“Ceramiche a Capodanno” di Rita Angelelli, prefazione di Lorenzo Spurio

Ceramiche a Capodanno di Rita Angelelli

Le Mezzelane Edizioni, S. Maria Nuova, 2017

Prefazione di Lorenzo Spurio 

ceramiche-webIn un percorso tra versi intimi e meditazioni più riflessive con le quali Rita Angelelli affronta il tema della violenza di genere, questo libro fornisce una congrua immagine –in termini letterari- di quanto la cronaca giornalmente ci informa: stupri, violenze psicologiche, casi di abuso, stalking serrato, minacce sino ad arrivare all’epilogo più truce, la morte. Cambiano le modalità, è vero, anche se le armi da taglio sembrano –forse per un retaggio ancestrale di una cultura subalterna assai presente nel Belpaese- ancora avere il predominio, cambiano i contesti e i luoghi di origine, cambiano i nomi delle vittime ma non la disperazione e il tormento delle famiglie, non il colore del sangue versato né la natura folle dell’uomo.

Con un metro poetico equilibrato ricco di anafore e tautologie e un utilizzo lessicale di terminologie tecnicamente avulse al genere di riferimento, la Nostra ci parla di storie vissute e di storie degli altri, di amare vicende di dolore ed emarginazione domestica dove l’uomo prevarica accecato dalla gelosia o semplicemente si veste da bestia feroce per appropriarsi della donna come una preda.

È in questa maniera che si produce una cesura profonda, con lacerti gocciolanti sangue che solo raramente riesce a trovare una cicatrizzazione: si tratta del fenomeno della rottura a cui Rita si riferisce che è presente nell’intero libro. Quando l’amore diventa ossessione, quando la mano prima delicata e capace di far godere l’amata diventa arma di dominio, propaggine per brandire un’arma, si produce una rottura. È il segno che si è giunti a una situazione complicata, nociva e malgovernabile.

Le poesie qui contenute tendono a sottolineare l’universo emotivo di una donna, profondamente scissa e carente nell’autostima, che si vede di colpo diventare preda, oggetto, in un processo di brutalizzazione duro da sostenere e psicologicamente disturbante. La Nostra parla di tali circostanze come di momenti in cui “il cervello rischia di non farcela”. Non è solo il cuore, tradito da un atteggiamento di rivalsa e di dominazione a non reggere, bensì anche il cervello, il centro della ragione che, sopraffatta da una situazione di sottomissione e nullificazione di tal fatta, non è in grado di sostenere l’offesa e l’abuso.

Sono momenti bui che la donna spesso non riesce a prevedere né a gestire ricorrendo alla confessione con la famiglia, gli amici o a denunciare alle pubbliche autorità, vivendo in un abisso di terrore e di minaccia continua che il proprio uomo, nella versione antipodale della bestia, non rincari la dose e si avvalga su di lei in maniera ultima e decisiva con un atto lesivo e inguaribile, quello dell’assassinio. Si tratta di ciò che la Nostra definisce il “Crocevia/ più pericoloso della vita”, quel punto snodale nel quale è possibile assumersi la responsabilità di scelta ma che, nella sopraffazione psicologica, nell’abuso intellettivo, non riesce ad esser percorsa.

La lirica che dà il titolo all’intera raccolta –per altro la più ricca di simbologie allusive e la più impressionante- ci consegna l’estremizzazione di quel processo di rottura del quale si parlava che, in questo caso, si evidenzia in termini fisici: la rottura della bambola. Significato di una persona lacerata e distrutta, frutto di continue sevizie e tormenti, ma anche di una psicologia conturbata e annerita dall’effetto traumatico di questa esperienza. I cocci di questa bambola non sono solo le concrete partizioni di un essere donna che viene meno, che è stato sopraffatto e dilaniato dal potere di una mente malata, ma è anche la spoliazione dell’identità. I casi di violenza domestica e di violenza sessuale in genere, laddove non diano come risultato l’omicidio o il suicidio della donna (mezzo quest’ultimo che è comunque una forma di risposta, sebbene autolesionistica) producono in termini cognitivi un effetto spossante e schizofrenico risultando nell’aggravamento del caso clinico e nella maturazione di una forma di insania o patologia.

Pubblicazioni come queste non servono a risolvere il problema che è endemico e inarrestabile, anche a causa di precarie e non risolutive misure legislative previste dal nostro Codice Penale, ma serve, comunque a far capire che una bambola può essere rotta solamente da un bambino che ci gioca incautamente e non da un uomo maturo perché, così facendo, oltre a minacciare il senso di comunità, involve al bestiale. La ricorrenza alla dimensione religiosa che viene richiamata o ricercata in varie liriche amplifica ancor più il sentimento di inquietudine della donna, priva di baluardi e abbandonata a sé stessa, dove non resta che Dio, quale unico uomo buono, al quale appellarsi. Perché una donna che subisce difficilmente troverà la forza di vedere in un uomo di carne ed ossa una persona disinteressatamente buona e sensibile ai suoi bisogni, vivendo nell’ossessione dell’accaduto che, pur allontanata con una buona terapia, mai sarà completamente obliata.

Lorenzo Spurio

Jesi, 07-11-2016

 

Leggi l’articolo di Cinzia Baldazzi.

“L’amore al tempo dell’integrazione” a Pesaro l’11 nov.

antologia-iomVenerdì 11 novembre alle 19 presso la Galleria degli Specchi dell’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro (Viale Trieste n°20) si terrà un evento organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi, la presentazione al pubblico della antologia “L’amore al tempo dell’integrazione” a cura di L. Spurio, S. Vignaroli e A. Montali, volume di poesie e racconti a scopo benefico che beneficerà l’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM). La presentazione sarà introdotta da Nani Marcucci Pinoli e sarà condotta da Lorenzo Spurio ed Alessandra Montali, curatori del volume. Interverranno alcuni poeti e scrittori inseriti nell’opera che daranno lettura ai propri componimenti. Tra di loro: Elvio Angeletti, Vincenzo Prediletto, Michela Tombi, Oscar Sartarelli, Marinella Cimarelli, Stefano Sorcinelli, Leonardo Longhi, Matteo Piergigli, Anna Maria Rita Daina, Stefano Vignaroli.

Info:

http://www.associazioneeuterpe.com – ass.culturale.euterpe@gmail.com 

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Annullata la premiazione del Premio “L’arte in versi” a Jesi

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COMUNICATO

ANNULLAMENTO PREMIAZIONE PREMIO DI POESIA

PREVISTA A JESI IL 6 NOVEMBRE

Il Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe di Jesi, riunitosi d’emergenza in data 30 ottobre 2016 a seguito degli ultimi eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia e che hanno provocato sensibili danni in vari Comuni della Regione Marche nonché forte disagio e una diffusa inquietudine, ha deciso di annullare l’evento di premiazione della V edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” precedentemente concordata per domenica 6 novembre p.v. a Jesi (AN) presso la Chiesa di San Nicolò (edificio del XII-XIII secolo).

In queste condizioni di nervosismo e di viva preoccupazione per lo stato di impotenza dinanzi a quanto è accaduto e sta accadendo non sussistono le normali condizioni per la salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità e neppure la giusta tranquillità di chi, come noi Organizzatori, dovrebbe gestire l’intera serata. Per tali ragioni la premiazione viene annullata e posticipata in data da destinarsi e comunque non prima della primavera 2017.

Tutti i premi verranno consegnati durante la nuova premiazione di cui verrà dato conto con successive comunicazione.

Comprendiamo l’eventuale disagio procurato da tale decisione dettata da cause di forza maggiore ma preghiamo di comprendere le nostre, che stiamo vivendo momenti difficili dominati da destabilizzante impotenza, terrore e forte malessere.

Associazione Culturale Euterpe

Jesi, 30 ottobre 2016

Jesi capoluogo di poesia. Dom. 6 nov. la premiazione del Premio “L’arte in versi”

Si terrà nel suggestivo ambiente della chiesa romanica di San Nicolò a Jesi la cerimonia di premiazione della V edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” ideato e presieduto dal critico letterario e poeta jesino Lorenzo Spurio.

La serata conclusiva di questo importante appuntamento letterario che dal 2015 ha sede nella città federiciana, chiamerà a raccolta poeti provenienti da ogni parte d’Italia che si riuniranno nella più antica chiesa della città domenica 6 novembre a partire dalle ore 17:30. L’intero evento è organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe, con il Patrocinio Morale della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi e la collaborazione delle Associazioni “Le Ragunanze” di Roma e “Verbumlandi-art” di Galatone (LE).

Presenterà e condurrà l’evento il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, coadiuvato dalla dott.ssa Susanna Polimanti che ha presieduto la Commissione di Giuria formata da esponenti del panorama culturale nazionale: Michela Zanarella, Emanuele Marcuccio, Valentina Meloni, Giuseppe Guidolin, Stefano Baldinu, Cinzia Franceschelli, Alessandra Prospero e Luigi Pio Carmina.

Durante la serata si terranno intervalli musicali ad opera dei ragazzi della Scuola Musicale “Gian Battista Pergolesi” di Jesi diretta da Sergio Cardinali.

La Commissione di Giuria provvederà a consegnare i premi ai vincitori assoluti, ai menzionati e i premi speciali scaturiti da un’attenta operazione di lettura, analisi e valutazione dei 1300 testi pervenuti a concorso.

Per la sezione poesia in lingua italiana il 1° premio verrà consegnato a Lucia Bonanni di Scarperia / S. Piero a Sieve (FI) con la poesia “Da Viznar a Pripyat”, il 2° premio a Rita Muscardin di Savona con la  poesia “Padre se ancora m’ascolti” mentre il 3° premio alla poetessa sarda Carla Maria Casula di Alghero (SS) con “Parole di pioggia”.

Per la sezione poesia in dialetto il podio è così rappresentato: 1° premio a Luca Talevi di Ancona con la lirica “L’urlo”; 2° premio ad Angelo Maria Ardu di Flussio (OR) con la poesia “Soledade de unu pastore ‘etzu” e 3° premio a Massimo Fabrizi di Jesi (AN) con “Tàcido accordo”.

Da quest’anno il Premio contempla anche la partecipazione alla terza sezione ossia lo haiku, il genere poetico giapponese molto apprezzato e coltivato in Occidente. A salire sul podio per questa sezione saranno al 1° posto Nunzio Industria di Napoli, al 2° posto Carla Bariffi di Bellano (LC) e al 3° posto Oscar Sartarelli di Jesi (AN).

Numerosi i premi minori per le tre sezioni, indicati quali Menzioni d’Onore e Segnalazioni della Giuria e degni di nota i premi speciali attribuiti ad alcune opere ritenute particolarmente meritorie. Tra i premi speciali due calabresi: Gaetano Catalani di Ardore Marina (RC) che ottiene il Premio Speciale per la poesia in dialetto con “I Sorùru” e Daniela Ferraro di Locri (RC) che vince il Premio Speciale per la tematica sociale con “Le stelle camminano piano”. Il Premio Speciale del Presidente di Giuria andrà ad Assunta De Maglie di Cingoli (MC) con la poesia “La malinconia del mare” mentre il “Trofeo Euterpe” sarà attribuito alla jesina Sabrina Valentini con una poesia di impegno civile dedicata alla drammatica scomparsa di Giulio Regeni avvenuta in Egitto.

Tra gli altri premi speciali figurano quelli gentilmente offerti da due associazioni culturali con le quali l’ Associazione Euterpe di Jesi mantiene rapporti di amicizia, stima e collaborazione ossia il Premio Speciale Le Ragunanze (gentilmente offerto dalla Presidente di questa Associazione, dott.ssa Michela Zanarella) conferito a Michele Paoletti di Piombino (LI) con la poesia “Interno, giorno” e il Premio Speciale Verbumlandi-art (gentilmente offerto dalla Presidente di questa Associazione, la dott.ssa Regina Resta) conferito alla poetessa Rosanna Di Iorio di Cepagatti (PE) con la poesia “Le favole e i giorni”.

imagesCome negli anni passati la Commissione di Giuria ha deciso di conferire Premi alla Carriera e Premi alla Memoria a riconoscimento di insigni intellettuali del Belpaese che hanno arricchito il genere poetico mediante le loro opere e all’instancabile attività di promozione culturale. Il Premio alla Carriera verrà consegnato alla milanese Donatella Bisutti, poetessa, narratrice, saggista e giornalista. La Bisutti è autrice di vari libri tra cui Inganno Ottico (1985) –vincitore del Premio Montale-, Colui che viene (2005 – introdotto da Mario Luzi), Rosa Alchemica (2011), il bestseller La Poesia salva la vita (1992). Ha tradotto opere di Edmond Jabès e di Bernard Noël; nel 2008 ha fondato la rivista «Poesia e Spiritualità» e nel 2015 «Poesia e Conoscenza». 

La Giuria assegnerà i Premi alla Carriera Poetica a due esponenti rilevanti della poesia contemporanea: la calabrese Giusi Verbaro e l’abruzzese Pasquale Scarpitti.

Giusi Verbaro (1938-2015) poetessa calabrese, visse la gran parte della vita lavorativa a Firenze. Autrice di numerose raccolte poetiche tra cui Voglio essere voce (1970), A valenze variabili (1981), Itaca, Itaca (1988), Nel nome della madre (1997), Il vento arriva da uno spazio bianco (2013),… Nella sua Regione diede grande impulso alla poesia fondando i premi “Città di Catanzaro”, il “Cariati”, il “Città di Sant’Andrea”.

Pasquale Scarpitti (1923-1973), scrittore, giornalista RAI e poeta di Castel di Sangro (AQ), pubblicò i libri Terra promessa (1959), Canzone del Sud (1969), Pay Toll (1972) e Discanto (1976); collaborò alla principali riviste letterarie dell’epoca. Venne antologizzato nel volume Poesia Abruzzese del ‘900 curato da Gianmario Sgattoni (1961).

Durante la cerimonia verrà presentata e diffusa l’opera antologica del premio che contiene il saluto del Presidente di Giuria, tutti i testi dei vincitori a vario titolo, le motivazioni critiche stilate dalla Commissione e un appendice con le notizie d’autore dei membri di Giuria.

Info: http://www.arteinversi.blogspot.itarteinversi@gmail.com

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COMUNICATO
ANNULLAMENTO PREMIAZIONE PREMIO DI POESIA
PREVISTA A JESI IL 6 NOVEMBRE

Il Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe di Jesi, riunitosi d’emergenza in data 30 ottobre 2016 a seguito degli ultimi eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia e che hanno provocato sensibili danni in vari Comuni della Regione Marche nonché forte disagio e una diffusa inquietudine, ha deciso di annullare l’evento di premiazione della V edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” precedentemente concordata per domenica 6 novembre p.v. a Jesi (AN) presso la Chiesa di San Nicolò (edificio del XII-XIII secolo).

In queste condizioni di nervosismo e di viva preoccupazione per lo stato di impotenza dinanzi a quanto è accaduto e sta accadendo non sussistono le normali condizioni per la salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità e neppure la giusta tranquillità di chi, come noi Organizzatori, dovrebbe gestire l’intera serata. Per tali ragioni la premiazione viene annullata e posticipata in data da destinarsi e comunque non prima della primavera 2017.

Tutti i premi verranno consegnati durante la nuova premiazione di cui verrà dato conto con successive comunicazione.

Comprendiamo l’eventuale disagio procurato da tale decisione dettata da cause di forza maggiore ma preghiamo di comprendere le nostre, che stiamo vivendo momenti difficili dominati da destabilizzante impotenza, terrore e forte malessere.

Associazione Culturale Euterpe

Jesi, 30 ottobre 2016

Ad Agugliano il “Convivio in versi” con reading di poeti locali

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Si terrà venerdì 28 ottobre presso la Biblioteca Comunale di Agugliano (AN) la presentazione della antologia di poesia marchigiana “Convivio in versi” curata dal critico letterario e poeta jesino Lorenzo Spurio che -dopo numerosi incontri pubblici su tutto il territorio Regionale per far conoscere questa ampia antologia poetica- si approssima a chiudere il tour di presentazioni. L’evento, inserito all’interno del programma di iniziative del “Festival della Cultura” promosso dalla Associazione La Guglia di Agugliano, sarà una buona occasione per parlare di poesia marchigiana, di alcuni poeti che hanno marcato, tanto in lingua quanto in dialetto, il percorso culturale della letteratura locale giungendo -in taluni casi- anche a inserirsi in quella nazionale.

L’evento inizierà alle 21:30 e sarà presentato dalla scrittrice Alessandra Montali. A seguire interverranno una serie di poeti che daranno lettura a loro componimenti: Elvio Angeletti, Andrea Ansevini, Maria Luisa D’Amico, Renata Morbidelli, Ilaria Romiti, Laura Molinelli, Nadia Diotallevi, Umberto Emili, Massimo Fabrizi, Massimi Grilli, Asmae Dachan, Stefano Sorcinelli, Lucio Cammerucci, Gianni Palazzesi. 

Durante la stessa serata (ore 21:00) verrà inaugurata la mostra di opere fotografiche dal titolo “I lavori de ‘na ‘olta” del Maestro Giorgio Marinelli.

Info: info@associazionelaguglia.it 

 

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Franco Patonico: poesia, video e teatro alla Biblioteca “Orciari” di Marzocca il 23 ott.

Domenica 23 ottobre alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia si terrà, con il Patrocinio del Comune di Senigallia, un evento culturale voluto e promosso dall’infaticabile poeta dialettale Franco Patonico. La serata si aprirà con la presentazione del suo ultimo libro di poesie, dal titolo “Cantastorie”, condotta dal critico letterario Lorenzo Spurio che presenterà l’autore e l’opera a partire dalla nota di prefazione che ha stilato per il volume. 

Durante il ricco pomeriggio verranno altresì proiettate delle video-poesie, genere che molto piace a Franco Patonico e con il quale si è espresso numerose volte anche in altre situazioni e momenti di incontro poetici.

Nella seconda parte, invece, avrà luogo una messa in scena di alcuni estratti dell’opera in vicentino “Montecchi e Capuleti” di Zeffirino Agazzi (creata sulla celebre opera del drammaturgo inglese William Shakespeare) che Patonico proporrà in una inedita versione dialettale in senigalliese. Rappresenteranno alcune scene scelte dell’opera  Sara Gasperini (Giulietta), Filippo Paolasini (Romeo) e Letizia Greganti (Governante). La rappresentazione avverrà con le voci narranti -fuori scena- di Donatella Angeletti e Mauro Pierfederici. romeo-e-giulietta-page-001

“Jesi ieri” di Marco Bordini a Santa M. Nuova (AN) il 22 ottobre

Si terrà sabato 22 ottobre nel pomeriggio presso il Teatro Comunale di Santa Maria Nuova (AN) la presentazione dell’ultima fatica letteraria del poeta dialettale jesino Marco Bordini.  L’evento è inserito all’interno del ricco programma di presentazioni ed attività promosse dalla Casa Editrice Le Mezzelane di Santa Maria Nuova diretta da Rita Angelelli che, per l’appunto, ha dato alle stampe il libro di Bordini.

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La presentazione sarà condotta dal critico letterario Lorenzo Spurio, Presidente della Associazione Culturale Euterpe di Jesi che, nei mesi scorsi, ha conferito allo stesso Bordini la nomina di Socio Onorario. 

Spurio presenterà l’autore e l’opera di Bordini, passando in rassegna le varie componenti (il dizionario, la lista delle forme idiomatiche jesine, le pillole grammaticali per scrivere correttamente il dialetto) dopo una breve introduzione in merito alla questione dialettale nella nostra Regione e le caratteristiche dominanti del vernacolo jesino.  Interverrà, a corollario della presentazione, anche Stefano Bardi (Collaboratore della rivista di letteratura “Euterpe”) con l’analisi di due poesie del repertorio bordiniano appositamente scelte per l’occasione.

Dalla prefazione al volume curata da L. Spurio si legge: “Marco Bordini, da fiero sampiedrino, è un forte baluardo che si batte giorno dopo giorno contro la possibilità che un fatto culturale come il dialetto scompaia e nessuno se ne occupi con la giusta attenzione. Il suo animo è mosso da un profondo attaccamento alla terra, alle radici, nelle quali non può in nessuna maniera scindere l’evocazione, l’affratellamento, la stima e il vero e proprio amore verso un mezzo linguistico che, come nessuno altro, riesce contemporaneamente ad esprimere un significato e a trasmettere un sentimento”.

 

Info:

http://www.lemezzelane.altervista.org – lemezzelane@gmail.com 

Tel. 3403405449

Il “Convivio in versi” e i poeti marchigiani alla Mediateca Montanari a Fano

Venerdì 21 ottobre alle ore 18 presso la Mediateca Montanari a Fano (PU), all’interno della rassegna “Storie di Marca”, si terrà la presentazione della antologia di poeti marchigiani “Convivio in versi” curata dal critico letterario Lorenzo Spurio. Durante l’evento interverranno Stefano Bardi, collaboratore della rivista di letteratura “Euterpe” che ricorderà il poeta fanese Giulio Grimaldi e la sua opera dialettale “Bròd e àcin”. A seguire alcuni poeti marchigiani daranno lettura ad alcune proprie poesie, in lingua e in dialetto. Saranno presenti i poeti Elvio Angeletti, Antonio Cerquarelli, Michela Tombi, Augusta Tomassini, Elvio Grilli, Piero Talevi, Andrea Pergolini, Valtero Curzi, Franco Patonico, Daniela Gregorini, Rossana Guerra, Laura Corraducci, Lella De Marchi, Sonia Pedini. Lorenzo Salucci effettuerà alcuni interventi musicali.

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Il bando del I Premio Nazionale “Novella Torregiani” (poesia e fotografia)

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Da Porto Recanati,

antico villaggio di pescatori,

prende origine la storia della poetessa

Novella Torregiani.

L’Associazione Culturale Euterpe, con il benestare della famiglia Grilli e con il Patrocinio della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, della Provincia di Macerata, dei Comuni di Recanati  e Porto Recanati, bandisce la prima edizione del  Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Poesia e Arti Figurative 2016.  Il Premio, ideato da Emanuela Antonini (biologa e scrittrice), è nato con l’intento di far emergere le potenzialità creative degli artisti e segnarle all’attenzione della comunità in ambito culturale, a ricordo della poliedrica poetessa nel rappresentare l’umanità nelle molteplici espressioni artistiche.

 

REGOLAMENTO

Al Premio possono partecipare coloro che alla scadenza del seguente bando abbiano compiuto il 18° anno di età.  Le poesie possono essere scritte in lingua italiana, in dialetto o in lingua straniera. A quelle in dialetto o in altre lingue, deve essere allegata la traduzione in lingua italiana.

Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, offensivi, denigratori e pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, irrispettosi contro la morale comune e che incitino alla violenza di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici e politici.

Per poesia inedita si intende un testo poetico  che, alla data di scadenza del Premio, non sia stato pubblicato (in formato cartaceo o e-book) da editore in volume, anche collettivo, dotato di ISBN o in rivista dotata di ISSN. Si considerano inediti quei testi comparsi su siti Internet o quelli che abbiano semplicemente partecipato, senza essere premiati, a uno o più concorsi.

Le poesie presentate di ogni sezione non dovranno aver ricevuto un 1°, 2°, 3° premio in un precedente concorso letterario pena la squalifica.

La partecipazione al Premio implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel bando che ne regolamentano l’organizzazione e lo sviluppo.

Il Premio si articola in 4 sezioni:

  1. A) Poesia edita in lingua italiana
  2. B) Poesia inedita in lingua italiana
  3. C) Poesia inedita in vernacolo
  4. D) Fotografia

 

Art. 1 –  Sezioni

Sez. A – Poesia Edita in lingua italiana: il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie edite, a tema libero, formato word (carattere: Times New Roman o Courier New, carattere 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi.

Sez. B – Poesia Inedita in lingua italiana:  il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie inedite, a tema libero, formato word (carattere: Times New Roman o Courier New, carattere 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi.

Sez. C – Poesia Inedita in vernacolo: il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie inedite, a tema libero, formato word (carattere: Times New Roman o Courier New, carattere 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi (senza conteggiare il titolo e gli spazi). I testi in dialetto dovranno essere accompagnati da relativa traduzione in italiano, pena la squalifica.

Sez. D –  Fotografia  “OBIETTIVO… MARE ”: il concorrente dovrà presentare da 1 a 3 fotografie in formato jpg in alta risoluzione. Per facilitare l’invio si può usare il servizio gratuito WeTransfer. Ogni file dovrà riportare nel nome il titolo dell’opera.

L’autore sarà responsabile delle eventuali liberatorie rilasciate dai soggetti ripresi, liberando di fatto l’organizzazione del Premio da responsabilità e obblighi derivanti. Le opere presentate non verranno restituite.

Art. 2 –  Modalità e termini per la partecipazione

Il materiale dovrà essere inviato entro e non oltre il 10 Gennaio 2017,  unicamente a mezzo email all’indirizzo ass.culturale.euterpe@gmail.com, insieme alla scheda di partecipazione, compilata in ogni sua parte in stampatello e firmata, attestazione del contributo di partecipazione, eventuale sintetico profilo dell’autore (facoltativo).  Non è consentito l’invio dei materiali in modalità cartacea.

Art. 3 – Contributo di partecipazione

Per prendere parte al Premio è richiesto il contributo di € 15,00 a sezione per spese organizzative. Per i soci della Associazione Culturale Euterpe, la cui tessera è in corso di validità per l’anno di riferimento, la partecipazione al Premio è gratuita. Il pagamento dovrà avvenire secondo una delle seguenti modalità:

Bollettino postale CC n° 1032645697 –  Intestato ad Associazione Culturale Euterpe  indicando quale causale  Premio “Novella Torregiani”

oppure

Bonifico bancario  IBAN: IT31H0760102600001032645697 – Intestato ad Associazione Culturale Euterpe indicando quale causale Premio “Novella Torregiani”

Art. 4 – Giuria

Le Commissioni di Giuria, diversificate per le due arti a concorso, saranno costituite da esponenti del panorama culturale-letterario e da professionisti nel settore della fotografia.

Sezioni A,B,C: Emanuela Antonini, Vincenzo Prediletto, Elvio Angeletti, Michela Zanarella, Antonio Cerquarelli, Ida Angelici, Francesca Innocenzi.

Sezione D: Emanuela Antonini, Vincenzo Prediletto, Beatrice Conti, Stefano Regni, Enzo Morganti, Valerio Lancioni, Pietro Cerioni.

È fatto divieto ai parenti dei membri di Giuria, sino al terzo grado di parentela, di partecipare al Premio pena la squalifica.

Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile.

Art. 5 – Premi

Al 1° classificato (di ogni sezione): Trofeo “Novella Torregiani 2016” e diploma con motivazione della Giuria

Ai 2° e 3° classificati (di ogni sezione): Targa e diploma con motivazione della Giuria

Ai 4°, 5° e 6° classificati (di ogni sezione): Coppa e diploma

I primi tre classificati (di ogni sezione) la tessera di socio della Associazione Culturale Euterpe che avrà validità per l’anno 2017 a decorrere al 31-12-2017. In qualità di soci della detta Associazione potranno prendere parte ad attività e concorsi con varie agevolazioni consultando il link: https://associazioneeuterpe.com/diventa-socio/

A sua discrezione, la Giuria potrà provvedere all’attribuzione di ulteriori premi, quali premi speciali o segnalazioni della giuria ad opere ritenute meritevoli d’encomio.

Nel caso non sarà pervenuta una quantità di testi congrua per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito per determinate opere, l’organizzazione si riserva di non attribuire alcuni premi.

Art. 6 – Cerimonia di Premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà una domenica di marzo 2017 a Porto Recanati (MC), alla presenza di Autorità ed esponenti del mondo della cultura e dell’arte, in un luogo di cui verrà data comunicazione a tutti i partecipanti con abbondante anticipo in modo da potersi organizzare. Durante la premiazione i poeti daranno lettura alle loro poesie mentre i partecipanti alla sezione fotografia, che avranno esposte le loro foto stampate, potranno intervenire per spiegare le tecniche impiegate, il tema dello scatto o la finalità dei propri lavori esposti.

Tutti i partecipanti al concorso riceveranno il verbale di Giuria a mezzo mail al proprio indirizzo indicato nella scheda di partecipazione che verrà pubblicato anche sul sito della Associazione: www.associazioneeuterpe.com

I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione; qualora gli stessi non potranno intervenire, sarà possibile delegare qualcuno per il ritiro. La delega, in forma scritta e firmata dal delegante, dovrà pervenire almeno tre giorni prima della data della cerimonia all’attenzione del Presidente della Associazione scrivendo a ass.culturale.euterpe@gmail.com . Chi non potesse intervenire e non avrà un delegato potrà ricevere il premio a casa, dietro preventivo pagamento delle relative spese di spedizione che verranno comunicate a mezzo mail all’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

 

Art. 7- Privacy

Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Associazione Culturale Euterpe il diritto di riprodurre le fotografie presentate al concorso su cataloghi e altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione, senza fini di lucro.

La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo, che potrà, a giudizio degli organizzatori, subire qualche variazione.

 

Dott. Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe

Dr. Emanuela Antonini – Presidente del Premio

Dott. Vincenzo Prediletto – Presidente di Giuria

 

Info:

Ass. Culturale Euterpe: www.associazioneeuterpe.comass.culturale.euterpe@gmail.com  – Tel. 327-5914963

Presidente del Premio: eleantonini@libero.it   

 

Scheda di Partecipazione
(La scheda deve essere compilata in ogni sua parte)

 

Nome/Cognome ________________________________________________________________

 

Residente in via _________________________________Città____________________________

 

Cap _______________________ Provincia ______________________Stato_________________

 

Tel. ___________________________________ E-mail __________________________________

 

  • Partecipo alla/e sezione/i:

□ A –Poesia edita in lingua italiana a tema libero (indicare i titoli delle 3 poesie e per ciascuna in quale libro è stata pubblicata: titolo del libro, casa editrice ed anno)

  1. ________________________________________________________________________________

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□ B – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (indicare i titoli delle 3 poesie)

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□ C – Poesia inedita in vernacolo a tema libero con traduzione (indicare i titoli delle 3 poesie)

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□ D – Fotografia OBBIETTIVO…MARE (indicare i titoli delle Fotografie)

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“Lapilli di vita” di M. Zanarella tradotta in greco da Dimitris P. Kraniotis

Lapilli di vita

DI MICHELA ZANARELLA

In queste ossa

viaggio

e insieme mi porto

lapilli di vita.

Scavo calore

consumo il fiato,

amo.

Voglio andare

con la pelle

a restare magia

nel destino.

Voglio esplodere

di te

e sapere il sapore

del mare.

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TRADUZIONE IN GRECO A CURA DI DIMITRIS P. KRANIOTIS

Μικέλα Ζαναρέλλα – “Σπίθες της ζωής”

Μέσα σε αυτά τα οστά

ταξιδεύω

και κουβαλάω μαζί μου

μικρές σπίθες της ζωής.

Ξεθάβω θερμότητα,

παίρνω αναπνοή,

αγαπώ.

Θέλω να μείνω

σ’ αυτό το δέρμα,

θέλω να εξακολουθεί

να είναι μαγικό

στο μέλλον.

Θέλω να εκραγείς

από μέσα μου

και θέλω να γνωρίσω

τη γεύση της θάλασσας.

(Μετάφραση: Δημήτρης Π. Κρανιώτης)

“Le regole del controdolore” di Valentina Meloni, recensione di Lorenzo Spurio

nanita (pseudonimo Valentina Meloni), Le regole del controdolore, Temperino rosso edizioni, Brescia, 2016

Recensione di Lorenzo Spurio  

 

Tutte le parole

sono scivolate fuori

dalle tasche (27)

downloadComplicato approcciarsi in termini critici a un libro come questo recente di Valentina Meloni, la poetessa di origini romane oggi naturalizzata umbra, che ha dato alle stampe Le regole del controdolore (Temperino rosso edizioni, 2016) sotto eteronimo di “nanita” come è piuttosto nota nel web. Lo è non tanto per la vastità delle ambientazioni intime investigate o le tematiche che sottendono ai vari componimenti,ma proprio per un motivo basico, che si ravvisa alle fondamenta e che obbliga a una domanda di fondo: perché un libro come questo?

L’autrice in nota di apertura ci informa che forse questo non è neppure un libro di poesie quando, in realtà, esso lo è eccome. La poesia non si riconosce solo visivamente dall’organizzazione in versi che spezzano frasi ma dall’intensità del linguaggio che i contenuti evocano.

Le regole del controdolore è un libro divertente e giocoso, intimo e fanciullesco, scanzonato e proiettato verso il mito dell’infanzia, ma al contempo riflessivo, denso di immagini e pillole che consentono al lettore di riflettere e di riscoprire la sua componente meno razionale. Al suo interno il lavoro è stato diviso in numerosi raggruppamenti che non possiamo definire con esattezza vere e proprie sillogi ma che si configurano, piuttosto, come livelli progressivi di un gioco a fasi, intervalli di esperienze e approcci al mondo, raffronti riavvicinati con la propria genialità repressa che fuoriescono e che la Nostra ci consente di percorrere con soavità, privi di quell’aurea pesante e seriosa che spesso i lavori poetici impongono.

Dell’autrice c’è molto: l’amore forte e la profonda preparazione sugli aspetti fondanti a quella che –forse impropriamente ma in maniera generalizzata- possiamo definire la letteratura dell’infanzia (a renderlo palese una citazione della scrittrice Vivian Lamarque), ma anche di una letteratura che ha in qualche modo posto l’interesse sulla necessità di rompere il disincanto per allietare ed affabulare, arricchire in senso positivo e gioioso, sottolineando in maniera rimarchevole quanto un approccio di tipo ludico e spensierato dinanzi all’esistenza possa spesso costituire, se non la risoluzione pratica ed efficace ai problemi, di certo un lenitivo significativo.

Inevitabile il riferimento al “controdolore” del geniale Palazzeschi, esponente di spicco dell’avanguardia italiana ed europea che in quel manifesto audace e strampalato, di certo irriverente e pretestuoso, aveva stilato un programma –dai tratti anche macabri- di purificazione e ringiovanimento della società mediante il riso. Attraverso la riscoperta del divertimento e del ridere, anche dinanzi a situazioni sconvenienti e nelle quali il riso non sarebbe di certo la risposta più spontanea e riguardevole.

Palazzeschi, per gran parte della sua esistenza letteraria, è stato uno di quegli autori  ardimentosi che forse hanno tirato un po’ troppo la corda ma di certo ha operato a livello delle coscienze umane in maniera notevole: le estremizzazioni più repellenti di cui dava sfogo nel celebre manifesto erano invocazioni provocatorie, biechi tentativi di far rinascere autostima e motivare una risposta di sdegno e appropriazione di coscienza come, appunto, la società del periodo necessitava.

Il fatto che Valentina riprenda un autore come Palazzeschi è cosa assai curiosa; l’intero suo volume è in fondo un validissimo strumento avanguardistico dove con impulsività la voce più forte che si sente è quella dell’impavido ragazzino alle prese con scorribande o a salire grandi alberi nonché a stupirsi dinanzi alle stelle e alla morfologia delle nuvole. Ad accompagnare le varie riflessioni poetiche della Valentina bambina sono una serie di raffigurazioni grafiche a matita che completano il percorso che al lettore è consentito di fare tra cui un paio di disegni formati da tessuto sintattico che tanto fanno pensare alle celebri poesie visive di un altro avanguardista, Corrado Govoni.

La traiettoria principale di questo libro è forse quella di non avere nessuna traiettoria. Non vi sono binari che conducono in maniera ordinata e lineare un percorso tra le varie emozioni del narrato. In questo recondito mare di assenza di certezze e determinazioni –che è poi il setting ideale della fiaba o delle narrazioni per bambini- l’io poetico si perde e con esso anche il lettore si dimena in un bosco di difficile fuga (vien quasi da pensare, a tratti ad Alice di Carroll o a Pinocchio disperato che fugge i suoi spazi domestici per trovarsi poi, sbadatamente e colpevolmente, in situazioni di precarietà), vivendo un disorientamento che è dolce perché vivifica il tempo ormai annullato, quello della memoria dell’infanzia.

Queste poesie fuggono dal foglio nel momento in cui le leggiamo, si nascondono, prendono vita in oggetti animati, in presenze indistinguibili, popolano la nostra stanza. Ci accompagnano e ritornano: ad intervalli ritornano nella nostra abitualità, altre volte riaffiorano d’impeto e ci terrorizzano.

Le parole si intrecciano e scorrono veloci, si mischiano in maniera convulsa, si sciolgono e si dilatano, s’infiammano ed esplodono, si rincorrono e poi ancora, nel momento in cui avevamo creduto di afferrarle e farle nostre, ci sfuggono librandosi nel cielo, in forma di stella o diventano polvere.

Bisogna saper/ ridere/anche del dolore” appunta la Nostra in apertura a una delle liriche dall’aspetto filiforme, chiosando il già citato Palazzeschi. Non hanno, però, i suoi versi intenti arroganti e sconsiderati –come potevano apparire le enunciazioni del Palazzeschi del manifesto-, piuttosto racchiudono l’esigenza di una riscoperta, la voglia di ritrovare il cantuccio dell’infanzia, di poter credere che quella spensieratezza e gioia incontaminata degli anni verdi possano in qualche modo continuare nel presente spesso fosco di problemi e preoccupazioni. Il mito dell’eterna infanzia di cui Barrie in Peter Pan ci parla non è allora una scriteriata utopia, un progetto imbelle di inapplicabile forma, ma desiderio stesso di vivere la vita con il pennello in mano per colorare ogni cosa con le tinte più luminose e ridenti.

In questo modo quella “bambina/ -prigioniera-/ chiusa in un corpo/ di donna” (65) uscirà da una reclusione dolorosa e privativa del suo inderogabile diritto di essere. La chiusa del libro si apre con una citazione del Baudelaire dei nefasti e marci Fiori del male che, per una volta, ci dà un messaggio di apertura: “Felice chi […] comprende senza sforzo il linguaggio dei fiori e delle cose mute”. La Nostra, con il dono che le è proprio, con la sua genetica predisposizione al canto e all’osservazione, alla maliosa fuga dal reale, alla simbiosi vegetale e all’affratellamento al regno degli alberi, sembra esser una fata che comprende meglio di ciascun botanico il linguaggio della natura, tutta impegnata ad abbracciare bruchi e far il solletico ai variopinti funghi.

Lorenzo Spurio

Jesi, 26-09-2016

“Fragile come un fiore di cristallo” di Annalena Cimino, recensione di Lorenzo Spurio

Annalena Cimino, Fragile come un fiore di cristallo. Poesie e Aforismi, Intermedia Edizioni, Orvieto, 2016.

Recensione di Lorenzo Spurio 

14322398_968626626616905_5088924773168214516_nLa nuova pubblicazione di Annalena Cimino è la naturale prosecuzione del suo primo libro, L’amante della luna, pubblicato nel 2015. Prosecuzione che non sottende a una vera e propria evoluzione tematica e stilistica e che, piuttosto, si attesta come felice continuazione dopo il breve intervallo nel quale la poetessa ci ha lasciati soli per un periodo di tempo abbastanza lungo. A renderci conto che Annalena prosegue nel suo modo di poetare chiaro ed avvolgente, carico di simbolismi e pregno di presenze naturali, è la lirica d’apertura intitolata “La passione della luna”. Si riallaccia, così, un profondo legame a quel lungo filo che la Nostra ha gettato con la prima pubblicazione dove la luna quale presenza, tema, ossessione, immagine, proiezione, entità e presenza animica e misterica, costituiva il collante principale.

Le tematiche sono quelle care e al contempo cementizie della poesia di stampo classico: l’amore e l’abbandono, la lontananza e la solitudine, il desiderio e il canto alla natura, il destino e il tempo, l’universo dei ricordi, la memoria che riaffiora, la nostalgia, l’incanto, la promessa, la speranza.

Come ancor meglio accade nella sezione dedicata agli aforismi, anche nei versi spesso il linguaggio si fa perentorio ed assertivo, atto a enucleare una considerazione alla quale la Nostra è giunta a seguito di un percorso esperienziale, di maturazione e crescita: “Non muore il ricordo/ finché sopravvive il pensiero” che ricorda una famosa chiosa di S. Agostino che spesso si richiama nel momento dell’addio di un congiunto. La luna, da compagna e presenza fissa, da signora elegantemente imbellettata, è sempre lì ad osservare dall’altro, ride e si nasconde, si mostra e fa l’occhietto alle stelle. Essa è faro, segnale di orientamento e salvezza, ma anche svelamento del dramma personale (“La luna illuminava il mio dolore”) atto a favorire una presa di coscienza, pur dinanzi alle difficoltà.

Si percepiscono nettamente anche le sensazioni meno leggiadre e colorate quali possono essere la nostalgia e il rammarico, la percezione di solitudine e di desolazione, la lontananza dall’amato, il senso d’oppressione, il desiderio non sempre coronato, la titubanza, raggi di una meraviglia dinanzi all’esistenza talmente lucenti da destare appannamento e un senso di lieve panico.

Curiosa ed apprezzabile anche la polifonia di note a commento, in apertura e in chiusura, scritte da vari poeti attivi nell’ambito culturale odierno che –pur se non forniscono una vera e propria chiave interpretativa alla silloge- senz’altro la arricchiscono con appunti e note personali anche in relazione al grado di amicizia con l’autrice e dunque si configurano come chiari messaggi di stima, convinzione e affetto.

La componente aforistica del volume apre a divagazioni molto ampie che concernono vari ambiti dell’esistenza: si parla, infatti, di vizi e virtù dell’uomo con particolare attenzione a tutte quelle cattive manifestazioni di narcisismo, ipocrisia e menzogna che nel nostro oggi finiscono per essere tanto abusate. Annalena non si pone dall’altra parte della cattedra snocciolando verità ed assiomi ai quali è bene credere a seguito di un sano ragionamento, piuttosto fornisce pillole sul senso dell’esistenza, sulle sue problematiche –intese da un punto di vista oggettivizzato e non sociale-, sulle mancanze dell’uomo, ma sono ricche, pure, di riferimenti alla natura, in particolare la Luna che, come un’elegante signora agghindata, sembra a tratti insuperbirsi dinanzi a un cielo esteso e clemente. Tra gli aforismi anche enunciazioni in forma di frammento capaci di fornire una sintesi di immagini e contenuti come quando scrive “La casa dell’arte non sarà mai vuota”.

A dominare è l’universo dei ricordi, non tanto nella funzione di reminiscenze intime che la Nostra riporta a galla piuttosto è la memoria, nelle sue forme, che risalta come tematica universale. Quando la Nostra ci parla di ricordi lo fa in maniera oracolare, come divinando una verità, ergendosi ben al di sopra di quelle che possono essere le concatenazioni empiriche e razionali di una mente elucubrante.

Frasi –quelle degli aforismi- che non abbondano di liricità ma che preferiscono concentrarsi sull’ampiezza del messaggio comunicativo contenuto.  Rimarchevole è l’attenzione che la Nostra ricalca negli aforismi in merito all’insensibilità e l’ipocrisia dilagante quasi a riportare con vivo realismo una società perduta e quasi caricaturale. Dinanzi a tutto ciò la Nostra corrobora l’autenticità della persona riconoscendo all’essere –nelle sue complete facoltà, prive di contaminazioni di ciascun tipo- una forza primigenia ed istintiva fondata sul suo “giudizio intransigente della propria coscienza”.

Nella purità degli elementi che questa poesia richiama, nella fascinosa cornice di un naturalismo inviolato ed edenico quale è l’isola di Capri, la Nostra ci fornisce versi pregni di riflessione e di sana considerazione su ogni forma di sensazione umana. L’ineludibile forza che le è propria deriva proprio da quel palese canto alla vita che sorge da ogni lirica, dal rimarchevole connubio con la dea Selene, incarnata nella luna, la cui luce è mistero e conoscenza, incanto e velleità di conoscere.

Ecco perché anche un fiore può morire, ma al contempo lascia tutto di se stesso: “Una rosa è sempre una rosa/ può aggredirla il vento/ e tentare di sciuparla,/ ma non perderà mai la sua essenza”.

Lorenzo Spurio

Jesi, 21-09-2016

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