La poesia ai raggi X: esce il saggio “Inchiesta sulla Poesia” di L. Spurio

È uscito il volume del critico Lorenzo Spurio dal titolo Inchiesta sulla poesia. L’opera – che conta 238 pagine – è stata pubblicata nella collana “I saggi” della casa editrice PlaceBook Publishing & Writer Agency di Rieti a cura di Fabio Pedrazzi. Il libro raccoglie saggi e approfondimenti che il critico marchigiano ha voluto dedicare alla poesia e alle sue varie sfaccettature ed è il completamento di un’iniziativa da lui lanciata nel dicembre 2019 quando decise – come richiama il titolo – di lanciare un’inchiesta sulla poesia. Una serie di domande, di cui la gran parte aperte, rivolte potenzialmente a tutti ma preferibilmente dirette ai poeti, a coloro che la poesia “la fanno”. L’adesione è stata massiccia, circa duecento poeti italiani e non solo ed è stata trasversale vedendo partecipare poeti di tutte le generazioni, di qualsiasi tendenza, caratterizzati da stili, tematiche e propensioni quanto mai diversificate. L’iniziativa di Spurio ha dato il via al presente saggio nel quale, tra i numerosi argomenti trattati, si parla dell’impossibilità di definizione della poesia, del suo ruolo, delle commistioni con le arti, della musicalità, del pubblico, delle manifestazioni collettive quali il reading, il premio letterario e il poetry slam con un excursus anche sui poeti dimenticati – ingiustamente, colpevolmente – sottoposti a una bieca damnatio memoriae. Diviso in opportune sezioni nelle quali si dibatte su vari argomenti, l’autore ha deciso di occuparsi anche del rapporto tra poesia e scienza, dell’importanza della critica, lasciando aperta la porta sulle possibili idee di un futuro della poesia.

Ad arricchire il volume sono una nota introduttiva del critico letterario abruzzese Massimo Pasqualone e, in appendice, alcuni contributi aggiuntivi che aiutano ad ampliare ancor più lo studio e la riflessione sulla complessità dell’universo poetico nella nostra contemporaneità. L’autore ha deciso infatti d’inserire il testo di una sua recensione scritta tempo fa per il poeta e haijin campano Antonio Sacco interamente volta ad approfondire il fenomeno della poesia epigrammatica orientale dello haiku e un saggio particolarmente interessante, sulle nuove forme e linguaggi poetici, dalla street poetry alla InstaPoetry, scritto dalla poetessa Flavia Novelli. Inoltre vi è una nutrita scelta di citazioni sulla poesia del noto poeta e giurista Corrado Calabrò estratte da un suo saggio dal titolo particolarmente evocativo (“C’è ancora spazio, c’è ancora senso per la poesia?”), pubblicato in prima versione ormai qualche anno fa e qui riproposto per accenni e rimandi che ci si augura possano apparire interessanti e, dunque, essere colti. Non mancano – nel corso dell’intero saggio – riproposizioni di brevi brani, assunti quali citazioni, di alcune delle risposte fornite dagli intervistati che Spurio ha ritenuto propedeutiche allo studio, nonché interessanti e motivo di ulteriore arricchimento per la dissertazione, da proporre e rendere fruibile alla collettività.

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (2016; 2020) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti. Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, tra cui le monografie su Ian McEwan, il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018), Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta Federico García Lorca al quale ha dedicato un saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici, oltre ad aver curato il volume Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca (2020). Ha tradotto dallo spagnolo una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in Le iguane non mi turbano più (2020). Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, ha ideato e presiede il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”. Sulla sua opera hanno scritto, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo, Emerico Giachery.

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E’ uscito il bando di partecipazione del X Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

Art. 1 – ORGANIZZAZIONE

Viene bandita la decima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

Art. 2 – PATROCINI MORALI

Il Premio è patrocinato dalla Regione Marche, dall’Assemblea Legislativa della Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dai Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Art. 3 – PARTNERSHIPS

Il Premio gode del sostegno e della collaborazione esterna (partnership) di alcune enti e associazioni culturali che condividono gli intenti di promozione e diffusione della cultura e le finalità del concorso: Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, Associazione “Le Ragunanze” di Roma, Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, Associazione “Arte per Amore” di Seravezza (Lucca), Associazione “Oceano nell’anima” di Bari, Associazione “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (Monza-Brianza), Associazione “Il Faro” di Cologna Spiaggia (Teramo), Associazione “Un Passo Avanti” di Ascoli Piceno, AlmanHaiku e Wiki-Poesia.

Art. 4 – REQUISITI FONDAMENTALI

Si può partecipare sia con opere edite che inedite. Qualora l’opera sia edita è necessario indicare nella scheda di partecipazione il riferimento bibliografico completo dove è precedentemente apparsa (titolo opera, casa editrice, luogo e anno di pubblicazione). L’organizzazione è sollevata da qualsiasi problematica, disguido e controversia possa nascere nel caso in cui l’autore presenti la sua opera come inedita quando, in realtà, essa, alla data d’invio della partecipazione al premio, è edita.

Art. 5 – NORME DI ESCLUSIONE

  1. In merito alle opere:
  2. L’opera non deve aver ottenuto un 1° premio assoluto in un precedente concorso al momento dell’invio della propria partecipazione, pena l’esclusione[1].
  3. I vincitori del 1° premio assoluto dell’edizione precedente di codesto Premio (anno 2020) non potranno concorrere nella medesima sezione di riferimento, pena l’esclusione.
  4. Per gli altri casi di esclusione si rimanda all’art. 11 del presente Regolamento.
  5. In merito agli autori:
  6. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Soci Fondatori, ai Soci Onorari e ai Consiglieri (in carica o passati) dell’Associazione Culturale Euterpe;
  7. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio;
  8. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Presidenti delle Associazioni partner e agli ideatori, fondatori e teorizzatori delle avanguardie, tendenze poetiche e nuovi stili indicati quali sotto-sezioni all’interno della sezione L (“Sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi”)
  9. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai vincitori di Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Cultura” in precedenti edizioni del premio.

Art. 6 – MINORENNI

I minorenni partecipano a titolo gratuito. Per la loro iscrizione è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un familiare (indicando tra parentesi il legame di parentela) o da un curatore o chi ne fa le veci. Si rammenta che le opere dei minorenni verranno valutate al pari di quelle degli adulti nelle medesime sezioni di riferimento e che la loro valutazione non avverrà secondo una graduatoria a parte, non essendo dedicata una specifica sezione alla partecipazione di minori e giovanissimi.

Art. 7 – SEZIONI A CONCORSO

Il Premio è articolato in tredici sezioni identificate dalle lettere dell’alfabeto. Il partecipante può prendere parte a una o più sezioni.

SEZ. A – POESIA IN ITALIANO: Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua italiana a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. B – POESIA IN DIALETTO: Si partecipa con un massimo di tre poesie in dialetto a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di dialetto o di zona nel quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZ. C – POESIA IN LINGUA STRANIERA: Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua straniera a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Si considerano lingue straniere tutti quegli idiomi vivi caratteristici degli stati nazionali e federali nonché i patois e le lingue minoritarie che contraddistinguono un popolo. Non si accetteranno opere in lingue artificiali o in codici che non hanno un uso reale o non peculiari di una realtà geopolitica concreta riconosciuta dalla comunità internazionale. Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di lingua o alla zona nella quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZ. D – POESIA RELIGIOSA: Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema religioso in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. E – POESIA D’AMORE: Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema amoroso – liberamente inteso – in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. F – PROSA POETICA: Si partecipa con un testo in prosa (no versi) che non superi 1 cartella editoriale pari a 1.800 battute complessivi (spazi compresi) in cui l’elemento narrativo rappresenti un aspetto marginale e secondario a beneficio degli elementi più marcatamente riflessivi e descrittivi che possano far risaltare gli aspetti emozionali e sensoriali dando sfogo alla propria interiorità prediligendo composizioni costruite su un piano lirico di chiaro impatto. Non saranno conformi a tale sezione racconti canonicamente intesi fondati prevalentemente sulla costruzione del personaggio (fiction) o la narrazione di episodi.

SEZ. G – LIBRO EDITO DI POESIA: Si partecipa con un solo libro di poesia pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume, dall’editore o dal (riconosciuto) erede letterario dell’autore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Si accettano anche libri di poesie in dialetto o in lingua straniera (con traduzione a fronte), di haiku e libri di poesia corredati da immagini (foto e quadri) e antologie (in questo caso si leggano le specifiche sotto). Si accettano, altresì, libri di poesie di autori scomparsi, inviati da parenti, amici, centri culturali ed editori. Verranno in questo caso considerati, in caso di valutazione positiva della Giuria, per un Premio speciale o “Alla memoria”. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

Specifiche per la partecipazione con antologie e opere di AA.VV.

Si partecipa con un’antologia poetica (di qualsiasi tipo e composizione, tranne le antologie dei premi letterari) pubblicata con una casa editrice o auto-prodotta dotata di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore principale, dal curatore, dall’editore o da uno degli autori inseriti. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file digitale in formato pdf. Qualora il partecipante sia uno degli autori inseriti e non il curatore dell’antologia, il partecipante dovrà informare previamente della sua volontà di partecipare al premio il curatore del volume e dovrà tenerlo aggiornato sull’andamento del concorso e l’esito. Il partecipante sarà l’unico responsabile in materia di comunicazioni con il curatore dell’antologia per tutte le fasi relative del Premio, non potendo il curatore/editore nulla imputare all’organizzazione del Premio.

SEZ. H – HAIKU: Si partecipa con un massimo di tre haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana in forma anonima.

SEZ. I – VIDEOPOESIA: Si partecipa con una video-poesia che dovrà essere inviata solo con una delle due possibilità: 1) caricandola sul sito online YouTube e fornendo nella mail di partecipazione il link del video. In questo caso l’utente non deve assolutamente apportare modifiche al video né cambi di URL per tutta la durata di svolgimento del premio, pena la squalifica; 2) allegando il video (soli formati .avi, .mp4, .wmv) mediante il sito di trasferimento dati gratuito WeTransfer. Non verranno considerati validi altri sistemi di trasmissione delle opere. Non dovranno essere mandati video nei quali siano impiegate canzoni, basi e melodie d’accompagnamento che siano brani tutelati/iscritti alla SIAE. Nella scheda di partecipazione l’autore deve dichiarare di avere utilizzato per la produzione del video materiali (foto, video, musiche) propri o di dominio pubblico o, laddove siano opere di terzi, di aver ottenuto le necessarie liberatorie per l’utilizzo, sollevando l’Associazione Culturale Euterpe da qualsivoglia responsabilità.

SEZ. L – SPERIMENTAZIONI POETICHE E NUOVI LINGUAGGI: In questa sezione rientrano quei testi che si definiscono o si riconoscono rispondenti alla fertile attività di sperimentazione contemporanea – tanto formale che contenutistica – che si allineano ai parametri caratteristici di ciascun genere movimento, tendenza, avanguardia (riconducibile a Manifesti, note programmatiche, presentazioni del genere, etc.) con particolare attenzione a quelle di seguito indicate:

  • CORTO POESIA: Sottogenere poetico ideato dai poeti palermitani Antonio Barracato e Dorothea Matranga nel 2019 conformato da un apposito movimento che ne individua caratteristiche formali, contenuti e finalità comunicative[2].

I canoni distintivi della corto poesia sono:

  1. Presenza di un titolo
  2. Struttura in tre versi
  3. Contenuto socialmente utile, atto a produrre un cambiamento nel cuore dell’uomo, veicolato a una denuncia del malessere di quest’epoca
  4. Il terzo verso non deve superare le dieci sillabe

Si partecipa con un massimo di tre testi; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

  • DINANIMISMO: Il movimento poetico-artistico del dinanimismo è stato creato – come il relativo neologismo – nel 2009 dal poeta campano Zairo Ferrante volendo intendere in tale originale crasi una fusione di dinamismo e anima[3].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dinanimismo sono:

1.      Volontà di contrapposizione alla dilagante banalità e frivolezza

2.      Riscoperta dell’autenticità e dell’essenza dell’uomo: poesia istintiva e innata

3.      Ricezione degli aspetti dinamici relativi al mutamento, divenire e rinascita (la poesia è una forma di dinamismo anche dell’anima)

4.    Propensione all’interrogazione e all’approfondimento su questioni d’ordine pratico e d’interesse collettivo (poesia anche come impegno “sociale”)

5.     Linguaggio congruo col sentire e al passo coi tempi; versi puliti, in grado di fondere interiorità e modernità, anche mediante l’utilizzo di parole e immagini in linea con lo sviluppo socio-tecnologico. Progresso inteso non come attività deumanizzante ma come spinta propulsiva all’evoluzione etico-morale dell’intera collettività.

Si partecipa con un massimo di tre testi di lunghezza non superiore a 40 vv. ciascuno; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

  • DITTICO POETICO A DUE VOCI: Sottogenere del comune dittico poetico, ideato dal poeta e aforista palermitano Emanuele Marcuccio nel 2010 e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”[4].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dittico poetico a due voci sono:

  1. Presenza di un titolo per ciascuna delle due poesie
  2. Rispondenza di un tema comune alle due poesie
  3. Ciascuno dei due autori della rispettiva poesia formanti il dittico deve attenersi al proprio modo di fare poesia, senza in alcun modo cercare di imitarsi
  4. La seconda poesia del dittico deve essere in qualche modo un’ideale risposta alla prima attraverso una sorta di continuum per analogie, corrispondenze sonore o emozionali, di significanza, di empatia, di poetica affinità elettiva

Si partecipa con un testo con un massimo di 40 vv. per ciascuna delle due poesie formanti il dittico. Il partecipante che invia la propria opera deve essere autore di una delle due poesie del dittico e deve aver messo a conoscenza (e ottenuto l’autorizzazione) all’invio dell’altra opera che costituisce il dittico da parte dell’altro autore. Per tale sottosezione è requisito necessario l’invio della scheda dei dati personali da parte di entrambi gli autori delle poesie che costituiscono il dittico. È requisito necessario che rispettino le caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

SEZ. M – CRITICA LETTERARIA: Si partecipa con una recensione, un testo critico, un’analisi dell’opera, un approfondimento, un articolo, un saggio letterario su un’opera poetica classica o contemporanea della letteratura italiana o straniera (comprensiva su autori esordienti) in forma anonima. L’opera potrà focalizzarsi sull’analisi di una singola poesia o di più testi, di una silloge, di un libro o più, o dell’intera produzione poetica di un dato autore. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo, le eventuali note a piè di pagina e la bibliografia (consigliata).

SEZ. N – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA: Si partecipa con una prefazione (o postfazione) a un libro di poesia. La prefazione può essere inviata sia dall’autore che dall’autore del libro all’interno del quale è inserita; in caso di vittoria sarà considerato vincitore unicamente l’autore della prefazione e non del libro. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo e le eventuali note a piè di pagina.

SEZ. O – LIBRO EDITO DI SAGGISTICA SULLA POESIA: Si partecipa con un solo libro di saggistica o critica letteraria (saggio, volume critico, approfondimento, monografia, tesi di laurea pubblicata) su qualsiasi aspetto relativo alla poesia, sia locale, nazionale che internazionale, pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume e dall’editore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

Art. 8 – CONTRIBUTO:

Per prendere parte al Premio è richiesto un contributo di € 10,00 (DIECI//00) a sezione a copertura delle spese organizzative. È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo il relativo contributo. Gli associati dell’Associazione Culturale Euterpe regolarmente iscritti all’anno di riferimento (2021) hanno diritto a uno sconto del contributo pari al 50% per sezione.

  • Bollettino postale:

CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Bonifico bancario:

IBAN: IT31H0760102600001032645697

BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX (per pagamenti dall’Estero)

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Paypal:

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Contanti: nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti, ben occultata all’interno del plico.

Art. 9 – SCADENZA E INVIO

La scadenza di invio dei materiali (opere, scheda di iscrizione compilata e ricevuta del contributo versato) è fissata al 31 dicembre 2021. I materiali dovranno pervenire in forma digitale (per le opere singole esclusivamente in formato doc / docx; per i libri editi in formato pdf) alla mail premiodipoesialarteinversi@gmail.com indicando come oggetto “X Premio di Poesia “L’arte in versi”. In alternativa, l’invio può avvenire in formato cartaceo; in questo caso fa fede la data di spedizione. Il plico dovrà essere inoltrato a:

X Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

Associazione Culturale Euterpe

Casella Postale 375

Ufficio Postale Jesi Centro

60035 – Jesi (AN)

Qualora le spedizioni vengano effettuate mediante Poste Italiane può essere usato questo indirizzo di cui sopra. Se, invece, il partecipante intende inviare il materiale con altre modalità, vedasi altri Corrieri, dal momento che questi non depositano spedizioni nella casella postale d’ufficio, si chiede di scrivere alla mail del Premio per manifestare questa loro volontà e gli verrà fornito un indirizzo diverso dove sarà possibile inviare spedizioni a mezzo Corriere.

Art. 10 – ELABORATI

Le opere a concorso non verranno in nessun modo riconsegnate. Per quanto concerne le sezioni G (Libro edito di poesia) e O (Libro edito di saggistica) le copie dei volumi partecipanti verranno donate ad alcune biblioteche del nostro territorio nazionale[5]. Una copia rimarrà nell’Archivio dell’Associazione Culturale Euterpe.

Art. 11 – MOTIVI DI ESCLUSIONE DELLA PROPRIA OPERA

Saranno esclusi dalla Segreteria le partecipazioni che non saranno considerate conformi al bando ovvero le opere che:

  1. riportino nome, cognome, soprannome dell’autore o altri segni di riconoscimento o di possibile attribuzione dell’opera.
  2. siano risultate vincitrici di un 1° premio in un precedente concorso;
  3. appartengano ad autori che hanno vinto il 1° premio assoluto nella medesima sezione nella precedente edizione del Premio;
  4. appartengano ad autori che sono stati premiati con Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Cultura” in precedenti edizioni del Premio.
  5. presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici, partitici e politici;
  6. appartengono ai soci fondatori e onorari dell’Associazione Culturale Euterpe, ai membri del Consiglio Direttivo della stessa in carica o passati; ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio; ai Presidenti delle Associazioni che collaborano esternamente;
  7. siano giunte prive della scheda dei dati personali e/o del contributo di partecipazione e/o dei testi con i quali s’intende partecipare, e/o con la scheda di partecipazione illeggibile e/o non completata in ogni campo, e/o con modalità non conformi a quanto richiesto dal bando, e/o oltre i termini di scadenza.

Art. 12 – COMMISSIONE DI GIURIA

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni, sono costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti ed esponenti del mondo culturale e letterario e sono presiedute dalla poetessa e giornalista Michela Zanarella. Esse sono composte (in ordine alfabetico) da Stefano Baldinu, Fabia Binci, Lucia Cupertino, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Rita Stanzione e Michela Zanarella.

Art. 13 – PREMI

Per ciascuna sezione saranno assegnati tre premi da podio: 1° Premio: targa placcata in oro 24 kt, diploma, motivazione della giuria e tessera socio ordinario Ass.ne Culturale Euterpe anno 2022; 2°/ 3° Premio: targa, diploma e motivazione.

Ai primi vincitori assoluti delle sezioni A, B, C, D, E, inoltre, verrà offerto un contratto di pubblicazione gratuito per un volume di poesie da parte della casa editrice Ivvi Editore – Nuovi autori del Gruppo Solone s.r.l. i cui dettagli saranno contenuti nel contratto che verrà consegnato assieme al premio.

La Giuria attribuirà il Premio del Presidente di Giuria, il Premio della Critica, il Trofeo “Euterpe”, il Premio “Picus Poeticum” (alla migliore opera di un autore marchigiano), il Premio ASAS (alla migliore opera in siciliano), il Premio “Le Ragunanze” (alla migliore opera sulla natura), il Premio “L’Oceano nell’Anima” (alla migliore opera “sui sentieri emozionali”), il Premio “Arte per Amore” (alla migliore opera a tema amoroso), il Premio “Il Faro” (alla migliore opera sul mare), il Premio “Africa Solidarietà” (alla migliore opera sul multiculturalismo) e il Premio “Un Passo Avanti” (alla migliore opera sulla speranza).

La casa editrice Ivvi Editore ha facoltà di attribuire un ulteriore contratto per una pubblicazione gratuita, a sua insindacabile scelta, a una delle opere da podio delle sezioni A, B, C, D, E.

Fuori concorso verranno assegnati i Premi Speciali “Alla Memoria”, “Alla Cultura” e “Alla Carriera” a insigni poeti del nostro Paese. La Giuria potrà proporre ulteriori premi, indicati quali “Menzione d’onore”, ad altrettante opere meritorie non rientrate nei premi da podio. Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sezione, l’organizzazione a sua unica e inappellabile discrezione, si riserva di non attribuire determinati premi. Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo verranno pubblicate nell’antologia del Premio, disponibile gratuitamente il giorno della premiazione.

Art. 14 – RESPONSO

Il responso della Giuria si conoscerà nei primi mesi del 2022. A tutti i partecipanti verrà inviato il verbale di Giuria a mezzo e-mail. Esso verrà pubblicato sul sito dell’Associazione Culturale Euterpe (www.associazioneeuterpe.com) e sui siti www.literary.it e www.concorsiletterari.it I risultati e i testi vincitori della sezione haiku saranno pubblicati sul portale “Alman Haiku” – Annuario Italiano degli Haiku Premiati all’indirizzo www.almanhaiku.blog Non si darà seguito a richieste in merito a posizionamenti e punteggi ottenuti, analisi estetico-valutative né a commenti critici sulle proprie opere presentate.

Art. 15 – PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà in un luogo della provincia di Ancona, presumibilmente nel comune di Jesi, salvo diverse comunicazioni, entro giugno 2022. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio; qualora non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso, la delega va annunciata a mezzo mail, all’attenzione del Presidente del Premio entro una settimana prima dalla cerimonia di premiazione all’indirizzo presidente.euterpe@gmail.com. Non sarà possibile delegare membri della Giuria e familiari diretti degli stessi. Un delegato non potrà avere più di due deleghe da altrettanti autori vincitori assenti. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Networks né per via telefonica. I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio unicamente mediante Corriere TNT, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato. In nessuna maniera si spedirà in contrassegno.

Art. 16 – DIRITTO D’AUTORE SUL BANDO

La stesura del presente bando, nella forma e nei contenuti che lo compongono e che lo caratterizzano, è prodotto creativo dei soli organizzatori del concorso, deliberato nella forma presente dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Culturale Euterpe con verbale 01/2021. Sul testo del verbale, in quanto prodotto creativo dell’Associazione Culturale Euterpe, il diritto d’autore va difeso e tutelato. Eventuali forme documentate e palesi di plagio, in forma parziale o integrale dello stesso, su qualsiasi tipo di supporto, saranno oggetto di valutazione nelle sedi opportune.

Art. 17 – PRIVACY

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) che li utilizzerà per i fini inerenti al concorso in oggetto e per tutte le iniziative culturali e letterarie organizzate dalla stessa.

Art. 18 – ULTIME

Il presente bando di concorso consta di nr. 18 (DICIOTTO) articoli compreso il presente contenuti su nr. 10 (DIECI) pagine compresa la presente.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.

Dott. Lorenzo Spurio

Presidente del Premio/ Presidente Ass.ne Euterpe

Dott.ssa Michela Zanarella

Presidente di Giuria

Dott. Stefano Viganroli

Segretario Ass.ne Euterpe

INFO:

Segreteria del Premio: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Sito del Premio

Pagina Facebook del Premio

Corrispondenza: Casella Postale 375 – Uff. Postale Jesi Centro – 60035 Jesi (AN)

Sito: www.associazioneeuterpe.com – Mail: ass.culturale.euterpe@gmail.com

PEC: ass.culturale.euterpe@pec.it – Tel. (+39) 327 5914963 (Anche Sms, WhatsApp e Telegram)

ALBO D’ORO DEL PREMIO

(Nelle prime due edizioni non vennero attribuiti premi da podio)

Anno 2014 (III edizione): ANNA BARZAGHI di Seveso (Poesia in Italiano); LUCIANO GENTILETTI di Rocca Priora (Poesia in Dialetto); SANDRA CARRESI di Bagno a Ripoli (Premio Alla Carriera).

Anno 2015 (IV edizione): ALDO TEI di Latina (Poesia in Italiano); GAETANO CATALANI di Ardore Marina (Poesia in Dialetto); GABRIELE GALDELLI di Castelbellino (Trofeo Euterpe); MARISA PROVENZANO di Catanzaro (Premio Alla Carriera); NOVELLA TORREGIANI (1935-2015) di Porto Recanati (Premio Alla Memoria); BRUNO EPIFANI (1935-1984) di Novoli (Premio Alla Memoria).

Anno 2016 (V edizione): LUCIA BONANNI di Scarperia (Poesia in Italiano); LUCA TALEVI di Ancona (Poesia in Dialetto); NUNZIO INDUSTRIA di Napoli (Haiku), SABRINA VALENTINI di Jesi (Trofeo Euterpe); DONATELLA BISUTTI di Milano (Premio Alla Carriera); GIUSI VERBARO CIPOLLINA (1938-2015) di Soverato (Premio Alla Memoria); PASQUALE SCARPITTI (1923-1973) di Castel di Sangro (Premio Alla Memoria).

Anno 2017 (VI edizione): VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in Italiano); LUCIANO GENTILETTI di Rocca Priora (Poesia in Dialetto); EUFEMIA GRIFFO di Settimo Milanese (Haiku); LUCIA BONANNI di Scarperia (Critica Letteraria); ANGELO CANINO di Acri (Trofeo Euterpe), DANTE MAFFIA di Roma (Premio Alla Carriera); ALESSANDRO MIANO (1920-1994) di Milano (Premio Alla Memoria); MARIA COSTA (1926-2016) di Messina (Premio Alla Memoria).

Anno 2018 (VII edizione): ANTONIO DAMIANO di Latina (Poesia in Italiano); VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in Dialetto / Lingua Straniera); ALBERTO BARONI di Viadana (Haiku); GIANFRANCO ISETTA di Castelnuovo Scrivia (Libro Edito);  ROSY GALLACE di Rescaldina (Video-poesia); CARMELO CONSOLI di Firenze (Critica Letteraria); FABIA BALDI di Piombino (Prefazione); MARIO DE ROSA di Morano Calabro (Trofeo Euterpe); ANGELA CATOLFI di Treia (Premio Spec. “Picus Poeticum”); ANNA SANTOLOQUIDO di Bari (Premio Alla Carriera); GIAN MARIO MAULO (1943-2014) di Macerata (Premio Alla Memoria); AMERIGO IANNACONE (1950-2017) di Venafro (Premio Alla Memoria).

Anno 2019 (VIII edizione): DAVIDE ROCCO COLACRAI di Terranuova Bracciolini (Poesia in Italiano), ELENA MANEO di Mestre (Poesia in dialetto), LUCA CIPOLLA di Cesano Boscone (Poesia in lingua straniera), MARISA COSSU di Taranto (Libro Edito di Poesia), NAZARENA RAMPINI di Pogliano Milanese (Haiku), NUNZIO BUONO di Casorate Primo (Video-poesia), GRAZIELLA ENNA di Oristano (Critica Letteraria), VELIA BALDUCCI di Ancona (Trofeo Euterpe), MANUELA MAGI di Tolentino (Premio Spec. “Picus Poeticum”), ROSANNA DI IORIO di Chieti (Premio alla Cultura), MáRCIA THEóPHILO di Fortaleza (Premio alla Carriera), MARIA ERMEGILDA FUXA (1913-2004) di Palermo (Premio alla Memoria), SILVIO BELLEZZA (1943-2000) di Lanzo Torinese (Premio alla Memoria), SALVATORE TOMA (1951-1987) di Maglie (Premio alla Memoria).

Anno 2020 (IX edizione): MAURO CORONA di Roma (Poesia in Italiano), LORENZO SCARPONI di Bellaria / Igea Marina (Poesia in dialetto), VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in lingua straniera), GIAN PIERO STEFANONI (Poesia religiosa), ANNA MARIA FERRARI di Cagliari (Prosa poetica), LORENZO POGGI di Roma (Libro edito di poesia), ENZA PEZZIMENTI di Gioia Tauro (Haiku), PAOLO ZANELLI di Finale Ligure (Videopoesia), FRANCESCA FAVARO di Padova (Critica letteraria), ANNALENA CIMINO di Anacapri (Premio del Presidente del Premio), IRMA KURTI di Bergamo (Premio del Presidente di Giuria), CARMEN MOSCARIELLO di Formia (Premio della Critica), AA.VV. “Tredici. I poeti del Bandino” (Trofeo Euterpe), FRANCESCA LUZZIO di Palermo (Premio alla Cultura), MATTEO BONSANTE di Bari (Premio alla Carriera), BIAGIA MARNITI (1921-2006) di Ruvo di Puglia (Premio alla Memoria), SIMONE CATTANEO (1974-2009) di Saronno (Premio alla Memoria).

 

La scheda si compone di nr. 2 pagine. È fondamentale che sia compilata in ogni spazio, pena l’esclusione. Per i partecipanti alla sezione I (Videopoesia) va integrata anche della pagina nr. 3.

Nome/Cognome __________________________________________________________________

Nato/a a ____________________________________________ il__________________________

Residente in via __________________________________________________________________

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia_______________

Tel. _______________________________________ E-mail _______________________________

Partecipo alla/e sezione/i:

A Poesia in italiano 

B – Poesia in dialetto specificare dialetto: _________________________________________________)

C – Poesia in Lingua Straniera specificare lingua: __________________________________________)

D – Poesia religiosa

E – Poesia D’amore

F – Prosa poetica

G – Libro edito di poesia

H – Haiku

I – Video-poesia

L – Sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi

                        (    )  Corto Poesia [Teorizzazione A. Barracato / D. Matranga]

                        (    )  Dinanimismo [Teorizzazione Z. Ferrante]

                        (    )  Dittico poetico [Teorizzazione E. Marcuccio]

M – Critica Letteraria

N – Prefazione di Libro di Poesia

O – Libro edito di saggistica

AVVERTENZE IMPORTANTI – Nella pagina successiva indicare:

Per le sezioni A, B, C, D, E, F, H, L, M indicare il titolo delle opere, specificando vicino se sono EDITE o INEDITE e, nel caso di EDITE, dove sono precedentemente comparse.

Per le sezioni G, O specificare il titolo del libro, casa editrice e anno.

Per la sezione H essendo gli haiku privi di titolo, non dovrà essere indicato niente.

Per la sezione I specificare il titolo della video-poesia e di eventuali nomi di regista, musiche e voce recitante. Musiche, canzoni, brani usati non devono essere iscritti/tutelati dalla SIAE.

Per la sezione L barrare la relativa sottosezione o indicare, nello spazio bianco, a quale nuova tendenza, stile, avanguardia, genere ci si riferisce.

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Data_____________________________________ Firma ___________________________________

L’autore è iscritto/ tutelato dalla SIAE?                                Sì                  No   I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE?      Sì                  No   Se Sì indicare quali testi ______________________________________________________________   _____________________________________________________________________________________   ______________________________________________________________________________________  

 

 

DICHIARAZIONE PER I PARTECIPANTI DI TUTTE LE SEZIONI

 Dichiaro che le opere non presentano in nessuna forma elementi che possano rimandare a una lettura, interpretazione, collegamento e/o richiamo a impostazioni ideologiche di tipo razziste, xenofobe, denigratorie, pornografiche, blasfeme, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio o alla differenza e all’emarginazione, nonché di tipo politico, partitico o di ogni altra impostazione e fazione che possa richiamare un clima di violenza, lotta, incomprensione, intolleranza e insubordinazione.

Dichiaro che i testi presentati sono frutto del mio unico ingegno e che sono l’unico responsabile sugli stessi sollevando gli organizzatori da qualsivoglia problematica o disputa possa sorgere.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), organizzatrice di questo Premio, a pubblicare in cartaceo i miei testi all’interno dell’opera antologica del Premio senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 – GDPR) allo scopo del concorso in oggetto.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 – GDPR) per le iniziative, progetti ed eventi organizzati dalla stessa.

Data_____________________________________ Firma ___________________________________

DICHIARAZIONE PER PARTECIPANTI ALLA SEZIONE I

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di non aver fatto uso di brani, musiche, canzoni, melodie iscritte/tutelate dalla SIAE nella mia video-poesia.

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di aver fatto uso, nell’elaborazione della video-poesia di immagini/video/suoni di mia proprietà o di dominio pubblico o, laddove abbia usufruito di materiali di terzi, di aver provveduto a richiedere relativa liberatoria degli autori per l’autorizzazione a usarli nell’elaborazione del video, sollevando l’Organizzazione da qualsiasi disputa possa nascere in merito all’attribuzione di paternità dei componenti della video-poesia.

Data_____________________________________ Firma ___________________________________


[1] Se la singola opera fa parte di una silloge, mini raccolta o raccolta che è risultata premiata con un premio da podio potrà essere inviata ma non dovrà avere il medesimo titolo della silloge, mini raccolta o raccolta premiata, pena l’esclusione.

[2] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Movimento Culturale Corto-Poesia-Italiana “Ipseità Dell’Io”

Corto-poesia-italiana: ipseità dell’io

[3] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Manifesti del dinanimismo

Prima ufficializzazione critica del dinanimismo

[4] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Progetto Dipthycha

Risonanze empatiche, l’esperienza del dittico poetico di E. Marcuccio

[5] In questa ottica di condivisione culturale, l’Associazione Culturale Euterpe si impegna come avvenuto ogni anni, a depositare i volumi in biblioteche civiche, nazionali o universitarie del nostro territorio affinché entrino nei cataloghi OPAC per il prestito e la consultazione. Le opere pervenute nella precedente edizione – la nona – sono state depositate presso la Biblioteca Comunale “Augusta” di Perugia e la Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” di Taranto.

Esce il volume critico-poetico su F.G. Lorca “Il canto vuole essere luce” a cura di Lorenzo Spurio

Nelle ultime settimane e dopo più di due anni di ricerca, lavoro, approfondimento, studio e coordinazione, è stato pubblicato – per i tipi di Bertoni Editore di Perugia – il volume collettaneo dal titolo Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca” a mia cura.

Il volume si compone di tre parti: una prima parte con interventi critici sull’opera letteraria (poetica e drammaturgica) di Federico García Lorca scritti da me, Lucia Bonanni, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Nella seconda parte stono presenti vari testi poetici di autori classici – coetanei e amici di Federico García Lorca – che gli dedicarono poesie e composizioni commemorative. Vengono riportati testi in lingua originale (e tradotti in italiano) di Rafael Alberti, Manuel Altolaguirre, Luis Cernuda, Miguel de Unamuno, Miguel Hernández, Antonio Machado e Pablo Neruda.

Nella terza e ultima sezione, invece, sono presenti una serie di poesie scritte da autori contemporanei ispirate/dedicate a Federico García Lorca (vi sono testi di Lucia Bonanni, Luisa Ferretti, Emanuele Marcuccio, Michela Zanarella, Daniela Raimondi, Giorgio Voltattorni e del sottoscritto). Non meno influente, per chi è appassionato dell’universo lorchiano, è una nutrita bibliografia sulla sua vita e opera, utilizzata nel corso della stesura del presente volume e alla quale si rimanda per eventuali e ulteriori approfondimenti.

Un ringraziamento particolare per alcune delle traduzioni presenti nel volume a cura di Lucia Cupertino e Hebe Munoz e all’artista campano Franco Carrarelli “L’Irpino” che già, con alcuni suoi schizzi a china, aveva impreziosito con sue illustrazioni grafiche sul mondo lorchiano la mia plaquette “Tra gli aranci e la menta. Recitativo per l’assenza di Federico García Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e che anche questa volta non ha fatto mancare la sua importante collaborazione (il disegno che compare in copertina, assieme a vari altri all’interno del volume è suo). Grazie anche al poeta e critico letterario Antonio Spagnuolo che ha curato la prefazione e, chiaramente, a Jean Luc Bertoni, l’editore, per aver concretizzato il tutto.

Ringrazio tutti gli autori delle varie componenti, che felicemente hanno preso parte al progetto, collaborando attivamente nel corso di questi due anni, dandoci appuntamento – presto – per una presentazione del volume… virtuale e – speriamo altrettanto presto – in presenza.

Per chi fosse interessato può trovare le informazioni nel sito dell’Editore a questo link

“Ponte poetico / Most poetycki”: poesia italo-polacca, volume antologico a cura di Izabella Teresa Kostka

Segnalazione di Lorenzo Spurio

La talentuosa e prolifica poetessa e scrittrice polacca Izabella Teresa Kostka, da tanti anni residente e attiva nel nostro Paese, ha recentemente curato un volume antologico bilingue italiano-polacco intitolato Ponte poetico / Most poetycki edito dalla Kimerik Edizioni di Patti (ME).

Il volume, come ricorda la Kostka nella nota introduttiva, è l’ulteriore segno evidente di un programma di iniziative e scambi culturali, volti al confronto e all’arricchimento collettivo, da lei inaugurato nel 2015 nel capoluogo meneghino con i primi riusciti e seguitissimi incontri del “Verseggiando sotto gli astri di Milano”. I numerosi appuntamenti che, nel tempo, si sono tenuti sotto questo importante evento hanno visto partecipare, al Centro di Ricerca e Formazione Scientifica “Cerifos” di Milano, un gran numero di poeti mediante la formula del reading ma anche di vere e proprie presentazioni di libri. «Il mio obiettivo» – annota la Kostka – «era quello di unire tutti i campi dell’arte, mostrare le diversità culturali e molte tendenze stilistiche spesso opposte». Aperta e particolarmente affine alle nuove tendenze stilistiche e contenutistiche della poesia contemporanea, la Kostka si è distinta, nel corso degli anni, quale una delle più attente sostenitrici del movimento letterario denominato realismo terminale, ideato e curato dal poeta Guido Oldani e teorizzato, tra gli altri, dal prof. Giuseppe Langella, docente dell’Università Cattolica di Milano.

L’antologia Ponte poetico / Most poetycki rappresenta, dunque, la realizzazione compiuta del sogno personale della Kostka, vale a dire quello di far interloquire – mediante i versi di numerosi poeti scelti – le due lingue, l’italiano e il polacco, le due culture, le due storie, i due mondi. Un progetto ardimentoso, dunque, ma necessario e particolarmente amato dalla Kostka, come spesso avviene quando – con esperimenti analoghi – si cerca di mettere su carta alcune delle sfaccettature identitarie della nostra persona. La Kostka, che è nata a Poznań (Polonia), dal 2001 risiede in Italia. Poetessa, scrittrice e promotrice culturale, ha conseguito la Laurea Magistrale in pianoforte classico con qualifiche pedagogiche presso l’Università Accademia di Musica di Poznań. Ha pubblicato dieci raccolte di poesia in lingua italiana e in versione polacca. Dal 2015 fa parte del movimento del realismo terminale e dal 2019 è ambasciatrice e portavoce ufficiale del medesimo movimento per la Polonia.

Ponte poetico / Most poetycki presenta al suo interno, dopo le prefazioni di Guido Oldani e Giuseppe Langella, una serie di poeti italiani (Giusy Càfari Panìco, Igor Costanzo, Sabrina De Canio, Tania Di Malta, Massimo Silvotti, Antje Stehn, Luca Ariano, Lorenza Auguadra, Umberto Barbera, Lucia Bonanni, Margherita Bonfilio, Gabriele Borgna, Maria Giuliana Campanelli, Pasquale Cominale, Rosa Maria Corti, Maria Teresa Infante, Gianfranco Isetta, Giuseppe Leccardi, Veronica Liga, Roberto Marzano, Massimo Massa, Raffaella Massari, Giacomo Picchi, Barbara Rabita, Maria Teresa Tedde, Tito Truglia, Patrizia Varnier assieme ai due prefatori e alla curatrice stessa del volume) le cui opere sono tradotte in polacco dalla Kostka e una serie di poeti polacchi (Daniela Karewicz, Teresa Klimek Janota, Katarina Lavmel (Katarzyna Nazaruk), Anna Maria Mickiewicz, Jolanta Mielcarz, Olaf Polek, Krzysztof Rębowski, Marian Rodziewicz, Bogumiła Salmonowicz, Eliza Segiet, Alex Sławiński, Izabela Smolarek, Józefa Ślusarczyk – Latos, Tadeusz Zawadowski) che, al contrario, sono riproposti nella nostra lingua sempre grazie all’operazione interpretativa e di traduzione del testo operate dalla curatrice. In totale nel volume sono raccolte le esperienze letterarie di quarantaquattro poeti.

La poetessa e critico letterario fiorentino Lucia Bonanni – che figura antologizzata nel volume – ha recentemente redatto un lungo testo critico di analisi e approfondimento su questo progetto della Kostka dal quale risulta utile citare alcuni estratti a continuazione per meglio comprendere il taglio, le peculiarità e la forza espressiva di tale lavoro. In merito all’azzeccata quanto chiara scelta del titolo del lavoro della Kostka, quella del ponte, che evoca l’idea dell’avvicinamento e della coesione, la Bonanni ha scritto: «Nell’immaginario collettivo il ponte rappresenta un qualcosa che unisce unità tra loro distanti, ma distinte ossia rimanda al concetto metaforico di quanto l’Uomo è riuscito a costruire per andare oltre, questo anche nella dimensione interpersonale e in quella psichica in considerazione di vari punti di vista come ad esempio quello antropologico, archetipico, letterario e dialogico nonché l’attrazione verso l’altro da sé l’oltre, l’ignoto, lo sconosciuto e il diverso in modo da poter usufruire di questo spazio di transizione, attuando la comunicazione e l’incontro. […] questo Ponte poetico fa da collegamento tra il passato e il futuro di una nuova identità artistica, divenendo memoria di interazione culturale».

Particolare attenzione è stata posta da Bonanni alla poesia “La favola” di Guido Oldani che «narra della cementificazione selvaggia che ha invaso le zone liminari dei centri abitati, distruggendo le realtà rurali e con esse la flora e la fauna». Il tema ecologico – importante all’interno del volume – viene ripreso anche dal prof. Langella nella sua poesia “Il business dell’eolico”. Alcune liriche sono dedicate al dramma del terremoto, vi sono anche componimenti che rimembrano la tragedia nucleare di Černobyl con la distruzione di Pripyat e la tossicità diffusa su mezza Europa, l’edificazione massiccia, l’inquinamento, l’azione distruttiva e malevola dell’uomo sull’ambiente. Temi importanti e inscindibili dalla poesia quali l’amore, la memoria, il recupero dell’infanzia, lo scorrere del tempo, la solitudine e il silenzio (l’incomunicabilità e la disattenzione), la vanità, la durezza del lavoro nei campi, l’emarginazione dei mendicanti e dei disadattati in generale, ampliano la ricca trama di contenuti di questo lavoro corale e internazionale.

Lorenzo Spurio

Jesi, 03-12-2020

Ricordando le battaglie civili di Nadia Anjuman e Susana Chávez Castillo, poetesse impegnate (e cadute) nella lotta contro la violenza di genere

Ringrazio la poetessa e promotrice culturale Felicia Buonomo che in data odierna, per la rubrica de lei curata “Di Versi in Versi” all’interno della testata The Book Advisor, ha dato pubblicazione a un mio contributo critico che presenta le sfortunate esistenze di due giovani donne e poetesse che, pur facendo loro la battaglia per i diritti civili, sono state uccise dagli uomini.

Il testo, dal titolo “La denuncia delle poetesse Nadia Herawi Anjuman e Susana Chávez Castillo” prende in esame le storie di Nadia Anjuman di Herat (Afghanistan) nata nel 1980 e morta nel 2015 e di Susana Chávez Castillo, nata nel 1974 e morta nel 2011, fondatrice del motto Ni una más (Non una di più) originaria di Ciudad Juárez (Messico). Recentemente la casa editrice marchigiana Gwynplaine ha pubblicato una raccolta poetica della messicana, con testi in originale a fronte: Primera tormenta. Non una di meno, non una in più, a cura di Chiara Cretella.

A completamento vi è la traduzione dall’inglese all’italiano eseguita da me stesso della poesia “Feminicide” della giornalista americana Demetrice Anntía Worley nella quale si riferisce al grave e mai acclarato fenomeno messicano, di Ciudad Juárez, di donne misteriosamente scomparse o trovate cadavere. La pubblicazione di questo saggio, che è un modo per parlare di poesia e impegno civile, vuole anche essere un contributo per sensibilizzare sul delicato tema della violenza sulle donne di cui il prossimo 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita nel 1999.

Per leggere l’intero articolo cliccare qui.

Al via il 2° Congresso internazionale della EuroMed University: Pasolini e Galdós a confronto

Articolo di Lorenzo Spurio

Dopo il grande successo incassato l’anno scorso per il Congresso Annuale della EMUI_EuroMed University dedicato ai rapporti tra Pier Paolo Pasolini e Rafael Alberti, quest’anno il Presidente della detta istituzione culturale internazionale, il professore Román Reyes, ha recentemente dato a conoscere il tema e i contenuti dell’edizione congressuale di quest’anno.

Il titolo di questo Festival letterario sarà “Pasolini e la Realtà dei Diseredati” con l’indicazione esplicita, nel sottotitolo, di “Galdós, 100 anni dopo” – Le persone come materia prima e ultima del lavoro artistico. Così, partendo dalla figura controversa e pluritematica di Pier Paolo Pasolini, uno dei maggiori intellettuali del Secolo scorso del quale si sono recentemente celebrati i quarantacinque anni dalla sua tragica morte, si andrà ad analizzare rapporti, legami, confluenze, echi, possibili letture, parallele o comparative, tra l’intellettuale romano e un altro esponente letterario di primo piano, di origine spagnola, questa vola il romanziere e drammaturgo Benito Pérez Galdós (1843-1920). Lo scrittore canario, noto per l’opera Doña perfecta (1876) e per una fitta composizione di “Episodios nacionales”, è considerato, a ragione, assieme a Pío Baroja (1872-1956) e ad Azorín (1873-1967), uno dei fondatori del romanzo moderno spagnolo.

A causa delle limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria in atto quest’anno l’intero congresso internazionale, al quale partecipano e collaborano importanti istituzioni culturali quali il Centro Studi e Ricerche “Pier Paolo Pasolini” di Casarsa della Delizia (PN) e il Dipartimento di Diritto della Universidad Complutense di Madrid, si terrà in forma virtuale, nella modalità “a distanza” nelle giornate 23-25 novembre. Come è possibile leggere dal sito ufficiale, infatti, “L’EMUI metterà a sua disposizione, o alla sua portata, tutti i mezzi affinché questa azione prioritaria si svolga in formato virtuale, fornendo al format le tecniche più adeguate affinché l’impatto raggiunga il livello da noi proposto”. A figurare nel comitato tecnico-scientifico di questo congresso sono il prof. Antonio Giménez-Merino (Università di Barcellona, Vicepresidente EMUI), Paloma Criado (Direttrice dell’Ufficio EMUI – Presidenza) e i consulenti istituzionali Enzo Lavagnini (Direttore CSRPPP) e Román Reyes (Direttore CSRPPP).

Come accaduto nel precedente congresso, esso si mostra ricchissimo di interventi e contenuti. In “Galdós, Pasolini e la realtà dei diseredati” nella giornata del 23 novembre vedrà gli interventi della cattedratica di Etica presso l’Università di Salamanca, la professoressa M. Teresa López de Vieja che parlerà di “Pandemia e mutazione antropologica. Pasolini: Scritti corsari e Lettere luterane”;  il prof. Román Reyes (Direttore EMUI) terrà un discorso su “Galdós – Pasolini: due sguardi, due viaggio. Viaje a Italia (1888) e La lunga strada di sabbia (1959)”; Roberto Chiesi, della Cineteca di Bologna, parlerà di “Pasolini e l’ultimo degli uomini: la maledizione di Accattone (1961)” mentre il prof. Antonio Giménez Merino dell’Università di Barcellona terrà un discorso dal titolo “Il punto di vista del diseredato come progetto letterario e morale”.

Il secondo giorno del congresso, il 24 novembre, vedrà gli interventi del giornalista e saggista Dario Pontuale dal titolo “Gadda e Pasolini: due non romani a confronto”; del critico letterario e poeta Lorenzo Spurio dal titolo Los condenados di Benito Pérez Galdós, dell’onore e del riscatto”; della scrittrice e giornalista Simona Zecchi con l’intervento “Pasolini: il movente che lo ha condotto alla morte” e a conclusione della giornata si terrà un reading poetico coordinato dalle poetesse Michela Zanarella ed Elisabetta Bagli.

Reading che proseguirà nella terza giornata, il 25 novembre, e al quale seguiranno gli interventi della prof.ssa Isabel Jimeno dell’Università degli Studi di Genova con il contributo “Galdós nell’opera e nella voce di María Zambrano” e della prof.ssa Carmen Márquez-Montes dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria con il discorso critico su “Le donne della scena galdosiana: protagoniste e attrici”.

La chiusura della tre giorni di incontri dovrebbe (la notizia deve essere ancora confermata) spettare all’eminente cattedratico, nonché Direttore del Cervantes e docente dell’Università di Granada, il prof. Luis García Montero che interverrà su “La influencia de Galdós y Pasolini en la literatura social posterior”.

Per poter prendere visione del programma completo e di tutte le indicazioni che diano notizia o accesso alle dirette e interventi dei relatori, si rimanda al sito ufficiale: http://pierpaolopasolini.net/2020/index.html

“Deserti emozionali” di Cèline Dupont, recensione di Vittorio Sartarelli

Recensione di Vittorio Sartarelli

Certo scrivere una recensione per un libro di poesie non è come scriverla per un libro di narrativa ed è per questo che ci sentiamo un po’ in difficoltà, non solo a esprimere un giudizio obiettivo ma anche a capire profondamente cosa l’autore, in questo caso la poetessa, voglia dire o comunicare al lettore. La “Poesia” nel suo più alto e sostanziale senso del termine è la capacità di esprimere un contenuto di idee e sentimenti in modo atto a commuovere, a suscitare emozioni, a eccitare la fantasia. Una volta, nella sua forma più aulica e classica, la poesia era rigidamente legata a principi secondo i quali il modo di esprimersi liricamente, era un’arte e una tecnica di espressioni in versi, cioè in parole disposte secondo un ritmo ottenuto seguendo determinate regole metriche e rispettando le rime. Oggi la poesia si è affrancata da tutte le regole preesistenti rimanendo essenzialmente un’opera di pura espressione artistica, libera da canoni e da vincoli di tecnica metrica e ritmica.

Le Liriche di Céline Dupont sono molto complesse ed articolate alcune sibilline e non facili da comprendere, in ogni caso, poiché la poesia è anche uno specchio dell’anima, da queste liriche si può intuire che l’autrice ha vissuto un periodo della sua vita sicuramente felice ma che, poi, questo periodo si è interrotto quasi bruscamente, lasciandola in una prostrazione profonda. Le sue composizione poetiche sono tutte permeate da un ermetismo a volte anche enigmatico, con accorati sensi di frustrazione, per quello che poteva essere e non è stato, con intime nostalgie e profondi rimpianti, per lo stato attuale dei suoi pensieri che tendono ad una liberazione catartica da questa afflizione dell’anima per la constatazione di una realtà purtroppo immutabile. Questo bisogno di purificazione interiore la porta ad astrarsi, per raggiungere uno stato metafisico e quindi irreale che le permetta di dimenticare e comunque di non pensare al tempo andato il cui ricordo la tormenta, facendola somigliare ad una pazza che, in un delirio di follia, pronuncia frasi sconnesse e senza senso, dire e non dire pensare e non pensare, essere in sensi o farsi trasportare da una insana pazzia che la trasporti in un’altra dimensione. Ecco, perché nessuno, ascoltandola può comprendere appieno la sua sofferenza psichica e il suo stato d’animo di profondo sconforto che, talvolta, la fa rifugiare in un nichilismo estremo. Le composizioni poetiche di questa autrice sono indubbiamente originali, contro corrente e fuori dagli schemi lirici usuali, però sono vibranti con  essenze ed assonanze forti che rimangono impresse e suscitano emozioni, in ogni modo, riteniamo che la lirica di Céline si trovi attualmente in un periodo di transizione e che in futuro evolverà  verso orizzonti più rosei, liberandosi dalla oppressione di questo stato di pessimismo depressivo che non può essere eterno, alla fine, una maturità acquisita e il tempo, che con il suo trascorrere aggiusta sempre tutto, riporterà quest’anima in pena verso una dimensione migliore facendole raggiungere serenità e pace interiore.

VITTORIO SARTARELLI

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere in relazione ai contenuti del testo e a eventuali riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

La ecuadoriana Dina Bellrham (1984-2011) tradotta in italiano. Esce “Le iguane non mi turbano più” a cura di Lorenzo Spurio

Per Le Mezzelane Editore di Santa Maria Nuova (AN) è uscito in questi giorni il libro Le iguane non mi turbano più, una ricca e commentata selezione di poesie di Dina Bellrham, tradotte dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio in italiano.

L’opera è il frutto di un lavoro di studio, analisi e traduzione dell’opera poetica della poetessa ecuadoriana Edelina Adriana Beltrán Ramos (1984-2011), meglio nota con lo pseudonimo di Dina Bellrham. Tale edizione è stata possibile grazie alla disponibilità e al consenso della famiglia, nella figura della madre, la signora Cecibel Ramos. A impreziosire il volume si trova un ampio studio critico preliminare a cura della poetessa e critico letterario Siomara España tradotto in italiano dal curatore dal titolo “Dina Bellrham: contemplazione e comparsa”, nel quale si indagano con attenzione le caratteristiche preminenti della poetica della giovane poetessa.

Come si legge dalla quarta di copertina: «La poesia della Bellrham è sospesa tra un fosco presentimento della morte – quasi un dialogo continuo con l’oltretomba – e una tensione amorosa per la vita, la famiglia e la quotidianità dei giorni della quale, pure, non manca di mettere in luce idiosincrasie, violenze e ingiustizie diffuse. La critica ha parlato di una sorta di nuovo Barocco per la sua poesia dove coesistono terminologie specialistiche della Medicina e squarci visionari che fanno pensare al più puro surrealismo. Entrare in una poetica così magmatica e a tratti scivolosa per cercarne di dare una versione nella nostra lingua non è compito semplice, dal momento che la poetessa coniò – come il critico Siomara España annota nello studio preliminare – un suo codice linguistico particolarissimo, inedito, personale e multi-stratificato. Eppure è un tentativo sentito (e in qualche modo doveroso) frutto di quella “chiamata” insondabile che non si è potuto eludere».

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Dina Bellrham, pseudonimo di Edelina Adriana Beltrán Ramos, nacque a Milagro, nella provincia di Guayas, nello stato dell’Ecuador il 6 luglio 1984 ed è morta suicida a Guayaquil il 27 ottobre del 2011. Studentessa al quinto anno di Medicina presso l’Università Statale di Guayaquil, con la passione per la poesia (grande appassionata di Alejandra Pizarnik), ha fatto parte del gruppo poetico giovanile “Buseta de Papel”. Due le raccolte poetiche pubblicate: Con Plexo de Culpa (2008) e La Mujer de Helio (2011); altri lavori sono stati pubblicati postumi. Grazie all’interessamento della famiglia, nella figura della madre Cecibel Ramos e del critico letterario Siomara España, postumi sono stati pubblicati i volumi Je suis malade (2012) e Inédita Bellrham (2013). Alcune sue poesie sono state tradotte in inglese e francese su riviste e blog di cultura.

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Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), La testa tra le mani (2016), Le acque depresse (2016), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (I ediz. 2016; II ediz. 2020) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016, 2 voll.). Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, prevalentemente sulla letteratura straniera, tra cui le monografie su Ian McEwan e il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018). Si è dedicato anche allo studio della poesia della sua regione pubblicando Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca al quale ha dedicato un ampio saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici. Ha tradotto dallo spagnolo racconti di César Vallejo e di Juan José Millás e una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in Le iguane non mi turbano più (2020). Su di lui si sono espressi, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo, Sandro Gros-Pietro, Guido Oldani, Mariella Bettarini, Emerico Giachery e numerosi altri.

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Lorenzo Spurio su “Amazzonia verde d’acqua” della brasiliana Márcia Theóphilo

Sulla rivista online “Kmertro0” è stato pubblicato nella giornata di oggi l’intervento critico di Lorenzo Spurio sul nuovo libro della poetessa brasiliana Márcia Theóphilo, voce indiscussa dei diritti delle popolazioni indigene, Amazzonia verde d’acqua uscito per Mondadori nei mesi scorsa. L’approfondita analisi è stata pubblicata sotto il titolo di “Io canto il verde che va difeso. Márcia Theóphilo contro le barbarie dell’uomo che distrugge la sua unica dimora”.

Márcia Theóphilo, già vincitrice – tra gli altri – del Premio alla Carriera del Premio “Città di Vercelli – Festival di Poesia Civile” e del Premio di Poesia “L’arte in versi” di Jesi.

A continuazione un estratto di questo testo: “L’ultimo libro della poetessa brasiliana Márcia Theóphilo, Amazzonia verde d’acqua (Mondadori, 2020), può essere considerata la summa della sua opera letteraria dal momento che prosegue in un percorso iniziato ormai decenni fa, se si pensa che i primi libri pubblicati dalla poetessa e antropologa nativa di Fortaleza e da molti anni in Italia, vennero pubblicati negli anni Settanta. Il nuovo volume – non una vera opera omnia – presenta al suo interno alcuni testi già letti altrove, in sillogi precedenti, in lavori che hanno avuto ampio apprezzamento e diffusione se si pensa che, a tutt’oggi, la Theóphilo è tradotta in numerose lingue, tra le quali anche lo svedese, oltre alle maggiori lingue del ceppo neolatino. Il volume si presenta corposo al tatto ma di agevole fruizione nelle tante liriche che lo compongono, adeguatamente provviste della loro versione in portoghese-brasiliano (non è dato sapere se sono nate direttamente in questa lingua e poi “versate” nel nostro idioma o il contrario, ma tant’è); i materiali sono divisi in alcune sotto-sezioni che in qualche modo “anticipano” e agglutinano le varie simbologie e campi concettuali che la Poetessa intende far prevalere”.

Per leggere l’intero saggio di approfondimento cliccare qui.

Al via la VI edizione del Premio “Il Parnaso” in memoria di Angelo La Vecchia

L’importante competizione letteraria , nella sua edizione 2021, viene lanciata nel giorno in cui Angelo La Vecchia avrebbe festeggiato cento anni

Il 29 settembre 2020 ricorre il centenario dalla nascita di Angelo La Vecchia. Ha rappresentato la cultura nella nostra terra per oltre 50 anni diventando una icona del teatro per la nostra città. Nonostante le opportunità che la vita gli ha presentato nel corso degli anni è rimasto fortemente ancorato alla sua famiglia e alla sua terra.

Il direttore artistico ha scelto questo giorno per lanciare la VI edizione del Concorso Internazionale di poesia “Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia”; “L’anno scorso doveva essere l’edizione del centenario ma gli eventi hanno impedito che si svolgesse la manifestazione conclusiva prevista a marzo 2020” ci dice amareggiato il prof. Calogero La Vecchiasperiamo che questa sesta edizione si svolga in un contesto più sereno”. Le premesse ci sono tutte. Il Concorso si compone di diverse sezioni tre delle quali realizzate con paesi stranieri: Daghestan, Crimea e Macedonia. Quest’anno sarà proposta anche la II edizione del concorso per le scuole del primo ciclo “La Poesia è la mia Lingua” che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di tre scuole straniere e diversi istituti italiani.  Riproposta anche la sezione dedicata alla poesia Sperimentale destrutturalista.

Ringrazio l’associazione Culturale Athena che anche quest’anno sarà al mio fianco nella organizzazione del Concorso e della manifestazione finale” – ci dice il prof. Calogero La Vecchia – “e ringrazio tutti coloro che mi incoraggiano in questa bellissima ma faticosa avventura. Devo molto al conforto morale e spirituale del prof. Gaetano Augello che, in qualità di viaggiatore piazzista del Parnaso Canicattinese, mi tiene costantemente in contatto con gli Immortali del Parnaso”.

Anche quest’anno ci sarà il patrocinio del Ministero della Cultura Italiano, del Ministero della Cultura del Daghestan e del Comune di Canicattì che è stato sempre presente al Concorso.

Quest’anno ci saranno delle novità che verranno comunicate in seguito. “Speriamo di fare una conferenza stampa con alcuni dettagli e alcune importanti novità” conclude il prof. Calogero.

Regolamento alla pagina http://concorsoparnaso.weebly.com/regolamento-202021.html .

Si potrà partecipare inviando le poesie fino alla data del 15 dicembre 2020 utilizzando la pagina facebook del concorso: www.facebook.com/concorsoparnaso o l’email concorsoparnaso@gmail.com.

Scarafaggi come me. Il critico Marco Camerini su “Lo scarafaggio” di Ian McEwan

Recensione di Marco Camerini 

 

downloadDopo il colto, perspicace, ironico feto di Nel guscio e il dolente, umanissimo androide di Macchine come me, ancora una voce narrante anomala e spiazzante nell’opera narrativa di Ian McEwan, quella dal retroterra più blasonato: Lo scarafaggio (Einaudi 2020) condivide con il protagonista della Metamorfosi il nome tronco (Jim/Gregor) e un cognome graficamente identico eccettuata la “a” finale (Sams/Samsa), ma l’incipit del libro, sino a pag. 18 – a parte, evidentemente, l’aspetto inverso della trasformazione insetto-uomo che nell’autore praghese assume valenza meramente allusiva – è una ripresa fedele del racconto kafkiano che non trova, vedremo, coerente sviluppo quando l’artropode acquisirà (troppo naturalmente, pur nel contesto surreale del plot) fattezze e atteggiamenti del Primo Ministro inglese. Entrambi si svegliano da “sogni inquieti” (in McEwan compare paradossalmente la connotazione psicologica “tipo perspicace, ma niente affatto profondo”, attribuibile comunque anche a Gregor che tale appare quantomeno sul lavoro), verificano la spropositata grandezza del proprio nuovo corpo (lo scrittore inglese sceglie, sul solco della tradizione, l’aggettivo “immane”, sinonimo dell’enorme/gigantesco con il quale quasi tutti i traduttori hanno reso ungeheueren preferendolo a “mostruoso”, che è tuttavia l’accezione di natura morale del sostantivo tedesco da cui l’attributo deriva),[1] osservano costernati e distesi sul dorso rispettivamente “le numerose zampe miserevolmente sottili” e “appena quattro arti pressoché inamovibili”. In due stanze egualmente piccole – ma della tana kafkiana, in una giornata piovosa, è descritta semplicemente una fotografia (la madre?) laddove, in un “mattino di sole”, sul luogo dello scarafaggio Jim sono presenti un tavolo, delle bottiglie, un telefono…proprio l’assenza della cornice rompe la simmetria descrittiva – mentre Samsa inizia tragicamente presto la riflessione sul suo gravoso impiego di commesso viaggiatore culminante nel “farò tardi”, omettendo di fatto quella assai più logica su di una metamorfosi assurdamente accettata, Sams continua il meticoloso scandaglio del proprio involucro (“lingua ripugnante, denti infiniti, colorito azzurrino/smorto della pelle, ridotto campo visivo”) prima di giungere, con puntuale parallelismo, al “farò tardi”, ovviamente ad una ben più gratificante riunione del Parlamento di Sua Maestà. Con la verifica complementare di ambedue circa la difficoltà nel movimento e l’impossibilità a fidarsi della propria voce – nel rispondere l’uno alla madre e al procuratore, l’altro alla premurosa assistente identico è l’elemento del “pigolio” e del lamento/dolore nella faticosa emissione – si conclude la quasi testuale, intrigante parafrasi della prima parte della Metamorfosi e il modello de Lo scarfaggio diviene quello della letteratura distopica e della satira politica di J. Swift. La blatta, i cui gusti non sono certo quelli del raffinato feto citato ma “rimasugli di pizza margherita consumata vicino a sani scarichi” (con olive, possibilmente), canaline di scolo e tracce assai poco nobili dei blasonati cavalli della Guardi Reale, vittima del timore congenito per il trapestio di piedi provocato da “masse di incivili per strada a far baccano” (non contano le finalità ideali delle rivendicazioni di massa) ma anche di temibili tacchi a spillo over 10 e micidiali aspirapolveri da moquette, affezionata frequentatrice di boiserie cariate e battiscopa in legno un po’ consumati (meglio se in ambienti a luci soffuse) si ritrova, “in piedi ad un’altezza vertiginosa” e messa di buon umore dalla toilette mattutina, nelle vesti dell’affabile, esitante, bipartisan primo uomo dell’attuale scena politica britannica: il riferimento non è affatto casuale in questo velenoso, schieratissimo pamphlet anti-Brexit per il quale, alla fine, non era forse nemmeno necessario scomodare l’autore del Processo, visto che i due piani si saldano a fatica, se si eccettua la scelta del ripugnante animale come esemplificazione simbolica del disgusto dello scrittore per la linea politica di Boris Johnson. Rimane l’attrazione per  il caffé (meglio i fondi), lo zucchero, i mosconi appena morti ma immediata risulta la destrezza dell’ex-parassita nell’adattarsi alla visione “multicolore, binoculare, non composita” di una vita pubblica deformata e avvelenata da liberatorie menzogne, intrighi, bassezze, “arsenale simbolico di trappole, frecce avvelenate, mine antiuomo” e trasformare il conciliante inquilino di 10 Dawning Street in un “moderno Pericle”, scaltro e spietato leader degli Inversionisti. Orwellianamente contrapposti ai Cronologisti filoeuropeisti, da “individui eccentrici e lupi solitari” questi ultimi sono assurti, cavalcando la stanchezza diffusa e la strisciante paura dell’ignoto di chi ha affidato loro il proprio voto, a epigoni dell’idea “semplice, bella” e patriottica che orientare il flusso monetario non in direzione dell’accumulo ma di un reimpiego frenetico dei capitali affranchi il popolo inglese da una detestabile schiavitù, lo corrobori con “il dono sacro di una esaltante autostima”, elimini le disuguaglianze, il divario Nord/Sud, la stagnazione dei salari: i backbenchers (promotori dell’Inversionismo estremo) si troveranno, alla fine, d’accordo con frange significative della “vecchia” Sinistra e questo costituisce l’ultimo, peggiore tranello. La mistificazione che la vittoria autarchica risponda al grido collettivo forte e sincero di emancipazione culturale prima che economica (quanto inquietante la somiglianza degli scarafaggi con gli esseri umani “che celano dietro le varie tonalità di grigio, verde, marrone degli occhi l’essenza cangiante della loro natura blattoidea”) è la “polvere magica” del populismo, temibile composto di irrazionalità, xenofobia, cinismo mascherato da nostalgia per certe forme di purezza nazionale[2] che il protagonista, a capo di un Gabinetto improvvisamente decisionista, sparge a piene mani chiudendo i negozi il 25 dicembre per rilanciare il PIL, favorendo il quantitative easing (aumento forzoso della moneta a debito in circolazione), incrementando assunzioni nel pubblico impiego, progetti pubblici e importazioni (favorite dal presumibile crollo della sterlina post-Brexit), sancendo addirittura la perseguibilità penale per i malcapitati risparmiatori rei di non immettere denaro nell’incessante, vorticoso flusso del circuito produttivo. E mentre vengono messi in riga gli (ex)alleati francesi e tedeschi, con l’eccezione del Presidente americano (se non altro perché “uomo tutto d’un pezzo e di solide certezze morali” ricorre spesso a Twitter, “versione primitiva dell’inconscio feromonale”: strepitoso il ritratto-macchietta di Tupper/Trump), viene scelto anche l’inno – Wolking back to happiness di Helen Shapiro (?) – per una scommessa che, entro il 2050, garantirà all’Inghilterra tutta un futuro pulito, verde, fiorente, libero dagli asfissianti cavilli anti-impresa del moloch statale e transnazionale.

Scritto in punta di penna e “tanta rabbia”, per ammissione dello stesso McEwan, durante le presentazioni di Macchine come me, Lo scarafaggio è un divertissement in bilico tra fantapolitica e caustica, a tratti godibile, disamina di un presente politicamente inaccettabile per un convinto progressista di rango che, fra le brillanti, riconosciute qualità narrative, conferma la sua non comune abilità nella costruzione dei finali: svanito rapidamente, l’ingombrante riferimento alla Metamorfosi ritorna in un epilogo prevedibile ma spettacolare, sul quale non anticipiamo veramente nulla.

MARCO CAMERINI

 

[1]    Ci riferiamo alla traduzioni storiche della Metamorfosi di E. Pocar, G. Zampa, F. Fortini e Andreina Lavagetto (Mondadori, 1991), cui facciamo riferimento per questa analisi comparata. Peraltro proprio la dimensione dell’insetto, coincidente all’apparenza inizialmente con l’intero corpo, viene costantemente smentita da Kafka nel corso della narrazione, a conferma che la mutazione è del tutto metaforica e non reale. Ma il discorso sarebbe ampio e non pertiene alla presente recensione.

[2]    Cfr. pag. 106 dell’illuminante postfazione.

 

L’autore della recensione ha acconsentito e autorizzato alla pubblicazione del testo su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. Si rappresenta, inoltre, che la diffusione del presente testo su altri spazi, in forma integrale o parziale, non è consentita senza il consenso scritto da parte dell’autore.

“Eppure ancora i nespoli. Dissertazioni sullo haiku” di Antonio Sacco – Recensione di Lorenzo Spurio

In data 04/08/2020 sulla testata online “Culturelite” diretta dal prof. Tommaso Romano è stata pubblicata la lunga recensione di Lorenzo Spurio al nuovo libro del poeta e haijin campano Antonio Sacco, Eppure ancora i nespoli. Dissertazioni sullo haiku (Nulla die Edizioni, Piazza Armerina, 2020) di cui a continuazione un estratto.

Sacco2020OKISBNLa nuova opera letteraria del poeta, articolista e soprattutto haijin Antonio Sacco (nato a Vallo della Lucania, nel Salernitano, nel 1984, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento), uscita da pochi giorni per le Edizioni Nulla Die di Piazza Armerina (Enna), porta come titolo Eppure ancora i nespoli. In copertina, sul fondo di un cielo chiaro che trasmette l’idea di pulizia, sospensione ma anche di tranquillità emotiva e universale, si staglia una pianta di nespole in fiore. La conformazione dell’apparato floreale, nel suo candore e voluttuosità nell’aria, ci fa immaginare con facilità, un’atmosfera dolce e speziata che non verrà mai meno nel corso della lettura del volume.
Antonio Sacco, che ha dato alle luce in precedenza un altro volume, ovvero In ogni uomo un haiku (Arduino Sacco Editore, Roma, 2015) giunge ora, con questa nuova produzione, ad affrontare l’universo della poesia orientale haiku (ma non solo) da una molteplicità di punti di vista. Si tratta senz’altro di questo approccio diversificato e prospettico nei confronti del genere haiku (ma, dovremmo dire, di una sensibilità empatica ed olistica, influenzata di certo dalla filosofia orientale) uno dei punti di forza di questo libro agile e curioso, importante e pregno di nozioni.
Nella nostra contemporaneità di haijin se ne contano a decine, al punto tale che sono nati – in ritardo, certo, rispetto all’universo anglofono ma non per questo meno importanti – anche nel nostro Paese vari “contenitori”, vale a dire di situazioni dove l’haiku viene richiesto, pubblicato, diffuso e fruito. Riviste di settore, ma soprattutto blog specifici sull’argomento o con determinate rubriche che ne consentono un oggetto di trattamento e discussione privilegiata, finanche competizioni letterarie che non possono più far finta che lo haiku non rappresenti una sfaccettatura, una componente importante della poesia contemporanea di qualsivoglia letteratura europea.
Antonio Sacco fa di più: non è solo un haijin, vale a dire un produttore di haiku, ma è anche un attento studioso del genere, delle sue forme, manifestazioni, influenze e ambienti nei quali prende piede e si sviluppa. Lo ha studiato, e continua a studiarlo, di certo per approfondire meglio la sua ricerca ma anche – ed è notevole osservarlo – per renderlo maggiormente comprensibile e fruibile anche agli altri. È di appena pochi giorni fa un suo interessante articolo[1] che, con l’adozione di una logica privativa (atta a descrivere ciò che è un haiku a partire da ciò che non fa un haiku) fornisce nozioni in maniera semplice e persuasiva, alla portata di tutti, rendendo il genere haiku da “troppo lontano” e a noi estraneo, come spesso viene percepito, a qualcosa di ordinario.

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