“La poesia è un itinerario complesso della scrittura” di Ninnj Di Stefano Busà

La poesia è un itinerario complesso della scrittura

di Ninnj Di Stefano Busà 

 

La vita è fatta di poesia e la poesia è un itinerario complesso e variegato, una riflessione mnemonico-lirica, che tocca le corde del cuore e dell’intelletto, innesca il processo di scrittura che origina dal pensiero e si realizza nella sapienza del cuore che si nutre di essa in particolare.

Di fatto non si hanno dubbi. La poesia è per il poeta quello che per il medico è la malattia, fatti salvi: l’estro, l’immaginazione, la fantasia, il verbo, il poeta indaga nell’espressione poetica come lo sciamano coi suoi aruspici. Ogni esistenza si avvale della poesia, come un pianista, un musicista con le note dello spartito. In verità studiare o leggere un poeta è come indagare e indugiare sulle occasioni che una fulminea espressione imprime alla scrittura. Nessuna poesia è uguale all’altra, nessun poeta può essere simile ad un altro, e tutti colgono nel loro intimo concetto la realizzazione di un piano di scrittura, che collochi la poesia nello scavo privatissimo della parola, dell’emozione o dell’immagine che ogni individuo riformula al suo esterno.

La poesia è un atto di puro coraggio; è un voler far emergere in superficie ciò che rimarrebbe oscurato o retrocesso al ruolo di “ latebra del pensiero”.

Il tentativo persistente di portare alla luce la percezione lirica che accompagna il mistero della parola, fatta luce essa stessa di una luce che trascende il mistero.

Poesia è ciò che ci pone ad auscultare con caparbia intuizione e capacità d’indagine il pensiero nelle sue estreme necessarie verità e, strenuamente, ne assolve, ne compone l’intellettualità che si pone a confronto della sua narrazione più intima e autentica. Scrivere poesia è come l’alba di un giorno nuovo su un terreno accidentato e sterile, da cui, come un astronauta su pianeti sconosciuti, deve estrarre il materiale che occorre per ritornare alla normalità della terra da cui proviene. Il terreno incolto e sconosciuto è battuto palmo a palmo nell’intenzione di poter capire o interpretare al meglio enigmi che lo oscurano.

E il frammento lirico è come l’estrazione di un nuovo minerale, di una nuova geofisica che gli impone una riflessione: saprà trovare la pietra filosofale? saprà individuare lungo il percorso terreno quella piccola, infinitesimale molecola di vita che l’esistenza propone? saprà capire l’universo invisibile? leggere in un libro scritto in una lingua sconosciuta? dare un senso alla storia? scoprirne i misteri del contingente.

La voce del poeta è forma immaginaria di un sistema di luci/ombre che scandaglia a 360° la realtà, spesso ai confini indefinibili tra il relativo e l’assoluto, con la consapevolezza di un linguaggio che aspira con tutto se stesso ad un’inconfondibile risorsa conoscitiva.

 

Chi è l’autrice?

ninnj_di_stefano_busa_00001_bis_formiaNinnj Di Stefano Busà (Partanna), poetessa, scrittrice, saggista, giornalista e operatrice culturale, vive a Segrate.

Laureata in lettere ha pubblicato numerose opere: Oltre il segno tangibile (1987, poesia), Il valore di un rito onirico (New York 1991, saggistica), Lo spazio di un pensiero (1988, poesia), Quel lucido delirio (1989, poesia), Sortilegio di riflessi (1990, poesia), La parola essenziale (1990, poesia), Abitare la polvere (1990, poesia), L’Area di Broca (1993, poesia), L’attimo che conta (1994, poesia), …Anche l’ipotesi (1995, poesia), L’estetica crociana e i problemi dell’arte (1996, saggistica), Quella dolcezza inquieta (1997, poesia, prefazione di Vittoriano Esposito), Le lune oltre il cancello (1997, poesia, con prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti, vincitrice del premio “Libero de Libero”), Il deserto e il cactus (1998, poesia), A tanto dolce inganno (1999, poesia), In altro luogo (2001, poesia), Tito Corsini (2001, saggistica), Adiacenze e lontananze (2002, poesia), L’Arto fantasma (2005, poesia); Tra l’onda e la risacca (2007, poesia), L’assoluto perfetto. Meditando in Cristo (2010, poesia), Quella luce che tocca il mondo (2010, poesia, prefazione di Emerico Giachery).

Ha curato cinque antologie della collana “Poeti e Muse” (dal 1991 al 1995). Le sono stati assegnati numerosi e autorevoli riconoscimenti in concorsi letterari, ultimi in ordine di tempo: 1997, “Goffredo Parise” per la saggistica con pubblicazione ( “Latmag”,  Bolzano); 2001, “Sìlarus” Salerno, medaglia d’oro per la saggistica; “Poeti nella Società” Basilea primo premio assoluto; “Casalguidi” primo premio assoluto per una silloge poetica inedita. Ha fondato e dirige il “Centro Iniziative Letterarie” ed è presidente di giuria nei premi o membro in varie città d’Italia. Ha collaborato ad autorevoli riviste italiane e straniere: “Il Ragguaglio Librario”, “Corriere di Roma”, “Miscellanea”, “Tribuna Stampa”, “Arenaria”, “Talento”, “La Ballata”, “Sìlarus” “La Procellaria”, “Punto di Vista” e molte altre. È responsabile dell’Unione Nazionale Scrittori della Lombardia e inserita quale membro rappresentativo dell’Italia nell’American Biographical Institute degli Archivi Librari statunitensi. Intorno alla sua produzione letteraria sono state pubblicate tre monografie: Silvano Demarchi L’itinerario estetico, la produzione letteraria di Ninnj Di Stefano Busà (1998), Rosa Berti Sabbieti L’ala del condor. Viaggio itinerante nella poesia di Ninnj Di Stefano Busà (2000) e Antonio Coppola Mare forza “otto”. La poetica di Ninnj Di Stefano Busà (2001).

Profilo Literary completo della scrittrice

QUESTO TESTO VIENE PUBBLICATO QUI PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE. E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE IL PRESENTE SAGGIO IN FORMATO INTEGRALE O DI STRALCISENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“La poesia non è soltanto atto creativo in sé” di Ninnj Di Stefano Busà

LA POESIA NON E’ SOLTANTO ATTO CREATIVO IN SE’

di Ninnj Di Stefano Busà

Bisogna tener presente innanzitutto che Poesia non è soltanto atto creativo in sé che trascende l’oggetto stesso e i suoi contenuti. Essa si realizza entro i termini più trasfiguranti di tale atto e deve anche riflettere il mondo e la sua oggettivante natura, deve essere pulsazione di una incontestabile, innata creatività reale, sempre valida nel tempo come relativo oggettuale della sua storia e del suo compimento.

In altri termini, la Poesia ha davanti a sé due obiettivi: inventare e reinventarsi.

L’itinerario della comunicazione poetica è spesso tortuoso, labirintico e si insinua tra universi di cultura che in qualche misura confliggono tra loro e vengono coinvolti all’interno del fatto creativo come deterrente.

imagesSi può immaginare di avere un cannocchiale a due lenti: chi guarda e chi è guardato finiscono per configurarsi entrambi e proiettare la loro visione al di là del contingente e ritrovare la stessa immagine reale valida ed ineluttabile per entrambi.

In altri termini, la Poesia deve essere non soltanto espressione, ma anche comunicazione, o come osserva Wladimir Holan nel suo poemetto: “Una notte con Amleto”, un dono.

La Poesia finisce con l’essere lo specchio della realtà nel tempo.

Si finisce con l’essere moderni senza saperlo e senza volerlo, perché la poesia si adegua. Ogni artificio o arbitrio perpetrati sulla Poesia, soprattutto se tecnico programmatico, finisce per essere una forzatura, un’assurda pretesa di novità, perché ne compromette chiarezza e spontaneità: L’arte ponte tra individuo e individuo (M. Proust).

Allora, non basta esprimere: è necessario comunicare, come altresì è necessaria l’adeguazione espressiva del poeta agli schemi mentali (categorie) ai simboli che ne rappresentano i modelli e le sollecitazioni.

La poesia è forma nella quale si coagulano contenuti che scaturiscono dal rapporto tra noi e le cose.

L’atto creativo deve realizzarsi attraverso un processo che implica una fase di filtrazione catartica dell’elemento emotivo che la genera e, di trasfigurazione che non eluda l’esigenza della comunicazione ad altri.

Si configura così quella sintesi a priori che la istruisce e la determina, come del resto accade in altre discipline: nella scienza e nella filosofia.

La Poesia potrà così comunicare, non solo esprimere sensazioni e suggestioni, perché pur all’interno di un’esigenza di purezza, potrà creare un sistema di trasmissione di dati sentimentali e pratici, potrà cogliere i riferimenti oggettuali, i referenti dell’umanità, della società e della storia, al di là della snaturalezza o distorsione dell’atto creativo.

Il prodotto siffatto potrà dunque sostenersi da sé, in virtù della sua inventiva originaria, fondata su moduli irripetibili, che rifuggono da luoghi comuni, dai decorativismi, dagli sfoghi privatistici, dalle confessioni di scarsa incidenza logica.

La Poesia è sorretta dalla fiducia in taluni valori che ne determinano la rivelazione, che è traccia ed essenza oggettuali, non deformazione o mistificazione retoriche della non verità.

Una siffatta visione si regge, pertanto, sulla libera autodisciplina del poeta, capace d’intuire nella profondità del proprio sistema ontologico, le categorie universali e universalizzanti su cui si determina l’arte della parola, rigettando quelle mostruose corruzioni arbitrarie, quei soggettivismi alogici, pretestuosi, anarcoidi di un reale-irreale trasfigurativo, nel quale la fantasia si perde, accendendosi di figure astratte, a volte, mortificanti che si accendono di misteriose volute, senza chiusura di linguaggio, senza circolazione di comunicazione  in una tensione colloquiale fortemente inquinata da <non sense>  destinato quasi sempre a sfociare in un sogettivismo o liberismo estetico individualistico e sperimentalistico d’assalto, che rifiuta e rinnega canoni estetici della tradizione più illuminata.

Ninnj Di Stefano Busà

QUESTO TESTO VIENE PUBBLICATO QUI PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE. E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE IL PRESENTE SAGGIO IN FORMATO INTEGRALE O DI STRALCISENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

È uscito “Evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio”

Evoluzione delle forme poetiche
di AA.VV.
Edizioni Kairòs, 2013
ISBN: 9788898029174
Pagg. 784
A cura dei critici Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo.

 

coverantologiaDalla quarta di copertina:  L’evoluzione delle forme poetiche vuole essere un consuntivo, un archivio storico realizzato per le scuole. Raccoglie una vasta scelta di autori che operano nel settore “poesia” al fine di poterne studiare le modalità di oggi, attraverso gli stili e l’evoluzione che hanno subìto negli anni le forme poetiche; mettere a confronto i poeti stessi e le loro diverse posizioni di fronte alla parola scritta che ha attraversato il tempo e le sue varianti. Una testimonianza, questa, della nostra tradizione poetica quale percorso significativo di una cultura contemporanea, configurata nei suoi tracciati differenziati, alla ricerca di prospettiche novità del linguaggio, quale forza segreta di una sostanza esistenziale che la rappresenti.

Tra le voci note della poesia italiana contemporanea trovano posto in questa Antologia: Mario Luzi, Giovanni Giudici, Alda Merini, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto, Elio Pecora, Umberto Piersanti (candidato al Nobel per la letteratura), Davide Rondoni, Giovanni Raboni, Luciano Erba, Giancarlo Pontiggia, Giuseppe Conte, Maria Luisa Spaziani, Giovanna Bemporad, Franco Buffoni e tanti altri.

Nel Volume figurano anche voci forse meno note al grande pubblico, ma parimenti significative, tra cui: Nazario Pardini, Sandro Angelucci, Leopoldo Attolico, Luigia Sorrentino, Maria Grazia Calandrone, Roberto Maggiani, Paride Mercurio, Carla de Falco, Emanuele Marcuccio e tanti altri.

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