Annalisa Soddu pubblica la raccolta di poesie “Interni”

“INTERNI” DI ANNALISA SODDU

 COMUNICATO STAMPA

  

interni_600Titolo suggestivo e invitante per la nuova pubblicazione di Annalisa Soddu, Interni, il suo nuovo libro di poesie. La pubblicazione dell’opera è stata curata e gestita da TraccePerLaMeta Edizioni, attività di editoria rivolta ai soci dell’Associazione Culturale TraccePerLaMeta.

Dopo il successo avuto con il racconto Il fuoco di Lorenzo, la scrittrice di origini sarde ritorna con una nuova pubblicazione molto carica di significati, come lo stesso titolo del libro chiarifica.

Il critico Lorenzo Spurio nella prefazione osserva: «Questo libro non lascerà indifferente il lettore, perché le liriche che si appresta a leggere “graffiano” il cuore di chi, con sensibilità e innocentemente, sa leggere tra i versi. […] La Soddu affonda con perizia il bisturi in una materia sociale dolorosa e si mostra sensibile alle tortuose pieghe dei comportamenti e dei pensieri umani, attenta osservatrice delle problematiche dell’uomo contemporaneo, delle sue crisi e delle sue affettività».

Il libro può essere ordinato ed acquistato tramite lo shop di TraccePerLaMeta Edizioni o tramite ogni altra libreria online.

 

                       

 

TITOLO: Interni

AUTORE: Annalisa Soddu

EDITORE: TraccePerLaMeta Edizioni

PAGINE: 54

ISBN: 978-88-907190-6-6

COSTO: 9 €

 

 

  

Info:

info@tracceperlameta.org

http://www.tracceperlameta.org

“La paga del soldato” di William Faulkner, recensione di Anna Maria Balzano

La paga del soldato

di William Faulkner (premio Nobel 1950)

Recensione di ANNA MARIA BALZANO

images“La paga del soldato” e  “L’urlo e il furore” sono indiscutibilmente i capolavori di William Faulkner.

Il primo dei due romanzi fu pubblicato nel 1926 e il suo titolo va al di là del suo significato letterale.

La storia si svolge nell’immediato primo dopoguerra e inizia con il ritorno a casa di alcuni reduci sopravvissuti ai tragici e devastanti combattimenti in territorio europeo. Tra questi è il giovane Donald Mahon, orribilmente sfigurato in volto e privo di quasi tutte le facoltà intellettive: intorno a lui si snoderà tutta la vicenda e lui stesso, silente protagonista, diventerà il simbolo dell’ ottusità e della nefandezza della guerra e al tempo stesso il mezzo di cui l’autore si servirà per mettere in luce la difficoltà, a volte l’impossibilità di questi reduci di riadattarsi alla vita civile. Lo stesso tema, sia pure diversamente e in epoche più recenti, sarà affrontato nei film di Michael Cimino “Il cacciatore” del 79 e soprattutto in “Nato il 4 luglio” di Oliver Stone dell’89.

Risulta evidente, dalla lettura di questo romanzo, come fosse stata pressante nel periodo immediatamente precedente alla partecipazione degli Stati Uniti alla prima guerra mondiale la campagna di propaganda interventista, allo scopo di motivare i giovani, affinché sentissero di partire in difesa di grandi ideali e in cerca di gloria.

Il dramma che vede al centro Donald, non è in definitiva più il suo dramma personale, perché egli è ormai già distaccato dalla vita, ma è il dramma che colpisce i personaggi intorno a lui.

Il padre, rettore presbiteriano, vive nell’illusione di restituire al figlio un minimo di dignità umana ed è convinto che la fidanzata, Cecily, accetterà di sposarlo, nonostante la sua grave infermità. Ed è proprio Cecily il personaggio che Faulkner descrive con maggiore cura, attento a sottolinearne la bellezza e la sensualità, insieme con la superficialità e la frivolezza , indici di profondo egoismo. E’ questo lo stereotipo della giovane donna del sud, bella e viziata, in cerca di una conveniente sistemazione, ma restia a rinunciare all’amore e al sesso: essa mette in gioco tutte le sue armi di seduzione, rasentando a volte il cinismo e la crudeltà nel suo rapporto con gli uomini. Una Rossella O’Hara un po’ più moderna, ma pur sempre di Atlanta, città in cui  la vita sembrerebbe, da questo punto di vista, cambiata veramente poco.

Cecily non è però l’unico personaggio femminile di spicco in questo romanzo. Grande rilievo hanno Margaret Powers e Emmy. La prima appare come l’elemento rassicurante e positivo, la donna che per generosità è capace di offrire se stessa, ma anche di negare a se stessa l’amore desiderato. Emmy, piccola, rozza e quasi a tratti un po’ animalesca nasconde dietro quella totale assenza di femminilità un carica emotiva e sensuale di grande spessore. E’ lei l’unica che ama sinceramente e incondizionatamente Donald.

I personaggi maschili sono altrettanto ben delineati nelle loro caratteristiche negative e positive: da Gilligan, solidale compagno di Donald, a Jones, satiro maniaco che corre dietro a tutte le donne con cui ha a che fare, a George Farr, perdutamente innamorato di Cecily, al punto da sposarla e condurre con lei una vita sicuramente infelice.

Ciò che si nota, leggendo questo testo, oggi è quanto sia cambiata non solo la concezione della donna e del suo ruolo nella società, ma anche come il rapporto stesso uomo-donna si sia fortunatamente sensibilmente evoluto, pur conservando ancora limiti indiscutibili. Persino le arti della seduzione, che ai primi del novecento erano sì affidate alla donna, ma in modo subalterno all’uomo, trovano oggi diversi mezzi espressivi.

Non si possono non sottolineare, in ultima analisi,  le numerose citazioni colte che si trovano nel romanzo, da Shakespeare, a Wordsworth a Coleridge. Questo per rilevare una volta di più come anche nella letteratura americana il legame con la cultura europea sia evidente e fondamentale.

ANNA MARIA BALZANO

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“Il grido della terra” di Fabio Clerici, recensione di Marzia Carocci

“Il grido della terra” MISSIONE EMILIA
 di Fabio Clerici
 TraccePerLaMeta Edizioni, 2013
Recensione a cura di Marzia Carocci
GRIDO-~1Fabio Clerici ha passato tre mesi in missione di soccorso in Emilia, dopo il tragico evento del sisma che ha distrutto, terra, famiglie e quotidianità di una vita normale.
Un libro che attraverso i suoi tredici racconti ,  le sue testimonianze , le fotografie,  diventa un autentico  reportage che attira il lettore in qualcosa che porta alla riflessione e alla consapevolezza di quanta violenza  può produrre una natura che dovrebbe amare i suoi figli.
Un libro che commuove, che ci fa sentire testimoni di uno scempio contro il quale non si può fare nulla se non ricostruire, tassello dopo tassello ogni piccola cosa, ogni   quotidiano gesto, ogni bisogno di normalità perduta.
L’autore, attraverso i suoi personaggi , uomini e donne in divisa, attraverso la loro sensibilità e caparbietà nell’aiutare, ci mostra uno sfondo surreale, dove ha importanza anche una semplice foto, un sorriso e un grazie, dove si respira l’essenza di chi ha subìto, un’essenza fatta di coraggio, di speranza dove le lacrime non servono, ma è utile l’aiuto, la comprensione, la tenacia di esistere e persistere nonostante  la terra tremi e spesso faccia sentire il suo latrare continuo .
Racconti di testimonianze dove tutto è utile; il servizio antisciacallaggio,come supporto alle vittime del terremoto,  quel cancro del male che non teme il dolore altrui, ma anzi, cerca di trarne vantaggio sporcando e infangando una terra già martoriata e denigrata; c’è bisogno di psicologi per aiutare i bambini a recuperare e assorbire l’impatto con il terrore e il cambiamento repentino di vita, ormai lontana dall’essere infanti,poi  serve la mano, l’abbraccio, la pacca sulla spalla, la parola all’anziano e a chi ha perduto irrimediabilmente ciò che è stato della propria vita.
La scrittura di Fabio Clerici è fluida, ricca di particolari e nonostante l’ambientazione, la situazione e la crudeltà dell’accaduto, egli non indurisce l’idioma, anzi ne fa quasi carezza come se volesse usare  una sensibilità particolare alla descrizione di tanto male, egli infatti sottolinea anche passaggi molto commoventi, come l’importanza di una foto per una donna che ormai non ha più niente, la foto di un figlio deceduto giovanissimo, così come descrive la riconoscenza della gente, ricordando i sorrisi, il rispetto, l’educazione.
Dal libro viene fuori un quadro ricco di colori dove non prevale solo il nero, ma tante sfumature di rosa che fanno parte della speranza, della voglia di farcela , il cuore pulsante  di una popolazione coraggiosa, forte, esemplare: quella degli Emiliani, uomini e donne  che nonostante la terra e le sue scosse, l’abbiano inginocchiati, graffiati, insultati, violentati, hanno saputo rimboccarsi le maniche nonostante tutto.
 Grazie all’aiuto fondamentale di gente straordinaria come Fabio Clerici e tutti i volontari del servizio civile e gli agenti di Polizia Locale , questa popolazione non si è arresa e forse sono loro, proprio loro, il GRIDO DELLA TERRA più forte e imponente , l’urlo della difesa alla vita e alla normalità dell’essere umano!
MARZIA CAROCCI

I laboratori di scrittura della rivista “Sagarana”

LABORATORIO ESTIVO DELLA SAGARANA

Oltre al Laboratorio di Narrativa della Sagarana (ottobre  2013 – Maggio 2014) pensiamo di organizzare un Laboratorio estivo full immersion per quest’anno, nei  giorni 26, 27, 29 e 30 Agosto, mattina e pomeriggio, qui a Lucca, tenuto da  Julio Monteiro Martins. L’idea è la formazione di una piccola comunità  temporanea di autori per rompere un po’ l’isolamento forzato degli scrittori e  scambiare esperienze e testi, discutere sugli argomenti legati alla letteratura,  approfondire insieme questioni legati al personaggio, all’intreccio,  all’ambientazione, all’attacco, al scioglimento, ai titoli e epigrafi, allo  stile, ma anche alla visibilità possibile dei testi oggi, alle difficoltà  editoriali, queste cose..

Il costo del Laboratorio estivo sarà di 250 euro. Le  iscrizioni sono aperte e il numero di iscritti ammessi sarà al massimo 10. Per  iscriversi o per maggiori informazioni scrivere a info@saganara.net o chiamare il n° 0583-580330.

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Sono aperte anche le iscrizioni al Laboratorio di  Narrativa della Sagarana 2013-2014.

A partire dal primo sabato di Ottobre 2013,  inizierà il Laboratorio di Narrativa della Scuola Sagarana, a Lucca (che  diversamente del vecchio Master, è dedicato esclusivamente alla narrativa – al  racconto e al romanzo – e il professore è lo scrittore Julio Monteiro Martins). 

Gli incontri saranno il pomeriggio, dalle 16,00  alle 19,00 , per nove mesi, ogni due settimane (sempre di Sabato): totale 36 ore  lavorative in classe. All’interno del Laboratorio ci saranno discussioni  approfondite sugli aspetti fondamentali dell’arte del narrare, (il personaggio,  l’inconscio come fonte, l’intreccio, lo stile, il punto-di-vista narrativo, il  tempo, i generi letterari, i titoli, i sentimenti complessi, le tematiche  postmoderne, l’etica della letteratura, il ruolo dello scrittore, ecc.), insieme  all’analisi dei testi prodotti dagli allievi come risultato di esercizi a tema,  finalizzati a ridurre il divario fra l’intenzione-tema e il risultato-esercizio.  Lo scopo del laboratorio, oltre allo sviluppo delle tecniche della scrittura  (soprattutto del racconto e del romanzo), è promuovere la consapevolezza sulla  vera natura dello scrivere narrativa, raffinando negli allievi il proprio  universo concettuale e la propria visione del mondo.

Non sono necessari titoli di studio per  iscriversi.

Info: julio.monteiro.martis@gmail.com

E’ uscito “Imago” di Antonella Troisi

“IMAGO” DI ANTONELLA TROISI

 COMUNICATO STAMPA

  

imago_600E’ uscito da pochi giorni Imago di Antonella Troisi. Si tratta di una raccolta di poesie edita da TraceePerLaMeta Edizioni. Questo libro rappresenta l’opera prima di Antonella Troisi, poetessa campana residente a Salerno.

Dalla prefazione curata da Lorenzo Spurio si legge: «Il lettore troverà poesie dal gusto nuovo la cui collocazione in un genere risulta difficoltosa, ma, come si sa, nel nostro secolo non è opportuno parlare di scuole, movimenti né generazioni. […]La difficoltà nel percepire in maniera lucida e razionale quali siano i limiti estremi di un amore è al centro della silloge dove l’amore si configura a tratti come un tormento, un desiderio, un pensiero ricorrente, un’illusione. La poetessa, però, è altamente coscienziosa nel sapere che parlare di amore immancabilmente significa parlare anche del tempo che, imperterrito scorre».

Il libro può essere ordinato ed acquistato tramite lo shop di TraccePerLaMeta Edizioni o tramite ogni altra libreria online.

 

                        

TITOLO: Imago
AUTORE: Antonella Troisi
EDITORE: TraccePerLaMeta Edizioni
PAGINE: 56
ISBN: 978-88-907190-7-3
COSTO: 9€

Info:

info@tracceperlameta.org

www.tracceperlameta.org

“Vita, morte e miracoli di un uomo qualunque” di Matteo Deraco, recensione di Lorenzo Spurio

Vita, morte e miracoli di un uomo qualunque
di Matteo Deraco
Sovera Edizioni, 2012
Pagine: 80
ISBN: 9788866520368
Prezzo: 9 €
 
Recensione di Lorenzo Spurio

 

La gente è solo capace a etichettarti, spremerti, prendere e prendere e prendere, e se prendi prima o poi devi pure dare. Al contrario, quando dai non sempre arriva qualcosa.

 

copLa narrazione si apre con il protagonista alle prese con due gravi disdette dalla vita: l’abbandono della compagna e l’esser licenziato. I due fatti chiarificano da subito l’animo deluso e scoraggiato del protagonista che deve fare i conti, più che con un semplice licenziamento lavorativo, con un vero e proprio “licenziamento dalla vita”: privato di amore e lavoro, infatti, si sente deluso e questa condizione anima in lui una serie di pensieri e convincimenti con i quali sembrerebbe chiudersi a riccio dal mondo. In realtà la fine del suo rapporto di lavoro non è vissuta come dramma dato che subito, con chiari ed espliciti riferimenti a Bukowski e alla beat generation, osserva «ma davvero non me ne fregava poi molto del lavoro».

E’ palpabile l’intenzione di Deraco di raffigurare nel romanzo il senso di incertezza lavorativa della nostra attualità e infatti nelle prime pagine osserva: «Anzi, con la depressione galoppante, il senso d’inutilità e di precariato, il senso d’immobilismo e di fallimento, di volta in volta facevi un passetto indietro.» Quadretto quanto mai realistico e deprimente della nostra realtà dove il precariato, la disoccupazione e il tormento sono manifestazioni comuni ed universali. Deraco vede la vita attraverso il lavoro o, meglio, attraverso la mancanza di esso e la descrive come una serie di vicende momentanee che hanno un inizio e una fine (lavori per un po’, poi ti cacciano) che descrivono ciclicamente l’impegno dell’uomo nel darsi da fare, cercare lavoro e a volte addirittura inventarselo, farsi “la gavetta”, anche se spesso neppure questa conta.

Il linguaggio colorito e giovanile (la parola “cazzo” ricorre con una smodata frequenza) si sposa con una narrazione che non ha grandi pretese se non quella di un giovane di guardare con i suoi occhi il mondo che lo circonda, in maniera sfiduciata e poco combattiva, dopo tante “sconfitte” subite, provate sulla propria pelle. I rimandi, sia tematici che linguistici, a Bukowski, il padre della letteratura contemporanea che con spregiudicatezza e sagacia sconfessò le difficoltà, i drammi, le collusioni del mondo lavorativo, sono palpabili a più livelli e in maniera chiara. Lo stesso titolo del romanzo nel quale si dice “di un uomo qualunque” vuol forse sottolineare la specificità di un essere vivente garantendone l’anonimato che, però, vive una condizione che non gli è esclusiva e che, invece, è generalizzata e abbastanza comune. L’uomo qualunque, dunque, siamo noi e tutte quelle persone che possono ritrovarsi nei pensieri che l’io narrante fa.

Vi sono considerazioni anche piuttosto forti come quella ai nostri padri, che hanno fatto il ’68 e si ritrovano ora, nella loro attualità a “fregarsene” che non mi sento di condividere, ma che può essere una lecita osservazione o lo sguardo critico e a tratti sfrontato nei confronti della religione: « Dio non c’era, e per quel che mi riguardava non c’era mai stato. Dio era solo una stampella psicologica da tirare fuori nel momento del bisogno, e poi rimettere via quando non serviva più». Il protagonista vedrà Dio nell’immagine della suora che condivide con lui lo scompartimento del treno, nel Cristo di Maratea, ma anche nelle valige, nell’alcool, in episodi di fortuna e tanto altro, chiarificando il suo panteismo laico e l’utilizzo di “Dio” quale personaggio sui generis al quale demandare fortune/sfortune (si ricordi, ancora, Bukowski).

Il protagonista è un uomo arrabbiato, che non crede nei compromessi e nelle bieche leggi dell’oggi, ma finisce per apparire poco combattivo e partecipativo: l’unico gesto di tutto il romanzo in cui sembra prendere una decisione realmente importante è quando decide di lasciare la sua ragazza. Per il resto si gongola nel disprezzo verso il mondo, nella critica e nell’autocritica, nell’analisi della tragica condizione del momento, descrivendola, schifandosene senza, però, “attuare” in una qualche maniera significativa sulla sua esistenza. E’ un osservatore del mondo, a distanza, quasi un vouyer, ma raramente entra in quel mondo per agire da protagonista con consapevolezza.

Animo inquieto e sprezzante, indifferente agli altri e soprattutto ai giudizi del mondo, ricorda appunto il celebre Chinaski: «Me ne fregavo, come me ne fregavo di tutto il resto»; il protagonista nutre un atteggiamento sconsiderato, narcisista e violento tanto da arrivare a sviscerare nelle prime pagine del libro la sua indisposizione e animosità nei confronti dell’intero mondo (misantropia):  «Avrei sterminato tutti i commessi delle poste lenti, tutti gli stronzi che suonavano il clacson, tutte le vecchie in fila alla cassa al supermercato. Mi toglievano aria, mi levavano vita». Il lettore pagina dopo pagina si chiede se in realtà il comportamento ossessivo e meticoloso del ragazzo nei confronti di Chiara, l’ex-ragazza, non sia eccessivo e preoccupante e se la sua narrazione sia vagliata da una mente instabile, che vede le persone/la società in maniera distorta che allo stesso tempo imputa l’errore negli altri facendo poca autoanalisi. E’ lo stesso ragazzo ad osservare nel cuore della narrazione: « Fondamentalmente ero un egocentrico del cazzo e un sociopatico».

Domina un linguaggio giovanile, scanzonato e molto colorito con chiari e continui rimandi alla “poetica” di Bukowski e una serie di modi di dire e “frasi fatte” sgranate con gratuità al lettore; numerose anche le citazioni a pezzi di canzoni e ad autori italiani e stranieri (Ligabue, Vasco, Negramaro, Fabrizio De André, Radiofreccia, Guccini, Guns’n’roses), come pure ai film (L’ultimo bacio, V per vendetta).

Un romanzo atipico ed effervescente di un giovane e delle sue visioni sul mondo. Un’analisi nelle pieghe del proprio io che, al termine delle vicende narrate, lo porterà ad osservare il mondo con uno sprizzo di lucidità: «Fino a quel momento non ne avevo fatto entrare poi molte, di persone, all’interno del mio mondo».

Una scrollata al sé, e una maggiore consapevolezza del vivere nel hit et nunc.

  

Lorenzo Spurio

(scrittore, critico-recensionista)

 

Jesi,  4 Luglio 2013

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

“Eros e la nudità” di Ninnj Di Stefano Busà, recensione di Ugo Piscopo

UNA GHIRLANDA DI CALICI PIENI PER UN BRINDISI ALL’AMORE

A CURA DI UGO PISCOPO

 

Recensione a “Eros e la nudità”, di Ninnj Di Stefano Busà
con prefazione di Walter Mauro, Plinio Perilli, Arturo Schwarz
Edizioni Tracce, Pescara 2013
pp. 99.

9788874338788Il Novecento è sempre più lontano. Si avverte perfino una tensione a denovecentizzarsi, se si può dire. Cioè a togliersene di dosso l’odore.

Uno dei segnali è la nuova qualità di approccio all’amore. Non è che il Novecento ignorasse l’amore. Lo teneva, anzi, terribilmente presente, – e come si potrebbe mai scrivere, vivere o pensare senza l’amore? -, ma lo assumeva a materia da approcciare in chiave critica e in una nitida luce di disincanto, o di analisi e perfino di divertimento cinico, soprattutto nell’ambito neoavanguardista e neosperimentale. L’indirizzo era nato già nelle avanguardie storiche. Il futurismo, ad esempio, spalancava le porte alla fisicità erotica, solo ai fini funzionali della riappropriazione degli istinti dei primordi, a favore di un’antropologia più ricca di energia. Per questo, gridava “abbasso la donna”, e, di contro, “viva la femmina”.

Poi, nel corso degli anni Ottanta del secolo passato, in concordanza con la riscoperta del “padre” e con l’attenuazione del concetto di progettualità, cioè di mentalismo, si venne proponendo e praticando nella scrittura poetica l’idea della “poesia innamorata”. Oggi, poi, “cuore” e “amore” la fanno da padroni di casa.

In questi nuovi spazi di libertà ideale, si colloca e respira la raccolta di poesie di Ninnj Di Stefano Busà dedicate all’amore, o, meglio, a Eros, come simbolo di ripetizione concreta della prima ierogamia e di manifestazione al mondo di un evento decisivo per la vita universale, l’accoppiamento del Cielo e della Terra. Il quale orizzonte di attesa, però, resta solo prospettico, perché la diegesi puntualmente si sofferma in limine, senza andare oltre, senza addentrarsi in ambiti di sofisticate simbologie, come accade nelle Upanishad, nell’Yi ching, nello shaktismo, nel tantrismo e dintorni. Ecco, in tanti filoni delle civiltà orientali.

Lucidamente e programmaticamente l’autrice si richiama alla matrice del pensiero occidentale, la cultura greca: è significativo che il protagonista in questione si chiami grecamente Eros e che esso si collochi come immagine dominante, per la posa, accanto alla intattezza (e allo splendore marmoreo) della corporeità nuda. Eros e la nudità, recita nettamente e perentoriamente il titolo dell’opera.
L’immagine dominante è, dunque, Eros, quello di cui tratta Platone nel Simposio, di cui aveva già parlato Esiodo a proposito della cosmogonia (“Eros, il più bello degli dei immortali, colui che spezza le membra e che, nel petto di tutti gli dei e di tutti gli uomini, signoreggia il cuore e il saggio volere”), a cui si ispira tutta la poesia greca da Alceo e Saffo in poi, sino ai tardi secoli, come è documentato nella fluviale Antologia palatina.

Ma quell’Eros lì interviene sugli eventi della storia (e perfino della preistoria) con effetti perturbanti e talora annichilenti la ragione stessa, come testimonia autorevolmente Saffo (quella di “fainetai moi kenos isos teòisin”), come tensione della vita verso il caos o dal caos. Nella civiltà dell’Ellade, però, mentre si aprono squarci nell’esistenza e nella storia per l’irruzione (a rischio di sovversione) di questa irresistibile forza sconvolgente, più filoni, dall’ambito orfico a quello misterico a quello speculativo tentano una domesticazione di questa energia divina, adottandola in positivo, attraverso comportamenti e atteggiamenti che oggi potremmo chiamare, con Freud, di sublimazione, di contattazione della celestialità e della armonizzazione.

In accordo con questo secondo versante si definisce l’opera di Ninnj, costituita da liriche lavorate al bulino, dalla pelle estremamente liscia, che nell’insieme dei richiami e dei rimandi seguono un ritmo poematico. Giustamente, uno dei tre prefatori, Plinio Perilli, parla di “rigore fervido delle metafore”, di citazioni squisite. Insieme, intanto, con queste cifre di accuratezza formale, la visione complessiva si cala in un fiorito scenario di esperienze di passaggi verso una più intensa e implementata diurnità. Verso la nascita di un altro giorno, come in questi versi:

“Solo un guizzo di luce nel tuo sguardo,

un lampo in cui vi ammutolisce

il vento di soavi piaceri, di stordimenti.

Qui è la spola, qui l’arcolaio per tessere la tela,

dalla nostra carne sboccerà l’aurora” (p. 42).

UGO PISCOPO

 

Napoli, 1 Luglio 2013

E’ uscito il nuovo libro di racconti di Iuri Lombardi: “Il grande bluff”

Il grande bluff
di Iuri Lombardi
Lettere Animate Editore, 2013
ISBN: 9788897801887
Pagine: 123
Costo: 10 €
Link alla vendita del libro
 
 
9788897801887SINOSSI: Il libro è una raccolta di racconti scritti negli ultimi dieci anni dell’autore e affrontano tematiche diverse legate tra di loro ad un filo sociale e civile. Una certa attenzione, presente in tutti i racconti, è il tema della emarginazione, di ogni tempo e luogo. Un libro sulla società e sul mondo “moderno” che vuole far riflettere e stuzzicare idee e pensieri di persone forse assopite nel consumismo.

 

 

 

 

 

 

 

L’AUTORE

23119048_la-sensualit-dell-erba-di-iuri-lombardi-recensione-di-lorenzo-spurio-0IURI LOMBARDI nasce a Firenze nel 1979.
All’età di diciannove anni inizia a fare il giornalista presso alcune testate locali. Nel 2005, dopo anni di costante rapporto con la stampa, sia come free-lance sia come pubblicitario, approda in radio con un programma sul cinema presso Novaradio di Firenze dietro i microfoni di Universo di celluloide. Nel 2006 esce il primo romanzo, scritto a quattro mani con lo scrittore Vincenzo Labanca, Briganti e Saltimbanchi: una storia storica-antropologica, ambientata in Lucania al tempo dei briganti; del 2009 è il secondo, Contando i nostri passi; un romanzo di formazione sugli anni della gioventù universitaria. Nel 2011 esce il terzo romanzo, La Sensualità dell’erba; una storia complessa e fortemente attuale sugli intrecci di sesso e potere.Nel 2013 pubblica per Photo City Iuri dei Miracoli e sempre nello stesso anno per Lettere animate la raccolta di racconti Il Grande Bluff-l’efebo ed altre coincidenze.
Da anni attivo collaboratore e protagonista della cultura fiorentina tramite eventi, spettacoli, dibattiti organizzati, collabora a diverse riviste letterarie. É presidente dell’associazione culturale PoetiKanten ONLUS.
http://www.iurilombardi.altervista.org/bio.html
http://www.facebook.com/iuri.lombardi

Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa: il bando

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REGOLAMENTO

 

SCADENZA ISCRIZIONI: 30 agosto 2013

 

SEZIONI:          A) POESIA: “MILLE METRI… DI POESIA”

B) VIDEO-POESIA: “MILLE METRI… DI POESIA”

C) SHORT FILM: “CORTO VALLOMBROSA” *

D) FOTOGRAFIA: “LA TERRA DI MEZZO” *

E) PITTURA: “VOGLIO VIVERE QUI” *

 

(*) per queste sezioni la valutazione sarà data dal pubblico durante il periodo di esposizione.

 

NORME GENERALI

 Il Premio è aperto a tutti coloro che amano l’Arte ed è a partecipazione gratuita.

 Ogni autore può concorrere a più sezioni con 1 sola opera.

 La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata di questo regolamento.

 Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere e ne garantisce la paternità: accettando la partecipazione esonera l’organizzazione da responsabilità o danni, diretti e indiretti, anche nei confronti di terzi, derivanti dai contenuti pubblicati.

 Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso.

 L’Organizzazione si impegna a non modificare i testi delle poesie e si riserva la facoltà di diffonderle le opere con ogni mezzo, senza
richiedere il preventivo consenso dell’autore. Le poesie verranno esaminate da una giuria, i cui nomi saranno resi noti al momento della premiazione. Il giudizio della giuria è insindacabile.

 Per le spedizioni tramite posta ordinaria farà fede il timbro postale. L’organizzazione non si fa carico dei danni per opere non pervenute o giunte in ritardo per disservizio postale. Le opere inviate non saranno restituite, tranne i quadri portati in loco e ritirati personalmente.

 

A) POESIA: “MILLE METRI… DI POESIA”

 Le poesie rigorosamente non devono superare le 40 righe dattiloscritte, comprensive degli spazi vuoti. L’autore dovrà inviare una copia anonima della poesia rigorosamente inedita e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte.

 

B) VIDEO-POESIA: “MILLE METRI… DI POESIA”

 L’autore dovrà inviare un video che racconti la poesia oggetto del concorso, allegare una copia del testo (in formato word o cartaceo) e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte.  

 Il video non dovrà superare i 2 minuti ed essere compatibile con la piattaforma di YouTube. I video saranno inseriti nel sito e nel canale YouTube della Proloco.

 

C) SHORT FILM: “CORTO VALLOMBROSA”

 L’autore dovrà inviare un video attinente al tema e allegare una copia del testo (in formato word o cartaceo) e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte.  

 Il video non dovrà superare i 5 minuti ed essere compatibile con la piattaforma di YouTube. I video saranno inseriti nel sito e nel canale YouTube della Proloco.

 

D) FOTOGRAFIA: “LA TERRA DI MEZZO”

 L’autore dovrà inviare una fotografia (con titolo) e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte.

 Le foto saranno inserite nel sito nel sito e nel canale YouTube della Proloco.

  

E) PITTURA: “VOGLIO VIVERE QUI”

 L‘autore dovrà inviare la foto (o il quadro stesso portandolo in loco) e la scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte.

 Le foto delle opere saranno inserite nel sito e nel canale YouTube della Proloco.

SPEDIZIONE DEGLI ELABORATI

 

Invio elettronico:         

 Via e-mail all’indirizzo info@provallombrosa.it con oggetto: 3° edizione Premio Nazionale di Poesia Saltino_Vallombrosa “1000 metri di poesia e non solo”

 Con il servizio gratuito di Wetransfer (www.wetransfer.com) per video poesie di grandi dimensioni e short film.

 

Invio postale:

 Spedire o consegnare il plico con le opere e la scheda di partecipazione (in una busta a parte), all’indirizzo: Ufficio ATP  Proloco Saltino-Vallombrosa, via S. Giovanni Gualberto –  50066 Reggello (FI)

 Indicare sul plico 3° edizione Premio Nazionale di Poesia Saltino_Vallombrosa “1000 metri di poesia e non solo”

  

PREMI

 Verranno premiati i primi 3 posti di ogni sezione (adulti e ragazzi) e assegnata una menzione speciale per il  1° classificato (solo adulti) residente o soggiornante presso strutture proprie o recettive nel comune di Reggello:

 1° classificato: Targa di Merito

2° classificato: Piatto in vetro-cristallo

3° classificato: Coppa

 

Verranno considerati i seguenti fattori nella valutazione delle opere: originalità, metrica utilizzata e come l’autore ha saputo giocare con le emozioni.

 La notizia del conferimento del premio o della menzione sarà comunicata tempestivamente.

I vincitori sono tenuti a presenziare alla Cerimonia di Premiazione.

 I premi non ritirati durante la premiazione resteranno a disposizione inderogabilmente fino al 15.09.2013 presso l’ufficio informativo ATP-Saltino-Vallombrosa. L’eventuale invio al proprio domicilio, a carico del destinatario, va concordato preventivamente.

 L’organizzazione si riserva di pubblicare le poesie vincitrici e altre ritenute meritevoli dalla giuria nell’Antologia “1000 metri di Poesia”. Gli autori acconsentono a diffondere le poesie pubblicate senza alcun compenso, mantenendo comunque tutti i diritti d’autore.

 La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nei locali del “Polivalente” di Saltino (FI) il giorno 14 Settembre 2013 alle ore 16,30 e sarà ripreso da Tv locale e diffuso da organi di stampa.

 

Il logo del Premio è donato da Antonella Ronzulli.

L’Organizzazione si riserva di apportare modifiche al presente regolamento a suo insindacabile giudizio.

  

Per ulteriori informazioni contattare:

info@provallombrosa.it  

 

 

Regolamento e scheda di adesione sono scaricabili da:

 

www.provallombrosa.it

                                                www.deliriprogressivi.com

                                                http://www.neoria.wordpress.com

                                              http://www.rivista-euterpe.blogspot.it

 

evento Facebook:

https://www.facebook.com/events/528009010579967/

 

 

Referente Organizzatore                            Presidente della Proloco

                                                                                     Saltino Vallombrosa

  Annamaria Pecoraro                                                               Cristina Cherici

 

 

Premio Nazionale d’Arte Saltino – Vallombrosa

“1000 metri di poesia … e non solo”

3° edizione – 2013

 

Scheda di iscrizione

 

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Nome                                            Cognome

 

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Data e luogo di nascita            

 

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      Codice Fiscale

 

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Via                                                                                                                                 n°

 

 

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Cap.                                 Città                                                                          Provincia

 

 

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Telefono                                                 email

 

 

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      Sezione di partecipazione

 

 

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Titolo opera

 

Il sottoscritto dichiara di conoscere ed accettare le norme che regolano il concorso ed acconsente al trattamento dei dati personali in base alla legge 675/1996 per le finalità connesse al concorso di cui sopra.

Dichiara inoltre di essere a conoscenza che il depositario dei dati è la Proloco di Saltino di Vallombrosa (FI).

 

                                                                                               

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                        Firma                                                     Firma Genitore o chi ha patria potestà (se minorenne)

 

 

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Data

“Monte Olympus”, poesia di Emanuele Marcuccio con commenti di Spurio, Castagnetta, Carocci, Domenighini, Pardini e Cassese

 MONTE OLYMPUS

POESIA DI EMANUELE MARCUCCIO

Ispirato dal vulcano “Olympus Mons”, il più grande rilievo del pianeta Marte e di tutto il sistema solare, con i suoi venticinquemila metri di altezza e i seicentomila di larghezza.

Marte
rosso pianeta
di sole abbacinato
 
 
monte
che ti slarghi
e in altezza
per miglia
e migliaia
di chilometri
 
 
solitario
fredda la cima
forse fuoco
ancora alberga
nei recessi

(9 giugno 2013)

Commento a cura di LUCIANO DOMENIGHINI

644px-Olympus_MonsComposizione in tre tempi con apertura in vocativo, dà il senso dell’avvicinamento, dell’approdo spaziale “Marte […] monte […] solitario”. Le prime due parti sono descrittive, topografiche, con effetto di ingrandimento visivo fino all’ingresso dell’immagine sul terzo tempo, meditativo, all’interno della mente del poeta, con lo straordinario risalto dato dall’avverbio “forse” alla fase speculativa, indagatrice, appropriante, del pensiero conoscente. Interessante è anche la costruzione sintattica e grammaticale del secondo momento, una valutazione dimensionale dove i due parametri geometrici (larghezza e altezza) sono sostenuti l’uno da una relativa “che ti slarghi” e l’altra da un quinario in complemento di limitazione “e in altezza” fortemente ellittico per finire con l’unità di misura tramite un neologismo gergale allitterante “per miglia e migliaia”: l’effetto complessivo è vago e mitico, iperbolico e amplificante.

In questa lirica Marcuccio perfeziona il suo metodo ellittico sottrattivo e, anche grazie a una sempre maggior sicurezza e distinzione delle scelte lessicali e al prosciugamento della punteggiatura, perviene a una forma netta, sbalzata, essenziale.

Malgrado la brevità e l’apparente semplicità, questa lirica segna un punto di maturazione importante nel cammino artistico del poeta palermitano.

LUCIANO DOMENIGHINI

Travagliato (BS), 12 giugno 2013

Commento a cura di ROSA CASSESE

La lirica “Monte Olympus” è non solo originale, ma ispirata da sensazioni reali, “assaporata” dalla visione di un Monte “di sole abbacinato”. Pur nella scientificità dell’argomento, si nota la voce “calda” del cuore del poeta-rosso-come il pianeta Marte, la maestosità della sua cima, in cui quasi s’intravede lo sguardo “proteso” verso l’altezza e, la fissità oculare quando è raggelata, inoltre la possibilità che, nei “recessi”, possa esserci ancora fuoco e, pertanto vita. Una poesia dall’ampio respiro e, dalla notevole capacità di poter, mediante pochi versi, renderci partecipi di tanta maestosità, con la maestria di un grande poeta come Marcuccio.

ROSA CASSESE

11 giugno 2013

Commento a cura di MARZIA CAROCCI

Poesia che va oltre l’immaginazione, poiché il soggetto è scrutabile solo attraverso il dubbio e il quesito dell’umano pensiero. Marte , pianeta solo ipotizzabile a livello dell’occhio, ma scrutabile nella genialità dell’indagare. Rosso di luce riflessa che ospita la grandezza di un promontorio naturale, vivo come vivo può essere il movimento vulcanico che esternamente è freddo come il marmo ma nella pancia la fiamma, l’ebollizione, il fermento vivo e rigoglioso della forza del fuoco.

Una poesia dove ogni singolo idioma , tassello, dopo tassello completa minuziosamente un grande movimento/spettacolo lontano dal nostro occhio attento, ma reale in un universo tutto da scoprire.

Emanuele Marcuccio, con questa sua composizione, ha colto l’invisibile rendendolo presente e traccia d’esistenza.

MARZIA CAROCCI

Firenze, 15 giugno 2013

Commento a cura di PIERANGELA CASTAGNETTA

“La rappresentazione di un pianeta infuocato descritto come un alto monte, il vulcano Olympus, per l’appunto, che si slarga all’apice per fare uscire, dalla fredda cima, il magma che ancora alberga nel suo interno. Interpreto la poesia del poeta Marcuccio come vedessi un dipinto e intravedo il bisogno di fare uscire fuori dalla sua anima quanto di infuocato e pur vero alberga dentro di sé. E’ la passione che risiede nel suo intimo e che necessita di venir fuori da una fredda apparenza che l’imprigiona.”

Pierangela Castagnetta, 14/6/2013

Commento a cura di Lorenzo Spurio

E’ stato lo stesso autore ad anticiparmi che questa poesia “spaziale”, una delle ultime scritte, tratta un tema particolare e, forse, poco conosciuto. La poetica asciutta ed essenziale che rifiuta la punteggiatura –Marcuccio mi ha rivelato di essere entrato ormai in una nuova “fase poetica” caratterizzata dal minimalismo- si sposa con la volontà di fotografare l’alta vetta presente sul pianeta rosso.

Il monte sembra acquisire vita propria quando il poeta affresca questa vista aerea ed osserva “ti slarghi”, come se il gigante di roccia avesse delle braccia e scansasse con una certa prepotenza che le deriva dalla sua supremazia tutto ciò che lo attornia. E’ chiaramente l’iperbole, la figura che più risalta dalla poesia “per miglia e migliaia di chilometri” usata, però, senza volontà di ingigantire le reali misure del rilievo montagnoso, ma come fedele rapporto geologico della sua altitudine.

Marte, da sempre noto come pianeta “rosso”, ritrova questo suo legame con il colore forte, carnale e violento nel termine che chiude la lirica, il “vulcano”, che richiama alla mente una forte immagine di vitalità, energia e manifestazione impavida del corso della natura.

Commento a cura di Nazario Pardini

I connotati indicativi di questa poesia si verticalizzano, consciamente, su una struttura metrico-simbolica di effetto contemplativo: rosso, abbacinato, slarghi, fuoco; e dominano, con un significante figurativo di labor limae, sul λέμμα[1] (lèmma)/solitario, che, citato una volta, anticipa il verso “fredda la cima”. E si sa che il fuoco è nel cuore delle cose. Nella pancia del cosmo. E si sa, anche, che il poeta è in continua tensione fra la coscienza dell’effimero e l’azzardo dell’oltre. Un azzardo che vorrebbe e bramerebbe realizzarsi in qualcosa di superlativo del sapore di cielo. Solitario. Forse solitario come ogni uomo che “sta solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole…”. E la solitudine fa parte della vicissitudine umana. Ed è motivo di stimolo, grande stimolo per la poesia. Segno che contraddistingue una stretta vicinanza fra il fatto di esistere ed uno stato interiore che coinvolge la filosofia del creato. Il tutto molecolare che non riesce a confondere l’unicità con gli insiemi. Climax, quindi, di grande impatto visivo ed emotivo; di un crescendo trascinante verso l’alto; e, volendo, verso un pianeta che non è più solamente quel corpo a noi, in parte, noto, ma, direi, verso un mondo che segna uno slancio, un abbrivio, un confondersi in stupefazioni a vincere l’ἀπορία[2] (aporía); a limitare l’entropia[3] e la corruzione dell’uomo/tempo; leggo qui il desiderio di svincolarsi, in qualche misura, dal terreno; di sublimarlo, questo terreno, nell’immaginifico, in uno stadio dove la realtà stessa si coniuga in aspirazione, in avventura. L’ordine morfosintattico di estrema sottrazione, la  geometria verbale, la ricerca speculativa, l’inconscio propedeutico all’atto creativo, cristallizzano una emozione, che, attraverso un percorso allusivo, si generalizza in una scalata dell’anima verso le vertigini dei fuochi eccelsi. Fuochi sempre da scoprire, però. Luminosità verso cui poter penetrare scrostando il ghiaccio che nasconde il nerbo e il mistero del nascere umani. Esistono quei fuochi. Nel nostro animo vivi: forse vogliono combaciarsi con la totalità per tornare alle origini. Una ricerca continua verso quella pancia che contiene la luce accecante di un Marte/Universo e della Poesia.

Nazario Pardini

(Poeta, scrittore, critico letterario)


[1] Dal greco λέμμα (lèmma), involucro; guscio; lessema di una parola.

[2] Dal greco ἀπορία (aporía), difficoltà; disagio; incertezza.

[3] Dal greco εντροπία (entropía), disordine.

Premio di Poesia promosso da Edizioni Progetto Cultura in collaborazione con il caffè letterario “Mangiaparole”

PREMIO DEI PREMI DI POESIA

Promosso da Edizioni Progetto Cultura in collaborazione con il caffé letterarioMangiaparole

Scadenza: 31 ottobre 2013

Nell’ambito delle celebrazioni per il decennale della propria attività, Edizioni Progetto Cultura (EPC) promuove, in collaborazione con il cafféletterario “Mangiaparole”, un’iniziativa unica nel panorama letterario italiano: il  PREMIO DEI PREMI DI POESIA!

1.

 Ambito di partecipazione. La partecipazione al PREMIO DEI PREMI è riservata a tutti i poeti le cui opere abbiano conseguito un

“riconoscimento” nei premi/concorsi cui hanno partecipato nei dieci anni compresi fra il 1° luglio 2003 e il 30 giugno 2013. In proposito, si precisa che:

-per “riconoscimento” s’intende qualunque tipo di premio conseguito: dal piazzamento in classifica (dal primo fino all’ultimo posto

assegnato dalla Giuria, compresa la categoria indistinta di “finalista”), alle menzioni di merito e/o d’onore, alle segnalazioni, ai diplomi,

ai premi speciali e ogni altro tipo di riconoscimento ottenuto, comunque denominato;

-per premi/concorsi s’intende qualunque premio/concorso organizzato in Italia da enti/istituzioni/associazioni/case editrici/altro di

natura sia privata sia pubblica riservato alla poesia o che, fra le sezioni di partecipazione, ne abbia prevista una specificamente riservata alla poesia;

-le date del 1° luglio 2003 e del 30 giugno 2013 devono intendersi riferite all’assegnazione del “riconoscimento”.

2.

 Contenuti. Si partecipa esclusivamente con l’opera con la quale è stato conseguito il “riconoscimento” nei premi/concorsi di poesia

di cui sopra. Al riguardo, si precisa che l’opera può essere sia edita sia inedita e riguardare poesie singole, raccolte di più poesie o vere e proprie sillogi, in lingua italiana. Ovviamente, si può partecipare anche con più opere, sempre che le stesse abbiano ottenuto un “riconoscimento” nei diversi premi/concorsi di poesia nell’arco dei dieci anni considerati.

3.

 Giuria, finalisti e vincitori. Fra tutte le opere pervenute, la Redazione di EPC selezionerà 50 finalisti che saranno invitati alla

cerimonia di premiazione. Il vincitore risulterà direttamente dalla votazione di una Commissione, presieduta dal Prof. Cristiano Castelfranchi, di cui faranno parte sette giurati scelti fra i componenti il “Laboratorio di poesia” che opera stabilmente presso il caffèletterario “Mangiaparole” (ai quali, ovviamente, sarà fatto divieto di partecipare al PREMIO DEI PREMI con proprie opere). In particolare, ciascun componente della Giuria, presidente compreso, valuterà le opere dei 50 finalisti e, nel corso della cerimonia di premiazione, esprimerà, secondo il proprio personale giudizio, sette preferenze opportunamente motivate: i cinque poeti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze saranno proclamati vincitori! Successivamente, con ulteriore votazione, la Giuria esprimerà la preferenza motivata riguardo ai cinque poeti vincitori: quello che avrà ottenuto il maggior numero di preferenze sarà proclamato“vincitore assoluto” del PREMIO DEI PREMI!

4.

 Premi per i vincitori. Il premio riservato ai cinque poeti vincitori consiste nel diritto alla pubblicazione di una silloge inedita, diritto che ciascuno dei cinque vincitori potrà esercitare entro il 31 dicembre 2015 sulla base di un contratto di edizione “aperto” che EPC consegnerà agli interessati al termine della cerimonia di premiazione. In aggiunta, colui che sarà proclamato “vincitore assoluto” del PREMIO DEI PREMI riceverà un assegno di 500 euro.

5.

 Quote di partecipazione. La quota di partecipazione è pari a 25 euro. Al riguardo, si precisa che:

il versamento di 25 euro dà diritto a partecipare con due diverse opere che, nel periodo compreso fra il 1° luglio 2003 e il 30 giugno

2013, abbiano ottenuto un “riconoscimento” nei premi/concorsi di poesia;

per ogni opera presentata oltre le prime due, si richiede il versamento di ulteriori 10 euro.

La quota di partecipazione deve essere versata tramite bonifico bancario con IBAN =

IT06I0558403252000000051351 (Banca Popolare di Milano, Ag. Roma) ovvero c/corrente postale n°  

52028743 intestato a Edizioni Progetto Cultura – Roma, indicando come causale “Premio dei Premi”.

6.

 Modalità di partecipazione e scadenza. I partecipanti devono inviare l’opera in unico esemplare dattiloscritto o stampato,

spedendo (per posta, esclusi corrieri) al seguente indirizzo:

EDIZIONI PROGETTO CULTURA – CASELLA POSTALE 746 – 00144 ROMA EUR

La scadenza del PREMIO DEI PREMI è prevista al 31 ottobre 2013 (farà fede il timbro postale).

7.

 Documenti da presentare. Nel plico contenente l’opera devono essere inseriti anche i seguenti documenti:

dichiarazione con la quale si attesta che l’opera presentata (indicare il titolo dell’opera) ha ottenuto un “riconoscimento” (specificare

quale) al premio/concorso di poesia (indicare la denominazione del premio/concorso e il relativo anno);

elenco dei propri dati personali (nome, cognome, indirizzo postale, e-mail, telefono cellulare e codice fiscale) e breve curriculum

(anche letterario);

copia del documento comprovante l’avvenuto versamento della quota di partecipazione (25 euro fino a due opere presentate e

ulteriori 10 euro per ogni opera successiva).

In ordine alle dichiarazioni di cui al primo alinea, EPC si riserva la facoltà di chiedere ai partecipanti di confermare, sulla base di prove documentali, quanto dichiarato, sotto pena di esclusione dal PREMIO DEI PREMI.

8.

 Raccolta antologica. EPC farà una selezione delle opere presentate dai 50 finalisti e le raccoglierà in un’Antologia che –

considerate le caratteristiche del PREMIO DEI PREMI – verrà a rappresentare, a pieno titolo, il più completo e significativo compendio critico delle tendenze in atto nel panorama poetico italiano.

9.

 Comunicazioni. L’elenco dei finalisti verrà pubblicato sul sito di EPC (www.progettocultura.it) e del cafféletterario “Mangiaparole”

(www.mangiaparole.it). Agli interessati verrà data comunicazione anche via e-mail e con lo stesso mezzo sarà comunicata la data

prevista per la cerimonia di premiazione, che concluderà le celebrazioni del decennale di EPC.

10.

 Trattamento dei dati personali. La partecipazione al PREMIO DEI PREMI comporta automaticamente l’accettazione integrale

del presente Regolamento. Con l’invio delle opere, s’intende accordato il consenso al trattamento dei dati personali da parte dei partecipanti per ogni aspetto connesso all’attività di EPC e de cafféletterario “Mangiaparole”.

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