Addio a Julio Monteiro Martins, scrittore italo-brasiliano

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Julio Monteiro Martins

Mi è appena giunta la brutta notizia della morte di Julio Monteiro Martins, scrittore di origini brasiliane che da anni viveva a Lucca.
Poeta, scrittore, critico e direttore della rivista di letteratura “Sagarana” da lui fondata e con la quale ho avuto il piacere di collaborare varie volte con racconti e saggi. Cliccando qui si potrà leggere una biografia dell’autore.
Se ne va una persona dall’animo gentile e dalla cultura sterminata, sensibile, un autodidatta sincero che mi ha insegnato molte cose e di cui la letteratura italiana, brasiliana, della migrazione e mondiale, dovrà di certo tenere in considerazione.
Per ricordarlo, di seguito, lascio i link di due miei interventi sull’attività di Julio Monteiro Martins che sono l’intervista che gli dedicai qualche tempo fa prima della scoperta della malattia e la recensione che scrissi per la sua seconda e ultima raccolta di poesie “La grazia di casa mia”


R.I.P. Direttore.

 

 

“Orchidea”, racconto di Rita Barbieri

ORCHIDEA

Racconto di RITA BARBIERI

“Quel tatuaggio era per gli assenti, i fuggitivi, i lontani, gli indecisi.”

tattoo-parlor1Il giorno in cui decisi di tatuarmi un’orchidea pioveva forte. Grossi lacrimoni densi  si sbattevano sull’asfalto del marciapiede formando pozze acquitrinose nelle crepe.

Mi strinsi ancora di più nel mio impermeabile beige e attraversai la strada correndo sotto la pioggia battente. Avevo preso l’appuntamento per telefono e la persona che mi aveva risposto era un uomo dalla voce arrochita dal fumo. Non mi aspettavo niente di diverso.

Lo studio dove entrai era un buco buio, seminascosto in uno scantinato. Sentivo provenire un sottofondo di musica rock. Aveva lo stesso ritmo che, in quel momento, mi batteva dentro.

Non tirai neanche il fiato prima di aprire la porta: non volevo fermare nemmeno per un attimo il carico di adrenalina che mi scorreva, misto al sangue, nelle vene.

Lui alzò gli occhi e mi guardò fissa:

-Bianca?-

-Si-

Ovviamente non si aspettava una come me nel suo studio.

-Sei sicura?-

-Sicurissima.- dissi, estraendo dalla borsetta il disegno concordato e una busta che, in modo discreto, conteneva il suo compenso. Questo sembrò convincerlo.

-Accomodati  e togliti la giacca-

Mi girai e, lentamente, cominciai a togliermi l’impermeabile umido di pioggia. Non sapevo dove appoggiarlo per cui indugiai un po’ dandogli le spalle. Mi sentivo osservata. Indossavo un abito semplice, lineare, di maglia nera che assecondava i movimenti del corpo. Era uno dei miei preferiti e lo avevo scelto apposta.

-Appoggialo pure qui- disse lui alla fine. Mi girai e questa volta fui io a osservarlo. Era alto e grosso. Aveva braccia forti e muscolose, interamente ricoperte di tatuaggi variopinti che formavano reticoli e labirinti. Non li guardai nemmeno per un momento ma mi concentrai sui suoi occhi. Erano grandi e scuri e, in quel momento, rivelavano curiosità.

-Puoi sederti.-

Lo feci e tirai su la manica del vestito. Osservai per l’ultima volta il mio polso così com’era e poi chiusi gli occhi.

Quando avevo deciso di tatuarmi, non avevo nemmeno dubitato per un secondo su dove farlo. Il polso sinistro, nel punto dove si sente il cuore. Quando gli avevo parlato per la prima volta, lui aveva precisato:

-Farà un po’ male, lo sai vero?-

-Non importa. È anche per questo che voglio farlo-

Il tatuatore mi prese il polso e lo studiò:

-Forse sentirai male, come ti avevo detto è un punto delicato..i tendini e i nervi sono in evidenza…-

-Non importa. Lì va bene-

Nel momento in cui l’ago mi entrò nella pelle piansi. Il tatuatore mi chiese se dovesse fermarsi, se sentissi troppo dolore e io, per tutta risposta, scossi la testa e mi morsi le labbra con forza. Non potevo spiegare che il dolore che sentivo non aveva niente di fisico.

Lui sembrò capire e andò avanti. In silenzio, continuavo a piangere. Era più facile farlo lì in uno studio buio, davanti a uno sconosciuto che pagavo per procurarmi un piccolo dolore e una cicatrice inchiostrata che sarebbe durata per sempre. Era più semplice mostrarmi fragile e debole davanti a qualcuno che non conoscevo e che non avrei più rivisto. Probabilmente pensava fossi pazza ma non me ne importava. Ogni puntura toccava nodi e gorghi sepolti dentro di me e li portava a galla, esplosi in lacrime pulite e liberatorie. Non mi ero truccata quel giorno, sapevo che non avrebbe avuto senso.

Non so esattamente quanto fosse durata l’operazione, so solo che a un certo punto il tatuatore mi disse “Fatto!”  e mi portò il braccio vicino agli occhi perché osservassi il risultato.

Eccolo lì, il mio piccolo bocciolo d’orchidea. Sembrava osservarmi. Era fragile e delicato, come avevo chiesto.

 –Ti piace? Va bene?-

-Si. Benissimo. È quello che volevo-

Lui allora lo coprì con una garza sterile e cominciò a farmi raccomandazioni. Io non lo ascoltavo. Continuavo a pensare che adesso finalmente avrei avuto su di me qualcosa che sarebbe durato per sempre. Che non se ne sarebbe andato via al primo lavaggio, che non avrebbe subito gli attacchi corrosivi del tempo, qualcosa che mi avrebbe fatto compagnia per sempre. Finalmente qualcosa di fisso e incancellabile. Qualcosa che non sarebbe scivolato via facilmente,che non avrei potuto perdere, smarrire, dimenticare e non trovare mai più. Avevo fatto quel tatuaggio per ricordare tutte le assenze della mia vita che, ormai, come quel tatuaggio, mi appartenevano e mi segnavano. Facevano parte di me e me le vedevo davanti tutte le volte che mi guardavo dentro.

Quel tatuaggio era per gli assenti, i fuggitivi, i lontani, gli indecisi.

Era per coloro che erano durati quanto il tempo di una bellissima orchidea in un vaso: troppo poco.

Fuori la pioggia batteva ancora furente. Non mi importava. Infilai un paio di grandi occhiali scuri per nascondere i segni del pianto e mi infilai l’impermeabile ancora umido. Il tatuatore mi guardava pensieroso, sembrava chiedermi se stessi bene.

Mi aggiustai perbene gli occhiali  e gli sorrisi. Lo ringraziai. Presi l’ombrello e uscii: avevo una lunga giornata davanti.

“Il sole sorge a est” di Silvia Tufano

copertina silvia” Il Sole sorge a Est “. La lettura del libro, lascia la guida intravista dalla copertina : un percorso, un sentiero d’attraversare in silenzio, da soli, alla ricerca di quella luce all’apice di un un monte, simbolo dell’essere e le sue contraddizioni . I racconti reali, proiettano il lettore alla condizione di vedere e rivedere se stesso. Lo stile scorrevole permette riga dopo riga di non fermarsi a pensare, perchè è tutto molto chiaro , avvincente ! Se, la distrazione interviene per il vivere quotidiano, la mente d’incanto ti riporta al personaggio lasciato lì per un attimo sospeso e il desiderio di ritornare e finire il racconto diventa una necessità . La curiosità alimenta la conoscenza ! L’elemento noir è finemente interpretato con “eccessi ” reali ben amalgamati alla sensibilità di una donna! A tal proposito, non manca la costante poetica riferita a stati d’animo adagiati con cura, ognuno su un letto naturalistico, tanto da sembrare un unico ” sospiro ” . Cinque racconti, mai distaccati tra loro, un filo conduttore li unisce ed è L’UOMO, il suo abbandono , la condizione ancestrale dell’esser figlio- genitore o genitore – figlio, il dolore di segreti celati o spesso evidenti di un naturale affetto mancato, dai quali scaturiscono:il mondo della solitudine , della sofferenza. Volutamente, non mi addentro nella descrizione dettagliata del testo, per non svelarne l’autenticità e la stessa bellezza in esso contenuti . 

Una recensione: Il sole sorge a est è una raccolta di cinque racconti brevi scritti tutti nel’ inverno di quest’anno. L’autrice, abbracciando diverse varietà stilistiche, riesce con delicatezza e armonia, a narrare le sofferenze, le contraddizioni, le diversità del genere umano. L’attenzione è rivolta particolarmente a tutti coloro che hanno una profonda voglia di riscatto e di rinascita, che sono riusciti a crearsi una seconda possibilità e che non hanno consentito, alle vicissitudini spesso negative della vita, di spegnere l’unico motore attorno al quale tutto sembra ancora ruotare: la speranza. Le storie narrate in questo libro rivelano una profonda umanità dell’autrice, la capacità di ridare dignità anche a ciò che, a prima vista, sembrerebbe essere agghiacciante e terrificante. Tutto il libro è pervaso da una amorevole tenerezza con dei finali che lasceranno senza fiato e che proietteranno il lettore in dimensioni di vita mai nemmeno immaginate con descrizioni “ filmiche” che toccheranno livelli narrativi e discorsivi altissimi. L’autrice si muove tra i meandri della narrazione con una maestria e una naturalezza quasi innate. Il primo racconto dal titolo “Anime di burro” che narra una storia dolorosamente tormentata , è vincitore di tre concorsi letterari, due nazionali ed uno internazionale. L’ultimo racconto dal titolo “Non aver paura”, il preferito della scrittrice, apre uno spaccato totalmente nuovo e avanguardista su reati spesso efferati e disumani come l’omicidio. Un libro che non lascia indifferente e che arriverà dritto al cuore dei lettori. Un soave canto della diversità da parte di un’autrice emergente che non tarderà a divenire una scrittrice di grandi successi.

 
TITOLO:  IL sole sorge a est
Autore: Silvia Tufano
Editore: Aletti editore
Pag: 80
Disponibile nelle librerie e su tutti i book shop anche in versione ebook.

Lucia Bonanni su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

LA CUCINA ARANCIONE di LORENZO SPURIO

Recensione di LUCIA BONANNI

 

cover_frontArancione: né rosso, né giallo.

Arancione: un miscuglio di rosso e di giallo

Rosso il colore della passione. Giallo il colore della follia.

I colori sono la manifestazione dell’energia e l’arcobaleno rappresenta sia il flusso di energia della terra sia quello del corpo umano. Nell’arcobaleno umano esistono colori fisici e chimici, equilibrio, cromatismo, mescolanza, fissazione, trasmissione.

Nella teoria sull’uso del colore Kandinskij dice che il colore può avere effetti sullo spettatore: un “effetto fisico”, basato su sensazioni momentanee, e un “aspetto psichico”, dovuto alla vibrazione che tocca le corde dell’interiorità. Sempre secondo il pittore, l’energia del giallo è prorompente, irrazionale e indica eccitazione mentre l’energia del rosso è consapevole e può essere incanalata.

A sua volta l’arancione esprime energia, movimento e più è vicino al giallo e più è superficiale.

Nella logica delle cinque W che riguardano la narrazione, nel who dei racconti di Spurio, oltre ai vari personaggi, può essere annoverato anche  il colore nelle sue allusive accezioni e simbologie e figure di significato: l’arancione della cucina, il nero dei capelli e dell’abbigliamento di Stella, l’ocra del cappotto della vecchia, il blu del desktop del computer, il carminio del rossetto, il bluette dei fili elettrici, quello del muro scrostato che l’autore lascia solo immaginare, il rosa acceso della casa al mare, il giallo della camicia dell’uomo di colore, il bouquet di fiori blu e gialli, quello dei vetri rotti della bottiglia, la tonalità “abbaiante” dei capelli e della carnagione del bambino…
Come afferma il personaggio principale del racconto “L’alfabeto numerico”,”La vita è un’espressione algebrica che può essere risolta in varie maniere”. Ma dico io!come si fa a vivere in una cucina arancione! In un ambiente dove, anche per gli arredi, non esiste altro colore, se non quello  enunciato e la gamba stecchita del tavolo non serve soltanto a sostenere il piano su cui si appoggia un vassoio con la zuccheriera e una tazzina da caffè, di color arancione, naturalmente!

Secondo J. Lacan l’inconscio è strutturato come un linguaggio; esso è una combinatoria di elementi discreti. La struttura di tale linguaggio emerge nelle funzioni dell’inconscio e, se manca un significante, allora il linguaggio divine espressione di trauma in quanto il linguaggio dell’inconscio si svolge su due assi: l’asse della sincronia che è quello della metafora, e l’asse della diacronia che è quello della metonimia. Esistono quindi vari registri: reale, simbolico, immaginario come esistono lo stadio dello specchio e quello simbolico.

“La cucina arancione” non è altro che un grande contenitore, uno scatolone in cui sono riposti tutti i disagi dell’affettività in relazione a comportamenti devianti, ansie, paranoie, allucinazioni, ossessioni, alienazioni, fissazioni, perversioni, manie, che i personaggi come le persone incontrano nel loro essere tali. Come afferma G. Bufalino, “Molti diventano personaggi perché non sanno essere persone” e i personaggi di Spurio sono persone reali e incarnano quella realtà che si dimostra la più abile dei nemici con i suoi attacchi inattesi e sorprendenti dove anche  “Il diavolo è un ottimista, se pensa di peggiorare gli uomini”.  

La sessualità è energia che si esprime sotto forma di pensiero, di movimento, di sentimento, di passione perché “C’è qualcosa di profondo e terribile nelle potenzialità della sessualità che costringe la società a tenerla separata dalle altre sfere in quanto sembra ed è puro gioco, ma scatena razioni che si svolgono sul registro del tutto e del nulla, della vita e della morte. Anche un semplice sguardo può mettere in moto desideri sfrenati, amore, odio, vendetta” ( F. Alberoni).

La women in dark, e forse avrebbe fatto meglio ad essere una women in red, “eccentrica, non particolarmente bella”, dallo sguardo smorto e le labbra tinte di carminio, se ne va in giro con un paio di scarpe così fuori tempo da risultare desuete anche nella vetrina di un punk o di un metallaro. E poi quel nome a richiamare brillantezza e fissità, persino affidabile ed attraente, una vera calamita come le sue forme arrotondate, si rivela un ossimoro col suo modo di essere. L’ingenuo avventore la crede la “Morte in persona” mentre al bancone del bar già chiede un “generoso rabbocco” non  solo di Jim Beam, il suo whisky preferito, insieme ad atteggiamenti ambigui e   parole frammentate.

“La fascinazione è sempre un invito e un rifiuto, in definitiva una sfida. Per questo (il personaggio) ha un effetto conturbante, inquietante, perché fa intravedere una modalità di esistenza beata” ( F. Alberoni). Ed anche quella volta la foga di Stella aveva avuto la meglio come pure il colore arancione. “È stata colpa dell’arancione della cucina”. Si scusò l’uomo, quando Stella gli disse che doveva andarsene da casa perché  come il suo primo marito “aveva superato i limiti della violenza”. Il poveretto, oltre alle sbronze,  le lasciò  i quadri, l’assegno di mantenimento, i soldi ricavati dalla vendita della casa, come risarcimento per quella carenza di stile e di gusto che l’aveva condotto alla violenza. Prese a fare il barbone e non fece alcun reclamo perché era certo che lei l’avrebbe denunciato per stupro. (dal racconto La cucina arancione).

La numerologia è una scienza esatta. Ogni numero ha un significato ben definito. E come il sette, somma del tre e del quattro, diviene tratto d’unione tra la Terra e il Cielo, il ventisei identificava una vecchia. Anche la smorfia napoletana parlava chiaro. Occorreva giocare subito quel numero a lotto! “… il coltello nella mano destra. Glielo infilai più volte nel petto. La lama entrò dentro come quando si taglia un formaggio molle”.  L’ossessione onirica si era trasformata in delitto, ma il protagonista del sogno piombò nel più cupo sconforto allorché si rese conto che si era soltanto illuso di averla uccisa e di essersi finalmente liberato di quegli incubi che lo  tormentavano. Quando si avvicinò al portone di casa ebbe soltanto il tempo di “vedere (la) moglie dietro la finestra che piangeva e singhiozzava.” (da racconto La vecchia col cappotto ocra).

“Crescendo e imparando a conoscere anche la famiglia di qualche sua amica, aveva capito che non erano le famiglie degli altri ad essere strane o preoccupanti, ma era la sua che non si uniformava alla Normalità. La povera Mariastella “allora cominciò a vergognarsi” e “saltuariamente le (sue) emicranie si presentavano con dei dolori lancinanti” e “pesante senso di vertigine. “Il grande armadio si stava spostando verso di lei, baldanzoso, con le ante aperte e ciondolanti per fagocitarla”. Ancora una volta vaneggiava e  sperimentava una “realtà distorta, irreale, frutto di un’alterazione psichica”.

A Michele non piaceva “sporcarsi le mani”. Lui  “era il dio del computer”. “All’aspetto non era brutto… era da escludere che avesse una relazione seria con una donna… e varie volte aveva preso delle  ferie abbastanza lunghe per andare in vacanza in sud America…”. “ Michele accese il computer e sorrise al bambino che si era seduto sulla poltrona per vedere la tv. Mentre era impegnato a diagnosticare il problema del computer, gettava sguardi interessati verso il bambino e… fu in grado di vederlo sotto un’altra prospettiva”Quando gli agenti suonarono alla porta per arrestarlo” pensò che “la gravità dell’episodio non stava in ciò che aveva commesso, ma nel suo dover  fare a meno del  pc”. Quando gli fu chiesto cosa avesse fatto al bambino,  rispose semplicemente che “doveva installare un software di base”. ( dal racconto Software di base).

E se nell’espressione poetica Spurio va dritto al cuore di chi legge, offrendo come sunto una forma didascalica come chiave di lettura del componimento, nell’espressione narrativa lo spiazza del tutto, lo disorienta e lo lascia persino dubbioso con i possibili significati di senso, lasciati all’ultima riga del racconto. Il metodo usato è sempre lo stesso: mostrare ciò che in effetti non è e sorprendere con ciò che in effetti è. Oppure disseminare indizi, ravvisabili anche negli stralci d’autore, tra cui I. McEwan, D. Campana, J. Josè Millás, C.M. Pemán, G. García Marquéz,   inseriti nella prima pagina del racconto,  per sorprendere e lasciare nel lettore anche un senso di incalzante smarrimento di fronte ad avvenimenti che talvolta destano stupore,  sdegno  e raccapriccio. “Quegli agenti erano stai una benedizione, tutto sommato”, “Ora la zia aveva una vita rovinata”, “L’indomani se ne andò a comparare un altro manichino”, “telefonai al sarto dicendogli di non dimezzare più gli altri indumenti”, Di sicuro anche lui è un fedele compagno di Alex Portnoy”.

Un libro di non facile lettura, quello di Spurio, considerando i dinamismi della personalità, il rapporto che essi hanno  in rapporto al modo con cui l’individuo si relaziona con il mondo, permettendo, se pur in forma narrativa,  un’analisi comparativa di casi clinici in cui si notano cambiamenti evidenti di comportamento rispetto ai così detti comportamenti “normali”.

Non c’è nulla di magico o di divinatorio nei racconti di Spurio. Solo realtà. Realtà cruda, realtà di personaggi che sono persone e come persone soffrono quel “male di vivere” che spesso sfocia in patologie conclamate, conflitti e devianze, del tutto avversi alla vita  e alla sua stessa natura.

Non c’è nulla di magico… solo un’approfondita conoscenza da parte dell’autore, non solo per quanto concerne i generi letterari, ma anche per quelle che sono le scuole psicologiche come la Gestalt ed altre per cui il testo “La cucina arancione”, oltre che letterario può essere considerato un vero e proprio saggio narrativo. 

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Lucia Bonanni

 

San Piero a Sieve, 10/11/14

I Premio Letterario “Città di Fermo” – il bando di partecipazione

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La Libera Associazione Culturale ARMONICA-MENTE di Fermo presieduta da Nunzia Luciani, con il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Fermo e del  Comune di Fermo, indice la Prima Edizione del Premio Letterario “Città di Fermo” regolamentato dal presente bando di concorso.

 

 

  1. Il Premio letterario è articolato in due sezioni:

Sezione A – Poesia a tema libero

Sezione B – Racconto a tema libero

Non verranno accettati testi in dialetto o in lingue diverse dall’italiano.

Il genere letterario dell’haiku non verrà considerato collocabile all’interno della sezione A.

Si potrà partecipare con poesie e racconti –sia editi che inediti- ma nel caso degli editi non dovranno aver conseguito un 1°, 2°, 3° premio in precedenti concorsi letterari.

 

  1. Per la sezione Poesia si potrà partecipare inviando un unico testo poetico munito di titolo, che non dovrà superare i 35 versi di lunghezza (senza conteggiare le spaziature tra strofe).

 

  1. Per la sezione Racconto si potrà partecipare inviando un unico testo narrativo munito di titolo che non dovrà superare le 4 cartelle editoriali (una cartella editoriale corrisponde a 1800 battute spazi inclusi).

 

  1. Quale tassa di partecipazione è richiesto il pagamento di 10€ per partecipare ad un’unica sezione e 15€ per partecipare ad entrambe le sezioni. Il pagamento dovrà avvenire secondo una delle modalità descritte al punto 6 del presente bando.

 

  1. Il partecipante dovrà inviare il testo che propone al concorso in 6 copie cartacee, tutte rigorosamente anonime, assieme alla ricevuta del pagamento e la scheda contenente i propri dati personali per via cartacea entro la scadenza del 30 gennaio 2015 all’indirizzo del Presidente di Giuria, indicando quale indirizzo il seguente:

 

Premio Letterario “Città di Fermo”

c/o Dott. Lorenzo Spurio 

Via Toscana 3

60035 –  Jesi (AN)

 

  1. Il pagamento potrà avvenire con una delle seguenti modalità:

Postepay

Numero tessera: 4023 6006 6599 3632  

Intestata a Nunzia Luciani         –        CF: LCNNNZ54H48G920P

Causale:  I PREMIO LETT. “CITTÀ DI FERMO”

 

Bonifico bancario 

IBAN: IT24X0538769660000000553815

Intestato a Armonica-Mente     

Causale: I PREMIO LETT. “CITTÀ DI FERMO”

 

  1. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo.

 

  1. La Commissione di giuria è composta da esponenti del panorama culturale e letterario legato alla Regione Marche:

Sezione A – Poesia –

Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria

Susanna Polimanti – Presidente del Premio

Lella De Marchi – Componente

Asmae Dachan – Componente

Renata Morresi – Componente

Cinzia Franceschelli – Componente

 

Sezione B – Racconto-

Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria

Susanna Polimanti – Presidente del Premio

Marco Rotunno – Componente

Fabiano Del Papa – Componente

Cesare Catà – Componente

Luca Rachetta – Componente

 

Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile.

 

  1. Saranno premiati i primi tre poeti vincitori per ciascuna sezione. Il Premio consisterà in:

Primo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 150€

Secondo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e 100€

Terzo premio: targa o coppa, diploma con motivazione della giuria e libri.

La Giuria inoltre procederà ad attribuire Menzioni d’Onore e Segnalazioni a vario titolo quali ulteriori premi, a discrezione del giudizio della Giuria.

 

  1. La cerimonia di premiazione si terrà nelle Marche, a Fermo (in un luogo che verrà indicato con precisione in un secondo momento) in un fine settimana di Maggio 2015. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.

 

  1. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio. In caso di impossibilità, la targa/coppa e il diploma potranno essere spediti a casa dietro pagamento delle spese di spedizione, mentre i premi in denaro non verranno consegnati e saranno incamerati dall’Associazione per future edizioni del Premio.

 

  1. Tutti i testi dei vincitori, dei selezionati e dei menzionati a vario titolo saranno pubblicati nel volume antologico che sarà dotato di regolare codice ISBN e che sarà presentato nel corso della premiazione.

 

  1. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.

 

 

NUNZIA LUCIANI – Presidente Ass. Culturale ARMONICA-MENTE

SUSANNA POLIMANTI – Presidente del Premio

LORENZO SPURIO – Presidente di Giuria

 Scarica il bando in formato PDF

Evento FB 

Info: premiocittadifermo@gmail.com

                     

              

                                   Scheda di Partecipazione al Concorso

 

 

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione al concorso. Alla scheda va, inoltre, allegata l’attestazione del pagamento della relativa tassa di lettura per posta entro il 30-01-2015.

 

 

Nome/Cognome _______________________________________________________________________________

Nato/a ______________________________________________ il _______________________________________

Residente in via ______________________________________Città______________________________________

Cap _______________________ Provincia _________________________Stato____________________________

Tel. ___________________________________Cell.___________________________________________________

E-mail ________________________________________Sito internet: _____________________________________

 

Partecipo alla sezione:

□ A –Poesia                                           □ B – Racconto

 

con il/i testo/i dal titolo/i__________________________________________________________________________

_____________________________________________________________________________________________

_____________________________________________________________________________________________

 

 

Data____________________________________ Firma __________________________________

 

 

 

□ Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.

 

 

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.

 

 

 

 

Data_____________________________ Firma ____________________________

La premiazione del XXV Premio Città di Porto Recanati (dom. 28-09-2014)

Alcuni scatti della Premiazione del XXV Premio Città di Porto Recanati fondato e diretto dal professore Renato Pigliacampo.

Giuria: Lorenzo Spurio (Presidente), Susanna Polimanti (Componente), Lella De Marchi (Componente), Renato Pigliacampo (Componente)

Premiazione svoltasi domenica 28 settembre 2014 alle ore 17:00 al Castello Svevo di Porto Recanati (MC)

Le foto sono di Pietro Carenza (Turi – BA)

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Uno sposalizio di cultura e impegno sociale: l’antologia di “Autori e Amici di Marzia Carocci”

L’antologia “Autori e Amici di Marzia Carocci” contiene i testi (poesie, aforismi, racconti) e i materiali grafici (foto, foto di sculture e pitture) che tanti amanti dell’arte hanno inviato nell’occasione del 12° evento di Autori e Amici di Marzia Carocci, celebre poetessa e scrittrice fiorentina che annualmente raccoglie attorno a sé artisti che provengono da tutta Italia.

Quest’anno l’iniziativa si ingrandisce ulteriormente prevedendo un’intera giornata dedicata a questo lodevole evento poiché unisce l’amore per la cultura e il desiderio di aiutare l’altro: i ricavi che ci saranno dalla vendita dell’antologia promossa e pubblicata da TraccePerLaMeta Edizioni, infatti, verranno donati alla Lega del Filo d’Oro, ente assistenziale importantissimo per l’aiuto ai pluriminorati sensoriali.

Il volume, che si apre con una lettera aperta di Marzia Carocci ai suoi amici ed autori, è seguito da una nota di prefazione del critico letterario Lorenzo Spurio che ha curato l’intero volume e che domenica 12 ottobre assieme alla promotrice, Marzia Carocci e le poetesse Laura Faucci e Annamaria Pecoraro, presenterà la serata. Per l’occasione il direttivo dell’Associazione Culturale TraccePerLaMeta (Anna Maria Folchini Stabile – Presidente; Sandra Carresi – Vicepresidente; Paola Surano – Tesoriere; Lorenzo Spurio – Responsabile PR; Laura Dalzini – Art Director) sarà presente al completo.

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L’evento, che avrà luogo a Sesto Fiorentino (FI) domenica 12 ottobre, presso il Centro “Querceto” (Via Napoli) con il Patrocinio Morale del Comune di Firenze, si svolgerà secondo il seguente programma: ore 11:00 – Presentazione della Antologia e Vendita; ore 13:00 – Pranzo conviviale; ore 15:30 – Inizio evento con la chiamata dei vari artisti.

Sarà presente il Presidente del Consiglio di Firenze, Eugenio Giani,  e per la Regione Toscana, Massimo Rollino; i musicisti Andrea Gamanossi e Fabrizio Innocenti allieteranno la serata con intermezzi musicali.

I testi presenti in questa antologia tematica, testimone di un grande e raffinato lavoro editoriale, saranno declamati durante la serata, momento nel quale l’antologia potrà essere acquistata.

Per quanti non saranno presenti, l’antologia sarà disponibile a partire dal giorno successivo dell’evento, sullo Shop online di TraccePerLaMeta Edizioni o mettendosi in contatto con l’Associazione alla mail info@tracceperlameta.org

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“Detti, dialetti e folklore locale” il filo rosso del numero 13 della rivista Euterpe

Gentilissimo/a lettore/lettice,

siamo felici di comunicarLe dell’uscita del 13° numero della rivista di letteratura Euterpe.

Il numero a tema “Detti, dialetti e folklore locale” raccoglie poesie, racconti e recensioni selezionati dalla Redazione della rivista, oltre a varie segnalazioni di concorsi letterari.

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Hanno collaborato a questo numero della rivista (in ordine alfabetico): AMOVILLI Sandra, BALDINI Cinzia, BALDINU Stefano, BRAVI Adrián, CALABRO’ Corrado, CAMPEGIANI Franco, CARMINA Luigi Pio, CAROCCI Marzia, CIANO Martino, CIARAPICA Giulia, CROCCHIANTI Claudia, CRUCITTI Angela, DEMI Cinzia, DI STEFANO BUSA’ Ninnj, GREGORINI Daniela, INGLIMA Emanuela, KARAKATSI Evdoxia, LANIA Cristina, LAO Serena, LOMBARDI Iuri, MARALDI Maurizio, MARCONI Fulvia, MARCUCCIO Emanuele, MAULO Gian Mario, MELIS Katia Debora, MELONI Valentina, MONTEIRO MARTINS Julio, PARDINI Nazario, PASTORE Franco, PECORARO Annamaria, PERLINI Lamberto, PISCOPO Ugo, RANIERI Alessia, SPURIO Lorenzo, STROPPIANA DALZINI Annamaria, TADDEI Enrico, TRIFUOGGI Franco, VARGIU Laura, ZANARELLA Michela.

Il nuovo numero può essere scaricato, letto e salvato in formato pdf cliccando qui.

Ricordiamo, inoltre, che il prossimo numero della rivista avrà come tema “Diritti mancati di questa società”.
I materiali dovranno essere inviati alla  mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 20 Novembre 2014.

Clicca qui per aprire il relativo evento creato in Facebook.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

Lorenzo Spurio

Direttore Euterpe

Premio “Juan Montalvo” edizione 2014 – il bando

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Il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano, Il Centro Ecuadoriano d’Arte e Cultura a Milano, In collaborazione con Il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e  Il Dipartimento Organizzazioni Internazionali e Diplomatiche del Campus Universitario Ciels

Presentano la 4ª Edizione del Premio Letterario Fotografico Internazionale Juan Montalvo

di Poesia, Racconti e Fotografia, inspirato a:

Storie, geografie e paesaggi migranti, e tutela dell’ambiente

 

Regolamento

1) La partecipazione al concorso è gratuita.

2) Sezione “A” Poesia. Sezione “B” Racconti. Sezione “C” Fotografia. Tutte le sezioni devono essere ispirate al tema proposto sopra.

3) Per partecipare, scaricare il modulo di iscrizione, compilarlo interamente, firmarlo, scannerizzare e inviarlo entro il 30 settembre 2014 a: premioletterarioga@hotmail.com con una poesia, un racconto (massimo 5 pagine WORD) o una fotografia (in formato JPG), editi o inediti, insieme ad un breve curriculum vitae.

4) Ogni candidato può partecipare a più sezioni.

5) Possono partecipare scrittori italiani e stranieri, residenti in Italia o all’estero, scrivendo in qualsiasi lingua.

6) Gli scritti o le immagini di contenuto offensivo od osceno verranno scartate a discrezione della giuria.

7) Il giudizio della giuria sarà inappellabile e insindacabile.

8) Saranno selezionati 10 partecipanti per ogni sezione.

9) I 30 autori selezionati saranno avvisati tramite e-mail prima del 15 ottobre 2014

10) Sarà stabilito il vincitore assoluto per ciascuna sezione.

11) Sarà pubblicato un libro in formato digitale dei 30 selezionati.

12) Gli autori selezionati cederanno i diritti in occasione della pubblicazione della loro opera e verranno opportunamente contattati per la firma del contratto di cessione.

13) La cerimonia di premiazione avrà luogo a Milano il 28 novembre, il luogo esatto verrà comunicato via e-mail a tutti selezionati.

14) I vincitori di ogni sezione riceveranno una scultura simbolo del premio e tutti i selezionati un attestato di merito.

15) I premi dovranno essere ritirati personalmente o da persona delegata.

16) Nessun rimborso per le spese di trasporto.

 

Giuria

POESÍA: 

Roberto Malini (Presidente per la poesia italiana, inglese y francese)

Carmen Rivadeneira Bustos (Presidente per la poesia spagnola)

Ninnj di Stefano Busa, Michael Rothenberg, Maurizio Cucchi, Franco Loi, Davide Rondoni, Alessandro Quasimodo, Carmelo Consoli, Gianni Ianuale, Corrado Calabrò.

CUENTO:

Hafez Haidar (Presidente per il racconto italiano, inglese e francese)

Daniele Gallo (Vicepresidente per il racconto italiano, inglese e francese)

Arturo Santos Ditto (Presidente per il racconto spagnolo)

Sveva Casati Modignani, Gianni Vattimo, Giuseppe Benelli, Rodolfo Vettorello, Roberto Sarra.  

FOTOGRAFÍA:

Nicolò Leotta (Presidente)

Karla Yoselyn Cobeñas (Vicepresidente)

Andrea Dynners, Chiara Maggioni, Enrique Sepulveda, Dario Picciau, Giorgio Magarò, Don Alessandro Vavassori.

 

Presidente del Premio Guaman Allende.

Presidente honorario Narcisa Soria Valencia.

Coordinatore Generale alla Cultura Prof. Hafez Haidar.

Raffaella Amoruso su “La cucina arancione” di Lorenzo Spurio

LA CUCINA ARANCIONE
Di Lorenzo Spurio
TraccePerLaMeta Edizioni, 2013
 
COMMENTO DI RAFFAELLA AMORUSO

Biella 3 settembre 2014

DSC00500Lorenzo Spurio è senza dubbio un autore fantastico e capace,  che sa rivelare interamente senza reticenze, con ironia e coraggio con schiettezza e semplicità, l’essere Umano.  Interessante e inusuale romanzo “La cucina arancione” dove il lettore viene trasportato in storie diverse; dove i protagonisti sgomentano, incuriosiscono, appassionano.
Racconti fantastici, ma non troppo, per altrettanti stati d’animo che albergano nella profondità dell’Uomo, rispecchiando in fondo, la vita.
Perché non vi è nulla di “normale”, nulla di lineare; la vita di ognuno di noi è fatta di momenti, paure, angosce, manie, desideri. Siamo tutti un po’ folli : “La follia è solo una maggiore acutezza dei sensi – diceva Alda Merini”. Alda Merini”.
Tutti noi possiamo banchettare tranquillamente, nella cucina arancione … da leggere!

Raffaella Amoruso

Aperto il bando di partecipazione per la nuova antologia di racconti “Obsession 3”

Selezione di racconti per la raccolta OBSESSION 3

Racconti a tema “Incubi, allucinazioni e omicidi”

 

Si chiude quest’anno con il terzo volume la trilogia editoriale di antologie di racconti “Obsession”, ideata e curata da Lorenzo Spurio dedicate allo scandaglio della psiche contorta o messa sotto scacco da eventi scoraggianti. Il primo volume era dedicato alle “Manie, fobie e perversioni” mentre nel secondo ci si è occupati di “Paranoie, deliri e tradimenti”. Quest’anno, a sugellare questo percorso psico-letterario, la tematica proposta sarà “Incubi, allucinazioni e omicidi”. Come sempre, il volume sarà dedicato principalmente a scritti nei quali la componente intimistica e psicologica – biografica o inventata- ricopra un interesse particolare ai fini del racconto. Il volume sarà composto da una determinato numero di racconti che risulteranno selezionati e verrà pubblicato nel corso del 2015 con regolare codice ISBN.  le-spirali-concentriche  

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE:

  -La partecipazione alla selezione di racconti è totalmente gratuita. Agli autori che saranno selezionati e inseriti in antologia è richiesto l’acquisto di minimo di due copie dell’antologia per un totale di 25 €, spese di spedizioni comprese.[1] – Saranno accettati solamente testi nella forma del racconto e questi dovranno avere una lunghezza non superiore ai 50.000 caratteri (spazi inclusi). – Ogni autore può presentare un solo racconto. – Il testo presentato potrà essere inedito o edito, ma nel caso sia già stato pubblicato in cartaceo, bisognerà indicare con nota a piè di pagina i riferimenti della precedente pubblicazione. – I materiali devono essere inviati rigorosamente in formato Word, con il sistema di pagine numerate e dovranno essere dotati di un titolo. – Invii di materiali con altri formati diversi da Word non saranno presi in considerazione. Si richiede di non inserire nel file immagini né di adottare caratteri colorati, grassetto o corsivo e si consiglia di utilizzare il carattere Times New Roman, punti 12, interlinea 1,5 paragrafo giustificato. – Assieme al racconto è richiesto, quale elemento necessario per la validità della partecipazione, l’invio di un file Word contenente i dati personali -nome, cognome, indirizzo di residenza, recapiti telefonici e mail, l’attestazione che il racconto è di propria paternità e il riferimento bibliografico nel caso il racconto non sia inedito. – L’invio dei materiali deve essere fatto esclusivamente per e-mail a questo indirizzolorenzo.spurio@alice.it riportando nell’oggetto “Obsession” entro e non oltre il 20 Dicembre 2014. (Ad ogni partecipazione seguirà una mail di conferma di ricezione del materiale e chi non la ricevesse è pregato di verificare il corretto invio o rimandare il tutto).

– Il curatore comunicherà a tutti i partecipanti -selezionati o no- l’esito della selezione e le informazioni circa la pubblicazione/acquisto del volume.

  [1] L’antologia avrà quale prezzo di copertina 12 €. A partire dalla seconda copia, il volume verrà venduto al prezzo di 10€. Si aggiungeranno 3€ per le spedizioni. Ogni autore selezionato è tenuto dunque all’acquisto di 2 antologie per un prezzo complessivo di 25€. Il pagamento potrà essere effettuato mediante bollettino postale, bonifico bancario o Paypal.

Scarica il bando in formato Pdf cliccando qui

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