Origine e diffusione del vampirismo. Il doppio volto della donna: angelo o demone? di Serena Bono

Origine e diffusione del vampirismo – Il doppio volto della donna: angelo o demone? di Serena Bono

Roma, Albatros Editore, 2010, pp. 112

IBSN: 9788856727999

Recensione di Lorenzo Spurio

Il vampiro è un personaggio che ha sempre riscosso un grande successo in letteratura e nella cinematografia perché è avvolto da una serie di misteri che, a tutt’oggi, rendono difficile sviscerare completamente questa figura. Il vampiro è stato utilizzato ampiamente in racconti e romanzi che appartengono al filone gotico, così come in thriller e veri e proprio horror per quanto concerne il cinema. Recentemente mi è capitato di leggere una delle numerosissime riscritture (in americano le chiamano mash ups) di un grande classico, Jane Eyre, romanzo di Charlotte Brontë. Questo rewriting, a opera di una scrittrice americana di nome Sherri Browning Erwin, stravolge il plot di Jane Eyre cambiandone l’ambientazione e così Jane, ribattezzata nel romanzo Jane Slayre, finisce per essere un’assassina di vampiri che deve lottare anche contro zombi e lupi mannari. Sono proprio queste tre (il vampiro, lo zombi e il lupo mannaro)[1] le creature mostruose che più vengono impiegate nelle narrazioni o nella cinematografia con l’intenzione di generare suspense, paura e vero e proprio terrore nel ricevente. Si tratta di personaggi di cui è quanto mai difficile tracciare l’origine e il mito di fondazione. Se si pensa al lupo mannaro infatti non è che una delle tante forme di metamorfosi e di ibridismo di cui ci narrano gli antichi greci. La figura dello zombi, originaria nell’America centrale nel periodo della tratta dei neri, è un altro personaggio inquietante, misterioso, di cui sappiamo poco o troppo. Quando si sa poco di una certa cosa è difficile parlarne o dare dei giudizi ma quando si hanno troppe informazioni, diverse e contrastanti, allora è anche peggio ed è estremamente difficile dare un interpretazione oggettiva che possa essere il più possibile vicino alla realtà. Quello che accomuna questi tre personaggi, vampiri, lupi mannari e zombi, è il fatto che non appartengono all’umanità normale e che si contraddistinguono per inaudita violenza. In tutti e tre dunque è insita l’efferatezza, la spietatezza e la morte. Sono inoltre personaggi quanto mai indefiniti e fumosi: il vampiro spesso dispone di ali e si trasforma in un pipistrello, lo zombi può assumere qualsivoglia forma, il lupo mannaro assume quella sembianza mostruosa solo nelle notti di luna calante.

Serena Bono, con il suo saggio sul vampirismo, ci aiuta a comprendere la figura del vampiro, fornendoci un’interessante lettura sostenuta da studi critici e letterari sul tema. Si parte dall’analisi delle ipotesi di fondazione di questo mito del vampiro per poi descrivere quali sono gli elementi caratteristici di questa figura e il culto del sangue per poi concludersi con un’affascinante analisi letteraria di due figure vampire femminili in due romanzi inglesi: Carmilla di Sheridan Le Fanu (1872) e il più noto Dracula di Bram Stoker (1897). La Bono utilizza un linguaggio appropriato e scorrevole, adatto alla forma e agli scopi del saggio e mostra al tempo stesso di aver fatto un fine studio sul tema, fornendoci al termine del saggio un’esauriente ed utile bibliografia.

Come la Bono sottolinea all’apertura del romanzo la figura del vampiro è polisemica, è difficile considerarla sotto un’unica interpretazione ed è dunque necessario allargare il campo d’indagine al mito, alla storia,alla tradizione popolare, alla letteratura, tutti ambiti nei quali la figura del vampiro è stata abbondantemente considerata. La grande fortuna di personaggi mostruosi quali vampiri, licantropi e zombi è forse motivata da questo senso d’indeterminatezza e di imperscrutabilità che li avvolge. Sono esseri che sappiamo non esistere e che non vorremmo incontrare mai, neppure nel sogno. Eppure, non dovremmo essere così sicuri nel mettere la mano sul fuoco che i vampiri non esistono. Recenti fatti di cronaca ci hanno infatti allarmato circa efferati gruppi satanici che utilizzavano il sangue delle vittime come rito d’iniziazione o addirittura come sacrificio umano. Così il Diavolo, Satana, esaltato da questi gruppi occulti è un dio del male, che combatte contro Dio. Ma anche il vampiro, secondo la tradizione popolare, è in continua lotta con Dio: l’acquasanta versata su di un vampiro ha per quest’ultimo degli effetti devastanti, quasi da riuscire ad ucciderlo. Sono dunque i satanisti e i cultori dell’occulto i moderni vampiri? E il vampiro è una manifestazione di Satana? Di quel Male onnipresente che minaccia il Bene? E’ di circa una settimana fa la notizia[2] che un uomo in India è stato arrestato poiché obbligava la moglie a farsi prelevare il sangue, che poi lui ingeriva per incrementare la sua potenza sessuale. In entrambi i casi è evidente l’associazione tra sangue-sesso-vampiri che la Bono pure tratteggia in più punti nel romanzo. In questo libro troverete tanti vampiri e, se per caso ne avete particolare paura, allora munitevi di spicchi d’aglio, crocefissi, acqua santa e specchi. Così riuscirete a tenerli lontani. Forse.

Lorenzo Spurio

4 Agosto 2011


[1] Il vampiro condivide molti aspetti con lo zombi (sia il vampiro che lo zombi quando attaccano una persona, questa diviene a sua volta zombi e vampiro e questo procedimento va avanti sempre così generando un’ondata di Male finché non sopraggiunge qualcuno in grado di sopraffarle e di distruggerle; entrambi, vampiro e zombi, sono delle persone morte che possiedono la facoltà di muoversi e di agire come fossero vive) ma il vampiro condivide anche molti aspetti con il licantropo (entrambi si presentano di notte, momento nel quale sono particolarmente forti: di giorno il vampiro rimane chiuso in una bara cercando di evitare la luce mentre di giorno il licantropo si ritrasforma e riassume la sua parvenza umana; il vampiro, oltre a trasformarsi in pipistrello, può inoltre trasformarsi anche in un lupo, proprio come il licantropo).

[2] “India, marito “vampiro” beveva il sangue della moglie”, Il Tempo, 18 Luglio 2011.

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