Il 12 ottobre 2013 a San Benedetto del Tronto (AP) si terrà il reading poetico “Disagio psichico e sociale”

Reading poetico

“Disagio psichico e sociale”

a San Benedetto del Tronto (AP)

sab. 12 ottobre 2013

                         cover con loghi

 Venerdì 14 giugno scorso si è svolto presso la Biblioteca dei Saperi della Facoltà di Lettere dell’università di Palermo il primo appuntamento con il reading poetico dal titolo “Disagio psichico e sociale” voluto ed organizzato dalla rivista di letteratura Euterpe diretta da Lorenzo Spurio, scrittore marchigiano.

All’evento hanno partecipato trenta poeti e tutte le poesie che sono state lette in quell’occasione verranno pubblicate a breve in un’opera antologica edita da TraccePerLaMeta edizioni per ricordare quel bel momento di condivisione.

La tematica attuale e universale ha fatto sì che un gran numero di poeti e scrittori si raccogliesse attorno a questa iniziativa e per questo motivo si è deciso di riproporre il reading in altre città italiane.

Il secondo appuntamento sarà nelle Marche e si terrà nel pomeriggio di SABATO 12 OTTOBRE 2013 a SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP).

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Ogni partecipante potrà leggere un massimo di 3 liriche che dovranno avere le seguenti caratteristiche:

– essere di completa produzione dell’autore;

– non superare i 30 versi ciascuna;

– attenersi, seppur vagamente, al tema proposto.

 

Al termine dell’evento gli organizzatori si premureranno di raccogliere le liriche in un volume antologico del quale verranno fornite tutte le indicazioni ai partecipanti.

Nessun contributo è richiesto per questa attività, ma si richiede ai poeti di incollare ai piedi di ciascun testo poetico che invieranno, le seguenti attestazioni:

 

  1. Attesto che la poesia che presento al suddetto concorso è frutto del mio ingegno, ne dichiaro la paternità e l’autenticità.
  2. Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche e acconsento alla pubblicazione di questo testo nell’opera antologica, senza avere nulla a pretendere né ora né mai.

 

Le poesie con le quali si intende partecipare al reading poetico dovranno essere inviate in formato digitale (doc o pdf) entro e non oltre il 30 settembre 2013 ad entrambi gli indirizzi mail:  lorenzo.spurio@alice.it  e  polysusy@alice.it  specificando nell’oggetto “Reading disagio”.

I testi dovranno essere accompagnati dai contatti telefonici e mail dei partecipanti per eventuali comunicazioni.

Gli autori delle poesie inviate dovranno presentarsi il giorno del reading, pena l’eliminazione delle poesie in scaletta per la lettura.

Non saranno accettate deleghe per la lettura in sede del reading, né collegamenti Webcam o in videoconferenza per la lettura di poesie.

 

Per info: 

Link all’evento in FB: https://www.facebook.com/events/602966623060539/?fref=ts

Lorenzo Spurio – Direttore Rivista Euterpe – lorenzo.spurio@alice.it

Susanna Polimanti – Scrittrice – polysusy@alice.it

“Fuggirò con le scarpe e la sposa. Prima o poi” di Saimo Tedino, commento di Sandra Carresi

Fuggirò con le scarpe e la sposa. Prima o poi
di Saimo Tedino
Soleombra, 2013
 
Commento di Sandra Carresi
 

copParte tutto dal nome, a mio avviso: Saimo.

E sì, perché uno il nome se lo porta dietro fino alla morte e difficilmente lo cambia.

Direi, un libro “bevuto” velocemente, quindi che non mi ha annoiata. Sicuramente scritto da una penna giovane e sicura, aggiungo, “moderna” , considerando il linguaggio e l’affetto a certe parole del comune parlare fra amici intorno a una birra e ad altro.

Devi, carissimo, duellare con il verbo “volere” con quale, lo dici Tu, hai un rapporto di amore, ma seconde me, va bene così.

Estremamente ironico su tutto: l’altezza, la vita, la famiglia, gli amori, la Vita stessa.

Detto questo, non so se presto, fra dieci anni o quindici, prenderai il posto del non conosciuto – Gianvito Bonamassa – ma, intanto, giovane amico, probabilmente sei stato già in diverse case (nella veste di libro, non come umano che fa danni) e la cosa interessante è che, probabilmente sei piaciuto.

Buona vita e buona luce.

P.S. Tieni quelle scarpe a portata di mano…..

Sandra Carresi

Elisabetta Bagli presenta a Roma il suo nuovo libro, “Dietro lo sguardo”

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Venerdì 28 giugno 2013 alle ore 20,30 ci terrà la presentazione della nuova silloge poetica “Dietro lo sguardo”, di Elisabetta Bagli, pubblicata da ArteMuse Editrice. La presentazione avverrà all’S.P.Q.R. Ristorante, Pizzeria ed altro ancora, sito in Via Ostiense 119, Roma. L’autrice sarà presentata dalla poetessa Michela Zanarella e le letture delle liriche sono a cura di Giuseppe Lorin, accompagnate dalle note del pianoforte di Bartolo Montanari.

 

 

“Dietro lo sguardo”, di Elisabetta Bagli
Dietro lo sguardo
La silloge poetica “Dietro lo sguardo” di Elisabetta Bagli si presenta come uno spaccato di momenti di vita vissuta, come un collage di istantanee scattate rubando l’attimo al tempo e messe insieme a formare un puzzle bicolore, senza sfumature né mezze tinte. Solo gli assoluti incontrovertibili di un vissuto estremo.

Dalla prefazione di Andrea Leonelli

Breve biografia

Elisabetta Bagli è nata a Roma nel 1970 e vive a Madrid dal 2002. Ha pubblicato “Voce” nel 2011 con www.ilmiolibro.it. Da dicembre 2012 è entrata a far parte dello staff del Gruppo Editoriale D and M, per cui ha pubblicato, nella divisione Edizioni Il Villaggio Ribelle, “Mina, la fatina del Lago di Cristallo”. Nell’aprile 2013 pubblica con ArteMuse Editrice, sotto la collana Castalide, dellas quale èe direttrice, la silloge poetica “Dietro lo sguardo”.

Ian McEwan, Margherita Hack, Serena Dandini, Vidia Naipaul e tanti altri al Festival letterario-musicale di Barolo (Cuneo)

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COLLISIONI 2013

CREATURE SELVAGGE

5/6/7/9 LUGLIO – BAROLO (CN)

 

 

VENERDI’ 5 LUGLIO

Ore 21,30: Jamiroquai in concerto – piazza rossa

  

SABATO 6 LUGLIO

Ore 11,30: Ascanio Celestini Reading: “Pro Patria” – piazza blu

Ore 14,00: Margherita Hack presenta: “Il Perché non lo so. Autobiografia in parole e immagini” – piazza blu

Ore 15,30: Ian McEwan.  Note a margine della scrittura – piazza blu

Ore 17,00: Luciana Littizzetto dialoga con Paola Mastrocola. “Non so niente di te”–  piazza rossa

Ore 17,00: Oliviero Toscani. Un sogno: l’abolizione della televisione. Dialoga con Emilio Targia –  piazza blu

Ore 17,30: Deb e i Mostri  in concerto – piazza verde

Ore 18,30: The Traveller  in concerto – piazza verde

Ore 19,30: 2 Fat Man  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Michael Chabon presenta “Telegraph Avenue” – piazza blu

Ore 20,00: Serena Dandini presenta “Ferite a Morte” –  piazza rossa

Ore 20,30: Fake Club  in concerto – piazza verde

Ore 21,30: Gianna Nannini in concerto – piazza rossa

Ore 21,45: Double Trouble  in concerto – piazza verde

Ore 23,00: Brusco  in concerto – piazza verde

Ore 23,30: Elio e Le Storie Tese  in concerto – piazza rossa

Ore 00,00: Riva Starr & Dj Pony  in concerto – piazza verde

  

DOMENICA 7 LUGLIO

Ore 10,30: Daria Bignardi presenta “L’Acustica Perfetta” – piazza blu

Ore 12,00: Ayelet Waldman presenta “La ragazza del treno d’oro” piazza rosa

Ore 12,00: Giuliano Sangiorgi. Premio Giovani 2013 di Collisioni – piazza blu

Ore 14,00: il Premio Nobel Vidia Naipaul presenta “La perdita dell’Eldorado” – piazza blu

Ore 14,00: Piergiorgio Odifreddi presenta “Abbasso Euclide!”  – piazza rosa

Ore 15,30: Caterpillar. Incontro i conduttori della famosa trasmissione radiofonica di Rai Radio2 (Massimo Cirri, Paolo Maggioni, Sara Zambotti, Sabina Cortese e Lisa Tropea).- piazza rosa

Ore 15,30: Giuseppe Tornatore. Premio Giovani 2013In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino – piazza blu

Ore 16,00: Madyon  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Crifiu  in concerto – piazza rossa

Ore 17,00: Finale contest “Suoni Reali” – Arci Real  in concerto – piazza verde

Ore 17,00: David Grossman presenta: Caduto fuori dal Tempo”  –  piazza blu

Ore 18,00: Boomdabash  in concerto – piazza rossa

Ore 18,00: David Sedaris dialoga con Lella Costa – piazza rosa

Ore 18,30: Valerio Massimo Manfredi. “Il Mio nome è nessuno” – piazza blu

Ore 19,00: Tre Allegri Ragazzi Morti  in concerto – piazza rossa

Ore 19,30: Nuju  in concerto – piazza verde

Ore 20,00: Massimo Carlotto e Marco Videtta presentano “Le Vendicatrici” – piazza blu

Ore 20,30: Maurizio Lastrico Show – piazza verde

Ore 21,00: Marta sui Tubi  in concerto – piazza rossa

Ore 21,00: Lilli Gruber presenta “Eredità” piazza blu

Ore 21,30: Daniele Ronda  in concerto – piazza verde

Ore 22,00: Fabri Fibra in concerto – piazza rossa

Ore 23,00: Feel Good Productions Dj’s  in concerto – piazza verde

 

 

MARTEDI’ 9 LUGLIO

EVENTO SPECIALE

Ore 21,00: Elton John Solo Show  – piazza rossa

Intervista a Susanna Polimanti, a cura di Lorenzo Spurio

INTERVISTA A SUSANNA POLIMANTI

autrice del romanzo “Penne d’aquila”

a cura di LORENZO SPURIO

 

 

LS: In questo libro si ripercorrono le vicende della protagonista Virginia a partire dalla sua infanzia fino alla maturità soffermandosi in maniera particolare sulla psicologia del personaggio. C’è sempre una grande attenzione alla componente psicologica, intimista, di Virginia, e si evince la tua volontà di dirci in maniera esatta in che maniera il personaggio ha vissuto/sperimentato determinate esperienze. In questo –ma posso sbagliare- ho intuito un’ampia volontà di auto-rappresentazione, quasi come una sorta di diario trasfigurato in fiction. E’ così o sono sulla strada sbagliata?

SP: Hai colto nel segno, Lorenzo. Questo romanzo è una biografia romanzata. Affidare la narrazione ad una terza persona, la protagonista Virginia per l’appunto, è stata volutamente una mia scelta. Ritengo che Virginia possa rappresentare ogni donna, in ogni fase del suo vissuto. In realtà la vita di Virginia è semplice e complicata, esattamente come la vita di tutti noi. Il vero messaggio, l’essenziale è nascosto dietro ogni evento, in particolare “come” e “cosa” determinati avvenimenti generano nell’interiorità di ogni individuo.

  

LS: Il viaggio, inteso come momento di pausa e come intrattenimento, o come esperienza universitaria vissuta fuori di casa, o come trasferta lavorativa o, ancora, -e forse più importante di tutti- come ritorno alla città natale, sono espressioni di graduali momenti di ricerca e al contempo di forme di esperienza che consentono la crescita e l’acquisizione di una più concreta conoscenza del mondo. Quanto sono effettivamente importanti i viaggi per Virginia? E quanto lo sono per Susanna?

SP: I viaggi sono molto importanti per la protagonista Virginia, l’immaginazione si ferma laddove una valigia si posa, perché toccare le altrui realtà vuol dire divenire “consapevole” dell’esistenza di un intero universo che non si limita all’orticello di casa nostra. Io Susanna, ho sempre viaggiato molto e spero di poterlo ancora fare in futuro.

 

LS: La tua città natale, Foligno, nel romanzo è volutamente non nominata con il suo nome, ma nel riferimento al suo fiume Topino è facilmente individuabile. Conosco abbastanza bene la città dato che quando studiavo a Perugia ho spesso perso la coincidenza del treno ed ho così avuto occasione di visitarla, passeggiarci e rimanere incuriosito dal dialetto del luogo. Quanto sei legata alla tua città natale? Vivendo da molti anni nel sud delle Marche, ti senti più umbra o marchigiana?

SP: È molto difficile rispondere a questa domanda, perché le mie origini sono sia umbre che marchigiane. Mia madre è umbra e mio padre era marchigiano, eppure, senza ombra di dubbio più di una metà del mio cuore appartiene all’Umbria. Vivo nelle Marche ormai da anni, ad essere sincera di questa regione amo il suo mare e i tanti paesini dell’entroterra, in particolare il paese natio di mio padre.

 

imagesLS: Il finale del romanzo, chiaramente aperto e possibile alle interpretazioni, lascia il lettore con un velato senso di incompletezza, nel senso che si auspica un suo seguito o una sorta di chiarimento di quel paragrafo finale che –credo- hai espressamente voluto caricare di ambiguità. Parlando della metamorfosi nel temperamento avvenuta nel corso degli anni e dei vari avvenimenti vissuti da Virginia, nel romanzo concludi con un animo pacificato: “Qualcuno stava traghettando la sua zattera del labirinto della mente a quei luoghi appartati della sua anima per mostrare il coraggio, la saggezza, la consapevolezza e ogni altra risorsa interiore per superare qualunque sfida”. Mi sono arrovellato su quel “qualcuno”: esso è da intendere con Dio, con una ritrovata forza interiore o, invece, è personificato ed è rappresentato da un nuovo “ingresso” nella vita della protagonista?

SP: Quel “qualcuno” è unicamente la presenza divina nel quotidiano di Virginia, il nostro stesso io spirituale, che s’identifica con tale presenza. Dietro una finta realtà oggettiva esiste molto di più, Virginia arriva a comprendere il valore del suo vissuto complicato, si affida e continua il suo viaggio terreno, in attesa di raggiungere l’evoluzione finale che, con l’aiuto della sua fede riuscirà ad elevarla e condurla verso l’unica vera vita, dove solo il cuore e la sua anima si sentiranno finalmente liberi.

  

LS: Nella nota introduttiva al romanzo viene sostanzialmente spiegato il significato dell’aquila che hai voluto nel titolo, quale espressione di un animale maestoso ed intelligente che nelle varie culture ha avuto le più ampie accezioni. Un primo richiamo al volo è presente a pagina 23 quando Virginia afferma “ero sicura di aver volato già”. Questo “volo” io l’ho inteso anche nel tipo di prospettiva utilizzata nel tipo di scrittura che hai adottato: da una parte sembrerebbe esserci una tecnica modernista con una grande attenzione ai sentimenti e agli stati d’animo, dall’altra, invece, ho intuito una esplicita componente descrittiva, paesaggistica, ritrattistica (di città, paesi) come se la narrazione avvenisse dall’esterno e addirittura dall’alto. Aerea, insomma. Che cosa ne pensi?

SP: È esattamente come tu stesso hai interpretato: Virginia si evolve giorno dopo giorno, scopre di avere un dono che le permette di guardare ogni realtà intorno a lei dall’alto, con gli occhi della sua anima e non più con il solo sguardo umano. L’incontro con il suo più intimo io le permette di valutare gli eventi, le persone e ogni paesaggio intorno, dall’esterno. Virginia riesce a far tacere la mente affidandosi unicamente alle sue percezioni e cercando la risposta ad ogni perché, solo dentro il suo cuore. Siamo tutti troppo abituati a credere che il nostro cervello sia la chiave di tutto ma l’essere umano non è costituito di solo cervello, l’anima e lo spirito sono le parti più antiche, è lì che risiede la vera conoscenza.

  

LS: Quali progetti legati al mondo della letteratura attualmente ti vedono coinvolta? Stai lavorando a una nuova pubblicazione? E se sì, puoi gentilmente anticiparci qualcosa?

SP: Ci sto lavorando, purtroppo, vari impegni lavorativi e familiari mi concedono poco tempo per dedicarmi alla stesura del mio prossimo romanzo. Posso soltanto anticipare che si tratterà di un romanzo ambientato in un castello. Non abbandono mai la scrittura anche se finora ho soltanto scritto e terminato racconti vari. Ho molto materiale da parte e troverò senz’altro il modo di organizzarmi in futuro. 

Sono parte attiva di varie associazioni culturali e, leggendo molto, mi dedico volentieri a recensioni di vari autori. M’interessa tutto ciò che ha a che fare con cultura e tradizioni.

 

 

Grazie per avermi concesso l’intervista.

Lorenzo Spurio

06-06-2013

 

 

 

“Penne d’aquila” di Susanna Polimanti, recensione di Lorenzo Spurio

Penne d’aquila
di Susanna Polimanti
Kimerik Edizioni, Patti (Me), 2011
ISBN: 978-88-6096-716-9
Pagine: 173
Costo: 12 €
 
Recensione di Lorenzo Spurio

 

images“Penne d’aquila”, dell’amica Susanna Polimanti, è un romanzo che non lascerà indifferente il lettore. Il perché di questa affermazione il lettore lo sviscererà lentamente, pagina dopo pagina.

Il linguaggio chiaro e pulito, la ricca presenza di citazioni e riferimenti a testi “classici” della letteratura europea e non solo, rendono il percorso del lettore ulteriormente piacevole e motivo di riflessione sui temi che Susanna Polimanti affronta. Dolore, solitudine e senso d’apatia si intervallano a momenti d’evasione, flirt amorosi, serate spensierate con le amiche per poi risprofondare nella sofferenza per la dipartita di un congiunto, la desolazione interiore e lo scoraggiamento per una situazione lavorativa traballante, insicura, e ulteriore motivo di tormento. Ma il romanzo non è un elogio alla sofferenza, né una presa di coscienza sulla miserevolezza e la condizione disagiata dell’uomo nella società contemporanea, piuttosto è la trasposizione su carta di un animo sensibile che ha combattuto battaglie che l’hanno forgiata. Perché il libro è chiaramente una summa organica di motivi e riferimenti biografici della scrittrice (la citta natale dove scorre il fiume Topino, che è chiaramente la città di Foligno, la “cittadina delle Marche piena soltanto di salite e discese” (32) in cui vive che è di certo la città-capoluogo di Fermo, il lavoro di traduttrice-interprete, etc).

Il lettore è affascinato dalle pieghe intimistiche del romanzo ed accompagna mano nella mano la sua eroina, Virginia, ragazza dall’animo inquieto, sofferente, taciturna e minata –lo si dirà nelle primissime pagine del romanzo- da ricadute e svenimenti che, oltre a indebolirla, la conducono a domandarsi di continuo il perché di quegli avvenimenti.

La narrazione prende una virata più colorita quando la narratrice ci parla della sua introduzione al mondo del lavoro con colloqui, licenziamenti, contatti con dirigenti e quant’altro nella sua attività di interprete e traduttrice in imprese del calzaturiero nel Fermano (altro riferimento alla stessa autrice dove appunto vive ed ha lavorato).

“Penne d’aquila” è un romanzo di formazione: seguiamo Virginia dall’adolescenza fino alla maturità e nel trascorso degli anni intuiamo una crescita morale che si esplica nella felice riconciliazione con sé e nella scoperta del bello nel semplice, ma è anche e soprattutto un romanzo d’amore perché la componente formativa, di conoscenza del mondo, tipica del bildungsroman, non può non passare attraverso la conoscenza, l’attrazione e l’amore verso qualcuno. L’amore è di certo un elemento conoscitivo ed esperenziale di fondamentale importanza nel percorso di crescita e qui, nel romanzo di Susanna, è il tema che aggruma tutta la narrazione, come il finale agrodolce evidenzierà. Ma la crescita non può avvenire neppure senza aver sperimentato realtà spaziali differenti da quella natia ed è per questo che l’esperienza universitaria di Bologna, la singolare vacanza-studio in Germania, le trasferte lavorative a Copenaghen e a Shangai, oltre a significare momenti di lucido ritrovamento di se stessa, di pacificazione e di osservazione dei suoi problemi da fuori, funzionano come rinvigorimento di quell’essere a tratti depresso a tratti perturbato dai sentimenti contrastanti che l’amore spesso genera. Ma nella vita di Virginia –il cui nome non può che richiamare la grande scrittrice inglese che soffrì di depressione e che introdusse il celebre “flusso di coscienza”-  non mancano forti contraccolpi e momenti bui ad aggravare la pesantezza di un vivere tormentato quali sono la morte del padre, prima, e quella di una grande amica. Momenti difficili che pongono l’autrice ad elucubrazioni ancora più particolareggiate e di difficile risposta che affida soprattutto ad alcune citazioni che la scrittrice ha deciso di mettere all’inizio di ciascun capitolo.

Un romanzo d’indagine nelle pieghe dell’io, alla continua ricerca della ragione del mal di vivere e al contempo di una esasperata volontà di sentirsi amata. A volte –sembra sussurrarci l’autrice all’orecchio- non c’è una spiegazione chiara e definita a ciò che ci accade. Possiamo collegarlo a qualcos’altro o rintracciarne la causa in ciò che più ci fa piacere, ma il più delle volte le cose accadono per caso, per sbaglio, per coincidenze. Ed è proprio per questo che Virginia ed Angelo riusciranno a rincontrarsi dopo trenta anni e a riscoprirsi attratti, coinvolti, uniti in un amore mai del tutto esplicitato, ma che ancora una volta verrà vissuto troppo velocemente.

Nelle ultime pagine leggiamo: “Aveva imparato a sorridere, anche quando le circostanze le avevano impedito di farlo” (172). Il tempo dona esperienze, nuove amicizie, amori, regala viaggi, momenti di condivisione, ma porta con sé anche l’aggravarsi di malattie e ci priva di persone care. Forse, allora, la soluzione di tutto sta nel saper colloquiare con esso, riconciliandosi agli eventi passati senza rancori né recriminazioni, per consentire a quelle ali invisibili che tutti abbiamo, di spiegarsi e di dar vita a un soave volo. E magari di sorvolare sui lidi adriatici delle Marche di cui Susanna ci parla e dei quali io stesso condivido un grande attaccamento.

 

Lorenzo Spurio

(scrittore, critico letterario)

 

Jesi, 6 Giugno 2013

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E RIPRODURRE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

Intervista a Gilbert Paraschiva, a cura di Lorenzo Spurio

INTERVISTA A GILBERT PARASCHIVA

a cura di Lorenzo Spurio

 

LS: Per la sua intensa attività di presentatore, conduttore e cantante è stato definito come un “concentrato di Corrado, Baudo e Bongiorno”. Che cosa ne pensa di questa definizione dove viene equiparato ad altisonanti nomi del panorama culturale-televisivo italiano?

GP: E’ stata la giornalista Adriana Serra a definirmi “CO-BA-BO” in un importante settimanale, per l’humor di Corrado, la musicalità di Baudo e la signorilità di Bongiorno, anche se in “illo tempore”, mi sentivo più vicino a Daniele Piombi che mi presentò e poi consegnò l’Anfiteatro d’Oro a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) come cantautore in quanto vincitore dell’omonimo Festival.

091230172910-gilbert-paraschiva-festa-italiana-giardini-naxos-rodolfo-amodeo-03LS: I suoi esordi nel mondo della musica sono da rintracciare in Africa, e per la precisione in Eritrea. Lei, infatti, proprio come il grande Giuseppe Ungaretti, nacque ad Alessandria D’Egitto e nella città trascorse l’infanzia e l’adolescenza. Che ricordo ha di quel periodo? E’ ritornato poi nel corso degli anni a visitare la città e, se sì, come l’ha trovata?

GP: Sono nato e vissuto ad Alessandria d’Egitto fino a 14 anni e dai 14 ai 27 all’Asmara (Eritrea) dove feci le prime esperienze di batterista con Renato Carosone. Ad Alessandria non ci sono mai più tornato mentre all’Asmara ci sono ritornato nel 1996 e l’ho trovata ancor più bella, ma mi ha fatto uno strano effetto perché dai 200.000 italiani di una volta ne ho trovati si e no 200!

LS: La camaleonticità di artista che la contraddistingue è da rintracciare anche nella variegata “appartenenza” a varie città: Alessandria d’Egitto, Napoli e poi la provincia di Messina. A quale città si sente maggiormente legato e per quale motivo?

GP: Ogni città ha le sue bellezze e le sue caratteristiche che variano anche secondo i periodi. Un fatto è certo che esiste il mal d’Africa e quindi un rimpianto c’è sempre anche se stando in quei posti indubbiamente si sente ancor più l’amore per la Patria: forse ben per questo la mia “Italia lontana” vinse nel 1954 il 1° Premio al Festival dell’Asmara con 1470 voti su 1800 votanti. (Tanti erano e sono i posti del Cinema Teatro Impero) e, successivamente, tale canzoni, dopo “Terra straniera” di Marletta fu la canzone più amata e venduta all’Estero.

LS: La sua attività legata al mondo della musica maggiormente nota e ricordata è probabilmente il programma “L’uomo della notte”, da Lei stesso ideato. Può parlarci di come nacque questo progetto e il ricordo che ne conserva?

GP: Nacque a Radio Break Campania (R.B.C.) con le prime emittenti private che cominciarono a sorgere a Napoli ed in tutta Italia e siccome ero reduce da un’esperienza radiofonica a Radio Montecarlo dove conducevo un programma notturno molto dolce e sentimentale dal titolo: “Un peux d’amour, d’amitié et des chanson” i Dirigenti della Radio mi dissero: “Perché non fai anche qui un programma notturno simile?” Al che io dissi: “Possibile che debba far sempre l’uomo della notte?” “Ottimo – mi dissero – farai anche qui “L’uomo della notte” che fu la trasmissione notturna più amata e seguita (da una indagine della DOXA) tra gli anni ’78 e ’83 fra tutte le Emittenti Radiofoniche Italiane.

LS: La poetessa Tina Piccolo le ha dedicato una poesia intitolata appunto “L’uomo della notte” che recita:

 

L’appuntamento è tenero, suadente,
già danza tra note musicali
nell’attesa de “L’uomo della notte”.
il fascinoso Gilbert, artista eccezionale.
La voce calda vibra appassionata
e con un tocco di dolce magia
fa svanir ogni malinconia.
Con le canzoni così melodiose
fa apparir il mondo meraviglioso.
Questa è la trasmissione più applaudita,
resterà nel tempo come un mito
che consola il cuor degli italiani.
E tu, Gilbert, tornerai con eleganza
ad offrire un sogno ed un sorriso
in una coppa ricolma di speranza.

Che cosa ne pensa di questa poesia? Ha conosciuto personalmente la poetessa Tina Piccolo? Che rapporto ha con i poeti contemporanei?

GP: Tina Piccolo è stata e lo è tuttora una cara amica e come poetessa è molto brava. La ringrazio per la poesia che è molto bella laddove ci sia o non ci sia la rima e indipendentemente se la rima sia baciata od alternata. Data la mia età avanzata cambierei solo l’ultimo verso dell’ultima terzina:

E tu, Gilbert, tornerai con eleganza
ad offrire un sogno ed un sorriso
ai tuoi bravi “Cantanti in Paradiso”!

 

Il rapporto coi poeti italiani è ottimo tant’è che quando fondai “Il Pianeta dell’Amore” la parola “poetamico” la ideai io.

 

LS: Il suo esordio poetico, rispetto a quello per la canzone, è più tardo e rintracciabile nel 1990 circa con la fondazione dell’Associazione Culturale “Il Pianeta dell’amore” che pubblicava annualmente una antologia poetica. Può dirci come è arrivato alla Poesia e quali furono i primi testi pubblicati?

imagesGP:  Le mie prime poesie le scrissi a 16 anni e venivano pubblicate in un giornale per ragazzi chiamato “L’avventura” diretto da Anna Maria Miserocchi che poi, venendo in Italia costituì un Trio di Prosa meraviglioso con Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi. Invece il mio primo libro di poesie “L’uomo della notte” nacque, a fine anni settanta, nei primi anni appunto di tale trasmissione! Quindi l’esordio poetico è pressoché analogo a quello della canzone in quanto la mia prima canzone (una samba dal titolo “Don José”) fu scritta da me a 16 anni. Che poi editori come Montedit, Carello, Tigulliana ecc. pubblicarono vari libri con le mie poesie questo realmente avvenne verso la fine degli anni ’80 e primi anni ’90!

LS: Tutta la sua produzione, tanto poetica che cantautoriale, è pervasa da un eclatante umorismo che si nota anche nei titoli di alcune sue liriche o del libro “Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai” in omaggio al grande Alberto Sordi. Quanto è importante secondo Lei la componente umoristica nell’uomo, il non prendersi troppo sul serio, l’essere a volte polemico ma in maniera giocosa e sapersi anche auto-parodiare?

GP: Talvolta l’essere polemico, seppur in maniera gioiosa, può creare delle antipatie mentre l’autoironismo la gente lo accetta più volentieri tant’è che il libro da te citato molti l’han letto tutto d’un fiato e non c’è nessuno che non si sia complimentato. (la rima è puramente casuale)!

LS: Nel 2003 con Carello Editore ha dato alle stampe un volume antologico dal titolo “Cantanti in paradiso” dove rintraccia i profili biografici, con foto ed aneddoti, la storia di numerosi cantanti italiani tra cui, solo per citarne alcuni, Fred Buscaglione, Lucio Battisti, Ivan Graziani,  Luciano Tajoli, Luigi Tenco e altri non cantanti, quali Anna  Magnani, Alberto Sordi ed altri. Quali di questi ebbe modo di conoscere personalmente e a quali di loro si sentì più legato?

GP: Con Alberto Sordi abbiamo fatto gli esami assieme alla S.I.A.E. ed a fine esame mi ha invitato a pranzo in un caratteristico locale di Trastevere. Con Mia Martini spesso il giovedì prendevamo il tè delle cinque a casa di Roberto Murolo al Vomero. Con Wanda Osiris ho suonato la batteria nel periodo in cui si incendiò il Teatro Politeama a Napoli, con Claudio Villa abbiamo avuto lo stesso impresario: Franco Baldi, con Totò ho avuto l’onore di recitare “’A Livella”, con Dalida, anche lei mia compaesana, l’ho conosciuta a San Remo e poi sono andato a mettere un fiore sulla sua tomba a Parigi e di Domenico Modugno che debbo dire: “Tu si ‘na cosa grande” viceversa non avrei fatto la versione in francese (“Tu es plus qu’étoile”) per inserirla nel mio cd “80 voglia di cantare”, perché, per me, è stato il più grande cantautore che l’Italia abbia mai avuto!

 

LS: Lei è attivo da vari anni in Internet mediante un suo sito personale, ricco di sue informazioni, su Youtube mediante una serie di canzoni da lei scritte e musicate e anche nel famoso social network di Facebook. Quanto è importante secondo lei Internet nei nostri tempi?

Crede che la società che lei ha conosciuto durante la sua infanzia e adolescenza, priva del mezzo informatico, fosse migliore o peggiore? Perché?

GP: In tutte le cose nella vita c’è il lato positivo ed il lato negativo. In Italia si stava meglio quando non c’era il divorzio od ora che c’è il divorzio? Internet non è importante, ma importantissimo ma non vi siete però accorti quanti edicolanti han chiuso i battenti? Tipografie che, se non vogliono fallire, debbono lavorare a prezzi stracciati ed altrettanto i fotografi. Dove sono le belle fotografie di una volta quando portavamo a sviluppare i rullini e le foto venivano stampate nel formato che le volevamo. Ora le scattiamo noi stessi col cellulare e le mettiamo in internet e se vogliono ce le possono anche rubare.

E dove sono finiti i bei rendiconti che ci inviava la S.I.A.E. semestralmente per i Diritti d’Autore e Fonomeccanici? Ma chi ce lo fa fare acquistare un cd 10, 12 o anche 15 Euro quando tutte le canzoni al mondo te le puoi vedere ed anche ascoltare a schermo intero sul tuo portatile!..

LS: Quali sono le attività culturali, musicali e poetiche che attualmente la vedono impegnato?

GP: Se attività culturale si può definire qualche collaborazione sporadica a qualche rivista o attività musicale qualche serata in Circoli per Anziani o Villaggi Turistici per fare ascoltare il mio cd, allora mi impegno ancora ma, credetemi, semplicemente perché… “Ottanta voglia di cantare…pour mon amour!”  Marleine, diglielo tu!

Grazie per avermi concesso questa intervista.

 

Lorenzo Spurio   Grazie Lorenzo! Il piacere è tutto mio!

 

Trappitello (Me), 30 Maggio 2013

“Grazie a Dio. Storie di uomini e donne r/accolti dal mare”

GRAZIE A DIO

Storie di uomini e donne r/accolti dal mare

Racconti veri, di persone, di mare e di speranza.

 

 

copertina_grazieadioAlhamdulilah – Grazie a Dio è un mosaico di storie di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale e opinioni politiche vissute da giovani e giovanissimi ragazzi e ragazze provenienti dall’Africa sub-sahariana che durante la cosiddetta emergenza nord-africa sono stati accolti in Italia nel centro di accoglienza allestito in Calabria, a Falerna Marina in provincia di Catanzaro, tra il 2011 e il 2012. Proprio nel cuore dell’emergenza.

 

Le storie raccontate dall’autrice, la giornalista Valentina Tortelli, raccontano la doppia fuga dei ragazzi del centro. Fuggiti prima dai loro paesi di origine in Libia dove si stabilirono trovando casa e lavoro furono costretti a fuggire di nuovo quando il paese guidato dall’ex colonnello Gheddafi fu sconvolto dalle rivolte della cosiddetta Primavera araba e poi dall’intervento militare occidentale che sfociarono in una vera guerra civile.

 

In molti casi questi ragazzi e queste ragazze sono stati costretti dalle forze armate libiche ad imbarcarsi alla volta di Lampedusa senza neanche sapere dove erano diretti, l’alternativa sarebbe stata quella di diventare miliziani dell’esercito del defunto leader libico o peggio ancora essere scambiati per sostenitori di Gheddafi ed essere uccisi dai ribelli.

 

“Quelle non sono barche, journalist, sono rottami.

E nessun sano di mente si metterebbe là sopra di sua volontà”

 

Questo diranno all’autrice gli ospiti del Centro di accoglienza di Falerna Marina gestito dal consorzio di cooperative sociali CalabriAccoglie durante l’attesa per il riconoscimento di uno status che gli consenta di godere della protezione internazionale.

Nonostante l’assurdità di chi si trova costretto a fuggire due volte, i ragazzi nutrono un’infinita speranza nei confronti della vita e del nostro Paese. “Alhamdulilah” esclamano in continuazione, “Grazie a Dio” in arabo. Da qui prende il titolo l’ebook.

 

L’autrice ci porta in questo viaggio tra storie e culture diverse in un processo di integrazione spesso complesso e delicato; ci racconta dell’incontro/scontro con la nostra burocrazia, con la cucina italiana e con la comunità del piccolo centro catanzarese.

 

I nomi dei protagonisti di queste storie vere sono di fantasia perché la loro vita non è ancora al sicuro ma Grazie a Dio, in un modo o nell’altro ce la faranno.

 

L’ebook Grazie a dio è il primo titolo pubblicato dalla giovanissima casa editrice digitale Asterisk Edizioni per la collana Due punti. Fermarsi per conoscere, dedicata alle inchieste e tematiche locali.

 

L’Ebook Grazie a Dio. Storie di uomini e donne r/accolti dal mare è in vendita presso lo store online di Asterisk edizioni (www.asteriskedizioni.it), Amazon e Google Play al prezzo di 3,49 euro.

 

L’ebook è DRM free.

 

Per contatti

tel. 328 3170506 / 347 3861482

info@asteriskedizioni.it

Per richiedere copie omaggio per recensioni scrivere all’email indicando nome, cognome e testata/blog in cui verrà pubblicata.

 

 

Valentina Tortelli è nata a Roma nel 1981. Giornalista freelance, dal 2009 fa parte della stampa accreditata presso Stato Maggiore della Difesa. Laureata in Scienze della Comunicazione, si è specializzata in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza. Ha poi partecipato al II corso di perfezionamento post-lauream per giornalisti inviati in aree di crisi “M. G. Cutuli” e ha collaborato con diverse testate tra cui Citynews, CNN Italy, Nanopress e Il Quotidiano. Ha scritto reportage di viaggio dal Marocco e, come embedded, dal Libano e dal Kosovo, al seguito del contingente militare italiano.

 

Asterisk edizioni è una casa editrice digitale nata negli ultimi mesi del 2012 specializzata nel racconto dei territori attraverso reportage, racconti di viaggio, inchieste e saggistica. Un focus importante viene dato anche alle tematiche dell’innovazione non solo attraverso la pubblicazione di ebook specializzati ma anche attraverso il blog-osservatorio sull’innovazione nel mondo dell’editoria: http://www.editoriacrossmediale.it.

A Caorle, importanti appuntamenti con la poesia

Flussidiversi_2013-page-001

Poesia e poeti di Alpe Adria

Torna il meeting di poesia di Caorle! 

7 – 9 giugno 2013 –

– VI Edizione –

Ospite d’onore sarà Vivian Lamarque


Readings nelle calli e, in Laguna,

la sesta Crociera della Poesia

La Poesia non cerca seguaci … cerca amanti

La celebre frase di Federico Garcia Lorca delinea perfettamente l’edizione 2013, la sesta, di Flussidiversi, il “non Festival” di Poesia e Poeti che dal 7 al 9 giugno popolerà calli e piazzette dell’antico centro marinaro di Caorle, nella Laguna Veneta.

La spettacolare eppure minimalista ambientazione, la formula fatta di readings ufficiali e improvvisati, di lunghe pause di conversazione in riva al mare o davanti ad uno spritz nelle vecchie osterie, di passeggiate collettive lungo la scogliera modellata da decine di artisti, della crociera di poeti, di vini sorseggiati direttamente in cantina, della onnipresente memoria di Hemingway, Comisso e di Zanzotto, fanno di fluSSidiverSi un assoluto unicum nel panorama non solo italiano di manifestazioni di e intorno alla poesia.

La formula di fluSSidiverSi non muta: tre giorni pieni di poesia e incontri-confronti, un Ospite d’onore e il rito finale sulla scogliera di Caorle dove una poesia appositamente creata dal Poeta Ospite si scolpisce sui massi di pietra che difendono Carole dalle mareggiate.

Versi di pietra che andranno a porsi accanto a quelli qui lasciati da Andrea Zanzotto, Christoph Wilhelm Aigner, Patrizia Valduga, Géza Szőcs, Ferdinando Bandini, Ospiti d’onore delle edizioni precedenti. A scriverli per l’edizione 2013 di fluSSidiverSi sarà Vivian Lamarque, poetessa trentino-milanese ma anche autrice di affascinanti fiabe.

Una doppia veste che qui calza a pennello, dato che il “non Festival” di Poesia è da sempre gemellato con la Mostra Internazionale di Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede, nel contiguo trevigiano. Perché per vibrare con la poesia bisogna un po’ riacquistare la capacità di stupirsi ed emozionarsi dei bambini.

Flussidiversi è una manifestazione promossa dalla Regione del Veneto, dalla Città di Caorle, in collaborazione con la Comunità di Lavoro Alpe Adria.

 

Maggiori info: http://www.caorle.it/it/news/novita/185-la-poesia-torna-ad-incantare-caorle

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