XXV Concorso Nazionale di Poesia “Città di Porto Recanati” – il bando

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 CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA “CITTA’ DI PORTO RECANATI”

XXV EDIZIONE – Anno 2014

In collaborazione con il fondatore Prof. Renato Pigliacampo, “il salotto degli artisti” e con il Patrocinio della Città di Porto Recanati e della Regione Marche

 

Art. 1 – Il Poeta invierà una sola poesia a tema libero.

L’organizzazione tuttavia consiglia di trattare tematiche sulla disabilità, sulla solitudine degli anziani, sui “nuovi poveri”, sugli extracomunitari, sugli eventi climatici ecc., affinché si rifletta sulla condizione esistenziale dell’uomo, ideazione che portò all’istituzione del Premio «Città di Porto Recanati» quasi 30 anni fa.

Comunque sia, il tema vuole essere solo indicativo.

La poesia inviata, che non dovrà superare i 35 versi, potrà anche essere stata edita, ma non vincitrice del primo premio in altri concorsi.

L’originale riporti: Nome e Cognome dell’autore, indirizzo e indicazione della eventuale e-mail e la dichiarazione: «Dichiaro di essere l’autore dell’opera inviata al concorso».

Art. 2 – La Giuria, composta da quattro elementi, sarà resa nota il giorno della premiazione; la medesima stilerà una graduatoria dei tre poeti vincitori dei premi in denaro e dei sette “segnalati dalla Giuria”.

La Giuria, a suo insindacabile giudizio, deciderà di premiare quei poeti che, con l’impegno culturale e la propria testimonianza di vita, hanno contribuito a superare una condizione esistenziale difficile, o rendendola addirittura fonte di ispirazione.

Art. 3 – I Premi in denaro sono:

1° Classificato € 500,00 (cinquecento/00) e Pergamena.

2° Classificato € 300,00 (trecento/00) e Pergamena.

3° Classificato € 200,00 (duecento/00) e Pergamena.

Dal 4° al 10° classificato verrà assegnata la targa “segnalato dalla Giuria”

Art. 4 – La poesia dovrà essere spedita entro il 15 luglio 2014 (farà fede il timbro postale di spedizione) in quattro copie, per posta ordinaria al seguente indirizzo: Prof. Renato Pigliacampo c/o Concorso Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», XXV Edizione 2014 – Casella Postale n. 61 – 62017 Porto Recanati (MC).

Solo la “copia originale” dovrà riportare i dati.

La poesia potrà essere inviata anche per e-mail a: pigliacampo@cheapnet.it

Quota di partecipazione € 20,00 (venti/00) (per rimborso dei costi sostenuti, non ultimo il monte-premi).

Da versare sul conto corrente postale n.ro: 29 68 76 21 intestato a Renato Pigliacampo c/o Casisma, o tramite altra modalità a scelta del partecipante.

La somma sarà impiegata per corrispondere il monte-premi.

 

Informazioni:

La premiazione avverrà a Porto Recanati, ed è prevista nella prima quindicina di agosto 2014.

I Vincitori riceveranno comunicazione scritta del giorno, dell’ora e del luogo della Cerimonia.

In occasione della premiazione si terrà un Recital durante il quale verranno lette le opere vincenti.

Del Recital verrà prodotto un video successivamente pubblicato in YouTube ed un DVD (per chi ne farà richiesta).

Dell’evento verrà data massima pubblicità tramite “Il Resto Del Carlino”, “Corriere Adriatico”, Radio Erre ed inoltre sarà realizzata una pagina nel sito  www.ilsalottodegliartisti.com

Si prega voler diffondere il Premio nei media e tra gli amici interessati.

Grazie.

Renato Pigliacampo, il Maestro del Silenzio, presentato a Macerata lo scorso 20 dicembre

Renato Pigliacampo, poeta, scrittore e saggista è professore di Psicopatologia del minorato sensoriale e di Laboratorio dei linguaggi per il sostegno nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’università di Macerata. Non udente dall’età di dodici anni a seguito di una grave forma di meningite, ha fatto della sua situazione di sordità una vera e propria battaglia personale e sociale. Formatosi nelle migliori scuole nazionali per non udenti, ha ricoperto varie volte incarichi di rappresentanza all’interno di enti e realtà provinciali e regionali legate al mondo audioleso. Attivissimo nel campo assistenziale con la fondazione di riviste specialistiche (Il Sordudente), circoli e nel campo letterario con un serio impegno rivolto nei riguardi dell’editoria e della partecipazione attiva per mezzo di incontri, dibattiti. Importantissimo il Premio di Poesia “Città di Porto Recanati” da lui stesso ideato e presieduto, uno dei maggiori della Regione.

Venerdì 20 dicembre alla Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale di Macerata si è tenuta la presentazione di suoi due libri. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale TraccePerLaMeta in sinergia con la rivista di letteratura “Euterpe” e il Patrocinio del Comune di Macerata. L’evento è stato condotto e presentato da me, assieme alla scrittrice e recensionista Susanna Polimanti. Hanno preso parte, inoltre, Donatella Del Medico (Interprete LIS) e Anna Menghi (Presidente ANMIC della provincia di Macerata).

 

 

L’evento si è svolto partendo da un breve excursus bio-bibliografico dell’autore per poi passare a soffermarsi con particolare attenzione su alcuni macro-temi che caratterizzano tutta la sua produzione letteraria. Il percorso è stato fatto ponendo l’importante produzione lirico-narrativa-critico-divulgativa di Pigliacampo all’interno di un preciso canone di riferimento, quello della letteratura italiana contemporanea, sottolineando come non solo la vasta produzione dell’autore sia interessante, pregevole e degna di essere divulgata, ma come abbia ricevuto nel corso della storia anche eminenti avalli letterari, risconti positivi e considerazioni critiche a firma di grandi autori del panorama letterario nazionale quali Diego Valeri, Cesare Zavattini o regionali quali Gian Mario Maulo, Rosa Berti Sabbieti, etc.

In Lettera ad una logopedista (pubblicato nel 1996, ma riproposto in una nuova edizione da Armando Editore nel 2012), Pigliacampo fonde con maestria generi letterari differenti (la lettera, il romanzo, l’autobiografia) e tratteggia il suo rapporto con il mondo del Silenzio a partire dalle prime traumatiche sedute dalla logopedista. Nel saggio l’autore non manca di osservare la mancata comprensione da parte della società nei confronti del disagio della sordità, la poca sensibilità del popolo, la condizione di emarginazione che conduce la conduce la comunità dei non udenti a rintanarsi in una sorta di nicchia dove il sentimento di solitudine non può che autoalimentarsi. Le pagine di Pigliacampo sono ricche di attestazioni di sdegno, di denuncia sociale e politica e tendono a rompere quell’aurea di buonismo e bieco pietismo che la massa costituzionalmente ha e mostra nei confronti di realtà che andrebbero invece avvicinate, coinvolte, integrate: “Vogliamo democrazia e valida gente./ Io la conosco nel mio mondo e/ voi dite “diversamente abile”./ Sono grandi persone/ vincitori di Dolore e Ostacoli/ combinati da voi per frenarli/ Non piegatevi fratelli”.

Vivida e continua, tanto nel saggio come nella raccolta di poesie Nel segno del mio andare, è la caratterizzazione dei luoghi dell’autore, di quella terra natia tanto amata alla quale, dopo viaggi per motivi di studio in cui si è definito “esiliato”, l’autore non può che riconoscere come nido, ma anche come tormento del suo colloquio intimo con il Silenzio.

Ed il monito che Pigliacampo trasmette con la sua poetica, con i suoi occhi vispi di un uomo che è sempre stato battagliero e che continuerà ad esserlo, è quello di “fare”, ma non con la semplice parola, bensì con i fatti, tenendo ben presente che non è tanto importante il tipo di linguaggio che utilizziamo nel rapportarci agli altri (verbale o non verbale, sonoro o visuale, della voce o della mani), ma il contenuto. Per dirla alla Pavese, dunque, “Le parole sono pietre”.

A volte, però, anche un semplice sguardo d’indifferenza, può esserlo.

 

Lorenzo Spurio

Poeti per Pesaro

POETI PER PESARO

VENERDì 13 DICEMBRE 2013 ORE 18.30

BIBLIOTECA BOBBATO 
(GALLERIA DEI FONDITORI, PIANO SUPERIORE IPERCOOP)

Laura Corraducci e i poeti pesaresi Serse Cardellini, Lella De Marchi e Stefano Sanchini
leggeranno poesie per Pesaro Povera

 (gruppo di cittadini attivi nella prevenzione dell’emarginazione sociale)

Gli intermezzi musicali saranno a cura di Alessandro Buccioletti e della sua chitarra

“Stati d’amnesia” di Lella De Marchi, recensione di Lorenzo Spurio

Stati d’amnesia
di Lella De Marchi
con saggio critico di Enzo Campi
con nota di lettura di Maria Lenti
LietoColle, Faloppio (CO), 2013
ISBN: 9788878487659
Pagine: 80
Costo: 13€
 
Recensione di Lorenzo Spurio

 

Sono sempre la bambina che non mi hanno
detto (la terza madre
di me stessa), sopra quei panni stesi
su di un filo, ad asciugare, ho costruito il mio altare
di parole. (63)

 

lella-de-marchi-stati-damnesia-copertinapiattaIl percorso che il lettore può fare con questo libro è multiforme e variegato e non è un caso che nell’analizzare l’opera si possa parlare di ‘percorso’: nella lirica che apre la raccolta si parla di un senso di cambiamento cercato-temuto in cui centrale è il tema dello spazio, della de-localizzazione e dello spiazzamento (“itinerare”, “transitare”, “vagando”, “inseguendo”, 14), poesia che incontra la sua acme espressiva nei versi “non avere paura/ di non tornare/ non avere paura di ritornare”, 14.

La poetessa pesarese Lella De Marchi, che ha esordito nel 2011 con la silloge La Spugna, ha espressamente strutturato questa nuova raccolta in vari “stati” che in realtà possono essere considerati come delle stanze, degli ambiti in sé definiti e caratterizzati che però, paradossalmente, mostrano anche delle sembianze contrastive. Questi stati assurgono alla dimensione mentale di luoghi-non luoghi, in sé non identificabili secondo un ordine toponomastico, né congetturabili sulla base di reperti realistici. E in realtà l’intera poetica di Lella De Marchi si realizza proprio in una zona liminare, di confine, uno spazio che è terra di nessuno, d’ombra, una “terra di risulta” per citare la poetessa Mia Lecomte. Fondamentale il ricorso all’ossimoro anche se mi pare di capire che la De Marchi si avvalga di immagini contrastive non in virtù di una chiara volontà di appropriazione del mezzo retorico, ma in quanto chiarificazione dei significanti che istituisce nelle sue liriche. Proprio per questo l’immateriale e l’astratto sono profondamente veri, concreti e tangibili nella sua poetica (“tu non dire/ che mi hai vista che so stare appesa al niente”, 15), a partire dalle liriche nelle quali ci si sofferma sul tempo e si squarcia quella falsa consapevolezza o delirio di volontà che vede l’uomo considerare il presente come summa organica del suo passato, come unicum di ricordi ed emozioni vissute. Esistono le discordanze, le zone buie, i black out, le intermittenze, le afasie, gli intervalli, i sentieri impraticabili. E sono queste espressioni di quello che la poetessa condensa sotto la categoria di “amnesie”, momenti dell’uomo che si caratterizzano per una dimenticanza significativa di qualcosa che concerne il suo passato ma che, come osserva la poetessa nella citazione in apertura al libro, non pregiudicano il sistema delle scelte e delle azioni nel suo vivere presente. L’oblio, dunque, ci dice la poetessa non è solo prodotto di una mente consapevole che fa revisionismo o negazionismo su qualcosa del suo passato personale, né è caratteristica del morbo di Alzheimer o comunque di patologie circoscrivibili all’interno della demenza senile, ma riguarda tutti, volenti o nolenti. La dimenticanza, il perduto, la memoria difficoltosa, traballante, impossibile. E la poetessa sintetizza il tutto con versi lapidari ma chiarificatori:  “La vita è uno stato/ di continua amnesia/ una dimenticanza/ ripetuta”.

Il linguaggio, che in varie liriche sembrerebbe adottare una tendenza quasi narrativa per la chiara attenzione nella descrizione di quelli che potremmo definire fotogrammi, in altre invece si assottiglia completamente quasi a diventare filiforme e sfuggente; in questi casi la poetessa utilizza la tecnica della sintesi condensando un pensiero che, oltre che difficile a stendere sulla carta, finirebbe per risultarne de-naturalizzato se si aggiungesse una sola parola in più. Nelle liriche “confini”, “matrioske” e “prigioni” Lella De Marchi è come se utilizzasse con acume e perspicacia il dosatore di una boccia di un profumo e nebulizzasse immagini dai contorni levigati effondendo nell’aria un odore dolce e al contempo acre.

E le immagini che la poetessa evoca e sulle quali chiede un po’ di compartecipazione al lettore nella loro interpretazione a livelli più ampi da quello implicito-materiale, si centralizzano proprio su degli spazi-non spazi, su degli ambiti di intersezione e di rottura (la fessura) sino alla vera e propria apologia della distanziazione da sé (reale e metaforica) con un atto estremo, chiarificatore e necessario, quello della fuga.

Nelle poesie che compongono il sottogruppo “Stato di materia” la poetessa parte dalla fascinazione e dal rispetto nei confronti di Madre Terra evitando volutamente una poetica di encomio per arrovellarsi invece su questioni di carattere cosmologico, palingenetico e di carattere meramente ontologico. La poetessa parte dal concreto (“la massa magmatica rossa”, “il nucleo ad attrazione costante”, 25) per giungere alla componente intimistica, frustrata e annichilita dell’uomo in quanto singolo (quel “flusso delle coscienze” a cui si riferisce che, di certo, non è un flusso di coscienza della Terra, ma di chi la Terra la vive). A seguire gli “Stati di materia” sono gli “Stati animali” con particolari poesie ispirate ad alcuni animali (talpa, serpente, formichiere, ragno nero) descritti in momenti comuni del loro vivere quotidiano, ma dai quali trasuda inquietudine e un senso di minaccia al mezzo naturale per opera delle azioni degli uomini (il serpente sembra parlare in una supplica accorata all’uomo e dirgli “non foderarmi”, 38) sino all’attesa della morte del lombrico (“il lombrico aspetta il gesto/ sconosciuto il colpo/ che lo spezzi in due metà”, 41) che poi non è una vera morte ma quasi una sorta di ri-nascita per scissione binaria. Il ragno nero, invece, dopo un’attenta perlustrazione dei suoi spazi, in un rituale che è la sua convenzionalità, si renderà carnefice in questo mondo animalesco, trasfigurazione di quello umano dove i rapporti tra simili sono sempre più difficili e deviati.

Le poesie che compongono questa raccolta sono come tanti lapislazzuli di diversa fattura assemblati assieme con dovizia e rigore per regalare al fruitore un prodotto d’inestimabile caratura.

 

Lorenzo Spurio

 Jesi, 25 novembre 2013

“La cucina arancione” di Lorenzo Spurio, ieri a San Benedetto del Tronto

Sabato 23 novembre 2013 nella Sala della Poesia di Palazzo Bice Piacentini a San Benedetto del Tronto (AP) con il Patrocinio del Comune, la Associazione Culturale “Alchimie d’arte” ha tenuto la presentazione del libro “La cucina arancione”di Lorenzo Spurio, raccolta di venticinque racconti pubblicata da TraccePerLaMeta Edizione. Il volume è un ampio corpus di personaggi che abitano in condizione di marginalità dal mondo, perchè condividono una condizione di alienazione o perchè soffrono di un qualche disagio. Nel libro si parla, infatti, di ossessioni, manie, disagi, ma non solo.

Hanno condotto la serata Domenico Parlamenti (Presidente Ass. Culturale “Alchimie d’arte”) assieme alla giornalista del quotidiano.it Sabrina Cava.

Sono intervenuti il poeta e recensionista Emilio Mercatili, le scrittrici Susanna Polimanti e Giovanna Albi, la voce recitante Daniela Agostini e le poetesse Maria Rita Massetti e Maria Luisa Mazzarini.

Ha arricchito la serata la presenza del chitarrista Daniele Ferretti e l’esposizione di opere d’arte di Assunta Cassa, Milena Bernardini, Valentina Paci e Giusy Gaetani.

Di seguito alcune foto e il video della presentazione:

 

come maestra nn è difficile

L’Associazione Culturale “Alchimie d’arte”

con il Patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto

ORGANIZZA

la Presentazione del libro “La cucina arancione” dello scrittore jesino Lorenzo Spurio

(TraccePerLaMeta Edizioni, 2013)

sabato 23 novembre 2013 – ore 18:00

Sala della Poesia di Palazzo Bice Piacentini – San Benedetto del Tronto (AP) – città alta-

Via Consolato12

 

PROGRAMMA

Domenico Parlamenti (Presidente Ass. Culturale “Alchimie d’arte” e poeta) assieme a Sabrina Cava (giornalista) presenteranno l’autore e il libro.

INTERVERRANNO

Emilio Mercatili (poeta, critico letterario)

Susanna Polimanti (scrittrice, recensionista)

Giovanna Albi (scrittrice, recensionista)

Antonella Baiocchi (psicoterapeuta, criminologa e poetessa)

Daniela Agostini che farà delle letture dal libro.

 

Durante la serata esporranno le loro opere artistiche: Franca Fanni, Assunta Cassa, Giusy Gaetani, Valentina Paci e sarà presente il musicista Daniele Ferretti.

 

Info: pardo19@live.it – Cell. 3285546583

Evento Fb

Sabato 16 novembre a Cattolica, Lella De Marchi presenterà il suo nuovo libro

Presentazione “Stati d’amnesia” (Lietocolle, 2013)

Sabato 16 novembre alle ore 18:00

Centro Culturale Polivalente – Biblioteca Comunale di Cattolica

Piazza della Repubblica 31, Cattolica

 

Introduce l’Assessore alla Cultura del Comune di Cattolica

APERITIVO LETTERARIO 5

Assessorato alla Cultura – Comune di Cattolica

Seguirà aperitivo con degustazione di prodotti locali

Locandina Aperitivo Letterario 5-page-001

Oggi a San Benedetto del Tronto (AP) un reading dedicato al disagio psichico e sociale

Il 12 ottobre alle ore 17 presso la Sala della Poesia di Palazzo Piacentini a San Benedetto del Tronto (AP) con il patrocinio del Comune, poeti ed esperti parleranno di un argomento che attraversa la nostra esperienza personale, ma di cui troppo spesso nessuno parla.

L’evento è organizzato e promosso dalla Associazione Culturale TraccePerLaMeta in sinergia con la rivista di letteratura Euterpe e l’Associazione I luoghi della Scrittura.

Un modo insolito di affrontare l’argomento che introdotto da esperti quali la dottoressa Antonella Baiocchi, psicoterapeuta e criminologa, darà spazio alla lettura di testi poetici che danno voce al disagio e alle difficoltà dell’uomo contemporaneo.

Sulla scorta della felice esperienza dello scorso giugno presso l’Università  di Palermo, Lorenzo Spurio, scrittore, critico e ideatore di questa iniziativa, è riuscito a renderla itinerante, a testimoniare l’interesse e la necessità di condivisione di sentimenti ed emozioni in questi nostri giorni che vedono i singoli sempre più soli e chiusi nella loro incomunicabilità.

L’ingresso è gratuito.

Info: lorenzo.spurio@alice.it – polysusy@alice.it

 

Locandina reading SBT_definitiva-page-001

Ad Agugliano (An) il Festival Nazionale del Teatro Dialettale

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Gujà capitale de ‘l dialettu

dal 28 de luio al 4 de agostu a Gujà tornane i dialetti da tutt’Italia co’ l’ottava ediziò del

Festiva Naziunale del Teatru Dialettale – Premiu “La Guja d’oru 2013”

– fattu da l’Associaziò La Guja –

‘n’appuntamentu che spettamu ogni annu e che farà de Gujà la capitale dei dialetti ‘taliani.

‘Na rassegna ‘rmai cunusciuda e ‘rriada all’uttava ediziò, che vede 5 cumpagnie de

dialettu rivà da tutt’Italia e che s’esibiranne avanti a ‘mbelpò de gente.

Prutagunista sarà il dialettu, immediadu, naturale, sempre “parladu” e “capidu” da la

gente, e le cumpagnie teatrali cu le loru radici e identità.

“ ‘l dialettu – dicene i urganizzatori – è na’ congiunziò tra generaziò e culture che stanne nel territoriu.

nte ‘i anni ‘l Festiva è cresciudu ‘mbelpò, il teatru e ‘l dialettu cià la funziò de cullante

ed è n’occasiò pe riscuprì le tradiziò de ‘na ‘olta.

‘l calendariu de tuttu ‘l Festiva lu troi ‘nte interne http://www.associaziòlaguja.it

(www.associazionelaguglia.it).

La cummissiò de ‘l Festiva che a fattu la seleziò de le 5 cumpagnie più brae, cià ‘vudu

da fa un bel po’, enne riade 46 dumande de partecipaziò da tutt’Italia.

Venide tutti a vedè i spettaculi a Guja’ al Circulu Anspi-Cop de Via Roma (se pioe

semu drentu al Cinema/Teatru Ariston de Gujà …… no de Sanremo), iniziamu a le 9 e

mezze.

Pe buccà devi pagà 4 euri (pochi ‘mbelpò).

Dumenica 4 de agostu sempre a le 9 e mezze chiudemu ‘l Festiva 2013 cu le

premiaziò e cu lu spettaculu de gabarè de MAX PAIELLA (staolta entri gratise).

Vuria ditte che ‘l Presidente de la Repubblica, i Presidenti de Senatu e de la Camera

cianne mandatu tre belle medaie. Se scumudatu anche il Presidente de ‘l Cunsiiu e il Ministru

de la Cultura che cianne datu ‘l patrociniu.

Se voi sapè qualcò de più chiamace al 3299293623

O scrivece a info@associaziòlaguja.it (info@associazionelaguglia.it)

 

DEPLIANT.Interno.Festival.2013

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