“Dracula” di Bram Stoker: alcuni cenni sul vampirismo – Articolo di Stefano Bardi

a cura di Stefano Bardi

Dracula di Bram Stoker (Clontarf, 1847 – Londra, 1912) è un romanzo horror giunto fino a noi in varie edizioni e traduzioni che si basa sulle fantasie dello scrittore irlandese e su alcune sue reminiscenze, nonché documenti storico-geografici da lui studiati. La narrazione si muove attraverso gli intimi quaderni dei protagonisti, le loro epistole, gli articoli di cronaca e tanto altro ancora. Reminiscenze, documentazione storico-geografica, epistole, ma anche un romanzo dai toni scientifici, visibile per mezzo dell’elemento medico-psichiatrico dell’ipnosi usata dal Conte Dracula e da Abraham Van Helsing; il primo la usa come arma per creare sudditi mentre il secondo come indagine medico-diagnostica.

9788807901836_0_221_0_75Il romanzo contiene una storia nota e allo stesso tempo rivoluzionaria, che può essere spiegata attraverso l’analisi della principali figure che si muovono al suo interno. Una prima figura è proprio quella del vampiro, il Conte Dracula, in cui non si riscontra nessuna caratteristica storica di Vlad Tepes III, se non attraverso alcuni monologhi meditativi del vampiro. Un essere dalle mortali sembianze di un vecchio; il vampiro che abita nel castello simboleggia il demoniaco alter ego di Vlad Tepes III. Una finta anzianità è quella del Conte Dracula, che sarà rappresentata da Jonathan Harker il quale mostrerà quest’essere per quello che veramente è, ovvero, un’oscura creatura partorita da Satana in persona. Il nome del Conte Dracula provoca ansia e terrore nel cuore di chi lo sente poiché è concepito come un appellativo demoniaco, che mai deve essere pronunciato ad alta voce. Un demone che, però, non può sfuggire dalla linnea Croce che è l’arma di difesa contro le vampiresche infezioni e la strada per la sua purificazione spirituale. Legate a questo personaggio sono le sue Spose intese da Jonathan Harker come angelici esseri dalle morbide carni, dalle dorate chiome, dagli sguardi profondi. Cosa ben diversa appaiono agli occhi del loro vampiresco padrone che le concepisce come delle schiave, delle sgualdrine e come delle cagne ingorde di sangue umano.

Tra gli altri personaggi ci sono Renfield, Lucy Westenra e Abrham Van Helsing. Il primo di questo è pazzo e simboleggia la figura del debole costretto a sottostare alla tirannica e sanguinaria volontà del suo padrone dal quale sarà ringraziato con la morte per la sua subdola sottomissione. Lucy Westenra è la prima vittima del Conte Dracula giunto in terra londinese, che ha il compito una volta non-morta, di creare nuovi vampiri che portino distruzione in mezzo ai vivi. Personaggio, questo, che simboleggia la selvaggia e depravata sessualità. Il dottore Abraham Van Helsing, invece, è un uomo di Scienza, visto da Stoker come un personaggio dalla doppia personalità medico-scientifica, ovvero come un dottore e come un’esorcista poiché tutto quello che non rientra nella scienza medico fa parte dell’Esoterismo.

Tra gli altri personaggi figurano Jonathan Harker e sua moglie; Jonathan Harker è stato l’unico a vedere nelle profondità degli occhi del Conte Dracula capendo così chi è la demoniaca creatura che è stata riportata parola per parola, nel suo diario di viaggio. Diario che è concepito dallo scrittore come un’importantissima fonte storico-scientifica per comprendere e studiare l’oscura Scienza del Vampirismo. Sua moglie Mina è una donna fortemente coraggiosa che non ha paura di combattere contro le tenebre, ma anzi, dopo essere stata infettata dal demoniaco bacio del Conte Dracula, lo vuole eliminare perché è da lei concepito come un’immonda infezione. Impavida, seconda vittima del vampiro e simbologia della Femminista, che, con coraggio rivendica la sua dignità e il suo status etico-sociale di donna in grado di essere pari all’uomo. Una donna che è anche simbolo della fedeltà amorosa, che rifiuta gli oscuri e depravati sentimenti d’amore che si basano sul dolore e sulle falsità.

Bisogna di certo accennare anche al regista Francis Ford Coppola che nel 1992 produsse il film Dracula di Bram Stoker. Stessa trama e stessi caratterizzazioni sui personaggi del romanzo, tranne che per il Conte Dracula e per Mina Harker. Per quanto riguarda il vampiro lo rappresenta in maniera bipolare, sia come una crudele creatura che come una creatura dal dolce cuore in grado di provare amore, gioia, dolore. La giovane Mina Harker, invece, è cinematografizzata come una vittima del crudele Conte Dracula, come una sua schiava assetata di sangue e come la spietata assassina del suo amante.

Un piccolo approfondimento va fatto sulla figura del vampiro in Romania, vista come un non-morto dal corpo indistruttibile e che usa la sua oscura anima per vampirizzare i vivi durante le sue passeggiate notturne. Vampiri che non erano rappresentati da principi, nobili e persone di potere, ma più semplicemente dai disgraziati, asociali, nemici del popolo, che non possono essere sconfitti dalle canoniche armi, ma, con una formula papale di assoluzione dei loro peccati appoggiata sul petto del loro cadavere. Queste figure lasciarono il posto nella Romania del secondo Ottocento ai vampiri cristiani intesi come oscuri demoni con un’anima condannata a errabondare durante la notte finché la scomunica non sarà cancellata. Un’altra arma usata era la vitamina C poiché era vista come una cura per tutti coloro che da vivi avevano sofferto di scorbuto, pellagra e nictalopia. Un secondo tema riguarda la figura della donna vampiro, creatura che simboleggia il peccato etico e il sesso selvaggio; allo stesso tempo metaforizza la beltà suprema, il dispotismo assoluto, l’esistenziale eternità, l’ambiguità spirituale.

Pare interessante allargare un po’ lo sguardo e accennare al cosiddetto Vampirismo Clinico, un fenomeno che si sviluppò dal Settecento fino agli anni ’90 del Novecento che si caratterizzava da una forte pulsione erotica collegata a una frenetica voglia di osservare, percepire, gustare il sangue altrui e che si manifestava attraverso tre sintomi: Sindrome di Renfield (cibarsi di insetti), Ematodixia e Sanguinarius (vampirismo pacifico e non belligerante). Malattia che ha richiami e collegamenti anche con la necrofilia e forme di autolesionismo anatomico e fisiologico.

STEFANO BARDI

 

Bibliografia e Sitografia di Riferimento:

STOKER B., Dracula, Einaudi, Torino, 2012. 

CAZACU M., Dracula. La vera storia di Vlad III l’Impalatore, Mondadori, Milano, 2016.   

Vampirismo Clinico, da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Vampirismo_clinico).   

 

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“Anime eterne” di Lina Giudetti, libro sul vampirismo

Titolo: Anime Eterne

Autrice: Lina Giudetti

Casa Editrice: Lettere Animate

Genere: Horror romantico

Pubblicato: 5 giugno 2015

Codice isbn: 978-88-6882-489-1

Prezzo ebook: €2.49

 

SINOSSI

Copertina ANIME ETERNERomania, XV secolo. Il principe Vlad Țepeș Dracula III detto l’Impalatore, regna nella Valacchia e da tempo combatte per mantenere l’ordine politico e religioso della sua terra, ma non tutti approvano i suoi metodi estremi. Soprattutto il suo nipote prediletto Stefan, avendo un cuore puro e pacifista, ritiene le sue leggi eccessivamente severe e non appena ha la possibilità di diventare re perché Vlad viene rinchiuso per anni in prigione a causa di un complotto politico, riforma ogni legge abolendo perfino la pena di morte per impalazione… al suo ritorno però Vlad non è più lo stesso di un tempo. La guerra e la morte della prima moglie lo hanno incattivito così tanto da avergli fatto scegliere di diventare un demonio. Vlad rinchiude Stefan nei sotterranei del suo castello e solo quando si ammala di tubercolosi ha dei rimorsi e tenta di salvarlo trasformandolo in quello che è lui: un vampiro, ma prima che la metamorfosi si completi, Stefan si uccide. Sua moglie Serafine impazzisce dal dolore e si uccide anch’ella e questa tragica serie di eventi, causa che una maledizione incomba sulle loro anime che si ritroveranno a vivere reincarnandosi in altri luoghi, in altri tempi e in circostanze molto avverse. Cosa succede infatti quando un figlio della luce diventa un figlio delle tenebre generando un karma che lo condanna alla maledizione della giovinezza eterna? Lei è bella, innocente e umana… lui è affascinante, tenebroso ed è un vampiro… un vampiro sul quale vengono diffuse molte leggende orribili… nella sua ultima incarnazione lei è tormentata da alcuni incubi ricorrenti di cui neppure suo fratello che è uno psichiatra, riesce a comprendere la provenienza; incubi che le mostrano come un’ossessione, gli squarci più significativi delle sue vite precedenti affinché si renda conto di essere tornata dal passato per riequilibrare il karma molto doloroso generatosi tra lei e il suo antico amore Stefan. Sono ormai fatalmente diversi, eppure così fatalmente innamorati… Viene così compiuto in questa storia un lunghissimo viaggio dalla Romania medievale all’America degli anni ’50 e dall’Inghilterra degli anni ’90 fino di nuovo al regno di Dracula e al suo castello rumeno che nasconde una serie di segreti agghiaccianti… Una storia di amanti e rinnegati e di spettri, demoni ed eroi questa che mostra la figura del vampiro in maniera atipica e diversa rispetto a come l’han spesso mostrata le antiche leggende…

 

PICCOLO ESTRATTO DEL LIBRO

“Lei adesso sapeva che i suoi sogni sulla Romania, su Stefan e su Serafine, non erano affatto una coincidenza. Le avevano da sempre voluto riportare alle mente i frammenti di una vita passata. Quei nomi rivelati dal suo subconscio erano dunque reali e non onirici. Appartenevano a personaggi esistiti nelle medesime situazioni e contesti storici nei quali li aveva sognati.

Stefan così simile a Vernon, Edwina così simile a Serafine e lei così simile a entrambe…
Cosa poteva significare tutto questo? Con cosa aveva a che fare?
Le anime sono eterne, pensò in quei momenti, non possono mai morire, ma tornare a vivere in altri corpi di carne e ossa perché gli sia concessa l’opportunità di riparare agli errori commessi nelle precedenti esistenze…”

L’AUTRICE

Nata a Taranto sotto il segno del leone, inizia a scrivere all’età di quattordici anni coltivando la sua passione per la scrittura fino a oggi senza mai abbandonarla. Si ritiene una sognatrice nata e fantasiosa quanto basta per prediligere le materie creative. Appassionata soprattutto di cinema, teatro e arte grafica oltre che di scrittura e lettura naturalmente, si è di recente avventurata nel mondo del web design conseguendo il certificato ECDL per lavorare come libera professionista.  Gli scrittori che da sempre le piacciono e stimolano la sua immaginazione sono Gaston Leroux, Anne Rice, Stephen King, Clive Cussler e Bertrice Small, ma ama leggere molto anche quanto scritto da Oscar Wilde, Platone, Origene e Ovidio (Le “Metamorfosi” in modo particolare). Quanto alla poesia, ha sempre amato lo stile e le opere di Charles Baudelaire e simili. Da bambina invece adorava leggere le fiabe di Hans Christian Andersen. I libri che hanno in qualche modo segnato la sua vita sono “Il fantasma dell’opera” di Gaston Leroux e “La piccola principessa” di Frances Hodgson Burnett. Quanto al mondo del cinema, trova i suoi alter ego in Tim Burton e Sam Raimi, autori per lei “sacri” e anche sue grandi fonti d’ispirazione.

“Patto con il vampiro” di Tiziana Cazziero

Patto con il vampiro

di TIZIANA CAZZIERO

Libro Aperto Edizioni, 2012

Costo: 12 €

 

Sinossi:

Sonia vive apparentemente una vita tranquilla, è una giornalista che ama il suo lavoro e che punta al successo e alla carriera. Il suo passato però è ombrato da un vecchio episodio che ha gettato del mistero sulle sue origini e la sua esistenza.  
 
La notte di Halloween rappresenta un’occasione particolare per il divertimento dei giovani: le feste in maschera sono al centro del divertimento per questa serata tanto particolare. In prossimità di questa festa Sonia fa uno strano sogno, un ritorno a quel passato che ha cercato di cancellare senza però riuscirci. Una insolita e inquietante richiesta di aiuto che torna dal sua enigmatico trascorso.
 
Decide così di occuparsi di un’inchiesta che riguarda strane sparizioni e morti violente e insolite di donne. Giovani vittime che trovano la morte in circostanze misteriose: nessun indizio, nessuna traccia di sangue, solo smorfie di dolore; le vittime sembrano essere morte di paura. Che cosa le ha spaventate a morte? Sonia inizia così la sua ricerca partendo da quell’ era lontana che racchiude un oscurità da scoprire.
 
Quando era un’adolescente ha vissuto quasi questa stessa esperienza, lei è stata fortunata, è una sopravvissuta, la sua amica Elena invece no. Da quella fatidica notte delle streghe avvenuta in età adolescenziale, di lei non si è avuta nessuna notizia.
 
Comincia così un percorso a ritroso nel tempo, dove la protagonista si ritroverà a scoprire le sue vere origini; quella che mai avrebbe potuto immaginare. Scoprirsi una strega, una tra le più potenti della magia, scoprire che forse il male sta prendendo il sopravvento dentro di te; essere disposta a tutto pur di non cadere vittima delle tenebre; anche a morire. E poi incontrarsi e scontrarsi con un vampiro, nemico giurato delle streghe che per una sorta di patto, è costretto a proteggere colei che forse potrà ucciderlo.
 
Una storia ricca di magia che vive la sua realtà nell’era moderna. Scontri tra streghe bianche e streghe nere, il bene contro il male che vede al centro della trama una conflittualità famigliare. 
 
Un segreto avvolto nel mistero che potrebbe essere la soluzione di tutto.
Un amore impossibile e condannato dal mondo magico quello tra streghe e vampiri, una storia destinata a finire ancor prima di iniziare. Sonia riuscirà a non cadere vittima di tutto questo?
Scoprire che le fiabe che ti raccontavano da bambina in realtà non sono solo fantasia, ma realtà, la tua, quella in cui tu sei la protagonista principale.
 
E poi l’amore e sapere di doverlo perdere subito, di non poterlo vivere, tutto per il bene supremo.
Book trailer: 

“Una leggenda, una storia e un sogno” di Elena Maneo

Una leggenda, una storia e un sogno di Elena Maneo

Kimerik Edizioni, 2010, pp. 79

ISBN: 9788860965790

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

Una delle scene più belle del romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie l’abbiamo verso il termine del romanzo, quando la giovane ragazza, che ha dovuto sottostare a mirabolanti comportamenti umani ed animali e ad una logica strampalata e bizzarra, si fa forza e riesce a sconfessare che tutti quei personaggi, non sono che qualcosa di fantastico e di inesistente. Mi riferisco alla scena del processo al fante di cuori, imputato dalla crudele regina di cuori di aver rubato delle crostate di marmellata. In quella sede viene chiamata in giudizio anche Alice che viene sottoposta a una serie di domande nonsense, trabocchetti, veri e propri controsensi e, ad un certo punto, si alza in piedi e si mette ad urlare contro la corte: “Non siete altro che un mazzo di carte!”. Questo episodio può essere d’interesse per leggere e analizzare, ad esempio, alcune delle opere più recenti della scrittrice Elena Maneo dove, in vari racconti, è solita inserire personaggi o riferimenti che rimandano proprio al mazzo di carte da poker (In Una leggenda, una storia e un sogno è contenuto un racconto dal titolo “Il fante di cuori” mentre in La regina, la forza e l’amore, abbiamo un racconto dal titolo “La regina di Picche”).

Le carte (sia da poker, che d’altro genere) sono, forse, assieme ai dadi, uno dei giochi da tavola e di momento conviviale-ludico più antichi ed è curioso come Carroll le abbia impiegate all’interno del suo romanzo più famoso come veri e propri personaggi. Sta a significare, forse, la constatazione semplice e al tempo stesso originalissima che è possibile proiettarsi in un mondo altro che, pur non avendo niente in comune con la nostra razionalità e fisicità, rappresenta un universo da poter scoprire. Lo stesso avviene, ad esempio, nel proseguo del libro di Carroll in cui Alice passa attraverso lo specchio o, addirittura, nella famosissima partita di scacchi. Il gioco, suggerisce Carroll, è un ottimo modo per svagarci non solo nel senso di allentare le nostre preoccupazioni ma ci permette di estraniarci dal “qui ed ora” per colonizzare spazi e vivere avventure nuove, sregolate, prive di leggi e regolamenti.

Il procedimento che la Maneo fa è probabilmente sulla scia di tali considerazioni e questo breve libro si legge con molta celerità, non solo per la sua brevità ma perché nella lettura siamo portati a fagocitare parola dopo parola, pagina dopo pagina. Il mondo fantastico che la Maneo propone è, però, alquanto composito e abbraccia tradizioni fantasy che fanno riferimento a filoni e generi diversi tra loro: abbiamo così personaggi che sono dei vampiri che interagiscono direttamente con degli alieni. Una singolare accoppiata di folklore rumeno con idee di vita su un pianeta diverso dalla Terra. La breve silloge di racconti è compatta e ha una sua unità, il filo rosso è proprio questo genere fantasy che si sviluppa in varie forme a cui il titolo fa riferimento: La leggenda, una storia e un sogno; un vampiro, un alieno, il Diavolo e un giallo di difficile soluzione ci tengono coinvolti nella lettura sino all’ultima pagina.

Lorenzo Spurio

25-11-2011

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Origine e diffusione del vampirismo. Il doppio volto della donna: angelo o demone? di Serena Bono

Origine e diffusione del vampirismo – Il doppio volto della donna: angelo o demone? di Serena Bono

Roma, Albatros Editore, 2010, pp. 112

IBSN: 9788856727999

Recensione di Lorenzo Spurio

Il vampiro è un personaggio che ha sempre riscosso un grande successo in letteratura e nella cinematografia perché è avvolto da una serie di misteri che, a tutt’oggi, rendono difficile sviscerare completamente questa figura. Il vampiro è stato utilizzato ampiamente in racconti e romanzi che appartengono al filone gotico, così come in thriller e veri e proprio horror per quanto concerne il cinema. Recentemente mi è capitato di leggere una delle numerosissime riscritture (in americano le chiamano mash ups) di un grande classico, Jane Eyre, romanzo di Charlotte Brontë. Questo rewriting, a opera di una scrittrice americana di nome Sherri Browning Erwin, stravolge il plot di Jane Eyre cambiandone l’ambientazione e così Jane, ribattezzata nel romanzo Jane Slayre, finisce per essere un’assassina di vampiri che deve lottare anche contro zombi e lupi mannari. Sono proprio queste tre (il vampiro, lo zombi e il lupo mannaro)[1] le creature mostruose che più vengono impiegate nelle narrazioni o nella cinematografia con l’intenzione di generare suspense, paura e vero e proprio terrore nel ricevente. Si tratta di personaggi di cui è quanto mai difficile tracciare l’origine e il mito di fondazione. Se si pensa al lupo mannaro infatti non è che una delle tante forme di metamorfosi e di ibridismo di cui ci narrano gli antichi greci. La figura dello zombi, originaria nell’America centrale nel periodo della tratta dei neri, è un altro personaggio inquietante, misterioso, di cui sappiamo poco o troppo. Quando si sa poco di una certa cosa è difficile parlarne o dare dei giudizi ma quando si hanno troppe informazioni, diverse e contrastanti, allora è anche peggio ed è estremamente difficile dare un interpretazione oggettiva che possa essere il più possibile vicino alla realtà. Quello che accomuna questi tre personaggi, vampiri, lupi mannari e zombi, è il fatto che non appartengono all’umanità normale e che si contraddistinguono per inaudita violenza. In tutti e tre dunque è insita l’efferatezza, la spietatezza e la morte. Sono inoltre personaggi quanto mai indefiniti e fumosi: il vampiro spesso dispone di ali e si trasforma in un pipistrello, lo zombi può assumere qualsivoglia forma, il lupo mannaro assume quella sembianza mostruosa solo nelle notti di luna calante.

Serena Bono, con il suo saggio sul vampirismo, ci aiuta a comprendere la figura del vampiro, fornendoci un’interessante lettura sostenuta da studi critici e letterari sul tema. Si parte dall’analisi delle ipotesi di fondazione di questo mito del vampiro per poi descrivere quali sono gli elementi caratteristici di questa figura e il culto del sangue per poi concludersi con un’affascinante analisi letteraria di due figure vampire femminili in due romanzi inglesi: Carmilla di Sheridan Le Fanu (1872) e il più noto Dracula di Bram Stoker (1897). La Bono utilizza un linguaggio appropriato e scorrevole, adatto alla forma e agli scopi del saggio e mostra al tempo stesso di aver fatto un fine studio sul tema, fornendoci al termine del saggio un’esauriente ed utile bibliografia.

Come la Bono sottolinea all’apertura del romanzo la figura del vampiro è polisemica, è difficile considerarla sotto un’unica interpretazione ed è dunque necessario allargare il campo d’indagine al mito, alla storia,alla tradizione popolare, alla letteratura, tutti ambiti nei quali la figura del vampiro è stata abbondantemente considerata. La grande fortuna di personaggi mostruosi quali vampiri, licantropi e zombi è forse motivata da questo senso d’indeterminatezza e di imperscrutabilità che li avvolge. Sono esseri che sappiamo non esistere e che non vorremmo incontrare mai, neppure nel sogno. Eppure, non dovremmo essere così sicuri nel mettere la mano sul fuoco che i vampiri non esistono. Recenti fatti di cronaca ci hanno infatti allarmato circa efferati gruppi satanici che utilizzavano il sangue delle vittime come rito d’iniziazione o addirittura come sacrificio umano. Così il Diavolo, Satana, esaltato da questi gruppi occulti è un dio del male, che combatte contro Dio. Ma anche il vampiro, secondo la tradizione popolare, è in continua lotta con Dio: l’acquasanta versata su di un vampiro ha per quest’ultimo degli effetti devastanti, quasi da riuscire ad ucciderlo. Sono dunque i satanisti e i cultori dell’occulto i moderni vampiri? E il vampiro è una manifestazione di Satana? Di quel Male onnipresente che minaccia il Bene? E’ di circa una settimana fa la notizia[2] che un uomo in India è stato arrestato poiché obbligava la moglie a farsi prelevare il sangue, che poi lui ingeriva per incrementare la sua potenza sessuale. In entrambi i casi è evidente l’associazione tra sangue-sesso-vampiri che la Bono pure tratteggia in più punti nel romanzo. In questo libro troverete tanti vampiri e, se per caso ne avete particolare paura, allora munitevi di spicchi d’aglio, crocefissi, acqua santa e specchi. Così riuscirete a tenerli lontani. Forse.

Lorenzo Spurio

4 Agosto 2011


[1] Il vampiro condivide molti aspetti con lo zombi (sia il vampiro che lo zombi quando attaccano una persona, questa diviene a sua volta zombi e vampiro e questo procedimento va avanti sempre così generando un’ondata di Male finché non sopraggiunge qualcuno in grado di sopraffarle e di distruggerle; entrambi, vampiro e zombi, sono delle persone morte che possiedono la facoltà di muoversi e di agire come fossero vive) ma il vampiro condivide anche molti aspetti con il licantropo (entrambi si presentano di notte, momento nel quale sono particolarmente forti: di giorno il vampiro rimane chiuso in una bara cercando di evitare la luce mentre di giorno il licantropo si ritrasforma e riassume la sua parvenza umana; il vampiro, oltre a trasformarsi in pipistrello, può inoltre trasformarsi anche in un lupo, proprio come il licantropo).

[2] “India, marito “vampiro” beveva il sangue della moglie”, Il Tempo, 18 Luglio 2011.

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