“Ritorno ad Ancona” di Lorenzo Spurio e Sandra Carresi, recensione di Susanna Polimanti

Ritorno ad Ancona e altre storie
di Lorenzo Spurio e Sandra Carresi
Lettere Animate Editore, 2012
Link diretto all’acquisto
 
Recensione di SUSANNA POLIMANTI

copertina frontRitorno ad Ancona e altre storie di Lorenzo Spurio e Sandra Carresi, edito da Lettere Animate raccoglie tre racconti molto belli e di ottima qualità. I racconti sono distinti tra loro da un proprio titolo, eppure leggendoli uno dopo l’altro, sembra quasi che tra essi ci sia una continuità, senza dubbio merito degli autori, che li hanno scritti  con trascinante intensità di sentimenti. I temi trattati sono comportamenti e stati d’animo di ordinaria esistenza, quali l’amore, il dolore, le speranze, le debolezze ed ogni loro conseguenza nei confronti degli altri. Ogni racconto stimola la riflessione e il coinvolgimento del lettore, la loro narrazione si fonde perfettamente con esperienze di un vissuto comune a molti. Lo stile del libro è molto scorrevole, colmo di grazia, dolcezza e in particolare, rispetto. Si passa da momenti morbidi con precise emozioni  dei personaggi, i cui caratteri sono descritti con dovizia di particolari, a docce fredde di cruda realtà che stimolano a proseguire la lettura con vivo interesse. Sono rimasta molto colpita dallo stile dei due autori che sono stati in grado di scrivere un libro a quattro mani senza la benché minima imperfezione. Ritengo che solo due persone molto affini e profondamente amici possano riuscire in questo intento.

Il mondo delle emozioni descritto in questo libro in maniera così spontanea ed appropriata può risultare per il  lettore, lo sprone giusto per stimolarlo ad andare avanti nelle più complicate fasi di vita, rendendolo più forte e vitale. Porgo agli autori Lorenzo Spurio e Sandra Carresi i miei più vivi complimenti per il loro Ritorno ad Ancona e altre storie, auspicando altrettante opere di certo successo.

SUSANNA POLIMANTI

QUESTO TESTO VIENE QUI PUBBLICATO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

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A Firenze si sono celebrati i dieci anni di “Segreti di Pulcinella”, rivista di letteratura

Sabato 9 marzo 2013 a Firenze si è svolta la festa per il decennale della rivista di letteratura e cultura varia “Segreti di Pulcinella” (www.segretidipulcinella.it), rivista fondata nel capoluogo toscano da Massimo Acciai e Francesco Felici.

Cornice della festa è stato il salone del Ristorante-Pizzeria “I Tarocchi” sito in Via de’ Renai 12, zona San Niccolò.

Ha aperto l’evento il direttore della rivista, Massimo Acciai, che ha tracciato un breve consuntivo di questi dieci anni d’età e che ha letto poi il messaggio dell’amico pisano Francesco Felici che con lui, quasi per scherzo, nel 2003 fondò la rivista.

La serata è proseguita poi con la premiazione dell’omonimo concorso letterario nato per celebrare la rivista, condotta da Lorenzo Spurio, vice-direttore della rivista che pure ha curato l’opera antologica SDP 2003-2013. Questo libro-consuntivo storico contiene i testi dei premiati e segnalati nel concorso e numerosi testi, poesie, racconti, saggi ed articoli, di numerosi redattori e collaboratori della rivista durante questi dieci anni.

Si sono inoltre presentate due realtà culturali molto importanti: l’Associazione Culturale TraccePerLaMeta (www.tracceperlameta.org) e la sua attività di editoria legata ai soci, presentata da Sandra Carresi, vice-presidente dell’Associazione e Lorenzo Spurio e il gruppo poetico-musicale dei Poetikanten, presentato da Iuri Lombardi e Paolo Ragni.

I premiati e i redattori della rivista hanno letto i loro pezzi mentre Matteo Nicodemo ha allietato la serata con suoi testi, musicati con chitarra.

All’evento hanno preso parte numerosi collaboratori storici della rivista quali Alessandro Rizzo (vice-direttore), Rossana D’Angelo, Paolo Ragni, Iuri Lombardi, Alessandra Ferrari, Emanuela Ferrari, Andrea Cantucci, Luca Mori, solo per citarne alcuni.

L’evento si è concluso con una cena conviviale molto apprezzata, momento nel quale i vari invitati hanno potuto conoscersi e scambiare vedute.

Lunga vita a Segreti di Pulcinella!

Clicca qui per acquistare l’opera antologica SDP 2003-2013 con prefazione di Massimo Acciai e con i testi dei vincitori/segnalati al concorso e quelli dei collaboratori storici della rivista.

Video della celebrazione del decennale (prima parte)

Video della celebrazione del decennale (seconda parte)

Obsession: gli autori selezionati

borderlineLa selezione dei racconti per l’antologia “Obsession” da me curata (qui il bando di partecipazione: https://blogletteratura.com/2012/08/22/selezione-dei-racconti-per-lantologia-obsession/ ) è ultimata.

Di seguito si riportano gli autori scelti che verranno pubblicati nell’antologia che sarà edita da Limina Mentis Editore (http://www.liminamentis.com/)

Informazioni sulle tempistiche e l’acquisto di detto volume verranno fornite non appena il progetto editoriale verrà preso in gestione.

Si richiede agli autori selezionati di inviare una loro biografia aggiornata da poter inserire nell’antologia.

Detta biografia dovrà:

-essere inviata in formato Word utilizzando carattere Times New Roman punti 12

– non essere più lunga di 25 righe (nel caso sia più lunga, sarà compito del curatore dell’antologia fare dei tagli a sua discrezione).

– essere inviata a questa mail: lorenzo.spurio@alice.it mettendo come oggetto “Obsession”

Grazie per l’attenzione.

Di seguito gli autori selezionati per il volume:

– AMOROSO ELISABETTA

– ARECCHI ALBERTO

– BISSON ELISABETTA

– CARCERERI FIORELLA

– CIANO MARTINO

– CRESCENTINI LORENZO

– DEIURI LISA

– DINI MONICA

– FRANCHETTO DAISY

– GOBBO SERENA

– MANGANI AZZURRA

– ORLANDI SANDRO

– PEDRETTA ALESSANDRO

– RIZZI STEFANO

(Questa comunicazione verrà inviata a mezzo posta elettronica a tutti i partecipanti alla selezione di racconti Obsession).

“Sigarette”, racconto di Rita Barbieri

Tu eri tutto e io il tuo esatto contrario. Tu stavi sempre zitto e io, invece, parlavo troppo. Tu avevi i piedi  ben saldi a terra, io preferivo stare per aria: a terra mi ci annoiavo troppo.

Tu eri serio e composto, io preda di emozioni che mi si disegnavano a macchie improvvise sul viso. Tu impenetrabile e solido come una roccia, io trasparente e fluida come l’acqua. Tu che non ti lasciavi mai intaccare da niente, corazzato dentro e dietro una solida armatura che non aveva nemmeno un misero tallone d’Achille. Io che viaggiavo leggera e abbandonavo sempre più protezioni e dispositivi di sicurezza. Tanto non mi servivano a niente.

Tu non ti emozionavi mai, io sempre: per le parole di una canzone, per una musica triste, per un film da riguardare, per un paesaggio così bello da togliere il fiato. Io vittima di stupore e meraviglia, tu anestetizzato per precauzione.

imagesCA2LL3ZGTi dicevo che il tuo sorriso era speciale e non lo vedevo mai. Tu dicevi che il mio non era niente di che e ormai ti ci eri fin troppo abituato.

Ti ho dato tutto, anche quello che non mi apparteneva. Mi hai aspirato come una sigaretta, fino al filtro, fino a consumarmi interamente. E mi hai fumato come un fumatore stanco: senza piacere, senza gusto. Come un rito quotidiano, un modo per prendersi una pausa dal resto, un’abitudine perfino poco sana.

Avrei fatto qualunque cosa per renderti felice, ma non sono stata capace. Avrei voluto che tutto il mio amore bastasse a entrambi, ma era chiedere troppo.

Ero fumo e come tale mi sono dispersa. Tentare di imprigionarmi di nuovo, impossibile.

Hai guardato il mozzicone nella tua mano e ti sei chiesto dov’ero, come era possibile che fossi già finita: nel mentre, non te ne eri nemmeno accorto. Mi hai fumato distrattamente e troppo in fretta e di me non ti sono rimasti altro che pochi residui invisibili che, qualche volta, ti ricordano un sapore dimenticato, una dipendenza interrotta.

Hai preso il mozzicone e lo hai gettato nel portacenere, insieme agli altri. Non ero che l’ultima del pacchetto. Domani ne comprerai uno nuovo, promettendo a te stesso di fartelo durare un po’ di più. Il domani è sempre il giorno adatto per i buoni propositi: per tutte quelle cose che non si ha il coraggio di attuare nell’immediato e scivoloso presente.

Tu eri tutto e io il tuo esatto contrario. Avremmo dovuto combinarci, incastrarci, attirarci inevitabilmente. Invece siamo andati alla deriva, come strade senza sfondo, binari morti e linee parallele che, in quanto tali, non si incontrano mai. E se, per puro caso, dovessero incontrarsi di nuovo, allora è anche giusto che si separino e prendano le direzioni che gli competono.

Sono solitarie le linee parallele: hanno un cammino rettilineo e indipendente. Proseguono rigide e testarde nel loro tratto. Infinite le perpendicolari che possono tranciare il loro percorso.

Rita Barbieri

 

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Euterpe n°7. E’ uscito il nuovo numero della rivista. Tema: “La città”

Rivista EuterpeE’ appena uscito il settimo numero della rivista Euterpe, rivista di letteratura diretta da Lorenzo Spurio, scrittore e critico-recensionista e gestita assieme agli scrittori e poeti Massimo Acciai e Monica Fantaci.

La rivista si apre con un editoriale  firmato da Monica Fantaci, poetessa palermitana e vice-direttrice della detta rivista.

Numerosi i testi a tema e quelli a tema libero che coprono tutti i generi: poesia, narrativa, saggistica, recensioni, interviste. Al termine si offre, inoltre, una serie di segnalazioni di concorsi ed eventi letterari appositamente scelti per la diffusione.

Il nuovo numero della rivista può essere letto e scaricato cliccando sul logo della rivista qui sopra.

Hanno collaborato al presente numero della rivista: Monica Fantaci, Cinzia Baldini, Lorenzo Spurio, Elena Condemi, Federico Caruso, Gianni Calamassi, Michela Zanarella, Giuseppe Gambini, Sebastiano Impalà, Maria Letizia Gangemi, Giovanna Casapollo, Paolo Annibali, Gianluigi Melucci, Claudio Di Paola, Sandra Fedeli, Dunia Sardi, Ilde Rampino, Francesca Rita Rombolà, Cristina Lania (Anima e oceano), Sandra Carresi, Rita Stanzione, Alessandro D’Antonio, Pietro Loi, Marzia Carocci, Emanuele Marcuccio, Mauro Biancaniello, Francesco Iodice Gallo, Miriana Di Paola, Giorgia Catalano, Gennaro Tedesco, Anna Maria Folchini Stabile, Paola Surano, Massimo Acciai, Fiorella Carcereri, Annalisa Soddu, Alessia Nicolucci, Anna Alessandrino, Claudio Boschi, Angela Crucitti, Valentina Meloni, Ilaria Celestini, Maria Rosaria Di Domenico, Ivan Pozzoni, Martino Ciano, Giuseppe Bonaccorso, Fiorella Fiorenzoni, Luisa Bolleri, Lorenzo Campanella, Giovanni Vivinetto e Luigi Pio Carmina.

Si ricorda, inoltre, che il prossimo numero avrà come tema “Panta Rei: Tutto scorre” e che i materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 1 Giugno 2013 alla mail della rivista:  rivistaeuterpe@virgilio.it o a lorenzo.spurio@alice.it (specificando nell’oggetto “Euterpe”).

Clicca qui per l’evento FB per il prossimo numero della rivista.

Grazie a tutti per la collaborazione e l’attenzione.

Lorenzo Spurio

Direttore Rivista Euterpe

“Uno tsunami anche nella cultura”, di Julio Monteiro Martins

di Julio Monteiro Martins

Cos’è quest’onda nuova che scuote l’Italia? E d’ora in poi, cosa possiamo aspettarci? Sarà il caos o al contrario sarà l’inizio dell’agognata liberazione preannunciata con passione da Dario Fo a Milano? O ancora il caos, ma transitorio, come precondizione e allestimento della liberazione?

Una cosa è sicura: a livello simbolico e culturale un sistema senile è cominciato a crollare, se non altro perché ai giovani era evidente la sua ormai malinconica inadeguatezza.

imagesCAK5X0R6Sappiamo che la storia, così come gli stessi esseri umani, non invecchia gradualmente e in modo uniforme, ma a volte sembra ferma, immobile per un lungo tempo e poi in poche ore o in pochi  giorni scende o sale un “gradino” e subito il panorama cambia, si vede con chiarezza tutto ciò che il giorno prima era invisibile, niente è più lo stesso e tutto questo sembra sin dal primo momento stranamente naturale, scontato, come se fosse sempre stato in quel modo, come se fosse molto difficile immaginarlo diversamente.

Ma il cambiamento non è, e non può essere, soltanto nell’ambito politico ed economico. Si tratta di un’intera sensibilità collettiva che ha fatto un salto di qualità, e la sfera culturale, editoriale e letteraria non può rimanere immune alle trasformazioni, fare la gnorri e andare avanti con le stesse deformazioni, contemplando soltanto la stessa “casta” collusa di prima, come se niente fosse accaduto. Anch’essa dev’essere travolta, e prima o poi lo sarà, dal tardivo tsunami che ha finalmente travolto le vecchie dighe e aperto spazio al nuovo e al giusto.

Anche in letteratura il merito legittimo, fino ad oggi volutamente oscurato, dovrà occupare lo spazio finora murato che consentiva a una manciata di scrittori e di intellettuali di poter godere di un prestigio e di una fama immeritati, promossi dai politici di destra o di centro-sinistra, che decidevano sempre e solo in favore di questi cortigiani, favorendoli nelle grandi case editrici, nella grande stampa e nelle reti televisive. Ora basta con gli escamotage per illuminare gli eletti ed eclissare tutti gli altri, basta “gialli” e “noir” di circostanza, presentatori televisivi e cantanti che si spacciano per scrittori, autori di “aforismi” da Baci Perugina, in lingua italiana o straniera, “maghi” e “profeti” da nouvelle cuisine, nullità con rapporti altolocati smerciate come maîtres a penser, opere senza stile né contenuto scritte da anonimi intercambiabili sotto pseudonimi collettivi. Insomma, basta con tutte le truffe e le furberie sostenute dal marketing di un sistema editoriale sclerosato, che per tutti questi anni ha tralasciato il valore letterario e la profondità del pensiero in favore delle strategie commerciali e della manutenzione di uno status quo oligarchico.

La cultura in Italia cambierà. E molto, perché quando muore il pachiderma muore anche la sua coda. E questo rinnovamento radicale è la cosa migliore che potrà succederci. Sarà l’equivalente di una rinascita nel secondo decennio del Duemila, riempiendo lo spazio vacante lasciato dai falsi autori di opere fasulle, ai quali i loro agganci procuravano visibilità nei talk-show, interviste e recensioni generose nella stampa, purché non venga meno la loro complicità con gli interessi della politica e lo scambio di favori clientelistici.

Arriveranno, spero bene, delle cose che da molto tempo non conosciamo: premi letterari onesti – non il condominio delle grandi case editrici di cui sono divenuti parte lo Strega, il Campiello, il Viareggio – e concorsi letterari per esordienti gestiti con correttezza e pubblicizzati con larga diffusione.

Creare nuovi sistemi di appoggio e di protezione alle piccole case editrici, alle piccole librerie, oggi in estinzione, e alle riviste culturali. Aprire finalmente l’università italiana alla creazione culturale-artistica, incorporarla nel programma accademico come avviene da decenni nelle più importanti università straniere. Ridare alla televisione pubblica la sua missione essenziale di ampliare la diffusione della cultura e aumentare gradualmente il livello culturale generale. Promuovere un intenso scambio con gli altri paesi del mondo, dai quali ci siamo allontanati a partire dagli anni ’80 – o loro da noi – come conseguenza di una politica culturale che sembrava disegnata appositamente per isolarci, e che ci ha fatto diventare sempre più provinciali. E soprattutto riconoscere infine la presenza culturale dei nuovi italiani, di quelli venuti da lontano, che hanno scelto questo paese e la sua lingua, e capire la fortuna e l’opportunità immensa che rappresenta averli tra di noi. Aprire le porte delle case editrici, dei teatri e delle gallerie alla loro esuberante creatività, un contributo che si dimostrerà fruttifero per tutti. E dire loro finalmente le due parole negate, vietate tra tante angherie e  umiliazioni culminate con le reclusioni nei terrificanti “centri di identificazione ed espulsione”: “scusateci”, e “benvenuti”.

Creare una volta per tutte una vita culturale che non tema né sfugga la verità, ma che la cerchi e l’affronti: le morti in mare, le menzogne istituzionali, le stragi senza colpevoli, i rigurgiti razzisti e xenofobi, il campanilismo taccagno ed escludente, la tentazione fascista, tutte le zone scure che coesistono con l’intelligenza, l’inventività, l’empatia, la sensibilità estetica e la sterminata tradizione creativa degli italiani.

Il nuovo sta arrivando. Arriva sempre e porta via con sé ciò che è vecchio e vizioso, ciò che è marcio. E quanto più questo arrivo è stato bloccato, tanto più grande sarà la potenza del suo impatto. È ora di dare alla cultura – al teatro, ai registi, agli attori, ai traduttori, agli scrittori, agli artisti, ai fumettisti, ai musicisti e ai compositori – il supporto e la priorità che gli sono stati sottratti durante l’orrenda stagione, ancora in corso, del neo-liberalismo oscurantista. È ora di mettere fine al nostro già annoso ritardo culturale, e di fare un tour de force storico per ripristinare la creatività e il rigore intellettuale che incantavano il resto del mondo nei nostri anni migliori.

Julio Monteiro Martins

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“Iuri dei miracoli” di Iuri Lombardi, commento a cura di Monica Fantaci

Iuri dei miracoli
di Iuri Lombardi
con prefazione di Lorenzo Spurio
Photocity Edizioni, 2013
Link diretto all’acquisto.
 
Commento a cura di Monica Fantaci

711664_10200397247517150_838329368_nIuri si mostra per quello che è, trapelando da sé una maschera che usa in base alle situazioni. Iuri, che si pone al centro dell’esistenza, sua e degli altri, di Ombretta e di tutta la gente che nomina, esaltando se stesso e le sue azioni, il suo miracolo è un miracolo di sentimenti, un giocare continuo con se stesso, con gli altri, alla ricerca di qualcosa che non riesce a trovare, ma forse neanche lui lo sa, tant’è che lui vive la notte, come se volesse nascondersi da qualcosa, come se volesse nascondersi da ciò che è. Il soprannome di Jolly che si è dato è proprio questo, una maschera di episodi che lui vive dentro di sé e che proietta all’esterno rendendoli reali, lui non sa se finge per finta o finge sul serio, lo dice lui stesso a pag.35 “…non ricordo se facendo finta di fingere o fingendo sul serio…”.
Le sue parole sono fiumi messi lì su carta, che fluiscono perenni, nella sua trasgressione.

 Monica Fantaci

 

“La gabbia dei leoni”, racconto di Emilio Rega

La gabbia dei leoni

di Emilio Rega

Quella sera il domatore aveva come uno strano presentimento. Eppure tutto era filato liscio come al solito: i leoni erano stati pasciuti abbondantemente ed avevano provato i loro esercizi con diligenza, come se fossero riconoscenti…

Lo spettacolo era già iniziato ed il pubblico osservava divertito le “prodezze” dei clowns, ma già un pò eccitato all’idea di ciò che sarebbe venuto dopo: il numero dellla “gabbia dei leoni”.

Il leone è un animale “nobile”. Il suo corpo è possente, vigoroso ed il suo aspetto ti colpisce immediatamente per la sua bellezza e maestà. La sua ferocia t’incute certamente timore ma anche una sorta di rispetto.

leoneLa gabbia era stata preparata ed ecco apparire in fila indiana i leoni accompagnati dai sonori schiocchi di frusta del domatore. Erano già tutti in cerchio pronti ad esibirsi obbedienti ai cenni di comando che stavano per ricevere, ma ecco che egli, il domatore, si accorge, sente che c’è qualcosa di nuovo, d’insolito, di non previsto e forse d’imprevedibile che aleggia, vibra intorno a lui: è lo sguardo di un leone non tanto giovane, uno di quelli che avevano fatto sempre il loro onesto “lavoro” senza strafare ma anche in modo affidabile e corretto. Certo non era il preferito, quello a cui si poteva concedere qualche confidenza all’apparenza pericolosa ma che suscitava nello spettatore una benefica reazione adrenalinica. Nulla in ogni modo poteva far presagire che quella sera quel leone avrebbe concesso al pubblico pagante un “extra” così emozionante. Stava ritto sul suo sgabello in una strana attesa, come se volesse far intendere che quella sera le cose sarebbero andate diversamente, che proprio non ci stava a fare l'”idiota” ancora una volta per compiacere il suo “addestratore-benefattore” e fargli fare bella figura davanti al pubblico. Il domatore però non si dimostrò

sorpreso della novità ed osservò quel leone in modo anche lui strano, ma senza timore, come se volesse chiedergli qualcosa che però lui stesso non sapeva precisamente: “stai male?”, “forse non hai digerito bene?”, “ti senti stanco?”, “avresti bisogno di più riposo?”, “qualcuno ti ha trattato male?” e tuttavia sapendo che non era questo, che c’era qualcos’altro sotto.

Che si trattasse di un bisogno di maggiore giustizia e libertà, questo al domatore non sarebbe mai passato per la mente. Egli era così abituato a vedere i leoni obbedire ad ogni suo comando, e la coscienza della sua presunta superiorità su di loro metteva fuori discussione la bontà e l’onestà del suo comportamento. Quella sera però quel leone proprio non ci stava e con un improvviso balzo si gettò sul povero domatore scaraventandolo a terra tra le urla della folla. Un colpo di pistola sparato da un addetto alla sicurezza lo freddò ponendo fine ai suoi giorni, ma quello per lui fu un vero “giorno da leoni”.

EMILIO REGA

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Firenze, 9-10 febbraio: i nostri appuntamenti letterari

loghi promotori arte in versi 2013

sab. 09-02-2013 ore 10:00

Biblioteca Villa Bandini – Via di Ripoli 118 –  FIRENZE (zona Gavinana)

Presentazione antologia poetica “L’arte in versi” 2012

Interverranno: Lorenzo Spurio, Iuri Lombardi, Massimo Acciai, Marzia Carocci, Monica Fantaci, Martino Ciano e gli autori delle poesie

sab. 09-02-2013 ore 11:00

Biblioteca Villa Bandini – Via di Ripoli 118  –  FIRENZE (zona Gavinana)

Presentazione La riva in mezzo al mare di MONICA FANTACI

Relatori: Lorenzo Spurio, Sandra Carresi

Interverranno: Marzia Carocci, Iuri Lombardi, Massimo Acciai

sab. 09-02-2013 ore 17:00

Biblioteca Comunale di Compiobbi – Via Aretina 45 – Compiobbi (FIRENZE)

Poesia e musica con i Poetikanten

Gruppo formato da Paolo Ragni, Massimo Acciai, Iuri Lombardi, Alessio De Luca.

dom. 10-02-2013 ore 10:00

Cabina Teatrale – Via Romagnosi  13/a    –  FIRENZE (zona Rifredi)

Presentazione di Iuri dei Miracoli di IURI LOMBARDI

Relatori: Paolo Ragni, Lorenzo Spurio

Interverrà: Massimo Acciai

Tutti gli eventi sono completamente gratuiti.

La S.V. è invitata a partecipare.

Esito finale del Concorso “Segreti di Pulcinella”

Rivista Segreti di Pulcinella

RIVISTA SEGRETI DI PULCINELLA

Fondata a Firenze nel 2003 da Massimo Acciai e Francesco Felici

http://www.segretidipulcinella.itsegretidipulcinella@hotmail.it

 

GRADUATORIA FINALE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE “RIVISTA SEGRETI DI PULCINELLA”

Firenze, lì 31 Gennaio 2013

La giuria del Premio Letterario “Rivista Segreti di Pulcinella” composta da MASSIMO ACCIAI (direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, poeta e scrittore), LORENZO SPURIO (vice direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, scrittore, critico letterario e direttore della rivista online “Euterpe”), ALESSANDRO RIZZO (vice direttore della rivista “Segreti di Pulcinella”, scrittore e direttore della rivista on-line “Le voci dell’Agorà”), IURI LOMBARDI (poeta, scrittore e redattore della rivista “Segreti di Pulcinella”), ANNAMARIA PECORARO (poetessa, scrittrice, director di Deliri Progressivi e redattrice della rivista “Segreti di Pulcinella”), ROSSANA D’ANGELO (poetessa e redattrice della rivista “Segreti di Pulcinella”), IVANA ORLANDO (poetessa, collaboratrice della rivista “Segreti di Pulcinella”), ADRIANA GLORIA MARIGO (poetessa), CRISTINA VASCON (poetessa), MARIA LENTI (poetessa, scrittrice, critico), SARA ROTA (poetessa, recensionista)

decreta l’esito finale di graduatoria:

POESIA

1° posto – “Sono nata a mezzanotte”

di ANNA ALESSANDRINO

 

2° posto – “Vite nascoste”

di DONATO LADIK

 

3° posto – “Ricamo di ossa senza natura”

di DAVIDE ROCCO COLACRAI

 Segnalazioni: “Dall’Ucraina” di GIUSEPPE MANDIA;

  

RACCONTO

1° posto – “Io non lo farei”

di ALICE AMADEI

 

2° posto – “L’oro di Don Raffaele”

di MASSIMO SENSALE

 

3° posto –“Consonanti in vacanza”

di EMANUELA BOBBIO

“L’ascensore”

di PIETRO RAINERO

 

Segnalazioni: “5 dita” di MARCO CANELLA

“Il sogno dell’incubo” di SERENA GOBBO

 

SAGGIO

1° posto – “Spesso il male di vivere ho incontrato di E. Montale: una lettura”

di FRANCESCO MARTILLOTTO

 

2° posto – “La maledizione della nona e il club 27”

di STEFANIA LAMANNA

 

3° posto – “Il coraggio della scrittura: John Fante tra umanità e deserto”

di IVAN POZZONI

 

Si ricorda, come scritto nel bando di concorso al punto 8, che “Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile”. Ciascun partecipante al concorso potrà richiedere il verbale finale con tutti i punteggi che la Giuria ha assegnato. Non verranno, però, fornite spiegazioni sul motivo di dette valutazioni e l’autore si rimette come ha sottoscritto nella scheda di partecipazione alle regole contenute nel bando di concorso.

Come stabilito dal bando di concorso al punto 10, “Al primo vincitore di ciascuna sezione verrà dato il diploma e una copia gratuita dell’Antologia. Ai secondi e terzi vincitori verrà dato il diploma e a tutti gli autori segnalati verrà dato diploma di segnalazione”.

La cerimonia di premiazione del concorso congiuntamente alla presentazione dell’antologia dei dieci anni della rivista si terrà a Firenze il 9 marzo 2013 a partire dalle ore 18:00 in un luogo di cui verranno fornite per tempo tutte le indicazioni.

Per info: segretidipulcinella@hotmail.it

 

Il Presidente del Premio                                                                   Il direttore della rivista

                         

      Lorenzo Spurio                                                                                   Massimo Acciai

 

 

Firenze, lì 31 Gennaio 2013

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