Venerdì 8 giugno alle ore 18:15 presso la Biblioteca Comunale “Mozzi-Borgetti” di Macerata (Piazza Vittorio Veneto) verrà presentato al pubblico il primo volume edito della neonata casa editrice Seri Editore di Macerata diretta dal poeta e scrittore Alessandro Seri ovvero l’opera antologica Poesia di strada 1998 – 2017 che raccoglie testi di numerosi poeti a livello nazionale che nel corso degli ultimi anni hanno preso parte al Festival “Poesia di strada” di Colmurano.
Una nota diffusa sulla pagina Facebook dell’editore informa anche che prossimamente usciranno altri volumi degni di essere menzionati: un volume dell’antropologa Loretta Emiri (che recentemente ha ricevuto il “Premio alla Carriera” alla 2° edizione del Premio Nazionale “Novella Torregiani” lo scorso 19 maggio a Porto Recanati), un volume del romanziere e saggista jesino Tullio Bugari (autore, tra gli altri volumi, di In bicicletta lungo la linea gotica. Sui sentieri della seconda guerra mondiale con la staffetta della memoria, edito nel 2013), un’opera della poetessa Rosaria Lo Russo (vincitrice del Premio “Elio Pagliarani” nel 2017), un testo dell’autrice Roxana Crisologo, una tra le più importanti poetesse latino-americane) e un volume del noto poeta e critico letterario maceratese prof. Guido Garufi, oltre a un’opera della poetessa Loredana Magazzeni. Complimenti vivissimi alla neonata casa editrice e ai tanti progetti editoriali che svilupperà e che seguiremo con attenzione!
III CONCORSO DI POESIA-NARRATIVA “LA PELLE NON DIMENTICA”
CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
Art. 1 – PROMOTORI – Le Mezzelane Casa Editrice in collaborazione con l’associazione Artemisia di Firenze e l’associazione culturale Euterpe di Jesi indicono il III concorso “La pelle non dimentica” per sensibilizzare la popolazione verso un problema che affligge i nostri giorni: la violenza sulle donne, lo stupro e il femminicidio.
Art. 2 – PARTECIPANTI – Il concorso è aperto a tutti i soggetti che abbiano compiuto i 18 anni d’età
Art. 3 – QUOTA D’ISCRIZIONE – La partecipazione al concorso è gratuita.
Art. 4 – ELABORATI – I partecipanti potranno presentare un elaborato di loro produzione, scritto in lingua italiana e rigorosamente inedito, seguendo le regole delle categorie contenute nell’articolo 4 bis.
Art. 4 bis – CATEGORIE – Gli elaborati, che avranno come argomento principale la violenza sulle donne, potranno essere basati sia su una storia vera sia inventata; potranno anche essere presentati elaborati a tema libero.
A) Poesie inedite a tema libero: dovranno essere 5 (cinque) poesie scritte con carattere Times New Roman corpo 12, ogni poesia non dovrà superare i 30 versi.
B) Poesie inedite a tema violenza di genere: dovranno essere 5 (cinque) poesie scritte con carattere Times New Roman corpo 12, ogni poesia non dovrà superare i 30 versi.
C) Racconto a tema libero inedito: dovrà essere compreso tra le 15.000 e le 18.000 battute (max 10 cartelle editoriali), compresi gli spazi, scritto con carattere Times New Roman corpo 12
D) Racconto a tema violenza di genere inedito: dovrà essere compreso tra le 15.000 e le 18.000 battute (max 10 cartelle editoriali), compresi gli spazi, scritto con carattere Times New Roman corpo 12
E) Silloge poetica inedita: la silloge dovrà essere inedita, scritta con carattere Times New Roman corpo 12
F) Silloge poetica edita: la silloge dovrà essere inviata in formato pdf, completa di copertina in jpg alta risoluzione
G) Romanzo inedito a tema violenza di genere: la lunghezza del romanzo dovrà essere compreso tra le 150.000 e le 200.000 battute compresi gli spazi, scritto con carattere Times New Roman corpo 12
H) Romanzo edito a tema violenza di genere: il romanzo dovrà essere inviato in formato pdf. completo di copertina in jpg alta risoluzione
I) Fotografia a tema violenza di genere: l’immagine in alta risoluzione dovrà essere inviata in formato jpg e pdf (no immagini di nudo)
L) Corto: il video dovrà essere inviato in formato AVI, durata massima 18 minuti
Art. 5 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE – Il testi delle sezioni A/B/C/D/E/G dell’articolo 4/bis dovranno essere prodotti in forma anonima su file word in formato *.doc o *.docx o odt. Ogni partecipante potrà inviare un elaborato per una o più categorie tra quelle proposte dagli organizzatori. Ogni partecipante dovrà attenersi alle specifiche richieste, ovvero la lunghezza del racconto, il numero e la lunghezza delle poesie, il formato richiesto. Nel file non dovrà esser scritto alcun nome. Nella mail dovrà essere allegata la liberatoria compilata (che trovate qui) con i propri dati, messa a disposizione in formato scaricabile dall’organizzatore. Tutti gli altri elaborati dovranno essere prodotti seguendo le indicazioni date in ogni categoria. Gli elaborati pervenuti in maniera diversa da quello indicato verranno immediatamente scartati.
Art. 6 – SCADENZA – L’elaborato dovrà essere spedito tramite mail al seguente indirizzo: concorsi@concorsi.lemezzelane.eu entro e non oltre le ore 23.59 del giorno 31 ottobre 2018. I testi pervenuti successivamente non verranno presi in considerazione. In oggetto dovrà essere specificato “concorso La pelle non dimentica” e la sezione alla quale si partecipa.
Art. 7 – VALUTAZIONE – Tutti i lavori (tranne le sillogi e i romanzi editi) saranno inviati in forma anonima a una giuria designata dagli organizzatori. La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica e umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori dei contenuti, della forma espositiva, delle emozioni suscitate, delle immagini e delle riprese video. Il giudizio della giuria sarà inappellabile ed insindacabile. I vincitori saranno informati secondo le modalità indicate da ciascun partecipante nel modulo di partecipazione.
Art. 8 – PREMIAZIONE – I primi venti delle sezioni A/B/C/D verranno inseriti in una antologia a cura di Le Mezzelane casa editrice. I primi tre autori di ogni sezione verranno premiati con una proposta editoriale della casa editrice Le Mezzelane, con un diploma con la menzione della giuria, con una copia dell’antologia e altri premi messi in palio a cura dell’organizzatore. La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avranno luogo, molto probabilmente, in una località della riviera adriatica che indicheremo prima della scadenza del concorso.
Art. 9 – DIRITTI D’AUTORE – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione al promotore del concorso senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. Il volume sarà pubblicato in cartaceo e sarà edito da Le Mezzelane Casa Editrice. I diritti rimarranno comunque degli autori, che potranno, quindi, far uso dei propri elaborati come vogliono.
Art. 10 – PUBBLICITÀ – Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso le pagine dedicate al concorso, sul sito dell’editore e sul sito delle associazioni.
Art. 11 – ALTRE NORME – La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.
Poesia come postindustriale e narrativa come civiltà letteraria
di IURI LOMBARDI (*)
Uno degli spartiacque della storia possibilmente letta a più livelli (la realtà non è mai una sola, il tangibile stesso è linguaggio che si auto-corrompe) è certamente la questione dell’industriae il divario che intercorre tra l’età paleo-industriale e la stagione dell’avanzare di una certa industrializzazione di base. Per industria certamente non intendo quell’attività operaia e metallurgica, non intendo i grandi stabilimenti, né intendo la stagione che iniziò in Inghilterra agli inizi del XX secolo. Per industria mi riferisco all’età della edificazione dell’io – unico e possibile reale pilastro cui poter farne una storia letteraria − dell’ingegnarsi a costituire il contesto, quindi la storia. Un’età che pare nascere – almeno per quanto concerne l’Europa − dalla caduta del latino, quindi del romano e l’avanzamento di un nuovo stile all’insegna dell’io, quella industria (intesa per operatività) di poeti che scrivevano in una nuova lingua e sotto un modo di identificarsi completamente contrapposto all’età paleo-industriale o classica. Insomma a una età precedente. La nascita dell’io moderno, quindi il passaggio sostanziale tra la stagione paleo-industriale e quella dell’identità o industriale fa sì che la poesia assuma una posizione di prestigio e diventi unico genere magistris possibile; prima viene essa e dopo tutti gli altri generi. In altri termini, la poesia, o meglio la lirica, viene attorno all’io e a un nuovo modo di esprimersi, a una nuova lingua a costituire per secoli una sua civiltà. L’io presuppone quindi una scesa di un contesto spazio-temporale ben definito, determina una propria dinamica, prende coscienza della storia e al contempo, forse per un principio di imitazione come direbbe Aristotele, ricrea il tangibile, de-mistica il reale. Tutto sommato oggi questa civiltà – che possiamo definire dell’Io e della costruzione spazio-temporale−è stata soppiantata dal romanzo, nel tempo coevo il genere per eccellenza, che ha sostituito gli altri generi, ne ha smantellato il pubblico, l’io lo ha omesso e ne ha costruito una nuova civiltà. La cosa oggi, allo stato attuale, volendo proporre una storia letteraria va letta solo mediante la lente ontologica-esistenziale e pare non colmare il divario che passa tra gli altri generi e il romanzo. La nuova rivoluzione, che in parte si può ricollocare verso un ritorno paleo-industriale,cioè la caduta dell’io, non è altro che il preludio di una nuova età: il post-industriale. L’io omesso, caduto, smantellato (per fortuna) propone un nuovo orizzonte. In questo nuovo universo l’io caduto, che probabilmente diventa un noi, forse un voi, il concetto di storia pare essersi eclissato perché non più demistificato per per paradosso de-costruito. La decostruzione intesa come mistificazione della storia e dei fatti oggi nella poesia è uno degli elementi di spicco. La poesia stessa,che nel frattempo regge a stento una propria autonomia di genere, non ha più un pubblico,è diventata molto elitaria e quindi se prima era il trampolino di lancio di uno scrittore (la prova ars in cui prima si faceva poesia poi si giungeva alla narrativa e quindi alle altre scritture) oggi non è altro che una seconda possibilità artistica. Lo scrittore che per ragioni di pubblico è costretto – e forse per piacere − a esprimersi nella narrativa, usa la poesia come seconda ipotesi del proprio lavoro. D’altronde l’attività letteraria, o quella della scrittura in genere, presuppone un pubblico che la sorregga, che la supporti, che con essa interagisce e ne diventi complice. Questa complicità oggi nella poesia non c’è più e quindi essa diventa sempre più invisibile.
In secondo luogo è anche vero che l’età post-industriale, la stagione dell’omissione dell’io, la scrittura vive fuori dal genere e i generi in sé si sono amalgamati in una unica possibilità civile e politica del termine: la narrativa. Se di fatto la poesia, essendo un esercizio di stile lo scrittore la usa quasi come fosse un’attività privata e non più pubblica, può incarnare ancora oggi ontologicamente una istantanea di momenti vari – ecco la demistificazione della storia e del tempo − la narrativa pare compiersi in un prestigio maggiore e per forza di cose: A) ha la fortuna di avere ancora un pubblico (nonostante i gravi problemi che affliggono l’editoria e le produzioni) B) può assumersi le capacità della poesia; il romanzo riesce a mistificare lo stesso e con ottimi risultati C) compie da protagonista il passaggio dall’età industriale a quella post-industriale. La facoltà di essere ancora richiesta, di avere attenzione, di avere un pubblico fa sì chela narrativa – sia contemporanea sia dei classici − trovi un canale di espressione. Un romanzo è facile che venga pubblicato in volume come è facile che trovi una collocazione on-linee quindi oltre a esprimersi con i termini di una propria capacità espressiva, quelli della nuova civiltà letteraria cui sopra, dovuti e nati tramite l’omissione dell’io, determina uno svelamento del proprio essere. Attraverso la propria duttilità il genere narrativo si svela senza grandi problemi, così un classico tramite canali telematici lo conoscono tutti anche se non letto. Cosa che per la poesia è molto più difficile. In secondo luogo la narrativa dissimula quanto la poesia, mistica, imbroglia, ragione sull’errore storico e assembla elementi distanti apparentemente tra di loro. Questo avviene grazie alla caduta dell’io che ha permesso al genere e alla sua corrispettiva civiltà lo sviluppo di nuove tecniche e di un linguaggio sempre più ibrido. In terzo luogo, se l’io inteso come poesia dettò le linee del passaggio dall’età pre-industriale a quella moderna, oggi la rivoluzione l’ha compiuta il romanzo. La distruzione o caduta, l’omissione dell’io avviene attraverso la narrativa all’unisono in tutta Europa da Joyce a Celine, da Zola a Verga. Se in un primo momento assume un carattere di scientificità con l’avvento del positivismo europeo, in un secondo momento il suo linguaggio si fa impalpabile. D’altronde negli ultimi tre decenni la lingua stessa è mutata diventando una identità linguistica meta-significante. Fu Pasolini stesso in un suo intervento a dire che la lingua letteraria rimane – si riferiva all’Italia − solo una questione di stile, quindi di prestigio in quanto l’italiano non è più il fiorentino ma la lingua dei grandi centri industriali e quindi quella del consumo e quella – possiamo definirla oggi − della multimedialità. In conclusione, ben lungi da elargire un intervento storico (non più possibile come visto all’inizio) la poesia vive in un’area tutta sua, in un’isola inaccessibile ai molti, sta in bilico su di una soglia in attesa di salpare in mare. I tentativi che ci sono oggi restano isolati, spesso sommersi, non conosciuti ai più in quanto non ha più un pubblico e i poeti – gli scrittori di versi − sono spesso voci che parlano nel buio. Tutto sommato, questo non deve allarmarci né deve farci rinunciare alla poesia, ma quando facciamo poesia, quando scriviamo versi, dobbiamo essere coscienti che la civiltà letteraria oggi come oggi resta il romanzo e che facendo poesia accenniamo a quella realtà soggiornando nella sua premessa.
IURI LOMBARDI
(*) Questo testo è stato pubblicato in appendice nell’opera di Iuri Lombardi dal titolo Il sarto di San Valentino (Ensemble, Roma, 2018)
Iuri Lombardi (Firenze, 1979), poeta, scrittore, saggista, drammaturgo. Ha pubblicato per la narrativa i romanzi: Briganti e Saltimbanchi, Contando i nostri passi, La sensualità dell’erba, Il cristo disubbidiente, Mezzogiorno di luna. Per la Poesia: La Somma dei giorni, Black out, Il condominio impossibile, Lo zoo di Gioele, La religione del corpo. Per la saggistica: L’apostolo dell’eresia. Per il teatro: La spogliazione, Soqquadro. Vive a Firenze. Dopo essere stato editore, approda con altri compagni nella fondazione di Yawp – l’urlo barbarico.
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Si svolgerà sabato 9 giugno 2018 a partire dalle ore 10:30, presso la Sala consiliare del Comune di Capri, la cerimonia di premiazione del Premio internazionale di Poesia “Pablo Neruda – Città di Capri”, organizzato dall’Associazione culturale internazionale VerbumlandiArt di Galatone (Lecce), in collaborazione con la Municipalità di Capri e con la poetessa caprese Annalena Cimino, presidente del Premio. Saranno presenti all’evento ospiti illustri della letteratura, della musica, dell’arte e del giornalismo. Il Premio è inserito nell’ambito del progetto di VerbumlandiArt “La Catena della Pace, della Difesa dell’Ambiente, della Giustizia”, che vede realizzate e programmate in Italia numerose manifestazioni artistiche e letterarie.
“Il Premio di Poesia Pablo Neruda – Città di Capri è nato con lo scopo di onorare la fama mondiale dell’isola e della città di Capri – ha dichiarato Regina Resta, presidente di VerbumlandiArt e infaticabile organizzatrice culturale – per iniziativa della poetessa Annalena Cimino. Con vero piacere l’associazione Verbumlandiart ha organizzato l’evento, con la collaborazione della Città di Capri. VerbumlandiArt, che ha ottenuto nel 2014 la medaglia del Presidente della Repubblica per i suoi valori statutari e impegni culturali, ha realizzato il Progetto “La Catena della Pace, della salvaguardia dell’Ambiente, della Giustizia, con la Poesia, l’Arte, la Scrittura, la Musica, il Teatro, il Cinema, il Giornalismo” che unisce poeti, artisti, musicisti, attori, giornalisti, registi di tutto il mondo per costruire una civiltà dell’amore per la Pace, per la difesa dell’Ambiente, per la Giustizia, un progetto che cerca di diffondere i valori culturali delle varie nazioni e i sentimenti di collaborazione che, pur nel rispetto della propria identità etnica e culturale, possono nascere soltanto dall’empatia con le diversità culturali, dal dialogo e dal confronto con l’altro. Si può parlare di pace, di ambiente, di giustizia, con il linguaggio diretto e immediato della poesia e di tutte le arti.”
“La Città di Capri – aggiunge Resta – con le sue incantevoli acque azzurre e la salubrità del territorio, è il luogo ideale per diffondere questi temi, per farla capofila di un progetto internazionale, perché la sua bellezza amplifica a dismisura l’importanza di certi temi, così cari anche a Papa Francesco «…Dio ci ha fatto dono di un giardino rigoglioso, ma lo stiamo trasformando in una distesa inquinata di «macerie, deserti e sporcizia» (Enciclica Laudato si’, 161). Non possiamo arrenderci o essere indifferenti alla perdita della biodiversità e alla distruzione degli ecosistemi, spesso provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici».”
La Giuria del Premio, composta da Cinzia Baldazzi (Presidente, scrittrice e critico letterario), Annella Prisco (scrittrice), Sergio Camellini (poeta), Regina Resta (poetessa), Caterina Mansi(assessore alla Cultura Città di Capri) e Mario Staiano (già sindaco di Anacapri e imprenditore del settore turistico) ha provveduto a a stilare la seguente classifica:
RISULTATI FINALI PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “PABLO NERUDA – CITTA’ DI CAPRI”, 1^ EDIZIONE
SEZ. A) – POESIA IN LINGUA ITALIANA, A TEMA
1. CARMELO SALVAGGIO – COME NERUDA 2. SILVANA STREMIZ – AMO IN TE IL PROFUMO DEL MARE 3. OTELLO SEMITI – LAMPEDUSA, ex aequo STEFANO CARANTI – VOLTARSI INDIETRO
MENZIONI D’ONORE
ALESSANDRA COSTANZO – BRICIOLE DI CUORE ALFONSO GARGANO – M’ADDORMENTO E SOGNO IL MARE CARLO SIMONELLI – DONNA ALLA FINESTRA CARLO SOLIDORO – TRAMPOLINO GIAMPIERO DONNICI – IL MARE DALL’ ALTO LAURA PAVIA – IL MARE CHE MI NAUFRAGA DENTRO MARCO VESCARELLI – IN RIVA A UN SOGNO MARIA ANTONIETTA DOGLIO – SARÒ MARE MICHELE GENTILE – UNA FINESTRA SUL MARE MICHELE IZZO – IL MARE ALTROVE VALTERO CURZI – SE TU VEDESSI
SEZ. B) – POESIA IN VERNACOLO, A TEMA
1.POETA GAETANO CATALANI – NT’A NU MAR’I NCHJÒSTRU 2.POETA ANTONIO BARRACATO – U MARI 3.POETA ANTONIO COVINO – TERRA ASSETTATA
SEZ. C) – POESIA IN LINGUA STRANIERA, A TEMA
ROMANIA
1. ALEXANDRA FIRITA – LE ACQUE TURCHINE 2. LILIANA LICIU – O FEREASTRĂ…SPRE MARE 3. TRANDAFIR SÎMPETRU – FĂRĂ TINE… SERBIA 1. MILE LISICA – TAKO MI NEDOSTAJEŠ 2. MILOŠ MARJANOVIĆ – JEDNOM KADA ME POJEDE MRAK 3. ZORICA ĐUĐIĆ – MITIĆ – KAMENA LEPOTO PREMI SPECIALI 1. BORISAV BORA BLAGOJEVIĆ – KO LI JE KRIV ? 2. KEMAL LJEVAKOVIĆ – EPITALAM 3. VESNA FOJKAR ĆIRIĆ – KADA VOLIŠ…
SEZ. F) – POESIA IN LINGUA ITALIANA, A TEMA LIBERO
1. GIUSEPPE BRUNASSO – TRA LE ORTICHE E LE VIOLE 2. GIUSY CAROFIGLIO – GLI ESTREMI RICONDURRANNO A NOI 3. CRISTINA PRINA – E LA NOTTE CHE PASSA
MENZIONI D’ONORE
ANITA NAPOLTANO – VOGLIA VERMIGLIA ANNA SIANI – LASCIA CHE ENTRI ANNAMARIA COLOMBA – IN PUNTA DI PENNA E DI CUORE CLARA CHIARIELLO – PIOGGIA DI LACRIME DOROTEA MATRANGA-MARE DI NOSTALGIA! (A MIO FIGLIO, MIGRANTE)
ELVIO ANGELETTI – I BAMBINI DI ALEPPO MANUELA MAGI – SOSTANZIALMENTE DIVERSA MARINELLA MANCA – ANIMA MIA… RAFFAELE MESSINESE SOMMERSA LETTURA RAYMONDE SIMONE FERRIER – ELEMENTO ACQUA, GRAZIE ROBERTO ROSSI – PRENDO SANDRA DE FELICE – L’EMOZIONE MI CATTURA IL CUORE
SEZ. G) – POESIA IN VERNACOLO, A TEMA LIBERO
1.CIRO IANNONE – ‘A FAMIGLIA 2 POETA ALFREDO SCOTTI – NUSTALGIA NAPULITANA 3 POETA VINCENZO CERASUOLO – AYLAN
MENZIONI D’ONORE
ANNA GENTILE – CHESTA SERA FRANCESCO PAOLO MARIA GIULIANI – MESÈRIA GINO ABBRO – ‘O STRUMENTO GIULIANA CIBELLI – CAPRI MIA BELLA MARIAPINA SACCO – TRAGARA MAURO MILANI – IMMENSO STEFANO BALDINU – EN L’IMMENSITAT DE UN RESPIR
SEZ. H) – POESIA IN LINGUA STRANIERA, A TEMA LIBERO
1. VINCENZO MONFREGOLA – ES LA TEMPORADA DE LA SEDA 2. MASSIMO PISTOIA – SUS OJOS 3. ROMANA D’ANGIOLA – A WINDOW ON THE SEA, ex aequo GIORGIA FONTANA DEL VECCHIO – LIBERTE’ D’AIMER
PREMI SPECIALI DEL PRESIDENTE LORENZO SPURIO – PASEO DE GRACIA, ORE 17 ENZO BACCA – IL TARLO
PREMI SPECIALI DELLA GIURIA CARMEN MOSCARIELLO – RABDOMANTE ALFREDO GUARINO – CHICCHI DI POESIA
PREMIO DELLA CRITICA FEDERICA MINNUNI – 16 OTTOBRE 1943 UMBERTO CORO – BUSSAMI …
PREMIO VERBUMLANDIART CESARE NATALE – UN AMORE SENZA FINE ROBERTO COLONNELLI – CRISALIDE D’ARGENTO
PREMIO DEL PRESIDENTE DEL CONCORSO AMBRA LEMBO – IL MARE NELLE VENE RICCARDO TIBERI – SPRAZZI DI GIOIA VINCENZO ROSSANO – A TE
PREMIO SPECIALE OFFERTO DALLA FIDAPA SEZ. DI CAPRI MANUELA DI MARTINO – INVERNO AMARO (LONDRA)
PREMIO SPECIALE UNA FINESTRA SUL MARE GABRIELLA GIULIANI – AGHI DI MARE ANNA CAPPELLA – PRELUDIO DI UN CANTO ANTICO ROBERTA MENICONZI – UN SENTITO AMORE
PREMIO SEZIONE RAGAZZI SCUOLE PRIMARIE SIRYA D’AGOSTINO – IL MARE CI RIVELA: I SUOI SEGRETI
Sabato 2 giugno alle ore 16, nella sala congressi dell’Hotel Europa di Isernia, il Lions Club di Isernia terrà la cerimonia finale di premiazione del noto Memorial “Nicola e Cinzia Di Nezza”, premio letterario nazionale per poesia e narrativa giunto alla sua quinta edizione. Il tema di questa edizione era “Ovunque io abiti è casa”.
Molte sono state le opere sottoposte al giudizio della giuria presieduta da Ida Di Ianni e composta da esperti in campo letterario (Raffaele Urraro, Lorenzo Spurio, Anna Paolella, Maria Santucci – Segretaria: Celeste Meo) che ha selezionato, anche quest’anno, le più significative.
La cerimonia vedrà la partecipazione degli autori premiati e menzionati e la presentazione dell’antologia “Ovunque io abiti è casa”, a cura di Ida Di Ianni (Volturnia Edizioni).
Dopo i saluti del presidente Davide Tagliaferri, seguiranno gli interventi “In memoriam” di Enrico Corsi e Antonio Sorbo. La Lectio Magistralis “Terzio millennio: poesia tra immaginazione e robotica” è affidata a Filippo Salvatore prof. emerito Concordia University di Montreal. A condurre i lavori sarà Anna Paolella.
Uno scatto della cerimonia di premiazione: da sx: prof. Raffaele Urraro (membro di giuria), Maria Domenica Santucci (membro di giuria), Lorenzo Spurio (membro di giuria), Davide Tagliaferri (Presidente Lions Club di Isernia), Antonio Spagnuolo (vincitore 1° premio assoluto sezione poesia), Ida Di Ianni (Presidente di Giuria), Anna Paolella (membro di giuria) e Celeste Meo (Segretaria del Premio)
Dopo la recente pubblicazione del n°26 della rivista di letteratura online “Euterpe” che proponeva quale tematica “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”, contenente pregevoli contributi critici e non solo tra cui brani di Mario Vassalle, Asmae Dachan, Rosa Elisa Giangoia, Maria Grazia Ferraris, Paolo Saggese e Valtero Curzi.
La Redazione della Rivista ha diffuso nelle ultime settimane il comunicato relativo alla raccolta di materiali per il prossimo numero della rivista. Il nuovo numero monografico sarà aperto a contributi appartenente ai vari generi (aforismi, poesia, haiku, narrativa, saggistica, critica, recensioni, interviste) che abbiano relazione con il tema di riferimento: “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”. Sarà l’occasione per approfondire le esperienze umane e gli itinerari culturali di poetesse, scrittrici, donne di scienza, eroine e di altre donne che, a loro modo e nei relativi campi d’appartenenza, si sono distinte in maniera rimarchevole. Nel banner che identifica l’invito a prendere parte al nuovo numero figurano i volti di alcune celeberrime donne della letteratura: la poetessa lombarda Antonia Pozzi (1912-1938), suicida giovanissima, la scrittrice sarda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926 Grazia Deledda (1871-1936), la romanziera modernista Virginia Woolf (1882-1941), punta di diamante della letteratura contemporanea e la pacificante poetessa americana Emily Dickinson (1830-1886).
I materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 Luglio 2018 alla mail rivistaeuterpe@gmail.com attenendosi alle “Norme redazionali” della rivista che sono consultabili cliccando qui. Su Facebook è già presente il relativo evento Facebook che si può seguire, anche per rimanere aggiornati sullo svolgimento della selezione, per raggiungerlo, cliccare qui.
Per consultare i vecchi numeri della rivista è possibile cliccare qui, mentre per chi voglia prendere visione dell’archivio storico contenente la lista sintetica di tutte le apparizioni in rivista, ordinate in ordine alfabetico dei rispettivi autori è possibile cliccare qui.
LA RAGAZZA DI NESSUNO è un romanzo ambientato in Italia dai primi anni settanta alla metà degli anni novanta del secolo scorso e narra la storia di quattro amiche e dei loro destini intrecciati. Le sorelle adolescenti Teresa e Emilia sono costrette a trasferitesi, per motivi di lavoro del padre, in una cittadina della Toscana vicino a Firenze. Qui conoscono le loro coetanee Anna e Claudina e tra di loro si instaura una profonda, autentica amicizia.
Le protagoniste attraverseranno insieme l’adolescenza, la giovinezza e parte della maturità, condividendo piccoli e grandi eventi, gioie e dolori, speranze e delusioni, amori e tradimenti, avvenimenti divertenti e tristi, momenti di vicinanza e di conflitto. Un evento inaspettato e terribile spezzerà violentemente il legame di affetto e complicità che le unisce e una altrettanto inaspettata lettera le riunirà.
La vicenda, seppur segnata da eventi dolorosi, è narrata con leggerezza da una delle protagoniste e, attraverso continui rimandi dal passato al presente, entra pian piano nel cuore del lettore e lo cattura.
Daniela Bonciani è laureata in lingue, dottore di ricerca in glottodidattica all’Università Statale Pushkin di Mosca, docente di lingua e cultura russa e autrice di testi di metodologia, glottodidattica, linguistica e analisi del testo letterario. Il primo sogno nella lista dei suoi 101 desideri da realizzare è quello di diventare scrittrice e con questo suo primo romanzo, La ragazza di nessuno, ha deciso di passare dalla parte degli autori che studia: non analizzare le storie scritte da altri, ma scriverne una lei.
La Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia, su proposta e ideazione dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, organizza il “ParolesulMare” Poetry Slam chesi terrà nel palco disposto al Lungomare di Marzocca di Senigallia, di fronte alla Pizzeria Sloppy Joe (Lungomare Italia n°53) l giorno 5 Luglio 2018 alle ore 21:00.
Tipologia di evento
Il poetry slam è una gara poetica nata negli USA nel 1986 per volere del poeta MarcKelly Smih. Si tratta di una competizione aperta a tutti dove la presenza e la partecipazione del pubblico è molto importante. Si tratta di un nuovo modo di fare poesia affidando all’oralità, alla recitazione e improvvisazione un ruolo decisivo.
Regolamento
· Possono partecipare solo persone che abbiano compiuto 16 anni.
· Non esiste un tema di riferimento.
· Le poesie che verranno presentate possono essere in italiano, in dialetto, in lingua straniera o in neo-lingua, vale a dire in una lingua di pura invenzione o basata su giochi fonetici.
· Le poesie potranno essere lette solo dall’autore.
· Non è ammesso alcun accompagnamento musicale.
· Il poeta può interagire con il pubblico nel corso della sua esibizione.
Norme di partecipazione
Con la finalità di una migliore gestione della serata e di ottemperamento dei tempi disponibili, la serata vedrà la partecipazione di 20 poeti.
In caso di una bassa partecipazione, lo slam verrà annullato e destinato a data da definirsi qualora non siano pervenute almeno 8 candidature.
Qualora, invece, se ne presenti l’occasione e gli organizzatori reputino idoneo, potranno essere accettate candidature in loco, almeno mezz’ora prima dell’inizio ufficiale della gara e, comunque, dopo che gli organizzatori abbiano letto e vagliato i testi del partecipante esprimendo un commento approvante.
Nel caso pervengano all’organizzazione un numero di candidature superiore al limite massimo, la stessa si adopererà per la selezione. I nomi dei poeti selezionati e invitati a partecipare verranno comunicati con un preavviso di 10 giorni unicamente a mezzo e-mail.
I poeti che intendono partecipare debbono inviare entro e non oltre il 20/06/2018 all’indirizzo mailass.culturale.euterpe@gmail.comil seguente materiale:
– File Word contenente una selezione di poesie (da un minimo di 5 a un massimo di 10). Esse saranno le poesie che leggeranno durante la serata.
– Modello di dichiarazione completato e firmato.
Si chiede la gentilezza di inserire nell’oggetto della mail la dicitura “Marzocca Poetry Slam”.
Non verranno accettate candidature, a mezzo mail, successive alla data di scadenza indicata.
Testi poetici
I testi poetici che vengono inviati per l’iscrizione e che verranno letti il giorno dello slam non devono in nessun modo e in nessuna forma contenere bestemmie, elementi, razzisti, xenofobi, d’incitamento all’odio, né presentarsi nella forma di proclami ideologici, politici e partitici pena la squalifica. La responsabilità in merito a eventuali inottemperanze ricadrà unicamente sui poeti coinvolti, sollevando l’autore degli stessi da eventuali danni, dispute e procedimenti contro l’organizzazione essendo l’autore l’unico responsabile dei contenuti dei testi e della sua performance.
Performance
Per chi è nuovo alla partecipazione al poetry slam di seguito si indicano le modalità di svolgimento della performance.
Il poeta ha a disposizione 3 (TRE) minuti di tempo massimo per esibirsi per ogni manche.
Se il poeta supera i 3 (TRE) minuti può essere richiamato dall’eMCcee (Master of ceremony, ovvero il conduttore della serata). Dopo i 3 minuti e 10 secondi (3:10) viene sottratto al poeta mezzo punto ogni 10 secondi.
Entro i 3 (TRE) minuti il poeta può leggere una o più poesie, anche se, per essere più facilmente memorizzabili e incisivi nei confronti di chi deve votare, è consigliato di non esagerare con il numero dei brani.
L’intervallo di lettura offerto al poeta può andare da una fino a 5 o 6 (CINQUE/SEI) volte nella gara se si è ammessi alle fasi finali. Quindi è necessario avere con sé un numero di poesie sufficiente.
L’ordine di esibizione verrà decisa mediante estrazione a sorte prima della competizione; la lista dei poeti verrà esposta al pubblico su un cartellone dove verranno segnati i punteggi.
Il giudizio risulterà da una giuria popolare di 5 (CINQUE) elementi estrattio selezionatitra il pubblico. La giuria vota l’intervento poetico esprimendo voti da 0 a 10 (sono ammessi i decimali). Il voto più alto e quello più basso vengono eliminati, e i tre restanti sommati vanno a costituire il punteggio della manche.
Su decisione dell’MC, per garantire maggiore imparzialità, tra una manche e l’altra, i membri della giuria possono essere completamente o parzialmente cambiati.
eMCcee
L’eMCee (Master of Ceremony) s’impegna a far rispettare a pieno le regole, evitare qualsiasi favoritismo, ad animare la gara in modo dinamico, preoccupandosi della successione dei poeti, del cronometro e tentando di coinvolgere sempre il pubblico.
Pubblico
Il pubblico è sovrano ed è chiamato a interagire, esprimendo consenso o dissenso sui concorrenti ed esprimendo subito qualsiasi dubbio o eventuale anomalia riscontrata. Basta alzare la mano, tutti possono esprimersi, pubblico, poeti e semplici passanti. I commenti dei conduttori saranno imparziali e volti a stimolare e non a valutare i poeti.
Vincitore
Il vincitore dello slam riceverà in premio una targa conferita dall’Associazione Culturale Euterpe e la tessera di socio ordinario della stessa avente validità per tutto l’anno 2018.
Nel caso di un’alta partecipazione alla serata l’organizzazione può, a suo insindacabile giudizio, decidere di inserire anche una Giuria Tecnica composta da poeti, scrittori, critici e giornalisti che assisterà a tutta la manifestazione dando una valutazione in forma segreta a tutti le manche poetiche decretando, solo al termine della competizione e in maniera completamente separata rispetto alle intenzioni della Giuria Popolare, un suo vincitore o preferito al quale l’Associazione donerà un diploma. L’eventuale conformazione di tale giuria (composta da un minimo di 3 membri fino a un massimo di 5) verrà annunciata e presentata al pubblico all’inizio dell’evento.
Ultime
Prendendo parte all’iniziativa in oggetto il poeta dichiara implicitamente di accettare tutte le norme che compongono il presente bando, che ne definiscono la struttura e le modalità di partecipazione.
Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico domenica 20 maggio 2018 nel parco di Villa Pamphilj, presso la Cascina del Bel Respiro, antica vaccheria dei Principi Pamphilj, ingresso di Via Vitellia 102, a Roma, la cerimonia di premiazione della 5^ Ragunanza di poesia, narrativa & short movie. Questa edizione è stata particolarmente emozionante, anche perché è stata dedicata ad Anastasia Sciuto, una talentuosa e giovane regista recentemente scomparsa. Ha aperto la manifestazione il vice Presidente dell’Associazione A.p.s Le Ragunanze Giuseppe Lorin, che ha spiegato il significato del termine barocco ‘ragunanza’, ovvero i raduni degli artisti, che Christina di Svezia era solita organizzare con la sua Arcadia, poi ha dato voce ai componenti della Giuria, composta da Vittorio Lussana (Presidente di Giuria), Michela Zanarella (Presidente del Premio e dell’Associazione), Serena Maffia, Fiorella Cappelli, Alessandra Battaglia, David Cardarelli. Sono intervenuti il M° Gianni Mirizzi, che si è esibito alla fisarmonica su colonne sonore di film incantando la platea. Erano presenti i genitori di Anastasia Sciuto, Gianni e Mimma, che hanno consegnato la targa “Anastasia Sciuto” a Enoch Marrella, giovane promessa del teatro italiano. Con lui gli amici di Anastasia, Desy Gialuz e altri attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, che hanno interpretato un estratto da “Le onde” di Virginia Wolf: “Il sole picchiava dritto sulla casa; il bianco dei muri tra le finestre scure abbagliava. I vetri, ricoperti di fitti rami verdi, mantenevano cerchi di oscurità impenetrabile”.
L’attore Corrado Solari, noto per i suoi ruoli da ‘cattivo’ nel cinema, ha letto una sua poesia e una poesia di Michela Zanarella, catturando l’attenzione del pubblico. Si sono poi alternate le premiazioni. Per la sezione poesia a tema natura prima classificata Angela Donatelli con la poesia ‘Ritorno all’origine’, per la sezione libro edito di poesia prima classificata Alba Gnazi con “Verdemare”, per la sezione libro edito di narrativa Nicola Viceconti con “Vieni via”, per la sezione short movie Quinto Ficari con “Ernesto the parrot”. Tra i premiati al secondo posto per la sezione natura Cristina Biolcati, terzo posto a Carla Barlese, menzioni d’onore a Bartolomeo Bellanova, Gianluca Loreti, Luciana Raggi, Vania Fazion, Vinicio Salvatore Di Crescenzo, Daniele D’Ignazi, Carla Abenante, Ivano Baglioni. Al secondo posto per la sezione libro edito di poesia Fabio Squeo, terzo posto per Valeria D’Amico, menzioni d’onore ad Antonella Proietti, Giuseppe Guidolin, Antonio Merola e Stefania Onidi. Tra i premiati al secondo posto per la sezione libro edito narrativa Maria Laura Antonini, terzo posto per Alessio Silo. Menzione d’onore ad Anna Manzo. Tra i premiati al secondo posto per la sezione short movie Guido Tracanna, terzo posto per Elvio Angeletti. Il Trofeo Euterpe è stato assegnato da Lorenzo Spurio, presidente dell’Associazione culturale Euterpe, a Lucia Izzo. Particolare la coreografia sui colori del gruppo Oltreconfine composto da Hanad Sheik, Khatri Himalay, Maria Luna Farah, Natallia Felicità, Daphne Barone, Desirée Barone, Manuel Pischedda, diretto da Chiara Pavoni, con l’accompagnamento musicale del percussionista polivalente Peppe Ska. Sempre intensa l’interpretazione di Chiara Pavoni con il monologo ‘Colloquio a una dimensione’, un omaggio a Pier Paolo Pasolini. Santo Tornabene ha portato i saluti del Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo. L’evento è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, da Roma Capitale Municipio XII, dall’ Ambasciata di Svezia a Roma ed è stato promosso da A.P.S. Le Ragunanze in collaborazione con EMUI EuroMed University, Turisport Europe, Golem Informazione, Periodico Italiano Magazine, Associazione culturale Euterpe, Nuova Accademia Monteverde, Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo.
Mercoledì 23 maggio alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale “S. Giovanni” di Pesaro si terrà la presentazione al pubblico del progetto antologico contenente poesie e racconti a tema “il mar Adriatico” ideato e voluto dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi e il cui ricavato andrà a sostenere l’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM). Il volume, curato da Stefano Vignaroli, Lorenzo Spurio e Bogdana Trivak, è già stato presentato a Jesi, Senigallia, San Benedetto del Tronto e Roseto degli Abruzzi e nel corso del 2018 sarà in tour in varie città italiane e non solo. Ad ottobre, infatti, l’antologia sarà presentata anche a Pola (Croazia). Infatti al volume hanno preso parte poeti e scrittori dei due lembi dell’Adriatico e significativa è la presenza di autori balcanici e albanesi. Nella parte iniziale figurano le note di premessa di Stefano Vignaroli e Lorenzo Spurio nonché una breve dissertazione filosofica di Valtero Curzi.
Durante la presentazione del volume, con il Patrocinio del Comune di Pesaro e della Provincia di Pesaro-Urbino, si terrà anche un intervento di Alfredo Bussi (promotore territoriale e Vice Presidente dell’Associazione Culturale Kairòs di Pesaro) che vedrà come contenuti: “Giosuè Carducci, promotore delle Marche e dei “suoi mari”; “Marche Mediterranee: il caso Grottammare” e “Turismo odeporico nell’Adriatico”. Altri interventi, a cura dell’Associazione Culturale Euterpe, saranno fatti dalle Consigliere dell’Associazione Marinella Cimarelli e Alessandra Montali mentre la Consigliera Michela Tombi, poetessa, presterà la sua voce per la lettura di vari brani scelti dall’antologia, tra poesie e racconti.
Pratico ed essenziale il volume di Elisa Ruotolo recentemente pubblicato da rueBallu di Palermo sull’ampia e pluri-evocata figura della poetessa lombarda Antonia Pozzi (1912-1938). Nel libro, curato nei dettagli grafici e compositivi in maniera pregevole e stampato su Materica (carta naturale realizzata con fibre di cotone riciclate di pura cellulosa provenienti dalla gestione responsabile delle foreste), la scrittrice ci propone un percorso intimo e amicale con una delle più grande poetesse del secolo scorso.
Il piccolo compendio finale del volume è dedicato a raccogliere una manciata di poesie di Antonia Pozzi tra cui la stupefacente lirica “Canto della mia nudità”: un canto soave di svelamento e di denuncia della propria disagiata condizione esistenziale. In essa, infatti, la vulnerabile poetessa di Pasturo (LC), annotava: “pallida è la carne mia/ […]/ E un giorno nuda, sola,/ stesa supina sotto la troppa terra,/ starò, quando la morte avrà chiamato”. La Ruotolo affida al lettore curioso e insaziabile l’intera vicenda personale della Pozzi, dell’Antonia in quanto donna, figlia e amante, ben più che quale poetessa sebbene, com’è noto, sia piuttosto impossibile adoperarsi a un’operazione di scissione tra le due componenti.
La caratteristica di questo volume è quella di accompagnare il lettore in un percorso umano, che è appunto quello della Pozzi, con precisione e grande rispetto delle vicende altrui. Gli apparati grafici e iconici che sono stati impiegati (opera dell’artista udinese Pia Valentinis) si delineano come pregnanti e insostituibili in un progetto che risulta essere lodevole – come già accennato – non solo per i contenuti – densi e nevralgici – ma per la cura editoriale, degli inserti, dei disegni, della composizione dei capitoli e di ogni minuzia che è studiata ad arte per compendiare al meglio un progetto che è vivo, multidisciplinare, interattivo e, pertanto, assai coinvolgente.
Non un saggio accademico, neppure un approfondimento monografico sulla grande penna lombarda che nel maledetto anno delle leggi razziali (1938) decise di trapassare la dimensione reale, piuttosto un pamphlet colorato e avvincente, un itinerario curioso e trattato con sapienza e profonda conoscenza della materia, reso, però, in forma appetibile, d’ampio approvvigionamento in un pubblico che non è di nicchia, ma trasversale, compreso quello giovanissimo che potrà trovare particolare giovamento anche dai notevoli inserti grafici.
S’inizia il percorso sulle pagine tinte da una cromia decisa e pulsante, quella dell’arancione, sebbene sia piuttosto vicino anche a una possibile sfumatura del cachi. Sono le pagine contrassegnate dal titolo “Tu con me, su questa terra nuda”. Sono pagine incipitarie, di fondamentale significazione per l’autrice del volume, che dettano le motivazioni-fondamenta di un’operazione editoriale di questo tipo. La Ruotolo, infatti, ci narra della sua conoscenza con la poetessa, di come avvenne, e del grande potere della parola della Pozzi che, da subito, l’affascinò notevolmente. Da lì nacque la sua esigenza di approfondire “La vicenda umana di questa straordinaria poetessa, che aveva consumato rapidamente i suoi anni agli inizi del Novecento”. Bella la definizione che la Ruotolo dà di questo tempo breve della Pozzi da lei “consumato rapidamente”: con impeto e desiderio, con voluttà e voglia d’amore che poi, dinanzi ai limiti imposti dai tempi e dalla morale, trovarono una fine diversa, impetuosa ed eclatante, definitiva e struggente, eppure voluta e creata. Difatti la Ruotolo non manca di parlare del grande amore per la vita tipico della Pozzi: “Antonia amò come di rado si riesce nella vita, fino a donarsi completamente, a svuotarsi, a sfinirsi”. La sua morte viene così richiamata, in queste prime pagine, quale atto ultimo di un processo fisiologico dettato dalla consunzione, dalla dissipazione del proprio animo interiore. Quello che oggi definiamo ‘suicidio’, parlando della sua persona, in realtà non sarebbe che il punto di limite della fine di quella vita felice, vissuta nella pienezza della totalità e del logorio per l’impossibilità di poterla continuare nel tempo. La consumazione di sé, che sembra ben diversa da una vera e propria fuga dal mondo e dunque ad un atto sovversivo portato alle estreme conseguenze, è più un gesto altruistico dettato dalla consapevolezza e dalla lucidità dinanzi all’incapacità di una prosecuzione nel reale.
La Ruotolo, con questo testo, ci consente di percepire quella stessa “angoscia del riporsi interni nelle mani altrui” che lei stessa ha sperimentato leggendo e approfondendo il percorso umano della Pozzi. Risulta importante anche sottolineare come la scrittrice abbia messo in luce, con impareggiabile resa e grande apertura, quanto la Pozzi fosse una donna viva e ardente (“non fu mai capace di tiepidezza, ma sempre e solo d’incendio”) abbattendo quella che può essere una facile e comune convinzione nel vedere nella poetessa di Pasturo una donna sottomessa e ritirata, sfiduciata e inetta, fredda, disinteressata alla vita. Le sue poche foto che circolano ce la trasmettono come un’anima trafitta da un disagio difficile da spiegare, dall’espressione mesta o preoccupata e, comunque, raramente è ritratta in uno stato di vera pace o equilibrio. La Ruotolo tiene a sottolineare in questo volume anche quegli aspetti che, nel trascorso di anni tesi a studiare la sua figura di intellettuale, hanno marcato molto sulla sua insofferenza, solitudine e istinti di morte. La scrittrice, infatti, ce la descrive fortemente attaccata alla vita, smaniosa di diventare madre, affettuosa con gli amici (meno con la famiglia, con eccezione della nonna), passionale e focosa, in cerca di quella libertà che le avrebbe concesso di vivere nella pienezza dei suoi desideri. “Antonia amava vivere, ma il suo era un amore straziante, che non s’adatta ai compromessi, né s’accontenta delle briciole”, scrive la Ruotolo in queste primissime pagine. In altre parole: un amore impossibile, di cui ha consumato gli esordi, vissuto platonicamente, agognato e nutrito privatamente, sino a che – dinanzi agli impedimenti irremovibili – s’è degradato lentamente, privandola di quell’energia autentica che le era propria e che l’aveva caratterizzata in quanto donna aperta, affettuosa, capace di credere in un rapporto d’amore.
Uno scatto di Antonia Pozzi alpinista
Il capitolo che segue, “Io, Antonia. Il tempo bambino”, è ben speso a fornire il contesto generazionale nel quale la Pozzi è collocata con particolare attenzione alla sua fase infantile nella quale sperimenta forme di scollamento e solitudine (che poi la fagociterà) a partire da un sentimento di nutrita diversità. La scuola, con insegnanti suore, sembra essere il luogo che sente maggiormente in sintonia, ed è anche piuttosto brava, ma anche lì non disdegna quell’innata solitudine che la fa “una cosa di nessuno”. L’istituto scolastico è percepito dalla Pozzi e ricordato dalla Ruotolo come positivo non in funzione di un ampliamento di conoscenze con persone terze e dunque in termini sociali, amicali ma semplicemente perché è il luogo che le permette di raggiungere ciò che cerca: la conoscenza. Per tutto il suo breve percorso di vita, infatti, la Pozzi sarà una grande studiosa di letteratura e non solo, arrivando a intrattenere importanti relazioni con noti esponenti della letteratura dell’epoca, quale il critico Dino Formaggio (1914-2008) o il poeta Vittorio Sereni (1913-1983). Già da ragazza la Pozzi sente che lo studio e, più in generale, la conoscenza sono ingredienti insostituibili, mezzi dei quali, seppur in dose e forme diverse, non potrà più farne a meno.
Segue così il capitolo che la Ruotolo ha voluto indicare in maniera netta e distintiva “Gli anni dell’obbedienza”; tale periodo fa riferimento a una trattazione in cui la scrittrice, calata negli occhi e nella persona di Antonia, descrive se stessa soprattutto in ambito familiare quale una presenza che “non fac[eva] rumore”. Ricorda così della dolcezza controllata della madre e della severità del padre, uomo mite ma austero, deciso e padrone, finanche insensibile: “Ogni suo sguardo mira a giudicare le mie mancanze”. Eppure, circondata da un contesto non così partecipe e costruttore dell’entusiasmo della giovane, che scopre la sua più grande amica, la poesia: “Le parole mi hanno vestita e poi abitata”. Paradossalmente sono le parole, che non hanno una vita propria e che sono creazione di qualcuno, che dànno alla Pozzi motivo, forma, ragione e senso alla sua vita. Un po’ come quei versi che Neruda diceva che lo toccavano al punto tale che era la poesia che lo chiamava, la Pozzi via la Ruotolo è un corpo nudo, un’entità vuota, un campo d’assenza che trova identità e significazione solo con l’atto di copertura, di vestizione, offerto dalla poesia. Abiti che sono versi, tessuti che sono parole allineate, copertura che è l’anima arricchita: “Ogni parola aggiungeva senso, sottraeva spazio al niente e lo riempiva”. La poesia per la Pozzi non è erudizione o sofisticazione retorica ma richiamo e necessità: forma di scoperta di sé e completamento, distruzione di quella penuria devastante, arricchimento e costruzione interiore e, al contempo, dialogo con la propria anima che si scorge, riaffiora, e ci scoperchia chi siamo. Ecco perché il pensiero che la Ruotolo pone, ovvero l’ossessione di Antonia che qualcuno la obblighi a smettere di scrivere, si configura come uno svilimento personale, un denudamento che la renderebbe vuota, debole, priva di quel senso intimo che ha scoperto nell’essenza della scrittura. “La poesia adesso mi guarda e mi completa”, scrive la Ruotolo poco dopo, a sottolineare ancora una volta quanto la parola, da entità vacua e astratta, possa avere una grande capacità materica da compenetrare, completare, vanificare quelle assenze, cucire quelle fenditure che fanno il corpo leso, indistinto e lacunoso.
Seguono le pagine dedicate ad Antonio Maria Cervi, l’insegnante del quale la Pozzi s’innamorò e dedicò varie poesie; è il tempo in cui si sente ormai lontana dall’infanzia di Pasturo, sebbene serbi il ricordo di ogni dettaglio dell’ambiente (“potrei dire quante foglie ha perduto il tiglio”) e sboccia quell’amore folgorante verso il professore, forse l’unico che, per citare Virginia Woolf nella sua lettera d’addio indirizza al marito Leonard, avrebbe potuto salvarla. Difatti il professore è la valvola di una sorta di rinascita in Antonia, la svolta luminosa che sembra riportarla alla leggerezza e al colore dei tempi andati; se in casa si respira pesantezza, verticismo e dunque inadeguatezza, col professore, col semplice avvicinamento alla sua persona o al colloquiare con lui, in Antonia si rafforza la speranza e nasce l’amore verso l’altro. È l’inizio di un cambiamento che, prima era stato cercato e voluto e ora avviene spontaneo, nella sua forma più bella, quella di un amore viscerale, inspiegabile eppure necessario, quel sentimento vorticoso e incircoscrivibile che le fa maturare l’idea di un nuovo cominciamento alla vita, di una primavera inaspettata. Con Cervi, la Pozzi rinasce e ritrova se stessa, l’amore e la poesia sono balsami a disagi e solitudini pesanti che ora sembrano relegati a un tempo lontano.
La sezione successiva, anticipata da una colorazione carta di zucchero, ha come tematica “La separazione” ed è, se vogliamo, l’esordio della nuova decadenza emozionale di Antonia. La Pozzi, via la Ruotolo, dice “durò un anno appena e andasti via da me”. Siamo nella presa di coscienza di un rapporto che è finito e nel clima di profonda nostalgia e rimpianto per i pochi bei momenti trascorsi insieme. Qualcosa è accaduto e le condizioni preesistenti, quelle che avevano visto il riaccendersi del desiderio alla vita di Antonia, sono venute meno: la loro relazione è stata bandita e tra di loro s’è imposta una distanza che non sarà più coperta. La figura autoritaria del padre di Antonia, con amicizie significative con esponenti del Regime, ha relazione con il trasferimento lavorativo del prof. Cervi? Non lo sappiamo con indubbia sicurezza ma, vista la sua posizione privilegiata, è possibile avanzare un’idea di questo tenore. La conclusione, comunque, è amara per la giovane Antonia: l’unica blanda concessione sarà la possibilità di conservare la relazione con l’insegnante a mezzo epistolare. “La vita prese a debordare da me, incapace com’ero d’abitare lo spazio breve della mia campana di vetro”.
Antonia Pozzi
Ripiomba così il tempo della solitudine, un’età amara priva di un varco di speranza che invece può essere configurata nei tempi dell’attesa. Antonia non attende né spera in un ritorno del prof. Cervi e in un loro congiungimento perché sa che ciò non potrà avvenire. Avendo elaborato questa impossibilità d’amore, questa lontananza che elude ciascun tipo di rapporto, la Pozzi scriverà: “Io ti porto con me dovunque io vada”. Si tratta di un autoconvincimento importante che ha il sapore amarognolo della sconfitta, il loro amore da reale passa a platonico per consumarsi poi in un niente dopo che avrà elaborato con lucidità la messa al bando dello stesso[1], in quel clima di sottomissione e divieti così naturale e caro all’augusto genitore, che tutto dispone come crede illudendosi che anche il sentimento possa essere delimitato da volontà e intransigenze personali. Vacilla anche l’affetto che ha sempre nutrito per i genitori e che ha dato per naturale e scontato: “So bene di amarvi, ma so per certo che l’amore non dovrebbe nutrirsi di paure e soggezioni; dovrebbe essere fiducia e confidenza, e io non ne ho mai avute al vostro pensiero” scrive la Ruotolo ricalcando fedelmente l’oppressione e la riluttanza della Pozzi dinanzi alla famiglia, in particolar modo il padre.
Ecco che nelle parti narrative che seguono la Pozzi via la Ruotolo non manca di esprimere il suo senso d’inadeguatezza al mondo familiare, la sua nullità, la sua insofferenza dovuta alla lontananza coatta dal suo amante che comincia a vagheggiare immagini di una precoce dipartita: “Sono ossessionata dal senso della fine e da questa emorragia di ore che mi vuole vecchia anzitempo”.
La speranza della nuova relazione con Dino Formaggio, pure osteggiata dal padre della Pozzi, produrrà un episodio grossomodo analogo rispetto a quello vissuto dalla ragazza con l’insegnante Antonio Maria Cervi e contemporaneamente s’inasprisce l’opposizione della donna nei confronti dello spadroneggiante fascismo, fautore di drammi e protagonista di lì a poco di una ecatombe paurosa.
Ci approssimiamo così alla stazione ultima di questa laica via-crucis, cammino di un sacrificio completo di Antonia Pozzi posta in un contesto socio-familiare vetusto e bigotto, destrorso e pieno di pregiudizi che in breve tempo l’hanno fatta sfiorire. Il riferimento al cammino cristologico della Passione è significativo e ricalcato dalla stessa Ruotolo che, tramite la Pozzi, dice “Ormai non conto più i tagli e so cosa vuol dire essere crocifissi in questa vita”. Ed è così, conscia che non è più in grado di sostenere tutto ciò che accade intorno a lei che esce di casa, abbandonando quelle “stanze nude in cui ancora si dorme” dileguandosi da questo “tempo breve” a lei concesso. A testimonianza del suo percorso lascerà scritti e poesie nei cassetti della sua camera ma, ancor più spavaldamente, il padre deciderà di distruggerne in grande quantità o di modificarli a suo modo; quelle “parole tenute sotto il bavaglio” di cui parla la Ruotolo in queste pagine ultime, di commiato di Antonia, che ha già ben in mente il volo che si appresta a compiere. Ultimo perché irreversibile. L’ultima chiamata è stata lanciata, ma non è un appello, forse ha più a che vedere con una sfida o una condanna.
“Sono stanca di pagare con l’obbedienza una felicità che non arriva. Stanca di questo disagio d’avere ciò per cui gli altri mi dicono fortunata e che mi pesa addosso come una lapide. Stanca per tutto l’amore che ho dato. Adesso sì, il cuore può sostare. […] E mentre la Nena[2] guarda altrove, anima mia, da questo fosso in cui il cielo s’è fatto lontano, io ti lascio andare”.
[1] Poco dopo la Pozzi, via la Ruotolo, scrive “Possibile mai vivere queste due vite senza impazzire, o morire?”
[2] Si tratta della nonna di Antonia Pozzi, la persona della famiglia a lei più cara in assoluto alla quale la lega ore di spensieratezza e giochi verbali.
L’Associazione Culturale “Orme di Cultura” con il patrocinio del Comune di Ardore
e con la collaborazione dell’Associazione Culturale GueCi di Rende (CS), della Banca Mediolanum e del Maestro Orafo Michele Lo Bianco promuove il
1° PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA “CITTÀ DI ARDORE”
Scadenza 15 giugno 2018
Le opere presentate a concorso potranno essere edite o inedite e avere ottenuto un premio in precedenti concorsi.
Art. 1-Sezioni
REGOLAMENTO
Sezione A–Poesia in lingua italiana a tema libero.
Sezione B–Poesia in vernacolo a tema libero. (Intitolata al poeta Mario Careri”) Sezione C–Poesia religiosa in lingua italiana.
Sezione D–Poesia d’amore in lingua italiana
Sezione E–Racconto breve. (Intitolata allo scrittore Saverio Montalto)
Art.2-Minori
I minorenni possono partecipare al Premio ma è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un genitore o da un adulto che ne ha la potestà indicando tra parentesi, in maiuscoletto, il grado di parentela o il legame al minore.
Art.3-Requisiti
E’ possibile partecipare ad una o più sezioni pagando la relativa quota.
Alle sezioni A-C-D si partecipa con una sola poesia in lingua italiana che non dovrà superare i 36 versi (senza conteggiare il titolo, l’eventuale dedica né gli spazi bianchi) in una sola copia accompagnata dalla Scheda di Partecipazione.
Alla sezione B si partecipa con una sola poesia in dialetto a tema libero comprensiva di traduzione in italiano che non dovrà superare i 36 versi (senza conteggiare il titolo, l’eventuale dedica né gli spazi bianchi) in una sola copia accompagnata dalla Scheda di Partecipazione.
Alla sezione E (Racconto breve) si partecipa con un solo racconto, massimo 2 cartelle A4, in una sola copia accompagnata dalla Scheda di Partecipazione
Art.4-Contributo
Per prendere parte al Premio è richiesto, a parziale copertura delle spese organizzative, Euro 10 per una sezione ed Euro 5 per ogni altra sezione alla quale si partecipa.
Bonifico: IBAN IT 27J 01005 81590 00000000 3459 BNL Siderno intestato ad Associazione “Orme di Cultura” — Causale: 1° Premio “Città di Ardore” 2018.
Contanti: Nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti in una busta più piccola all’interno del plico d’invio.
Art.5-Scadenza e Modalità di invio
Il partecipante deve inviare entro e non oltre il 15 giugno 2018 alla mail info@ormedicultura.it recante in oggetto: Premio Città di Ardore 2018, il seguente materiale:
Una copia della poesia o del racconto in forma anonima, con l’indicazione della sezione cui si partecipa e in formato Word (.doc o .docx) in carattere Times New Roman 12, ciascuna su un file distinto.
La Scheda di Partecipazione appositamente compilata in ogni sua
Copia della ricevuta di
In alternativa, l’invio di detto materiale potrà essere effettuato in cartaceo inviando una copia dell’opera, la scheda di partecipazione, la copia del versamento effettuato o la somma in contanti ben occultata (per la scadenza fa fede il timbro postale d’invio) e potrà essere inviato a:
1° Premio Nazionale “Città di Ardore” c/o avv. Tullio M. Catalani
c/da Fagotto – 89037 Ardore Marina (RC)
La segreteria del Premio notificherà a mezzo mail la ricezione dei materiali e la corretta iscrizione al concorso.
Art.6-Esclusione
Saranno esclusi dalla Segreteria tutti quei testi che non siano conformi alle indicazioni contenute nel presente bando e in maniera particolare i testi che riportino il nome, il cognome, il soprannome dell’autore o altri segni di riconoscimento e di possibile attribuzione dell’opera.
Saranno esclusi tutti quei testi che non rispettino i limiti di lunghezza
Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami partitici e
Art.7-Commissione di Giuria
La Giuria è composta da varie commissioni designate dal Presidente del Premio a rappresentare le varie sezioni a concorso e i cui nominativi saranno resi noti in sede di premiazione.
Art.8-Premi
I PRIMI classificati di ciascuna sezione in concorso riceveranno una preziosa opera in ceramica Raku realizzata dal noto maestro Lorenzo Fascì Spurio e pergamena con motivazione della Giuria
I SECONDI E TERZI classificati di ciascuna sezione riceveranno una prestigiosa targa o coppa e pergamena con motivazione della Giuria
–IL PREMIO DELLA GIURIA verrà premiato con una prestigiosa targa offerta dal Maestro Orafo Michele Lo Bianco
— Premio Speciale dell’Associazione Culturale GueCi ( targa o coppa )
—Premio Speciale dell’Associazione “Orme di Cultura” ( targa o coppa )
—Premio Speciale “Luigi Schirripa” ( targa o coppa )
—Le Menzioni d’Onore (una per ogni sezione) verranno premiate con targa o coppa. Verrà assegnato infine un Premio alla Carriera Poetica.
Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi congrua o significativa per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito, l’Associazione “Orme di Cultura” si riserva di non attribuire determinati premi.
Art.9-Premiazione
La cerimonia di premiazione si terrà ad Ardore Marina nella Sala Conferenze della Biblioteca Comunale in un fine settimana di agosto o di settembre 2018. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso le indicazioni circa la data e il mezzo per raggiungere la sede di premiazione.
I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio o per mezzo di un delegato. In caso di delega questa va annunciata a mezzo mail almeno una settimana prima della cerimonia all’attenzione del Presidente del Premio. I primi premi non ritirati, data la loro fragilità, non verranno spediti a domicilio e rimarranno all’Associazione che li impiegherà nelle successive edizioni. Soltanto in alcuni motivati casi particolari le targhe potranno essere spedite a domicilio previo pagamento delle spese di spedizione.
Al termine della cerimonia di premiazione ci sarà la Cena di Gala presso un noto ristorante della zona e i cui dettagli verranno preventivamente resi noti a tutti i premiati.
AI PRIMI CLASSIFICATI DI OGNI SEZIONE VIENE GARANTITO IL PERNOTTAMENTO CON PRIMA COLAZIONE PER UNA NOTTE.
Art.10-Privacy e Ultime
Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente legge 675/1996, i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’Associazione” Orme di Cultura” di Ardore Marina.
Il presente bando di partecipazione consta di 10 articoli, compreso il presente. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.