Sabato 4 novembre la premiazione del Premio di Poesia “L’arte in versi”. Riconoscimenti speciali “Alla Memoria” a Maria Costa e Alessandro Miano e “Alla Carriera” a Dante Maffia

Cresce l’attesa per l’imminente cerimonia di premiazione della sesta edizione del noto premio nazionale di poesia “L’arte in versi” fondato e presieduto dal poeta e scrittore Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi con il patrocinio morale di Comune, Provincia e Regione.

L’appuntamento è fissato al 4 novembre prossimo a partire dalle 17:30 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni a Jesi (Corso G. Matteotti 19). L’evento, liberamente aperto al pubblico e impreziosito dagli interventi musicali del Maestro Massimo Agostinelli, sarà presentato da Lorenzo Spurio e interverranno Susanna Polimanti (Presidente di Giuria) e i membri della Commissione di Giuria che negli scorsi mesi hanno dato lettura a un totale di 1100 componimenti pervenuti per le varie sezioni da ogni parte d’Italia e anche da alcuni paesi stranieri.

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JESI – Piazza Federico II 

Quest’anno il podio, per la sezione poesia in lingua italiana, è stato raggiunto da tre poeti pugliesi: al primo posto la foggiana Valeria D’Amico e a seguire Alessandro Lattarulo di Bari (2° posto) e Tina Ferreri Tiberio di San Ferdinando di Puglia (3° Posto). Il Premio Speciale “Trofeo Euterpe” è stato attribuito al poeta calabrese Angelo Canino con la poesia dialettale in acrese “Aleppo”. Per la sezione poesia in dialetto i vincitori assoluti sono risultati Luciano Gentiletti di Rocca Priora (Roma) al 1° posto; Giampaolo Ricci di Treia (Macerata) al 2° posto e Armando Maiolica di Trentola Ducenta (Caserta) al 3° posto. Per la sezione haiku: Eufemia Griffo di Settimo Milanese al 1° posto; Lorena Gino di Ventimiglia al 2° posto e Maria Laura Valente di Cesena al 3° posto. Per la sezione critica poetica il podio è stato raggiunto e conquistato da Lucia Bonanni di Scarperia/S. Piero a Sieve (Firenze) con un saggio dedicato agli scritti di Dino Campana; a seguire Raffaele Guadagnin di Feltre (Belluno) con un testo dal titolo “Carla e i Novissimi” (2° posto) mentre il 3° premio è stato conseguito da Maria Grazia Ferraris di Gavirate (Varese) con un approfondimento su una poesia di Marina Cvetaeva.

La Commissione di Giuria, presieduta da Susanna Polimanti, era composta da esponenti del panorama culturale italiano contemporaneo: poeti, scrittori, recensionisti e saggisti ed era così formata: Michela Zanarella, Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Emanuele Marcuccio, Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Vincenzo Monfregola, Antonio Melillo, Francesco Martillotto.

Le Associazioni culturali “Le Ragunanze” di Roma, “Centro Insieme Onlus” di Napoli e “Verbumlandi-art” di Galatone (Lecce), che intrattengono rapporti di amicizia e collaborazione con la Associazione Culturale Euterpe, organizzatrice del Premio, hanno gentilmente fornito delle targhe quali Premi Speciali che sono andati rispettivamente ai poeti Massimo Vito Massa di Bari (Premio Speciale “Le Ragunanze”), Fabiano Braccini di Milano (Premio Speciale “Centro Insieme”) e Gaetano Catalani di Ardore Marina – RC (Premio Speciale “Verbumlandi-art”). La Presidente di Giuria, Susanna Polimanti, ha inoltre inteso conferire alla poetessa savonese Rita Muscardin, autrice della lirica “Ha mani invisibili la morte”, il Premio Speciale del Presidente di Giuria.

Come da tradizione il Premio ha deciso di conferire i Premi Speciali “Alla Memoria” a due intellettuali rimarchevoli della scena poetica italiana del Secolo scorso. Quest’anno tali riconoscimenti andranno alla poetessa popolare messinese Maria Costa (1926-2016) e al poeta, giornalista ed editore milanese Alessandro Miano (1920-1994).

Durante la cerimonia la poetessa Costa verrà ricordata anche per mezzo della proiezione video del documentario sulla sua vicenda umana e letteraria “Come le onde” realizzato alcuni anni fa dal giovane regista siciliano Fabio Schifilliti e dalla lettura di alcuni suoi versi nel dialetto originario da parte di Vincenzo Prediletto. Il Presidente Spurio così ha motivato alla Stampa la decisione di tale attribuzione di un Premio alla sua Memoria: “Un riconoscimento sentito e doveroso a una voce distinta e corale, che ha parlato delle tradizioni mitiche e popolari della gente di Messina descrivendone con immensità il fare pratico, la vita di mare e un’età ancorata a modelli di vita ormai lontani ma che si ha necessità di ricordare e rivivere. La voce della Costa ha vergato pagine di autenticità lirica consegnando a noi tutti un testamento di memorie che debbono essere conservate con rispetto e orgoglio”.

A rappresentare la figura dell’editore Alessandro Miano, al quale verrà conferito l’altro Premio Speciale “Alla Memoria”, sarà, invece, il nipote Michele che ha abbracciato la densa eredità artistica del suo avo. Su questa ulteriore decisione della Giuria il Presidente Spurio così ha argomentato: “L’ambito riconoscimento attribuito ad Alessandro Miano a distanza di vari anni dalla sua dipartita è elemento necessario per riscoprire un importante e instancabile promotore culturale che, in aggiunta alla seria e puntuale attività giornalistica, diede la possibilità di venir fuori, per mezzo della rivista “Il Davide” alcuni intellettuali che negli anni successivi si sarebbero imposti. Due nomi sono più che sufficienti: Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia”.

Con particolare onore e orgoglio dell’intera Associazione e organizzazione del Premio, al noto poeta, scrittore, critico letterario e d’arte Dante Maffia verrà attribuito il massimo riconoscimento nella forma del Premio Speciale “Alla Carriera”. Originario della Calabria, Maffia vive e lavora da tanti anni nella Capitale dove venne scoperto poeticamente da Aldo Palazzeschi. Nel corso degli anni le sue pubblicazioni poetiche, narrative e saggistiche si sono susseguite, tutte con ampio apprezzamento di critica e di pubblico. Su di lui hanno scritto i maggiori intellettuali italiani e stranieri tra cui Mario Praz, Italo Calvino, Mario Vargas Llosa, Giorgio Caproni, Tullio De Mauro, Claudio Magris, Maria Luisa Spaziani, Dacia Maraini, Mario Luzi, etc. Vincitore dei maggiori premi letterari nazionali e internazionali, ha ricevuto riconoscimenti anche da parte della Presidenza della Repubblica; numerosissime le monografie e le tesi di laurea sulla sua attività letteraria.

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In ricordo di P.P. Pasolini: evento multidisciplinare a Roma giovedì 2 novembre alla libreria “I Trapezisti”

A cura di Lorenzo Spurio

Di Pier Paolo Pasolini si sono dette nel corso della storia molte cose. Alcune più o meno confacenti alla sua condotta, altre profondamente perplesse verso la sua componente umana, molte altre pretestuose, illogiche, azzardate, che non hanno permesso, però, di infangare completamente la sua figura. Da intellettuale disorganico a contestatore, poeta sociale che fece proprio il dramma dell’esistenza disagiata, a romanziere impegnato nel fornire gli squarci più abietti e perversi di un mondo di borgata dove la delinquenza e la gioventù inacerbita hanno contraddistinto le sue pagine più famose. Lo ricordiamo anche per i sagaci interventi critici, per il temperamento non sempre accogliente e più spesso scostante, per la critica spietata e originalissima, per la curiosità d’immagine e la profondità d’intelletto.

Qualsivoglia manuale di storia della letteratura italiana troverà difficoltà nel trovare la giusta collocazione per Pier Paolo Pasolini che per tematiche, influssi, formule espressive, frequentazioni di ambienti, collaborazioni culturali, ha rappresentato un artista indefinibile, impossibile da relegare in etichette, definizioni, esperienze generazionali, scuole o quant’altro. Una poliedricità di stili e contenuti innervati su una vista disincantata e ottenebrata della società pervasa da un delirio etico dove l’ideologia che sorregge i percorsi di costruzione del suo “fare letteratura” è abbastanza palese e riconoscibile tanto da aver dovuto subire nel corso della sua vita una potente campagna denigratoria e censoria, ostacolandone i messaggi e i contenuti ritenuti lontani dal senso di sana moralità.

Imprevedibile e infuocato come quando nella poesia dedicata all’episodio della battaglia di Valle Giulia, ideologicamente si associa alla presenza armata delle forze dell’ordine piuttosto che solidarizzare con i rivoltosi di sinistra; sadico e impetuoso, nella versione rivista delle 120 Giornate di Sodoma dove, da sempre interessato alla storia, introduce la presenza dei militari fascisti; popolare ed autentico nella scrittura in vernacolo, quello friulano di Casarsa prima e il romano poi, amante del linguaggio popolare.

Lo ricordiamo come regista nelle varie produzioni cinematografiche che hanno segnato distintamente la scena italiana: da Mamma Roma a La Ricotta  senza dimenticare, tra le altre, la pellicola Teorema dalla trama in sé asciutta e piatta, ricca di nevralgiche situazioni morbose, pericolose per la società lasciando intendere quanto le sfere del sesso e del potere (tanto care anche a Moravia, ma in forma assai diversa) potessero rappresentare degli aghi di bilancia di un mondo che, velocemente, cambia sotto ai nostri occhi.

Pasolini sapeva leggere la società e denunciare, anticipare con lucidità e servirsi della memoria storica nel farsi indisturbato assertore di un pensiero fondato sulla libertà dei contenuti e dei costumi. Se la sua morte resta ancora un mistero, possiamo credere che l’estrema fiducia verso gli altri –da amante dell’uomo in senso stretto- sia stata la vera ragione che gli ha giocato uno scherzo.

A noi scrittori e poeti, amanti della cultura e ricercatori del vero non resta, allora, che parlare di lui, affondando con profondità e rispetto nei suoi tanti versi e righi lasciati. Non per comprendere la sua fine, ma il suo messaggio. Che è quello di un uomo forte che vibra e scalpita per poter essere ascoltato. Oggi ci onora sapere di aver potuto aggiungere un nuovo mattone al vasto muro della lotta all’oblio, in ascesa verso una più profonda conoscenza.

Giovedì 2 novembre a Roma si terrà una serata dedicata al celebre Pier Paolo Pasolini nell’occasione dell’anniversario della sua dolorosa e mai chiarita morte. L’iniziativa, promossa dal Comitato di Quartiere “Monteverde nuovo”, si svolgerà presso la Libreria “I Trapezisti” di Roma (Via Laura Mantegazza 37) e avrà inizio alle ore 17:30. 

Ricco il programma per ricordare il celebre intellettuale italiano. La scrittrice Lucia Capitolo avrà l’occasione di parlare del suo libro “Pier Paolo Pasolini. Un giorno nei secoli tornerà aprile”, volume che ripercorre le tappe più significative del percorso artistico e professionale dell’artista, insieme a Sandro Bonvissuto.

cover pasolini-page-001 (1)La poetessa Michela Zanarella, Presidente della APS “Le Ragunanze” di Roma,  presenterà l’antologia di autori vari curata assieme al poeta e scrittore marchigiano Lorenzo Spurio l’anno scorso nell’amara ricorrenza dei quarant’anni dalla morte del celebre intellettuale. Il volume, dal titolo “Pier Paolo Pasolini: il poeta civile delle borgate” venne pubblicato da PoetiKanten Edizioni di Firenze e tra i vari contributi figurano una nota critica della poetessa palermitana Francesca Luzzio in apertura quale prefazione e poesie di Dante Maffia, Corrado Calabrò, Mariella Bettarini, Antonio Spagnuolo, Nazario Pardini, saggi di Francesco Martillotto e Giuseppe Napolitano.

Sempre durante la serata in memoria a Pasolini l’eclettico artista Silvio Parello nonché profondo conoscitore e amico dell’autore, racconterà alcuni fatti e aneddoti riferiti al libro “Ragazzi di vita”.

A completare il nutrito pomeriggio si svolgerà la proiezione  del filmato “Il cinema di Pier Paolo Pasolini – La filmografia completa attraverso trailer e scene” il cui montaggio è stato curato da Sandro Tornabene.

L’evento, liberamente aperto al pubblico, si chiuderà con un aperitivo offerto dagli organizzatori. 

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Poesia marchigiana al femminile: gli incontri con Michela Tombi, Jessica Vesprini e Rita Marchegiani

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Con piacere segnalo alcuni degli eventi culturali che nei prossimi giorni interesseranno alcune voci poetiche al femminile della nostra amata Regione che proporranno al pubblico le loro recenti pubblicazioni.

Sabato 21 ottobre alle ore 17:00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana “Cardinale Petrucci” di Jesi (AN) verrà presentato il libro “Dentro il mio vento” della poetessa pesarese Michela Tombi. Altra valida poetessa delle Marche settentrionali che approda alla Diocesana di Jesi al ciclo di eventi “Incontri con l’autore” della Associazione Culturale Euterpe di Jesi dopo la presentazione di “Il canto di Cecilia e altre poesie” della poetessa pesarese Laura Corraducci (tenutasi lo scorso 7 ottobre). La nuova opera della Tombi si apre con una nota critica di Lorenzo Spurio posta quale prefazione nella quale traccia il percorso poetico della Tombi iscrivendolo a ragione all’interno dell’ampio scenario poetico marchigiano sottolineandone alcuni caratteri precipui al sentimento di marchigianità di antogniniana memoria. Poesia incantata e nutrita di lucore silvano, quella della Tombi, con versi che si metamorfizzano nell’ambiente naturale e di essi respirano: leggiadra ninfa e amazzone pacifica, la poesia della Tombi è canto d’anima, effluvio inarrestabile di sentimenti in cui è l’empatia con il mezzo vegetale a individuarsi distintamente. Poetessa degli alberi, ma anche della campagna e del mare, di quegli ecosistemi a lei familiari che caratterizzano indelebilmente la nostra terra di provincia che è capace di esaltare con orgoglio. Pennellate variopinte di una natura che non è scenario silente delle sole azioni dell’uomo ma attenta scrutatrice, amica sodale, presenza tacita ma confortante. Nel volume è anche presente una breve nota del poeta di Sassoferrato Antonio Cerquarelli, accademico, pluripremiato e autore di “Un fremito di verdeluna”.

 

 

L’autrice è nata a Pesaro nel 1973, città nella quale vive e lavora. Prima di dare alle stampe “Dentro il mio vento” ha pubblicato le raccolte poetiche (auto-prodotte): “Dedica al mistero” (2013), “Lo scrigno dell’anima” (2014) e “Con gli occhi della luna” (2015). Suoi testi sono presenti in volumi antologici tra cui “L’amore al tempo dell’integrazione” (a cura di L.Spurio, S.Vignaroli e A.Montali) curato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi nel 2016 a sostegno dell’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM).

All’evento, organizzato dalla Ass. Culturale Euterpe di Jesi e Patrocinato dal Comune di Jesi e dalla Provincia di Ancona, parteciperanno il poeta senigalliese Elvio Angeletti e il collaboratore della rivista di letteratura “Euterpe” Stefano Bardi. Il critico letterario prof. Vincenzo Prediletto rivolgerà un’intervista all’autrice relativamente alla sua predisposizione poetica e alle tematiche da lei normalmente poste al centro della sua attenzione.

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Domenica 22 ottobre alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Urbisaglia (MC) si terrà la presentazione al pubblico della raccolta di componimenti poetici di Jessica Vesprini dal titolo “De-Sidus”. L’evento, organizzato dalla locale Associazione Culturale Socialmente con il patrocinio del Comune di Urbisaglia, vedrà la partecipazione del prof. Alberto Scocco nel ruolo di moderatore.

Jessica Vesprini è nata a Fermo nel 1975, vive a Civitanova Marche (MC). Ha collaborato con la rivista “UT” e recentemente la sua poesia “Mezzavalle” è stata selezionata per l’antologia benefica “Adriatico. Emozioni d’onde e sentimenti” della Associazione Culturale Euterpe di Jesi (curata da S.Vignaroli, L.Spurio e B.Trivak) di prossima pubblicazione.

Il volume della Vesprini è dotato di un apparato critico del dott. Ubaldo Sagripanti, noto psichiatra civitanovese nonché scrittore, pittore e membro della Associazione Dantesca di Civitanova Marche. In esso si legge: “È un’opera impregnata di desiderio e inevitabilmente di mancanza in cui l’incontro, la ricerca e la perdita di Amore sono offerti con immediatezza fotografica autentica, appassionata e vissuta senza sconti. Ognuno dei componimenti illumina un preciso istante di tempo attraversato e che attraversa, di quella presenza a sé stessi che si fa poesia nel momento in cui, la parola che si è imposta all’autrice, viene restituita e trasformata nel segno irreversibile di quel tempo fatto di attimi che è l’unica porta del mistero nudo, sensuale e purissimo della vita che a ognuno di noi è dato di vivere, se lo scegliamo, una parte più e meno altrove”.

Quella della Vesprini è una poesia d’amore e di lontananze, di complicità perdute e di ricordi, che riflette e ha a che vedere con la solitudine imperniata sulla lacerante considerazione che spesso “non basta l’amore/ per avere ragione”; il linguaggio sembra piano e modellato su scelte lessicali non particolarmente elaborate, sebbene non di rado facciano capolino espressioni cariche di criticità, allarme sociale e foschi pensieri come quando, nella poesia “Vita”, parla di un tempo in cui “l’amore gioca con lo stupro”.

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Sabato 28 ottobre alle ore 17:30 presso il Palazzo dei Priori di Montecassiano (MC) si terrà la presentazione del nuovo libro di poesie di Rita Marchegiani intitolato “Gli anni dell’incanto”. Libro dedicato ai ricordi di un’età passata eppure ancora così presenti e vividi nel presente della Nostra: l’esile raccolta poetica è una summa di episodi che, pur nella loro ritualità, hanno rappresentato inscindibili momenti che hanno scritto la vicenda umana della poetessa. Si riflette su ciò che è passato e su ciò che il tempo ha tramutato. La resa finale non è negativa seppur gravata da densa malinconia e da strali di una sofferenza lucida. Rincorrono le immagini pluri-semantiche del silenzio, dell’incanto perduto, della lontananza e del sentire l’assenza.

Rita Marchegiani è nata a Montecassiano (MC) nel 1959. Si è laureata in Medicina e Chirurgia e svolge la professione di medico. Ha pubblicato i libri di poesia “I colori della vita” (1983), “La stagione dei desideri” (1998) e “Madeleine” (2004). È redattrice della testata libera di informazione «Ftnews» nella quale scrive per l’angolo del poeta. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la poesia e la narrativa in vari concorsi letterari.

La presentazione sarà condotta dai relatori prof.ssa Elvira Pensa del Politecnico di Milano nonché responsabile della casa editrice APE di Terni che ha pubblicato il libro e dal dott. Lorenzo Spurio, scrittore, poeta e critico letterario, Presidente della Ass. Culturale Euterpe. L’evento sarà arricchito dalla presenza dell’ospite Noemi Romiti (cantautrice); altri interventi verranno fatti dal prof. Maurizio Boldrini (Direttore del Minimo Teatro) e dal dott. Amerigo Sbriccoli (Presidente dell’Ordine dei Medici di Macerata). L’evento è organizzato dal Comune di Montecassiano con il patrocinio e sostegno dell’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi di Guerra.

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“Global Carmina e altre poesie” di Marco Ausili. Alcune riflessioni di Stefano Bardi

Per le edizioni Italic Pequod di Ancona è recentemente uscito il volume Global carmina e altre poesie (prefazione di Lorenzo Spurio) di Marco Ausili, poeta anconetano classe 1988. Un’opera dall’intensa poeticità, che si esprime attraverso canti remeniscenziali, intimi, amorosi, e attraverso uno sperimentale del vernacolo anconetano.

Nella prima sezione, intitolata Lo spazio dell’Estate, c’è un chiaro riferimento all’estate pavesiana de La bella Estate. Stagione vista e concepita da Ausili come una reminiscenza dell’infanzia, proiettata interamente verso la ricerca del nostro pensiero felice. Una stagione che simboleggia pure la dipartita e la resurrezione, come esseri purificati e dotati di uno spirito candido, che ode melodici ed elegiaci canti. Un’estate vista anche come un passaggio storico attraverso il quale ritorniamo indietro nel tempo all’Ancona dei pescatori, vedendo la città marittima di una volta. Ausili sviluppa il tema dell’estate, ma anche quello del mare in chiave religiosa, essendo esso paragonato a Dio.

global carminaNella seconda sezione, intitolata La paura della vita, sono due i temi sviluppati dalle ulteriori sottosezioni Le familiari e Discorsi d’amore. Nella prima sottosezione l’autore ci porta dentro un mondo intimo e autobiografico, avvolgendoci così con il calore e l’affetto della sua famiglia trasformandoci di conseguenza in suoi fratelli e sorelle. Accanto al tema del calore intimo c’è anche quello della dipartita, vista come paura, ma anche come nostra sorella. Nella seconda sottosezione l’Ausili tratta il tema dell’amore, da lui visto e concepito come qualcosa di divino. Un sentimento in cui la donna amata dal poeta anconetano si trasforma in una creatura ancestrale, dallo spirito oscuro e stregante, dallo sguardo purificatorio. Anche in questa seconda sottosezione c’è l’immagine della dipartita con la sua falce mietitrice, che adombra intensamente e pesantemente l’amore. Una dipartita dallo sguardo demoniaco, dalle carni scheletriche, ma allo stesso tempo dal cuore colmo di luminosità, che lascia nello spirito del poeta, solo e unicamente dolci reminiscenze e luminosi fantasmi, riguardanti la donna da lui amata.

Passiamo ora alla terza sezione composta dal poema Global carmina. Si tratta di un poema diviso in sette canzoni in cui si liricizza l’odierna società multietnica, con particolare attenzione anche alla contaminazione linguistica. Canti sotto forma di poema che potrebbero permettere una correlazione ad alcuni riferimenti letterari. Il primo rimando è il poeta Edoardo Sanguineti con la sua opera Mikrokosmos. Come l’opera sanguinetiana, anche il poema ausiliano è colmo di colloqui etici e spirituali, di opportunità, di emozioni, e di ritmi costruiti seguendo le nozioni per creare un videoclip. Il secondo riferimento riguarda, invece, un genere moderno e molto in voga nelle nuove generazioni: il rap. Leggendo Ausili mi è venuto in mente la musica di Fabri Fibra.

Conclude l’opera la sezione Sentieri ininterrotti, composta da cinque canzoni. Canzoni esistenziali ma sotto forma di tracce anzi di frammenti che tratteggiano esistenze auliche, reminiscenziali, agitate, luminose e guerriere. Frammenti che assomigliano alle opere “senza fine” e “senza corpo” dello scultore, pittore e incisore Alberto Giacometti. Come le opere di questo artista, anche le canzoni di Ausili sono volutamente iniziate, poiché così facendo aspetta al lettore completare le ombre e le membra di queste poesie. Canzoni che provengono dal suo cuore, al quale però non è riuscito a dare una voce completa, producendo così canzoni mute che si perdono nel cosmo.

     Con il recupero del vernacolo anconetano, da Ausili riadattato, si recupera quella grande tradizione che diede il via alla letteratura tutta, ovvero, la letteratura orale. Il suo dialetto è quella lingua sentita e subito riportata sulla pagina. Un vernacolo che ha anche un preciso scopo sociale, ovvero quello della salvaguardia linguistica.

STEFANO BARDI  

 

Il miele nella letteratura. A Jesi una conferenza con degustazione finale promossa dalla Ass. Euterpe

“Sapori tra le righe”: conferenza sul miele nella letteratura e nella produzione: il 15 ottobre a Jesi

 

bees-18192_960_720L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi ha dato vita al progetto culturale “Sapori tra le righe” che è stato inserito all’interno di “Weekend d’autunno”, programma di iniziative promosse dal Comune di Jesi per l’autunno 2017. “Sapori tra le righe”, che si realizzerà in due date separate, promuoverà incontri dedicati alla conoscenza di alcuni alimenti molto comuni della nostra dieta alimentare quali il miele e l’olio che verranno presentati, approfonditi e discussi sotto un profilo letterario e non.

L’intero ciclo di eventi è patrocinato dal Comune di Jesi, dalla Provincia di Ancona e dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università Politecnica delle Marche.

Il primo appuntamento si terrà il 15 ottobre alle ore 17:30 presso la Chiesa di San Bernardo / Museo della Stampa (SAS) in Via Valle e sarà dedicato a riscoprire il miele, tra letteratura e produzione. L’apertura sarà affidata alla calda voce della poetessa pesarese Michela Tombi, autrice della recente silloge Dentro il mio vento, con la recitazione di alcune liriche di poeti consacrati agli altari inerenti all’alimento di riferimento.

 

Il programma della pomeriggio letterario vedrà il seguente programma.

La professoressa Rosa Elisa Giangoia interverrà su “La poesia del miele: da Virgilio ai contemporanei” e nel suo discorso prenderà in considerazione anche l’antica metafora che vede riflessa nel miele l’intertestualità letteraria, creando una vera e propria nuova poetica con la docta veritas di Angelo Poliziano per preludere alla scuola formalista russa e alla critica semiologica.

Rosa Elisa Giangoia ha insegnato Materie letterarie nei licei, svolgendo contemporaneamente un’intensa attività di ricerca didattica e di promozione culturale. Si si occupa di critica letteraria, come componente delle redazione prima della rivista “SATURA”, ora di “XENIA” e collaborando a diverse altre riviste letterarie. Ha redatto manuali scolatici tra cui un’edizione delle Bucoliche di Virgilio con annotazioni in latino. Ha pubblicato romanzi (In compagnia del pensiero, 1994; Fiori di seta, 1998; Il miraggio di Paganini, 2005), testi teatrali (Margaritae animae ascensio 2014), saggi critici (Appunti di poesia, 2011), sillogi poetiche (Agiografie floreali, 2004; Sequenza di dolore, 2010; La vita restante 2014) e altri vari testi, tra cui un saggio di gastronomia letteraria (A convito con Dante, 2006).

La professoressa Annalisa Volpone (Università degli Studi di Perugia) relazionerà attorno al tema indicato “My dear honey: miele e scrittura in Virginia Woolf” sottolineando come nella scrittrice modernista il miele funga letteralmente da collante tra vita quotidiana e scrittura creativa ed è al contempo vettore mnemonico dell’infanzia.

Annalisa Volpone è professore associato presso il Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugina. È condirettore del CEMS (Centre for European Modernism Studies, un centro internazionale che si occupa di modernismo  europeo in prospettiva interdisciplinare); la sua ricerca si concentra prevalentemente sul modernismo. Ha pubblicato diffusamente su James Joyce, Virginia Woolf e Vladimir Nabokov e sui rapporti tra romanticismo e medicina. Attualmente sta lavorando a una monografia su William Blake e le contemporanee scienze della mente.

L’intervento artistico, dal titolo “Una dolce scoperta: miele e api nella storia dell’arte”, sarà gestito da Caterina Luzi nel quale accennerà all’ape nei bestiari medievali per arrivare, nei secoli successivi, all’utilizzo dell’ape come iconografia nei blasoni nobiliari e altro ancora.

Caterina Luzi si è laureata in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Si occupa di didattica museale, organizzazione eventi e visite guidate presso la Pinacoteca Civica di Jesi. In passato ha tenuto lezioni di Storia dell’Arte dal titolo “L’amore tra arte e poesia”.

L’intervento tecnico, “Il miele, questo sconosciuto”, sarà curato da Alvaro Caramanti (Presidente del Consorzio Apistico Obbligatorio Provinciale di Macerata) che parlerà della diversità dei mieli, delle loro caratteristiche fisiche, dando altresì alcuni suggerimenti da tener presente nell’atto di acquisto di questo prodotto.

La conclusione dell’evento vedrà una degustazione di prodotti dell’Azienda Cocciarini Sergio.

Il secondo appuntamento di “Sapori tra le righe” si terrà il 12 novembre alla Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti di Jesi e sarà dedicata all’alimento olio.

La partecipazione all’iniziativa culturale è gratuita. La S.V. è invitata a prendere parte.

 

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“Non con i tuoi occhi”. Spettacolo multimediale di immagini, video, letture sabato 7 ottobre a Pesaro

 

Sabato 7 ottobre ore 19.00

‘Sala degli Specchi’

Alexander Museum Palace

Viale Trieste 20 – PESARO

Lorenzo Uccellini, fotografo nativo di Pesaro con un dignitoso curriculum internazionale, e con la preziosa collaborazione della poetessa Laura Margherita Volante e della musicista Emanuela Belmonte, presenta in una unica data per la città di Pesaro la nuova serie fotografica editoriale denominata WOT.

WOT è un contenitore di idee e progetti che nasce con l’intento di ospitare e produrre meritevoli fotografi e artisti di altre discipline provenienti dall’Italia e da altri Paesi, gettando le basi per la creazione di un interscambio culturale in collaborazione con le moltitudini di progetti simili sparsi per il mondo che, connessi tra loro, possono contribuire a fornire ai vari autori occasioni di visibilità in luoghi fisici e non solo nello spazio virtuale di internet.

Lorenzo Uccellini in questi prime tre libretti inaugurativi affronta due differenti tematiche.

In ‘Zero’ e ‘Early Bird[s] Memories’ torna sui suoi soggetti preferiti quali l’esplorazione di mondi interiori e immaginifici sviluppando, ancor più che in passato, una serrata serie di liriche che non fungono da semplici didascalie ma sono esse stesse fondanti per la narrazione e caratterizzazione dei soggetti, dei personaggi che, presi qua là dalle personali esperienze e memorie, danno vita a dei concept book che Lorenzo ama associare più a dei booklet musicali che a libri di fotografia tout court.

Ospite speciale in questi due volumi, Davide Filippini, fotografo pesarese stanziato a Tokyo, a cui Lorenzo ha qui affidato il compito di eseguire alcuni ritratti funzionali alla narrazione dell’opera.

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Il terzo volume, ‘ESSE’, è invece un umile omaggio di Uccellini ai Maestri del trascendentalismo americano con opere fotografiche in cui la bellezza della Natura nel suo aspetto più romantico e la porzione di Divinità in Essa intrinseca, costituisce il soggetto dell’opera.

Lorenzo Uccellini ha scelto di presentare quanto sopra creando un vero e proprio show multimediale in cui le immagini prenderanno vita in un video accattivante e arricchite dalle letture magistrali della sua amica e poetessa Laura Margherita Volante, da musiche mixate dallo stesso autore, da scenografie e dall’esplosione di profonde emozioni live che il suono del Sacro Tamburo Lakota è in grado di trasmettere nelle sapienti mani dell’artista musicista Emanuela Belmonte, ospite speciale della manifestazione che costituisce il primo appuntamento di un tour che dopo Pesaro proseguirà per altre mete tra le quali già confermata Milano in collaborazione con la poetessa Patrizia Gioia che, già nel 2000, presentò un lavoro editoriale di Lorenzo introdotto dal Prof. Arturo Schwarz.

<<Per me si tratta di una ennesima sfida nel cercare nuovi linguaggi per esprimere e trasmettere i miei racconti nei modi che di volta in volta il mio istinto mi porta a sperimentare. Di certo non sto inventando niente di nuovo, in senso generale, ma facendo ciò e pur prendendomi notevoli rischi sforando da quanto è l’ambito fotografico in senso stretto e a me più familiare –  con i suoi tempi, modi e luoghi designati –  mi metto continuamente in gioco e questo mi fa sentire sempre un assoluto principiante con tutta l’emozione che ne consegue. In ‘Non con i tuoi occhi’ avere accanto la mia amica Laura ed essere ospitato ‘in casa’ del Conte Alessandro Marcucci Pinoli, che con la sua dedizione alla divulgazione delle arti costituisce un vero esempio di moderno mecenatismo, mi rende particolarmente eccitato. Le conferme poi di nuove date in altre città mi trasmettono tutta la fiducia e il calore di chi da tanto tempo sostiene me e i miei progetti>>.

Contatti:

lorenzo@lorenzouccellini.com

Alexander Museum Palace: 0721 34441

“Gazzella. Canto infranto di un migrante” di Fabio Grimaldi. Recensione di Lorenzo Spurio

 

Gazzella. Canto infranto di un migrante di Fabio Grimaldi (Lieto Colle, 2017)

Recensione di Lorenzo Spurio

 

Il tempo è un’ombra allucinata. (47)

downloadIl recente libro del poeta Fabio Grimaldi prende il titolo di un testo sgualcito e sbavato ritrovato nelle tasche di un qualche migrante, “Gazzella”, segno vivido di una possibilità di evadere dal pressante e demotivato presente. Eppure rimane traccia di quell’esperienza, di quell’accaduto, di quell’atto creativo: Grimaldi riporta la scansione di quel testo nato in francese nelle ultime pagine del volume. Sorta di testamento ultimo di un volo verso la speranza, di una possibilità di credere in un mondo fratello.

La gazzella, per antonomasia e nel nostro immaginario comune, è uno degli animali più agili e veloci ed è significativo che un ragazzo che aspirasse alla libertà e a un mondo migliore abbia dedicato un testo attorno all’immagine di questo animale. Metafora di una voglia pressante di partire e di lasciare la propria terra, una fuga tumultuosa verso una meta agognata, percorso azzerato velocemente da grandi falcate che fagocitano il terreno e riducono gli spazi. Eppure ciò non è accaduto né accade ai tanti migranti che, speranzosi di poter toccare la riva di un altro paese, hanno drammaticamente perso la vita nel periglioso tragitto.

Fabio Grimaldi dedica a loro questo lavoro poetico tutto incentrato sul dramma dei moderni migranti. Ne traccia l’intero percorso, dal difficile e accaldato[1] spostamento dai rispettivi luoghi d’appartenenza sino alla costa dove, in un imprecisato lido è organizzato dagli scafisti criminali un porto-fantoccio dal quale partono imbarcazioni precarie, palesemente sfatte e prossime al decadimento. Da lì, tra minacce e violenze verbali e d’altro tipo, il povero migrante si stacca definitivamente dalla terra madre e, pur sottoposto a denigrazioni nonché alle spaventose avversità del mare, sembra in un qualche modo proiettarsi già verso un cammino di felicità: “Sorrisi serrati/ da labbra tumefatte,/ rifioriscono alla vista del mare.// Ah, la parola mare!/ Un miraggio!/ Ma non finisce qui il viaggio!” (29).

La traversata in mare corrisponde a un periodo sospeso in cui l’uomo viaggia nelle avversità, finanche a braccetto con la violenza e la morte: coloro che muoiono vengono ben presto gettati in mare con la stessa semplicità della quale gettiamo via un abito rotto. Lo strozzino, dopo aver guadagnato abbondantemente per quella traghettata infame, li ferisce e li comanda a suo piacimento: “Non dovete fiatare/ o vi butto in mare!” (34) anticipando la fine che molti, vuoi per le intemperie climatiche, vuoi per l’usura dell’imbarcazione, si appresteranno a fare. Lo scafista-demonio lascia, circa a metà dell’avventata navigazione, la scapestrata imbarcazione temendo un arresto nel paese in cui approderà. La ciurma dei disperati è allo sbaraglio: se da una parte può trovare una leggera quiete dovuta all’assenza del criminale che li batteva o uccideva, dall’altra è orfana di un guida che possa traghettarli verso la terraferma. Si crea subbuglio e caos, non di rado tafferugli e violenze che esplodono tra gruppi interni o tra una e più persone.

Accade spesso che il barcone, nella lotta impari con le onde, s’incrini, si ribalti, imbarchi acqua e ben presto sprofondi nelle avverse acque.[2] Neppure i salvagente, già usati in precedenti deliri di spostamento, sono utili: essi sono per lo più rotti, inservibili e dunque vani.

Inizia così la lotta col mare. L’uomo che tenta di salvarsi dalle fredde acque in quel mare esteso, senza traccia d’aiuto se non un compatimento pressoché falso e tardivo che non è in grado di sciacquare il dolore.

Negli sparuti casi in cui la deriva o l’inabissamento dia possibilità agli sciagurati di salvarsi (quando il barcone, non più molto distante dalla costa viene avvistato e segnalato agli enti competenti) si mette in marcia quella serie di operazioni tese a limitare i danni. Il salvataggio dei migranti, che tendono le loro mani e s’aggrappano, si stringono e reclamano quelle dei soccorritori, sono immagini che tutti abbiamo bene configurate nella nostra mente perché viste e replicate indicibili volte. In questa fase in cui gli uomini vivono galleggianti sul vasto mare è come se acquisissero le peculiarità delle creature acquatiche: l’uomo è sardina, poi è un tonno come quando Grimaldi “racconta di migranti/ finiti con i barconi/ contro le gabbie per la pesca dei tonni,/ quelli che sono riusciti a salvarsi/ aggrappandosi alle reti,/ vengono ricordati come “gli uomini tonno”…” (43).

Chi si salva ed entra in terra occidentale, non direttamente avrà una vita felice e realizzata come quella che anelava anzi, più spesso, non l’avrà mai. Grimaldi, con la sua poesia sintetica dal tono serafico e impietoso traccia in maniera assai visiva le varie e tribolate fasi del percorso di questi derelitti continuamente soggiogati dal potere degli altri, usati e mossi come pedine in un gioco da tavola. Fuggono dalla dittatura e, per farlo, sono costretti ad affidarsi a un demonio in terra, un torturatore, che permette loro – a condizioni inenarrabili – di farli fuggire da quel mondo di sevizie e povertà. Arrivati all’altra sponda trovano un’accoglienza frugale a cui fa seguito una blanda considerazione degli enti amministrativi, indifferenza della gente, pregiudizio ed emarginazione che li ghettizza e li allontana ulteriormente da quel senso civico di cui la loro grande fame che li ha spinti ad evadere.

immigrazione

Siamo consci che il fenomeno dell’immigrazione sia complesso da trattare perché non dovrebbe esulare di prendere in considerazione l’altra metà della realtà che esso pone, quale ad esempio il tema della difficile integrazione, del fanatismo religioso che non di rado si presenta, l’arroganza e la non civile disciplina finanche gli episodi di criminalità diffusa che, secondo molti, sarebbero da ascrivere o comunque da legare a un’eccessiva immigrazione. Grimaldi non tocca tale argomento e si pone, con rispetto e vivida forza immedesimativa, nella realtà difficile di questi poveri Cristi, sbandati e derelitti, in fuga e abbandonati, che vivono nel tormento della nostalgia nonché di una dilaniante situazione psicologica e di frantumazione identitaria.

Le varie parti che compongono la silloge portano titoli apparentemente curiosi dove vengono richiamati degli animali che, invece, in maniera quanto mai concreta descrivono sinteticamente i vari stadi, le varie fasi metamorfiche dei migranti nel loro lungo e fosco percorso. Questa catalogazione è assai significativa: si passa da animali piccoli e in sé difesi descritti rinchiusi in un contesto stagnante e invivibile ad animali di più grande taglia sottolineando – come nel caso delle pecore marchiate – il difficile e mai completo raggiungimento della libertà.

Ciò che mancava clamorosamente nel paese nativo (democrazia, libertà, sicurezza, speranza e futuro) manca, in effetti, anche nei paesi in cui si è attraccato anche se viene dato da credere che così non sia. Paesi che formalmente dichiarano la loro democrazia e uguaglianza dinanzi ai cittadini finendo, non di rado, per mostrarsi insensibili, sprezzanti e chiusi nei confronti di reali esigenze sociali.

Gazzella di Fabio Grimaldi non è un canto disperato e struggente come recentemente molta poesia è in relazione a dinamiche etico-civili, collegate o non con il dramma dell’immigrazione, ma un canto fine sulla vicenda esistenziale del migrante: uomo dello spazio, costretto ad abitare mondi incivili che lo espungono di continuo. Esistenze che perdono il legame con la terra e difficilmente ne instaurano uno nuovo nel contenitore geografico dove sono costretti a restare. Il poeta maceratese mostra rispetto verso una materia oggetto di una disputa continua nell’opinione pubblica e centrale all’interno del divaricante sistema ideologico e politico che dà più o meno importanza al tema, riconoscendo talora comprensione, tal altra armandosi di tabù e di forti negazionismi, connivente la grande madre Europa che preferisce attribuire fondi per l’assistenza che proporre una soluzione praticabile e migliore.

La confessione-proclama all’apertura del libro in cui un genitore – intuiamo ormai anziano – incita il figlio a lasciare quella terra, quella valle delle lacrime, per trovare significato altrove e realizzarsi, si chiude con un imperativo laconico “Vattene da qui!” (15) che poi non è nient’altro che l’atteggiamento con cui l’europeo finirà per accoglierlo.

Con garbo autentico e profonda sensibilità verso la materia, Grimaldi evoca problematiche assai ampie interconnesse col fenomeno da lui indagato da dentro, addirittura introiettato, quello dell’ “infanzi[a] violat[a]” (37) e quello dell’approdo in un non-luogo vissuto dagli oriundi come fastidioso e motivo di allarme sociale, ben riassunti nella perifrasi del “convulso dramma della ragione” (38), locuzione che sottolinea come il dramma sia insito in un “sonno” della coscienza che, come nell’opera di Francisco Goya, è così potente da generare mostri.

Lorenzo Spurio

 

Jesi, 27/09/2017

 

[1]Il deserto beve/ il corpo e la mente/ di ogni essere vivente” (25).

[2] Grimaldi definisce il mare “una bara” (48) e le acque e le sue profondità “loculi marini” (49).

Cinzia Perrone con “Mai via da te” sabato 30 settembre alla Bibl. Diocesana a Jesi

Avatar di assculturaleeuterpeAssociazione Culturale Euterpe

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Sabato 30 settembre alle ore 17:00 presso la Biblioteca Diocesana “Cardinale Petrucci” (Via Santoni) a Jesi si terrà la presentazione del romanzo breve “Mai via da te” (Montedit, 2017) della scrittrice napoletana Cinzia Perrone che da vari anni vive a Jesi. Un romanzo doloroso e autentico nel quale traccia, con una scrittura spigliata e di semplice fruibilità, i difficili momenti che hanno fatto seguito alla prematura e inaspettata morte dell’amato fratello. Un percorso di rinata autoconsapevolezza e crescita interiore che si realizza anche mediante lo spostamento tra la Jesi dove la donna ormai vive in forma stanziale e il capoluogo partenopeo che l’ha vista nascere, crescere e dove ancora oggi è custodito il suo cuore.

L’evento è organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe con il Patrocinio del Comune di Jesi e della Provincia di Ancona e sarà introdotto da Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Culturale Euterpe). Interverranno Stefano Vignaroli (scrittore) e Marco…

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2° Premio Nazionale “Novella Torregiani”: si partecipa con poesie, racconti, foto e pitture (Scadenza 31/12/2017)

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2° Premio Nazionale “Novella Torregiani”

Letteratura e Arti Figurative

                                                      

Da Porto Recanati,

antico villaggio di pescatori,

prende origine la storia della poetessa

Novella Torregiani.

L’Associazione Culturale Euterpe, con il benestare della famiglia Torregiani-Grilli e con il Patrocinio della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, della Provincia di Macerata, dei Comuni di Recanati e Porto Recanati, bandisce la seconda edizione del Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Letteratura e Arti Figurative 2017.  Il Premio, ideato da Emanuela Antonini (biologa e scrittrice), è nato con l’intento di far emergere le potenzialità creative degli artisti e segnarle all’attenzione della comunità in ambito culturale, a ricordo della poliedrica poetessa nel rappresentare l’umanità nelle molteplici espressioni artistiche.

REGOLAMENTO

Al Premio possono partecipare coloro che alla scadenza del seguente bando abbiano compiuto il 18° anno di età. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, offensivi, denigratori e pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, irrispettosi della morale comune e che incitino alla violenza di ciascun tipo o fungano da proclami ideologici e politici.

Per inedito si intende un testo che, alla data di scadenza del Premio, non sia stato pubblicato (in formato cartaceo o e-book) da editore in volume, anche collettivo, dotato di ISBN o in rivista dotata di ISSN. Si considerano inediti quei testi comparsi su siti Internet o quelli che abbiano semplicemente partecipato, senza essere premiati, a uno o più concorsi.

I lavori presentati non dovranno aver ricevuto un 1°, 2°, 3° premio in un precedente concorso letterario, pena la squalifica. La partecipazione al Premio implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel bando che ne regolamentano l’organizzazione e lo sviluppo.

 

Il Premio si articola in cinque sezioni:

  1. Letteratura

A1 – Poesia in vernacolo

A2 – Poesia inedita in lingua

A3 – Racconto inedito

  1. Arti figurative

B1 – Pittura a tema “la natura oppure la pace e la solidarietà umana”

B2 – Fotografia a tema “la natura  oppure la pace e la solidarietà umana”

 

Art. 1 –  Sezioni

 Sez. A1 – Poesia in vernacolo

Il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie inedite a tema libero in formato word (Courier New, carattere 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi. La versione in vernacolo dovrà essere accompagnata necessariamente dalla relativa traduzione in italiano, pena la squalifica dal concorso.  I testi dovranno essere privi di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo mail: premionovellatorregiani@gmail.com

 

Sez. A2 – Poesia in lingua

Il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie inedite a tema libero in formato word (carattere Courier New, carattere 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi.  I testi dovranno essere privi di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo e-mail: premionovellatorregiani@gmail.com

 

Sez. A3 – Racconto: il concorrente partecipa con un solo racconto inedito a tema libero in formato word (carattere Courier New, carattere 12) di lunghezza non superiore alle 5 cartelle dattiloscritte (1 cartella= 30 righe di 60 battute). Il testo da inviare dovrà essere privo di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo e-mail: premionovellatorregiani@gmail.com

 

Sez. B1 – Pittura a tema “la natura”: il concorrente potrà partecipa con un massimo di due opere figurative e/o non figurative a tema “la natura”, realizzate con qualsiasi tecnica. Le misure delle opere non dovranno superare cm 70×100. Gli artisti dovranno inviare almeno tre fotografie ben fatte di ciascuna opera allegando una descrizione dettagliata del dipinto e delle tecniche impiegate per l’esecuzione (in formato word). Le foto, congiuntamente agli altri documenti richiesti, vanno inviati a mezzo e-mail a premionovellatorregiani@gmail.com. Facoltativo l’eventuale sintetico profilo dell’artista. I vincitori e i finalisti del premio il giorno della premiazione dovranno portare con sé la relativa opera che verrà esposta al pubblico identificata nel retro con le diciture in stampatello: titolo dell’opera, nome e cognome dell’autore, descrizione della tecnica e anno di esecuzione dell’opera.

 

Sez. B2 – Fotografia a tema “la natura”: il concorrente potrà partecipare con un massimo di tre fotografie a tema, ognuna liberamente titolata, in tecnica tradizionale o digitale. Gli scatti potranno essere in bianco e nero e/o a colori, con inquadrature sia verticali che orizzontali La risoluzione di ogni foto dovrà essere di 300 dpi e in formato JPEG. Ogni concorrente sarà responsabile delle eventuali liberatorie rilasciate dai rispettivi soggetti ripresi, liberando di fatto l’organizzazione del Premio da responsabilità e obblighi derivati (Allegato A). Le opere presentate non verranno restituite.

Le immagini non conformi al regolamento non saranno prese in considerazione e dovranno essere inviate come semplici allegati, assieme alla documentazione richiesta, all’e-mail premionovellatorregiani@gmail.com.

 

Art. 2 –  Modalità e termini per la partecipazione

Il materiale dovrà essere inviato entro e non oltre il 31 Dicembre 2017, unicamente a mezzo e-mail premionovellatorregiani@gmail.com, insieme alla scheda di partecipazione, compilata in ogni sua parte in stampatello e firmata, attestazione del contributo di partecipazione.

  

Art. 3 – Contributo di partecipazione

Per prendere parte al Premio è richiesto il contributo di 15,00 € a sezione per spese organizzative.

È possibile partecipare a più sezioni con un contributo aggiuntivo di 10,00€ a sezione.

Per i soci della Associazione Culturale Euterpe, la cui tessera è in corso di validità per l’anno di riferimento, il contributo di partecipazione per un’unica sezione è fissato a 7,00 €.

Il pagamento dovrà avvenire secondo una delle seguenti modalità:

 

Bollettino postale CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe  – Jesi

Causale:  2° Premio “Novella Torregiani”

 

Bonifico bancario  IBAN: IT31H0760102600001032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe  – Jesi

Causale:  2° Premio “Novella Torregiani”

 

Art. 4 – Giuria

Le Commissioni di Giuria, diversificate per le varie discipline, saranno costituite da esponenti del panorama culturale, artistico e letterario.

 

Sezione Letteratura (Sezioni A1, A2, A3)

Presidente di Giuria: Francesca Innocenzi (con diritto di voto)

Commissione di Giuria: Elvio Angeletti, Michela Zanarella, Antonio Cerquarelli, Angela Catolfi e Rosanna Di Iorio.

 

Sezione Fotografia (Sezione B1)

Presidente di Giuria: Andrea Bevilacqua (con diritto di voto)                                             

Commissione di Giuria: Beatrice Conti, Stefano Regni, Enzo Morganti, Onorina Lorenzetti.

 

Sezione Artistica (Sezione B2)

Presidente di Giuria: Maria Luisa D’Amico (con diritto di voto)

Commissione di Giuria: Carlo Iacomucci, Gabriele Bevilacqua, Giancarla Lorenzini, Patrizia Minnozzi.

 

Il giudizio delle Commissioni di Giuria è definitivo e insindacabile.

 

Art. 5 – Premi

Per ogni sezione si provvederà ad attribuire i seguenti premi:

1° premio – Trofeo “Novella Torregiani” 2017 e diploma con motivazione della Giuria

2° premio – Targa con motivazione della Giuria

3° premio – Targa con motivazione della Giuria

I primi tre classificati riceveranno la tessera di socio della Associazione Culturale Euterpe che avrà validità per l’anno 2018. In qualità di soci potranno prendere parte ad attività con varie agevolazioni: https://associazioneeuterpe.com/diventa-socio/

Verranno altresì assegnati altri premi a opere ritenute meritevoli d’encomio.

Nel caso non sarà pervenuta una quantità di testi congrua per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito per determinate opere, l’organizzazione si riserva di non attribuire alcuni premi.

 

Art. 6 – Cerimonia di Premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà a Maggio 2018 a Porto Recanati (MC), alla presenza di autorità ed esponenti del mondo della cultura e dell’arte, in un luogo di cui verrà data comunicazione a tutti i partecipanti con abbondante anticipo in modo da potersi organizzare. Durante la premiazione i poeti daranno lettura alle loro poesie, mentre i partecipanti alle sezioni pittura e fotografia, che avranno esposte le loro opere, potranno intervenire per spiegare le proprie esecuzioni.

Tutti i partecipanti al concorso riceveranno il verbale di Giuria a mezzo mail al proprio indirizzo indicato nella scheda di partecipazione che verrà pubblicato anche sul sito della Associazione Euterpe (www.associazioneeuterpe.com), su Concorsi Letterari(www.concorsiletterari.it) e Literary (www.literary.it).  

I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione; qualora gli stessi non possano intervenire, sarà possibile delegare qualcuno per il ritiro. La delega, in forma scritta e firmata dal delegante, dovrà pervenire almeno tre giorni prima della data della cerimonia all’attenzione del Presidente della Associazione scrivendo a presidente.euterpe@gmail.com . Non verrà dato seguito a deleghe pervenute a mezzo telefonico o messaggistica di Social Network o in ulteriori modalità informali. Chi non potesse intervenire e non avrà un delegato potrà ricevere il premio a casa, dietro preventivo pagamento delle relative spese di spedizione che verranno comunicate a mezzo mail all’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

 

 Art. 7- Privacy

Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore/Artista la concessione all’Associazione Culturale Euterpe il diritto di riprodurre le opere presentate al concorso su cataloghi/volumi antologici e altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione, senza fini di lucro.

La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo, che potrà, a giudizio degli organizzatori, subire qualche variazione.

 

Dott. Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe

Dr. Emanuela Antonini – Presidente del Premio

 

 

Info:

Segreteria del Premio: premionovellatorregiani@gmail.com

Associazione Culturale Euterpe: ass.culturale.euterpe@gmail.com  –  ww.associazioneeuterpe.com  –  Tel. 327 5914963

Presidente del Premio, dr. Emanuela Antonini: elantonini@libero.it


 

Scheda di Partecipazione

(La scheda deve essere compilata in ogni sua parte)

 

Nome/Cognome ________________________________________________________________

 

Nato/a a _____________________________________________ il________________________

 

Residente in via _________________________________Città____________________________

 

Cap _______________________ Provincia ______________________Stato_________________

 

Tel. ___________________________________ E-mail __________________________________

 

 

  • Partecipo alla/e sezione/i:

 

□ A1 – POESIA IN VERNACOLO

(indicare i titoli delle 3 poesie e, qualora sia edita, in quale libro –titolo, editore e anno, è stata pubblicata)

  1. ________________________________________________________________________________

__________________________________________________________________________________

  1. ________________________________________________________________________________

__________________________________________________________________________________

  1. ________________________________________________________________________________

 

□  A2 – POESIA IN LINGUA (indicare i titoli delle 3 poesie)

  1. ________________________________________________________________________________
  2. ________________________________________________________________________________
  3. ________________________________________________________________________________

 

□  A3 – RACCONTO ________________________________________________________________________________

 

□  B1 – PITTURA A TEMA “LA NATURA” (indicare i titoli dei quadri)

  1. ________________________________________________________________________________
  2. ________________________________________________________________________________
  3. ________________________________________________________________________________

□  B2 – FOTOGRAFIA A TEMA “LA NATURA” (indicare i titoli dei quadri)

  1. ________________________________________________________________________________
  2. ________________________________________________________________________________
  3. ________________________________________________________________________________

 

  • Forma di pagamento della tassa di partecipazione:

Bollettino postale                             

Bonifico

Ridotto (per soci Associazione Euterpe) – Indicare n° tessera: _______________________________

 

  • L’autore è iscritto e tutelato dalla SIAE? □  SI                   □  NO
  • L’opera/e è/sono depositate alla SIAE?       □  SI                   □  NO

Se SI, indicare quali: ___________________________________________________________

 

 

 

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PER PARTECIPANTI SEZIONI  A1, A2, A3

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

 

□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto e per iniziative organizzate dalla Associazione Culturale Euterpe.

 

 

Firma____________________________________ Data _________________________________

 

 

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PER PARTECIPANTI SEZIONI  B1, B2

□ Dichiaro che le opere presentate a concorso sono di mia esclusiva produzione e che ne detengo i diritti a ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

 

 

 

□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto e per iniziative organizzate dalla Associazione Culturale Euterpe.

 

 

Firma____________________________________ Data _________________________________

 

 

 

ALLEGATO A

MODELLO LIBERATORIA

 

2° PREMIO NAZIONALE “NOVELLA TORREGIANI”

SEZIONE FOTOGRAFIA A TEMA “LA NATURA”

 

lo sottoscritt …………………………………………………………………. (nome e cognome del soggetto)

Nat. .. a …………………………………………………………………………… il. …………………………………….. .

Residente. . . . .. . . .. . . . . .. . . . . .. . .. . .. . . .. . . .. .. . .. . . .. . . .. . .. . . .. . . . .. . . . . .. . . .. . . . .. .            . . . . . . .. . .. . . . . .. .. in

Via …………………………………………………………………………………………………………………………….. .

Città ……………………………………………………………………………………… ” Prov ………………………. .

con la presente AUTORIZZA la pubblicazione delle proprie immagini riprese dal Sig.

Ne vieta altresì l’uso in contesti che ne pregiudichino la dignità personale ed il decoro.
la posa e l’utilizzo delle immagini sono da considerarsi effettuate in forma gratuita.

 lì, …………………………………………. .

Il soggetto ripreso (firma leggibile)

Il fotografo (firma leggibile)

NFORMATIVA SULLA PRIVACY

Ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2003 n”196 – Codice i n materia di protezione dei dati personali La informiamo che i dati
da Lei forniti saranno trattati nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Ente organizzatore esclusivamente ai fini
dell’ottimale svolgimento dell’iniziativa in oggetto. L’art. 7 della legge medesima Le conferisce in ogni caso l’esercizio di
specifici diritti di verifica, rettifica o cancellazione, che potranno essere fatti valere in qualsiasi momento nei confronti
dell’Ente organizzatore, responsabile del trattamento dei dati personali conferiti.

Il soggetto ripreso (firma leggibile)

 

 

“Poesia e società: il poeta dialettale Marco Bordini” a cura di Stefano Bardi

Poesia e Società, anzi Letteratura e Società. Un legame che già dai primi anni Sessanta si sviluppò in Italia, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui veri e propri corsi universitari s’intitolano Sociologia della Letteratura e che, per l’appunto, studiano la passata e odierna società attraverso il pensiero di rilevanti intellettuali. Un legame che ancora oggi da molti è visto esclusivamente come retaggio della letteratura nazionale, ma così non è, poiché anche la letteratura locale può darci insegnamenti e indicarci giuste strade per la nostra esistenza, proprio come dimostra una significativa firma dello scenario culturale marchigiano: il poeta Marco Bordini. Nato a Jesi l’11 giugno 1939, è chiaravallese d’adozione dal luglio 1978; nella sua opera omnia Jesi ieri (Le Mezzelane Editore, Santa Maria Nuova, 2016 – con prefazione di Lorenzo Spurio) ha inserito due liriche dai temi di estrema attualità ovvero l’immigrazione e quello dell’uso delle droghe.

Bordini si esprime in vernacolo jesino, un linguaggio colmo di elisioni, pause, ancestralità, primordialità e intensità, ma anche e soprattutto uno strumento di forte comunicazione, poiché attraverso la sua purezza è in grado di arrivare più facilmente ai cuori. Parimenti esso è utile per trasmettere anche messaggi etici, sociali e umani.

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Uno scatto della presentazione del volume “Jesi ieri” (2016) di Marco Bordini svoltasi al Teatro Comunale di Santa Maria Nuova nel dicembre del 2016. Da sx il poeta Marco Bordini, Stefano Bardi (collaboratore della rivista di letteratura “Euterpe” e autore del presente saggio) e il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio. 

La prima lirica che intendo analizzare è “Migranti”. Numerose possono essere le letture del testo, da me già indicate in precedenza. La prima lettura muta questa lirica, in un componimento civile, dove il lessema civile simboleggia l’ossequio, la “venerazione” e la protezione dell’altrui esistenza qui identificata con l’esistenza, degli espatriati. Donne, uomini, e bambini che partono, anzi fuggono, dalle loro terre colme di sangue e povertà per risorgere all’interno di una nuova terra da loro concepita come una sorta di paradiso. Gli espatriati bordiniani non sono unicamente carne da macello, ma anche una classe sociale con i suoi diritti e doveri, che è ben decodificata dall’autore attraverso il tema del viaggio.

La seconda lettura è prettamente di stampo etico-esistenzialistica, poiché gli espatriati bordiniani simboleggiano a loro volta gli uomini, i quali a loro volta sono incessantemente alla ricerca di una luce salvifica, piombati nella loro uggiosa esistenza giornaliera.

La terza lettura è di stampo prettamente mistico-religioso, poiché riguarda il mare. Un mare, quello bordiniano, che può giustamente essere correlato al Padre Celeste perché com’esso  abbraccia e ama gli spiriti dei buoni, dei gentili, ma allo stesso tempo castiga i bastardi e i figli di Satana, facendoli addormentare nelle sue cieche e tenebrose profondità.

La quarta chiave di lettura la si può vedere nei versi “Cò la speranza de vedé la tèra / ognuno prega ‘l Dio che cià ntel còre. / Spande nte l’aria, de na notte nera, / l’urlo straziante e cupo del dolore.[1] Versi che trattano temi attualissimi, come il terrorismo e la violenza sessuale, poiché con i suoi occhi colmi di sincerità, onestà, indulgenza, umanità e amorevolezza Bordini insegna che, fra tutti gli espatriati che lasciano le loro terre, non ci sono solo folli terroristi e stupratori senza cuore,  ma anche donne, uomini e bambini che in ginocchio e con le lacrime agli occhi, chiedono un pezzo di pane per sfamarsi e una coperta per coprirsi nelle notti invernali. Una lettura che trasforma questa stupenda lirica in un componimento antifascista e antirazzista.

L’altra poesia sulla quale vorrei soffermarmi è “Drogato”, una lirica dalla forte carica sprigionantesi attorno all’attualità del disagio giovanile. Nel testo non si evince un disprezzo verso la figura del drogato, bensì la considerazione del disagiato quale una persona normale, come un fratello che ha bisogno del nostro aiuto. Una poesia dal profondo messaggio etico, poiché insegna come tutti dovremmo agire verso coloro che per un’indecifrabile ragione decidono di sballarsi con la cocaina, l’LSD, gli acidi e le altre droghe d’uso comune. Questa lirica bordiniana fa capire che la nostra e altrui esistenza può migliorare solo attraverso la compassione e la fratellanza, ingredienti necessari per poter sconfiggere ogni tipo di emarginazione sociale, o almeno tentarci.

STEFANO BARDI

 

[1]     M. Bordini, Migranti, da Jesi ieri, Santa Maria Nuova, Le Mezzelane, 2016, p. 243.

A Brescia una mostra dedicata a Lawrence Ferlinghetti, esponente della stagione ‘beat’

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“A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia” (Brescia. Museo di Santa Giulia, dal 7 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018) mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all’interno del movimento della Beat Generation. 

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Uno scatto di Lawrence Ferlinghetti

“Ferlinghetti – afferma il Direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato – oltre ad essere autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’opera degli scrittori della Beat Generation, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 assieme a Peter D. Martin. Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra bresciana, dà modo di rendere omaggio all’intero movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull’opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”. 
Il percorso espositivo vuole inoltre raccontare come questa corrente letteraria abbia avuto un particolare seguito in Italia grazie alla traduttrice e critica letteraria Fernanda Pivano, che per prima ha tradotto e fatto pubblicare l’opera di autori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e lo stesso Ferlinghetti di cui è stata sostenitrice e amica”. 

La visita in Italia di alcuni di questi autori – ad esempio Kerouac partecipa a diverse conferenze e rilascia un’intervista alla RAI nel 1966 e Ginsberg prende parte al Festival dei due Mondi di Spoleto nel 1967 – contribuisce inoltre al fatto che il movimento Beat diventi nel paese un fenomeno culturale, musicale e di costume. La mostra diventa quindi l’occasione per ripercorrere la storia di quegli anni e ricrearne l’atmosfera attraverso materiali a stampa, fotografie e registrazioni video. Molti dei libri e documenti in mostra, oltre a una serie di fotografie scattate ai Beat da Ettore Sottsass, provengono proprio dallo sterminato archivio di Fernanda Pivano, oggi curato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Corriere della Sera. 
Oltre ai bellissimi scatti di Sottsass, alcuni dei quali inediti, sono presentate in mostra fotografie di Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Allen Ginsberg, Christopher Felver e Fred Lyon. 

In mostra viene documentata anche la carriera artistica di Ferlinghetti che inizia a disegnare e dipingere nell’immediato dopo guerra mentre si trova a Parigi, per conseguire un dottorato alla Sorbona. Qui frequenta nel tempo libero gli atelieres livres per esercitasi nel disegno dal vero, così scoprendo la propria vocazione per le arti figurative. 
In Santa Giulia viene esposto il prezioso olio su tela Deux del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti, oltre a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila, mai esposti in Italia prima d’ora. Tele di grandi dimensioni, provenienti direttamente dalla collezione dell’artista, vanno ad arricchire le sezioni della mostra, testimoniando come Ferlinghetti sia stato sempre ispirato dalle proprie esperienze di vita, dagli avventurosi viaggi in giro per il globo alla costante ricerca delle proprie origini. 

Le ultime sale della mostra in Santa Giulia vengono riservate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Il poeta scopre di avere origini italiane solo a vent’anni quando richiede il proprio certificato di nascita per arruolarsi volontario nella Marina degli Stati Uniti, scelta che determinerà poi la sua partecipazione allo Sbarco in Normandia. In quell’occasione Ferlinghetti realizza che il padre Carlo Leopoldo, morto prima della sua nascita, aveva anglicizzato il proprio cognome in Ferling. Solo nel 1955 il poeta deciderà di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica.
Da questo momento in poi Ferlinghetti intraprenderà una lunga e tortuosa ricerca per risalire alla città di nascita del padre, Brescia, riuscendo ad individuare nel 2005 la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Stati Uniti.

www.bresciamusei.com

In collaborazione con
Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel 049663499
Referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net

“Percorsi di versi”: sabato 23 sett. ad Agugliano un reading poetico con un intervento critico sulla poesia civile a cura di Lorenzo Spurio

Presso la Biblioteca Comunale di Agugliano, recentemente dedicata alla memoria della giovane Sara Iommi, si terrà sabato 23 settembre alle 21 un reading poetico organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe. A prendere la parola saranno una serie di poeti locali che parteciperanno alle letture di testi in italiano a tema libero all’interno dell’evento intitolato “Percorsi di versi”.

Tra di loro: Rita Angelelli (Santa Maria Nuova), Elvio Angeletti (Marzocca di Senigallia), Andrea Ansevini (Polverigi), Marco Ausili (Ancona), Maria Luisa D’Amico (Falconara M.ma), Cristiano Dellabella (Cupramontana), Assunta De Maglie (Cingoli), Franco Duranti (Jesi), Massimo Grilli (Ancona), Luciana Latini (Maiolati Spontini), Laura Molinelli (Falconara M.ma), Franco Patonico (Senigallia), Cinzia Perrone (Jesi), Patrizia Pierandrei (Jesi), Matteo Piergigli (Monte San Vito), Ilaria Romiti (Monte San Vito), Oscar Sartarelli (Jesi), Stefano Sorcinelli (Fano), Lorenzo Spurio (Jesi), Riccardo Tiberi (San Paolo di Jesi).

Ad arricchire la serata sarà la proiezione di alcune video-poesie del senigalliese Elvio Angeletti con particolare attenzione alla poesia “Erano fiori” risultata vincitrice in vari concorsi nazionali che permetterà al critico letterario Lorenzo Spurio di intervenire sul genere poetico della poesia civile, approfondendo questo filone espressivo e di denuncia molto praticato nella contemporaneità.

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327 5914963

 

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