L’opera poetica antologica dal titolo “Borghi, città e periferie” il cui sottotitolo riporta “L’antologia del dinamismo urbano” ideata e voluta da Lorenzo Spurio (curatore) per i tipi di Agemina Edizioni (Firenze) – collana “La Fenice”, sarà composta dai testi degli autori qui di seguito indicati che, dopo attenta lettura e scrupolosa selezione della grande quantità di materiali pervenuti, sono rientrarti nella selezione ultima.
Nella pagina che segue sono indicate, invece, le informazioni basilari per dar seguito alla propria adesione al progetto editoriale in oggetto.
Franco Andreone – (Diversità, Il mio vecchio quartiere, Ricordi a puntate)
Elvio Angeletti – (I sanpietrini, Il musicante, La fontana dei poveri)
Bartolomeo Bellanova – (Il portico, Luogo dato agli spettacoli, Via del Pratello)
Lucia Bonanni – (L’Arno “presago”, Vasi fragili)
Giorgina Busca Gernetti – (Tramonto sul Po, La mia Piacenza, La mia pianura)
Luigi Pio Carmina – (A Palermo, Sicania)
Maria Pompea Carrabba – (Per una chiesa che muore…, Quel confessionale abbandonato)
Sandra Carresi – (Il borgo, Piazze e bancarelle, In piazza tra curiosità e allegria)
Francesco Paolo Catanzaro – (Ospedale metropolitano, Nella profondità cittadina, Borghi città metropoli)
Marinella Cimarelli – (Federigo II°, Jesi città europea dello sport)
FilomenaCosta – (La piazza)
Osvaldo Crotti – (Clochard, La città)
Mario De Rosa – (Murenu meiu, Villaggio umano)
Teresa Anna Rita De Salvatore – (Castel Sardo, Lecce. Franta nel ricordo)
Emanuela Di Caprio – (Carnevale di Venezia, Un piccolo ragazzo)
Anna Grecu – (Ferragosto 2014 alla Caletta, Il tuo volto sull’Arno, Sotto le guglie di Notre Dame)
Daniela Gregorini – (Di sera, al porto, Folle città)
Cristina Lania – (Bar Irrera, La mia città, Eterea visione)
Maria Luisa Mazzarini – (Venezia sogna, Cara Firenze)
Vincenzo Monfregola – (Nelle navi di cemento e amianto, Vita dimenticata, Ridatemi il mondo)
Giuliana Montorsi – (You are a state of mind – Il Gianicolo)
Gianluca Papa – (Venezia, Pisa, Vicenza)
Patrizia Pierandrei – (L’incidente, Cani e cittadini, Funghi in città)
Renato Pigliacampo – (Cuore di Porto Recanati, Aggrappato al silenzio)
Massimo Rozzi – (Emigrato, Montecchio Emilia, Il mio paese)
Anna Scarpetta – (Dedicata a te Napoli bella; Il grido di Gerusalemme; Mergellina)
Cristina Vascon – (Dalle tue terre, Stagioni veneziane, Paesaggi di colline e cuori)
Michela Zanarella – (Tutto il borgo, Nel flusso di voci della città, E la metropoli)
INDICAZIONI PER LA PUBBLICAZIONE
Ciascun autore indicato nella lista da 1 a 32 qui sopra dovrà inviare alla mail lorenzo.spurio@alice.it entro e non oltre il 5 febbraio 2015 il modulo di liberatoria presente nella mail che dovrà essere compilato in ogni sua parte, sottoscritto e inviato scannerizzato.
Il modulo di liberatoria è requisito necessario per la pubblicazione delle proprie poesie e ciascun autore indicherà sotto sua responsabilità la paternità dei componimenti e il fatto di detenerne i diritti ad ogni titolo.
Sempre nella stessa dichiarazione l’autore si impegnerà all’acquisto di un tot numero di copie a un prezzo definito comprensivo di spese di spedizione (come da bando di partecipazione).
Al completamento della raccolta di tutte le liberatorie, il curatore manderà in stampa il volume e, contestualmente, sarà ad inviare una nuova comunicazione contenente i riferimenti bancari e postali per poter effettuare il pagamento delle copie.
Ad avvenuto pagamento l’interessato dovrà inviare alla stessa mail di riferimento, lorenzo.spurio@alice.it copia del pagamento effettuato, della ricevuta scannerizzata in modo che poi possa partire la spedizione che avverrà con modalità raccomandata e, dunque, tracciabile.
Per eventuali richieste di informazioni, dubbi o quant’altro, si rimanda alla mail di cui sopra per eventuali comunicazioni o chiarimenti.
L’Associazione Culturale PoetiKanten in collaborazione con la rivista di letteratura “Euterpe”, Deliri Progressivi con l’Alto Patrocinio della Universum Academy – Switzerland e il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dei Comuni di Ancona, Jesi e Senigallia, bandisce la IV edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” che destinerà parte dei fondi alla Fondazione “G. Salesi” Onlus di Ancona che supporta l’attività di ricerca relativa al bambino ospedalizzato.
La partecipazione è articolata dal presente bando.
Il concorso è articolato in due sezioni, entrambe a tema libero:
Sez. A – poesia in lingua italiana
Sez. B – poesia in dialetto (accompagnata da relativa traduzione in italiano)
Le poesie potranno essere edite o inedite, ma non dovranno aver ottenuto un primo premio in un precedente concorso.
Si partecipa con un massimo di tre poesie per ciascuna sezione e ognuna non dovrà superare il limite dei 30 versi (eccettuato gli spazi tra le strofe e il titolo).
Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di 5€ per ciascuna poesia presentata. Il pagamento dovrà avvenire con una delle modalità descritte al punto 6 del bando.
Il partecipante deve inviare entro e non oltre la data di scadenza fissata al 15 maggio 2015 alla mail arteinversi@gmail.com le poesie con le quali intende concorrere (rigorosamente in formato Word), il modulo di partecipazione compilato e la ricevuta del pagamento.
In alternativa, l’invio di detto materiale potrà essere effettuato in cartaceo, mediante posta ordinaria, e dovrà essere inviato a:
IV Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi”
c/o Dott. Lorenzo Spurio
Via Toscana 3
60035 – Jesi (AN)
Per l’invio mediante posta tradizionale farà fede la data del timbro postale.
Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:
Bollettino postale:CC n° 1014268401
Intestato a IURI LOMBARDI – Causale: IV Premio di Poesia “L’arte in versi”
Intestato a IURI LOMBARDI – Causale: IV Premio di Poesia “L’arte in versi”
Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.
La Commissione di Giuria è composta da esponenti del panorama letterario nazionale:
Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario, Direttore Rivista di letteratura Euterpe), Iuri Lombardi, (poeta e scrittore, presidente dell’Ass. PoetiKanten), Annamaria Pecoraro (poetessa, scrittrice, Direttrice di Deliri Progressivi), Marzia Carocci (poetessa e recensore), Michela Zanarella (poetessa, scrittrice e giornalista), Susanna Polimanti (scrittrice e recensore), Emanuele Marcuccio (poeta e curatore editoriale), Salvuccio Barravecchia (poeta e scrittore), Martino Ciano (scrittore e giornalista), Lella De Marchi (poetessa e scrittrice), Valentina Meloni (poetessa, scrittrice e recensore), Elvio Angeletti (poeta) e Giuseppe Guidolin (poeta).
Verranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. I premi consisteranno in:
Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 200€
Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€
Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.
La Giuria inoltre procederà a individuare ulteriori premi che saranno indicati quali “Premi alla Carriera Poetica”, “Menzione d’onore” e “Segnalati dalla Giuria” per la buona qualità delle loro opere ai quali verrà riconosciuto apposito diploma o targa. La Universum Academy – Switzerland che patrocina l’iniziativa culturale fornirà una targa in oro 24k che verrà donata a un partecipante che si sarà distinto per particolare merito nella presente edizione del Premio.
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 14 novembre 2015 a partire dalle 17:30 nella Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi (AN) in Corso Matteotti 19 (Centro Storico). A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.
I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dagli enti organizzatori per future edizioni del Premio. La targa in oro messa a disposizione dalla Universum Academy – Switzerland dovrà essere necessariamente ritirata il giorno della Premiazione.
Tutti i testi dei vincitori, dei menzionati e dei segnalati dalla Giuria verranno pubblicati nel volume antologico regolarmente dotato di codice ISBN che sarà presentato nel corso della premiazione.
Il Premio di Poesia “L’arte in versi”, da sempre sensibile alle tematiche sociali, devolverà parte dei proventi derivanti dalla vendita delle antologie alla Fondazione “G. Salesi” Onlus di Ancona che supporta l’attività di ricerca relativa al bambino ospedalizzato, con particolare riferimento alle problematiche psicologiche e psicopedagogiche, al miglioramento della qualità di vita del periodo di degenza ospedaliera dei bambini e delle loro famiglie, all’attuazione di tutte le iniziative volte a favorire i contatti tra l’ospedale e l’ambiente esterno.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.
□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.
□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
Firma____________________________________ Data _________________________________
“Ieri 24 dicembre lo scrittore Julio Monteiro Martins ci ha lasciato, all’età di 59 anni. La notizia è arrivata dall’ospedale di Pisa (era stato colpito da uno di quei mali che vanno di fretta e ti lasciano sì e no il tempo di accorgertene) e ha iniziato a diffondersi nel pomeriggio, io l’ho letta su un blog dopo la mezzanotte. Avevo conosciuto Julio nel gennaio del 2009 quando venne a Jesi per gli incontri della terza edizione di Alfabetica (dedicati alla nuova letteratura in lingua italiana, non ci piaceva l’etichetta di ‘scrittura migrante’). Al mattino l’avevo accompagnato in una classe dell’Istituto d’Arte, poi per un’intervista a Radio Tlt, al centro di aggregazione giovanile, e alla sera alla sala maggiore della Biblioteca Planettiana. In biblioteca ci aveva raggiunto anche la scrittrice Cristina Ali Farah. La sala era piena e attenta. E poi, promotori di Alfabetica e scrittori tutti a cena insieme, a chiacchierare…
“Quel tatuaggio era per gli assenti, i fuggitivi, i lontani, gli indecisi.”
Il giorno in cui decisi di tatuarmi un’orchidea pioveva forte. Grossi lacrimoni densi si sbattevano sull’asfalto del marciapiede formando pozze acquitrinose nelle crepe.
Mi strinsi ancora di più nel mio impermeabile beige e attraversai la strada correndo sotto la pioggia battente. Avevo preso l’appuntamento per telefono e la persona che mi aveva risposto era un uomo dalla voce arrochita dal fumo. Non mi aspettavo niente di diverso.
Lo studio dove entrai era un buco buio, seminascosto in uno scantinato. Sentivo provenire un sottofondo di musica rock. Aveva lo stesso ritmo che, in quel momento, mi batteva dentro.
Non tirai neanche il fiato prima di aprire la porta: non volevo fermare nemmeno per un attimo il carico di adrenalina che mi scorreva, misto al sangue, nelle vene.
Lui alzò gli occhi e mi guardò fissa:
-Bianca?-
-Si-
Ovviamente non si aspettava una come me nel suo studio.
-Sei sicura?-
-Sicurissima.- dissi, estraendo dalla borsetta il disegno concordato e una busta che, in modo discreto, conteneva il suo compenso. Questo sembrò convincerlo.
-Accomodati e togliti la giacca-
Mi girai e, lentamente, cominciai a togliermi l’impermeabile umido di pioggia. Non sapevo dove appoggiarlo per cui indugiai un po’ dandogli le spalle. Mi sentivo osservata. Indossavo un abito semplice, lineare, di maglia nera che assecondava i movimenti del corpo. Era uno dei miei preferiti e lo avevo scelto apposta.
-Appoggialo pure qui- disse lui alla fine. Mi girai e questa volta fui io a osservarlo. Era alto e grosso. Aveva braccia forti e muscolose, interamente ricoperte di tatuaggi variopinti che formavano reticoli e labirinti. Non li guardai nemmeno per un momento ma mi concentrai sui suoi occhi. Erano grandi e scuri e, in quel momento, rivelavano curiosità.
-Puoi sederti.-
Lo feci e tirai su la manica del vestito. Osservai per l’ultima volta il mio polso così com’era e poi chiusi gli occhi.
Quando avevo deciso di tatuarmi, non avevo nemmeno dubitato per un secondo su dove farlo. Il polso sinistro, nel punto dove si sente il cuore. Quando gli avevo parlato per la prima volta, lui aveva precisato:
-Farà un po’ male, lo sai vero?-
-Non importa. È anche per questo che voglio farlo-
Il tatuatore mi prese il polso e lo studiò:
-Forse sentirai male, come ti avevo detto è un punto delicato..i tendini e i nervi sono in evidenza…-
-Non importa. Lì va bene-
Nel momento in cui l’ago mi entrò nella pelle piansi. Il tatuatore mi chiese se dovesse fermarsi, se sentissi troppo dolore e io, per tutta risposta, scossi la testa e mi morsi le labbra con forza. Non potevo spiegare che il dolore che sentivo non aveva niente di fisico.
Lui sembrò capire e andò avanti. In silenzio, continuavo a piangere. Era più facile farlo lì in uno studio buio, davanti a uno sconosciuto che pagavo per procurarmi un piccolo dolore e una cicatrice inchiostrata che sarebbe durata per sempre. Era più semplice mostrarmi fragile e debole davanti a qualcuno che non conoscevo e che non avrei più rivisto. Probabilmente pensava fossi pazza ma non me ne importava. Ogni puntura toccava nodi e gorghi sepolti dentro di me e li portava a galla, esplosi in lacrime pulite e liberatorie. Non mi ero truccata quel giorno, sapevo che non avrebbe avuto senso.
Non so esattamente quanto fosse durata l’operazione, so solo che a un certo punto il tatuatore mi disse “Fatto!” e mi portò il braccio vicino agli occhi perché osservassi il risultato.
Eccolo lì, il mio piccolo bocciolo d’orchidea. Sembrava osservarmi. Era fragile e delicato, come avevo chiesto.
–Ti piace? Va bene?-
-Si. Benissimo. È quello che volevo-
Lui allora lo coprì con una garza sterile e cominciò a farmi raccomandazioni. Io non lo ascoltavo. Continuavo a pensare che adesso finalmente avrei avuto su di me qualcosa che sarebbe durato per sempre. Che non se ne sarebbe andato via al primo lavaggio, che non avrebbe subito gli attacchi corrosivi del tempo, qualcosa che mi avrebbe fatto compagnia per sempre. Finalmente qualcosa di fisso e incancellabile. Qualcosa che non sarebbe scivolato via facilmente,che non avrei potuto perdere, smarrire, dimenticare e non trovare mai più. Avevo fatto quel tatuaggio per ricordare tutte le assenze della mia vita che, ormai, come quel tatuaggio, mi appartenevano e mi segnavano. Facevano parte di me e me le vedevo davanti tutte le volte che mi guardavo dentro.
Quel tatuaggio era per gli assenti, i fuggitivi, i lontani, gli indecisi.
Era per coloro che erano durati quanto il tempo di una bellissima orchidea in un vaso: troppo poco.
Fuori la pioggia batteva ancora furente. Non mi importava. Infilai un paio di grandi occhiali scuri per nascondere i segni del pianto e mi infilai l’impermeabile ancora umido. Il tatuatore mi guardava pensieroso, sembrava chiedermi se stessi bene.
Mi aggiustai perbene gli occhiali e gli sorrisi. Lo ringraziai. Presi l’ombrello e uscii: avevo una lunga giornata davanti.
” Il Sole sorge a Est “. La lettura del libro, lascia la guida intravista dalla copertina : un percorso, un sentiero d’attraversare in silenzio, da soli, alla ricerca di quella luce all’apice di un un monte, simbolo dell’essere e le sue contraddizioni . I racconti reali, proiettano il lettore alla condizione di vedere e rivedere se stesso. Lo stile scorrevole permette riga dopo riga di non fermarsi a pensare, perchè è tutto molto chiaro , avvincente ! Se, la distrazione interviene per il vivere quotidiano, la mente d’incanto ti riporta al personaggio lasciato lì per un attimo sospeso e il desiderio di ritornare e finire il racconto diventa una necessità . La curiosità alimenta la conoscenza ! L’elemento noir è finemente interpretato con “eccessi ” reali ben amalgamati alla sensibilità di una donna! A tal proposito, non manca la costante poetica riferita a stati d’animo adagiati con cura, ognuno su un letto naturalistico, tanto da sembrare un unico ” sospiro ” . Cinque racconti, mai distaccati tra loro, un filo conduttore li unisce ed è L’UOMO, il suo abbandono , la condizione ancestrale dell’esser figlio- genitore o genitore – figlio, il dolore di segreti celati o spesso evidenti di un naturale affetto mancato, dai quali scaturiscono:il mondo della solitudine , della sofferenza. Volutamente, non mi addentro nella descrizione dettagliata del testo, per non svelarne l’autenticità e la stessa bellezza in esso contenuti .
Una recensione: Il sole sorge a est è una raccolta di cinque racconti brevi scritti tutti nel’ inverno di quest’anno. L’autrice, abbracciando diverse varietà stilistiche, riesce con delicatezza e armonia, a narrare le sofferenze, le contraddizioni, le diversità del genere umano. L’attenzione è rivolta particolarmente a tutti coloro che hanno una profonda voglia di riscatto e di rinascita, che sono riusciti a crearsi una seconda possibilità e che non hanno consentito, alle vicissitudini spesso negative della vita, di spegnere l’unico motore attorno al quale tutto sembra ancora ruotare: la speranza. Le storie narrate in questo libro rivelano una profonda umanità dell’autrice, la capacità di ridare dignità anche a ciò che, a prima vista, sembrerebbe essere agghiacciante e terrificante. Tutto il libro è pervaso da una amorevole tenerezza con dei finali che lasceranno senza fiato e che proietteranno il lettore in dimensioni di vita mai nemmeno immaginate con descrizioni “ filmiche” che toccheranno livelli narrativi e discorsivi altissimi. L’autrice si muove tra i meandri della narrazione con una maestria e una naturalezza quasi innate. Il primo racconto dal titolo “Anime di burro” che narra una storia dolorosamente tormentata , è vincitore di tre concorsi letterari, due nazionali ed uno internazionale. L’ultimo racconto dal titolo “Non aver paura”, il preferito della scrittrice, apre uno spaccato totalmente nuovo e avanguardista su reati spesso efferati e disumani come l’omicidio. Un libro che non lascia indifferente e che arriverà dritto al cuore dei lettori. Un soave canto della diversità da parte di un’autrice emergente che non tarderà a divenire una scrittrice di grandi successi.
TITOLO: IL sole sorge a est Autore: Silvia Tufano Editore: Aletti editore Pag: 80 Disponibile nelle librerie e su tutti i book shop anche in versione ebook.
Domenica 21 dicembre 2014 a Castel D’Emilio, frazione di Agugliano (AN) si terrà un reading poetico in dialetto organizzato dalla Associazione La Guglia di Agugliano con la collaborazione di Lorenzo Spurio.
Al reading poetico interverranno i poeti: Elvio Angeletti (Senigallia -AN), Valtero Curzi (Senigallia – AN), Marinella Cimarelli (Jesi – AN), Germana Duca Ruggeri (Urbino), Giovanni Balercia (Ancona), Riccardo Manzini (Porto San Giorgio – FM), Luca Coloccini (Jesi – AN) e Franco Patonico (Senigallia – AN).
La cittadinanza è invitata a partecipare. Di seguito l’invito alla serata in dialetto.
Da sinistra Valtero Curzi, Franco Patonico, Riccardo Manzini, Luca Coloccini (in ginocchio), Elvio Angeletti, Gianni Balercia, Lorenzo Spurio, Germana Duca, Marinella Cimarelli
Ringrazio di cuore Ilaria Celestini per aver letto il mio nuovo libro di poesie e per avergli dedicato tempo nel scrivere questo commento che passo subito a ri-bloggare sul mio blog. Grazie di cuore.
I° EDIZIONE “POESIA NEL BORGO” – CONCORSO NAZIONALE
La Chiesa di S. Giovanni Battista a Montignano di Senigallia (AN)
Organizzato da : LA BIBLIOTECA COMUNALE “ LUCA ORCIARI “- ASSOCIAZIONE PROMOTRICE MONTIGNANESE IL CENTRO SOCIALE ADRIATICO – CON IL PATRICINIO DEL COMUNE DI SENIGALLIA Tipologia degli elaborati : poesia inedita (massimo 36 versi compresi gli spazi) Il concorso sarà diviso in due ( 2 ) sezioni A e B A – poesia in lingua italiana B – poesia dialettale seguita da traduzione il lingua Livello metrico e ritmico libero. Tema : libero Modalità di partecipazione: Ogni opera deve essere inviata tassativamente in via informatica All’indirizzo di posta montignanopoesie@libero.it – per chi trovasse difficoltà Inviare il cartaceo al seguente indirizzo: Biblioteca “Luca Orciari” – Via Del Campo Sportivo ,1/3 – 60019 Marzocca di Senigallia ( AN ), Inserendo all’interno del plico oltre alle poesie ed i dati personali dell’autore la copia del pagamento effettuato. Farà fede il timbro postaleGeneralità da specificare nell’email : nome, cognome, età, indirizzo, telefono, email, aggiungere la copia del cedolino del versamento eseguito in PDF. Non saranno ammesse opere già edite. Gli elaborati non saranno restituiti. Inviare le poesie in PDF tipo carattere Times New Roman dimensione carattere12 Per la sezione B dovranno essere allegate le traduzioni in lingua italiana e sarà utile come valido supporto non obbligatorio allegare una registrazione in Windows Media Audio (WMA) per una più approfondita valutazione del testo poetico. Tutte le opere saranno conservate nell’archivio del concorso
Quota di iscrizione : il candidato può concorrere con n° 2 poesie. è richiesto un contributo di partecipazione, quale tassa di lettura, di 10,00 € (l’importo è valido per n° 2 poesie ) da versare sul Conto Corrente Bancario IBAN IT 29 V 08839 21301 000050150650
BANCA SUASA CREDITO COOPERATIVO, FILIALE DI MARZOCCA
Intestato: ASSOCIAZIONE PROMOTRICE MONTIGNANESE Strada della Grancetta s.n. MONTIGNANO DI SENIGALLIA (AN) Causale: partecipazione al concorso letterario nazionale “ La poesia nel borgo” Scadenza invio file :31-05-2015 Per i minorenni autorizzazione di uno dei genitori Limite di età : non possono prendere parte al concorso tutti coloro che non hanno ancora raggiunto i 15 anni di età. GIURIA: la giuria del Premio, il cui giudizio è inappellabile, sarà costituita: da critici d’arte e letterari, poeti scrittori… i cui nomi saranno resi noti alla premiazione Premi : per ogni categoria 1° CLASSIFICATO = targa + pergamena 2° CLASSIFICATO = targa + pergamena 3° CLASSIFICATO = targa + pergamena Saranno, inoltre, assegnati i seguenti premi : menzioni speciali e menzioni d’onore a discrezione dell’associazione e della giuria, tutti i partecipati riceveranno attestato di partecipazione. La cerimonia della premiazione si svolgerà il 22-08-2015 in Montignano di Senigallia AN – Nella piazzetta antistante la chiesa parrocchiale di Montignano o, in caso di cattivo tempo all’interno della medesima Chiesa. SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE Apertura della serata conclusiva: inizio alle ore 18,15 eventuali comunicazioni saranno inviate tramite posta elettronica, saranno comunque visibili sui gruppi Facebook (Amici della Biblioteca “Luca Orciari” – POESIA E COLORI – RIME DI MARE – LE PAROLE RACCONTANO – LUCE) È possibile contattare anche per informazioni Elvio Angeletti al n° 366 8642034 Biblioteca “ Luca Orciari” nei seguenti orari dal lunedì al venerdì 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 Il presidente dell’Associane Promotrice Montignanese Elio Mancinelli
Una sola cosa si può dire per riassumere il mostruoso curriculum artistico di Ninnj Di Stefano
Busà: quarant’anni di poesia alle spalle come editrice, pluripremiata poetessa e giurata in una
moltitudine di premi alle spalle. Poi arrivo io, ilpiccoloVilla, a chiederle se posso scrivere le sue
opinioni sul panorama letterario italiano ed eccola: un fiume in piena di parole che scaturiscono
dal profondo, dai decenni di esperienza e da un’amarezza senza fine per quello che ai suoi occhi è
un disfacimento morale prima ancora che artistico italiano.
È a questo punto d’obbligo chiederle cosa pensa a proposito dell’odierna scena nostrana della
poesia e della letteratura in genere e, già che ci sono, proverò a chiederle qualche ‘dritta’.
Ninnj, come vede il panorama dei nuovi poeti di oggi?
L’odierna scena italiana della poesia mi lascia basita e mi fa paura, tra non molto la poesia
come “oggetto” letterario uscirà di scena completamente, ciò si verificherà non tanto per
assenza di poeti, né perché la poesia decade come oligarchia di culto intellettuale.
Semplicemente per un contraddittorio e una scena di decadimento di valori e di correttezza
intellettuali ai quali nessuno può più opporre rimedio. Ritengo che se non fosse grave
potrebbe apparire buffo in egual misura.
Succede anche questo in Italia, sapete? L’Italia delle contraddizioni, degli anacronismi,
delle antinomie, dei contrasti a cielo aperto? Ecco di quella vi parlo, di quell’italietta da
quattro soldi scarsamente equiparata al progresso indietro di almeno 30 anni rispetto ai partners europei
più consolidati e mastodontici veri mastini del mercato internazionale: I poeti chi sono,
questa brutta razza dannata? Premono e battono per essere introdotti, ahimé…povera gente! Illusi, veri stakanovisti del “rifiuto” insistente e persistente. Ma dove
vogliono andare? Cosa pretendono? Sono malvisti, ridotti al ruolo di sudditanza a causa della
incuria dell’indifferenza e del malcostume degli editori governativi di non tenerli in
considerazione, essi sono obbligati a ripiegare sulle case editrici meno blasonate,
cadendo in mano ad un sottobosco che ne intercetta solo l’introito. Eppure la vena
letteraria italiana sarebbe una risorsa per il paese in crisi… Sempre meglio che un ventre piatto dalla fame che ci sorprenderà alle spalle, d’improvviso,
come una catastrofe, che nessuno ha giudicato tale fino al momento di esserne subissati.
È noto che fra te ed il mondo editoriale italiano non corre buon sangue.
Cosa non funziona e perché?
Gli editori italiani di rango (noblesse oblige) volgono altezzosi e indifferenti le loro
attenzioni alla narrativa straniera, sempre proni a dare ad altre nazionalità onori e
gloria perpetrando un insulto agli autori nostrani.
I direttorini editoriali grandi marche, per lo più giovani baldanzosi e bizzarri, fortemente
vanitosi che da loro stessi, in piena autonomia gestiscono la sponda editoriale,
autodefininendosi da soli padreterni, o “deus ex machina” intricati nella politica nostrana,
ammanigliati coi più alti vertici dell’establishement, fanno gli snob, con gli scrittori
(e i poeti) disdegnando le loro opere, senza neppure dar loro un’occhiata di demerito.
Siatene certi che dal filtro intransigente transita però l’amico dell’amico, il vicino di casa,
l’anonimo sconosciuto al quale è giusto dare credito intellettuale, mentre non vale niente
quello che dice o scrive la “massa” fluida, il corpo senza testa di tanti anonimi illusi…
Così definiscono l’onda anomala degli scribacchini: una marea di gente megalomane che
senza avere le carte in regola si mette in testa di sfondare…si spranghino le porte, si butti nella spazzatura ogni opera inedita, ogni romanzo o
raccolta di poesie provenienti da pianeti sconosciuti, tanto è “fuffa” senza sospettare
che tra cotanto pattume, ci possa essere il Pirandello della situazione, il Vate della poesia,
il solipsista silenzioso che fa la differenza.
Ma tant’è così è se vi pare: la compattezza è d’obbligo, l’ostilità a leggere “robaccia” del
popolo, senza l’avallo o il nullaosta di camerille, di congreghe, o altri rimestamenti/
accomodamenti è necessaria perché questi “individui” imparino la lezione: non si entra
senza la chiave, è severamente
vietato.
Qual è l’errore tecnico più frequente che riscontri nelle nuove leve e cosa
suggerisci per porvi rimedio?
Io non sono “nessuno” e non posso suggerire nulla, anche perché ho ricevuto anch’io porte
in faccia…ma non mi preoccupo di questo, vi passerò da morta, perché sono in grado di
valutare (e molto severamente) meriti e demeriti di chi opera in campo, sono feroce con
me stessa tanto quanto lo sono quei bellimbusti che non si peritano di rispondere neppure
con un rigo di diniego ai fantomatici appelli.
E degli autori che si autopubbliccano cosa pensi? Sbagliano o sono una
risorsa in più per la letteratura italiana?
Degli autori che si autotassano per le loro pubblicazioni penso che sono una piccola
risorsa in un momento di crisi obiettiva, di oscuramento delle capacità imprenditoriali
del paese, una piccolissima addizionale riserva economica che fa vivacchiare i poveri
cristi, ma non cambia il principio e la portata del fenomeno. Siamo un popolo che non
potrà progredire, non potrà andare troppo lontano, perché troppe sono le incongruenze,
le detrazioni morali, le defaillances del sistema. Ci fa difetto l’intelligenza, l’amor proprio, il senso del dovere, l’orgoglio,
siamo pecore in un recinto di caproni, per via deduttiva dovremmo essere già naufragati, salva il famoso humour, l’allegria degenere, la irrefrenabile ironia di saper sopportare
impunemente la defenestrazione di ogni categoria pensante (vedasi scuola, ricerca etc).
Ma ancora per quanto tempo?
Qual è per Ninnj lo scopo della poesia?
Per me è la vita, non credo lo sia per tutti, la vetrina della vanità dà per scontato il suo
“fine” che è invece un mezzo per elevarsi sempre più alla condizione di homo sapiens.
Io conduco imperterrita la mia battaglia per la poesia da quarant’anni, senza mai una
defezione, un ravvedimento, senza guarigione, dalla poesia quando è vera non si guarisce
mai, è un morbo che t’infetta, un virus che ti contamina l’anima, la si ama più della
propria vita, perché essa è espressione primaria della propria coscienza morale.
Ne ho combattuto i detrattori mostrando unghie e denti a coloro che non credono
nelle capacità catartiche di questa risorsa umana. La poesia mi dà gioia, serenità
nei momenti difficili, mi conduce per mano da quando avevo tredici anni.
Non l’ho mai abbandonata, la mia fedeltà assoluta alla causa vorrà pure dire
qualcosa, la considero la mia seconda pelle.
Una domanda che non ti hanno mai fatto ma cui avresti sempre voluto
rispondere.
Una domanda che non mi hanno mai fatta? Perché scrivo? Risponderò con tutta
sincerità, non lo so: madre natura mi ha dotato di un cervello vigile e lucido, cerco
disperatamente di metterlo a disposizione degli altri, non so sinceramente se vi riesco,
l’intenzione è quella di aprire punti di riferimento, fare da battistrada a risolvere
incongruenze e defezioni. Non dimenticate che il mio segno zodiacale è acquario:
portatrice di bene per antonomasia, infatti è contrassegnato da una fanciulla
che regge una giara d’acqua, quale bene più grande!
C’è amarezza ma no cattiveria in queste parole asciutte che fanno soltanto
riflettere, non lasciano nulla da aggiungere nulla.
E per chi non la conoscesse, ecco il “breve” curriculum della Di Stefano Busà: solo un
riassunto, tanto per gradire.
Ninnj Di Stefano Busà
Ninnj Di Stefano Busà
Nata a Partanna, vissuta nella prima infanzia in Sicilia, ha iniziato a scrivere, incoraggiata da Salvatore Quasimodo, suo corregionale e amico di famiglia.
Tra i ventitre libri pubblicati che le hanno valso alcuni dei premi letterari più
prestigiosi, ricordiamo almeno gli ultimi titoli: Tra l’onda e la risacca (2007),
L’Assoluto perfetto (2010), Quella luce che tocca il mondo(2011), La traiettoria
del vento (2012), Il sogno e la sua infinitezza (2012), La distanza è sempre la
stessa (2013), Eros e la nudità (2013), Ellittiche stelle (2013). In saggistica:
Il valore di un rito onirico (New York, 1990; L’Estetica crociana e i problemi
dell’arte (1986). E’ collocata nella Storia della Letteratura Italiana (6 vol. per i Licei
e Scuole superiori, Ed. Simone). Si occupa di critica letteraria, saggistica, giornalismo,
narrativa. Un suo romanzo: Soltanto una vita è uscito con Kairos Editore nel 2014.
Ricopre il ruolo di Presidente di un programma culturale internazionale con il
Governo e il Consolato dell’Ecuador, di cui è stata insignita per meriti letterari
dell’onorificenza di Gran Dignitario. Per Kairos Ed. 2013 ha curato l’Archivio Storico 1990-2012 per le Scuole: L’Evoluzione delle forme poetiche (un ventennio dei più rilevanti