A Firenze poeti, scrittori e artisti da tutta Italia attorno a Marzia Carocci, per il suo decimo evento culturale

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La poetessa e scrittrice fiorentina MARZIA CAROCCI ha organizzato il decimo evento-incontro denominato “Autori e amici di Marzia Carocci” che raccoglierà il prossimo 16 novembre a Firenze poeti, scrittori, artisti e musicisti da tutta Italia.
La serata si svolgerà nell’Arena Cinecittà, Via Baccio da Montelupo a partire dalle ore 15:00
E sarà condotta dalla stessa Marzia Carocci assieme a Fabio Fratini (Bieffe Musica); al pianoforte ci sarà Stefano Dei (Presidente di Bieffe Musica).
Di seguito la lista dei poeti, scrittori, pittori, attori, musicisti e amanti dell’arte che interverranno, seguiti dal loro luogo di origine.
 
 
1.Valerio Vescovi Firenze
2. Gennaro Battiloro Sesto F.
3. Riccardo Vecellio Segate Peschiera del Garda (Verona)
4. Il Bottega (A.Biagini) Pisa
5. Massimo Acciai Firenze
6. Graziella Cappelli Empoli
7. Luisa Bolleri Empoli
8. Tea Cordovani Firenze
9. Lorenzo Spurio Iesi
10. Andrea Berti Firenze
11. Daniela Nutini Firenze
12. Alessandro Pesci Lastra a Signa
13. Serena Pesci Lastra a Signa
14. Alberto Lovisi S. Croce s.A
15. Patrizia Mattoni Sieci
16. Davide Rocco Colacrai Arezzo
17. Alberto Gamannossi Firenze
18. Emanuele Marcuccio Palermo
19. Catello Di Somma Piacenza
20. Andrea Marchetti Roma
21. Hazem Kamal Firenze
22. Anna Scarpetta Novara
23. Sante Peduzzi Firenze
24. Andrea Bagnai Firenze
25. Alfredo Betocchi Firenze
26. Umberto De Vita Firenze
27. Sandra Carresi Bagno a Ripoli
28. Iuri Lombardi Firenze
29. Isabella Grieco Firenze
30. Claudia Piccini Firenze
31. Carla Conti Prato
32. Laura Borghesi Rimini
33. Carla Meotti Firenze
34. Cecilia Rubini Firenze
35. Flora Gelli Firenze
36. Emiliano (grande) Buttaroni Calenzano
37. Laura Faucci Firenze
38. Fabio Fratini Sesto F
39. Lenio Vallati Sesto F
40. Andrea Aterini Firenze
41. Stefano Mancin Fornacette
42. Deborah Larocca
43. Francesco Moglia
44. Daniele Larocca
45. Rossella Nuti
46. Sara Fratini
47. Laura Ceccherini FI
48. Cherì De Rossi Firenze
49. Carla Meotti Firenze
50. Massimo Grilli Ancona
51. Grazia Finocchiaro Firenze
52. Maria Gilda Cozzolino Firenze
53. Alessandro Meschini Montecatini Terme
54. Patrizio Pacioni Roma
55. Vincente Stone Napoli
56. Silvia Cammarata Mestre
57. Alessandra Parrucchieri Firenze
58. Maria Piras Sassari
59. Paola Lepore Firenze
60. Rita Barbieri Firenze
61. Veronica Petinardi Novara
62Rosario Lupo Sesto F.no
63Antonio Sabatino Lastra a Signa
64Iolanda Conti
66 Nadia Boccacci
67 Giorgia Bascucci Rimini
 
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Il poeta e critico Nazario Pardini uscirà con un ricco volume di critica sugli autori contemporanei

N. PARDINI: “LETTURA DI TESTI DI AUTORI CONTEMPORANEI”

QUESTI DI SEGUITO GLI AUTORI CONTEMPLATI

 

p. 9      Prefazione [Pasquale Balestriere]

p. 13     Prolusione

p. 17     Dedica                                    

p. 19     Citazione

                                                                                                       

PREFAZIONI                                  

p. 23     Nina Amarando: Le stelle del cielo e del mare                       

p. 26     Armando Alciato: Dentro i libri                                      

p. 31     Armando Alciato: Fuga d’attimi

p. 38     Maria Ebe Argenti: C’era una volta il bozzolo                     

p. 41     Rosario Aveni: Fiamme tremule                

p. 48     Pasquale Balestriere: Del padre e del vino                

p. 52     Carla Baroni: Il treno corre

p. 57     Carla Baroni: Canti d’amore per San Valentino

p. 60     Piero Bartalena: Be’ mi’ tempi

p. 65     Miriam Luigia Binda: Guerranima

p. 73     Adriano Bottarelli: Incontro a te

p. 77     Ada Bufalini Pericoli: A mio padre

p. 80     Ninnj Di Stefano Busà: La distanza è sempre la stessa

p. 85     Ninnj Di Stefano Busà: Ellittiche stelle

p. 91     Giorgina Busca Gernetti: Echi di memoria                         

p. 95     Vera Cantini: In urna di memorie                                      

p. 98     Ester Cecere: Gusci d’uovo

p. 106   Luciana Cerne: Lunario                                                 

p. 110   Mercedes Chiti: Stelle di vetro                  

p. 114   Mercedes Chiti: Foglie di vento                 

p. 118   Filadelfio Coppone: Voci sparse nell’anima                        

p. 121   Annarosa Del Corona: Avvisi di cose cadute           

p. 123   Rosanna Di Iorio: Sono cicala: mi consumo e canto                

p. 129   Vanes Ferlini: Ritratti                             

p. 130   Enzo Gaia: A metà strada                                              

p. 132   Patrizia Giovannoni: La vela                                          

p. 136   Luana Innocenti Lami: Mitologie di metamorfosi                   

p. 141   Luana Innocenti Lami: Così per illusione                            

p. 148   Anna Magnavacca: Il colore dei giorni

p. 156   Egizia Malatesta: Il gioco delle nuvole                      

p. 163   G. Manzoni di Chiosca: Credere e amare                           

p. 168   G. Manzoni di Chiosca: Il tempo, le cose, i sentimenti            

p. 172   Fulvia Marconi: Un cesto di more e di fiori               

p. 175   Licia Mariotti: Pensieri come farfalle                                       
p. 177   Ines Betta Montanelli: L’assorta tenerezza della terra

p. 185   Nazario Pardini: Linguaggio e natura, natura e vernacolo         

p. 188   Nazario Pardini: Il gioco delle equivalenze in “Radici”              

p. 192   Maria Adelaide Petrillo Ciucci: Meduse opalescenti               

p. 194   Pier Cesare Pierini: Graffiti di sogno                                  

p. 198   Lida De Polzer: Il grido della luce  

p. 201   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 207   Mara Santoni: Lampi di sole fra la pioggia                           

p. 209   Giovanni Sbrana: L’amore è spina lieve                              

p. 214   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente                   

p. 219   Giuseppe Silvatici: Graffiti                                             

p. 222   Luciana Tagle: La casa sulla collina

p. 223   Luciana Tagle: Un polso ferito

p. 224   Dino Traina: Là dove finiscono le case                                

p. 227   Giovanni Tavčar: Oltre la nebbia del quotidiano

p. 233   M. Luisa Daniele Toffanin: Iter ligure      

p. 240   Umberto Vicaretti: Inventario di settembre

p. 247   Maria Chiara Zippel: Amalia                                         

 

RECENSIONI E NOTE CRITICHE

p. 255   Sandro Angelucci: Chiedo cerchi e amalgama                       

p. 257   Sandro Angelucci: Verticalità                             

p. 258   Mina Antonelli: La luce della luna                                    

p. 259   Maria Ebe Argenti: Scacco al re 

p. 260   Maria Ebe Argenti: Non tramontate stelle

p. 263   Lucianna Argentino: L’ospite indocile

p. 268   Articolo su “La Nazione”: Poesie a Antonio Tabucchi

p. 271   Articolo su “il Giornale”: Essere italiani

p. 272   Articolo su “il Giornale”: Il Risorgimento

p. 273   Adriana Assini: Il mercante di zucchero

p. 275   Adriana Assini: I racconti dell’ombra                                  

p. 279   Autori vari: Percezioni dell’invisibile            

p. 283   Alberto Averini: All’alba della sera                                   

p. 284   Pasquale Balestriere: Prove d’amore e di poesia                      

p. 288   Pasquale Balestriere: Il sogno della luce        

p. 291   Pasquale Balestriere: Del pane, del vino                              

p. 292   Carla Baroni: Rose di luce            

p. 295   Carla Baroni: Rose di luce

p. 296   Carla Baroni: Su “La poesia”                                          

p. 298   Carla Baroni: Su alcune poesie       

p. 301   Carla Baroni: Versi d’ottobre

p. 302   Pierubaldo Bartolucci: 39 Carte                          

p. 303   Giuseppina Luongo Bartolini: Album                             

p. 304   Paolo Bassani: I miei racconti per televideo                            

p. 305   Paolo Bassani: Nel bianco greto della valle

p. 308   Michele Battaglino: Radici e ali    

p. 309   Ines Betta Montanelli: Lo specchio ritrovato

p. 309   Ines Betta Montanelli: Il chiaro enigma                              

p. 313   Patrizia Maria Bianchi: All’azzardo dei giorni          

p. 314   Miriam Luigia Binda: Economia e arte                              

p. 317   Miriam Luigia Binda: Argento 47 e altre poesie

p. 317   Miriam Luigia Binda: Improvviso profondo  

p. 319   Miriam Luigia Binda: Gemme

p. 320   Antonio Bitti: Quelli come noi                                           

p. 321   Adriano Bottarelli: S’incontrano i sogni       

p. 322   Adriano Bottarelli: Sul mio cammino                                 

p. 322   Lucia Bruno: Main kind (Bambina mia)                 

p. 324   Lucia Bruno: Poesie. Racconti. Recensioni                             

p. 326   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 328   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 331   N. Di Stefano Busà: Quella luce che tocca il mondo            

p.  333  N. Di Stefano Busà: Il sogno e la sua infinitezza              

p. 336   N. Di Stefano Busà e A. Spagnuolo: L’evoluzione delle forme poetiche           

p. 338  Ninnj Di Stefano Busà: La traiettoria del vento                                 

p. 343   Ninnj Di Stefano Busà: Oggi è l’antico una preghiera             

p. 346   Franco Campegiani: Ver Sacrum                         

p. 351   Franco Campegiani: Recensione a “Alla volta di Lèucade”      

p. 352   Sandra Carresi: L’ombra dell’anima

p. 352   Sandra Carresi: Le ali del pensiero

p. 356   Fulvio Castellani: Oltre il sipario dell’eco

p. 360   Giannicola Ceccarossi: Aspetterò l’arrivo delle rondini           

p. 361   Giannicola Ceccarossi: Casa di riposo       

p. 364   Ester Cecere: Come foglie in autunno

p. 364   Ester Cecere: Burrasche e brezze                           

p. 367   Umberto Cerio: Solitudini                      

p. 368   Umberto Cerio: Diario del prima                                    

p. 370   Umberto Cerio: Antigone           

p. 381   Nadia Chiaverini: I segreti dell’universo

p. 386   Nadia Chiaverini: Poesie sulla società

p. 390   Commento: Agape di vino e poesia

p. 391   Carmelo Consoli: L’ape e il calabrone                   

p. 393   Nicoletta Corsalini: Di fronte al destino                                 

p. 395   Franco Daleffe e Roberto Marchi: L’orrore di Hiròshima   

p. 397   Elisabetta De Fanti: Storie lungo il fiume                

p. 398   Domenico Defelice: Poeti e scrittori d’oltre frontiera             

p. 399   Domenico Defelice: Resurrectio                          

p. 400   Domenico Defelice: Alberi?                                          

p. 404   Annarosa del Corona: Mosaico dell’infanzia

p. 405   Liana De Luca: La poetica                      

p. 407   Rosanna Di Iorio: Donna                                              

p. 410   Sandra Evangelisti: Cuore contrappunto      

p. 411   Ezio Felisa: Il pittore della natura                                      

p. 413   Franca Olivo Fusco: Ho ucciso parole        

p. 414   Benito Galilea: Certezza minima                                       

p. 415   Luigi Gasparroni: Qualcosa che vale                      

p. 416   Luigi Gasparroni: Tempo fuggitivo                                    

p. 419   Ignazio Gaudiosi: Antinomie       

p. 420   Giulio Dario Ghezzo: I miei pensieri impazziti                    

p. 421   Giulio Dario Ghezzo: Il viaggio impossibile                        

p. 422   Giulio Dario Ghezzo: Uno spiraglio d’azzurro                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Un sangue che ubriaca                                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Il pane dei ricordi      

p. 424   Maria Teresa Landi: Segreti                                

p. 425   Aristide La Rocca: Teodora                                            

p. 428   Domenico Lombardi: Carteggio                          

p. 429   Domenico Lombardi: Diplopie                                      

p. 430   Alfredo Lucifero: Epigrammi per Lesbia               

p. 431   Dante Maffia: Poesie torinesi                                            

p. 431   Dante Maffia: Abitare la cecità                                        

p. 431   Dante Maffia: Ultimi versi d’amore            

p. 434   Alda Magnani: Ombre e bagliori                                       

p. 435   Anna Magnavacca: Spiccioli di latta e altre poesie      

p. 435   Anna Magnavacca: Soste                                               

p. 435   Anna Magnavacca: Poesie in forma di lettera                        

p. 438   Anna Magnavacca: Oltre la siepe di sambuco e altre poesie

p. 442   Anna Magnavacca: Le promesse dei giorni e altri versi

p. 449   Giacomo Manzoni di Chiosca: Cristalli di ghiaccio             

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Sterpi                 

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Le rane nude                    

p. 452   Fulvia Marconi: Le insidie della luna                                  

p. 453   Emanuele Marcuccio: Per una strada                               

p. 455    Emanuele Marcuccio: Dipthycha. Antologia poetica

p. 457   Franco Martini: Asimetria           

p. 459   Pasquale Martiniello: Acktis                                           

p. 461   Pasquale Martiniello: Le faine

p. 462   Pasquale Martiniello: Il formichiere                        

p. 464   Pasquale Martiniello: La cavalletta                                   

p. 466   Stefano Massetani: Fiore di vetro              

p. 470   Mario Meola: Ancora mi canta nel cuore                             

p. 471   Riccardo Minissi: Diario di bordo           

p. 472   Ivano Mugnaini: Il tempo salvato                                      

p. 473   Lorella Nardi: I fiori che non vissero

p. 474   Luciano Nota: Poesie

p. 476   Luciano Nota: Tra cielo e volto

p. 477   Luciano Nota: Dentro

p. 480   Luciano Nota: Poesie dedicate alla madre

p. 481   Emanuele Occhipinti: Ci sono tempi

p. 482   Poesia e non poesia: Sugli autori nuovi della poesia contemporanea

p. 517   Paolo Polvani: Gli anni delle donne

p. 520   Lida De Polzer: Sulla seta del cuore

p. 521   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 522   Gianluca Presutti: Composizioni e notturni   

p. 524   Giacono Puccini: Turandot

p. 531   Luisa Puttini Hall: Isole e terre

p. 532   Daniela Quieti: Francis Bacon (La visione del futuro)

p. 533   Daniela quieti: Echi di riti e miti

p. 538   Mario Richter: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 540   Diego Repetto: Tramonto all’alba 

p. 541   Gianni Rescigno: Nessuno può restare

p. 546   Gianni Rescigno: Sulla bocca del vento

p. 551   Giacomo Ribaudo – Giovanni Dino: Nuovi Salmi

p. 555   Aldo G. B. Rossi: Versi per Irene e altre poesie

p. 556   Paolo Ruffilli: L’isola e il sogno

p. 557   Maria Rizzi: Anime graffiate

p. 562   Saggio: Vivere la poesia. Gianni Rodari e la didattica

p. 564   Gianna Sallustio: Labirinti

p. 565   Paolo Sangiovanni: La grande attesa

p. 566   Vittorio Sartarelli: Cara Trapani

p. 568   Pierangelo Scatena: Nelle parole   

p. 570   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente

p. 571   Pierangelo Scatena: Per prova e per errore

p. 572   Silvana Serafin: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 575   Serena Siniscalco: Il poesiario VIII

p. 580   Maurizio Soldini: In controluce

p. 585   Antonio Spagnuolo: Misure del timore

p. 586   Antonio Spagnuolo: Misure del timore       

p. 592   Antonio Spagnuolo: Il senso della possibilità

p. 595   Lorenzo Spurio: Cemento

p. 598   Francesco Tassinari: Ultime poesie 

p. 599   Francesco Tassinari: Poi venne una zazzera d’oro      

p. 600   Francesco Tassinari: Il silenzio del tempo

p. 600   Giovanni Tavčar: Bisognerà presto voltare pagina

p. 601   Giovanni Tavčar: Quel poco che ancora avanza         

p. 602   Beniamino Todaro: Gli uomini il mondo e Dio. Meditazioni minime

p. 603   Maria Luisa Daniele Toffanin: Fragmanta

p. 606   Maria Luisa Daniele Toffanin: Dell’azzurro ed altro

p. 607   Maria Luisa Daniele Toffanin: Per colli e cieli insieme mia euganea terra

p. 608   Maria Luisa Daniele Toffanin: E ci sono angeli

p. 610   Maria Luisa Daniele Toffanin: Appunti di mare

p. 611   Imperia Tognacci: Nel bosco, sulle orme del pastore    

p. 612   Imperia Tognacci: Il richiamo di Orfeo       

p. 616   Flavio Vacchetta: La sala luminosa

p. 619   Flavio Vacchetta: Convivio

p. 621   Silvia Venuti: La visione assorta

p. 624   Giuseppe Vetromile: Percorsi alternativi

p. 627   Rodolfo Vettorello: Passi perduti

p. 628   Rodolfo Vettorello: Contro il tempo Il tempo contro

p. 630   Vittorio Vettori: In ricordo

p. 635   Edda Ghilardi Vincenti: Tre poesie

p. 636   Luigi Zadi: L’albero cavo

p. 637   Vladimiro Zucchi: A più dimensioni

  

INTERVISTE

 p. 641   Lorenzo Spurio

p. 650   Miriam Luigia Binda

p. 660   Fulvio Castellani

  

LA POESIA DI NAZARIO PARDINI

(note critiche 2012-2013)

 p. 689   Sandro Angelucci: Su I miti che verranno

p. 715   Sandro Angelucci: Sulla recensione a Anime graffiate di Maria Rizzi

p. 719   Sandro Angelucci: Sulla poesia Luglio

p. 729   Sandro Angelucci: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 680   Adriana Assini: Su Si aggirava nei boschi una fanciulla

p. 681   Adriana Assini: Su D’Autunno” 

p. 682   Adriana Assini: Su “Alla volta di Lèucade

p. 671   Pasquale Balestriere: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 689   Pasquale Balestriere: Su I miti che verranno

p. 675   Paolo Bassani: Su Alla volta di Lèucade

p. 690   Miriam Luigia Binda: Su Dicotomie

p. 700   Miriam Luigia Binda: Su Nel regno delle Eumenidi

p. 707   Miriam Luigia Binda: Su Adriade

p. 676   Ninnj Di Stefano Busà: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 695   Ninnj Di Stefano Busà: Su Dicotomie

p. 717   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Luglio

p. 708   Ninnj Di Stefano Busà: Su “Adriade

p. 720   Ninnj Di Stefano Busà: Prefazione a “I simboli del mito

p. 731   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 736   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 737   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Non chiedermi perché

p. 701   Franco Campegiani: Su “Nel regno delle Eumenidi”

p. 706   Franco Campegiani: Su Adriade”          

p. 718   Franco Campegiani: Sulla poesia “Luglio

p. 730   Franco Campegiani: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Marisa Cecchetti: Su Alla volta di Lèucade

p. 677   Carmelo Consoli: Su “La poesia di Nazario Pardini”          

p. 734   Domenico Defelice: Postfazione a “I simboli del mito

p. 701   Maria Grazia Ferraris: “A proposito di Adriade

p. 724   Maria Grazia Ferraris: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Brunello Gentile: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 716   Liana De Luca: Su La poetica di Nazario Pardini

p. 686   Riccardo Minissi: Su Alla volta di Lèucade

p. 687   Ugo Piscopo “Premio Tulliola”: Su Alla volta di Lèucade

p. 683   Premio “Leandro Polverini”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 684   Premio “Libero De Libero”: Su Colloquio con il mare e con la vita

p. 684   Premio “Portus Lunae”: “Premio alla carriera per alti meriti letterari”

p. 713   Premio “Scriviamo insieme”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 713   Premio “Città di Abano Terme”: Su Scampoli serali serali… 

p. 734   Premio “Pomezia-Notizie”: Su “I simboli del mito

p. 674   Daniela Quieti: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 698   Daniela Quieti: Su Dicotomie

p. 687   Antonio Spagnuolo: Su Dicotomie”        

p. 685   Silvia Venuti: Su Alla volta di Lèucade

p. 709   Giuseppe Vetromile: Su “Dicotomie

p. 732   Umberto Vicaretti: Sulla prefazione a Inventario di settembre

p. 739   Nazario Pardini: Recensione di chiusura a “Aprile di fiori” di M. Grazia Ferraris 

 

Notizia tratta dal sito dell’autore: http://nazariopardini.blogspot.it/2013/10/n-pardini-lettura-di-testi-di-autori.html 

Notizia tratta dal blog personale dell’autore:

Il Veneto raccontato in una raccolta di scritti di Andrea Zanzotto, a due anni dalla morte

Il 18 ottobre di due anni fa, se ne andava uno degli “ultimi poeti”. In occasione dell’anniversario, Bompiani esce con una raccolta di scritti straordinari sul tema del paesaggio,  prose e saggi in parte rarissimi e inediti in volume, del grande poeta di Pieve di Soligo.

 

ANDREA ZANZOTTO
LUOGHI E PAESAGGI
a cura di Matteo Giancotti
Bompiani, Tascabili, pag. 240, Euro 11,00
                         In libreria il 16 ottobre

 

“Esistono davvero certi luoghi in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si pensi e ripensi, mai si riuscirebbe a precisarne una vera mappa.”

 

DB47F566-C51A-4CF1-B384-C7114AE23043Per la prima volta vengono qui raccolti, ordinati e proposti in un insieme coerente gli scritti in prosa dedicati da Andrea Zanzotto al tema del paesaggio. Questi testi, inediti o da tempo irreperibili, permettono di seguire l’evoluzione dell’immaginario dell’autore attraverso cinquant’anni di impegno letterario. La scrittura di Zanzotto racconta un’“idea di paesaggio” in cui l’uomo e la natura interagiscono e si confrontano, nonostante l’impatto del primo sulla seconda si faccia sempre più invasivo. Ai luoghi reali della vita dell’autore, il grande Veneto che si estende dalle Dolomiti alle Lagune, si affiancano i paesaggi immaginati, viaggi compiuti o sognati in un’Europa sospesa tra lontananza e prossimità. Il ritratto dei luoghi si intreccia con quello dei personaggi che l’autore incontra e insegue nelle sue peregrinazioni, compagni di viaggio fidati e sorprendenti nella loro caratterizzazione umana e linguistica. Il risultato è un rapporto con il mondo che si completa nella scrittura, “vero luogo del nostro stare”, ricercato e difeso con la forza di una passione intima e civile, come solo la poesia può essere.

 

ANDREA ZANZOTTO (1921-2011) nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è stato uno dei più grandi poeti e saggisti dell’ultimo secolo. Attivo durante la Resistenza, dopo la guerra emigrò in Svizzera e in Francia rientrando in Italia nel 1947. La sua raccolta d’esordio, Dietro il paesaggio (1951), raccolse il plauso tra gli altri di Ungaretti, Montale e Quasimodo, dando il via a una produzione ininterrotta in versi e in prosa che lo ha portato più volte alla candidatura al premio Nobel per la Letteratura.

Anna Scarpetta su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

La cucina arancione
di Lorenzo Spurio
Collana Oltremare Narrativa
Editrice TraccePerLaMeta
Prezzo Euro 10.00
 
Recensione di ANNA SCARPETTA

 

          cover_front   La mezza vita, è il primo, dei venticinque, di una serie di racconti,  dello scrittore Lorenzo Spurio, incluso nel libro: La cucina arancione,  edito dall’Associazione TraccePerLaMeta. Da un’attenta lettura, prefigura, in sostanza, quella chiave di apertura che traina, con maestrìa, le altre storie, inserite nella piacevole raccolta, di notevole interesse. In realtà, il nuovo lavoro di narrativa, di Lorenzo, dal titolo: La cucina arancione, rappresenta una carica essenziale, così idonea a rafforzare uno spirito già pregno di effettiva libertà  linguistica, da cui emergono, in questa particolare scrittura, due principali fattori di base: sobrietà e autenticità.

             A mio dire, un narratore, con sottile arguzia,  deve mettere in gioco, nella scrittura, tutti gli strumenti possibili, forti anche della formazione culturale. E, Lorenzo Spurio, in questo libro riesce ad offrire al pubblico una varietà di storie, così nuove, ricche di tanta immaginazione descrittiva, correlate di minuziose particolarità, molto affine ad ogni singola personalità di ciascun personaggio.

             In concreto, sono racconti diversi l’uno dall’altro, con una scelta di individui semplici, non troppo ricercati, ovvero, gente sempre la stessa, di tutti i giorni, di tutti i tempi, del nostro vivere quotidiano, della nostra moderna società. Orbene, personaggi descritti, ognuno, con scrupolosa cura nei loro particolari e minimi dettagli. A mio parere, sono esaltanti ritratti lineari, sia caratteriali che quelli fisici, che danno spesso l’immagine reale dei forti disagi fisici o mentali di talune persone. In effetti, le tante analitiche particolarità descrittive, inerenti ai racconti,  hanno insieme un solo filo conduttore, cioè il disagio mentale o fisico, più o meno accentuato, in taluni personaggi.

             Una novità editoriale, di Lorenzo, o meglio un lavoro centellinato a dovere, che risalta al meglio le sue qualità di scrittore, mettendo a fuoco l’analisi introspettiva della condizione umana, con una varietà di disagi non solo psicologici, ma anche nei suoi vari aspetti, fisici e psicofisici che, tuttavia, affliggono parte della nostra umanità. Noto,  leggendo con piacere, che il primo racconto svela, in maniera naturale,  a dir poco, il vero fascino di una scrittura, che, nel suo complesso, si rivela  abbastanza divertente, oserei dire, alquanto, mimica.

              Infatti, emerge una mimica parlata, molto bene pensata in ogni suo dettaglio, orchestrata con perfetta minuziosità nella varietà degli innumerevoli particolari, dando corpo e vivacità di linguaggio al racconto stesso, con un finale quasi sempre a sorpresa. Non c’è dubbio, una mimica, capace di vestire e svestire, con sottile ironia, nonché, con forte, fervida, immaginazione, quei personaggi un po’ strambi e curiosi, nel ridurre le  dimensioni fisiche, appunto, nella descrizione del nano, così come si riscontra nel racconto: La mezza vita. Invero, nella lettura, di questo racconto risalta l’immagine di  certi individui autentici, molto espressivi, dinamici nei movimenti, e nelle loro azioni, proprio come fa un bravo registra coi suoi attori, dietro alla macchina da presa, mentre sta girando le sue scene pensate e immaginate, coi suoi strani, numerosi, personaggi e  comparse,  per narrare, alla fine, una storia di vita reale oppure immaginaria.

             Dunque, è anche la stessa mimica che accomuna i grandi e piccoli artisti, veri interpreti dell’arte, come i divertenti clown dei circhi più in vista, sempre in giro per il mondo. E, quando si presentano al pubblico, per esibire il loro migliore numero di spettacolo, più fantastico, così bello, e molto divertente, il risultato finale, dinanzi alla moltitudine  di  gente,  rimane  alla  fine  assai  sorprendente. Orbene,  La  mezza  vita come racconto iniziale,  rappresenta la tipica narrazione di un uomo fantasioso e curioso, che  psicologicamente, da persona normale, crede di avere acquisito nuove dimensioni fisiche, appunto, in nano. E, dovendo condurre una vita reale, fa davvero  fatica, a muoversi nell’interno della sua casa, come chiudere e aprire la porta  per uscire, in quanto è di altezza piccola, così come le sue mani sono troppo corte per svolgere le personali faccende di tutti i giorni. Il finale si rivela una sorpresa.

          Mi hanno schedato è un altro racconto ch’io trovo abbastanza intrigante, con una scrittura davvero divertente. Lo scrittore  narra di un uomo che fa un sogno davvero strano e bizzarro,  sogna di essere nella città di Rabat e di parlare arabo. Intrattiene con la  stessa gente del luogo, abituali cordiali conversazioni, come se la conoscesse molto bene, addirittura, parla con loro la stessa lingua. Egli si muove a suo agio in questa città straniera e cammina frettolosamente. E, incuriosito, si sofferma davanti ad una bottega di spezie odorose e raffinate; che sono in bella mostra, trite e polverizzate, con una straordinaria varietà di colori. Ma, al suo risveglio, egli prova subito un forte impatto con la realtà, ricordando di  non essere mai stato realmente in quella città araba, né di conoscere quella lingua. Dunque, quel sogno non poteva essere suo, non gli apparteneva nei minimi dettagli. Da queste confuse e personali  considerazioni, dentro di sé, riparte, in maniera surreale, tutta un’analisi introspettiva, abbastanza contorta. Infine, decide di non volere più, per sé, quel sogno così strambo. Il finale è a dir poco, inaspettato.

              La vecchia col cappotto ocra  è  tutt’altra trama,  un po’ forse troppo forte, in sostanza. In questo episodio un uomo viene disturbato da un sogno sempre lo stesso e ricorrente, con la presenza di una donna alta, di aspetto grossolano,  e trascurato,  indossa un lungo cappotto colore ocra.  La donna appare in sogno, quasi sempre di spalle, poi finalmente gli  mostrerà anche il suo volto sgraziato. Tuttavia, questo sogno si rivela una continua persecuzione,  così assillante, al punto che, ad ogni suo risveglio, si sente minacciato.  In concreto, il sogno diviene ingestibile nella realtà. Egli, infatti, si lascia prendere dall’ansia, e da incredibile paura. Infine, decide di camminare con un coltello in tasca per una sua difesa personale. Ma, un giorno, per un caso fortuito, trovandosi per strada, incontra realmente la donna del suo sogno, è lì dinanzi  ai suoi occhi, veste uguale, stesso volto, stesso cappotto. Questa visione, infatti, produrrà in lui una reazione istintiva, così incontrollabile, che lo porterà a compiere un gesto insano.

              In conclusione, la lettura del libro: La cucina arancione, dello scrittore Lorenzo Spurio, si presenta  scorrevole, come linguaggio, con episodi ricchi di un dinamismo incredibile. A mio parere,  sin da subito, emerge quella straordinaria capacità espressiva così complessa in ogni minuziosa descrizione, fatta di movimenti ed azioni, di ciascun personaggio. Non sbaglierei dicendo che questa scrittura, non può che affascinare il lettore. In sintesi, i venticinque racconti, uno dopo l’altro, ti prendono con il particolare piacere di capire, fino in fondo, l’importanza e il senso autentico di questa scrittura, non di facile interpretazione. E’, senza dubbio, una personale scrittura che  rasenta l’espressività di un verismo ancora così presente nella nostra  società odierna. Tuttavia, un verismo, temprato e forgiato nel tempo, che accomuna la visione, la dialettica, e abbraccia, in un solo afflato, l’umanità dei nostri giorni. Inverosimilmente, a mio dire, l’abbraccia, con gli stessi bisogni e urgenti necessità, anche coi suoi disagi individuali, sempre in forte crescita, in un territorio uguale a tutti  gli altri del mondo, con le stesse problematicità che sembrano non avere mai un fine reale.  

 

Novara, lì 4 Ottobre 2013                                                             Anna Scarpetta

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“Il capitalismo nella società del postmoderno” di Ninnj Di Stefano Busà

di Ninnj Di Stefano Busà

 

L’era capitalista sta per essere schiacciata sotto il peso delle sue nefandezze.

Capitalismo nella società del postmoderno sta oggi ad indicare un apparato negativo, un sistema di far fruttare il denaro in maniera disonesta e indiscriminata, senza regole, senza remore morali, odioso libertinaggio speculativo di forme economico-finanziarie che hanno assunto la caratteristica di veri cataclismi nell’ottica brutale di una logica violenta e millantatoria, che si avvale solo d’ingenti somme di denaro da far fruttare al massimo del rendimento consentito. La logica da cui prende le mosse origina da una contaminazione a livello egoistico personale che fa di tutto per “arraffare” ricchezza inquinata, dove il malaffare e la disonestà fanno la parte del leone, nutrendosi di volta in volta di ordinamenti obsoleti, di sotterfugi e millanterie, contravvenendo ogni remora morale. Esorbitante diventa l’individualismo egocentrico e l’accaparramento di guadagni illeciti.

1AFC7Il termine “capitalista” si trova per la prima volta secondo P: Bernitt nel 1790 pronunciato da Mirabeau, stante ad indicare nella Francia di allora una persona ricca, con un potere enorme ricavato esclusivamente dai redditi delle sue sostanze. Il significato del termine divenne in seguito dominante e fu usato in molti altri casi in cui vi fosse necessità di speculare sul reddito e di farlo fruttare indiscriminatamente, invadendo anche il denaro pubblico e investendolo di ufficialità, ove non vi sia neppure l’ombra delle garanzie, contaminando in tal modo, l’economia che si vede invasa da titoli-spazzatura che vanno ad intaccare l’economia del povero risparmiatore indifeso di fronte a cotanto meccanismo di genialità perversa.

Per “capitalismo”, allora, è inteso un sistema di produzione sussidiaria che scinde il reddito da lavoro, anzi lo esclude: facendo della forza produttiva dell’interesse e dell’investimento la sue armi vincenti, il suo massimo punto di forza. Già il termine stesso: “interesse privato” esprime un luogo intensamente accrescitivo di trasformazione del guadagno che da facile diventa illecito e, in tal modo, trascina con sé tutti gli egoismi ad esso connessi e le negatività, le nefandezze implicite o esplicite di attribuzione del denaro con caratteristiche improprie, quasi sempre di natura deprecatoria e iniqua.

Spesso il termine “capitalismo” è seguito da oscuri presentimenti negativi, quali espressioni derivanti da una frattura che, se sta nell’ordine delle cose come iniqua, ne segna certamente una involuzione di segno etico-morale, in funzione di quella sventurata sete di potere e di arrivismo economico che ogni individuo porta in sé, nella sua parte più malvagia e perversa.

In realtà, nella società del postmoderno il dio-denaro divenuto segno distintivo di malaffare e di mercato illecito, ha prodotto solo scompensi e catastrofiche inversioni di accaparramenti illeciti  dell’economia planetaria; ha forgiato una società “malata”, priva di scrupoli, compromessa a tal punto da rappresentare un pericolo per le nazioni, poiché va ad inserirsi in un sistema di scambi direzionali difettivi dell’ordinamento etico del mondo.

Il “capitalismo” moderno accoglie in sé il fondamento più deprecabile dell’individuo, in quanto l’istinto perversivo di accaparramento dei beni materiali è divenuto nel tempo sempre più invasivo ed esponenziale dominandone il senso speculativo con mezzi illeciti. I danni che ne derivano sono nell’ordine morale, ma anche di “potere” sugli altri.

La degenerazione del prodotto speculativo inquina e corrode la mente, paralizza le capacità economico-finanziarie di un popolo o nazione, riduce le norme vigenti in mere e improponibili devianze, entro cui il genere umano viene stritolato da un complicatissimo meccanismo che lo ammorba e corrode, in un deterioramento e pervertimento della logica e della coscienza. 

È uscito “Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio”, un saggio di Lorenzo Spurio

Photocity Edizioni ha appena pubblicato Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio,saggio monografico dello jesino Lorenzo Spurio.

Il saggio di settantasei pagine è stato portato a termine il 2 luglio 2013 e verte sulla produzione edita e inedita di Emanuele Marcuccio, che amplia e rivisita la relazione da Spurio preparata per la recente presentazione dei libri di Marcuccio, tenutasi a Palermo lo scorso 16 giugno, presso la sede unica dell’Associazione Artistica e Culturale “Centro Caterina Lipari” e “Romantic Museum”.

Ricordiamo le opere di Emanuele Marcuccio: «Per una strada» (SBC Edizioni, 2009), poesia; «Pensieri minimi e massime» (Photocity Edizioni, 2012), saggistica/aforismi.

SCHEDA DEL LIBRO

                        
cover frontTITOLO: Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio
AUTORE: Lorenzo Spurio
CURATORE: Lorenzo Spurio
Editing Cover Images: Lorenzo Spurio
EDITORE: Photocity Edizioni
GENERE: Saggi/Critica letteraria
PAGINE: 76
ISBN: 978-88-6682-478-7
COSTO: 8,50 €
Link diretto alla vendita

A Pieve Emanuele la presentazione di “Viviamo errando” di Luigi Marini

“Viviamo errando”, la nuova raccolta poetica di Luigi Marini

TraccePerLaMeta Edizioni pubblica l’opera poetica del poeta pievese

 

 cover MariniÈ stata pubblicata da TraccePerLaMeta Edizioni l’ultima silloge poetica intitolata “Viviamo errando” di Luigi Marini, noto personaggio e poeta Pievese.

L’opera, che sarà  presentata ufficialmente nel corso del reading poetico che si terrà a Pieve Emanuele (MI) il 29 settembre p.v., è una raccolta di poesie dedicate all’uomo, agli affetti veri, ai principi e ai valori che fanno da leitmotiv non soltanto alla sua poetica personale, ma allo spirito educativo e civile della nostra società.

Come dice nella sua prefazione Anna Maria Folchini Stabile, poetessa e scrittrice, presidente dell’Associazione Culturale TraccePerLaMeta, Luigi Marini è un profondo conoscitore della vita e della sua gente e «le sue  qualità di osservazione, ascolto, attenzione e  sensibilità profonda gli permettono di scrivere poesie sulle persone che camminano con lui lungo la strada della vita da lui intesa come un pellegrinaggio, ricco di incontri ed emozioni, parentesi da percorrere prima di raggiungere la meta definitiva dove tutto avrà compimento, come egli scrive nella poesia che non a caso si intitola “Viviamo errando” che dà titolo alla raccolta e  che è anche una quadreria di personaggi che a Pieve Emanuele vivono o hanno vissuto e di questa comunità sono tradizione, forza e caratteristica».

Il libro verrà presentato a Pieve Emanuele (Mi) domenica 29 settembre a partire dalle ore 15,30 all’interno dell’evento “Reading & Flamenco” organizzato dalla Associazione Culturale TraccePerLaMeta in collaborazione con la rivista di letteratura Euterpe.

 

Luigi Marini è nato a Pizzabrasa, nel comune di Pieve Emanuele (MI), nel 1944 e risiede da sempre in questa cittadina in cui si è adoperato per migliorarne la qualità dei rapporti umani e i servizi a favore della collettività. Il suo interessamento per le persone in difficoltà lo porta a rafforzare la Croce Bianca con la promozione di corsi di aggiornamento per il volontariato, a fondare il comitato per le tossicodipendenze, a recuperare case coloniche trasformandole in mini appartamenti per anziani, a fondare l’A.I.D.O. Pievese. Marini si diletta a scrivere poesie sia in dialetto pievese sia in italiano che esprimono la nostalgia per un tempo passato in cui i rapporti tra la gente di paese erano più schietti e solidali, caratterizzati da semplicità e cordialità. Marini traccia i ritratti delle persone che conosce o che incontra casualmente con poche e colorate espressioni da vignettista. Non sono mancati riconoscimenti ufficiali alla sua poetica: nel 1982 vince il premio in una gara indetta dal Comune di Pieve Emanuele e nel 2012 il 1° Concorso Letterario Internazionale Bilingue “Tracce PerLaMeta” con la poesia “Viviamo errando” che appartiene a questa raccolta. (Dalla postfazione di Clara Block)

Titolo: Viviamo errando
Autore: Luigi Marini
Prefazione: Anna Maria Folchini Stabile
Postfazione: Clara Block
Casa Editrice: TraccePerLaMeta Edizioni
Collana: Poesia
Anno: 2013
Isbn: 978-88-98643-01-1
Pagine:  66
Costo: 9 €
Link diretto alla vendita

  

Info:  www.tracceperlameta.org – info@tracceperlameta.org

2° Premio di Poesia “L’arte in versi” – il verbale della giuria

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2° Edizione

  

VERBALE DI GIURIA

 

La Giuria del II° Premio di Poesia “L’arte in versi” (edizione 2013) composta da Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario e direttore Rivista Euterpe), Emanuele Marcuccio (poeta, aforista e Curatore Editoriale), Marzia Carocci (poetessa e critico-recensionista), Martino Ciano (scrittore, redattore di Euterpe), Annamaria Pecoraro (poetessa, scrittrice e direttrice di Deliri Progressivi), Iuri Lombardi (poeta, scrittore e redattore di Segreti di Pulcinella ed Euterpe), Luciano Somma (poeta, autore di canzoni e critico d’arte), Salvuccio Barravecchia (poeta e scrittore) e Michela Zanarella (poetessa e scrittrice, redattrice di Euterpe) rende noto l’esito del concorso.

 

 MENZIONI D’ONORE

I poeti riceveranno diploma di menzione d’onore con commento critico alla propria poesia e la pubblicazione di poesia, commento critico e nota bio-bibliografica nell’opera antologica.(*)

 

Sezione A – Poesia in lingua italiana

ALICE GORI – Prime impressioni

ANDREA LEONELLI – Cantando in silenzio

ANNA MARIA CARDILLO – Stamattina, ancora una morte in cantiere

ANNALISA SALVADOR – Eri

BRUNO CENTOMO – Da dietro una finestrella

BRUNO CENTOMO – Dissipano le luci, le ombre

CARLA DE FALCO – Voce di brace

CORRADO AVALLONE – Migrantes

CORRADO AVALLONE – Sicilia 2009

CRISTIANA CONTI – I tuoi fiori

ELSO AVALLE – Graffiti a Santa Maria

EMILIO D’ANDREA – Tu vivrai

EMILY CALDART – Scende la neve

LUCIANA ESPOSITO – Angeli dimenticati

ERIKA ESPOSITO – Quinto quarto di luna

FRANCESCA ALIPERTA – Spettri di luce

GIANNI CALAMASSI – Nel cielo il vento dello shoah

MONIA MINNUCCI – La casa degli angeli

MONIA MINNUCCI – Piccolo mondo

NICOLA ANDREASSI – E rivedo mio padre

NICOLA ANDREASSI – Nera la notte

NUNZIO BUONO – Nel cielo di un giorno

RITA CHINOTTI – Vite interrotte

SANDRA AMOVILLI – L’altra metà della luna

STEFANO PERESSINI – Non ho perduto nulla

STEFANO PERESSINI – Sarà forse quel tempo

VINCENZA FAVA – A mio padre

VINCENZA FAVA – Pane e dolore

 

 

Sezione B – Poesia in vernacolo

CRISTINA BIASOLI – Siti d’amuri

EMANUELE INSNNA – Carusanza persa

ERICA GAZZOLDI – Al fosc

ERICA GAZZOLDI – Manèrbe

GIUSEPPE GAMBINI – Tra viche e vicarielle

MARCO BOLLA – Le buanse del tempo

PATRIZIA CHINI – Ha smesso de piove

 

 

 

SELEZIONATI

I poeti riceveranno diploma di selezione e la pubblicazione della poesia nell’opera antologica.

 

Sezione A – Poesia in lingua italiana

ALESSANDRA MARRONE – Carceri

ANGELO GALLO – Shoah

ANNA ALESSANDRINO – Donna

ANNA BARZAGHI – Silenzio nella nebbia

ANNA BARZAGHI – Sospiro d’amore

ANNA MARIA CARDILLO – Madre senza canzoni e senza giovinezza

ANNA MARIA FOLCHINI STABILE – Grigio di cielo

ANNAMARIA STROPPIANA DALZINI – Uomo

ANTONIO BICCHIERRI – Echi lontani

ANTONIO TAMMARO – Dedica

ANTROPOETICO (pseud.) – Caronte

ALESSIO BARDELLI – Il suono del silenzio

CRISTIANA CONTI – Petalo reciso

DAVIDE ROCCO COLACRAI – Il Vangelo delle donne

DAVIDE ROCCO COLACRAI – Movimento ultimo

DONATO LADIK – Sulle ali di Pegaso

ELISA MARCHINETTI – Camminare

ELISA MARCHINETTI – I solchi della vita

EMANUELE ROCCO – Il filtro

ERIKA ESPOSITO – Persephone

FABRIZIO BREGOLI – La buona novella

FABRIZIO BREGOLI – Presagi

FRANCESCA FICHERA – Siesta

FRANCESCA LA FROSCIA – Storia ineffabile

FRANCO CASASEI – Bruno e Rosalba

GIANNI TERMINIELLO – Sotto il cielo, si vive sempre

GIUSEPPE GAMBINI – Passaggio notturno

GIUSEPPE GAMBINI – Transito

GIUSEPPE STILLO – Povero vecchio

GLORIA VENTURINI – Queste sere

LAURA VARGIU – Gli invisibili

LAURA VARGIU – La madre di Tunisi

LEDI CAFULI – Penombre

LEDI CAFULI – Raccontami una storia

LUCA QUIRINI – Tra scaffali e cassetti

LUCIANA ESPOSITO – Oggi no

LUIGI ARENA – Franco

LUIGI ARENA – Ora

LUISA BOLLERI – La vita è fuori

MARCO CRIVELLARO – L’insegna di Auschwitz

MARCO SCARPULLA – Fenice

MARIA SPOTO – L’emigrante

MARINELLA PAOLETTI – Sguardo

MARIO DE ROSA – Anche se

MARIO DE ROSA – Il senso del moto

MASSIMO ACCIAI – Uomo del XXII secolo

MILENA PERICO – Brandelli di sogni

NUNZIO BUONO – I colori della sera

PATRIZIA COZZOLINO – Falesie e crepacci

PATRIZIA STEFANELLI – A margine

PIERANGELA CASTAGNETTA – Nel tempo di Tersicore

PIETRO VIZZINI – Bambini nella guerra

POLDINA FERORELLI – Mondo

RAFFAELLA AMORUSO – Ingannevole

RICCARDO COLOMBARA – Silenti risposte

RICCARDO COLOMBARA – Vuoti

RITA CHINOTTI – Speranza

RITA STANZIONE – All’ora indecifrabile

RITA STANZIONE – Di porte e aperture

ROSSANA SPEZZATI – Al buio

ROUSLAN SENKEEV – L’autunno ci ha colti alle spalle

TANIA SCAVOLINI – Affaccio il cuore

TANIA SCAVOLINI – Ali per sognare

VALERIA MASSARI – Gestazione del dolore

VELIA AIELLO – Ovunque amore

VIVIANA DE CECCO – La stanza vuota

 

 

Sezione B – Poesia in vernacolo

ALESSANDRO ROSSINI – La scorza dice poco

ANGELO CANINO – U viacchiu

ANTONIO PRESTIGIACOMO – Un barbuni

ARMANDO IADELUCA – Figlio reocchia lu cielo

CRISTINA BIASOLI – Voe di detais

DANIELA CORTESI – Porbia dla guera

EMANUELE INSINNA – Passioni

FRANCO PONSEGGI – Armor

GIUSEPPE GAMBINI – Nu felille e voce

GLORIA VENTURINI – Ea casa vecia

GLORIA VENTURINI – No ghea fasso più

MARCO BOLLA – Sensa versoro

PIERANGELA CASTAGNETTA – L’amuri ti vogghiu cantari

ROCCO GIUSEPPE TASSONE – Tramuntu

 

 

Tutti i diplomi dovranno essere ritirati durante la premiazione dai poeti stessi o da incaricati con delega e non saranno spediti a casa, salvo nei casi in cui venga predisposta la copertura di spese per le spedizione.

 

(*) Gli autori che hanno ottenuto la Menzione d’onore e i cui testi verranno pubblicati nell’antologia del concorso di inviare entro il 12 ottobre 2013 alla mail lorenzo.spurio@alice.it la loro nota bio-bibliografica (Word, Formato A4, Times New Roman pt. 12, massimo 25 righe) che accompagnerà la propria poesia nell’antologia e riportare obbligatoriamente nello stesso documento in basso questa attestazione a pena di esclusione dal progetto antologico:

 

“Dichiaro che questa poesia è frutto del mio solo ingegno e che ne detengo i diritti.

Autorizzo gli organizzatori del concorso alla pubblicazione nell’opera antologica.

I diritti sulla poesia rimarranno di mia proprietà.

Non avrò nulla a pretendere agli organizzatori del concorso né ora né mai”

 

 

La premiazione si terrà domenica 17 novembre p.v. a partire dalle ore 16:30 presso la Sede Provinciale dell’ARCI di Firenze, in Piazza de’ Ciompi 11.

 

Evento della premiazione su FB: https://www.facebook.com/events/584550388265800/?fref=ts

 

Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla premiazione.

I poeti premiati con Menzione d’onore leggeranno le loro poesie e si darà lettura ai commenti critici.

 

 

 

 

LORENZO SPURIO                                                                      MARZIA CAROCCI

Presidente del Premio                                                                  Presidente di Giuria

 

 

Info:

lorenzo.spurio@alice.itdulcinea_981@yahoo.it

“La cucina arancione” di Lorenzo Spurio presentata a Firenze il 20.09.2013

Il video integrale della presentazione del libro di racconti LA CUCINA ARANCIONE (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013)

DI LORENZO SPURIO

avvenuta alla Biblioteca Pietro Thouar, a Firenze il 20 settembre 2013

 

RELATRICE: MARZIA CAROCCI, poetessa, scrittrice, critico

INTERVENTI DI:

MASSIMO ACCIAI, poeta, scrittore, direttore rivista Segreti di Pulcinella

SANDRA CARRESI, poetessa, scrittrice, vice-presidente Ass. Culturale TraccePerLaMeta

RITA BARBIERI, docente di lingua e letteratura cinese 

ANNAMARIA PECORARO, poetessa, scrittrice

 

LETTURE DI

LUISA BOLLERI, poetessa e scrittrice

 

Numerosi poeti si sono riuniti a Firenze per tributare il ricordo di Pablo Neruda

Sabato 21 settembre 2013 alla Libreria Nardini sita all’interno del complesso le Murate a Firenze si è svolto il reading poetico dal titolo Memorial Pablo Neruda, nato con la volontà di ricordare il poeta cileno nella ricorrenza dei quaranta anni dalla sua morte.
L’evento, organizzato dalla rivista di letteratura Euterpe, dalla Associazione Culturale TraccePerLaMeta, Deliri Progressivi e con il Patrocinio del Consejo Nacional de la Cultura y las Artes del Gobierno del Chile ha visto la partecipazione di più di trenta poeti e poetesse, appositamente giunte da ogni parte d’Italia.
Gli organizzatori -Lorenzo Spurio e Annamaria Pecoraro- hanno ricordato il poeta cileno leggendo poesie del vasto repertorio di Neruda sia in lingua originale che in italiano e i vari poeti si sono poi intervallati nella lettura delle loro poesie scelte.
L’evento è stato filmato integralmente da Laura Dalzini dell’Associazione Culturale TraccePerLaMeta. Di seguito alcune foto dell’evento da lei stessa scattate.

 

100 THOUSAND POETS FOR CHARGE – 100mila poeti per il cambiamento

100mila poeti per il cambiamento: oltre 500 eventi nel mondo.

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In Italia una raccolta no profit di poesie su pace, diritti umani, ambiente, etica e lavoro.
Destinatari la politica e le Istituzioni.
Albeggi Edizioni ha aderito alla manifestazione 100 Thousand Poets for Change, che si svolgera’ il 28 settembre in tutto il mondo, con un’antologia di poesie sui temi della pace, dei diritti umani, della sostenibilità ambientale, dell’etica nell’economia e del lavoro, prodotta senza scopo di lucro, che verrà consegnata a rappresentanti istituzionali e resa disponibile gratuitamente sul web. L’obiettivo dell’iniziativa è ridare dignità alla poesia come mezzo di espressione della denuncia civile e sociale, esortando le Istituzioni a mettere al centro dell’agire di governo e politico l’Uomo, i suoi bisogni, il suo futuro.
29 le poesie inedite di: Lucianna Argentino, Claudio Arzani, Fabio Barcellandi, Carlo Bordini, Marisa Cecchetti, Marco Cinque, Massimiliano Damaggio, Andrea Garbin, Giuseppe Iannarelli, Giovanna Iorio, Roberta Lipparini, Gianmario Lucini, Gabriella Modica, Paola Musa, Benny Nonasky, Guido Oldani, Paolo Polvani, Valeria Raimondi, Riccardo Raimondo, Ottavio Rossani,Francesco Sassetto, Adriana Scanferla, Jamshid Shahpouri, Christian Sinicco, Angelo Tonelli, Caterina Trombetti, Claudia Zironi e dei due fondatori dell’iniziativa mondiale Terri Carrion e Michael Rothenberg.
Scrive nella sua prefazione il poeta e critico Ottavio Rossani: Le condizioni sociopolitiche del nostro Paese richiamano i poeti ad esercitare il rigore logico ed il coraggio passionale per denunciare la vergogna delle incompiutezze, delle stragi, della corruzione, delle cadute etiche, della perdita dei valori, delle lacune professionali in tutti gli ambiti produttivi, e di una burocrazia ancora cieca e sorda davanti ai cittadini.
Le poesie di questa raccolta toccano infatti argomenti di forte impatto sociale, politico e di cronaca. C’è la guerra, con le sue atrocità, e la sua vicinanza; c’è il bisogno di etica nella politica e nella società; c’è l’ambiente e le sue sofferenze; ci sono sguardi preoccupati sulle nuove povertà, sulla vergogna delle carceri, sulle tendenze razziste e xenofobe in Europa. Ci sono sguardi pietosi su fatti di cronaca, come i suicidi dei ragazzi derisi per la loro diversità, la violenza che si consuma tra le pareti domestiche, i fatti di Genova, il fioraio suicida ad Ercolano al quale sono state dedicate due poesie. Ci sono versi di profonda indignazione
verso chi profana le Istituzioni e versi di profondo amore per lʼItalia, per la sua bellezza.
Iniziata nel 2011 con una call to action su facebook, 100 Thousand Poets for Change sta oggi davvero scuotendo le coscienze del mondo, chiamando a raccolta artisti di varie discipline da ogni angolo del pianeta, con la Stanford University curatrice di un enorme archivio permanente globale. La gente è ovunque alla ricerca di un cambiamento positivo – scrivono Michael Rothenberg e Terri Carrion nella presentazione.
Sabato 28 settembre il museo dei bambini Explora di Roma accoglierà l’iniziativa mondiale ospitando alle 16 un workshop poetico in cui un gruppo di autori dell’antologia incontrerà i bambini per avvicinarli alla poesia.
Chi, meglio dei bimbi, come futuri attori del cambiamento.

“In ricordo di Neruda: poeta dell’esilio e dell’impegno attivo”, di Lorenzo Spurio

In ricordo di Neruda: poeta dell’esilio e dell’impegno attivo

di LORENZO SPURIO

  

Compagni, seppellitemi in Isla Negra,
di fronte al mare che conosco, ad ogni area rugosa
di pietre e d’onde che i miei occhi perduti
non rivedranno.[2]

 

Il 23 settembre 1973 in una clinica di Santiago de Cile moriva uno dei più insigni poeti della letteratura mondiale contemporanea: Pablo Neruda. L’origine della morte veniva spiegata con l’aggravamento di un tumore, ma ben presto alcune ipotesi più dolorose sembrarono prendere piede: quella che l’uomo fosse stato avvelenato su comando dello spietato dittatore Pinochet. Nell’aprile scorso il Tribunale ha predisposto la riesumazione del corpo del poeta che è stato poi sottoposto a nuove perizie per cercare di acclarare la reale causa della morte.[3] La vicenda rimane ancora oggi velata da mistero.

Nato nel 1904 nella provincia della regione centrale di Maule da un modesto ferroviere e rimasto orfano della madre giovanissimo, Neruda (il cui nome venne utilizzato da lui stesso inizialmente come pseudonimo rifacendosi allo scrittore Jan Neruda e che poi avrebbe utilizzato e con il quale sarebbe divenuto famoso) è comunemente ricordato come uno dei maggiori cantori dell’America Latina assieme a Ruben Darío (1867-1916) e José Martí (1853-1945). La prima opera poetica dell’autore fu Crepuscolario (1923), seguita l’anno dopo dalla ben più celebre Veinte poemas de amor y una canción desesperada nella quale l’animo lirico del poeta si destreggiava tra voraci pennellate nel mondo dell’erotico e una chiara e mai ridondante suggestione modernista.

imagesImportante l’impegno sociale e politico di Neruda a partire dalla sua attività diplomatica di console a Buenos Aires (1940-1943) sino al suo incarico a Barcellona e a Madrid, città nella quale conobbe e strinse amicizia con altri geni del momento quali Federico García Lorca (1898-1936), Salvador Dalí (1904-1989) e Rafael Alberti (1902-1999). Probabile influenza ricevette dagli amici incontrati a Madrid, una delle capitali delle avanguardie europee, dove in molti artisti si confessavano con una nuova poetica: quella del linguaggio surrealista. Luis Buñuel nel 1929 aveva girato il perturbante cortometraggio Un perro andaluz; García Lorca, compose Poeta en Nueva York tra il 1929-1930 impressionato dal suo viaggio negli Stati Uniti, un testo avanguardistico nel quale usa un linguaggio tortuoso fatto di analogie inconfessabili e rivelava il chiaro influsso subito dall’amico e pseudo-amante Salvador Dalí e quest’ultimo nel 1933 aveva appena ultimato il celebre quadro con gli orologi molli denominato “La persistenza della memoria”. Ed è così che l’opera  di Pablo Neruda, Residencia en tierra[4] (1933), una delle più ricordate e celebrate dell’autore, si manifestava per un nuovo gusto per l’avanguardia rilevabile nei suoi testi attraverso l’uso di una poetica asciutta e ricca di “a capo”, quasi asfittica, nella quale imperversavano allusioni difficili da cogliere, un linguaggio a tratti paradossale e immagini chiaramente scaturite da una nuova psico-analisi della realtà: “Dopo tutto sarebbe delizioso/ spaventare un notaio con un gladiolo mozzo/ o dar morte a una monaca con un colpo d’orecchio./ Sarebbe bello/ andare per le vie con un coltello verde/ e gettar grida fino a morir di freddo”.[5]

Importantissime infine altre due opere nel grande mare magnum della monumentale e prolifica collezione artistica di Neruda:  España en el corazón (1937) e  Canto general (1950). In España en el corazón si respira il tormento per la guerra civile spagnola che nel 1936 portò alla fucilazione dell’amico García Lorca al quale pochi anni prima aveva scritto una bellissima ode nella quale lo paragonava a “un arancio in lutto”. In questa silloge prevalgono i toni duri di un uomo addolorato per la scoppio di un clima d’odio e la deriva totalitaria; le immagini evocate sono forti e violente come quando scrive: “Di fronte a voi ho visto il sangue/ di Spagna sollevarsi/ per annegarvi in una sola onda/ di orgoglio e di coltelli!// Generali,/ traditori:/ guardate la mia casa morta,/ guardate la Spagna a pezzi”.[6]

Canto general è la prosopopea lirica dell’amore incontenibile verso la sua terra, non solo la sua regione e il suo paese, ma il Sud America tutto, tanto diverso da quell’Europa che pure conosceva molto bene all’interno del quale il lettore non potrà che rimanere affascinato dalle “poesie oceaniche” e riuscire a scorgere i movimenti delle acque sconfinate. E in questo canto-confessione che l’autore fa con occhi che potremmo dire esser bagnati e con un fedele recupero del suo passato, in molti hanno visto la grandezza di Walt Whitman (1819-1892) che parlò con la sua terra, evitando gli elogi, ma dando la parola a ogni cosa: al cane, alla foglia, alla luna e al colore.

Non va di certo dimenticato neppure il fervido attivismo di sinistra di Neruda con una vera e propria “militanza” nelle file del marxismo e nell’appoggio indiscusso al cheguevarismo di Cuba che lo portò, però, anche a una dura sottomissione di idee da parte dei regimi totalitari che si susseguirono in Cile. La biografia di Neruda, infatti, non può essere scissa dalla storia contemporanea del Cile con la quale si identifica, si intreccia, si coniuga e ne subisce pesantemente gli errori commessi dai militari al comando. Ed è così che nel 1949, dopo un periodo di ostilità e censura nei suoi confronti, che il poeta di Parral viene costretto ad allontanarsi dal suo paese quando con un clamoroso discorso al Senato cileno (Neruda in quel periodo era senatore), ricordato come il discorso del “Yo acuso”, sottolinea le nefandezze operate da certi strati del governo che inizialmente aveva appoggiato e che poi si erano mostrati voltagabbana e violenti, bollandoli come fascisti. E in effetti la vita del poeta è costellata di numerose partenze e ritorni al caro Cile natale, un po’ dovuti ai suoi incarichi di lavoro diplomatici in Europa e in Asia, un po’ proprio per gli esili intimati e coatti a cui il poeta dovrà sottomettersi non senza dolore e nostalgia.

Nel 1970 Neruda ritorna in Cile alla vigilia delle elezioni presidenziali nelle quali appoggia dichiaratamente il candidato socialista Salvador Allende (1908-1973) del quale pure diventerà grande amico, ma l’esperimento democratico per la politica cilena durerà troppo poco e il paese sprofonderà in una nuova, lunga e dolorosa dittatura, quella di Augusto Pinochet (1915-2006) inaugurata con il golpe militare nel 1973. Neruda, ormai visibilmente compromessosi nelle sue eclatanti posizioni sinistroidi e quindi temuto dal nuovo presidente come possibile leader del dissenso, viene nuovamente allontanato dal paese e le opere del poeta saranno censurate per tutto il periodo della dittatura, ossia fino al 1990. La vita di Neruda è una storia fatta di viaggi di lavoro, spostamenti frenetici, relazioni con culture e lingue diverse, esili dolorosi ed attese.

Per ricordare la grandezza del poeta cileno  a quaranta anni di distanza dalla sua morte la rivista di letteratura “Euterpe” della quale sono direttore, in collaborazione con l’Associazione Culturale TraccePerLaMeta, Deliri Progressivi e il Patrocinio Morale ricevuto dal Consejo Nacional de la Cultura y las Artes del Gobierno de Chile, abbiamo organizzato un incontro poetico che si terrà a Firenze il prossimo 21 settembre 2013 a partire dalle 17:00 presso la Libreria Nardini all’interno del Complesso de Le Murate.

In questa occasione si ripercorrano alcuni momenti cruciali della vita del poeta leggendo alcune sue liriche in lingua originale e in italiano, dando poi spazio ai poeti che interverranno e daranno lettura alle loro poesie.

Il fatto che si sia deciso di intitolare l’evento “Memorial Pablo Neruda” non è causale e ha la volontà di mostrare un doppio rimando alla sua poetica richiamando la sua opera Memorial de Isla Negra composta nel 1964 dove, rimembrando la nascita dell’amore verso la poesia, annotava: “Accadde in quell’età… La poesia/ venne a cercarmi. Non so da dove/ sia uscita, da inverno o fiume./ Non so come né quando,/ no, non erano voci, non erano/ parole né silenzio,/ ma da una strada mi chiamava,/ dai rami della notte,/ bruscamente fra gli altri,/ fra violente fiamme/ o ritornando solo,/ era lì senza volto/ e mi toccava”.[7]

 Locandina_Neruda_definitiva

LORENZO SPURIO

 10-09-2013

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[2] Pablo Neruda, Poesie, cura e traduzione di Roberto Paoli, Milano, Newton Compton Editori, 2007, p. 119.

[4] Il titolo non può che ricordare la celebre Residencia de Estudiantes de Madrid, luogo di incontro di esperienze artistiche nuove e di amicizie tra poeti e pittori che furono importantissime negli sviluppi dell’arte europea. Alla Residencia de Estudiantes gravitavano Luis Buñuel, Federico García Lorca, Salvador Dalí, Manuel Altolaguirre, Manuel de Falla, Gerardo Diego, solo per citarne alcuni.

[5] Pablo Neruda, Poesie, cura e traduzione di Roberto Paoli, Milano, Newton Compton Editori, 2007, p. 61.

[6] Pablo Neruda, Poesie, cura e traduzione di Roberto Paoli, Milano, Newton Compton Editori, 2007, p. 83.

[7] Pablo Neruda, Poesie, cura e traduzione di Roberto Paoli, Milano, Newton Compton Editori, 2007, p. 227.

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