“Adriatico” l’antologia benefica della Ass. Euterpe il 16/12 a Marzocca di Senigallia

La nuova presentazione del ricco volume antologico curato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi, interamente dedicato al mar Adriatico, si terrà il 16 dicembre a partire dalle ore 17 presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia (Via del Campo Sportivo). In collaborazione con il Centro Sociale Adriatico, l’evento sarà imperniato sulla presentazione […]

via A Marzocca la nuova presentazione dell’antologia “Adriatico” a scopo benefico — Associazione Culturale Euterpe

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La Scampia di Vincenzo Monfregola nel nuovo libro, “Le navi di cemento e amianto”, a cura di L. Spurio

Vincenzo Monfregola, Nelle navi di cemento e amianto, Marotta & Cafiero, Napoli, 2017.

Recensione di Lorenzo Spurio 

Il nuovo libro di Vincenzo Monfregola, noto poeta napoletano con varie sillogi alle spalle e numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali, si presenta assai interessante e godibile. Questo per almeno un paio di motivi, il primo dei quali, già noto per chi conosce il profilo letterario del Nostro, è che Vincenzo non solo è un grande amante della poesia ma, nella sua profonda semplicità e umiltà che ne contraddistinguono il carattere, è un poeta propriamente detto. Vale a dire un’anima sensibile, concreta eppure capace di voli e sospensioni verso un mondo meno palpabile e – spesso – più difficilmente mappabile e circoscrivibile a chi non è dotato di quella misterica e autoctona auscultazione dell’interiore. Poeta i cui versi hanno spessore tramite i tracciati di un vissuto non particolarmente edenico eppure rimembrato con leggiadria nonché con un respiro malinconico.

L’altra ragione per la quale il nuovo volume, Nelle navi di cemento e amianto, può dirsi un esperimento letterario valido e consigliabile a terzi è che permette di denudare pregiudizi stantii, fatti di luoghi comuni e ignoranza generalizzata attorno alla questione sociale della realtà di Scampia. Realtà questa quasi sempre presentata come nefanda e sommersa, dominata dal malaffare e dalla corruzione, terra di nessuno e spazio dove non vigono le leggi della civiltà, dello Stato. Con questo non si intende alludere al fatto che Scampia non sia ciò, essendo questo quartiere decentrato del capoluogo partenopeo uno dei principali centri di smistamento e vendita di droga, dello spaccio e di affari loschi, terra abitata da personaggi pericolosi e senza scrupoli che si sono auto-eretti a capi di zona, a boss incontrollati, liberi di spadroneggiare sotto la luce del sole perché, appunto, terra di risulta dalla civiltà.

Quello di Scampia è uno spazio liminare nefando e inquinato, avulso alla civiltà, alla giustizia, al buon governo, alla sicurezza e della salute sociale. Tutto questo è notorio a tutti ed è la Stampa, e più in generale i mezzi di comunicazione, – come pure l’autore osserva nel volume – ad aver permesso di coniare questo brand negativo e spregiudicato di Scampia. Non solo di averlo generato ma di continuare a incrementarne la pericolosità, accentuandone le negatività, le peculiarità che lo contraddistinguono come recesso dell’umanità, terra infeconda e depravata, negletta alle persone buone, giuste, oneste, una sorta di valle delle lacrime, una zona paludosa e invivibile di cui tutti si sono dimenticati. Persino Dio, sembrerebbe. Monfregola – che in una delle note “Vele” ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza – non dice che quel mondo che così conosciamo non esista, ma ci aiuta a capire che non è solo ciò che ci viene mostrato, semplicisticamente o per comodo.

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Le Vele di Scampia (Napoli)

Le poesie si trovano disposte nel volume inframmezzate da brani narrativi scritti come in forma diaristica nei quali l’autore, rievocando episodi di tanti anni fa, ci informa sulla sua infanzia e adolescenza, del suo rapporto con i genitori e del loro impegno e capacità nel “colorare il mondo di fuori” quando esso era monocromatico, grigio, spersonalizzante e di cemento. Brani che ci narrano non tanto delle difficoltà oggettive di vivere quegli spazi ma di cosa, a livello psicologico, il contesto, le variabili ambientali e sociali hanno significato nello sviluppo del ragazzo alla maturità. L’autore, infatti, è orgogliosamente definibile come esempio buono e lucente di quella Scampia che, però, è meglio nota per camorra e droga.

Un libro che, con semplicità di narrazione ed efficace volontà di denuncia, narra una parte della realtà, per nulla nota e tralasciata, quella del Bene che, in un mondo popolato in via prevalente dal Male, è però a suo modo presente. Segno di un seme buono che nel campo arido, bruciato e contaminato, seppur con lentezza o stento, riesce a radicare e a divenire solida pianta. Pianta che nasce e segue i suoi cicli in un ambiente ostile e inabitabile dove facciamo difficoltà anche a intravedere il sole e che il Nostro, in maniera assai espressionistica e concreta, delinea nella figura brumosa della “bizzarria della speranza” (20).

La definizione identitaria e abitativa con Scampia – come narra il Nostro – era anche foriera di spregevoli disuguaglianze in sede scolastica dove i bambini delle altre zone di Napoli erano meglio considerati rispetto agli abitanti del precario quartiere che erano “macchiati dal peccato originale della mancata appartenenza alla Napoli bene” (18). Inferiorità ed emarginazione che i ragazzi subiscono – in maniera anco più grave e lamentevole – al di fuori dello spazio dal quale provengono dove – in nessun modo – hanno diritto a partecipare alla vita attiva e collettiva, se non allineandosi alle schiere del malaffare.

17474573_10212819350469428_135616267_nVincenzo Monfregola, da poeta e narratore, in tale pubblicazione si mostra anche quale analista di una società in sfacelo, come un reporter che denuncia le difficoltà, gli stati di miseria: la sua voce – pur rivestita da quel suo tono pacato e gentile che sembra percepirsi nella lettura, per chi lo conosce – contiene messaggi assai taglienti atti a denunciare l’inclemenza e l’offesa di vedersi cittadino di una terra che non esiste se non pensata come proprietà dei potenti. Così, con il monito di ribellione che nasce internamente e che prende man mano forma con la formazione scolastica “guard[a] [verso] un mondo che finge di evolversi” (24) eppure, nell’insalubrità dello spazio affossato dai drammi atavici ai quali nessuno sembra particolarmente interessato a porre sano rimedio, intravede luce e speranza proprio nella potenzialità della parola che comunica, fa riflettere, interpella, indaga e confida: “Nessun attimo/ viene vissuto/ più d’una volta sola,/ eppure la gente/ non si accorge/ che la poesia rinasce sempre” (25).

Ecco allora che l’infanzia viene ricollegata a immagini che imprimono di per sé un senso d’alienazione e trasmettono inanità, indifferenza, lontananza dal senso comune di un bene collettivo. Lemmi che ricorrono sono il ‘silenzio’, il ‘cemento’, il ‘teatro’, la ‘maschera’ (non a caso un suo precedente libro portava proprio il titolo di Maschera a sottolineare quanto il tema dello specchio, del doppio, dell’identità e dalla sua difficoltà di definizione sia centrale nei suoi ragionamenti) e ‘bambino’. Su quest’ultimo in particolare vorrei soffermarmi nel dire quanto il tema dell’infanzia sia rilevante non solo in questo libro, ma in maniera più generale e ampia nell’esperienza umana dell’autore.

Il libro – come già osservato – riporta l’autore a ripensare i momenti di quando era giovanissimo e questo fatto – nelle condizioni di cui si è detto – lo ha portato nel tempo a maturare l’esigenza di impegnarsi materialmente in loco per favorire momenti di incontro, socializzazione, condivisione con bambini per eludere la minaccia che finissero in strada e da essa venissero fagocitati. Per tali ragioni nel 2014 è entrato a far parte della Associazione CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli dove ha subito assunto la presidenza. Un ente associativo che – come scrive – “cerca di evitare […] il fenomeno della dispersione scolastica per i minori che hanno dai sei ai dodici anni di età e che, quindi, frequentano la scuola dell’obbligo” (67) e che in questi anni molto si è impegnato e continua a farlo strenuamente con iniziative volte a consapevolizzare in merito alle “possibilità tangibili che esistono per condurre una vita al pari con gli altri” (69).

A mio vedere due sono le poesie attorno nelle quali l’autore concentra in maniera sapiente le problematiche, i dilemmi, i pensieri e gli istinti di ribellione interiore nonché di denuncia che lo ha portato all’evidenza della necessità di fare; esse sono rispettivamente “Quando il tempo non conosce differenze” e “Nelle navi di cemento e amianto”, che dà il titolo all’intero libro. Inutile dire che entrambe le composizioni sono risultate premiate in vari concorsi, rispettivamente la prima alla XXVI edizione del Concorso Letterario di Poesia “Città di Porto Recanati” e l’altra risultata meritevole di inserimento nella antologia Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, 2015 – curata dal sottoscritto). 

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Vincenzo Monfregola, autore del libro

La poesia “Quando il tempo non conosce differenze” esprime, pur nel verso che raramente si calcifica in asprezza, un accorato canto d’indignazione nei confronti dell’insensibilità comune verso chi vive nel disagio dovuto a un handicap sensoriale. Il poeta immagina e intuisce come si può vivere in assenza dei segni distintivi con i quali ci si approccia al mondo e si fa promotore di un universo equo, di sana compartecipazione e solidarietà. Un invito a riscoprire giorno dopo giorno dentro noi stessi la più grande ricchezza che possediamo: la vita. In una società che ha perso la sua identità e nella quale è il clamore per l’effimero a dominare, Vincenzo Monfregola oppone con saggezza e profondo incanto lirico l’esigenza di approfondire il rapporto con sé stessi, unico ingrediente che possa fornire la possibilità di comprendere e aiutare gli altri e di sradicare l’ipocrisia e la freddezza dei “signori dei piani alti” che vivono la vita come egoistico tran-tran senza ascoltare le leggi del cuore.[1]

L’altra poesia, “Nelle navi di cemento e amianto”, l’autore è in grado di trasmettere in maniera molto pregnante la desolazione e la freddezza del suo quartiere e dello spazio abitativo delle Vele di Scampia connotato da materiali inerti che appartengono al mondo sterile dell’edilizia: “le mura di quei mostri di cemento”, “la nave d’amianto”, la “disperazione delle macerie” e il “quartiere abbandonato dalla dignità”. Non c’è spazio in quella terra martoriata per la luce, i raggi del sole, le grida gioiose per la strada, un parco pubblico, una vegetazione spontanea e ridente a contrastare le distese di cemento dell’uomo e i marciapiedi spaccati. Eppure nell’inclemenza degli ambienti e nella desolazione emotiva che da essa può derivare il poeta, quale annunciatore del Buono, senza se e senza ma, è convinto che la ripartenza sia sempre possibile ed è doveroso non abbandonare questo pensiero: “nonostante tutto/ di sorrisi ne nasceranno ancora” perché, come poco dopo chiosa, “Si rinasce là, dove anche i fiori neri sembrano belli./ Là, dove troppi non sanno di esistere” (46). Cito allora anche il poeta marchigiano Elvio Angeletti che nella sua poesia “Erano fiori”[2] racconta con intensi acmi lirici di una conversazione tra Viola e Margherita, due bambine malate nella Terra dei fuochi, costrette a vivere in mezzo all’inquinamento da diossine celle discariche a cielo aperto: “Viola un giorno disse:/ “ce la faremo”/ Margherita pianse di gioia./ […]/ e di lì a poco/ arrivò anche la morte”. Ma, come in Monfregola, la morte e il dolore che da essa si sprigiona, il senso di malessere, la paura e, di riflesso, l’assoggettamento e la convinzione di una perdita, s’intravvede la speranza – pur tenue e logora – di un domani che c’invita e ci sprona, ancora, più consapevoli e maturi, a esserci: “Crebbero rose/ dal colore indeciso/ […] Erano fiori/nati nel prato/al primo sole di primavera”.

Lorenzo Spurio

Jesi, 23-11-2017

 

[1] Si tratta del commento di motivazione da redatto per la poesia in oggetto al conferimento del 1° premio assoluto al XXVI Concorso Letterario “Città di Porto Recanati” (2016), nel mio ruolo di Presidente di Giuria.

[2] Elvio Angeletti, Refoli di parole, Intermedia, Orvieto, 2017.

 

La riproduzione del presente testo, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.

Tris di presentazioni in Lombardia per il “poeta del vento” Elvio Angeletti

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Elvio Angeletti assieme al poeta e scrittore Dante Maffia a Jesi nel novembre 2017.

Il poeta senigalliese Elvio Angeletti, autore di varie sillogi poetiche tra cui Luce (2013), Respiri di vita (2015) e la recente Refoli di parole (2017) questo fine settimana sarà ospite in Lombardia per dar voce alla sua poesia. Vincitore di numerosi premi letterari tra cui il 2° premio nell’edizione 2017 del celebre premio letterario “Alda Merini” indetto dalla Accademia Ursini di Catanzaro, Angeletti incontrerà il pubblico degli amanti del verso in alcuni incontri durante i quali non mancherà di parlare delle sue tante attività che lo vedono instancabile promotore culturale. Angeletti, infatti, è anche il fondatore e presidente del Premio “Poesia del Borgo” che annualmente ha sede nella Piazza Giordano Bruno nella frazione di Montignano di Senigallia ed è il segretario e Consigliere della Associazione Culturale Euterpe di Jesi. Attivo anche quale membro scelto di varie Commissioni di Giurie di Premi letterari e poetici nazionali (“Novella Torregiani” di Porto Recanati, “Città di Chieti”, “L’arte in versi” di Jesi, “Città di Porto Recanati”, Premio di poesia per l’infanzia organizzato dall’Istituto Scolastico Comprensivo “M. Luther King” di Caltanissetta), numerosi suoi testi sono inseriti in opere antologiche tra cui, solo per citarne alcune, Orme poetiche (2016, a cura di Pasquale Rea Martino), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016, a cura di L. Spurio) e Dieci in poesia (2017, a cura di M. Romano).

Il primo incontro si terrà nella Val Camonica venerdì 10 novembre a partire dalle 20:30 nel comune di Ono San Pietro (BS). Accoglierà l’evento la Biblioteca Comunale (Piazza Roma 8).

L’appuntamento di sabato avrà come location il capoluogo lombardo: la Libreria “Il Papiro” (Viale Col di Lana 12) presenterà Refoli di parole alle ore 17. Durante l’evento, oltre alle letture poetiche dal nuovo volume, verranno proposte anche proiezioni di video-poesie elaborate su suoi testi. Il relatore, in questo appuntamento, sarà il poeta e regista Marco Vaira che negli scorsi mesi ha prodotto alcune delle video-poesie che il poeta ha portato in giro per l’Italia. La sua video-poesia “Il volo delle rondini”, infatti, è risultata meritoria del Premio Speciale “della Critica” al Premio “La catena della pace” indetto dalla Associazione Verbumlandi-art di Galatone (LE) la cui premiazione si è tenuta a Caserta nel 2016 e al Premio Letterario Internazionale “Antonia Pozzi. Per troppa vita che ho nel sangue” fondato dalla poetessa Caterina Silvia Fiore e la cui premiazione si è tenuta ad Arese (MI) nel giugno scorso.

Domenica 12 novembre alle ore 16:30 il poeta marchigiano incontrerà il pubblico interessato a Viganò (LC) nella Sala Civica “Maria Antonietta Colombo” all’interno del Vecchio Palazzo Comunale (Piazza Don Gaffuri). La serata sarà presentata da Renato Ghezzi e si chiuderà con un aperitivo in amicizia.

Refoli di parole si apre con una nota di prefazione del sottoscritto nella quale si fa anticipa il contorno concettuale dell’opera: “L’arché del volume, per non parlare di una vera e propria griglia tematica ma di un elemento archetipico che è fondamento, causa, elemento di meraviglia e costante presenza, è proprio quello dell’aria e non sarà pletorico aggiungere a questo riguardo anche la sua recente partecipazione ad un recital poetico dedicato ai quattro elementi della natura dove Elvio appunto si identificava come poeta d’aria”. Tra gli altri commenti critici presenti nel testo, tutti entusiastici, quelli di Marco Vaira, quello dell’editrice Isabella Gambini (Intermedia Edizioni, Orvieto).

Volume ricco di liriche alle persone amate, nonché di sguardi affascinati verso la natura nella quale tutto il percorso poetico di Elvio è imbevuto e al contempo si diluisce. In questo nuovo volume – già presentato quest’estate sulla spiaggia di Senigallia dal critico letterario prof. Vincenzo Prediletto – non manca, come la critica ha osservato, un più recente affacciarsi alle dinamiche sociali in vari ambiti di disagio e precarietà. Il poeta, infatti, in quanto uomo pensante, è sempre immagine o riflesso dei tempi che gli è dato vivere; Angeletti nella lirica che ha ottenuto particolare successo di “Erano fiori” affronta, ad esempio, con grande perizia di immagini ed energia comunicativa il gravoso ed endemico problema dei rifiuti bruciati per strada in Campania, causa di mali ben più estesi: “Puzzava di polvere,/ il vento troppo forte/ e di lì a poco/ arrivò anche la morte”.

Questo fine settimana, per coloro che abitano nei luoghi circostanti Milano e la Val Camonica, sarà possibile godere dei pacificanti versi di Elvio Angeletti, voce autentica del territorio marchigiano, le cui poesie, intrise di gioie e speranze, di canti d’amore e di immagini naturali, arricchiscono l’anima. Pagine che ardono di sentimenti nelle quale il poeta c’invita a prendere le distanze dalla foschia che potrebbe infastidirci, per proiettarci nella luce che – sempre – va cercata: “Il poeta cammina/ lungo il viale/ all’albeggiare del giorno/ cercando energia per un nuovo sogno”.

 

Lorenzo Spurio

Jesi, 08-11-2017

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Poesia marchigiana al femminile: gli incontri con Michela Tombi, Jessica Vesprini e Rita Marchegiani

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Con piacere segnalo alcuni degli eventi culturali che nei prossimi giorni interesseranno alcune voci poetiche al femminile della nostra amata Regione che proporranno al pubblico le loro recenti pubblicazioni.

Sabato 21 ottobre alle ore 17:00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana “Cardinale Petrucci” di Jesi (AN) verrà presentato il libro “Dentro il mio vento” della poetessa pesarese Michela Tombi. Altra valida poetessa delle Marche settentrionali che approda alla Diocesana di Jesi al ciclo di eventi “Incontri con l’autore” della Associazione Culturale Euterpe di Jesi dopo la presentazione di “Il canto di Cecilia e altre poesie” della poetessa pesarese Laura Corraducci (tenutasi lo scorso 7 ottobre). La nuova opera della Tombi si apre con una nota critica di Lorenzo Spurio posta quale prefazione nella quale traccia il percorso poetico della Tombi iscrivendolo a ragione all’interno dell’ampio scenario poetico marchigiano sottolineandone alcuni caratteri precipui al sentimento di marchigianità di antogniniana memoria. Poesia incantata e nutrita di lucore silvano, quella della Tombi, con versi che si metamorfizzano nell’ambiente naturale e di essi respirano: leggiadra ninfa e amazzone pacifica, la poesia della Tombi è canto d’anima, effluvio inarrestabile di sentimenti in cui è l’empatia con il mezzo vegetale a individuarsi distintamente. Poetessa degli alberi, ma anche della campagna e del mare, di quegli ecosistemi a lei familiari che caratterizzano indelebilmente la nostra terra di provincia che è capace di esaltare con orgoglio. Pennellate variopinte di una natura che non è scenario silente delle sole azioni dell’uomo ma attenta scrutatrice, amica sodale, presenza tacita ma confortante. Nel volume è anche presente una breve nota del poeta di Sassoferrato Antonio Cerquarelli, accademico, pluripremiato e autore di “Un fremito di verdeluna”.

 

 

L’autrice è nata a Pesaro nel 1973, città nella quale vive e lavora. Prima di dare alle stampe “Dentro il mio vento” ha pubblicato le raccolte poetiche (auto-prodotte): “Dedica al mistero” (2013), “Lo scrigno dell’anima” (2014) e “Con gli occhi della luna” (2015). Suoi testi sono presenti in volumi antologici tra cui “L’amore al tempo dell’integrazione” (a cura di L.Spurio, S.Vignaroli e A.Montali) curato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi nel 2016 a sostegno dell’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM).

All’evento, organizzato dalla Ass. Culturale Euterpe di Jesi e Patrocinato dal Comune di Jesi e dalla Provincia di Ancona, parteciperanno il poeta senigalliese Elvio Angeletti e il collaboratore della rivista di letteratura “Euterpe” Stefano Bardi. Il critico letterario prof. Vincenzo Prediletto rivolgerà un’intervista all’autrice relativamente alla sua predisposizione poetica e alle tematiche da lei normalmente poste al centro della sua attenzione.

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Domenica 22 ottobre alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Urbisaglia (MC) si terrà la presentazione al pubblico della raccolta di componimenti poetici di Jessica Vesprini dal titolo “De-Sidus”. L’evento, organizzato dalla locale Associazione Culturale Socialmente con il patrocinio del Comune di Urbisaglia, vedrà la partecipazione del prof. Alberto Scocco nel ruolo di moderatore.

Jessica Vesprini è nata a Fermo nel 1975, vive a Civitanova Marche (MC). Ha collaborato con la rivista “UT” e recentemente la sua poesia “Mezzavalle” è stata selezionata per l’antologia benefica “Adriatico. Emozioni d’onde e sentimenti” della Associazione Culturale Euterpe di Jesi (curata da S.Vignaroli, L.Spurio e B.Trivak) di prossima pubblicazione.

Il volume della Vesprini è dotato di un apparato critico del dott. Ubaldo Sagripanti, noto psichiatra civitanovese nonché scrittore, pittore e membro della Associazione Dantesca di Civitanova Marche. In esso si legge: “È un’opera impregnata di desiderio e inevitabilmente di mancanza in cui l’incontro, la ricerca e la perdita di Amore sono offerti con immediatezza fotografica autentica, appassionata e vissuta senza sconti. Ognuno dei componimenti illumina un preciso istante di tempo attraversato e che attraversa, di quella presenza a sé stessi che si fa poesia nel momento in cui, la parola che si è imposta all’autrice, viene restituita e trasformata nel segno irreversibile di quel tempo fatto di attimi che è l’unica porta del mistero nudo, sensuale e purissimo della vita che a ognuno di noi è dato di vivere, se lo scegliamo, una parte più e meno altrove”.

Quella della Vesprini è una poesia d’amore e di lontananze, di complicità perdute e di ricordi, che riflette e ha a che vedere con la solitudine imperniata sulla lacerante considerazione che spesso “non basta l’amore/ per avere ragione”; il linguaggio sembra piano e modellato su scelte lessicali non particolarmente elaborate, sebbene non di rado facciano capolino espressioni cariche di criticità, allarme sociale e foschi pensieri come quando, nella poesia “Vita”, parla di un tempo in cui “l’amore gioca con lo stupro”.

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Sabato 28 ottobre alle ore 17:30 presso il Palazzo dei Priori di Montecassiano (MC) si terrà la presentazione del nuovo libro di poesie di Rita Marchegiani intitolato “Gli anni dell’incanto”. Libro dedicato ai ricordi di un’età passata eppure ancora così presenti e vividi nel presente della Nostra: l’esile raccolta poetica è una summa di episodi che, pur nella loro ritualità, hanno rappresentato inscindibili momenti che hanno scritto la vicenda umana della poetessa. Si riflette su ciò che è passato e su ciò che il tempo ha tramutato. La resa finale non è negativa seppur gravata da densa malinconia e da strali di una sofferenza lucida. Rincorrono le immagini pluri-semantiche del silenzio, dell’incanto perduto, della lontananza e del sentire l’assenza.

Rita Marchegiani è nata a Montecassiano (MC) nel 1959. Si è laureata in Medicina e Chirurgia e svolge la professione di medico. Ha pubblicato i libri di poesia “I colori della vita” (1983), “La stagione dei desideri” (1998) e “Madeleine” (2004). È redattrice della testata libera di informazione «Ftnews» nella quale scrive per l’angolo del poeta. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la poesia e la narrativa in vari concorsi letterari.

La presentazione sarà condotta dai relatori prof.ssa Elvira Pensa del Politecnico di Milano nonché responsabile della casa editrice APE di Terni che ha pubblicato il libro e dal dott. Lorenzo Spurio, scrittore, poeta e critico letterario, Presidente della Ass. Culturale Euterpe. L’evento sarà arricchito dalla presenza dell’ospite Noemi Romiti (cantautrice); altri interventi verranno fatti dal prof. Maurizio Boldrini (Direttore del Minimo Teatro) e dal dott. Amerigo Sbriccoli (Presidente dell’Ordine dei Medici di Macerata). L’evento è organizzato dal Comune di Montecassiano con il patrocinio e sostegno dell’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra.

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La pesarese Laura Corraducci a Jesi per la presentazione di “Il canto di Cecilia”

Il secondo appuntamento con l’autore presso la Biblioteca Diocesana “Petrucci” di Jesi organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe è dedicato alla presentazione dell’ultimo libro della poetessa pesarese Laura Corraducci, “Il canto di Cecilia e altre poesie”.

Relatore dell’evento, che si terrà con il Patrocinio del Comune di Jesi e della Provincia di Ancona, sarà il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Euterpe). Interverrà anche il poeta senigalliese Elvio Angeletti mentre gli intervalli musicali saranno a cura del chitarrista Alessandro Buccioletti.

Laura Corraducci, classe 1974 è insegnante di inglese. Per la poesia ha pubblicato Lux Renova (2007) e Il Canto di Cecilia e altre poesie (2015). Suoi inediti sono apparsi su Punto Almanacco della poesia italiana 2014 (2014), sull’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 2 (2014) e sulla rivista «Gradiva», con nota critica di Giancarlo Pontiggia. Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, inglese e olandese. Negli ultimi…

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“Percorsi di versi”: sabato 23 sett. ad Agugliano un reading poetico con un intervento critico sulla poesia civile a cura di Lorenzo Spurio

Presso la Biblioteca Comunale di Agugliano, recentemente dedicata alla memoria della giovane Sara Iommi, si terrà sabato 23 settembre alle 21 un reading poetico organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe. A prendere la parola saranno una serie di poeti locali che parteciperanno alle letture di testi in italiano a tema libero all’interno dell’evento intitolato “Percorsi di versi”.

Tra di loro: Rita Angelelli (Santa Maria Nuova), Elvio Angeletti (Marzocca di Senigallia), Andrea Ansevini (Polverigi), Marco Ausili (Ancona), Maria Luisa D’Amico (Falconara M.ma), Cristiano Dellabella (Cupramontana), Assunta De Maglie (Cingoli), Franco Duranti (Jesi), Massimo Grilli (Ancona), Luciana Latini (Maiolati Spontini), Laura Molinelli (Falconara M.ma), Franco Patonico (Senigallia), Cinzia Perrone (Jesi), Patrizia Pierandrei (Jesi), Matteo Piergigli (Monte San Vito), Ilaria Romiti (Monte San Vito), Oscar Sartarelli (Jesi), Stefano Sorcinelli (Fano), Lorenzo Spurio (Jesi), Riccardo Tiberi (San Paolo di Jesi).

Ad arricchire la serata sarà la proiezione di alcune video-poesie del senigalliese Elvio Angeletti con particolare attenzione alla poesia “Erano fiori” risultata vincitrice in vari concorsi nazionali che permetterà al critico letterario Lorenzo Spurio di intervenire sul genere poetico della poesia civile, approfondendo questo filone espressivo e di denuncia molto praticato nella contemporaneità.

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

 

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Il recital “Idiomi poetici” della Ass. Culturale Euterpe alla Real Fonderia (Palermo) il 24 giugno

Sabato 24 giugno a partire dalle 17 presso la Real Fonderia Oretea a Palermo (alla Cala) si terrà il reading poetico “Idiomi poetici: versi dell’anima ed echi” ideato e promosso dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN). L’evento, sostenuto moralmente dal Comune di Palermo e dalla Regione Siciliana, sarà impreziosito dagli interventi musicali del “Laboratorio Musica Insieme” del Liceo Musicale Regina Margherita di Palermo. Il detto istituto, assieme alla Libreria Spazio Cultura di Palermo hanno deciso di aderire quali enti che collaborano alla iniziativa poetica.

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L’esterno della Real Fonderia a Palermo

La serata poetica sarà introdotta e condotta dal dr. Lorenzo Spurio, poeta e critico letterario nonché Presidente della Associazione Culturale Euterpe, organizzatore assieme ai poeti Luigi Pio Carmina, Emanuele Marcuccio ed Emanuela Inglima nell’anno passato di un altro reading poetico tenutosi presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi.

Parteciperanno i poeti: Angelo Abbate, Elvio Angeletti, Giuseppe Barcellona, Antonio Barracato, Angelica Camassa, Luigi Pio Carmina, Melchiorre Carrara, Maria Salvatrice Chiarello, Rosa Maria Chiarello, Annalena Cimino, Giuseppe D’Agrusa, Bartolomeo Errera, Pierangela Fleri, Salvatore Greco, Giuseppe La Rocca, Rosaria Lo Bono, Stefano Lo Cicero, Francesca Luzzio, Gabriella Maggio, Emanuele Marcuccio, Giovanni Mattaliano, Emilia Merenda, Maria Elena Mignosi Picone, Pietro Mistretta, Antonella Montalbano, Maria Rita Orlando, Franco Pastore, Guglielmo Peralta, Cinzia Pitingaro, Giovanna Pizzo, Luciana Raggi, Gianluigi Redaelli, Teresa Riccobono, Maria Antonietta Sansalone, Alfredo Sant’Angelo, Eleonora Scarpitta, Antonino Schiera, Lorenzo Spurio, Lucia Triolo, Marco Vaira.

L’incontro culturale è liberamente aperto al pubblico.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

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