa il filo invisibile che unisce ancora i due protagonisti anche dopo la morte di lei.

           Premio:  Segnalibro Brontë

                        Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

  

  • Le tre lettere vincitrici sono le seguenti:

 1° classificato:  CARISSIMA CATHERINE  di Alessia Ranieri (Roma)

 Motivazione:

 Il componimento epistolare traduce superbamente con la forza enfatica e passionale delle parole l’ipotetico appello di Heathcliff alla sua amata durante i tre anni d’assenza successivi alla fuga da Wuthering Heights. E’ un inedito ‘voler rompere il silenzio’ e va a suturare con particolare abilità narrativa il momento più oscuro e meno visitato del romanzo di Emily Brontë.

  

Premio: Doppio DVD Drammatizzazione BBC 1978 Wuthering Heights

Attestato di merito e segnalazione su Brontë Blog

 

  • 2° classificato: CARISSIMA EMILY di Serena Gobbo  (S. Stino di Livenza – VE)

 Motivazione:

Il tono intimo-confidenziale di una sorella che scrive all’altra mentre è da lei lontana caratterizza questa lettera di Charlotte ad Emily. Ricco di particolari della vita quotidiana a Haworth e a Stonegappe, accurato e minuzioso nelle descrizioni, il componimento epistolare si distingue per l’espressione fluida e la similarità nell’emulazione.

Premio:  CD Audiobook romanzi di Charlotte Brontë

Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

 

  • 3° classificato: LETTERA A CHARLOTTE di  Aurora Bardi  (Majano–UD)

 Motivazione:

Molto dolce ed empaticamente sentita, questa lettera si distingue per la semplicità con cui la giovane autrice si pone in linea con Charlotte dimostrando come le Brontë, in un mondo che sta perdendo ogni tipo di valori,  possano essere ancora vicine per modo di sentire ai giovani d’oggi con il loro messaggio.

 Premio: Segnalibro Brontë

Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

  

  • I tre drabbles vincitori sono i seguenti:

 1° classificato:   VISIONE  di  Ivonne Defant  (Terlago, Trento)

 Motivazione:

Il drabble, attraverso una minuziosa descrizione della cornice ambientale che circonda la protagonista, riesce a cogliere in maniera illuminata l’attimo di ispirazione di uno degli episodi di svolta di Wuthering Heights. Con un procedimento creativo tipico di Emily Brontë, la descrizione del reale filtrata attraverso il pensiero si rarefa elevandosi a visione per poi tornare ad arricchire con perizia i tratti distintivi dei vari personaggi.

 Premio: Doppio DVD drammatizzazione BBC Jane Eyre

Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

 

  • 2° classificato:    ANIMA VAGANTE di Angela D’Angelo (Ascea Marina – SA)

 Motivazione:

L’autrice è riuscita a descrivere in maniera puntuale il nucleo emotivo di Wuthering Heights proponendolo con ritmo cadenzato e incalzante servendosi di particolari suggestioni audio-visuali e gestuali. Determinante l’interrogativo finale.

         Premio: CD Audiobook romanzi Charlotte Brontë

       Attestato di merito e segnalazione su Brontëblog

 3° classificato: IL BUIO CHE MI COMPLETA di Carola Boniotti  (Trezzo sull’Adda – MI)

 Motivazione:

Il drabble fotografa con parole efficaci l’attimo della morte di Charlotte dando spazio al rimpianto per una vita travagliata e non del tutto vissuta. Con prosa lieve e toccante, il componimento risulta immediato ed evocativo.

         Premio: Segnalibro Charlotte Brontë

        Attestato di merito e segnalazione su Bronteblog

 

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L’antologia ‘BRONTËANA II’ può essere richiesta all’indirizzo di posta elettronica deleom@tiscali.it

 

“Brontës: i nostri più antichi segreti” ritorna a Roma

brontesBrontës: i nostri più antichi segreti nuovamente in scena dal 17 maggio al centro giovanile Giovanni Paolo II (GP2)  che dopo l’enorme successo di pubblico e critica, ottenuto lo scorso autunno, ha concesso all’intero cast, di interpretare la bellezza e la particolarità di questo spettacolo teatrale nella suggestiva Cripta Borromeo. Lo spettacolo ideato e scritto da Giuseppe Giulio, si arricchisce di numerosi e inediti aspetti, tra questi la musica, la quale dominerà incontrastata insieme all’ interpretazione e alla narrazione di tre donne, che riporteranno alla luce i più antichi segreti di tre sorelle vissute a cavallo del XIX secolo e che hanno immortalato per sempre le loro opere e poesie nel firmamento della letteratura britannica e mondiale. Charlotte, Emily e Anne Brontë torneranno sul palco per raccontare al pubblico italiano segreti nascosti nella raccolta poetica “Poems by Currer, Ellis e Acton Bell”pubblicata nel 1846. Molte sono le poesie estratte da questa raccolta e che saranno interpretate dal talento e dalla passione di Lavinia Lalle nel ruolo di Anne Brontë e Sarah Mataloni nel ruolo di Emily Brontë, mentre la più grande delle tre, Charlotte Brontë verrà interpretata dalla solare e grintosa poetessa e attrice Alessandra Martino, le tre donne verranno sempre accompagnate dalle musiche composte dal maestro Francesco Paniccia. Quattro nuovi ed entusiasmati atti che insieme alla voce del narratore, condurranno gli spettatori dalle frasi più belle, estratte dai più celebri romanzi delle tre sorelle, da Cime Tempestose a Jane Eyre, fino alle poesie, le quali ancora oggi rappresentano un enorme segreto per gli appassionati di letteratura comparata nel mondo e che incorniciano una delle ere storiche più affascinanti al mondo: l’era Vittoriana. Uno spettacolo diverso dalla sua prima stesura, e che si avvale di un importante approfondimento teatrale e musicale e soprattutto letterario, grazie anche alla narrazione scritta da Tania Zulli (e interpretata da Stefania Ninetti)  la quale concederà al pubblico, un approccio accademico allo spettacolo, una visione storica ma anche letteraria del periodo vittoriano e della vita delle tre sorelle protagoniste, svelando ancora una volta attraverso la letteratura prodotta dalle tre sorelle, i loro più antichi segreti, molti non ancora svelati dalla critica al pubblico.Uno spettacolo colmo di sorprese e di emozioni, di musica e di teatro che proietterà il pubblico in un viaggio che riporterà il pubblico tra le mura dell’antica cittadina di Haworth, nell’ovest dello Yorkshire fino a Roma, per riassaggiare ancora una volta il destino romantico e passionale di tre donne, vissute tra cielo e terra.

 da un’idea di: Giuseppe Giulio
con la collaborazione artistica di Alessandra Martino

con Stefania Ninetti nel ruolo di narratrice
Lavinia Lalle: Anne Bronte
Alessandra Martino: Charlotte Bronte
Sarah Mataloni: Emily Bronte
Musiche di Francesco Paniccia
Ufficio stampa e promozione: Giuseppe Giulio e Sarah Mataloni

 

Anna Maria Balzano su “Chesil Beach” di Ian McEwan

Chesil Beach 

di  Ian McEwan

Einaudi, Torino, 2007

Recensione di ANNA MARIA BALZANO

9788806197681Una prosa limpida, bellissima. Non sempre leggendo opere di grandi scrittori stranieri consideriamo con il giusto e dovuto rispetto in che misura il traduttore  contribuisca al loro successo nel mondo. La traduzione di Chesil Beach di Susanna Basso nell’edizione Einaudi è davvero eccellente. Conoscere a fondo una lingua non vuole sempre dire sapere interpretare e rendere il pensiero d’un autore, i sentimenti dei suoi personaggi. Tradurre è un’arte che non s’impone con prepotenza e arroganza, è un’arte discreta, che tuttavia può essere determinante per l’affermazione e la diffusione di un’opera.

In questo romanzo McEwan affronta un tema che fu importante negli anni sessanta immediatamente precedenti la rivoluzione sessuale. Florence è una ragazza bella e delicata, studia  musica e ha un avvenire come concertista, Edward è un ragazzo onesto e studioso, anche lui con tanti sogni da realizzare. Sullo sfondo le loro famiglie, ciascuna con i suoi limiti e i suoi pregi. Tutto appare essere nella normalità più assoluta. Florence e Edward si amano, ma i pregiudizi e le inibizioni che hanno condizionato l’educazione dei giovani di quell’epoca, portano i due al matrimonio senza aver avuto precedenti esperienze. In realtà nessuno dei due conosce a fondo se stesso, non ha mai sperimentato le proprie reazioni di fronte a un rapporto sessuale completo: la loro prima notte di nozze diventa dunque il terreno su cui si realizzerà lo scontro più lacerante.

Come sempre nelle opere di McEwan la lettura viene proposta su due livelli.

A un primo livello, è chiara la critica a quella generazione di educatori che costringevano i figli, più specificamente le figlie, a rispettare il preteso valore della verginità, molto spesso con il fine tanto pratico quanto ipocrita di evitare fastidiose e ingombranti conseguenze. In questi casi ci si poteva trovare di fronte a vere e proprie patologie del tutto sconosciute, tanto difficili da affrontare nel momento in cui la coppia aveva  già iniziato una vita insieme. Il sesso è da sempre stato il  punto di incontro o di scontro, una carta da giocare nella riconciliazione o nella separazione. Il problema fondamentale si rivela quando l’amore che dovrebbe accompagnare il sesso non è abbastanza forte  da superare eventuali ostacoli.  Con la rivoluzione sessuale e la conseguente liberalizzazione dei rapporti uomo-donna, si è giunti a una conoscenza più approfondita di se stessi, del proprio corpo, e del corpo dell’altro, delle reazioni che esso manifesta in casi specifici. La conoscenza non è mai un fatto negativo, essa anzi aiuta a crescere: in questa prospettiva l’emancipazione dei costumi, quando non degeneri in inutile eccesso, è sempre auspicabile.

A un secondo, non meno interessante livello, McEwan crea, come già ho notato in modo particolare in “Espiazione”, un personaggio che si proponga come metafora dell’arte: la purezza di Florence  è la purezza dell’arte che non ammette contaminazioni. L’arte in tutte le sue forme, che sia musica, letteratura o arte figurativa deve mantenere la sua integrità, non può accettare di diventare funzionale a un fine che non sia se stessa. Ma è qui il vero quesito che, io credo, McEwan pone ancora una volta: è davvero giusto perseguire questo concetto decadente di un’arte fine a se stessa, o non è più giusto e attinente ai tempi moderni adeguare anche il concetto dell’arte alle esigenze del mondo moderno? Perché per esempio non un’arte con un fine sociale?  Chi è più funzionale oggi, un Wilde con la sua indiscutibile magia descrittiva o un Guttuso con la capacità di esprimere il dramma della società moderna? In realtà credo non sia neanche giusto dare una risposta, anche se personalmente tendo più verso Guttuso che verso Wilde. Non è giusto, perché l’arte è sempre arte, come la vuole l’artista, e se è in grado di esprimere concetti universali, il suo valore è sempre indiscutibile.

ANNA MARIA BALZANO

 

QUESTA RECENSIONE VIENE QUI PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA DIFFUSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“Dickinson: tra parole e musica”, progetto teatrale di Giuseppe Giulio

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“Dickinson: tra parole e musica” è questo il titolo dato al secondo progetto teatrale ideato da Giuseppe Giulio, che nuovamente unisce letteratura, teatro e musica. Emily Dickinson è la protagonista indiscussa di questo inedito spettacolo artistico, una poetessa statunitense considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. La poetessa scopre la propria vocazione poetica durante il periodo di revival religioso che, nei decenni tra il 1840 e il 1850 si diffuse rapidamente nella regione occidentale del Massachusettes. Emily visse la maggior parte della propria vita nella casa, dove era nata, lei amava la natura, ma era costantemente ossessionata dalla morte, vestiva solo di bianco in segno di purezza, si innamorò di un pastore protestante, ma il suo amore rimase solo platonico, molte delle sue opere sono dedicate a questo amore, tra queste tre diverse lettere dal titolo “Master”che molti critici e appassionati della poetessa ritengano siano indirizzate a questo amore non corrisposto. Le lettere tradotte da Margherita Guidacci e interpretate dalle Lavinia Lalle e Sarah Mataloni accompagnate dalle musiche composte per l’occasione dal maestro Francesco Paniccia. Quando Emily Dickinson all’età di trentadue anni, decise dopo un breve viaggio nella capitale statunitense Washington DC, di estraniarsi dal mondo e si rinchiuse nella propria camera al piano superiore della casa natale, anche a causa del sopravvenire di disturbi nervosi e di una fastidiosa malattia agli occhi, non uscendo da li neanche il giorno della morte dei suoi genitori. Credeva che con la fantasia si riuscisse a ottenere tutto e interpretava la solitudine e il rapporto con se stessa come veicoli per la felicità. Al momento della sua morte la sorella scopre nella camera di Emily, ben 1775 poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore che faranno da sfondo alla parte contemporanea dello spettacolo, che include le poesie cantate da Marianna Sollecchia accompagnata dalla musica composta dal maestro Francesco Paniccia e dalle immagini fotografiche di Elisa De Santis. Il tutto sarà accompagnato e incorniciato dall’approccio accademico storico-letterario e sociale del narratore svolto da Silvio Raffo, traduttore anche delle poesie scelte per lo spettacolo e dall’ingegno artistico del regista Cristiano Maria. L’ultimo atto terminerà con la poesia dal titolo “Hope is the Thing”resa celebre nel mondo grazie al linguaggio semplice e brillante, che hanno reso la poetessa una delle più studiate e lette dai giovani di tutto il mondo. Un esperienza unica ed inedita per gli appassionati e non di letteratura comparata, per chi ama la poesia di Emily Dickinson e la magia che traspare dai sui versi. Uno spettacolo teatrale che sbalordirà ed emozionerà fino alle ultime gocce di parole e musica.

 

Ideato da: Giuseppe Giulio

Regia: Cristiano Maria

Narratore: Silvio Raffo

Interpreti: Lavinia Lalle, Sarah Mataloni e Marianna Sollecchia

Foto: Elisa de Santis

Traduzioni poesie: Silvio Raffo

Traduzioni lettere “Master”: Margherita Guidacci

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