N.E. 01/2023 – “Tracce di inchiostro” poesia di Sandra De Felice

Si appresta la malinconia
a varcare un labirinto
con passi leggeri
che si susseguono incerti.
Una malinconia struggente
che sembra volar via
all’apparire del mio volto
delle passate primavere,
riaffiora il mio volto
tra le nuvole e il vento
e l’acre sapore di salsedine…
Riaffiora la solitudine
tra i fogli scritti
al passare del tempo
che ignaro avanza,
lasciando tracce d’inchiostro

sulle mani e nell’anima.

*

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N.E. 01/2023 – “Un foro nella roccia”, poesia di Antonio Corona

Un foro nella roccia

perfettamente inciso

mi ricordò la morte

ingiustamente precisa.

Un’ombra all’interno

il sole che la trafigge

e lì, un libro dimenticato

le sue pagine al vento.

Le parole scritte

sono rocce vicine

eredità d’inchiostro che

richiamano ali corvine.

Permane in silenzio

il foro che osservo

sussurrano i fogli

la nostra seconda chance.

*

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N.E. 01/2023 – “Ai margini dell’oceano”, poesia di Roberto Casati

Ai margini dell’oceano

sarai di pietra pura

la bandiera, colorerai

il giorno d’azzurro marino,

farai tua

la sabbia fuggitiva.

Bella nel tuo movimento

puro di bianca schiuma,

scriverai parola per parola

sul libro della vita,

sarai di nuovo

l’antica sapienza.

Scogli d’onda impetuosa

urleranno sullo sfondo

di stanchi fuochi,

così saremo dove il mare

ritrova il prezioso cristallo

perduto ad Isla Negra.

*

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N.E. 01/2023 – “Quei nudi ruderi di storia”, poesia di Maria Pompea Carrabba

Maestosità che domina dalla collina

con la sua mole severa

vestigia di fasti di antica famiglia

secolare storia

di pontefici condottieri e vicerè

letterati e luminari

ha elargito arte cultura e umane lettere

Palazzo Ducale antico sogno

un tempo pensiero

di aulica membranza e  bellezza

oggi per noi agonizzante monito

in attesa di crollare

quasi felici  che possa accadere

a  porre fine alla sua  sofferenza

e alla nostra indifferenza.

È un sogno

un atto d’amore

riportare il palazzo

al suo antico orgoglio

reagire a quel rassegnato stallo

a quel malvagio

logorìo del tempo

che ne consuma l’anima

La dimora appartenuta

per secoli ai Gaetani d’Aragona

quasi  irrispettosa

ci ricorda della decadenza

di  ciò che oggi appartiene a noi

e in un assolo di poesia

vuol divenire immortale!

NB: Dedicata al recupero del Palazzo Ducale di Piedimonte Matese

*

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N.E. 01/2023 – “Euterpe”, poesia di Luigi Pio Carmina

Euterpe quanto è bene liliale

Il piacere rallegra, sì è lira

Muse immerse, immensa memoria

Nel monte dall’aria adulatoria

Commedia, storia, tragedia

Erato, Clio e Calliope

Poesia e danza, epica elegia

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N.E. 01/2023 – “Il bacio”, poesia di Franca Canapini

Ho gettato il libro di Nazim

su quello di Forugh

poi ho sfilato quello di Forugh

e l’ho poggiato su quello di Nazim

acceso una sigaretta

il gas sotto la pentola

:un poco ci assomigliano

un poco ci rappresentano

un poco sono noi

                     Il libro di lei è azzurrino

il suo viso in copertina

l’espressione seria

la pettinatura demodé

Il libro di lui ha un addio

di bacio in copertina

Ho separato i libri

poi li ho sistemati

in ordine, uno accanto all’altro

combaciano? No, non combaciano

I genitori erano sereni stasera

no, che non erano sereni

speravano che tutto finisse in fretta

parlavo…

questo deve fare un’insegnante

insegnare agli alunni, ai genitori

alla gente, parlare con la gente

poi… ti ritorna in mente il bacio

prendi il libro di Nazim  

lo posi su quello di Forugh

e non sai cosa potresti fare di più

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N.E. 01/2023 – “Trame”, poesia di Caterina Borsci

Ho sfogliato pagine ingiallite

ricoperte dal tempo,

ho ritrovato memorie

quasi dimenticate.

Trame di ricordi

e giovanili sogni

nella mente danzano 

come rime di un antico canto.

E gli occhi avidi

inseguono parole

dove rivedo i miei anni di ieri

mentre il cuore guarda  

l’abissodegli amori persi.             

Si aprono sentieri dimenticati

scoscesi e ripidi,

poi divengono strade appianate

e riconosco vie già percorse

che portano al mare 

tra cespugli odorosi di rosmarino

e rigogliose fioriture di ginestra.

Ecco i miei sentieri

profonde emozioni dell’io,

radici del mio presente.

Guardo i fogli sottili

come specchio che riluce

di infinite sfumature

per riconoscermi in ogni parola.

E tu sei lì

che tessi la mia storia 

come abile narratore.  

*

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N.E. 01/2023 – “Seid Visin. Sento gli sguardi schifati per la mia pelle”, poesia di Matteo Bonsante

Dallo sgomento il sole

si è oggi arrotato.         

I suoi raggi infuocati volteggiano 

dispersi in frammenti.

Per strade raschianti, la mamma

è in cerca del figlio perduto.

Intere foreste vacillano, si scuotono.  

In pianti e lamenti.

Chi canta è l’oste che versa

 il suo vino nel cavo dell’uomo sbiancato.                                             

Oscure parole fuoriescono da corvi,

da rospi e da talpe.

Gironzolano nell’odio, nel buio, 

in crepe e in grida squassate. 

 *

Il giovin Seid, raspo smembrato,

ha smesso di vivere, assorbito in

se stesso.

Rimpianto di brezze e di sogni:

percossi, pestati. Schiacciati.

*

Il sole ha ripreso a risplendere.

*

E tutto lo scempio si compie quaggiù

sotto occhi celesti, ambigui. Distratti.

Distanti. 

                  Negati.

*

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N.E. 01/2023 – “Breve fiaba dell’Ade”, poesia di Antonio Blunda

La vecchia donna

sgomitola dai fusi di legno.

“Le gole dei cinghiali

Si recisero a quelle degli uomini

E si fruttò di  sangue.”

(Le dita grinze si fanno inumidite)

“Una Babele macera

Su quel filo dei panni

Gli stracci della carne.”
(
la sua schiena è una curva di falce)

“Poi giunse la notte

E le farfalle

 Si spensero ai bruchi.”

La sua voce

ha un odore terminale di madre.

                                                                                                          (ai morti di Auschwitz)

*

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N.E. 01/2023 – “Sempre più lento”, poesia di Fabia Baldi

Sempre più lento

lo sfarinarsi della luce

nell’incedere del crepuscolo.

Si fonde il giorno, 

liquida ambrosia 

nella coppa incandescente

del tramonto

Potessi trattenere

un’ultima goccia

in bilico sul velo della notte

*

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N.E. 01/2023 – “Gli affetti”, poesia di Elena Denisa Alexandru

EROS: [] è primavera, Tànatos, e il ragazzo non la vedrà.

-(Dialoghi con Leucò, C.Pavese)

Nella villa recidevi le chiome all’

ombra della luna. Tu non mi domandavi

e l’inverno finiva, tutta la neve

sospirava tra le tue labbra-

sembra che non vedrò la primavera.

Nell’ambra preserverò i lamenti –la

villa nei tuoi occhi, i frutti raccolti.

Sconvolto dalla tua esistenza ormai

mi aggrappo al crepuscolo di una notte perenne.

*

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N.E. 01/2023 – Tre aforismi di Michele Veschi

Coriandoli

Se ingerissimo, pezzetto per pezzetto, ogni vetro rotto della nostra immagine, faremmo cento libri di consapevolezza.

Equilibrio

Se il sé1 è la mente e il sé2 il corpo, facciamo sì che il sé1, così egocentrico, dia meno informazioni possibili al sé2, così sensibile. E lasciamo andare, senza sforzo. Fidandoci.

Rotta X

L’Io può essere avventura di piacere, di paura, di aspettativa, di amicizia, di speranza, di scoperta,  di gioia, di tristezza, di disgusto, di sorpresa, di rabbia, di fiducia, ma senza confronto rimane sempre un  io minuscolo.

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