La V Ragunanza di Poesia e Narrativa per ricordare la giovane Anastasia Sciuto

Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico domenica 20 maggio 2018 nel parco di Villa Pamphilj, presso la Cascina del Bel Respiro, antica vaccheria dei Principi Pamphilj, ingresso di Via Vitellia 102, a Roma, la cerimonia di premiazione della 5^ Ragunanza di poesia, narrativa & short movie. Questa edizione è stata particolarmente emozionante, anche perché è stata dedicata ad Anastasia Sciuto, una talentuosa e giovane regista recentemente scomparsa. Ha aperto la manifestazione il vice Presidente dell’Associazione A.p.s Le Ragunanze Giuseppe Lorin, che ha spiegato il significato del termine barocco ‘ragunanza’, ovvero i raduni degli artisti, che Christina di Svezia era solita organizzare con la sua Arcadia, poi ha dato voce ai componenti della Giuria, composta da Vittorio Lussana (Presidente di Giuria), Michela Zanarella (Presidente del Premio e dell’Associazione), Serena Maffia, Fiorella Cappelli, Alessandra Battaglia, David Cardarelli. Sono intervenuti il M° Gianni Mirizzi, che si è esibito alla fisarmonica su colonne sonore di film incantando la platea. Erano presenti i genitori di Anastasia Sciuto, Gianni e Mimma, che hanno consegnato la targa “Anastasia Sciuto” a Enoch Marrella, giovane promessa del teatro italiano. Con lui gli amici di Anastasia, Desy Gialuz e altri attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, che hanno interpretato un estratto da “Le onde” di Virginia Wolf: “Il sole picchiava dritto sulla casa; il bianco dei muri tra le finestre scure abbagliava. I vetri, ricoperti di fitti rami verdi, mantenevano cerchi di oscurità impenetrabile”.

FB_IMG_1526827931551

L’attore Corrado Solari, noto per i suoi ruoli da ‘cattivo’ nel cinema, ha letto una sua poesia e una poesia di Michela Zanarella, catturando l’attenzione del pubblico. Si sono poi alternate le premiazioni. Per la sezione poesia a tema natura prima classificata Angela Donatelli con la poesia ‘Ritorno all’origine’, per la sezione libro edito di poesia prima classificata Alba Gnazi con “Verdemare”, per la sezione libro edito di narrativa Nicola Viceconti con “Vieni via”, per la sezione short movie Quinto Ficari con “Ernesto the parrot”. Tra i premiati al secondo posto per la sezione natura Cristina Biolcati, terzo posto a Carla Barlese, menzioni d’onore a Bartolomeo Bellanova, Gianluca Loreti, Luciana Raggi, Vania Fazion, Vinicio Salvatore Di Crescenzo, Daniele D’Ignazi, Carla Abenante, Ivano Baglioni. Al secondo posto per la sezione libro edito di poesia Fabio Squeo, terzo posto per Valeria D’Amico, menzioni d’onore ad Antonella Proietti, Giuseppe Guidolin, Antonio Merola e Stefania Onidi. Tra i premiati al secondo posto per la sezione libro edito narrativa Maria Laura Antonini, terzo posto per Alessio Silo. Menzione d’onore ad Anna Manzo. Tra i premiati al secondo posto per la sezione short movie Guido Tracanna, terzo posto per Elvio Angeletti. Il Trofeo Euterpe è stato assegnato da Lorenzo Spurio, presidente dell’Associazione culturale Euterpe, a Lucia Izzo. Particolare la coreografia sui colori del gruppo Oltreconfine composto da Hanad Sheik, Khatri Himalay, Maria Luna Farah, Natallia Felicità, Daphne Barone, Desirée Barone, Manuel Pischedda, diretto da Chiara Pavoni, con l’accompagnamento musicale del percussionista polivalente Peppe Ska. Sempre intensa l’interpretazione di Chiara Pavoni con il monologo ‘Colloquio a una dimensione’, un omaggio a Pier Paolo Pasolini. Santo Tornabene ha portato i saluti del Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo. L’evento è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, da Roma Capitale Municipio XII, dall’ Ambasciata di Svezia a Roma ed è stato promosso da A.P.S. Le Ragunanze in collaborazione con EMUI EuroMed University, Turisport Europe, Golem Informazione, Periodico Italiano Magazine, Associazione culturale Euterpe, Nuova Accademia Monteverde, Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo. 

Annunci

“Tre donne. Una storia d’amore e disamore” di Dacia Maraini, recensione di Gabriella Maggio

di Gabriella Maggio 

9788817096966_0_0_0_75.jpgTre donne, Gesuina la madre, Maria la figlia, Lori la nipote, vivono nella stessa casa, ma ciascuna chiusa nei propri desideri e insoddisfazioni. La madre, già attrice di teatro ma ora infermiera occasionale per vivere, insegue con apparente leggerezza il gioco dell’amore non ostante i sessant’anni. Maria regge la casa e provvede ai bisogni della famiglia con un intenso lavoro di traduttrice dal francese. Lori è una ragazzina temeraria, una diciassettenne alla ricerca di una vita autonoma, studentessa svogliata, impegnata a proteggere i suoi pensieri intimi dalla curiosità della nonna.  La storia ha come centro l’amore nelle sue varie vicende ed è raccontata attraverso il  diario di Lori, le registrazioni di Gesuina e  le lettere che Maria scrive a François,  un fidanzato bello e misterioso che vive in Francia e che lei incontra soltanto nei periodi di vacanza. La quotidianità di queste tre donne, che talvolta stride per la contiguità degli spazi, viene interrotta dall’arrivo di François nel periodo natalizio. Da allora niente sarà più come prima. Il romanzo prende una piega drammatica che farà crescere sia l’attempata Gesuina che l’irruenta Lori attraverso l’esperienza della cura di Maria di cui diventano madri, assumendone consapevolmente il ruolo dopo una ininterrotta esperienza filiale. Dacia Maraini narra con levità, con un sorriso di profonda comprensione, la storia di tre generazioni di donne, già prima provate dalla vita con la perdita prematura del marito e del padre. Se l’amore è indubbiamente il tema principale del romanzo grande importanza ha anche la letteratura non vista come fuga dal mondo, ma come educazione ai sentimenti e alla sensibilità per orientarsi nel mondo. Gesuina, che da giovane ha interpretato Mirandolina in La locandiera di Carlo Goldoni, è rimasta fedele al suo personaggio, è intraprendente, amabile, ma attenta a non infrangere gli equilibri, anche quando spinge al massimo il suo gioco seduttivo con i corteggiatori.  Sarà lei che ricomporrà la famiglia alla fine del romanzo. Maria, madre svampita ma coltissima, traduttrice di Madame Bovary di Flaubert come Emma non vive nella realtà, ma evade scrivendo lettere all’ambiguo François, proiettandosi nei ricordi dei viaggi già fatti con lui o in quelli futuri. La realtà è goffa, come il povero Charles del romanzo, e non l’appaga. Vive come se soltanto la letteratura desse ordine e senso alle approssimazioni del mondo. Più letterariamente restia è Lori che affronta le situazioni con immediatezza e talvolta con inconsapevolezza; soltanto alla fine della storia prenderà un libro in mano e darà  tregua all’insofferenza, lasciando il grugnito rabbioso per il sorriso e il garbo. In questo mondo di donne gli uomini sono meteore, morti giovani o frutto di una attrazione momentanea. Fanno eccezione con la presenza continua  nel romanzo il fornaio Simone che propugna con tenace coerenza la sua filosofia dei baci e François che è il motore dell’azione. Intorno alla casa delle tre donne l’insensatezza della città. Gli incendi dolosi, appiccati per puro divertimento da giovani che non sanno come trascorrere le loro giornate, per un momento annuvolano la scena, ma la scrittrice attraverso le parole di Gesuina afferma la sua fede nella ragione e con leggerezza le fa  volgere lo sguardo ad altro: “ mia nipote Lori sembra rinata assieme al suo bambino”.  Ecco la vita continua e porta anche cose belle, un bambino sano e forte che ha voglia di crescere, i tulipani olandesi che attecchiscono e mettono foglie e fiori, la solidarietà e la cura degli altri. E questo conta. Le cose belle della vita sono soltanto quelle semplici ed essenziali e a queste si deve guardare con fiducia. Grande prova narrativa ed esistenziale di Dacia Maraini, fedele sempre ai suoi temi e al suo stile asciutto e ritmato sul carattere dei personaggi.

GABRIELLA MAGGIO

 

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

“I Bambini Ciliegio e altre storie” di Giorgia Spurio

Esce il nuovo libro della scrittrice ascolana Giorgia Spurio

copertina ufficiale - i bambini ciliegio e altre storie.jpgSi tratta del libro di fiabe “I Bambini Ciliegio e altre storie” (Macabor Editore, 2018).
“I Bambini Ciliegio e altre storie” raccoglie cinque storie con protagonisti i bambini.
Funghi, rose, bimbi hanno qui una loro vita fiabesca e rendono ancora più magica la bellezza di una natura straordinariamente viva. E poi c’è tanto altro ancora da scoprire.
È un libro ideale per piccoli e grandi, da leggere insieme per riflettere sull’infanzia, la magia, la natura, l’ecologia, il bullismo, i sogni, la famiglia, l’amicizia, le diversità.
L’età di lettura è dai 7 anni.
Le storie sono così distinte: una storia dal Bosco, una storia di Fate, una storia dal Passato, una storia di Oggi, una storia di un Dolore e di una Rinascita.
Ad arricchire il libro ci sono i disegni dell’illustratrice ascolana Federica Orsetti.

Scheda libro “I Bambini Ciliegio e altre storie”:
http://www.macaboreditore.it/home/index.php/hikashop-menu-for-products-listing/product/39-i-bambini-ciliegio-e-altre-storie

L’autrice

Giorgia Spurio è nata il 21 dicembre 1986 ad Ascoli Piceno, laureata in Lettere presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino. È musicista. Lavora nel sociale come educatrice. Insegna musica nelle scuole primarie e d’infanzia. È vicepresidente della Cooperativa Sociale Il Melograno. Collabora con le ACLI, ideando e lavorando per progetti di educazione civica destinati ai ragazzi delle scuole. Ha pubblicato libri di poesia vincendo a prestigiosi premi letterari, tra cui “Quando l’Est mi rubò gli occhi”, “Dove bussa il mare” e “Le ninne nanne degli Šar”. Nel 2017 pubblica il romanzo “L’inverno in giardino” (Edizioni Montag) e il libro di poesie “L’orecchio delle dèe” (Macabor Editore). Vince il Premio InediTO – Colline di Torino per la narrativa ed è premiata al Salone del Libro di Torino. Nel 2018 esce il libro di fiabe “I Bambini Ciliegio e altre storie” (Macabor Editore).

FB: https://www.facebook.com/GiorgiaSpurioScrittrice/

Twitter: https://twitter.com/SpurioGiorgia

“Il morso” di Simona Lo Iacono, recensione di Gabriella Maggio

il-morso.jpgPalermo, barocca e misera, potente e asservita ha storie da raccontare, di gente nota, i Ramacca, gli Agliata e di tanti di cui affiorano solo scarse testimonianze, come Lucia Salvo. La quotidianità che scorre monotona non ha fascino per chi compone un racconto, perciò la scrittrice ricerca quello che va al di là dell’apparenza, che sfiora il mistero del non detto e dell’inconsapevolezza, come il fatto che segna la vita di Lucia o la mutilazione che rende il castrato signorino Angelo, forse. Ma controvoglia. Sono due creature che contro il buon senso del tempo non reputano una fortuna essere spettatori delle ricchezze e degli eccessi dei nobili, ma le considerano semplicemente una dannazione e una complicazione dell’anima. Questa convinzione porta Lucia a respingere l’assalto amoroso del Conte figlio con un morso da furetto. Da qui il titolo del romanzo e la citazione in epigrafe da Giorno dopo giorno di S. Quasimodo in cui ricorre la parola morso. Nel romanzo Lucia morde per difesa, nella poesia il morso è inferto dal dolore, dalla violenza, dalla guerra. Ma identica è la separazione netta tra chi opprime e chi è oppresso, tra chi è nato per servire e chi deve essere servito. A servire è destinata Lucia Salvo, ma il fatto la rende intimamente libera, è la creatura più libera che io conosca, dice il conte figlio. La storia si svolge alla vigilia della rivoluzione siciliana del 1848 a Palermo, un’epoca che stava cambiando e che nessuno prendeva sul serio… Non la nobiltà, rammollita dalle decime e senza occhio analitico. Non la borghesia nascente, figlia povera della nobiltà stessa e già incline a imitarne tutti i vizi. Il popolo sì che, invece, fremeva. Di fame, di peste, di pidocchi e ansie. Nel groviglio dei fatti personali e politici che s’intrecciano e sfociano nella rivoluzione del 12 gennaio 1848 a Palermo viene inconsapevolmente coinvolta Lucia, che vi scoprirà per brevi istanti l’amore per lo sconosciuto prigioniero dagli occhi verdi, che la spinge a un generoso gesto di coraggio. Ma l’amore è un breve lampo e il suo destino di babba, pazza, non può che compiersi. A metà dell’Ottocento in Sicilia le donne di qualunque condizione sociale non riescono a sfuggire al loro destino di succube del mondo maschile. Neanche la giovane Assunta degli Agliata vi riesce.

1494782607008.jpg--_il_morso___il_nuovo_romanzo_di_simona_lo_iacono_ispirato___a_siracusana_.jpg
L’autrice Simona Lo Iacono

Inquieta e desiderosa di scegliere il proprio destino per sfuggire alla condizione nella quale si trova la madre, inebetita dai numerosi parti, compie tentativi confusi e contraddittori. La sua vaga aspirazione alla libertà è alimentata dai discorsi delle monache e dalle letture che le precludono un vero contatto con la vita: La vita, la vita vera-sospira-le pare a un tratto romantica come i libri di quel Cervantes…  Alla fine sposa un vecchio e ricco nobile, che la obbliga a figliare a dispetto del disgusto. Con stile sobrio e coinvolgente, venato a tratti d’ironia, Simona Lo Iacono il “Il morso” (Neri Pozza, 2018) affronta ancora una volta storie di donne contestualizzandole nel tempo e nello spazio del romanzo con il suo abituale impegno civile, nella rappresentazione-denuncia di un mondo ignorante e arido volto solo ai piaceri e al dominio.

L’autrice

Simona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970, è magistrato e presta servizio presso il tribunale di Catania. Nel 2016 ha pubblicato il romanzo “Le streghe” di Lenzavacche (Edizioni E/O), selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega.

GABRIELLA MAGGIO

L’autrice della presente recensione dichiara, sotto la sua unica responsabilità, di essere la naturale e unica proprietaria dei diritti sul testo. La pubblicazione del testo è consentita su questo spazio dietro autorizzazione dell’autore senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro.

Sabato 17 febbraio alla Casa della Poesia di San Benedetto del Tronto la presentazione dell’antologia “Adriatico”

Nuova tappa del progetto umanitario della Ass. Euterpe di Jesi 

Presso la Sala della Poesia di Palazzo Bice Piacentini di San Benedetto del Tronto (Via del Consolato 14) sabato 17 febbraio si terrà la presentazione della antologia “Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti” curata da Stefano Vignaroli, Lorenzo Spurio e Bogdana Trivak e promossa dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con la finalità di sostenere l’Istituto Oncologico Marchigiano.

Nel volume trovano posto circa duecento testi di autori italiani e stranieri che hanno deciso di aderire all’iniziativa tutta imperniata sul tema cardine del mar Adriatico, mare che fa da sponda tra le due coste, quella Italiana e quella Balcanica. Significativa la presenza di opere di intellettuali stranieri tra cui Borce Panov (Macedonia), Bozidar Stanisic (Bosnia), Irma Kurti (Albania), Sotirios Pastakas (Grecia) e numerosi altri.  Nel libro anche i preziosi contributi di Davide Argnani (poeta, scrittore e direttore della rivista “L’Ortica” di Forlì), Valtero Curzi (poeta e filosofo di Senigallia) e Mardena Kelmendi (poetessa albanese da anni attiva nel sociale a Trieste).

Dopo le due presentazioni che hanno avuto luogo nel mese di dicembre a Jesi e Senigallia e che hanno consentito alla Associazione organizzatrice di provvedere a una prima donazione all’ente benefico pari a 1.000€ continuano le iniziative promosse per la divulgazione e la promozione di quest’opera che vanta il patrocinio morale di numerosi comuni, province italiane ed estere nonché dell’Ambasciata della Repubblica di Albania in Italia.

L’Istituto Oncologico Marchigiano – a cui sono diretti i ricavi derivanti dalle donazioni di questo progetto – è nato nel 1996 con lo scopo di assistere gratuitamente a domicilio i pazienti oncologici e le loro famiglie in un momento di ampia difficoltà, soprattutto a livello psicologico. Grazie a un équipe specializzata fornisce assistenza 24 ore su 24. A completamento dell’assistenza prettamente medica offre un appoggio umano di gruppo per mezzo di volontari che vengono formati e istruiti per tale scopo.

download.jpg
La Casa della Poesia di Palazzo Bice Piacentini a San Benedetto del Tronto – Città Alta (AP)

La Associazione Culturale Euterpe, dopo la precedente raccolta antologica “L’amore al tempo dell’integrazione” (2016) sempre a sostegno dello IOM ha deciso di seguire la stessa strada anche per questa nuova antologia riconoscendo l’ampio e capillare lavoro medico-sociale che lo IOM Jesi e Vallesina (Presidente: dott.ssa Maria Luisa Quaglieri) fa brillantemente e con alta coscienza da anni.

Nel volume vari i poeti e scrittori marchigiani inseriti tra cui Elvio Angeletti (Senigallia), Loretta Emiri (Fermo), Marco Squarcia (Amandola), Oscar Sartarelli (Jesi), Sabrina Galli (San Benedetto), Elvio Grilli (Fano), Leila Falà (Ancona), Gabriele Andreani (Pesaro), Daniela Gregorini (Fano), Gianni Palazzesi (Appignano), Jessica Vesprini (Civitanova M.), Luciana Salvucci (Colmurano), Marcello Signorini (Senigallia), Michele Veschi (Senigallia), Michela Tombi (Pesaro), Piero Talevi (Colli al Metauro), Cristiano Dellabella (Cupramontana), Marinella Cimarelli (Jesi) e tanti altri.

Il nuovo evento, a San Benedetto del Tronto, vedrà l’apertura con i saluti e i ringraziamenti da parte di Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Euterpe) e seguirà con gli interventi di Stefano Vignaroli (uno dei curatori) nonché le letture delle opere degli autori presenti che saranno effettuati dalla lettrice Patrizia Giardini e Marcello Moscoloni. Ad impreziosire l’evento culturale sarà un’overture poetica della poetessa sambenedettese Enrica Loggi che, in apertura, delizierà il pubblico con alcune sue composizioni sul mare.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

 

manifesto Adriatico-San Benedetto 17-02-2018-page-001.jpg

“L’uomo che non conosceva la libertà. (Voci inascoltate della Cina Moderna)” di Iris Versari – Segnalazione volume

Iris Vasari - L 27uomo che non conosceva.... Copertina -page-001.jpgIl mio viaggio e quello della protagonista comincia in Italia e, come un moderno Marco Polo, prosegue fino in Cina attraversando l’antica via della seta, l’Asia centrale. È lì che la protagonista incontra il proprio destino nell’uomo che determinerà per sempre il suo futuro. Lui e lei sono dei senza nomi, ma rappresentano due mondi a confronto, quello occidentale e avanzato, quello orientale e tradizionale. S’incontrano perchè entrambi non possono fare a meno l’uno dell’altra, così come i due mondi, che per raggiungere la perfezione, devono essere collegati e interconnessi. Queste sono le parole dell’autrice del nuovo ed appassionante libro scritto da Iris Versari intitolato L’UOMO CHE NON CONOSCEVA LA LIBERTA’ edito da edizioni Helicon e disponibile sul sito della casa editrice www.edizionihelicon.it ed Amazon.

Iris ha trascorso molti anni della sua vita in Cina e parte della sua famiglia è di origini uigure, una popolazione centroasiatica, musulmani e turcofoni. Iris è costretta a mantenere l’anonimato in quanto gli argomenti che tratta sono estremamente delicati.

La storia di un amore tra due persone che appartengono a mondi lontanissimi e per certi versi antitetici è l’occasione per tracciare un ritratto della Cina moderna, un paese in continua evoluzione, che in pochi anni ha avuto un’enorme crescita economica tanto da imporsi come potenza mondiale. Tuttavia l’Autrice, ambientando la storia nella regione più occidentale del paese dove vive una popolazione fortemente discriminata, riesce a mostrare il lato oscuro di questo sviluppo impetuoso, fino a mettere in dubbio l’idea stessa di progresso: troppo alto è il prezzo da pagare se si calpestano i diritti dei più deboli e si distrugge l’identità di intere popolazioni ed etnie che pure possono vantare una storia millenaria.

Un libro appassionante in cui l’amore ed il sentimento si confondono con la lotta e la rivoluzione. Alla continua ricerca di libertà. Voci inascoltate di una Cina moderna.

“Adriatico” l’antologia benefica della Ass. Euterpe il 16/12 a Marzocca di Senigallia

La nuova presentazione del ricco volume antologico curato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi, interamente dedicato al mar Adriatico, si terrà il 16 dicembre a partire dalle ore 17 presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia (Via del Campo Sportivo). In collaborazione con il Centro Sociale Adriatico, l’evento sarà imperniato sulla presentazione […]

via A Marzocca la nuova presentazione dell’antologia “Adriatico” a scopo benefico — Associazione Culturale Euterpe