“Nel tempo dell’assenza. Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi” di Massimo Massa – Testo critico di Lorenzo Spurio

Testo critico di Lorenzo Spurio

Un’operazione editoriale senz’altro riuscita, tanto è ricca e avvincente, questa di Massimo Vito Massa, curiosa voce poetica nel panorama culturale italiano della nostra attualità che con l’etichetta editoriale da lui curata e diretta – Oceano Edizioni – ha dato alla luce il volume Nel tempo dell’assenza[1]. Si tratta di un’opera in qualche modo repertativa, come ben richiama il riferimento di “Opera omnia” nell’immagine di copertina e, in quanto tale, presenta testi poetici già pubblicati altrove, letti magari in circostanze che lo hanno visto partecipante di iniziative pubbliche o presentati a concorsi letterari, ambito questo che l’Autore barese ben frequenta da anni, con grandi meriti e ampie attribuzioni di riconoscimenti per la sua capacità ideativa, stesura formale e ricchezza contenutistica. Questo nulla toglie alla freschezza dell’opera che si presenta come fosse totalmente inedita, compatta nei tanti elaborati e contributi critici che, ben cadenzati, “a intervalli”, la arricchiscono e la strutturano in maniera assai congrua alle vere “opere totali” di autori più o meno classici. Se mi soffermo su questo aspetto – oltre al fatto che non è qualcosa in nessun modo trascurabile – è presto detto. Operazioni “antologiche” come questa che ho tra le mani presuppongono non solo una meticolosa operazione di scelta – e dunque di cernita – delle tante opere di produzione propria ma anche l’individuazione di un nesso – leitmotiv o fil rouge, come si preferisce – secondo il quale l’Autore intende presentarcele. Aspetti, questi, che possono sembrare laterali, e dunque non influenti in maniera incisiva, sull’opera intesa in senso complessivo e che, al contrario, hanno la loro valenza. Massa ha manifestato in maniera molto chiara che, dietro alla compilazione di Nel tempo dell’attesa, vi è stato un ampio (non so dire se lungo, questo sarebbe eventualmente da chiedere all’Autore) lavorio di organizzazione “mentale”, ben prima che “editoriale” che ha portato, appunto, alle scelte le cui pagine ben rendono edotti chi se ne appropria.

Pure non andrebbe dimenticato di dire che – di contro al titolo che ci parla di una assenza che, ad apertura del libro, dobbiamo ancor ben concettualizzare – il sottotitolo funge da apripista, da motivo propedeutico a quel che l’attento Autore (nelle vesti anche di curatore ed editore) si appresta a rivelarci di sé. Quelle contenute nel libro sono poesie – questo è chiaro – ma esse sono solo l’abito che, di volta in volta, l’io lirico veste per documentarci e trasmetterci quelli che sono i Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi. Addentrarsi a priori in un’appropriata significazione esegetica di questa perifrasi sarebbe senz’altro qualcosa di rischioso ma è un rischio che cercherò di limitare tentando un approccio di questo tipo non ora, ma in seguito.

Il volume si presenta ricchissimo, da ogni parte lo si voglia scrutare, da ogni angolazione ci si introduca. Ce ne rendiamo conto sin dalle prime pagine: citazioni in esergo (tra cui un’efficace chiosa sulla felicità di Romano Battaglia[2], praticamente uno dei grandi dimenticati), note di ringraziamenti, cenni bibliografici, didascalie, riferimenti puntualissimi a professioni, città d’origine o d’appartenenza dei tanti critici di cui sono presenti note, commenti, lusinghieri messaggi, attestati di stima e amicizia, squarci di recensioni e, in taluni casi, mini-saggi, approfondimenti o divagazioni di vario tipo. La meticolosità di Massa in veste di editore è tale che tutto appare dosato alla precisione: caratteri, grassetti, corsivi e rientri, organizzazione tipografica impeccabile, testo che s’interscambia – in un connubio di parola e immagine – con pagine a colori dove troviamo foto frappanti e incisive come pure fotogrammi dell’autore dai quali trasudano grande raffinatezza posturale, eleganza formale e piglio di un’espressione autentica.

Basterebbe fare i nomi di Hafez Haidar, grande promotore culturale, ex candidato al Premio Nobel per la pace e professore all’università di Pavia, e di Pasquale Panella, narratore e poeta ma soprattutto paroliere (celebre la sua collaborazione con Lucio Battisti), autore di brani immortali della canzone italiana (tra i quali “Vattene amore” di Amedeo Minghi, “Processo a me stessa” di Anna Oxa, “Giulietta” di Mango), a rivelare l’ampiezza e l’alta levatura del consenso critico riscosso da Massa nel tempo. Eppure – per onor di cronaca e per par condicio culturale – si dovrebbero fare i nomi di tutti coloro che – a vario titolo – hanno collaborato a questo volume, integrato le pagine con foto, traduzioni, inserti critici e altro ancora. Pur tuttavia nello spazio ristretto di tale recensione non mi è consentito ma il mio invito è fortemente rivolto a recuperare ben presto questo volume perché, oltre alla componente poetica di Massa, vi è un nutrito universo di luci e nastri colorati che lo contornano rappresentati da queste molteplici e variegate collaborazioni che fanno di Nel tempo dell’assenza – in aggiunta a un’opera autoriale e dunque letteraria – anche un’opera collettiva e dunque, a qualche altezza, di condivisione e partecipazione sociale.

L’autore del libro, il poeta barese Massimo Massa

Si è detto delle traduzioni: nel volume alcune poesie di Massa sono riproposte anche con l’utilizzo di un altro sistema linguistico; questo rende l’opera polifonica e internazionale, potenzialmente aperta a ogni possibile lettore e fruitore, dunque sorgiva e continua, atta ad aderire ad ambiti e contesti che esulano il domestico, il provinciale e il nazionale, per offrirsi a un oltre potenzialmente sconosciuto. Vi sono liriche tradotte in greco (Sofia Skeilda[3]), inglese (Tiziana Massa), polacco (Izabella Teresa Kostka), spagnolo (Patricia Vena), francese (Raymonde Simon Ferrier) e arabo (George Onsy).

Il volume si mostra articolato in tre sotto-sezioni e una coda conclusiva. Le tre sezioni, debitamente anticipate da alcune linee di presentazione di Massa in merito alle intenzioni di accorpamento di determinate liriche in quel gruppo – vale a dire le ragioni, le tematiche, le comunanze latenti o patenti – contengono ciascuna un consistente numero di brani poetici. Si parte con la sezione “L’assoluzione” anticipata da una dissertazione coinvolgente sul tema dell’assenza a firma del giornalista Duilio Paiano, nella quale troviamo liriche dal piglio riflessivo, sostenute da considerazioni di vario tipo che mettono in risalto le peculiarità osservative, interpretative e interiorizzatrici del poeta. Il tema ricorrente è quello dei gabbiani, con tutta la simbologia carica a questo animale e alle sue occorrenze nella letteratura, anche internazionale. In “Piove” leggiamo: «Credo ancora nei dettagli / delle prospettive, / nell’imperfezione / d’ogni figurabile / che s’avvolge in trame / come arbusti di tamerice / flagellate / ai venti di maestrale» (33). Credo che sia ben manifestato in questo estratto l’andamento – un adagio – di questa prima partizione dell’opera. Scenari prediletti sono le circostanze di solitudine e di riflessione, i momenti di pausa e di rincorsa ai pensieri, gli approfondimenti sulla vita e i suoi dilemmi, le esigenze di ascolto dell’interiorità. Ecco altri versi estratti da “Nell’attesa d’un istante”: «Passerà anche l’inverno / tra queste scie d’inchiostro / serrando nodi / nelle volute spire / di mancate assenze, / sulla pelle e nei pensieri / aspettando che marea discenda / a conciliare rena con il mare / tra le immutate sponde» (56) e da “Verrà il tempo del ritorno”: «Verrà il tempo del ritorno, / nuovi semi di accettate attese / nel cielo terso di febbraio / in quel tiepido maestrale / tra zolle arse / e l’istante delle piogge / nell’intricata geometria / del mio nulla / che fermenta prospettive» (61).

La seconda sotto-sezione del libro, “In ogni battito del mondo”, ci consegna al contesto internazionale: quello bellico delle lotte civili, delle guerre intestine, dei bombardamenti, delle violenze in genere e delle forme di sottomissione. Qui si evidenzia il piglio etico del Nostro che con poesie quali “Sotto il sole di Kabul” ha riportato numerosi premi letterari.

Troviamo liriche che affrontano problemi dei disturbi alimentari come l’anoressia (la poesia “Oltre…” dove il Nostro parla di «sguardi assenti / […] / greto informe» e della «irragionevole disarmonia / dell’esile corpo», 69), gravissime sindromi di carattere genetico («Chissà per quant’ancora / dovrò arginare ostacoli / raccogliendo cocci d’esistenza / nel perimetro di un corpo / che non s’arrende al tempo» (78) e liriche ispirate ai truci fatti di zone calde del pianeta: il Medio Oriente (la poesia “Scenderà sera sopra Gaza” dove leggiamo: «Quale guerra avrà mai le sue risposte / se non bugie vilmente sporche…/ […] // Qui si fermano per sempre / i sogni e le illusioni – / macchiate d’innocenza, / qui c’è carne da macello / su cui lasciare un fiore», 80), l’Iraq (la poesia “Sotto il sole di Kabul”: «una bandiera in terra ostile […] // […] tradita per amore a un giuramento», 87), compreso il nostro Paese con una poesia dal titolo “Quella linea in diagonale” dedicata alla nefanda strage di Capaci del 1992 nella quale morì il giudice Giovanni Falcone: «[P]rofanata speme nella terra di nessuno / che mi ha cucito addosso il tempo // […] [I]l vento disperde le parole / nell’ombra oltre il finire» (86). I contesti di violenza e di desolazione che animano il Nostro a mettere nero su bianco l’insofferenza verso tanta barbarie non punta alla denuncia ideologica né utilizza quel che sarebbe il facile tono della recriminazione o dell’imputazione della colpa. Al contrario consente un’autentica vicinanza e solidarietà verso i soggetti interessati da tanta indifferenza e devianza delle forme di potere. Difatti non di rado i componimenti di questa raccolta si chiudono – o comunque richiamano – un’attenzione generale su forme di appello e confessione nei riguardi della divinità cristiana.

Un altro scatto dell’autore del libro, il poeta barese Massimo Massa

L’ultima sotto-sezione porta il titolo “L’essenziale” ed è come la summa del percorso intrapreso; sembra di sperimentare con questo terzo “capitolo” il procedimento analitico d’evidenza di marca hegeliana contraddistinto da tesi-antitesi e sintesi. Qui, dopo lo scandaglio dell’interiorità nei suoi linguaggi spesso difficili da decifrare e dopo il verbo gridato della condanna delle aberrazioni, l’Autore annoda versi che sembrano vergati da una pacificazione maggiore, sembra quasi che la mano si sia allentata nel far seguire una parola all’altra. Qui si parla (o si cerca di avvicinarsi) all’essenziale, vale a dire a tutto ciò che non è accidentale o abituale. Al poeta, che opera di cesello con un’attitudine improntata allo scavo e alla linearità della forma, interessa esclusivamente la essentia, vale a dire la cosa in sé, quello che è, ciò che si manifesta. Senza ridondanze, abbellimenti, superfetazioni, ritocchi o magheggi di sorta. Il poeta sembra aver raggiunto un senso di benessere emotivo che gli deriva dal percepire la vita quale dono e come segno inesauribile di bellezza. Ciò gli è concesso non solo dal suo animo investigativo dei recessi interiori ma anche per mezzo di un sentimento d’amore e di condivisione con l’amata e, in senso generale, con una pluralità non meglio identificabile. Sono versi maturi che elaborano l’assenza, quella percezione di lontananza e disattenzione, di chiusura e mancata eco, in maniera diversa; ecco perché l’Autore qui ci parla dell’assenza nella forma delle sue scie. Sembrano dileguati l’ansia e il rovello esistenziale che, invece, ammorbavano pesantemente l’io lirico nella prima sezione.

In chiusura del volume c’è infine un lungo componimento bipartito, in realtà una serie di strofe con versi lunghi, disposte visivamente sulla pagina con una conformazione alternata, ad X, che vanno sotto il titolo di “Conseguenze logiche di geometriche invadenze” e – come da controcanto – di “Nell’incedere del tempo all’ora sesta”. È la giusta “coda” o explicit a tanto dire, argomentare, alludere, vagheggiare, trasporre delle liriche qui contenute e ha la forza di rappresentare, ben più che un’attestazione di poetica, una sorta di testamento umano.

Nel tempo dell’assenza è un libro che va letto e riflettuto. Credo che in questa maniera può realmente “arrivare” ed essere apprezzato come degnamente merita. Esso va a unirsi all’ampia produzione di Massimo Vito Massa – significativa e degna di menzione – contraddistinta dalle opere: Evanescenze. Dal diario dell’anima (REI, Cuneo, 2013), Geometrie d’infinito. Proiezioni e linee in divenire di concentriche spirali (Oceano, Bari, 2016) e All’ora sesta. Aspettando l’attimo che verrà (Dibuono, Villa d’Agri, 2017). Di notevole importanza per la diffusione della letteratura regionale sono i due volumi da lui curati per la serie Terre d’Italia ovvero: Poesie e dintorni di Capitanata (Oceano, Bari, 2019) e Poesie e dintorni delle terre di Bari (Oceano, Bari, 2019) oltre al corposo progetto d’impegno civile Le mani dei bambini (Oceano, Bari, 2019).

LORENZO SPURIO

La pubblicazione del presente testo, in forma integrale o di stralci, su qualsiasi supporto non è consentita senza l’espresso permesso da parte dell’autore.


[1] Una precedente edizione di Nel tempo dell’assenza è stata pubblicata da Edizioni Iod di Monterotondo (RM) nel 2020 quale opera risultata vincitrice al Premio Artistico Letterario Internazionale “Scriptura”, edizione 2020, organizzato da Anna Bruno. In questo caso si trattava della sola plaquette poetica senza inserti critici e grafici. Tutte le citazioni riportate dal testo sono tratte da Massimo Massa, Nel tempo dell’assenza. Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi – Opera omnia, Oceano, Bari, 2020.

[2] La citazione di Battaglia riportata è la seguente: «La felicità a cui si anela / può soltanto essere sfiorata / come i gabbiani fanno con l’acqua» (4).

[3] Per ciascuna lingua indico tra parentesi il nome del traduttore.

Pubblicata l’antologia del Concorso di Poesia e Narrativa “AttiveMenti”

A continuazione si pubblica il comunicato stampa diffuso dalla segreteria del Concorso di Poesia e Narrativa “AttiveMenti”.

 

Milano, 7 giugno 2020

AttiveMenti_AntologiaDa poco conclusasi la Prima Edizione del Concorso di Poesia e Narrativa “AttiveMenti”. Evento nato in un periodo in cui tutta l’Italia è stata bloccata a casa nella lotta contro un nemico invisibile ed il cui scopo è stato quello di stimolare le menti di poeti e scrittori al fine di evitare l’apatia a cui lo stato di confinamento avrebbe potuto portare. Inoltre, dai più significativi lavori pervenuti al concorso è nato un volume antologico il cui obiettivo è quello di far ricordare il periodo di quarantena come qualcosa di più che una mera limitazione alle nostre libertà.
Gli organizzatori del concorso ed i membri della giuria: Alessandro Fonte, Marianna Tricarico, Nicolò Mazza de’ Piccioli e Anna Maria Bidetti ringraziano tutti gli autori che hanno preso parte al concorso ed i finalisti inseriti nel volume antologico realizzato per l’evento.
Autori inseriti nell’Antologia: Nunzia Santonastaso, prima classificata sezione poesia; Mary Cannella, prima classificata sezione racconto; Anna Maria Ferrari, seconda classificata sezione poesia; Alice Tonello, seconda classificata sezione racconto; Concetta Martellone, terza classificata sezione poesia e Federica Ninnolo, terza classificata sezione racconto.
Autori finalisti inseriti nell’antologia: Nicoletta Spinozzi, Cindy Stefani, Giorgia Balconi, Maria Cotugno, Lorenzo Spurio, Maria Foggetti, Francesca Vailati, Cristina Arrabito, Daniela Carnevale, Erika Fontanella, Silvia Ruggeri, Eleonora Bellani, Marta Quitadamo, Francesca Ghidini, Debora D’Annunzio, Antonella Santo, Pia Lombardo, Caterina Tubiolo, Eleonora Miele, Mario Fanelli, Arianna Giannino, Samantha Sisto, Monica Accini, Anna Rossetti, Giorgia Zanrosso, Giovanna Iacovone, Simone Cedrone, Azra Hasani, Federica Cortelezzi, Alessia Piemonte, Manuela Barbagallo, Ilaria Verderame, Gabriele Ponziani, Anastasia Cicciarello, Cristina Cortese, Marika Pincin, Marietta Molendini.

Riguardo l’antologia:
Titolo: Antologia concorso AttiveMenti 2020
Codice ISBN: 9798644068258
Link: https://www.amazon.it/dp/B089CN7VYJ

Pagina Facebook del concorso:
www.facebook.com/attivementi

Al Teatro Valle di Chiaravalle va in scena “Il berretto a sonagli” per la regia di Paolo Bucci

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Dopo i successi di pubblico e di critica ottenuti a Marzocca e a Montemarciano, Venerdì 31 Maggio 2019 ore 21 verrà replicata al Teatro Valle di Chiaravalle la Commedia “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello. Il berretto a sonagli è una delle più note e divertenti commedie di Pirandello, ambientata nella Sicilia degli anni ’20: toccando i temi della maschera, della pazzia e delle convenzioni, sciorina una riflessione lucida e sarcastica sul paradosso dell’esistenza umana, dove il consueto incontro/scontro tra realtà ed apparenza coinvolge il senso dell’onore, tra l’essere e il fingere, e dove occorre salvare le apparenze per mettere a tacere lo scandalo in un mondo fatto di ipocrisia e di falso perbenismo.

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La Compagnia Teatrale UNITRE di Montemarciano da parecchi anni, sotto la guida del regista Paolo Bucci, presenta con successo Commedie nei principali teatri della provincia di Ancona, alternando spettacoli brillanti del filone francese Vaudeville (George Feydeau, Charles-Maurice Hennequin, Pierre Veber), di autori come Molière, Carlo Goldoni, Anna Bonacci, con spettacoli più impegnati (Luigi Pirandello, Oscar Wilde, Arthur Miller).

 

Il bando della III edizione del Premio Int.le Letterario e d’Arte “Nuovi occhi sul Mugello”

bando nosmIII

L’Associazione Artistico Culturale “NuoviOcchiSulMugello”

“Deliri Progressivi” e Avis Scarperia-San Piero, Borgo San Lorenzo e Vicchio

indicono il

III^ Premio Internazionale Letterario e d’Arte “NuoviOcchiSulMugello”

[Poesia/Prosa/Art.Fig/video]

 

“Mi sono sempre battuto in condizioni così sfavorevoli che desidererei farlo alla pari. Sono molto modesto e non vi domando, amici, altro segno che il gesto. Il resto non vi riguarda.” (Dino Campana, da Storie I)

Parte dei proventi saranno destinati al Fondo di Solidarietà istituito dalla Consulta della Associazioni di Marradi.

  1. Il Premio letterario è articolato nelle seguenti sezioni:
    Sezione A – Poesia in lingua italiana a tema: MUGELLO

Sezione A1 – Poesia in lingua italiana a tema:  MUGELLO (under 18)
Sezione A2 – Poesia in lingua italiana o dialetto o altra lingua con testo a fronte a tema  libero


Sezione B – Racconto in lingua italiana a tema: MUGELLO

Sezione B1 – Racconto in lingua italiana a tema:  MUGELLO (under 18)
Sezione B2 – Racconto in lingua italiana a tema libero

Sezione C – Arti figurative (fotografia, quadri) a tema:  MUGELLO

Sezione C1- Arti figurative (fotografia, quadri) a tema:  MUGELLO (under 18)

Sezione C2 – Arti figurative (fotografia, quadri) a tema libero

Sez D: Premio Cinema Mugello: video/cortometraggio riguardante il territorio Mugello.

(Fuori Concorso)

Premio Speciale alla Carriera: al Personaggio ha operato portando il nome del Mugello nel Mondo.

 

I testi presentati alla data di partecipazione al concorso devono essere INEDITI. Gratuito per tutti coloro che non abbiano compiuto alla data di scadenza il diciottesimo anno di età.

2. Per le sezioni Poesia (A,A1,A2) si potrà partecipare inviando un unico testo poetico (in word/pdf) munito di titolo, che non dovrà superare i 35 versi di lunghezza (senza conteggiare le spaziature tra strofe).

  1. Per la sezione Racconto (B, B1, B2) si potrà partecipare inviando un unico testo narrativo (in word/pdf) munito di titolo che non dovrà superare le 4 cartelle editoriali (una cartella editoriale corrisponde a 1800 battute spazi inclusi quindi max 7200).
  2. Arte Figurativa (C, C1,C2): Fotografia, poster, quadro. Si potrà partecipare con 1 sola opera. Foto/poster: L’immagine sia della fotografia/quadro sarà da inviare in formato jpg in alta qualità (dimensioni minime 800×600 pixel, massime 1772×2362 pixel, risoluzione 300 dpi. Il file non deve essere superiore a 10 Mb). L’organizzazione provvederà a stampare in formati consoni gli elaborati che non saranno restituiti. Quadri: I quadri risultati meritevoli o vincitori, dovranno essere presenti il giorno della cerimonia, pena squalifica. Le opere inviate non saranno restituite, tranne i quadri portati in loco e ritirati personalmente o spediti a carico del destinatario.
  1. Per la Sezione D l’autore dovrà inviare via mail (we transefer) o su un supporto digitale (penna USB) un video attinente al tema e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte. Il video di minimo 30 sec. e Max 1minuto ed essere compatibile con la piattaforma di YouTube. I video saranno inseriti nel sito e nel canale YouTube della Associazione “Nuovi Occhi sul Mugello”.
  2. Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di:

– Gratuito per under 18

– 5€ soci associati nell’anno 2015-2016
– 10 € per partecipare ad un’unica sezione
– 15 € per partecipare a due sezioni
– 20 € per partecipare a tre sezioni
– 25 € per partecipare a tutte le sezioni

      Il pagamento dovrà avvenire secondo una delle modalità descritte al punto 8 del presente bando.

7. Il partecipante dovrà inviare il testo che propone al concorso rigorosamente anonime, assieme alla ricevuta del pagamento e la scheda contenente i propri dati personali per via email in formato word/pdf entro e non oltre la scadenza del 29 febbraio 2016 all’indirizzo mail premio@nuoviocchisulmugello.it. Parte dei proventi sarà destinata in beneficienza per sostenere situazioni in difficoltà sul territorio (come da statuto). Questo anno parte dei proventi saranno destinati al Fondo di Solidarietà istituito dalla Consulta della Associazioni di Marradi (Pres. Luciano Neri).

 8. Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:

  • Bonifico bancario: IBAN IT84K0760102800001023773912 – Intestato a: NUOVI OCCHI SUL MUGELLO Causale – Concorso III Premio Internazionale Letterario e d’Arte “NuoviOcchiSulMugello”
  • Bollettino Postale cc n° 1023773912 Intestato a: NUOVI OCCHI SUL MUGELLO Causale– Concorso III Premio Internazionale Letterario e d’Arte “NuoviOcchiSulMugello”
  • Postepay Nr. 4023600654701772 Intestato a: LATINI SERENA C.F. LTNSRN78S67D612K
  • Paypal info@nuoviocchisulmugello.it

Alla ricezione dei materiali verrà inviata una mail di conferma alla mail indicata nella scheda dei dati.

 9. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.

10. La Commissione di giuria è composta dal Presidente dell’Associazione Serena Latini, dal presidente del Premio Annamaria Pecoraro, dal Presidente di Giuria Gianni Calamassi e da esponenti del panorama culturale, letterario regionale e nazionale. La commissione generale dei giurati sarà resa pubblica prima della Cerimonia di premiazione. Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile ed i partecipanti, presentando la richiesta di iscrizione, lo accettano automaticamente.

11. I Premi saranno stabiliti come di seguito indicato.

Sezioni A, B,C:  1° premio: targa, diploma con motivazione della giuria, pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa e 100€; 2° premio: targa, diploma con motivazione della giuria, pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa e 50€, 3° premio: targa e diploma con motivazione della giuria pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa e libri.
Sezione  A2, B2, C2: 1° premio: targa, diploma con motivazione della giuria e proposta di Proposta di pubblicazione con Ed. N.O.S.M.  con 30 copie omaggio, Diploma con motivazione della Giuria pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa, pranzo/cena per due persone caratteristica o prodotti tipici locali; 2° premio: targa, diploma con motivazione della giuria, pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa ,  prodotti tipici locali, 3° premio: targa e diploma con motivazione della giuria, pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa + prodotti tipici locali.

Under 18 (A1,B1,C1): Saranno premiati i primi 3 con medaglie (oro, argento, bronzo)+ Diploma con motivazione  della Giuria + pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa.

Sez. D Premio Cinema Mugello: premiati i primi 3 classificati con targa o coppa e diploma con motivazione della giuria pubblicazione in antologia e 1 copia gratuita della stessa.

Premio alla Carriera: Premio Speciale istituito per premiare il Personaggio che ha contribuito a portare con la sua opera il nome del Mugello nel Mondo.

MERITEVOLI:  Diploma di merito + coppa.  SEGNALATI: pubblicazione in antologia.

 12. I Soci Fondatori in accordo con la Giuria procederanno ad attribuire il Premio alla Carriera, Menzioni d’Onore e Segnalazioni a vario titolo saranno a discrezione del proprio attento giudizio. Per tutti i partecipanti (ove richiesto), è garantito attestato di partecipazione on line.

  1. I premiati saranno contatti a mezzo mail e telefonico ai riferimenti che gli stessi avranno fornito al momento della partecipazione nella relativa scheda con i dati personali.
  1. La cerimonia di premiazione si terrà a domenica 15 Maggio 2016 ore 15:30 nel prestigioso “Salone dei Tendaggi” di Palazzo dei Vicari – Scarperia – San Piero (FI).
  2. I vincitori (primi tre premi) di ogni sezione dovranno necessariamente presenziare all’evento o delegare. L’eventuale invio al proprio domicilio, a carico del destinatario, va concordato preventivamente, pena perdita privilegio. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, il premio (Targa e diploma) potrà essere spedito a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dall’Associazione per future edizioni del Premio.
  3. Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà dotato di regolare codice ISBN e che sarà presentato nel corso della premiazione.
  4.  L’Associazione “Nuovi Occhi Sul Mugello” destinerà parte dei proventi derivanti dalle partecipazioni al concorso in opere per combattere il disagio sociale e la povertà, cercando di dare una risposta ai bisogni essenziali delle persone e delle famiglie, funzionali allo sviluppo dell’attività istituzionale di solidarietà sociale, nei limiti consentiti dal D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 e successive modificazioni ed integrazioni. (come da Statuto). Questo anno parte dei proventi saranno destinati al Fondo di Solidarietà istituito dalla Consulta della Associazioni di Marradi (Pres. Luciano Neri).
  5. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando. Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano a pubblicare le proprie opere sull’antologia, rinunciando, già dal momento in cui partecipano al concorso, a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore ma conservano la paternità delle proprie opere. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Si garantisce che questi saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e nell’ambito delle iniziative promosse dalla Ass.Art.Cult. “NuoviOcchiSulMugello” per la legge 675 del 31/12/96 e D.L. 196/03.

SERENA LATINI – Presidente Ass. Nuovi Occhi sul Mugello
ANNAMARIA PECORARO – Presidente del Premio
GIANNI CALAMASSI – Presidente di Giuria

Tutte le info e il bando sono consultabili:

Pagina FB: https://www.facebook.com/nuoviocchisulmugello

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1686620644903033/

mail:    premio@nuoviocchisulmugello.it

sito:    www.nuoviocchisulmugello.it –         www.deliriprogressivi.com

III^ Premio Internazionale Letterario e d’Arte “NuoviOcchiSulMugello”

Scheda di Partecipazione

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura per posta elettronica premio@nuoviochisulmugello.it

 Entro e non oltre le 24.00 del  29/02/2016

Nome/Cognome _________________________________________________________________________________

Nato/a ___________________________________________ il___________________________________________
Residente in via _________________________________________________________

Città___________________________ Cap __________________ Prov. _____________________
Tel._____________________________________________Cell.____________________________________E-mail ________________________________________________

Sito _____________________________________

Partecipo alla sezione (vidimare):

□ SEZ. A (Poesia a tema)      □ SEZ. A1 (Poesia a tema under 18)      □ SEZ. A2  (Poesia)      □ SEZ. D (video) 

□ SEZ. B (Racconto a tema)  □ SEZ. B1 (Racconto a tema under 18)  □ SEZ. B2  (Racconto) 

□ SEZ. C (Arte Fig. a tema)   □ SEZ. C1 (Arte Fig. a tema under 18)   □ SEZ. C2 (Arte Fig.)

con il testo/opera  intitolato/e:

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Data_____________________ Firma __________________________

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.

Data________________ Firma ____________________

Firma ________________________________

(genitore o chi detiene le veci se minorenne)

[firma sostituita mezzo stampa]

Lucia Bonanni su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

LA CUCINA ARANCIONE di LORENZO SPURIO

Recensione di LUCIA BONANNI

 

cover_frontArancione: né rosso, né giallo.

Arancione: un miscuglio di rosso e di giallo

Rosso il colore della passione. Giallo il colore della follia.

I colori sono la manifestazione dell’energia e l’arcobaleno rappresenta sia il flusso di energia della terra sia quello del corpo umano. Nell’arcobaleno umano esistono colori fisici e chimici, equilibrio, cromatismo, mescolanza, fissazione, trasmissione.

Nella teoria sull’uso del colore Kandinskij dice che il colore può avere effetti sullo spettatore: un “effetto fisico”, basato su sensazioni momentanee, e un “aspetto psichico”, dovuto alla vibrazione che tocca le corde dell’interiorità. Sempre secondo il pittore, l’energia del giallo è prorompente, irrazionale e indica eccitazione mentre l’energia del rosso è consapevole e può essere incanalata.

A sua volta l’arancione esprime energia, movimento e più è vicino al giallo e più è superficiale.

Nella logica delle cinque W che riguardano la narrazione, nel who dei racconti di Spurio, oltre ai vari personaggi, può essere annoverato anche  il colore nelle sue allusive accezioni e simbologie e figure di significato: l’arancione della cucina, il nero dei capelli e dell’abbigliamento di Stella, l’ocra del cappotto della vecchia, il blu del desktop del computer, il carminio del rossetto, il bluette dei fili elettrici, quello del muro scrostato che l’autore lascia solo immaginare, il rosa acceso della casa al mare, il giallo della camicia dell’uomo di colore, il bouquet di fiori blu e gialli, quello dei vetri rotti della bottiglia, la tonalità “abbaiante” dei capelli e della carnagione del bambino…
Come afferma il personaggio principale del racconto “L’alfabeto numerico”,”La vita è un’espressione algebrica che può essere risolta in varie maniere”. Ma dico io!come si fa a vivere in una cucina arancione! In un ambiente dove, anche per gli arredi, non esiste altro colore, se non quello  enunciato e la gamba stecchita del tavolo non serve soltanto a sostenere il piano su cui si appoggia un vassoio con la zuccheriera e una tazzina da caffè, di color arancione, naturalmente!

Secondo J. Lacan l’inconscio è strutturato come un linguaggio; esso è una combinatoria di elementi discreti. La struttura di tale linguaggio emerge nelle funzioni dell’inconscio e, se manca un significante, allora il linguaggio divine espressione di trauma in quanto il linguaggio dell’inconscio si svolge su due assi: l’asse della sincronia che è quello della metafora, e l’asse della diacronia che è quello della metonimia. Esistono quindi vari registri: reale, simbolico, immaginario come esistono lo stadio dello specchio e quello simbolico.

“La cucina arancione” non è altro che un grande contenitore, uno scatolone in cui sono riposti tutti i disagi dell’affettività in relazione a comportamenti devianti, ansie, paranoie, allucinazioni, ossessioni, alienazioni, fissazioni, perversioni, manie, che i personaggi come le persone incontrano nel loro essere tali. Come afferma G. Bufalino, “Molti diventano personaggi perché non sanno essere persone” e i personaggi di Spurio sono persone reali e incarnano quella realtà che si dimostra la più abile dei nemici con i suoi attacchi inattesi e sorprendenti dove anche  “Il diavolo è un ottimista, se pensa di peggiorare gli uomini”.  

La sessualità è energia che si esprime sotto forma di pensiero, di movimento, di sentimento, di passione perché “C’è qualcosa di profondo e terribile nelle potenzialità della sessualità che costringe la società a tenerla separata dalle altre sfere in quanto sembra ed è puro gioco, ma scatena razioni che si svolgono sul registro del tutto e del nulla, della vita e della morte. Anche un semplice sguardo può mettere in moto desideri sfrenati, amore, odio, vendetta” ( F. Alberoni).

La women in dark, e forse avrebbe fatto meglio ad essere una women in red, “eccentrica, non particolarmente bella”, dallo sguardo smorto e le labbra tinte di carminio, se ne va in giro con un paio di scarpe così fuori tempo da risultare desuete anche nella vetrina di un punk o di un metallaro. E poi quel nome a richiamare brillantezza e fissità, persino affidabile ed attraente, una vera calamita come le sue forme arrotondate, si rivela un ossimoro col suo modo di essere. L’ingenuo avventore la crede la “Morte in persona” mentre al bancone del bar già chiede un “generoso rabbocco” non  solo di Jim Beam, il suo whisky preferito, insieme ad atteggiamenti ambigui e   parole frammentate.

“La fascinazione è sempre un invito e un rifiuto, in definitiva una sfida. Per questo (il personaggio) ha un effetto conturbante, inquietante, perché fa intravedere una modalità di esistenza beata” ( F. Alberoni). Ed anche quella volta la foga di Stella aveva avuto la meglio come pure il colore arancione. “È stata colpa dell’arancione della cucina”. Si scusò l’uomo, quando Stella gli disse che doveva andarsene da casa perché  come il suo primo marito “aveva superato i limiti della violenza”. Il poveretto, oltre alle sbronze,  le lasciò  i quadri, l’assegno di mantenimento, i soldi ricavati dalla vendita della casa, come risarcimento per quella carenza di stile e di gusto che l’aveva condotto alla violenza. Prese a fare il barbone e non fece alcun reclamo perché era certo che lei l’avrebbe denunciato per stupro. (dal racconto La cucina arancione).

La numerologia è una scienza esatta. Ogni numero ha un significato ben definito. E come il sette, somma del tre e del quattro, diviene tratto d’unione tra la Terra e il Cielo, il ventisei identificava una vecchia. Anche la smorfia napoletana parlava chiaro. Occorreva giocare subito quel numero a lotto! “… il coltello nella mano destra. Glielo infilai più volte nel petto. La lama entrò dentro come quando si taglia un formaggio molle”.  L’ossessione onirica si era trasformata in delitto, ma il protagonista del sogno piombò nel più cupo sconforto allorché si rese conto che si era soltanto illuso di averla uccisa e di essersi finalmente liberato di quegli incubi che lo  tormentavano. Quando si avvicinò al portone di casa ebbe soltanto il tempo di “vedere (la) moglie dietro la finestra che piangeva e singhiozzava.” (da racconto La vecchia col cappotto ocra).

“Crescendo e imparando a conoscere anche la famiglia di qualche sua amica, aveva capito che non erano le famiglie degli altri ad essere strane o preoccupanti, ma era la sua che non si uniformava alla Normalità. La povera Mariastella “allora cominciò a vergognarsi” e “saltuariamente le (sue) emicranie si presentavano con dei dolori lancinanti” e “pesante senso di vertigine. “Il grande armadio si stava spostando verso di lei, baldanzoso, con le ante aperte e ciondolanti per fagocitarla”. Ancora una volta vaneggiava e  sperimentava una “realtà distorta, irreale, frutto di un’alterazione psichica”.

A Michele non piaceva “sporcarsi le mani”. Lui  “era il dio del computer”. “All’aspetto non era brutto… era da escludere che avesse una relazione seria con una donna… e varie volte aveva preso delle  ferie abbastanza lunghe per andare in vacanza in sud America…”. “ Michele accese il computer e sorrise al bambino che si era seduto sulla poltrona per vedere la tv. Mentre era impegnato a diagnosticare il problema del computer, gettava sguardi interessati verso il bambino e… fu in grado di vederlo sotto un’altra prospettiva”Quando gli agenti suonarono alla porta per arrestarlo” pensò che “la gravità dell’episodio non stava in ciò che aveva commesso, ma nel suo dover  fare a meno del  pc”. Quando gli fu chiesto cosa avesse fatto al bambino,  rispose semplicemente che “doveva installare un software di base”. ( dal racconto Software di base).

E se nell’espressione poetica Spurio va dritto al cuore di chi legge, offrendo come sunto una forma didascalica come chiave di lettura del componimento, nell’espressione narrativa lo spiazza del tutto, lo disorienta e lo lascia persino dubbioso con i possibili significati di senso, lasciati all’ultima riga del racconto. Il metodo usato è sempre lo stesso: mostrare ciò che in effetti non è e sorprendere con ciò che in effetti è. Oppure disseminare indizi, ravvisabili anche negli stralci d’autore, tra cui I. McEwan, D. Campana, J. Josè Millás, C.M. Pemán, G. García Marquéz,   inseriti nella prima pagina del racconto,  per sorprendere e lasciare nel lettore anche un senso di incalzante smarrimento di fronte ad avvenimenti che talvolta destano stupore,  sdegno  e raccapriccio. “Quegli agenti erano stai una benedizione, tutto sommato”, “Ora la zia aveva una vita rovinata”, “L’indomani se ne andò a comparare un altro manichino”, “telefonai al sarto dicendogli di non dimezzare più gli altri indumenti”, Di sicuro anche lui è un fedele compagno di Alex Portnoy”.

Un libro di non facile lettura, quello di Spurio, considerando i dinamismi della personalità, il rapporto che essi hanno  in rapporto al modo con cui l’individuo si relaziona con il mondo, permettendo, se pur in forma narrativa,  un’analisi comparativa di casi clinici in cui si notano cambiamenti evidenti di comportamento rispetto ai così detti comportamenti “normali”.

Non c’è nulla di magico o di divinatorio nei racconti di Spurio. Solo realtà. Realtà cruda, realtà di personaggi che sono persone e come persone soffrono quel “male di vivere” che spesso sfocia in patologie conclamate, conflitti e devianze, del tutto avversi alla vita  e alla sua stessa natura.

Non c’è nulla di magico… solo un’approfondita conoscenza da parte dell’autore, non solo per quanto concerne i generi letterari, ma anche per quelle che sono le scuole psicologiche come la Gestalt ed altre per cui il testo “La cucina arancione”, oltre che letterario può essere considerato un vero e proprio saggio narrativo. 

Ad maiora

Lucia Bonanni

 

San Piero a Sieve, 10/11/14

Ilaria Celestini sulla scrittura di Susanna Polimanti

Susanna Polimanti narratrice dell’anima

 A CURA DI ILARIA CELESTINI 

 

 

Susanna Polimanti, nata a Foligno e residente a Cupra Marittima, nelle Marche, oltre a essere un’esperta traduttrice e una fine esegeta di testi letterari, membro di giuria in svariati e prestigiosi concorsi, è una narratrice sui generis, che privilegia l’essere all’apparire, con un uso moderato del linguaggio, fatto di frasi brevi, senza ricerca di effetti speciali con cui stupire il lettore, senza inutili orpelli, molto riservata e al tempo stesso incisiva.

Lo si evince dalla lettura dei suoi due testi più recenti, Lettere mai lette (2010) e Penne d’aquila (2011) (entrambi editi da Kimerik, Patti – Me)

Testi molto diversi tra loro eppure complementari sul piano ideale.

Nel primo, una raccolta epistolare le cui missive non sono mai giunte ai destinatari, non vi è una trama, così come non ci sono personaggi fissi o intrecci.

C’è la voce narrante dell’autrice, che racconta in modo garbato vicissitudini, vita quotidiana, aspettative deluse, doni offerti generosamente senza chiedere contraccambio, tenerezza e amore, anche per le creature più semplici, come un cane, presenza umile ma preziosa che arricchisce l’anima.

downloadE tanto basta per coinvolgere il lettore, senza nessuna affettazione, senza pose intellettualistiche, solo con la forza espositiva di una mente lucida sorretta da un cuore che sa commuoversi, e di conseguenza è in grado di suscitare emozioni profonde.

Il secondo testo potrebbe essere ascrivibile al genere del romanzo di formazione, e sarebbe facile citare l’Emilio di Rousseau o altri analoghi, ma quello che preme alla narratrice sembra il desiderio di farsi voce dell’anima, un’anima che compie la propria maturazione a poco a poco, attraverso dolori e disillusioni cocenti, ma sempre affrontate con dignità, eleganza e pudore.

Susanna è affabulatrice elegante e discreta; conduce per mano il lettore nei segreti teneri e commuoventi di una ragazza di buona famiglia, amata e protetta, ma al tempo stesso autonoma, emancipata, capace d’iniziativa.

Ci s’innamora di Virginia, come personaggio, perché è facile riconoscersi nei suoi pudori, nella sua innocenza, nei suoi slanci e soprattutto nella sua generosità.

E’ un’anima giovane, si è detto, eppure sa amare. Profondamente.

Il suo è un sogno d’amore casto e ardente insieme, che persiste e si evolve nel tempo, e possiede una personalità ricca di sfumature, dietro un’apparenza semplice, da ragazza della porta accanto.

Estremamente attuali sono anche le delusioni, sentimentali ma anche professionali, della protagonista, che sono quelle tipiche di chi ha una cultura umanistica e deve fare i conti con le esigenze del mercato.

Sorprendente è però il messaggio di fondo, che giunge in una modalità inconsueta e insperata: tutti i singoli passi del percorso esistenziale servono, anche quelli che in apparenza sono più ostici, si rivelano e si spiegano in una visione superiore che li ricompone e li colma di significato.

Un messaggio di speranza, utile ai giovani di oggi e alle persone in cerca di risposte sui fini ultimi della vita, a tutte le età.

 

 

                            Ilaria Celestini

 

Brescia, 8 settembre 2014