I martedì con la poesia al Liceo Scientifico di Jesi (Marzo 2015)

Al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi – Viale Verdi 23

Elenco degli appuntamenti:

Martedì 3 marzo – FABIO MARIA SERPILLI – La poesia neodialettale

Martedì 10 marzo – ELISABETTA PIGLIAPOCO – Voci fuori dal coro. Storie di poeti marchigiani

Martedì 17 marzo – AUGUSTA TOMASSINI – Presentazione del libro “L’altra me. Bagliori in veri”

Martedì 24 marzo – LORENZO SPURIO – Presentazione del libro “Neoplasie civili”

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Sab. 14 marzo al Grand Hotel Adriatico (Firenze), l’attesa premiazione del I Premio di Lett. “Ponte Vecchio”

Nella cornice della Sala Congressi del Grand Hotel Adriatico di Firenze (Via Maso da Finiguerra 9) sabato 14 marzo 2015 si terrà a partire dalle ore 17:30 la premiazione del I Premio di Letteratura “Ponte Vecchio” – Firenze voluto ed ideato da Marzia Carocci e Lorenzo Spurio.

Il Premio, organizzato dall’unione tra l’Associazione PoetiKanten, la rivista di letteratura “Euterpe”, il format “Deliri Progressivi” e con la collaborazione della Libreria Nardini Book Store di Firenze, prevedeva tre sezioni di partecipazione: poesia, narrativa breve, articolo/saggio e ha visto una grandissima partecipazione a livello nazionale.

Clicca qui per leggere il Verbale di Giuria con i nomi dei vincitori

Clicca qui per leggere la Composizione della Giuria per le tre sezioni

Durante la serata di premiazione si provvederà a dar lettura alle motivazioni che la Giuria ha stilato per le opere vincitrici e menzionate. Saranno inoltre conferiti importanti riconoscimenti per l’attività letteraria al professore, poeta e scrittore NAZARIO PARDINI (Premio alla Carriera Poetica), alla scrittrice SUSANNA TAMARO (Premio alla Carriera Narrativa), al saggista ed esegeta biblico SIMONE VENTURINI (Premio alla Carriera Saggistica) e alla poetessa e scrittrice PINA PICCOLO (Premio per l’impegno sociale nella letteratura).

Durante la serata verrà presentata e diffusa l’antologia del Premio contenente le opere dei vincitori, dei menzionati e dei segnalati a vario titolo assieme alle Motivazioni della Commissione di Giuria. Il ricavato da detta vendita andrà in beneficenza alla Fondazione Meyer di Firenze a cui l’iniziativa concorsuale è legata.

L’evento sarà allietato dal suono dell’arpa di Giulia Petrioli.

Entrata ad ingresso libero. La S.V. è caldamente invitata a partecipare.

 

Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria

Marzia Carocci – Presidente del Premio

 

 

Premiazione Premio di Letteratura "Ponte Vecchio"
Premiazione Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”

 

Link alla galleria fotografica della premiazione del concorso (Foto di Deborah Larocca)

Presentazione del volume “Le carte poetiche” di Egidio Mengacci, poeta urbinate

Presentazione del volume
“Le Carte “poetiche” di Egidio Mengacci – Atti del convegno dell’agosto 2008″

a cura di Gualtiero De Santi

 

Le Carte “poetiche” di Egidio Mengacci – a cura di Gualtiero De Santi

L’Università di Urbino e il Circolo Acli rendono omaggio alla produzione poetica di uno dei personaggi che hanno accompagnato più da vicino gli anni del Rettorato di Carlo Bo. Dopo il saluto del rettore Vilberto Stocchi, i docenti Gualtiero De Santi, Maria Lenti, Gastone Mosci e Sergio Pretelli, coordinati da Salvatore Ritrovato, illustreranno i tratti umani e letterari che emergono dagli atti del convegno dell’agosto 2008 ora finalmente pubblicati.
Brani dalle opere di Mengacci saranno letti da Roberto Rossini

Organizzato da Università di Urbino e Circolo Acli

Relatori
Gualtiero De Santi, Maria Lenti, Gastone Mosci, Sergio Pretelli, Salvatore Ritrovato

il 26/02/2015 alle ore 16:00
presso Aula magna del Rettorato

Università di Urbino “Carlo Bo”

 

Fonte: http://www.uniurb.it/it/portale/index.php?mist_id=0&lang=IT&tipo=IST&page=246&evntID=3050 

Umberto Vicaretti su “Neoplasie civili” di Lorenzo Spurio

NEOPLASIE CIVILI (2014)

di Lorenzo Spurio

Commento di UMBERTO VICARETTI

Neoplasie civili di Lorenzo Spurio
Neoplasie civili di Lorenzo Spurio

Potrebbe avere proprio questo titolo, Neoplasie Civili, l’ipotetico memoriale di un “inviato speciale” nelle “zone calde” del nostro pianeta. La raccolta di Lorenzo Spurio, infatti, appare come il circostanziato, meticoloso resoconto di un reporter d’assalto; ovvero di un corrispondente non allineato, non embedded, quindi non al seguito di nessuna missione, né di alcuna bandiera. Una sorta di freelance, libero e indipendente testimone del nostro tempo. E i suoi reportage sono tessere di un puzzle facilmente ricomponibile, in cui si possono nitidamente scorgere i contorni di una realtà quanto mai drammatica e inquietante.

Con Neoplasie Civili, infatti, Lorenzo Spurio apre una finestra sul mondo e sulle sue tragedie, denunciando e mettendo a fuoco eventi di notevole impatto emotivo e sentimentale. Si tratta di accadimenti che non sono da considerare, per così dire, atti “passati in giudicato”, quindi da consegnare definitivamente e asetticamente agli archivi della storia o della cronaca. Essi sono, invece, pezzi di un mosaico assolutamente attuale e in divenire, che compongono una specie di malefico work in progress da cui il poeta attinge dati, registra, assembla, seria, seleziona fatti e momenti, tutti tra loro saldamente collegati da un comune denominatore, ovvero dalla forza pervasiva e inarrestabile, cancerosa e letale della violenza, dell’ingiustizia, dell’odio, del male. Il male declinato in tutte le sue diaboliche sfumature: dalle guerre alla violenza individuale, dalle tragedie del mare ai conflitti etnico-religiosi, dalla povertà delle favelas agli orrori di ogni tipo; il tutto reso ancora più inquietante dall’indifferenza e dalla progressiva scomparsa del senso civico e di solidarietà.

Il poeta assurge, così, a “testimone oculare” dei delitti di cui ogni giorno è variamente vittima l’umanità; e in tale veste, con il furore e la forza tipici del poeta di sincera passione civile, pronuncia una condanna senza appello per gli artefici di misfatti, atrocità, nefandezze. E lo fa non solo con un linguaggio che rifugge da ipocrisie e da eufemismi, con cui egli direttamente chiama in causa assassini, torturatori, criminali e malfattori di ogni risma e latitudine; ma lo fa anche (o  soprattutto?…) con un frasario che contestualmente, e inesorabilmente, interpella le nostre stesse coscienze.

Si dovrà a questo punto dubitare che l’umanità sia redimibile, e che non ci sia rimedio all’ineluttabilità e alla forza irresistibile del male? Sembrerebbe di sì, anche solo a voler considerare il valore perentorio del termine che più fortemente connota il titolo della raccolta, termine che è, per l’appunto, “Neoplasie”.

 

 

Roma, 15 febbraio 2014                                              Umberto Vicaretti

 

 

 

“Piume di cobalto” di Daniela Ferraro, la prefazione al volume a cura di Lorenzo Spurio

“Piume di cobalto” di Daniela Ferraro

PREFAZIONE A CURA DI LORENZO SPURIO 

Daniela Ferraro - Piume di cobalto
Daniela Ferraro – Piume di cobalto

Questa nuova silloge poetica di Daniela Ferraro richiama il lettore a un’interpretazione concettuale dell’opera quale universum di contenuti, in cui le varie liriche sono in qualche modo –si cercherà di spiegarlo- non solo unite tra loro, ma si riflettono l’un l’altra. La poetessa calabrese ritorna così dopo Cerchi concentrici (a cadere dell’alba), pubblicato nel 2012, a compendiare le suggestioni che nutre verso il mondo, le emozioni variopinte e speziate dal ricordo e a svelare parte di sé e della sua esperienza di donna. Seppure è notevole il processo di maturazione che la poetessa ha effettuato in questi ultimi anni (individuabile soprattutto in una tecnica sintetica del verso, che raramente sfiora l’ermetico) credo di poter osservare che da un punto di vista meramente tematico (così come avevo accennato in una recensione alla sua precedente opera) risulta quanto mai difficoltoso sviscerare nella loro singolarità le motivazioni dalle quali questa poetica parte.

E’ chiaramente il mondo paesaggistico con le sue varietà floreali, arboricole e condizioni meteo a fare da sfondo alle varie liriche nelle quali la poetessa è come se si fermasse di colpo per donarci una sorta di diapositiva. In effetti l’io poetico sembra sospendersi più volte man mano che leggiamo le varie poesie; al lettore è richiesta implicitamente una compartecipazione all’atto della costruzione poetica (poiesis in greco significa “costruire” con le parole) superiore a quella che normalmente si pattuisce tra autore-lettore in qualsiasi atto di lettura e di interpretazione. Questo non perché le poesie siano difficili o costruite in un modo che al lettore può sembrare ostico comprenderne il significato, ma per tentare di ridurre al massimo le possibilità di incomprensione. Chi scrive poesia non si occupa (o non dovrebbe occuparsi) di come questa, nell’atto di lettura di un altro, venga intesa, concepita e realizzata concettualmente perché è chiaro che ogni lettore leggerà e interpreterà una silloge in base al suo filtro verso il mondo, in base alle sue conoscenze, in base al grado di affinità e di empatia e a tante altre cose che, in via generale, non sussistono, invece, per quanto concerne la narrativa dove, ciò che si narra è ciò che l’autore vuole farci intendere e che quindi dobbiamo essere disposti ad accettare.

Nel mondo poetico di Daniela Ferraro (ed è questo a mio modo di vedere uno dei punti di forza) ci si potrebbe in effetti perdere di continuo, ma perdersi non è mai qualcosa di negativo perché mette in moto un processo di analisi e ricerca nel quale l’animo umano è altamente cosciente e impegnato. Non è un caso che in “Farfalle” (emblema di leggerezza, ma anche di sospensione per ritornare a quanto sopra si diceva) la poetessa parli di “vita/ che ormai non ha crocicchi”, uno spazio concreto e della mente dove la destinazione, la possibilità di fuga o un eventuale punto d’incontro (tra sé e gli altri, tra l’io e il proprio sé) sembrano ormai essere impossibili.

A dominare nelle varie liriche sono ambientazioni prevalentemente fosche descritte in termini asciutti e rivelatori di una meteorologia infausta quanto inclemente, declinazione, forse, di uno stato d’angoscia con il quale si è convissuto in un determinato momento dell’esistenza. Dal punto di vista climatico, infatti, tra tante nuvole, tempeste, nebbie e pioggia, risulta sempre più difficile trovare un raggio di sole. Questo non significa che esso sia totalmente assente, ma nascosto, che va ricercato non tanto nel cielo, ma dentro di noi. Il vento, poi, è padrone indiscusso di una lirica nella quale non tanto si traccia un momento del passato con il ricordo dello sferzare delle fronde o il lambire della pelle, ma si incita alla sua forza, quasi cantandone l’importanza e decretandone il bisogno del rispetto nei suoi confronti, affinché, “imprima il bacio/ per morire in silenzio”.

L’impalcatura del libro è quella di un viaggio nel tempo (concreto) del giorno (dall’alba al suo tramonto o crepuscolo, come indicato in una lirica) e di un anno con le varie stagioni che ritroviamo nella diversa tipologia della flora anche se –in linea con l’ombrosità meteorologica di cui si diceva- è l’autunno a dominare, quel momento fatto di scurezza, desolazione e apparente morte naturale (gli alberi si spogliano, alcuni animali vanno in letargo). Non è assolutamente un caso che una delle parole più ricorrenti in tutto il libro sia quella di ‘ombra’ (con le sue naturali derivazioni ), che sta a delineare da una parte una realtà cupa, nella quale la luminosità sembra una recondita utopia, dall’altra una sorta di frontiera sospesa, in un universo dove a tratti è difficile fuoriuscire dal sogno per entrare nella realtà o dove si rischia di trovarsi ingabbiati in aporie di difficile soluzione. E’ richiamato a livello semantico e concettuale un modo che supera quello reale e concreto e nel quale, con l’opportuno utilizzo di vocaboli, si cerca di intessere uno stretto e affiatato colloquio tra il reale e il metafisico: “danzavano i sogni/ su punte di cristallo/ nel viale fiorito”; altre volte la Ferraro plana sul pensiero esacerbandone la forma per rinverdire considerazioni esistenziali volte a una ricerca infruttuosa ma con la quale è oramai in pace con se stessa: “Chi ero o sono io/ vaga è importanza”.

Il linguaggio, com’era stato nella precedente silloge, si rafforza con l’uso di vocaboli che non solo trasmettono un’immagine in sé definita, ma addirittura un concetto nel quale, con una modalità simile ai versi comunicati, si riversa il significato di liriche già lette, connettendole in un percorso della psiche, forse tortuoso, caratteristico del poetare della Nostra. L’utilizzo di alcuni termini desueti non intralcia più di tanto il naturale percorso di comprensione (la Nostra è una docente di Lettere e ha un rapporto diverso con il vocabolario italiano rispetto a quello che potrebbe avere la comune “casalinga di Voghera”) né lo ingabbia in una poetica d’antan o dal gusto barocco nella resa sulla carta di situazioni, eventi e riflessioni su momenti vissuti. Per gli amanti della letteratura, inoltre, non sarà difficile ritrovare qualche cameo letterario in “lo stormir di fronde” o nel “dolore antico” di leopardiana e carducciana memoria, rispettivamente.

Alcune poesie si fanno più intime e sembrano racchiudere il nerbo di un vissuto che ha sperimentato gioie e dolori e da entrambi ne ha tratto esperienza e conoscenza del mondo. Sono poesie in cui è evidente l’afflato per la vita, il canto alla gioia e a una vita di condivisione con l’altro; se un abbraccio ultimo, unico testimone di un allontanamento (non ci è dato sapere se obbligato e dunque subito o se libero, frutto di una decisione) è vissuto in termini fortemente cromatici e visuali come “l’ortica tra il rosso dei papaveri”, è anche vero che in questo libro si leggerà molto di amore (o meglio, si scoprirà l’animo sensibile di una donna che non teme di offrirsi ai più) e in questi versi chiosa verità eclatanti sostenute da un linguaggio semplice, aperto a tutti e di impressionante resa: “Non c’è memoria quando l’amore è inganno” o ancora “L’amore è un demone santificato”. L’amore ci insegna la Nostra è un sentimento nel quale credere e affidarsi se scevro dall’inganno, frutto di una propria scelta e motivato da un reale affiatamento perché, in altre circostanze, non è poi così raro che esso possa tramutare in qualcos’altro di molto deprimente: in una scialba consuetudine, come bersaglio di un tradimento, come strumento per soggiogare mente e corpo. Ecco perché la nostra sente il bisogno di porre l’attenzione qua e là sulla necessità che il sentimento sia autentico e vissuto, anche perché il clima sociale nel quale viviamo nel nostro oggi non aiuta nella realizzazione e conservazione dei rapporti umani dove tutto, anche l’amicizia o l’amore, spesso è ridotto a mercificazione, “La gente ha fretta…/ Passa, saluta, inciampa”.

Piume di cobalto, in questa sintesi superba di itinerario poetico in cui il blu acceso e quasi metallico si sposa con una dimensione aerea, sospesa, quasi surreale, è anche un invito a saper cogliere l’attimo, a far dono non solo dei propri successi, ma anche delle proprie sconfitte, a saper rielaborare le esperienze, riviverle e ricrearle con l’atto della scrittura, un po’ per esorcizzarne le negatività, un po’ per convincersi che poi quegli “ombreggianti pensieri”, quelle “vaghe apparenze tra fluttuanti nebbie”, non siano che caricature di un vissuto che poco ci appartiene perché siamo riusciti a cogliere quel raggio di sole, pure flebile, che nascosto dietro le nebbie dell’esistenza, ha messo fine a quell’universo di ombre e incertezze.

 

Lorenzo Spurio

 

Jesi, 23.09.2014

 

Concorso Letterario – Sistemi d’Attrazione

Un concorso letterario dedicato a Pier Paolo Pasolini

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logo bil con scritta

Bologna in Lettere 2015

 

Bando pubblico – concorso di scrittura creativa

 

Sistemi d’Attrazione

 

in collaborazione con

logo nuovo

In occasione della terza edizione del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere”,  che quest’anno sarà dedicato a Pier Paolo Pasolini e che avrà luogo negli ultimi tre weekend del mese di Maggio, il Comitato Promotore è lieto di annunciare l’istituzione di un Concorso Letterario di scrittura creativa denominato Sistemi d’Attrazione.

Il Concorso non prevede distinzioni tra generi letterari, per cui sarà possibile inviare elaborati in forma poetica o prosodica o saggistica.

Il Concorso è diviso in due sezioni.

Sezione APier Paolo Pasolini: la diversità consapevole

Sezione BTema libero

Per entrambe le sezioni saranno accettati elaborati con un limite massimo indicativo di 60 versi per la poesia, 4000/5000 battute per la prosa, 6000/7000 battute per la saggistica.

Per quanto riguarda la Sezione A, l’uomo, il…

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POESIA DOMANI N. 45

Un incontro sul ruolo e la presenza della donna nelle poesie del poeta romano Belli, domani in Ancona al Palazzo della Regione.

Avatar di Marco Di PasqualeIl fruscio secco della luce

A Poesia Domani (come ogni mercoledì sulle frequenze di Radio Domani alle 11.15) ancora si respira aria carnevalesca, con l’ironia, lo schiamazzo e l’irriverenza che essa porta con sé. Perciò, grazie allo spunto di un evento che accadrà domani ad Ancona, facciamo un salto indietro nel tempo per andare a ritrovare una grande firma della poesia satirica, cioè il romano Giuseppe Gioachino Belli, vissuto nella prima metà dell’Ottocento, voce graffiante e struggente al tempo stesso dello spirito più autentico della plebe della capitale, allora sotto il potere Pontificio.
Tra i tanti temi trattati nei suoi componimenti in dialetto romanesco, sono tanti i sonetti in cui Giuseppe Gioachino Belli si ritrova a parlare di donne, di ogni tipologia ed estrazione, rifacendosi anche alla sua esperienza biografica. Un elemento che le accomuna tutte è la prontezza nel rispondere a tono, nel dire la verità. In ogni testo si ritrovano tante scenette…

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IV Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” a favore della Fondazione Salesi di Ancona per il bambino ospedalizzato

La IV edizione del Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi”
scadenza 15 maggio 2015

Avatar di Emanuele MarcuccioIn parole semplici

IV Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

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La giornata della memoria delle foibe. Una poesia di Nazario Pardini per riflettere

Foibe istriane

Per ricordare la Giornata in memoria delle foibe che ricorre oggi propongo a continuazione una poesia drammaticamente bella, profondamente espressiva dedicata proprio al massacro che riguardò gli esuli istriani sotto il regime comunista di Tito.

 

Carso

di NAZARIO PARDINI

Sopra i suoli dei declivi

del Carso, ci apparve poi una donna

novantenne, coi fiori nelle mani

tremolanti. Sopra quella neve

(rossa neve di morte fu il suo dire

del quale noi restammo assai perplessi

e certamente avvinti) rovistava

per dissodare un varco. Poi si aprì

ai nostri occhi una voragine di un

cunicolo di monte. Sono tipiche,

in quei pianori carsici, le foibe.

Pochi i raggi di sole incastonati

in quei tepali brevi di stagione

tra la neve macchiata dal livore

delle rocce supreme. Con la voce

rotta dall’emozione volse l’occhio

al nascosto strapiombo: “Inverne fosse

che contenete i resti di mio figlio

in fondo al ventre buio, ricevete

questi colori memori di luce.

Fate che questi sprazzi di giardino

che vide i nudi piedi barcollanti

di lui che fu bambino,gli ricoprano

i resti mescolati assieme a tanti

di cui conosco i nomi. Il solo cippo

al quale posso dire una preghiera

è questa nuda pietra, silenziosa

compagna di due legni messi in croce

che solo io conobbi e solo io

ne eressi l’esistenza. Troppe voci

non si udirono più, troppo potere

si scordò di quel sangue”. La mia anima

si rivolse alla donna che in silenzio

chiedeva solamente

rispetto del dolore. Ripeteva 

le solite parole un po’ sconnesse

tra di sé. “Coi camion, mi dicevano,

li portano al lavoro. Camion zeppi

di giovani, di vecchi. Ma tornavano

vuoti. E vuoti ritornavano dai lividi

sentieri. Mi dicevano che i camion

li avrebbero portati sul lavoro

in cima al monte. E muti ritornavano,

ritornavano vuoti verso il piano”.

Poesia estratta da NAZARIO PARDINI, “Si aggirava nei boschi una fanciulla”, ETS, Pisa, 2000, pp. 43-44.

Il verbale di Giuria del I Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”

premio ponte vecchio

I PREMIO DI LETTERATURA “PONTE VECCHIO”

VERBALE DI GIURIA

 

La Giuria del I Premio di Letteratura “Ponte Vecchio” presieduta da Lorenzo Spurio in unione con il presidente del premio, Marzia Carocci, e composta dai seguenti giurati:

Sez. A – Poesia – Sandra Carresi, Michela Zanarella, Annamaria Pecoraro e i due presidenti

Sez. B – Racconto breve – Luisa Bolleri, Susanna Polimanti, Martino Ciano Iuri Lombardi, Giuseppe Bonaccorso e i due presidenti

Sez. C – Saggio breve/Articolo – Jacopo Chiostri, Fabio Fratini, Francesco Martillotto, Rita Barbieri e i due presidenti

dopo lunga e attenta opera di lettura e valutazione dei tanti materiali arrivati da ogni regione italiana per le tre sezioni, ha deciso di conferire i seguenti premi e riconoscimenti.

 

SEZIONE A – POESIA

Vincitori assoluti

1° PREMIO                         NADIA DE STEFANO con la poesia “A mia madre”

2° PREMIO                         ROBERTO RAGAZZI con la poesia “Una lunga notte d’inverno”

3° PREMIO EX-AEQUO LUCIANO GENTILETTI con la poesia “Li giochi moderni”

3° PREMIO EX-AEQUO  MARIA TERESA PIERI con la poesia “Mi faccio bastare”

 

Menzioni d’onore

CLAUDIA MAGNASCO con la poesia “Madre”

MARIA CARMELA DETTORI con la poesia “Laura (Francesca Wronoski)”

PATRIZIA SOCCI con la poesia “Alle Giubbe Rosse”

ROBERTO BORGHETTI con la poesia “Luci su Gaza dove sei già nata”

STEFANIA PELLEGRINI con la poesia “Amàli”

 

Segnalazioni

ANTONELLA SANTORO con la poesia “Ago”

ANTONIO CIRILLO con la poesia “Fiore reciso”

ANTONIO COVINO con la poesia “’Na stella”

BARTOLOMEO BELLANOVA con la poesia “Cenere”

BRUNO BINI con la poesia “La casa di Peter Pan”

GIANNI DI GIORGIO con la poesia “Canto di capinera”

GIUSEPPE GAMBINI con la poesia “Mondo silente”

LUCIA BONANNI con la poesia “Chi”

NUNZIO BUONO con la poesia “Appartenenza”

 

Premi speciali

PREMIO SPEC. PER LA POESIA IN DIALETTO – MAURO MARCHESOTTI con la poesia “Ul me laagh”

PREMIO SPEC. PER LA POESIA SU FIRENZE – EUGENIO BORGIOLI con la poesia “Gli angeli del fango”

PREMIO SPEC. PER LA POESIA CIVILE – LAURA MANAO con la poesia “Non muore mai un poeta”

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIA – GAETANO CATALANI con la poesia “Il tarlo”

PREMIO DEL PRESIDENTE DEL PREMIO – EGIZIA VENTURI con la poesia “La ragazza sui gradini”

PREMIO ALLA CARRIERA POETICA (fuori concorso) – NAZARIO PARDINI

PREMIO PER L’IMPEGNO SOCIALE IN LETTERATURA (fuori concorso) – PINA PICCOLO

 

SEZIONE B – RACCONTO BREVE

 

Vincitori assoluti

1° PREMIO                         MARCO BERTOLI con il racconto “Dita”

2° PREMIO                         MAURIZIO MARI con il racconto “Lungo ritorno a casa”

3° PREMIO EX-AEQUO  ANTONELLA CONCETTI con il racconto “Annina”

3° PREMIO EX-AEQUO  MARCO CAPUTI con il racconto “La micia e il gabbiano”

3° PREMIO EX-AEQUO  BRUNO CONFORTINI con il racconto “Sarebbe bello, sarebbe estate”

 

Menzioni d’Onore

ALESSANDRA POZZI con il racconto “Adele”

RENATA MARIA LUCARELLI con il racconto “Il cuore ovunque”

ROBERTA SELAN con il racconto “Il ricordo dei sensi”

STEFANO GAMBACURTA con il racconto “L’arancia”

STEFANO RIZZI con il racconto “Caligine”

VINCENZO MELINO  con il racconto “Il merlo inquieto”

 

Segnalazioni

ALESSANDRO ZAPPULLI con il racconto “Blitz”

CINZIA VITELLO con il racconto “Cristina. Una nota di bellezza”

ISMAELA CAPECCHI con il racconto “Il muretto”

KATIUSCIA NARDINI con il racconto “Due mesi”

MANOLA FREDIANI con il racconto “Gabbiani malati”

VALENTINA GERINI con il racconto “Storie da supermercato – La vigilia di Natale”

VALENTINA TORRINI con il racconto “L’ultimo caso”

 

Premi speciali

PREMIO ALLA CARRIERA NARRATIVA (FUORI CONC.)    SUSANNA TAMARO

 

 

SEZIONE C – SAGGIO BREVE/ARTICOLO

 

Vincitori assoluti

1° PREMIO                         RAFFAELE GUADAGNIN con il saggio “In questo Purgatorio de L’Inferno…”

2° PREMIO                         FRANCESCA LUZZIO con il saggio “I comportamenti possibili”

3° PREMIO EX-AEQUO  DONATELLA MARCHESE con il saggio “Lezioni di concretezza”

3° PREMIO EX-AEQUO  GIOVANNI GALLI con il saggio “Beppe Mariano, l’inesorabile rivincita”

 

Segnalazioni

ALICE CANDON con il saggio “L’indelebile dicotomia umana”

ELENA TRAINA con il saggio “Il gioco di scrivere”

FRANCESCA SANTUCCI con il saggio “Amalia Liana in arte Liala”

RAFFAELLE ROVINELLI con il saggio “S. sulla novella ‘La patente’ “

 

Premi speciali

PREMIO ALLA CARRIERA SAGGISTICA (fuori concorso) – SIMONE VENTURINI

 

  

Consistenza dei Premi

Come indicato dal bando di partecipazione al concorso i Premi consisteranno in:

1° Premio di ciascuna sezione: Targa, diploma con motivazione della Giuria e 100€

2° Premio di ciascuna sezione: Targa, diploma con motivazione della Giuria e libri

3° Premio di ciascuna sezione: Targa e diploma con motivazione della Giuria.

La Giuria in conformità di quanto espresso nel regolamento del concorso ha deciso di attribuire altri premi di varia classe che consisteranno in:

Menzioni d’Onore: Coppa e diploma con motivazione della Giuria

Segnalazioni: Diploma con motivazioni della Giuria

Premi Speciali:  Targa e diploma con motivazione della Giuria

 

Pubblicazione in antologia

Tutti i testi dei Vincitori Assoluti, dei Menzionati, dei Segnalati e dei Premi Speciali verranno pubblicati in antologia. Per i vincitori Assoluti e i Menzionati il proprio testo sarà corredato dalla motivazione della Giuria del conferimento del Premio e da una nota biobibliografica di massimo 5 righe Times New Roman che il partecipante dovrà inviare entro e non oltre il 10 febbraio a premiopontevecchio@gmail.com Per coloro che non la invieranno entro la data indicata, la nota biobibliografica non sarà pubblicata in antologia.

Per i segnalati sarà accompagnata solamente della motivazione della Giuria e per i pubblicati semplici (vedi sotto) si darà pubblicazione solo del loro testo di partecipazione.

La commissione di Giuria, data la grandissima partecipazione al Premio, ha inoltre deciso di provvedere a pubblicare altri testi meritevoli in antologia. Essi sono:

 

POESIA                                ANNAMARIA STROPPIANA DALZINI      “Giramondo”

POESIA                                ANTONIO BICCHIERRI                                   “Poetare”

POESIA                                ANTONIO COVINO                                        “E ffeneste”

POESIA                                BARTOLOMEO BELLANOVA                       “Fucilatemi”

POESIA                                CLAUDIA PICCINI                                            “Se vuoi”

POESIA                                FRANCA BENI                                                   “Stasera non parliamo”

POESIA                                GIANNI DI GIORGIO                                      “Sfiorare con le dita”

POESIA                                GIUSEPPE GAMBINI                                      “Il nuovo viaggio”

POESIA                                LUCIANO GENTILETTI                                   “Chissà perché”

POESIA                                LUCIANO GENTILETTI                                   “La scampagnata”

POESIA                                MARIA CARMELA DETTORI                         “Fotogramma”

POESIA                                MARIA GRAZIA TOMASSINI                       “Fanno dolore i sogni”

POESIA                                MARINELLA PAOLETTI                                  “La tempesta”

POESIA                                NADIA DE STEFANO                                      “Una volta, mille ancora”

POESIA                                NADIA DE STEFANO                                      “Di sostanza effimera”

POESIA                                NUNZIO BUONO                                            “Luoghi non detti”

POESIA                                PATRIZIA SOCCI                                                              “La mia vita”

RACCONTO                        ALESSANDRO MARZETTI                             “L’apertura”

RACCONTO                        ALFREDO SANT’ANGELO                             “Primavera del ‘43”

RACCONTO                        ANNA FERRARI SCOTT                                  “Viaggio di nozze”

RACCONTO                        ANTONIO FRAGAPANE                                               “Cinquantasette”

RACCONTO                        CRISTINA TONELLI                                          “Vita per vita”

RACCONTO                        ENZO QUARANTA                                          “Il caffè”

RACCONTO                        GABRIELLA BAMPO                                       “Il viaggio”

RACCONTO                        GIANFRANCO IOVINO                                 “Lì”

RACCONTO                        LAURA POLETTI                                      “Da una panchina”

RACCONTO                        SIMONE ROCCHI                                             “Custodi silenziosi”

 

 Ritiro dei Premi

Come indicato al punto 11 del regolamento i vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio.

Stessa cosa è da intendersi per coloro che hanno ottenuto una Menzione d’Onore, una segnalazione o un Premio Speciale.

I pubblicati semplici in antologia potranno, qualora ne facciano richiesta e siano presenti alla Cerimonia di premiazione, richiedere l’attestato di partecipazione.

Si ricorda, inoltre, che l’antologia del concorso sarà disponibile all’acquisto il giorno della cerimonia di Premiazione. Il ricavato derivante dalla vendita della stessa verrà donato in beneficenza alla Fondazione Meyer di Firenze e verrà data comunicazione del versamento fatto a tutti i partecipanti dopo la Cerimonia di premiazione.

 

Ultime informative

La cerimonia di Premiazione si terrà sabato 14 marzo a partire dalle ore 17:30 a Firenze presso la Sala Congressi denominata Sala Firenze del Grand Hotel Adriatico situato in Via Maso Finiguerra 9.

L’evento, che è liberamente aperto al pubblico e al quale sarà possibile portare parenti ed amici, sarà allietato dall’arpista Giulia Petrioli.

Tutti i vincitori, i menzionati, i segnalati e i vincitori dei Premi speciali sono tenuti a confermare o meno la loro presenza a mezzo mail entro e non oltre il 4 marzo p.v.

 

Lorenzo Spurio                                                                                  Marzia Carocci

Presidente di Giuria                                                                   Presidente del Premio

 

 

Firenze, lì 4 Febbraio 2015

 

Per info:

premiopontevecchio@gmail.com

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