“Iridescenze dal profondo blu”, mostra d’arte di Alberto Anello

Iridescenze dal profondo blu

Mostra dell’artista palermitano, Alberto Anello

a cura di Eleonora Saitta


Sabato 01.12.2012, ore 17:00

Luogo della mostra: PALERMO – Palazzo Sant’Elia  (Via Maqueda) 

Basate sulla bellezza multiforme e sfaccettata della natura, le installazioni di Alberto Anello affrontano una rilettura del mito della creazione assemblando conchiglie, vetri, pietre preziose, partendo dall’osservazione del mondo animale e vegetale.

Le opere, interamente rivestite di frammenti iridescenti, sono quindi in grado di riflettere la luce in ogni direzione possibile, piccoli cristalli che si moltiplicano a seconda delle particolari condizioni luminose.

Attraverso i sogni ed i desideri nascosti che ci appartengono, l’artista, ci guida alla scoperta della nostra immaginazione e fantasia.

Alberto Anello ci invita a vivere avventure fantastiche attraverso un movimento incantato di suoni e riflessi specchiati che ci conducono nelle profondità abissali per cercare protezione e stimoli che esaltino la nostra sensibilità.

Un acquario incantato, popolato da creature magiche ed emozioni dell’artista, una fantasia misteriosa che trasforma la realtà per farci cogliere i segreti custoditi nel profondo “io” di ognuno di noi.

Alberto Anello nasce a Palermo, città in cui ha sempre vissuto, nel 1944. Da 40 anni svolge l’attività di Libero Professionista presso il suo studio di via Petrarca ed è, da sempre, cultore ed amante del bello e dell’arte in tutte le sue espressioni quali musica, poesia, pittura, scultura. Mosso da una spiccata sensibilità verso i giovani, costituisce nel 2004 l’Associazione Culturale “Caterina Lipari – valori e colori di Sicilia”, di cui è Presidente, con lo scopo primario di valorizzare e sostenere i giovani artisti presenti sul territorio siciliano. Con la medesima spinta emotiva investe le risorse dell’Associazione nell’acquisto di opere di artisti siciliani dando forma ad una piccola collezione. Fonda, pertanto, il “Romantic Museum” che, nel corso del tempo arricchirà anche di opere di artisti emergenti oltre i confini nazionali, dedicando anche un piccolo spazio a collezioni di modesto valore ma di grande attrazione, come segnalibri, temperamatite, titoli azionari e fossili di Sicilia. Si accosta all’arte da autodidatta ed inizialmente estrinseca le proprie emozioni con la realizzazione di installazioni, racchiuse in piccole teche, ispirate a temi sociali contemporanei, negli ultimi anni, spinto dal bisogno di astrarsi dalla realtà che lo circonda, crea sculture immaginarie che lo stesso artista definisce “incantate”.

“Brontë: i nostri più antichi segreti”, lettura delle poesie delle tre grandi scrittrici vittoriane

“Brontë: i nostri più antichi segreti” è il titolo di un progetto teatrale ideato per riportare alla luce e al pubblico le poesie delle sorelle Brontë, protagoniste indiscusse della letteratura britannica di epoca vittoriana. Poesie poco conosciute al pubblico italiano, in particolare i componimenti scritti dalla più piccola delle tre sorelle, Anne Brontë, spesso rimasta nell’ombra del successo ottenuto dalle sorelle maggiori e dai loro più celebri romanzi. La scelta di portare in scena le poesie e non degli estratti dai loro più celebri romanzi, deriva, semplicemente, dalla forte intimità, dalla profonda emotività e soprattutto da un’ indimenticabile trasparenza che si riesce a percepire dalla lettura dei loro componenti poetici. Le sorelle sono state protagoniste di un’ epoca storica fatta di grandi ricchezze ma allo stesso tempo di grandi contraddizioni sociali e coloniali, che hanno condotto le scrittrici a scrivere poesie, in cui si uniscono sentimenti di vario genere, dall’amore alla solitudine, dalle passioni alla vita, una poesia diversa da quella scritta e prodotta oggi. Le poesie scelte per lo spettacolo sono originali, semplici ma soprattutto contengono temi vicinissimi oggi, ai giovani, in particolare quelle della sorella più piccola Anne. Lo spettacolo vuole anche mettere in risalto, la conoscenza, o meglio far conoscere al pubblico appassionato e non di letteratura inglese vittoriana, un lato inedito e poco conosciuto delle sorelle, per la prima volta lontano dagli stereotipi e dai loro più celebri romanzi. Questa volta è la poesia, e con l’interpretazione di due attrici a far riscoprire i segreti di tre sorelle che hanno, e che continuano ad emozionare il mondo. Un progetto che per la primissima volta porta in Italia, un’ unione del tutto speciale, non solo tra poesia e teatro, ma anche tra storia e realtà, uno spettacolo che proietterà il pubblico nel passato grazie anche ad un importante intervento accademico e alla professionalità dell’intero cast e del regista. Uno spettacolo colmo di sorprese e di emozioni , di musica e di teatro che proietterà il pubblico in un viaggio in cui si rispolvereranno i più antichi segreti.

La prof.ssa Tania Zulli docente di Lingua, Cultura e Istituzioni dei paesi di lingua inglese presso la facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo Roma Tre, proporrà un approccio accademico allo spettacolo, donando al pubblico presente, attraverso un intervento, una visione storica ma anche letteraria del periodo vittoriano e della vita delle tre sorelle protagoniste dello show, svelando ancora una volta attraverso la sua profonda passione verso la letteratura prodotta dalle sorelle, i loro più antichi segreti, molti non ancora svelati dalla critica al pubblico.

Al termine dello spettacolo verrà proiettato il film “Cime Tempestose”

Titolo: Brontë: i nostri più antichi segreti 

Regia: Paolo Mellucci.

Musiche del maestro: Francesco Paniccia

Interpreti: Sarah Mataloni e Lavinia Lalle.

Con la collaborazione della prof.ssa Tania Zulli

Ideato da:  Giuseppe Giulio

Lo spettacolo si svolgerà al Centro Giovanile Giovanni Paolo II (GP2) il 10 novembre,  in Vicolo del Grottino 3b, Tel 06 68301346, info@GPDUE.IT

 

 

 

Firenze, reading poetico sul futuro organizzato dalle riviste Segreti di Pulcinella ed Euterpe a Febbraio 2013

Modalità di partecipazione

Al reading ciascun autore potrà presentare un unico testo.

Il testo deve per forza essere una poesia. Altri generi non verranno presi in considerazione.

La poesia non deve superare i 35 versi.

La poesia deve riferirsi o avere un collegamento al tema della serata, “il futuro”.

La poesia presentata può essere edita o inedita, ma è necessario che l’autore ne detenga i diritti.

Ogni autore che intende partecipare all’iniziativa entro e non oltre il 25 Gennaio 2013 a una di queste due e-mail: segretidipulcinella@hotmail.it  rivistaeuterpe@virgilio.it

deve inviare il suo testo, l’attestazione che la poesia è frutto del suo ingegno e i suoi dati personali (nome, cognome, e-mail, telefono).

Ogni persona che invia il materiale, si impegna a presenziare al reading dove leggerà la sua poesia. In caso di cambiamenti, rinunce o indisposizioni a presenziare, l’autore può chiedere, contattando con anticipo mediante le mail sopra, che il suo testo venga letto da uno degli organizzatori. In questo caso però il testo verrà solamente letto e non potrà essere considerato in “gara” per la valutazione finale delle tre poesie risultate migliori.

I collaboratori/ redattori delle due riviste possono partecipare al reading in qualità di partecipanti, attenendosi alle norme sopra esposte o portando un loro testo da leggere, che non verrà messo in gara. Ad ogni modo sono tenuti a contattare con le mail sopra per stabilire il loro tipo di partecipazione.

Svolgimento dell’evento

L’evento sarà aperto da una breve presentazione del direttore Massimo Acciai che traccerà un’analisi dell’attività della sua rivista e che renderà noto l’evento della Premiazione del Concorso “Segreti di Pulcinella” e da Lorenzo Spurio, direttore della rivista Euterpe che parlerà della rivista che dirige e dell’andamento della stessa nel primo anno di attività.

Seguirà il reading poetico dei vari autori in programma. Ciascun presente in sala, sia autore che non, verrà fornito dall’inizio di una scheda anonima dove dovrà votare le cinque poesie che per rispondenza tematica, spirito lirico, correttezza, musicalità ed espressività, ha preferito. Il reading si concluderà con la consegna dell’attestato da parte delle due riviste organizzatrici dei primi tre “poeti” dell’evento.

Gli organizzatori, nella figura dei direttori delle due riviste e altri critici/scrittori presenti in sala, potranno ugualmente esprimere il loro voto.

La partecipazione all’evento, la cui partecipazione è completamente libera e gratuita, presuppone la completa accettazione di questo programma.

 

 

Per info:

Lorenzo Spurio – lorenzo.spurio@alice.it

Massimo Acciai massimoacciai@alice.it

“La signora che vedeva i morti” di Marco Bertoli

La signora che vedeva i morti

di MARCO BERTOLI

Pisa, Felici Editore, 2012

ISBN: 978-88-6019-605-7

Pagine: 360

Prezzo di copertina: € 13,00

 

Sinossi

In un XVII secolo molto simile a quello vero, tra Pisa e la Lunigiana, Debrena Mori, primo siniscalco dell’ufficio indagini speciali dei reali moschettieri durante il regno di Ugolino V della Gherardesca, svolge con perizia e freddezza la propria funzione. Un tempo, però, era stata solo una giovane donna del popolo, cieca ma capace di vedere le anime dei defunti. Manfredi Gambacorti, colonnello dei reali moschettieri e Franco Gentilini, mago giudiziario, entrambi funzionari investigativi, indagano su una serie di indecifrabili suicidi e su un omicidio altrettanto misterioso… un giallo in costume dove la Storia si narra con rigore.

 

Marco Bertoli è nato a Brescia nel 1956 da genitori lunigianesi. Dopo aver vissuto vent’anni a Cesena, si è trasferito a Pisa dove si è laureato in Scienze Geologiche. Lavora come tecnico di laboratorio al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Saggi di storia militare e gialli storici costituiscono le sue letture preferite.

“Sorgo rosso” di Mo Yan, recensione di Rita Barbieri

Sorgo rosso

di Mo Yan

Torino, Einaudi, 2005

ISBN: 8806178520

Costo: 13,50 €

Recensione di RITA BARBIERI

 

“-Il sorgo è diventato rosso…i giapponesi sono arrivati… compatrioti preparatevi a combattere… con fucili e cannoni-“

 

Recentissima la notizia dell’attribuzione del Nobel per la letteratura a Mo Yan, uno dei più importanti scrittori cinesi contemporanei. In realtà giàGao Xingjian, autore di origine cinese ma con cittadinanza francese, aveva vinto lo stesso premio nel 2000.

Sorgo Rosso, di Mo YanMo Yan, pseudonimo che significa “senza parole/colui che non parla”, è il nome d’arte di Guan Moye, nato 57 anni fa nel villaggio rurale di Gaomi:

“Ho amato profondamente la zona a nord-est di Gaomi, e l’ho odiata profondamente. Divenuto adulto mi sono immerso nello studio del marxismo e ho capito che è senza dubbio il posto più bello e più orribile del mondo, il più insolito e il più comune, il più puro e il più corrotto, il più eroico e il più vile, il paese dei più grandi bevitori e dei migliori amanti.” (1)

È proprio a Gaomi che Mo Yan ambienta il suo romanzo più intenso e famoso: “Sorgo Rosso” (Hong gaoliang), storia epica e al contempo realistica di una famiglia e di un paese in un periodo storico sanguinoso e violento che va dagli anni ’20 agli anni ’70, passando attraverso la fase cruenta dell’invasione giapponese.

 

Per continuare a leggere la recensione, clicca qui: http://blog.chinaitaly.info/consigli/sorgo-rosso-di-mo-yan/

“Dolce al soffio di De André” di Gioia Lomasti, la nuova edizione

Gioia Lomasti  presenta la sua nuova Opera  Dolce al soffio di De André di Gioia Lomasti – Riedizione Ottobre 2012 Rupe Mutevole Edizioni

COMUNICATO STAMPA

 
Si inaugura la riedizione di “Dolce al soffio” di Gioia Lomasti, al Milano Book Fair – Ottobre 2012, opera poetica dedicata al cantautore Fabrizio De André ed ispirata alle sue canzoni, che ne sottolinea i passaggi in tintura e in vernissage particolari, provocazioni al piatto sentimento che si concretizzano nella Poiesis, nella costruzione della Femina Faber, la Lomasti, appunto, che assurge fra distici, terzine edenjambement, concretizzando il sogno di De André in quella “Direzione ostinata e contraria“, seppur restando nella propria sublimità di una quasi impercezione. Non siamo di fronte ad un esercizio di metrica, ma è interessante il verso nell’abituare il lettore al canto intimato, mai forzato eppur scorrevole e ritmico.

Un must per gli amanti del Cantautorpoeta e per chi ha piacere nella lettura della poesia di valore.

Ad impreziosire ulteriormente questa seconda ristampa, partecipano Stephen Alcorn per la concessione delle linoleografie in copertina e all’interno libro, Norman Zoia, paroliere/coautore di Pino Scotto e dei Vanadium, Mariano Brustio, memoria storica del Faber, il giornalista e critico Alessandro Spadoni, Alessandro D’Angelo, Marco Nuzzo e Marcello Lombardo per la Direzione d’opera.

L’opera include la bibliografia dell’autrice a cura di Emanuele Marcuccio, la biografia curata da Marcello Lombardo e la sezione progetti a cura di Francesco Arena.

Dolce al soffio di De André Opera edita da Rupe Mutevole edizioni, e’ inserita nella collana Sopralerighe diretta da Gioia Lomasti.

Di Marco Nuzzo e Marcello Lombardo

 

DALLA PREFAZIONE

La poesia è liberazione dell’anima, capacità di andare oltre il reale per raggiungere quell’indefinita sfera del nostro essere che è l’inconscio. È un’operazione complessa, autentica, inimitabile se condotta con l’unico fine di comprendere l’umanità nascosta in ciascuno di noi e quelle spinte interiori che ci muovono e ci rendono unici e irripetibili. È un viaggio difficile, mai sicuro, e che non sempre paga. Molti sono coloro che si sono perduti o hanno preferito rinunciare e affidarsi al tecnicismo modaiolo che oggi imperversa in ogni ambito della cultura. Pochi hanno tenuto duro con costanza e abnegazione raggiungendo il cuore più profondo del “fare poesia”. Non c’è alcuna ricompensa, se non quella di aver tentato di dare un senso alle dinamiche oscure che ci circondano, di aver messo in luce quel sublime assurdo impasto di passioni, istinti, egoismi che identificano la nostra anima. In questo Gioia Lomasti è certamente una navigatrice esperta che ha saputo unire alla melodia del verso la più profonda capacità di muoversi attraverso i gorghi dei sentimenti umani per renderli manifesti al lettore nella loro drammaticità e intensità. L’impegno della poetessa ravennate va oltre il compiacimento estetico della parola e si concentra su quella musicalità dolente e densa di significato che affonda le sue radici nella più genuina e spontanea espressione delle problematiche umane. A questo si unisce la riflessione sulla lezione del grande cantautore Fabrizio De André che ha non solo influenzato la prosa metrica della Lomasti, ma ha anche definito l’ossatura di un pensiero poetico che si è sviluppato e concretizzato nella sua profondità di intenzione e ragionamento. Lungo il delicato fraseggio della sua poetica si scorge la “delicatezza” di un’anima che intende andare incontro all’altro, comprenderlo, amarlo. Nessun giudizio, nessuna pretesa di imporre una propria visione dell’esistenza che è sempre particolare, soggettiva, imperfetta, ma un autentico desiderio di far nascere nel lettore passioni inaspettate che le mettano in condizioni di riflettere sul proprio agire quotidiano, sui propri errori e di porvi in qualche modo rimedio. In questa azione “maieutica” di rimessa in discussione delle proprie certezze fa da sponda una padronanza assoluta del linguaggio metrico, della parola evocativa che scardina i sigilli dei nostri segreti per arrivare al nocciolo della nostra esistenza, del nostro “esserci qui ed ora” con tutte le fragilità, le differenze, le debolezze che ci caratterizzano e ci rendono così meravigliosamente umani. La lettura è diretta, rapida, ma, al tempo stesso, di sconvolgente complessità in modo tale che nulla è dato per scontato e il significato va recuperato solo al termine della lettura. Un libro che non va soltanto letto, ma afferrato nella sua autenticità, nella sua bellezza, nella sua sensibile emotività.

A cura di Alessandro Spadoni
Giornalista e critico letterario

 

 

DIRITTI IMMAGINI LINOLEOGRAFICHE

STEPHEN ALCORN

©2012 THE ALCORN STUDIO & GALLERY

www.alcorngallery.com

 

Gioia Lomasti nasce nel luglio 1973 a Ravenna dove vive e lavora in ambito culturale Promotrice di scrittura.
Redazione e rassegna stampa presso vetrinadelleemozioni.blogspot.com, direzione di collane editoriali dedite alla poesia-prosa-narrativa, direzione di antologie AA.VV. Coordina assieme a Marcello Lombardo e al suo Staff di collaboratori il sito vetrinadelleemozioni.com quale canale per un supporto di promozione artistica dedita agli autori. Cura centinaia di pagine nel web e su Facebook ponendo in risalto autori emergenti di talento. Opera nel sociale, crede nel valore dell’amicizia, fonte di vita e condivisione.

Link di riferimento: www.poesiaevita.com

 

Info ordini info@vetrinadelleemozioni.com
Quest’opera sarà immagine d’impegno per la realizzazione di progetti benefici

E’ uscito “Némesis” di Marzia Carocci

Titolo: “Némesis”
Autore: Marzia Carocci
Prefazione a cura di Fulvio Castellani
Casa editrice: Carta e Penna
ISBN: 978-88-97902-16-4
Pagine: 96
Prezzo: 12,00 euro

Estratto della prefazione:

Ecco perciò che in Némesis la parola diventa un atto di apertura emotiva, di aggancio con la storia (la propria storia), di rimozione di elementi aleatori, superficiali. La poesia acquista così una profondità esemplare, diventa pensiero intersecante, mutevole al punto giusto, mai illusorio, inefficace, improvviso…

La poesia di Marzia Carocci finisce per scavalcare ogni recinto emotivo raggiungendo con convincente nitore, un compendio di spazi e di iridescenze che non può non scuotere l’animo di chi legge, riempiendo così con fremiti, che si rinnovano via via, quei vuoti di luce che assai spesso, purtroppo, accompagnano le stagioni del nostro percorso terreno.

Fulvio Castellani

Per acquistarne una copia, scrivi all’autrice a: apollinaire.mc@libero.it

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