“Le rime del cuore attraverso i passi dell’anima” di Annamaria Pecoraro (Dulcinea)

Le Rime del Cuore attraverso i Passi dell’Anima
di Annamaria Pecoraro (Dulcinea)
Lettere Animate Editore, 2012
ISBN: 978-88-97801-46-7
Pagine: 178
Costo: 12€

coverSINOSSI : Siamo tutti naviganti su quel mare, spesso misterioso, complesso, paradossalmente  semplice: la Vita. Ognuno di noi, è alla ricerca della sua terra, nelle sue affermazioni, realizzazioni di verità, seguendo la via del cuore, indicata dalla Stella Polare. Sia per chi è credente, o per chi non lo è, ci “appoggiamo” a Dio, o in quelle fondamenta; fatte degli affetti cari e di valori. Il messaggio alla fine è lo stesso: lasciare la nostra scia, tracciando a testa alta la rotta, nonostante le tempeste e i canti di sirene, che spesso, trascinano in abissi neri.

Il poeta, per la sua sensibilità speciale, è un estraneo in un mondo come il nostro, dove si corre sempre, e si rincorrono materialità e successo. E’ una sorta di mediatore, tra bene e male, che guarda e attinge dalla realtà circostante, un senso, immortalandolo con le parole, come un pittore fa sulla propria tela, descrivendo così, quello che vede e sente.

Cerco di donare me stessa, continuando con forza a esser gioia e sorriso, fiammella accesa e testimone di luce per chi ne ha bisogno, tenendo sempre in mente la frase: “Vola in alto solo chi osa farlo” (Luis Sepùlveda), e nel cuore: “Piccoli passi per grandi risultati” (Madre Teresa).

Il mio stile e il mio pseudonimo, nascono dall’ascolto e dall’attenta osservazione nel vedere “oltre”, usando un linguaggio universale, che definirei “dulciniano”: lottando contro i quotidiani mulini a vento; come l’indifferenza, l’egoismo, le maschere e l’ipocrisia.

Il valore è dato dal nostro bagaglio culturale ed emotivo. Sensibilizzando, chi alla lettura poetica, si affianca, per viverla, e sentirsi  così, Protagonista, e non un “estraneo”.

Trasmettere calore viscerale è importante, e non sempre è facile o innato. La speranza, l’abbandono, la voglia, la capacità di accettare e di amare, sono la guida ai nostri pensieri, alle nostre semplici e umili parole.

Questa pubblicazione raccoglie le poesie che ho scritto in questi anni, un passaggio, una crescita professionale e di formazione, diviso in due parti, una dal 2007 al 2009 e l’altra dal 2009 al 2012. È un’antologia – riflessione sull’esistenza, il viaggio, è spesso metaforico, interiore. E’ una ricerca di se stessi e dell’amore vero, attraverso i Passi della nostra Anima e le Rime che toccano il nostro Cuore.

Un ringraziamento va a chi, senza nessuna pretesa, si è affiancato a me, con costante stima e affetto, a chi continuerà a farlo, con rispetto, fiducia e umiltà.

 

“Pensieri minimi e massime” di Emanuele Marcuccio, recensione a cura di Annamaria Pecoraro

Pensieri minimi e massime

di Emanuele Marcuccio

PhotoCity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012, pp. 47

ISBN: 978-88-6682-240-0

Genere: Saggistica/Aforismi

Prefazione a cura di Luciano Domenighini

Postfazione a cura di Lorenzo Spurio

Curatrice d’opera: Gioia Lomasti

Cover: Francesco Arena

Prezzo: 7,60 €

 

Recensione a cura di Annamaria Pecoraro

 

Emanuele è un poeta “ribelle” (59), che usa la poesia come strumento di dialogo intimo verso Dio (66), e come lama sottile per colpire la grettezza politica che usa lo “Stato”, impoverendolo (19,37, 72). La poesia è arma che disarma (41, 46, 51), che attraversa il dolore e diventa musica (36, 57), follia (45), ricerca (22, 27, 75), amore (24, 62), “trasfigurazione” ed “ispirazione” di sogni (64). Via che alimenta i progetto quotidiani, diventando memoria di ciò che realmente dovremmo essere. Riscoprendo archetipi classici, che vedono la donna, nelle vesti di Elettra e dell’ uomo giusto in Oreste, e non nei tanti Egisto, che purtroppo, ghettizzano e mortificano la condizione dell’ essere umano (39). Emanuele cammina trovando nel dialogo e nell’essere “fanciullo” (11, 30, 34), la forza di osare e dire al mondo quanto meraviglioso sia emozionarsi (27), e coltivare valori che testimoniano il dono della vita. La radice della cultura (18), sta nel non aver paura di essere sé stessi, senza pretese di giudizio (23) o di ottenere onori, ma di non essere stanchi di arricchirsi nella diversità che ci circonda, trovando anche nel silenzio (47), l’intesa e il vigore di scegliere difendendo anche la propria origine (20, 38). Ottantotto aforismi tutti da gustare e da portare come propositi attivi nel nostro status vivendi.  

 

a cura di Annamaria Pecoraro

 

6 agosto 2012

 

QUESTA RECENSIONE VIENE PUBBLICATA SU QUESTO SPAZIO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE E DELL’AUTORE DEL TESTO.

E’ uscita l’antologia del concorso “L’arte in versi” – Edizione 2012

L’antologia del Concorso Naz. Le di Poesia “L’arte in versi” 

organizzato da Lorenzo Spurio, Massimo Acciai, Monica Fantaci, Marzia Carocci, Emanuele Marcuccio, Patrizia Poli, Iuri Lombardi, Annamaria Pecoraro, Luciano Somma, Martino Ciano e Sara Rota.

è stata pubblicata ed  è acquistabile qui: http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=19078&formato=8676

L’antologia è stata curata da Lorenzo Spurio, Massimo Acciai, Monica Fantaci. Presenta una introduzione di Lorenzo Spurio, una prefazione a cura di Annamaria Pecoraro e una postfazione di Marzia Carocci.

“Scrivere non è semplice, è un’arte che coniuga versi con le emozioni del cuore. E’ forza espressiva di materializzare quello che sente e vede intorno. Spesso, c`è chi è più motivato e si spinge oltre, tentando di compiere, in pochi versi un volo ad alta quota. Donare quello che siamo, per come possiamo, è oggi un grande compito. C’è chi dice che la Poesia sia morta, ma cade in errore! Questa antologia né la tangibile prova. Le emozioni, animano il nostro essere e noi, animiamo le emozioni! Sicuramente le difficoltà del quotidiano, portano ad essere sballottati, e nella paura di essere sempre in un mare in tempesta, riuscire ad aggrapparsi, a navigare, a cavalcare l’onda giusta, è un cammino denso di esami di coscienza e di forza applicativa di reazione. Il pensiero che avvolge il nostro “Filosofare”, si perde nel Mistero, restando attoniti di fronte a quello che capita.”

(dalla Prefazione di Annamaria Pecoraro)

“Questa Antologia, raccoglie la “voce” interiore di donne e di uomini che attraverso la loro scrittura hanno dato vita a un canto ricco di sentimento, di sincerità dell’anima, un inno al movimento più vero, più eccelso che l’essere umano possa esprimere, il movimento poetico, quella conca sensibile priva di menzogne, di egoismi, di opportunismi, dove si riesce ancora ad essere veri, leali, obiettivi e produttori di pura essenza: l’essenza di una coscienza in evoluzione… ”

(dalla Postfazione di Marzia Carocci)

“Attimi. Il puzzle della vita” di Antonella Ronzulli, recensione a cura di Lorenzo Spurio

Attimi. Il Puzzle della vita

di Antonella Ronzulli

prefazione di Roberto Incagnoli

Lettere Animate Editore, Martina Franca (Ta), 2012

ISBN: 9788897801290

Pagine: 107

Costo: 10,00 Euro

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

Domani tornerà il sole

e noi umani, senza comprendere

tra fango e morte ci rialzeremo.

(da “Nei silenzi della paura”, p. 30)

Antonella Ronzulli, poetessa piemontese, dopo il grande successo ottenuto con la prima silloge di poesie, AliVive (Rupe Mutevole, 2010), torna con un nuovo lavoro, tutto da scoprire. Nella copertina, dagli scenari fantasy e riccamente sfumata in azzurro, vediamo una donna bionda di spalle (proiezione della stessa autrice?) che si approssima ad attraversare una porta. La cosa curiosa è che la porta non appartiene a un edificio particolare, non ne intravediamo la struttura. L’edificio è il cielo, l’atmosfera infinita attorno alla quale si stagliano anche altri pianeti. Il titolo, Attimi, richiama subito il tema del tempo, uno dei più utilizzati da sempre in letteratura che la Ronzulli coniuga in questa silloge a una serie vasta di sentimenti dell’uomo d’oggi. Ecco perché il titolo da solo non basta, e l’autrice ha deciso di utilizzare un sottotitolo, “Il puzzle della vita”, ancor più significativo. Ci chiediamo ad una prima vista in che maniera la Ronzulli intenda la vita come puzzle; probabilmente come serie congiunta e necessaria di momenti, come excursus obbligato di riti di passaggio, come sfaccettature multiple onnipresenti contemporaneamente.

La silloge si apre, dopo una nota di prefazione, con due citazioni che “consacrano” l’attimo, una di Giuseppe Ungaretti, l’altra del filosofo Nietzsche.

In “Senza maschere” la poetessa si lascia andare a una veloce autoanalisi sul sé: chi sono e come dovrei essere? Dovrei essere diversa? Conclude sostenendo di no, altrimenti finirebbe per essere un’altra persona: “Fingere per compiacere?/ Impensabile/ l’inganno è ipocrisia./ Maschere non so indossare” (p. 24). La poesia di Antonella Ronzulli va, forse, letta proprio in questi pochi versi nella quale la poetessa innalza la semplicità, l’autenticità e il desiderio di offrirsi per come si è agli altri. E’ una poesia che ama il vero, il visibile e che rifugge le morbosità, le macchinazioni, gli inganni. Autenticità e preservazione dell’innocenza che si ritrovano nella dolorosa poesia “Assassino d’innocenti” in cui la poetessa è affranta per l’uccisione insensata di una giovane ragazza e si sente priva di perdono e comprensione per quanto un bruto ha irrimediabilmente commesso.

Le liriche di Antonella Ronzulli sono, inoltre, in grado di farci respirare odori particolari, “fragranze e sapori d’allegria” (p. 26) , “essenze di faggi che porgono foglie al vento” (p. 26) ma attente anche dal punto di vista sonoro: “battito d’ali notturno” (p. 39), “miagolii di gatti ammaliati” (p. 41) e possiamo dire che nel complesso si configurano come una celebrazione della vita; il suo messaggio è chiaro: goditi la vita e fai le scelte che credi essere le migliori: “Assapora e respira la vita” (p. 36); per conservare l’isotopia del “mangiare”, la Ronzulli ci dice che la vita va addentata (afferrata), mangiata (fatta nostra), assaporata (vissuta). Il carpe diem oraziano si fa concretezza nella poesia della Ronzulli come esortazione vivida a non lasciarsi scappare il tempo che passa, perché poi, non ritorna: “Ieri è tramontato/ sfida il domani/ sfuggi gli eventi/ nell’anima scolpiti” (p. 36), in altre parole, lasciati il passato alle spalle, vivi il presente, che è il tuo futuro!

La lirica “Angelo nero” è –secondo la mia opinione- la più bella della collezione: la poetessa è riuscita ad allontanare da sé la Morte quando “rasente oltre misura/ mi hai volutamente lambita”, ha trionfato, ma sa che per la natura degli esseri umani, prima o poi sarà l’Angelo nero a decidere. E’ per questo che essa “riappare ogni giorno” ed è sempre in agguato. “Chissà, se ti concederò il trionfo”, conclude la Ronzulli in questo breve monologo ragionato con la Morte. Considerazioni ed esternazioni che ritornano in “Nemico invisibile”, già edita nella precedente silloge nella quale la poetessa si scaglia con violenza contro quello che la Fallaci definì “L’Alieno”. Condivido il pensiero di Roberto Incagnoli, editore di Lettere Animate e amico di Antonella Ronzulli che osserva: “Antonella è esattamente quello che scrive”. La poetica di Antonella Ronzulli, semplice, piana ed accessibile a tutti, fornisce squarci del suo vissuto intercalati nel suo animo lirico che dona alla semplicità degli eventi un’aura tutta particolare.

Personalmente mi sento di consigliare vivamente questo libro perché è espressione di un’autenticità lirica preziosissima e unica nel suo genere nella nostra contemporaneità; le liriche di Antonella Ronzulli si susseguono fresche e l’intero libro è una vera celebrazione del connubio di due espressioni artistiche: poesia e fotografia. Ambiti che la Ronzulli “apre” anche agli altri per mezzo di una serie di collaborazioni molto importanti che si notano leggendo il testo. Nella seconda parte del libro, ad esempio, si respira l’ebrezza di elogio alla scrittura congiunta, con apprezzabili componimenti scritti a più mani con altrettanti poeti contemporanei tra cui Annamaria Pecoraro, Donata Porcu, Gianluca Regondi, Mario Di Nicola ed altri. L’apertura nei confronti degli altri è riscontrabile anche in alcune liriche finali tradotte in inglese e in spagnolo, proprio a testimonianza del fatto che la poesia abbraccia tutti, indistintamente. La comunione di intenti e la collaborazione letteraria sono aspetti centrali per il percorso che Antonella Ronzulli ha deciso di fare: “Siamo uomini e donne/ nati per non essere/ soli”, conclude in “Soli” (p. 35).

Chi è l’autrice?

Antonella Ronzulli (Novi Ligure, 1963) scopre la scrittura come ancora per superare un problema di salute; diventa una passione che associa a quella per la fotografia. Nel giugno del 2010 pubblica con Rupe Mutevole la silloge di poesie AliVive e nel gennaio 2012 la seconda edizione, essendo la prima esaurita con un buon riscontro di critica. Collabora alle attività letterarie della “Vetrina delle Emozioni”, è membro del Consiglio Direttivo e Responsabile del settore web dell’Associazione Culturale “Orizzonti Nuovi”. E’ vice-direttore editoriale di Lettere Animate Editore e direttrice delle Collane “Phoetica” e “Insieme”.

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