Inchiesta sulla poesia. Forme, contaminazioni e codici linguistici, tra atrofia della critica e pressappochismo versificatorio

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[scadenza per compilazione e invio: 29/02/2020]

Sulla scorta di alcune recenti letture e approfondimenti sulla letteratura italiana contemporanea, con particolare attenzione alla poesia, mi è sembrata buona cosa, in chiusura di questo anno, proporre, mediante un format online di semplice uso (collegandosi a questo link), un sondaggio rivolto ai poeti italiani con l’idea di sentire le proprie opinioni e considerazioni su una serie di aspetti importanti della poesia odierna.

Alcune considerazioni sullo stato attuale della poesia, esposte dalla poetessa e critico letterario Rosa Giangoia, possono essere utili a evidenziare la situazione odierna: «La poesia sembra vivere un momento molto particolare, caratterizzato da contraddizioni. Da un lato, infatti, la produzione di testi poetici è molto ampia e diffusa ad opera di una miriade di autori, di cultura diversa e di orientamento di pensiero vario e diversificato, che producono testi quasi a getto continuo. Per lo più sono anche attivissimi in rete, in siti specialistici e in gruppi dedicati sui social, in cui postano con frequenza loro testi, che raramente vengono discussi con argomentazioni e valutazioni critiche, ma di solito sono fatti oggetto di elogi da parte di lettori sulla base di consonanza e spontaneismo.  […] Si assiste in molti casi a uno svilimento dell’attività poetica, sovente frutto di spontaneismo e di improvvisazione, con la conseguenza di una produzione sciatta, banale, ripetitiva, scarsamente originale, all’insegna dell’emotività e del sentimentalismo».[1]

Partendo dall’assunto che «La letteratura è dappertutto»[2], come sostenuto da Giulio Ferroni in una recente pubblicazione, nel sondaggio ci si è posti lo stratificato e mutabile universo poetico come elemento d’indagine da una serie di punti di vista differenti. Il sondaggio si costituisce di ventuno domande pensate come possibili input, tracce da poter investigare in maniera libera, senza un particolare limite di estensione in relazione ad aspetti quali la poesia civile[3], l’importanza della musicalità e della componente orale della poesia con annesse domande in relazione alla lingua e alla traduzione, ma anche al dialetto.

Ricorrendo sempre a Ferroni che sostiene che «in ogni modo non sembra più possibile delimitare la letterarietà in un campo specifico, che escluda il vario irrompere delle ibridazioni a cui la parola scritta viene sottoposta», ci si è posti, per converso, anche la questione – che reputo nevralgica – del rapporto tra poesia e altri codici espressivi, vale a dire le contaminazioni e le rappresentazioni multidisciplinari, le applicazioni che nel suo infinito contenitore di temi e approcci può abbracciare.

Vengono altresì poste domande, per fini statistici che permettano di argomentare i dati che saranno raccolti, in merito ad aspetti più personali del proprio legame con la poesia (età nella quale si è cominciato a produrre, numero di libri prodotti, numeri di libri letti al mese) che possono fornire indicazioni rilevanti per una considerazione tout court sulla poesia contemporanea. Il progetto, che non ha previsto nessuna data di scadenza quale termine per poter completare le domande del sondaggio, ha la volontà di raccogliere un congruo numero di materiali, in risposta, in riferimento ai vari quesiti che possano, in una seconda fase, essere letti, comparati e forniti in maniera esatta e dai quali poter trarre, eventualmente, delle considerazioni più circostanziate.

La rivista fiorentina L’area di Broca (ex Salvo imprevisti), diretta dalla poetessa Mariella Bettarini, ha dedicato nei mesi scorsi uno dei suoi numeri proprio a fare il punto sulla poesia contemporanea proponendo quesiti importanti sulla funzione e la rilevanza nella nostra società della poesia, di come essa sia cambiata nel corso degli ultimi decenni e ponendo particolare attenzione alle nuove forme poetiche che traggono sostentamento soprattutto dall’oralità e dalla virtualità. Un compendio molto interessante con gli interventi, tra gli altri, di Mariella Bettarini, Maria Grazia Calandrone, Maurizio Cucchi, Caterina Davinio, Roberto Deidier, Luigi Fontanella, Marco Giovenale, Giuliano Ladolfi, Mia Lecomte, Giorgio Linguaglossa, Elio Pecora, Evaristo Seghetta Andreoli, Adam Vaccaro, Luciano Valentini e il sottoscritto che è stato edito in forma sintetica sul n°106-107 (luglio 2017-giugno 2018) della rivista cartacea (disponibile anche in formato digitale, scaricabile in PDF dal relativo sito) e in forma integrale, nella completezza dei vari interventi, in un volume edito da Porto Seguro Editore di Firenze nel 2019.

L’aspetto che credo sia rilevante, o comunque che deve essere rimarcato, è che tale sondaggio, pur aperto liberamente a tutti, è stato espressamente pensato e voluto per essere rivolto direttamente ai poeti. Ha come finalità proprio quella di sentire cosano pensano i poeti – coloro che la poesia la producono e non solo la leggono – di questo genere, degli approcci e delle forme, nonché delle nuove modalità espressive, come la pratica diffusa del reading e della performance, come quella del poetry slam che sempre genera pareri molto discordanti.

Lello Voce, considerata l’anima centrale di questa espressione poetica creata da Marc Kelly Smith, sostiene che «Lo slam è un atto radicalmente politico: non solo perché riporta il poeta nella polis, ma perché rivendica il nostro diritto di essere ancora proprietari della lingua con la quale parliamo, con la quale amiamo e odiamo, con la quale gioiamo e soffriamo, con la quale accettiamo quell’altro che ci sta di fronte e occupa uno spazio che, se non ci fosse lui, potrebbe essere nostro, ma che, se lui non c’è, non avrebbe alcun senso di essere».[4] Il poeta e performer Dome Bulfaro, presidente della Lega Italiana Poetry Slam, ha raccolto una serie di scritti, opinioni di poeti e testimonianze – che danno voce a entrambi i sostenitori e i detrattori di questo fenomeno – nel ricco testo Guida liquida al poetry slam. La rivincita della poesia (2016) che dovrebbe sicuramente esser letto per avere un approfondimento su ogni aspetto di questa poesia empatica che si fa viva e prende corpo proprio nella sua forma di spoken language.[5]

In relazione alla dimensione orale della poesia è rilevante ricordare il progetto ideato e curato da Giovanna Iorio in collaborazione con Alan Bates nato un anno fa circa con la volontà di creare una grande enciclopedia di poesia vocale, la Poetry Sound Library (PSL).[6] Un’antologia della voce dove ciascun autore, che viene localizzato sulla mappa del globo e del quale si forniscono note bio-bibliografiche, dà lettura, nella sua lingua, a un componimento poetico. Il progetto, al quale da subito hanno aderito poeti da ogni parte del mondo, si è ben presto interessato anche alla poesia dialettale e dar voce anche agli autori scomparsi. L’iniziativa, che è stata presentata in un evento dedicato al Museo Macro Asilo di Roma il 14 aprile 2019 dal titolo “Riflessioni sulla voce”[7], nasce dalla volontà, strenuamente difesa dall’ideatrice Giovanna Iorio, di «preservare la voce, tornare alla purezza del suono, togliere il fruscio della carta delle parole, risvegliare i suoni primordiali del vento, restituire alla poesia la potenza della voce».[8] Essa contempla, a dicembre 2019, le voci di un totale di 1112 poeti viventi e decine di poeti del passato. Nella prefazione del volume pubblicato a seguito della presentazione ufficiale del PSL l’ideatrice Giovanna Iorio così ha annotato: «La Poetry Sound Library (abbrev. PSL) non è un altro archivio sonoro ma la prima mappa mondiale delle voci poetiche. […] è soprattutto un’utopia, un paese ideale solo per i poeti, un «luogo che non esiste», il «non» «luogo» οὐ τό̟ος di Tommaso Moro. Come ogni utopia anche la PSL aspira alla formulazione di un assetto poetico che non trova ancora riscontro nella realtà e che qui viene proposto come ideale e come modello; è utopia anche nel senso limitativo del termine, perché aspira a un modello non realizzabile, astratto, ma nel far questo sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale. […] La PSL ha creato un pianeta silenzioso per ascoltare la voce dell’altro. Può contenere, e di fatto contiene, gli archivi di tutto il mondo e i poeti di ogni epoca e luogo. Proprio come un nuovo mondo, sogna di ospitare tutte le voci poetiche e per questo è un progetto che non verrà mai completato, può solo desiderare di essere portato a termine. Grazie agli strumenti della mappa, i poeti più importanti del passato emergono dagli archivi e tornano vivi, nella città e nei luoghi dove hanno vissuto e operato. […] Si percepisce, esplorando la mappa, che esiste una sola voce, la Voce della Poesia, polifonica e dirompente se la si ascolta in un nuovo modo e senza gerarchie, limiti spaziali o temporali. […] La PSL fa di-vertire e cambiando direzione si tracciano nuove geografie. I percorsi sonori sulla mappa invitano ad esplorare questo mare ignoto della poesia sonora. Emoziona ascoltare le voci nelle lingue di tutto il mondo, senza la rassicurante presenza di una traduzione. L’ascolto va al di là della comprensione del senso delle parole».[9]

Sui rapporti tra scienza e poesia, oggetto di analisi di uno dei quesiti, mi viene da segnalare alcuni recenti progetti che hanno parlato di questo. In una recente recensione di Rosa Elisa Giangoia dal titolo “La poesia della matematica”, apparsa sulla rivista Xenia dove, si parla del volume Duet of Formula (2016) di Laura Garavaglia e Mariko Sumikura e si legge: «Quello che le liriche raccolte vogliono evidenziare è che tanto la matematica quanto la poesia indagano gli aspetti problematici della realtà come l’inizio, la fine, la vita, la morte, avendo come obiettivo un oltre indefinito, anche perché entrambe investigano il dilemma dell’infinito, dell’incommensurabile, dentro e fuori l’uomo e la realtà».[10] Va anche segnalato il pamphlet di Roberto Maggiani, edito in formato e-book da La Recherche, ricco di citazioni e riferimenti, dal titolo Poesia e scienza: una relazione necessaria? (2019) dove il tema nevralgico delle interrelazioni e intersezioni tra i due campi vengono presi in considerazione con acume da vari punti di vista. Eugenio Nastasi nella sua “Breve riflessione” che chiude questa dissertazione osserva: «Se è vero che la fisica quantistica “cerca di spiegare quello che accade a una particella prima che entri in gioco l’osservatore”, lo stesso procedimento può essere esteso all’ologramma poetico prima di concretizzarsi, nella mente del poeta, in sintagma del poiein. In qualche modo, voglio dire, come nell’universo della fisica quantistica “la realtà esiste solo nel mondo dei numeri immaginari”, gli elementi dell’atto creativo poetico o similari, fluttuano in un “loro” mondo, complementare o speculare a quello dell’osservatore-poeta, fino a quando viene assorbito e reso accessibile dalla “cernita” che ne fa il poeta».[11] Sui rapporti tra poesia e astrofisica mi sento di fare senz’altro il nome del poeta Corrado Calabrò che con Quinta dimensione (2018) ha spalancato le porte della poesia a una dimensione altra, che s’interroga sull’uomo e ammicca alla scienza e ai suoi traguardi.[12]

Ferroni segnala che la «pluralità delle esperienze, dà luogo a una frantumazione degli spazi e dei livelli, con un’articolazione di nicchie e strati che tendono a chiudersi in se stessi, spesso tra loro impermeabili» ed è, in questa atrofia poetica e iperproduzione libraria, il rischio che maggiormente si paventa e che dovrebbe essere, se non allontanato del tutto, senz’altro reso il meno invasivo possibile tenendo a mente un aforisma di Carl Sandburg che recita: «La poesia è l’apertura e la chiusura di una porta che lascia chi vi guarda attraverso a fare congetture su ciò che ha visto per un istante».[13]

Non solo attenzione verso il poeta in quanto fautore della creazione e custode di sapienza (finanche affabulatore, quando non stratega e utilizzatore di codici avulsi dalla praticità spicciola della vita) ma anche verso il critico la cui funzione, negli ultimi anni, sembra essersi un po’ svuotata o semplicemente dissipata in questa variegata schiera di tuttologi e di informatori che fanno cronaca e spesso travalicano la critica propriamente detta, agghindata di indecorose banalità o gossip senz’altro a latere l’oggetto libro. Colui che si colloca in mezzo tra l’autore e il pubblico, una volta inteso come interprete del testo e per questo spesso associato a una sapere tecnico, accademico e pedante, quale estrattore di significati nascosti. Semmai un commentatore in grado di contestualizzare contenuti, analizzare forme, ampliando aspetti, trovando rimandi, ascoltando echi, sapendo cogliere la centralità delle immagini, le correlazioni spesso non così manifeste, ma plausibili secondo un dato tipo di avvicinamento al testo. Citando ancora Ferroni, che molto si è espresso sull’argomento, e in maniera quanto mai chiara, non ci si può non riconoscere nelle sue parole: «Tuttologia e specialismo sono spesso fuorviati dall’ostentazione di sicurezza dell’interprete, dalla pretesa di dire a tutti i costi qualcosa di nuovo e dall’ossessione dell’iperinterpretazione, dal voler far prova di saperne di più di ciò che il testo contiene».

Nel corso del sondaggio si forniscono anche domande atte a chiedere gli autori – sempre in fatto di poesia – tanto italiani che stranieri che si reputano, per ragioni proprie, i più importanti per la poesia, che vanno senz’altro letti e studiati e tenuti a mente. Questo consentirà di poter avere dati attendibili in merito alla poesia che realmente si legge (e dunque si ama) che non ha da essere valutata meramente con ciò che nelle librerie viene comprato, spesso in maniera semplicistica, sulla scorta di una suggestione avuta magari dalla semplice copertina o da un lontano consiglio di qualcuno che non di rado non ha come epilogo che quello di lasciar depositare polvere su quel libro acquistato.

Ed è per questa ragione che vengono proposte nel sondaggio anche due domande che reputo lungimiranti e necessarie al contempo, che guardano ciascuna in una direzione precisa: una al passato e l’altra al futuro. La prima di esse, infatti, ha a che vedere con quali autori, se si ritiene che ve ne siano, sembrano essere i grandi assenti, palesemente dimenticati e tralasciati a dispetto della loro importante opera letteraria (complici magari la disattenzione di critici, l’inadempienza di familiari che potrebbero meglio curare l’eredita letteraria, nel caso di autori passati a miglior vita, e soprattutto il palese disinteresse delle major editoriali che puntano altrove, verso il facile guadagno). L’altro quesito, invece, tende a chiedere quali poeti – più o meno giovani – della scena odierna meriterebbero una conoscenza, diffusione maggiore, vale a dire quali esponenti che, causa della marginalità insita della poesia e – di nuovo – del poco interesse editoriale, non godono di quella fama che, effettivamente, meriterebbero.

Si tratta, in qualche modo, di poter comprendere meglio alcuni dei tanti tracciati che la poesia nel corso del tempo, con esiti vari, ha scritto e percorso, vicoli bui e strade per lo più asfaltate, passaggi ampi e cunicoli leggermente impraticabili, a rappresentare i tanti percorsi dei poeti che, anche grazie a un sistema di rimandi, citazioni e di un universo intertestuale, sono interconnessi tra loro, che si vivificano a vicenda, colloquiando tra età e spazi diversi. Intertesto che è rimando ma anche polifonia interpretativa come osservato dalla poetessa Erika Burkart in alcuni suoi versi: «Un frammento vien letto/ da ciascuna epoca in modo diverso,/ dentro vi proiettiamo l’attualità,/ spieghiamo, aggiungiamo e combiniamo,/ scopriamo; sui bordi estremi,/ nei più profondi interstizi/ prolifera un che di vago e di sinistro,/ che fa paura e intriga».[14]

Questo sondaggio, in ultima battuta, è un mezzo per interrogare i tanti poeti sulla loro arte; anche perché, come Ferroni propone e incalza, la critica possa resistere mediante un mezzo efficace che gli consenta di «interrogare i linguaggi» dal momento che «L’impegno interpretativo non può disporre di nessuna sicurezza, ma può fare affidamento sulla continuità di un leggere e di un interrogare». Affinché si possano aggiungere tante valide pagine a quella millennium poetry che, come Magrelli ha sottotitolato, non è che un viaggio sentimentale nella poesia italiana.

 

Link diretto all’Inchiesta sulla poesia

 

 

Riferimenti

AA.VV., L’area di Broca. Poesia XXI. Il punto sulla poesia contemporanea, Porto Seguro, Firenze, 2019.

AA.VV., Poetry Sound Library. Riflessioni sulla voce, e-book n°233, La Recherche, 2019.

Bulfaro Dome, Guida liquida al poetry slam. La rivincita della poesia, Agenzia X, Milano, 2016.

Burkart Erika, Poesie, Campanotto, Paisan di Piave, 2005.

Ferroni Giulio, La solitudine del critico. Leggere, riflettere, resistere, Salerno Editrice, Roma, 2019.

Garavaglia Laura, Sumikura Mariko, Duet of Formula, Japan Universal Poets Association, Kyoto, 2016.

Maggiani Roberto, Poesia e scienza: una relazione necessaria?, e-book, La Recherche, 2019.

Magrelli Valerio, Millennium poetry. Viaggio sentimentale nella poesia italiana, Il Mulino, Bologna, 2015.

Poesia, Crocetti, Milano, anno XXXII, novembre 2019, n°353.

Spurio Lorenzo, “La Quinta dimensione di Corrado Calabrò il poeta che strizza l’occhio alla scienza”, Blog Letteratura e Cultura, 18/08/2019, https://blogletteratura.com/2019/08/18/la-quinta-dimensione-di-corrado-calabro-il-poeta-che-strizza-locchio-alla-scienza-a-cura-di-lorenzo-spurio/

Xenia, Trimestrale di Letteratura e Cultura, AGF Edizioni, Genova, n°3, 2009.

 

 

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (2016) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016) e Sicilia: viaggio in versi (2019). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti brevi. Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, prevalentemente sulla letteratura straniera, tra cui il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018). Si è dedicato anche allo studio della poesia della sua regione pubblicando Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca al quale ha dedicato un ampio saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici. Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, fondata a marzo 2016, e Presidente di Giuria in vari concorsi di poesia, tra cui il Concorso di Poesia “Città di Porto Recanati – Premio Speciale Renato Pigliacampo”, il Premio Letterario “Città di Chieti” e il Premio Letterario Internazionale “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue” di Pasturo (LC); ha ideato e presiede il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” che ha sede a Jesi, giunto nel 2020 alla nona edizione. Su di lui si sono espressi, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo e Sandro Gros-Pietro.

 

[1] Xenia, Trimestrale di Letteratura e Cultura, AGF Edizioni, Genova, n°3, 2009, pp. 35-36.

[2] Giulio Ferroni, La solitudine del critico. Leggere, riflettere, resistere, Salerno Editrice, Roma, 2019. Tutte le citazioni di Ferroni sono tratte dal medesimo libro.

[3] A partire dall’amara e annichilente citazione (ma anche indirettamente propositiva per un impegno serio, costante e convinto) di Theodor Adorno che ebbe a dire «Scrivere una poesia dopo Aushwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie» si legga il breve articolo di Letizia Leone dal titolo “Quale poesia dopo lo scandalo insostenibile della Storia?” apparso sulla rivista romana Il Mangiaparole, anno 1, numero 4, ottobre-dicembre 2018.

[4] Dome Bulfaro, Guida liquida al poetry slam. La rivincita della poesia, Agenzia X, Milano, 2016.

[5] In relazione all’universo dello slam vorrei segnalare due interviste da me fatte a due poeti performer che, nelle loro rispettive zone, sono stati e sono promotori di poetry slam e hanno rivestito il ruolo del Maestro di Cerimonia: “Intervista al poeta e performer Max Ponte”, in Blog Letteratura e Cultura, 07/01/2018 (https://blogletteratura.com/2018/01/07/intervista-al-poeta-e-performer-max-ponte-a-cura-di-l-spurio/ );   “La poesia orale. Intervista alla poetessa aquilana Alessandra Prospero”, in Blog Letteratura e Cultura, 19/01/2018 (https://blogletteratura.com/2018/01/19/la-poesia-orale-intervista-alla-poetessa-aquilana-alessandra-prospero-a-cura-di-l-spurio/). Va, inoltre, osservato che Max Ponte è ideatore di una formula innovativa di gara poetica che può essere considerata di derivazione della poetry slam denominata “Angelico Certame” (https://angelicocertame.org/2016/09/06/regolamento/) che si disputa a Torino. S’iscrive in questo ambito di rivisitazione anche la Gara poetica itinerante nelle antiche terre picene “Ver Sacrum” (https://associazioneeuterpe.com/regolamento-2/), ideata dal sottoscritto assieme a Michela Tombi, organizzata dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi che ha toccato i maggiori centri della regione Marche nel corso del 2019 e ha avuto la sua finale del campionato a Cupramontana (AN) lo scorso 14/12/2019.

[6] Sito internet: https://poetrysoundlibrary.weebly.com/

[7] Gli atti di questo incontro sono raccolti in un numero monografico col medesimo titolo sulle edizioni online della rivista La Recherche, e-book n°233, 2019. Nel volume, a cura di Roberto Maggiani e Giuliano Brenna, dopo l’introduzione di Giovanna Iorio e la prefazione di Stefania Di Lino, figurano, tra gli altri, gli interventi di Lucianna Argentino, Michela Zanarella, Nadia Chiaverini, Anna Maria Curci, Annamaria Ferramosca, Maria Pia Quintavalla, Eugenia Serafini, Maurizio Soldini, Giuseppe Vetromile.

[8] Al fine di una maggiore diffusione e organizzazione del progetto, la fondatrice ha istituito degli Ambasciatori, una sorta di collaboratori diretti che, in prima linea, hanno sposato il progetto e si impegneranno a condividerlo ampiamente e diffonderne le potenzialità, soprattutto nella loro zona. Tra di essi Anna Maria Curci, Michael Rothenberg, Caterina Davinio, Cinzia Marulli, Michela Zanarella, Roberto Maggiani, Paolo Saggese, Giuseppe Vetromile, il sottoscritto e vari altri.

[9] AA.VV., Poetry Sound Library. Riflessioni sulla voce, e-book n°233, La Recherche, 2019.

[10] Xenia, Trimestrale di Letteratura e Cultura, AGF Edizioni, Genova, n°3, 2009, p. 80.

[11] Roberto Maggiani, Poesia e scienza: una relazione necessaria?, e-book, La Recherche, 2019.

[12] Una mia recensione al volume è stata pubblicata su Blog Letteratura e Cultura il 18 agosto 2019 ed è disponibile qui: https://blogletteratura.com/2019/08/18/la-quinta-dimensione-di-corrado-calabro-il-poeta-che-strizza-locchio-alla-scienza-a-cura-di-lorenzo-spurio/

[13] Poesia, Crocetti, Milano, anno XXXII, novembre 2019, n°353, p. 10.

[14] Erika Burkart, Poesie, Campanotto, Paisan di Piave, 2005.

 

NOTA- Il presente articolo, a firma di Lorenzo Spurio, e´ stato pubblicato in anteprima sul blog “Alla Volta di Leucade” del prof. Nazario Pardini in data 23-12-2019. E´ severamente vietato riprodurre, in forma integrale o parziale, i contenuti dell´articolo senza il permesso scritto da parte dell´autore.

Il 19 ottobre al S. Rocco (Senigallia) la nuova tappa della gara poetica nelle antiche terre picene “Ver Sacrum”

La nuova tappa con il “Ver Sacrum – Gara poetica nelle antiche terre picene”, progetto da noi ideato e che prevede una giuria popolare, dopo il recente appuntamento di Macerata tenutosi agli Antichi Forni, si terrà a Senigallia all’Auditorium San Rocco il 19 ottobre 2019.

I poeti risultati vincitori dei precedenti incontri sono Sabrina Galli di San Benedetto del Tronto, Francesca Costantini di Pesaro e Fulvia Foti di Macerata.
Per iscriversi e partecipare si rimanda al Regolamento consultabile e scaricabile a questo link: https://drive.google.com/open?id=1OIChmmR0_RqhCZNEzevKKhNZmkzPCKje

Info:
www.associazioneeuterpe.com
ass.culturale.euterpe@gmail.com
Tel. 327 5914963

 

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A Urbino il 08/06/19 la seconda tappa del “VER SACRUM – gara poetica itinerante nelle antiche terre picene”

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi è lieta di invitare poeti interessati e pubblico a prendere parte alla seconda tappa del VER SACRUM, la gara poetica itinerante nelle antiche terre picene la cui prima tappa si è svolta con successo lo scorso 5 maggio presso la Casa della Poesia di Palazzo Bice Piacentini a San Benedetto del Tronto. L’evento, condotto da Michela Tombi (Consigliera dell’Ass. Euterpe, nel ruolo della Dea Ikiperu) e da Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Euterpe, nel ruolo di Pikus) ha visto come vincitrice assoluta la poetessa Sabrina Galli.

Il progetto del Ver Sacrum, di ideazione dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi, è un inedito campionato di poesia orale dove i vincitori verranno decretati nel corso dei singoli appuntamenti da una commissione di giuria popolare. L’idea nasce dalla volontà di ampliare l’offerta poetica nella nostra Regione mediante un format nuovo, che si avvicina al poetry slam ed è affine anche al recital poetico, con l’intenzione di creare un campo di scambio culturale, di esperienze individuali in un clima lontano dall’accademismo.

I poeti potranno esibirsi declamando anche poesie in lingue straniere e in dialetto, potranno essere accompagnati, durante la loro esibizione, da musica, canto o danza, in un interscambio continuo e multidisciplinare tra arti.

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Il nuovo appuntamento si terrà alla Casa della Poesia a Urbino (Palazzo Odoasi) il prossimo 8 giugno 2019 alle ore 17:30. Per partecipare (iscrizione gratuita, secondo le indicazioni del Regolamento) è richiesto di inviare la propria candidatura (scheda e tre testi poetici) entro il 7 giugno 2019 alla mail  ass.culturale.euterpe@gmail.com

Il progetto “Ver Sacrum” si terrà con il Patrocinio della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, delle Province di Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno e dei Comuni di Pesaro, Urbino, Senigallia, Macerata, Fermo, San Benedetto del Tronto.

Ogni incontro, strutturato in più manches e stabilito da regole indicate precisamente nel Regolamento (come pure i diversi sistemi di valutazione per ciascuna manches), decreterà un vincitore che riceverà la targa ufficiale di premiazione. Tutti i vincitori degli incontri si sfideranno poi nella finale del campionato che si terrà nel mese di dicembre a Jesi.

Il regolamento dell’intera Gara poetica è consultabile cliccando qui.

https://drive.google.com/file/d/1lICJ-5d5ru6LOtqPu8fnLinNHzk_uPtD/view

locandina ver sacrum con loghi-page-001

 

 

INFO

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ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

Nuovo appuntamento con l’Angelico Certame sabato a Torino. Conduzione di Max Ponte

Sabato 20 ottobre 2018 alle ore 17.30
L’ANGELICO CERTAME a TORINO / VIII
Container, Via del Carmine 11, Torino

Conduce Max Ponte. Con 6 poeti in gara

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Riparte L’ANGELICO CERTAME dopo l’ultima data del Salone Off di Torino.
L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica perfomativa ideata e condotta da Max Ponte. Si tratta di un vero spettacolo, ad ingresso libero, basato sull’arte della parola. L’iniziativa è arrivata al suo ottavo appuntamento e prevede un campionato nazionale biennale e un premio finale in denaro per il primo classificato di 500 euro.

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L’ANGELICO CERTAME, che sarà aperto da un open mic, si svolgerà come segue:
– 3 prove che dovranno affrontare tutti i poeti in gara: una prova di improvvisazione, una performativa e una teatrale. Nella prima prova i poeti dovranno creare una poesia in 10/15 minuti in base ad un tema sorteggiato. Nella seconda potranno performare un loro lavoro a piacere. Nella terza fase dovranno usare oggetti di scena o maschere o costumi per rappresentare il loro lavoro.
– una giuria mista (con due membri tecnici e due sorteggiati dal pubblico).
– 2 minuti di tempo massimo per ogni intervento
– tutte le poesie devon esser proprie, dalla produzione personale del poeta certante

L’ANGELICO CERTAME nasce per dare una ulteriore possibilità d’espressione alla poesia orale e performativa italiana, valorizzando il lavoro dei poeti partecipanti, moltiplicando le possibilità creative in un nuovo format che vuole dare slancio ed eleganza allo spettacolo poetico.

Saranno presenti alla lettura libera introduttiva:
Domenico Cavallo
Chiara Pent
Antonino Natale

I Poeti certanti saranno:
Donatella Lessio
Stefano Bandera
Ermanno Emme
Giuseppe Mastarone
Massimo Brioschi
Luca Rubin

Giudici tecnici: Aldo Berti e Chiara Pent

 

 

Presentazione:

Danilo Torrito.jpg“L’ANGELICO CERTAME è una gara poetica ideata e progettata dal poeta Max Ponte, presentata per la prima volta al pubblico il 9 settembre 2016 a Torino. L’ANGELICO CERTAME si configura come una gara poetica antica e allo stesso tempo vicina alla contemporaneità. Il nome riprende il volgare “certame” dal latino “certamen”, sostantivo neutro che significa appunto “gara” o “lotta” derivato dal verbo “certare”. Il termine “certamen” designa oggi gare in latino. Si è preferito il termine “certame” per marcare una distinzione e favorire la riscoperta di una parola quasi dimenticata. L’ANGELICO CERTAME vuole inserirsi nel solco della tradizione letteraria italiana e ridare prestigio alle competizioni poetiche. La gara permette inoltre di valorizzare a pieno le capacità di tutti i poeti CERTANTI, di tutte le età e di tutte le “appartenenze” letterarie. Qualcuno si chiederà perché l’aggettivo “angelico”. Ogni poeta è un messaggero, quindi è portatore di un messaggio ed è un “angelo” nel senso etimologico del termine. Inoltre l’ideatore di questo gioco, lavorando ad un romanzo che ha come protagonista una creatura a suo modo angelica, è stato colto da una spontanea associazione di idee. L’ANGELICO CERTAME nasce per dare un’opportunità in più di gioco, di confronto e di crescita ai poeti; e per offrire al pubblico uno spettacolo di alto livello in cui la poesia si avvicina alla sua dimensione “totale”. L’angelo ha la capacità di portare le parole lontano e di stabilire “analogie senza fili”. L’esigenza di una maggiore libertà e una maggiore qualità nelle gare poetiche è alla base della nascita de L’ANGELICO CERTAME. L’ANGELICO CERTAME, a differenza di altri tipi di competizioni poetiche, garantisce una maggiore attenzione al poeta e alla valutazione del suo lavoro, lasciando al contempo grande libertà espressiva. Inoltre i partecipanti prenderanno parte a tutte le prove diventando veri protagonisti di questa manifestazione dall’inizio alla fine. ”

Max Ponte, Presentazione de L’Angelico Certame

dal sito ufficiale  www.angelicocertame.org 

La classifica parziale al 17 ottobre 2018: vede in testa Danilo Torrito con 2 gare vinte (99,2+100), Chiara De Cillis 1 gara (112), Nanà 1 gara (104,5), Donatella Lessio (100,3), Valeria Bianchi Mian (100), Bruno Giovetti (98,8), Roskaccio (93).  
Per info e candidature alle prossime puntate: angelicocertame@gmail.com
Per organizzazione Enrica Merlo / Angelico Certame
Grazie a Container Torino di Antonietta Altamore.

L’ingresso per il pubblico è libero, gradita l’offerta per sostenere l’iniziativa all’uscita.

Il 5 Luglio a Senigallia “Parole sul mare Poetry Slam”: come partecipare

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La Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia, su proposta e ideazione dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, organizza il “Parole sul Mare” Poetry Slam che si terrà nel palco disposto al Lungomare di Marzocca di Senigallia, di fronte alla Pizzeria Sloppy Joe (Lungomare Italia n°53) l giorno 5 Luglio 2018 alle ore 21:00.

Tipologia di evento

Il poetry slam è una gara poetica nata negli USA nel 1986 per volere del poeta MarcKelly Smih. Si tratta di una competizione aperta a tutti dove la presenza e la partecipazione del pubblico è molto importante. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia affidando all’oralità, alla recitazione e improvvisazione un ruolo decisivo.

Regolamento

·         Possono partecipare solo persone che abbiano compiuto 16 anni.

·         Non esiste un tema di riferimento.

·         Le poesie che verranno presentate possono essere in italiano, in dialetto, in lingua straniera o in neo-lingua, vale a dire in una lingua di pura invenzione o basata su giochi fonetici.

·         Le poesie potranno essere lette solo dall’autore.

·         Non è ammesso alcun accompagnamento musicale.

·         Il poeta può interagire con il pubblico nel corso della sua esibizione.

Norme di partecipazione

Con la finalità di una migliore gestione della serata e di ottemperamento dei tempi disponibili, la serata vedrà la partecipazione di 20 poeti.

In caso di una bassa partecipazione, lo slam verrà annullato e destinato a data da definirsi qualora non siano pervenute almeno 8 candidature.

Qualora, invece, se ne presenti l’occasione e gli organizzatori reputino idoneo, potranno essere accettate candidature in loco, almeno mezz’ora prima dell’inizio ufficiale della gara e, comunque, dopo che gli organizzatori abbiano letto e vagliato i testi del partecipante esprimendo un commento approvante.

Nel caso pervengano all’organizzazione un numero di candidature superiore al limite massimo, la stessa si adopererà per la selezione. I nomi dei poeti selezionati e invitati a partecipare verranno comunicati con un preavviso di 10 giorni unicamente a mezzo e-mail.

I poeti che intendono partecipare debbono inviare entro e non oltre il 20/06/2018 all’indirizzo mailass.culturale.euterpe@gmail.com il seguente materiale:

–          File Word contenente una selezione di poesie (da un minimo di 5 a un massimo di 10). Esse saranno le poesie che leggeranno durante la serata.

–          Modello di dichiarazione completato e firmato.

Si chiede la gentilezza di inserire nell’oggetto della mail la dicitura “Marzocca Poetry Slam”.

Non verranno accettate candidature, a mezzo mail, successive alla data di scadenza indicata.

Testi poetici

I testi poetici che vengono inviati per l’iscrizione e che verranno letti il giorno dello slam non devono in nessun modo e in nessuna forma contenere bestemmie, elementi, razzisti, xenofobi, d’incitamento all’odio, né presentarsi nella forma di proclami ideologici, politici e partitici pena la squalifica. La responsabilità in merito a eventuali inottemperanze ricadrà unicamente sui poeti coinvolti, sollevando l’autore degli stessi da eventuali danni, dispute e procedimenti contro l’organizzazione essendo l’autore l’unico responsabile dei contenuti dei testi e della sua performance.

Performance

Per chi è nuovo alla partecipazione al poetry slam di seguito si indicano le modalità di svolgimento della performance.

Il poeta ha a disposizione 3 (TRE) minuti di tempo massimo per esibirsi per ogni manche.

Se il poeta supera i 3 (TRE) minuti può essere richiamato dall’eMCcee (Master of ceremony, ovvero il conduttore della serata). Dopo i 3 minuti e 10 secondi (3:10) viene sottratto al poeta mezzo punto ogni 10 secondi.

Entro i 3 (TRE) minuti il poeta può leggere una o più poesie, anche se, per essere più facilmente memorizzabili e incisivi nei confronti di chi deve votare, è consigliato di non esagerare con il numero dei brani.

L’intervallo di lettura offerto al poeta può andare da una fino a 5 o 6 (CINQUE/SEI) volte nella gara se si è ammessi alle fasi finali. Quindi è necessario avere con sé un numero di poesie sufficiente.

L’ordine di esibizione verrà decisa mediante estrazione a sorte prima della competizione; la lista dei poeti verrà esposta al pubblico su un cartellone dove verranno segnati i punteggi.

Il giudizio risulterà da una giuria popolare di 5 (CINQUE) elementi estratti o selezionati tra il pubblico. La giuria vota l’intervento poetico esprimendo voti da 0 a 10 (sono ammessi i decimali). Il voto più alto e quello più basso vengono eliminati, e i tre restanti sommati vanno a costituire il punteggio della manche. 

Su decisione dell’MC, per garantire maggiore imparzialità, tra una manche e l’altra, i membri della giuria possono essere completamente o parzialmente cambiati.

eMCcee

L’eMCee (Master of Ceremony) s’impegna a far rispettare a pieno le regole, evitare qualsiasi favoritismo, ad animare la gara in modo dinamico, preoccupandosi della successione dei poeti, del cronometro e tentando di coinvolgere sempre il pubblico.

Pubblico

Il pubblico è sovrano ed è chiamato a interagire, esprimendo consenso o dissenso sui concorrenti ed esprimendo subito qualsiasi dubbio o eventuale anomalia riscontrata. Basta alzare la mano, tutti possono esprimersi, pubblico, poeti e semplici passanti. I commenti dei conduttori saranno imparziali e volti a stimolare e non a valutare i poeti.

Vincitore

Il vincitore dello slam riceverà in premio una targa conferita dall’Associazione Culturale Euterpe e la tessera di socio ordinario della stessa avente validità per tutto l’anno 2018.

Nel caso di un’alta partecipazione alla serata l’organizzazione può, a suo insindacabile giudizio, decidere di inserire anche una Giuria Tecnica composta da poeti, scrittori, critici e giornalisti che assisterà a tutta la manifestazione dando una valutazione in forma segreta a tutti le manche poetiche decretando, solo al termine della competizione e in maniera completamente separata rispetto alle intenzioni della Giuria Popolare, un suo vincitore o preferito al quale l’Associazione donerà un diploma. L’eventuale conformazione di tale giuria (composta da un minimo di 3 membri fino a un massimo di 5) verrà annunciata e presentata al pubblico all’inizio dell’evento.

Ultime

Prendendo parte all’iniziativa in oggetto il poeta dichiara implicitamente di accettare tutte le norme che compongono il presente bando, che ne definiscono la struttura e le modalità di partecipazione.

 

 SCARICA BANDO E SCHEDA DI PARTECIPAZIONE CLICCANDO QUI.

 

INFO:

 ASSOCIAZIONE CULTURALE “EUTERPE” – JESI

 TELEFONO: 327-5914963   – ANCHE SMS E WHATSAPP

SITO: www.associazioneeuterpe.com

MAIL: ass.culturale.euterpe@gmail.com

PEC: ass.culturale.euterpe@pec.it

Intervista al poeta e performer Max Ponte. A cura di L. Spurio

Max Ponte è nato nel 1977, vive e lavora a Torino. Si è laureato in Filosofia all’Università di Torino con una tesi in Estetica. Svolge attività di ricerca presso l’Università di Parigi-Nanterre. Sue poesie e racconti sono stati pubblicati in antologie, riviste e raccolte collettive. Per la poesia ha pubblicato Eyeliner (Bastogi, 2010) e 56 Poesie d’amore (granchiofarfalla, 2016), mentre per la saggistica Potere Futurista (2015). Ha curato alcune mostre di arte contemporanea e di poesia visiva. Collabora con il blog letterario “La Poesia e Lo Spirito”. Si è occupato per anni di poetry slam promuovendo eventi poetici in tutta Italia. Nell’agosto del 2016 ha creato “L’Angelico Certame”, una gara poetica da lui ideata e realizzata in tutti i suoi particolari, dal nome al logo ad ogni aspetto del progetto e del regolamento. Il suo blog personale è http://maxponte.blogspot.it/

 

L.S.: Quando ti sei avvicinato per la prima volta alla poesia e quando hai scritto il tuo primo testo?
M.P.: Mi sono avvicinato per la prima volta alla poesia alle scuole elementari. Una maestra eccezionale, poetessa, mi trasmise il fuoco sacro per l’arte della parola e mi fece partecipare al primo evento, La Festa dell’Albero, nel quale i bambini erano invitati ad intervenire con testi poetici o disegni. Non avevo mai preso in mano un microfono fino a quel momento e tremavo.
 L.S.: Che ruolo ricopre la poesia nella tua vita?
M.P.: La poesia ricopre un ruolo centrale, essenziale, insostituibile nella mia vita, pare quasi retorico ma non lo è. Senza la poesia sarei scomparso tante di quelle volte da non ricordarmi neanche di me stesso.
L.S.: Che cosa ne pensi della poesia civile contemporanea o pseudo tale, quella gran fetta di testi poetici che, con stili e linguaggi anche molto differenti tra loro, trattano dei drammi sociali, dei casi d’inadeguatezza dell’uomo contemporaneo e dei suoi disagi, dell’allarmismo terroristico e tanto altro ancora?
M.P.: Esiste veramente un tal filone? Penso comunque che sia lodevole il tentativo di fare poesia civile, ritengo sia estremamente delicato ed è una vocazione più specifica a quella generalmente poetica che si deve avere. Le mie poesie civili sono poche, ne ricordo una contro il terrorismo, vorrei in questi giorni, dopo una lunga mobilitazione sindacale alla quale ho partecipato, scrivere un testo sul lavoro, i licenziamenti, la disoccupazione.
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Max Ponte

L.S.: Tra i tuoi maggiori interessi figura lo studio dell’avanguardia futurista alla quale hai dedicato una pubblicazione dal titolo “Potere futurista” (2015). Da cosa nasce tale interesse e in che modo si è sviluppato nel tempo?
M.P.: L’interesse per il futurismo fa parte di uno slancio vitale tutto bergsoniano che ho inseguito e ritrovato concretizzato nel movimento marinettiano. Nei futuristi c’è tutto il desiderio, tutto l’ardore e tutta l’ingenuità di chi vuole vivere e trasformare la realtà. Iniziai a studiare i futuristi autonomamente, e dopo la tesi in estetica dedicata a Marinetti e soci, ho proseguito. Del futurismo ho affrontato due aspetti: il rapporto fra l’arte e la politica trattato in Potere Futurista, dalla mia tesi in Estetica; e un argomento più circostanziato come quello performativo e competitivo della poesia futurista.
L.S.: Quali consideri gli esponenti principali della letteratura futurista? Perché?
M.P.: Mah, l’esponente principale della letteratura futurista è senza dubbio Filippo Tommaso Marinetti. Certamente Govoni, Palazzeschi, Soffici, Folgore hanno goduto e godono di grande attenzione. Però tutto va riportato a chi ha definito o meglio proposto una poetica (spesso disattesa), cadendo in disgrazia per il suo stretto rapporto, seppur critico, col fascismo. Il Manifesto del Futurismo redatto da Marinetti e pubblicato il 20 febbraio 1909 su Le Figaro (ma prima su altre testate) è un capolavoro, i manifesti sono testi letterari e poetici in forma programmatica. E il genio di Effetì, come lo chiama Giordano Bruno Guerri, merita molto di più. Oltre ai manifesti ricordiamo i romanzi, la creazione delle tavole parolibere, partiture per gli occhi e per la voce. Si potrebbe iniziare dalle prime poesie simboliste per arrivare fino all’ultima opera, Il quarto d’ora di poesia della X MAS. In questa parabola alcuni vertici come Zang Tumb Tumb per la poesia e Mafarka il Futurista per la narrativa. Quando non ritrovai Marinetti in un’antologia della poesia italiana come il Mengaldo mi inalberai fortemente. Mengaldo incluse in Poeti italiani del Novecento alcuni grandi poeti futuristi ma escluse il loro maestro, colui che aveva creato l’orizzonte indispensabile a quella generazione d’autori. Scelte come questa sono dettate da una matrice ideologica e da una volontà di rimozione. La pubblicazione di un Meridiano su Marinetti da parte della stessa Mondadori diede invece in quegli anni un segnale diverso. 
L.S.: Trovi che vi sia nella poesia e nella letteratura d’oggi qualcosa che sia erede della sensibilità futurista?
M.P. Solo esperienze isolate che non stanno emergendo, dal poetry slam alla poesia elettronica, e non stanno emergendo forse per il troppo provincialismo che c’è in autori, operatori e pubblico.
L.S.: Che cosa ne pensi delle contaminazioni artistiche come ad esempio la body poetry, la visual poetry o la performance poetica? Rappresentano delle forme valide per far cultura e giungere a un pubblico poco incline alle forme tradizionali?
M.P. Forme validissime ma senza un’attività di educazione nelle scuole e sul territorio non andiamo da nessuna parte. Perché il pubblico non coglierà la parte propriamente poetica e ne vedrà solo il mero spettacolo, prendendolo come una sortita ludico-teatrale o peggio da avanspettacolo, magari la performance risulterà gradita ma decontestualizzata dalla sua matrice letteraria.
L.S.: Recentemente hai tenuto un intervento in una conferenza tenutasi a Jesi relativamente al futurismo, dove hai relazionato in merito al fenomeno del poetry slam quale possibile derivato delle rissose serate futuriste. Ti andrebbe di tracciare il collegamento analizzandone i maggiori punti di contatto tra le due realtà performative?
M.P.: Il legame è alla base della mia ricerca e della mia tesi di dottorato. Il poetry slam italiano è approdato ai lidi delle patrie lettere grazie all’onda lunga avanguardista (disegnata da avanguardie storiche e neoavanguardie). Lo confermano le appartenenze di chi lo slam l’ha portato in Italia (Lello Voce proveniente dal Gruppo 93) e altri protagonisti della scena italiana vicini al mondo di Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino, Nanni Balestrini. La possibile connessione fra la prima avanguardia e il poetry slam è più forte di quello che si possa pensare perché nel patrimonio marinettiano ci sono anche le gare poetiche, quasi nessuno se lo ricorda ma è così. Il concetto di poesia come sport è tutto marinettiano. Ho provato a parlarne in un saggio dal titolo Poetry Slam and Futurist Poetry Competition in International Yearbook of Futurism Studies 6 (2016).
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Max Ponte durante la conferenza sul futurismo svoltasi a Jesi (AN) il 12-02-2017 assieme al critico d’arte prof. Armando Ginesi, specializzato nelle avanguardie letterarie.

 

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La slide d’apertura dell’intervento di Max Ponte alla conferenza sul futurismo tenutasi a Jesi (AN) il 12-02-2017 organizzata dalla Ass. Euterpe.

 

L.S.: Quale è lo scopo della poesia performativa?
M.P.: Dare o meglio restituire corpo alla poesia, avvicinarla ancor più alla vita da cui proviene.
L.S.: Nel 2013 hai contributo a fondare la Lega Italiana di Poetry Slam (LIPS) divenendo primo segretario e mantenendo tale carica anche nell’anno 2014. Che ricordi hai di quel periodo e in particolare quanto lavoro e collaborazione ci furono tra i vari futuri fondatori prima di giungere alla costituzione di tale ente associativo?
M.P.: La nascita della LIPS fu un evento accompagnato da grande entusiasmo, e l’idea mia e dei fondatori era quella di unire tutte le realtà italiane del poetry slam (tutte le gare e tutte gli organizzatori italiani sparsi per la penisola), cosa che avvenne per la prima volta nel 2013 a Trieste. Fu un progetto ambizioso e un risultato notevole nella grande frammentazione culturale del nostro paese. Dopo pochi mesi mi accorsi che non si poteva andare avanti in quel modo, che i contrasti e le differenze e le beghe e gli interessi di bassa lega mi stavano pesando troppo. Uno scontro nel direttivo della LIPS successivo alla prima finale nazionale fece sì che io ed altri poeti uscissimo dall’associazione. Nacque qualche mese dopo SLAM ITALIA che coordinai con Bruno Rullo per due stagioni fino a lasciare al mio socio le redini. Oggi in Italia esistono due campionati di poetry slam, uno più strutturato sicuramente, quello della LIPS e un altro, un po’ meno incisivo ma attivo, quello di SLAM ITALIA. E son felice di poter aver dato il via ad entrambi. Oggi mi occupo di poetry slam soltanto come studioso come ricercatore come osservatore, dopo tanti slam ho l’urgenza di vivere e proporre altre dimensioni poetiche.
L.S.: Nel 2016, dopo un’esperienza di collaborazione con Bruno Rullo, coordinatore di Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam, hai ideato “L’Angelico Certame”, una “gara poetica realizzata in tutti i suoi particolari, dal nome al logo ad ogni aspetto del progetto e regolamento” (come si legge sul sito ufficiale: www.angelicocertame.org). Come mai l’esigenza di creare un format che provveda a organizzare poetry slam svincolato dagli enti associativi preesistenti?
logo-angelico-certame2.jpgM.P.: L’Angelico Certame, come potrai leggere dal regolamento, non è un poetry slam. Bisogna forse chiarire di che cosa stiamo parlando. Il poetry slam è una gara di poesia in cui il poeta viene votato da una giuria interamente popolare, sorteggiata o individuata sul momento. Il poeta deve presentare poesie proprie in un tempo massimo di 3 minuti e non può usare oggetti di scena, costumi. Insomma la dimensione è più che altro orale, anche se può avere degli sviluppi performativi, dipende altresì dalla bravura di occupa la scena. Il format del poetry slam inventato dal poeta-operaio Marc Kelly Smith (lanciato nel 1986 negli USA e arrivato in Italia nel 2001) è abbastanza semplice, è la scoperta dell’acqua calda. Semplice sicuramente ed efficace ma con dei limiti espressivi, valutativi e culturali. Per questo dopo un’estate di meditazioni nel settembre del 2016 ho presentato per la prima volta a Torino L’Angelico Certame, un progetto poetico differente, rivolto a chi vuole provare un altro gioco. Si tratta sempre di una gara poetica (esistono dall’antichità per altro) a mio avviso più ricca, più raffinata e certamente più complessa. Il mio obiettivo quello di avanzare una proposta tutta italiana in grado di garantire l’espressività totale del poeta performativo. Chi partecipa all’Angelico Certame deve attraversare tre prove, la prima di improvvisazione su un tema scelto, la seconda orale/performativa, la terza di carattere teatrale o artistico. Inoltre il poeta è valutato da una giuria mista (popolare e tecnica) e ha un tempo di soli due minuti per le prime due prove. Siamo arrivati al sesto Angelico Certame ad oggi e il progetto è in piena espansione.
 
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Max Ponte durante uno dei suoi eventi

 

L.S.: La presenza di una giuria popolare nel poetry slam, vale a dire non caratterizzata da professionisti della letteratura, poeti, critici, studiosi è una delle prerogative fondanti del regolamento ufficiale che tende a sottolineare l’esigenza di una popolarità e democraticità della poesia. Come mai l’idea di inserire ne “L’Angelico Certame” una giuria mista formata – in parti uguali – da membri scelti tra il pubblico e altri da una compagine tecnica?
M.P.: Ti riporto direttamente il regolamento de L’Angelico Certame: «La presenza di una giuria mista nel corso della manifestazione conferisce equilibrio alla competizione rispetto ad una giuria formata di solo pubblico o di soli addetti ai lavori. Tale formazione rispecchia a tutti gli effetti la realtà della poesia contemporanea in cui la “critica” (in senso lato) e i “lettori” sono soggetti determinanti nel futuro di un autore.» Sottolineo poi altre due cose, che i giudici sono 4 (2+2) e che il campionato ha durata biennale, non ha un rush finale ma il poeta vincitore è colui che porta a casa più gare o a parità di gare il punteggio più alto.
 L.S.: Nella terza parte di gara de “L’Angelico Certame” si dà spazio alle contaminazioni artistiche tra poesia-immagine, poesia-musica, poesia-teatro e poesia-danza, rendendo ben più ampie le possibilità esibitive ed espositive del certante (lo slammer). Da quali considerazioni personali è derivata l’esigenza dell’inserimento di questo atto performativo multidisciplinare?
M.P.:  L’Angelico Certame nasce dalla presa di coscienza dei limiti, imposti o auto-imposti, dalle gare poetiche a cui avevo partecipato. I limiti vanno superati col coraggio e questo format è rivolto a coloro che vogliono provare a staccarsi dal suolo della consuetudine. L’angelo/poeta è un messaggero che può andare ovunque ma lo deve fare con efficacia, rapidità e portando la sua novella.
 L.S.: Lello Voce parlando dell’elemento agonistico dello slam ha osservato che è “dal combattimento che può nascere qualcosa di nuovo, dal riconoscimento della nostra differenza affidato alla comunità […] Solo dal dialogo può nascere una lingua che ancora non c’è. […]  I poeti sono – tutti o quasi – ferocemente competitivi”. Che cosa ne pensi? Sei d’accordo con lui? Perché?
M.P.: Sono d’accordo, anche se poi si è soliti ripetere retoricamente che il combattimento non sia altro che un’occasione per diffondere poesia, che il punto è la poesia e altri blabla. Ma è evidente che la “scusa” della diffusione della poesia rientri essa stessa in un procedimento per trovare scuse. I poeti non sono certo dei bénévoles, sono affetti da competizione, narcisismo, individualismo, sindromi che se non volgono al meglio rendono il poeta un pessimo artista e un pessimo essere umano. Da non conoscere personalmente e da non leggere. Perché tout se tient.
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Max Ponte durante un evento de “L’Angelico Certame”

L.S.: Nella tua significativa esperienza di MC puoi sostenere che esistano testi poetici più adatti a un poetry slam rispetto ad altri? Se sì, quali peculiarità li contraddistinguono?
M.P.: Tutti i testi sono potenzialmente adatti dipende da come vengono performati. Per valutare un poeta performativo bisognerebbe avere un documento video. Detto questo, il testo lineare rivela nella maggior parte dei casi la capacità creativa del poeta e in mancanza d’altro ci si affida a quello.
L.S.: Credi che il timore dello uno slammer nell’esibirsi per primo in una competizione dovuto al pensiero di ricevere una votazione tendenzialmente bassa dalla giuria sia concreto? Perché?
M.P.: Penso sia un timore e basta, potrebbe ricevere una votazione anche alta, e comunque le gare di solito non iniziano “a freddo” ma sono aperte da un reading o da un giro in cui si simula una votazione.
L.S.: Il performer sudamericano Rojo Cordova in una dichiarazione ha avuto modo di osservare che “Il poetry slam è l’elemento quintessenziale della letteratura”. Credi che al poetry slam vada riconosciuto un qualche valore letterario?
M.P.: In se stessi i format poetici, più o meno strutturati che siano, il poetry slam, L’Angelico Certame, gli open mic, i reading, e se vogliamo pure i festival, non sono che cornici, forme, la differenza la fanno i poeti singoli. Queste cornici possono avere certamente un valore letterario, e mi auguro che ce l’abbiano, ma tale valore è fluttuante. Le “cornici” sono da assumersi come laboratori, fucine di talenti, come spettacoli in cui avere punti di osservazione privilegiati sulla poesia italiana contemporanea.
 L.S.: Sono vari gli intellettuali che non hanno mancato né si esimono dal mostrare una certa perplessità nei confronti del poetry slam. Tra di loro Jacopo Raimunda ha osservato che “[esso è] meno efficace rispetto alla lettura di un testo, lettura silenziosa o ad alta voce, ma comunque in solitudine, con più attenzione e con meno filtri. Secondo me la parola scritta è più precisa, più puntuale della parola letta e la precisione è uno degli ingredienti fondamentali della potenza”. Che cosa risponderesti a una simile osservazione?
M.P.: La poesia nasce come poesia orale non come poesia scritta, si potrebbe ribaltare tutto dicendo altresì che la poesia scritta non abbia la stessa capacità espressiva di quella orale. Si tratta di due modi diversi di poetare, che possono comunicare fra di loro, non dobbiamo cercare contrasti inutili. Oggi ci sono poeti che vivono entrambe le dimensioni e i filoni di ricerca, il contrasto è il residuo di un’eterna querelle fra partigiani dello sperimentalismo e partigiani della tradizione, ma oggi sinceramente possiamo occuparci d’altro.
 L.S.: Che cosa ne pensi degli slam in cui gli organizzatori provvedo a una pre-selezione dei poeti che attueranno quali slammers?
M.P.: Mi pare sia opportuno fare così in tutti gli eventi poetici.
 L.S.: A un poeta che non ha mai tentato la strada del poetry slam gliela consiglieresti? Adducendo quali ragioni?
M.P.: Consiglio a tutti i poeti di lavorare sulla parola, mettersi in gioco e partecipare agli slam e soprattutto a L’Angelico Certame.
L.S.: Quali pensi che siano o possano essere le derive poco felici di un cattivo svolgimento del poetry slam o di una malsana accettazione di sé in quanto slammer nel caso di una mancata affermazione?
M.P.: Derive sono presenti e attengono a quelle deficienze comportamentali e umane delle quali parlavamo prima. Deriva sommamente infelice è a mio avviso che il mondo poetico, già marginale in se stesso, diventi autoreferenziale perdendo la capacità di sedurre.
L.S.: Credi che l’indifferenza di alcuni intellettuali verso questa tendenza performativa che è lo slam sia una sciatta miopia o che abbia, invece, più i connotati di una mancanza di giudizio critico verso un fenomeno sociale agglutinante che ha diritto di essere tenuto in considerazione e studiato?
M.P.: Un intellettuale o un letterato o un ricercatore di comprovata onestà non possono e non devono trascurare i fenomeni odierni di poesia performativa. Chi li trascura coltiva solo il proprio orticello. Mi pare che sia una tendenza tutta appartenente alla nuova e supponente ignoranza quella di procedere senza una visione d’insieme, come particelle sparate nella società, sempre più povere sempre più deboli.
Grazie per il tempo che hai dedicato a rispondere alle domande.
Lorenzo Spurio
07-01-2018
La riproduzione di questa intervista, in forma di stralcio o integrale, non è consentita in qualsiasi forma senza il consenso scritto da parte dell’autore.  

“La Playa Rosa Poetry Slam”: il 5 agosto a Porto Recanati 24 poeti si scontreranno con manche poetiche

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L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi in collaborazione con Le Mezzelane Casa Editrice di Santa Maria Nuova e con il Patrocinio di Slam Italia – Rete italiana di poetry slam ha organizzato negli scorsi mesi una selezione per un poetry slam denominato “La playa rosa poety slam” che avrà luogo sabato 5 agosto a partire dalle 18 presso lo chalet La Playa Rosa a Porto Recanati (Lungomare Scarfiotti)

Una giuria organizzativa preliminare ha provveduto a fare una selezione di ventiquattro poeti che prenderanno parte all’evento poetico a colpi di versi secondo una pratica performativa della poesia particolarmente in voga anche in Italia dagli ultimi decenni.

Il poetry slam è una gara poetica nata negli USA nel 1986 per volere del poeta MarcKelly Smih. In Italia questa pratica performativa è giunta solo nel 2001; il primo slam venne proposto dal poeta Lello Voce. Si tratta di una competizione aperta a tutti, che vede il voto del pubblico presente. Unendo lavoro poetico e performance, il poetry slam è un modo alternativo ed efficace per dar corpo e vita alla poesia, permettendo una fruizione maggiore in un pubblico che ha un ruolo non solo da spettatore, ma partecipativo. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia affidando all’oralità, alla recitazione e improvvisazione un ruolo decisivo.

Numerosissime le adesioni che hanno imposto alla giuria preliminare una selezione che ha portato, dunque, all’individuazione dei ventiquattro poeti – di ogni parte d’Italia – che si scontreranno. Ecco la lista completa: Carlo Filocamo, Piero Talevi, Antonio Fiorito, Morena Oro, Franco Cucco, Maria Lucia Faedo, Paola Zugna, Guido De Paolis, Marco Squarcia, Francesca De Luca, Maria Giulia Mecozzi, Michele Veschi, Pasquale Bufano, Camilla Dania, Alessio Ruffoni, Gianni Palazzesi, Raffaele Rovinelli, Anna Maria Rita Daina, Oscar Sartarelli, Michela Tombi, Assunta De Maglie, Simone Sanseverinati, Alessandra Cotoloni, Patricia Vena.

Slam Masters saranno Rita Angelelli (Direttrice della Casa Editrice  Le Mezzelane) e Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Culturale Euterpe) che, grazie al ricco appoggio e aiuto nell’organizzazione da parte del poeta Bruno Rullo (Responsabile Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam) condurranno l’evento permettendo l’esibizione dei poeti nelle varie manches a esclusione diretta.

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A una giuria popolare di cinque elementi selezionata al momento tra il pubblico intervenuto sarà attribuito il ruolo di giudice di ciascuna performance poetica che avrà un tempo di 3 minuti. I membri di questa giuria affideranno a ciascuna esibizione un voto numerico da 0 a 10 compresi decimali che verranno sommati (detratti di eventuali penalità) e trascritti sulla tabella generale dei punteggi. Il poeta che risulterà dal maggior punteggio sarà nominato vincitore assoluto del poetry slam e, come previsto dal bando, si aggiudicherà una targa messa in palio dalla Ass. Culturale Euterpe, la tessera da socio ordinario della stessa Associazione per l’anno 2017, un omaggio di libri e un contratto editoriale (total free) messi in palio da Le Mezzelane Casa Editrice. Il vincitore designato dalla giuria popolare si aggiudicherà inoltre l’accesso al Campionato Nazionale di Slam Italia 2017/2018.

Data l’alta adesione a questa iniziativa gli organizzatori hanno deciso di individuare anche una Giuria Tecnica composta da poeti, scrittori e critici che, in via segreta, valuterà ogni esibizione dando notizia, al termine della manifestazione, del loro prescelto. La composizione di tale Giuria verrà definita e resa nota durante l’evento. A questo vincitore andrà il Premio della Giuria Tecnica che sarà costituito da un omaggio di libri editi da Le Mezzelane Casa Editrice e un contratto editoriale (total free).

L’appuntamento è alle 18 allo chalet La Playa Rosa di Porto Recanati, seguirà aperi-cena (su prenotazione) e la proclamazione ufficiale dei vincitori dello slam.

 

 Info:

ass.culturale.euterpe@gmail.com

www.associazioneeuterpe.com

Tel. 327 5914963

La Playa Rosa Poetry Slam il 5 Agosto a Porto Recanati (Scadenza partecipazioni: 16 Luglio)

LA PLAYA ROSA POETRY SLAM

Organizzato dalla Ass. Culturale Euterpe / Le Mezzelane Editore

Riconosciuto da Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi e la Casa Editrice Le Mezzelane di Santa Maria Nuova organizzano il Playa Rosa Poetry Slam, sostenuto e patrocinato da Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam coordinata dal poeta Bruno Rullo. La slam si configura valevole all’interno della competizione poetica nazionale del Campionato Italiano di Poetry Slam 2017/2018 di Slam Italia.

Lo slam si terrà nel pomeriggio del 5 Agosto 2017 presso lo chalet Playa Rosa a Porto Recanati (MC). Maggiori informazioni sul luogo e l’orario verranno fornite in un secondo momento,

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DEFINIZIONE

Il poetry slam è una gara poetica nata negli USA nel 1986 per volere del poeta MarcKelly Smih. In Italia questa pratica performativa è giunta solo nel 2001; il primo slam venne proposto dal poeta Lello Voce. Si tratta di una competizione aperta a tutti, che vede il voto del pubblico presente. Unendo lavoro poetico e performance, il poetry slam è un modo alternativo ed efficace per dar corpo e vita alla poesia, permettendo una fruizione maggiore in un pubblico che ha un ruolo non solo da spettatore, ma partecipativo. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia affidando all’oralità, alla recitazione e improvvisazione un ruolo decisivo.

REGOLAMENTO

 NORME PRELIMINARI

  • È richiesta un’età minima di 16 anni compiuti.
  • Non esiste un tema di riferimento.
  • Le poesie possono essere in italiano, dialetto, lingua straniera o in neolingua (ossia una lingua di pura invenzione o basata su giochi fonetici).
  • Le poesie possono essere lette solo dall’autore.
  • Non è ammesso alcun accompagnamento musicale.
  • Il poeta può interagire con il pubblico nel corso della sua esibizione.

SELEZIONE

Gli organizzatori selezioneranno i poeti che si esibiranno allo slam in base alle candidature pervenute. Ai poeti che intendono partecipare è richiesto l’invio di tre loro poesie, una nota biografica e della scheda di partecipazione compilata in ogni sua parte all’indirizzo mail slampoetry.marche@gmail.com entro il 16 luglio 2017 indicando come oggetto “Poetry slam Porto Recanati”. La selezione comprenderà fino a un massimo di 16 poeti (il numero potrà variare a discrezione degli organizzatori); i poeti selezionati verranno avvisati per e-mail entro il 20 Luglio. Qualora il numero delle adesioni fosse inferiore a 8 partecipanti, la tappa verrà rimandata a data da destinarsi. Qualora se ne presenti l’occasione e gli organizzatori reputino idoneo, saranno accettate candidature sul luogo stesso dell’evento almeno mezz’ora prima dell’inizio ufficiale.

PERFORMANCE

  • Il poeta ha a disposizione 3 minuti di tempo massimo per esibirsi per ogni manche.

Se il poeta supera i 3 minuti può essere richiamato dallo Slam Master che si occupa di verificare il tempo di gara. Dopo i 3 minuti e 10 secondi viene sottratto al poeta mezzo punto ogni 10 secondi. Entro i 3 minuti il poeta può leggere una o più poesie, anche se, per essere più facilmente memorizzabili e incisivi nei confronti di chi deve votare, è consigliato di non esagerare con il numero dei brani. L’intervallo di lettura offerto al poeta può andare da una fino a 5 o 6 volte nella gara se si è ammessi alle fasi finali. Quindi è necessario avere con sé un numero di poesie sufficiente.

  • Il giudizio risulterà da una giuria popolare  di 5 elementi estrattio selezionati tra il pubblico. La giuria vota l’intervento poetico esprimendo voti da 0 a 10 (sono ammessi i decimali). Il voto più alto e quello più basso vengono eliminati, e i tre restanti sommati vanno a costituire il punteggio della manche. Su decisione dell’MC, per garantire maggiore imparzialità, tra una manche e l’altra, i membri della giuria possono essere completamente o parzialmente cambiati.

SVOLGIMENTO

L’ordine di esibizione dei poeti verrà estratta a sorte prima della competizione; la lista dei poeti verrà esposta al pubblico su un cartellone dove verranno segnati i punteggi.

SLAM MASTER

Lo Slam Master si impegna a far rispettare a pieno le regole, evitare qualsiasi favoritismo, ad animare la gara in modo dinamico, preoccupandosi della successione dei poeti, del cronometro e tentando di coinvolgere sempre il pubblico.

PUBBLICO

Il pubblico è sovrano ed è chiamato a interagire, esprimendo consenso o dissenso sui concorrenti ed esprimendo subito qualsiasi dubbio o eventuale anomalia riscontrata. Basta alzare la mano, tutti possono esprimersi, pubblico, poeti e semplici passanti. I commenti dei conduttori saranno imparziali e volti a stimolare e non a valutare i poeti.

VINCITORE

Il vincitore dello slam riceverà in premi una targa conferita dalla Associazione Culturale Euterpe e una proposta editoriale (pubblicazione gratuita) da parte della Casa Editrice Le Mezzelane.

CAMPIONE NAZIONALE

Il campione nazionale in carica del 2017 (proclamato nel mese di Giugno c.a.) non potrà essere campione per due campionati consecutivi. Potrà partecipare al poetry slam solo in qualità di ospite. Se il vincitore di uno slam risulta già qualificato per la finale, perché già vincitore di uno slam precedente, accederà alla finale il secondo classificato.

ULTIME

Per quanto non previsto nel presente regolamento fa fede il regolamento integrale di Slam Italia, reperibile al seguente link: http://slamitalia.blogspot.it

COME RAGGIUNGERE IL LUOGO

Informazioni logistiche su come raggiungere il luogo dello slam (e dove eventualmente pernottare) potranno essere localizzate sui siti di riferimento a termine del bando di partecipazione o richieste agli uffici turistici preposti (IAT e Pro Loco).

  

INFO ORGANIZZATIVE:

Asociazione Culturale Euterpe

c/o Via Toscana 3 – 60035 Jesi (AN)   – Tel. Tel. 327-5914963 

www.associazioneeuterpe.com   –  ass.culturale.euterpe@gmail.com

 

Casa Editrice Le Mezzelane

c/o Via Walter Tobagi 4/H – 60030 S. Maria Nuova (AN)  – Tel. 340-3405449

www.lemezzelane.altervista.orglemezzelane@gmail.com

 

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INFO SULLO SLAM:

Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam

www.slamitalia.blogspot.it  –   slamitaliapoesia@gmail.com  (Bruno Rullo)

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INFO LOGISTICHE – PORTO RECANATI:

 Ufficio IAT – Comune di Porto Recanati

Corso Matteotti 111 – 62017 Porto Recanati (MC)

Tel. 071-9799084 – Fax. 071-7597413

www.portorecanatiturismo.it

 

Ufficio Informazioni Pro Loco

Piazza F.lli Brancondi – 62017 Porto Recanati (MC)

Tel. 071-7591872  – Fax. 071-9799150

www.portorecanati.it/pro-loco/

 

 

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