“Riflessi letterari” di Giuseppina Vinci, recensione di Giovanna Albi

Riflessi letterari
Di Giuseppina Vinci
Tracce per la meta edizioni, 2013
Genere: Saggistica
 
Recensione di GIOVANNA ALBI

 

coverGiuseppina Vinci  di Lentini, docente di letteratura straniera al Liceo Classico della sua città, ci propone la sua terza opera letteraria, Riflessi letterari, in cui si mescolano generi diversi, riflessioni letterarie, poesie, articoli,esegesi personali di famosi testi della letteratura italiana ed inglese: autori romantici e del Novecento che si interrogano sugli eterni quesiti dell’uomo di natura ontologica e teleologica. Poeti e scrittori alle prese con l’insofferenza, l’inquietudine, il male di vivere. Si  parte da un testo celeberrimo di Leopardi del Ciclo di Aspasia “A se stesso” e l’autrice riflette su “Quel poserai per sempre” che pessimisticamente allude al nichilismo del genio di Recanati, il più grande filosofo-poeta di tutti i tempi. Colui che seppe guardare in faccia la realtà senza nessuna consolazione religiosa. La realtà nuda e cruda, fatta di carne e ossa che gridano il proprio male di fronte all’indifferenza della natura indomita. La riflessione sulla morte come fine del tutto che è “nulla eterno”, precorso da quel sentimento di noia che si coglie dinanzi la caduta delle illusioni. “Il passero solitario” allude al distacco dal mondo, al senso di inadeguatezza e di inettitudine alla vita, ben diversa condizione rispetto a quella del gabbiano Jonathan che, pur deriso  per la sua diversità, impara a volare alto; il poeta non vola, ma si ritrae in se stesso nel suo amaro silenzio, nel suo pessimismo sempre più personale e cosmico. Il “passero solitario” viene paragonato all’albatros di Baudelaire che viene bistrattato e catturato dalla convenzione, dalle istituzioni, sempre così pronte a mortificare il diverso.

E poi ancora una riflessione su cosa sia mai la Poesia, questa massima creatura umana, che è “ Lo spontaneo traboccare dei sentimenti potenti, forti, autentici o emozione rivissuta in tranquillità”. Le emozioni romanticamente scattano a contatto con l’universa Natura, fonte perenne di ispirazione, tempio di un mistero sacro, natura incontaminata, consolatrice degli affanni. Madre Natura che scuote l’anima del Poeta fino a far sgorgare “sentimenti potenti, stupore, meraviglia per i doni del creato”.

Si passa poi al Simbolismo di Blake, poeta ai suoi tempi sottovalutato, oggi considerato tra i più grandi artisti della Gran Bretagna.  Ritenuto pazzo per il suo carattere visionario,  che anticipa i poeti maledetti del Novecento, il simbolo è per lui poesia, contrapposizione di opposti, in una visione manichea in cui Bene e Male confliggono sempre in precario equilibrio, in un colloquio incessante con se stesso in cui centrali sono i binomi oppositivi come nella poetica del Leopardi.

Ci si interroga sui motivi della conversione al Cattolicesimo nel 1872 di Alice Meynell , laddove i temi diventano il silenzio e la solitudine. Una poesia di meditazione mistica, è il silenzio che produce  poesia e musica per ritornare all’infinito silenzio.

“Cosa è un uomo?” si chiede l’Amleto; la stessa ontologica domanda attraversa l’autrice, la quale si pone di fronte al problema della crisi dei valori, della globalizzazione, dei mercati, dello spread, dei bund tedeschi, delle borse di Wall Street, Dow Jones…e sa che  il nostro destino è incerto e stiamo per scivolare nel burrone come destinazione finale. Così come nel burrone della morte scivola Virgilia Woolf , in un atto di “comunicazione estrema” lasciandosi annegare nel fiume Ouse, in un gesto estremo che è prova di grande coraggio: o la follia o la morte. Virginia Woolf : una grande della letteratura inglese che condivide tanti punti con James Joyce, anche l’anno di nascita e di morte.

Tutti alla ricerca di qualcosa : così sono i personaggi di James Joyce , tutti con le braccia tese verso il desiderio di appagamento, tutti come Telemaco alla ricerca del padre, tutti come Ulisse nel mare aperto con l’insicurezza dentro di non ritrovare mai più la propria Itaca.

E poi ancora  riflessioni e impressioni sui grandi della letteratura italiana: Carducci e Montale. Il ritorno dell’antico, del primitivo in Carducci, il pianto primordiale per la perdita del figlioletto mentre la natura leopardianamente continua inflessibile il suo corso. Il dolore per la perdita di un figlio è quanto di più insensato vi sia; è il dolore più struggente, quello per cui mai si dovrebbe soffrire. Segue un’analisi dei correlativi oggettivi ripresi da Eliot in Montale, tutti simboli di quel “male di vivere “ che il Poeta incontrò, nella contrapposizione degli opposti come in Blake.

L’opera di Pina Vinci è ricca di spunti di riflessione, ma più che di un saggio si tratta di impressioni anche personali, non sempre supportate dalla dovuta documentazione. Ma forse anche questo è un pregio dell’opera che vuole, non scientificamente analizzare, ma ri-evocare , ri-creare le atmosfere che hanno impregnato le opere più significati di cui sopra ho detto; lo stile semplice, limpido, di facile letture esprime tutta la trasparenza di una persona che intende comunicare il suo incontaminato amore per la letteratura.

 

 

Il poeta e critico Nazario Pardini uscirà con un ricco volume di critica sugli autori contemporanei

N. PARDINI: “LETTURA DI TESTI DI AUTORI CONTEMPORANEI”

QUESTI DI SEGUITO GLI AUTORI CONTEMPLATI

 

p. 9      Prefazione [Pasquale Balestriere]

p. 13     Prolusione

p. 17     Dedica                                    

p. 19     Citazione

                                                                                                       

PREFAZIONI                                  

p. 23     Nina Amarando: Le stelle del cielo e del mare                       

p. 26     Armando Alciato: Dentro i libri                                      

p. 31     Armando Alciato: Fuga d’attimi

p. 38     Maria Ebe Argenti: C’era una volta il bozzolo                     

p. 41     Rosario Aveni: Fiamme tremule                

p. 48     Pasquale Balestriere: Del padre e del vino                

p. 52     Carla Baroni: Il treno corre

p. 57     Carla Baroni: Canti d’amore per San Valentino

p. 60     Piero Bartalena: Be’ mi’ tempi

p. 65     Miriam Luigia Binda: Guerranima

p. 73     Adriano Bottarelli: Incontro a te

p. 77     Ada Bufalini Pericoli: A mio padre

p. 80     Ninnj Di Stefano Busà: La distanza è sempre la stessa

p. 85     Ninnj Di Stefano Busà: Ellittiche stelle

p. 91     Giorgina Busca Gernetti: Echi di memoria                         

p. 95     Vera Cantini: In urna di memorie                                      

p. 98     Ester Cecere: Gusci d’uovo

p. 106   Luciana Cerne: Lunario                                                 

p. 110   Mercedes Chiti: Stelle di vetro                  

p. 114   Mercedes Chiti: Foglie di vento                 

p. 118   Filadelfio Coppone: Voci sparse nell’anima                        

p. 121   Annarosa Del Corona: Avvisi di cose cadute           

p. 123   Rosanna Di Iorio: Sono cicala: mi consumo e canto                

p. 129   Vanes Ferlini: Ritratti                             

p. 130   Enzo Gaia: A metà strada                                              

p. 132   Patrizia Giovannoni: La vela                                          

p. 136   Luana Innocenti Lami: Mitologie di metamorfosi                   

p. 141   Luana Innocenti Lami: Così per illusione                            

p. 148   Anna Magnavacca: Il colore dei giorni

p. 156   Egizia Malatesta: Il gioco delle nuvole                      

p. 163   G. Manzoni di Chiosca: Credere e amare                           

p. 168   G. Manzoni di Chiosca: Il tempo, le cose, i sentimenti            

p. 172   Fulvia Marconi: Un cesto di more e di fiori               

p. 175   Licia Mariotti: Pensieri come farfalle                                       
p. 177   Ines Betta Montanelli: L’assorta tenerezza della terra

p. 185   Nazario Pardini: Linguaggio e natura, natura e vernacolo         

p. 188   Nazario Pardini: Il gioco delle equivalenze in “Radici”              

p. 192   Maria Adelaide Petrillo Ciucci: Meduse opalescenti               

p. 194   Pier Cesare Pierini: Graffiti di sogno                                  

p. 198   Lida De Polzer: Il grido della luce  

p. 201   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 207   Mara Santoni: Lampi di sole fra la pioggia                           

p. 209   Giovanni Sbrana: L’amore è spina lieve                              

p. 214   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente                   

p. 219   Giuseppe Silvatici: Graffiti                                             

p. 222   Luciana Tagle: La casa sulla collina

p. 223   Luciana Tagle: Un polso ferito

p. 224   Dino Traina: Là dove finiscono le case                                

p. 227   Giovanni Tavčar: Oltre la nebbia del quotidiano

p. 233   M. Luisa Daniele Toffanin: Iter ligure      

p. 240   Umberto Vicaretti: Inventario di settembre

p. 247   Maria Chiara Zippel: Amalia                                         

 

RECENSIONI E NOTE CRITICHE

p. 255   Sandro Angelucci: Chiedo cerchi e amalgama                       

p. 257   Sandro Angelucci: Verticalità                             

p. 258   Mina Antonelli: La luce della luna                                    

p. 259   Maria Ebe Argenti: Scacco al re 

p. 260   Maria Ebe Argenti: Non tramontate stelle

p. 263   Lucianna Argentino: L’ospite indocile

p. 268   Articolo su “La Nazione”: Poesie a Antonio Tabucchi

p. 271   Articolo su “il Giornale”: Essere italiani

p. 272   Articolo su “il Giornale”: Il Risorgimento

p. 273   Adriana Assini: Il mercante di zucchero

p. 275   Adriana Assini: I racconti dell’ombra                                  

p. 279   Autori vari: Percezioni dell’invisibile            

p. 283   Alberto Averini: All’alba della sera                                   

p. 284   Pasquale Balestriere: Prove d’amore e di poesia                      

p. 288   Pasquale Balestriere: Il sogno della luce        

p. 291   Pasquale Balestriere: Del pane, del vino                              

p. 292   Carla Baroni: Rose di luce            

p. 295   Carla Baroni: Rose di luce

p. 296   Carla Baroni: Su “La poesia”                                          

p. 298   Carla Baroni: Su alcune poesie       

p. 301   Carla Baroni: Versi d’ottobre

p. 302   Pierubaldo Bartolucci: 39 Carte                          

p. 303   Giuseppina Luongo Bartolini: Album                             

p. 304   Paolo Bassani: I miei racconti per televideo                            

p. 305   Paolo Bassani: Nel bianco greto della valle

p. 308   Michele Battaglino: Radici e ali    

p. 309   Ines Betta Montanelli: Lo specchio ritrovato

p. 309   Ines Betta Montanelli: Il chiaro enigma                              

p. 313   Patrizia Maria Bianchi: All’azzardo dei giorni          

p. 314   Miriam Luigia Binda: Economia e arte                              

p. 317   Miriam Luigia Binda: Argento 47 e altre poesie

p. 317   Miriam Luigia Binda: Improvviso profondo  

p. 319   Miriam Luigia Binda: Gemme

p. 320   Antonio Bitti: Quelli come noi                                           

p. 321   Adriano Bottarelli: S’incontrano i sogni       

p. 322   Adriano Bottarelli: Sul mio cammino                                 

p. 322   Lucia Bruno: Main kind (Bambina mia)                 

p. 324   Lucia Bruno: Poesie. Racconti. Recensioni                             

p. 326   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 328   N. Di Stefano Busà: L’assoluto perfetto (Meditando in Cristo)         

p. 331   N. Di Stefano Busà: Quella luce che tocca il mondo            

p.  333  N. Di Stefano Busà: Il sogno e la sua infinitezza              

p. 336   N. Di Stefano Busà e A. Spagnuolo: L’evoluzione delle forme poetiche           

p. 338  Ninnj Di Stefano Busà: La traiettoria del vento                                 

p. 343   Ninnj Di Stefano Busà: Oggi è l’antico una preghiera             

p. 346   Franco Campegiani: Ver Sacrum                         

p. 351   Franco Campegiani: Recensione a “Alla volta di Lèucade”      

p. 352   Sandra Carresi: L’ombra dell’anima

p. 352   Sandra Carresi: Le ali del pensiero

p. 356   Fulvio Castellani: Oltre il sipario dell’eco

p. 360   Giannicola Ceccarossi: Aspetterò l’arrivo delle rondini           

p. 361   Giannicola Ceccarossi: Casa di riposo       

p. 364   Ester Cecere: Come foglie in autunno

p. 364   Ester Cecere: Burrasche e brezze                           

p. 367   Umberto Cerio: Solitudini                      

p. 368   Umberto Cerio: Diario del prima                                    

p. 370   Umberto Cerio: Antigone           

p. 381   Nadia Chiaverini: I segreti dell’universo

p. 386   Nadia Chiaverini: Poesie sulla società

p. 390   Commento: Agape di vino e poesia

p. 391   Carmelo Consoli: L’ape e il calabrone                   

p. 393   Nicoletta Corsalini: Di fronte al destino                                 

p. 395   Franco Daleffe e Roberto Marchi: L’orrore di Hiròshima   

p. 397   Elisabetta De Fanti: Storie lungo il fiume                

p. 398   Domenico Defelice: Poeti e scrittori d’oltre frontiera             

p. 399   Domenico Defelice: Resurrectio                          

p. 400   Domenico Defelice: Alberi?                                          

p. 404   Annarosa del Corona: Mosaico dell’infanzia

p. 405   Liana De Luca: La poetica                      

p. 407   Rosanna Di Iorio: Donna                                              

p. 410   Sandra Evangelisti: Cuore contrappunto      

p. 411   Ezio Felisa: Il pittore della natura                                      

p. 413   Franca Olivo Fusco: Ho ucciso parole        

p. 414   Benito Galilea: Certezza minima                                       

p. 415   Luigi Gasparroni: Qualcosa che vale                      

p. 416   Luigi Gasparroni: Tempo fuggitivo                                    

p. 419   Ignazio Gaudiosi: Antinomie       

p. 420   Giulio Dario Ghezzo: I miei pensieri impazziti                    

p. 421   Giulio Dario Ghezzo: Il viaggio impossibile                        

p. 422   Giulio Dario Ghezzo: Uno spiraglio d’azzurro                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Un sangue che ubriaca                                   

p. 423   Giancarlo Interlandi: Il pane dei ricordi      

p. 424   Maria Teresa Landi: Segreti                                

p. 425   Aristide La Rocca: Teodora                                            

p. 428   Domenico Lombardi: Carteggio                          

p. 429   Domenico Lombardi: Diplopie                                      

p. 430   Alfredo Lucifero: Epigrammi per Lesbia               

p. 431   Dante Maffia: Poesie torinesi                                            

p. 431   Dante Maffia: Abitare la cecità                                        

p. 431   Dante Maffia: Ultimi versi d’amore            

p. 434   Alda Magnani: Ombre e bagliori                                       

p. 435   Anna Magnavacca: Spiccioli di latta e altre poesie      

p. 435   Anna Magnavacca: Soste                                               

p. 435   Anna Magnavacca: Poesie in forma di lettera                        

p. 438   Anna Magnavacca: Oltre la siepe di sambuco e altre poesie

p. 442   Anna Magnavacca: Le promesse dei giorni e altri versi

p. 449   Giacomo Manzoni di Chiosca: Cristalli di ghiaccio             

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Sterpi                 

p. 450   Giacomo Manzoni di Chiosca: Le rane nude                    

p. 452   Fulvia Marconi: Le insidie della luna                                  

p. 453   Emanuele Marcuccio: Per una strada                               

p. 455    Emanuele Marcuccio: Dipthycha. Antologia poetica

p. 457   Franco Martini: Asimetria           

p. 459   Pasquale Martiniello: Acktis                                           

p. 461   Pasquale Martiniello: Le faine

p. 462   Pasquale Martiniello: Il formichiere                        

p. 464   Pasquale Martiniello: La cavalletta                                   

p. 466   Stefano Massetani: Fiore di vetro              

p. 470   Mario Meola: Ancora mi canta nel cuore                             

p. 471   Riccardo Minissi: Diario di bordo           

p. 472   Ivano Mugnaini: Il tempo salvato                                      

p. 473   Lorella Nardi: I fiori che non vissero

p. 474   Luciano Nota: Poesie

p. 476   Luciano Nota: Tra cielo e volto

p. 477   Luciano Nota: Dentro

p. 480   Luciano Nota: Poesie dedicate alla madre

p. 481   Emanuele Occhipinti: Ci sono tempi

p. 482   Poesia e non poesia: Sugli autori nuovi della poesia contemporanea

p. 517   Paolo Polvani: Gli anni delle donne

p. 520   Lida De Polzer: Sulla seta del cuore

p. 521   Lida De Polzer: A volte una farfalla

p. 522   Gianluca Presutti: Composizioni e notturni   

p. 524   Giacono Puccini: Turandot

p. 531   Luisa Puttini Hall: Isole e terre

p. 532   Daniela Quieti: Francis Bacon (La visione del futuro)

p. 533   Daniela quieti: Echi di riti e miti

p. 538   Mario Richter: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 540   Diego Repetto: Tramonto all’alba 

p. 541   Gianni Rescigno: Nessuno può restare

p. 546   Gianni Rescigno: Sulla bocca del vento

p. 551   Giacomo Ribaudo – Giovanni Dino: Nuovi Salmi

p. 555   Aldo G. B. Rossi: Versi per Irene e altre poesie

p. 556   Paolo Ruffilli: L’isola e il sogno

p. 557   Maria Rizzi: Anime graffiate

p. 562   Saggio: Vivere la poesia. Gianni Rodari e la didattica

p. 564   Gianna Sallustio: Labirinti

p. 565   Paolo Sangiovanni: La grande attesa

p. 566   Vittorio Sartarelli: Cara Trapani

p. 568   Pierangelo Scatena: Nelle parole   

p. 570   Pierangelo Scatena: Ricordi del presente

p. 571   Pierangelo Scatena: Per prova e per errore

p. 572   Silvana Serafin: La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin

p. 575   Serena Siniscalco: Il poesiario VIII

p. 580   Maurizio Soldini: In controluce

p. 585   Antonio Spagnuolo: Misure del timore

p. 586   Antonio Spagnuolo: Misure del timore       

p. 592   Antonio Spagnuolo: Il senso della possibilità

p. 595   Lorenzo Spurio: Cemento

p. 598   Francesco Tassinari: Ultime poesie 

p. 599   Francesco Tassinari: Poi venne una zazzera d’oro      

p. 600   Francesco Tassinari: Il silenzio del tempo

p. 600   Giovanni Tavčar: Bisognerà presto voltare pagina

p. 601   Giovanni Tavčar: Quel poco che ancora avanza         

p. 602   Beniamino Todaro: Gli uomini il mondo e Dio. Meditazioni minime

p. 603   Maria Luisa Daniele Toffanin: Fragmanta

p. 606   Maria Luisa Daniele Toffanin: Dell’azzurro ed altro

p. 607   Maria Luisa Daniele Toffanin: Per colli e cieli insieme mia euganea terra

p. 608   Maria Luisa Daniele Toffanin: E ci sono angeli

p. 610   Maria Luisa Daniele Toffanin: Appunti di mare

p. 611   Imperia Tognacci: Nel bosco, sulle orme del pastore    

p. 612   Imperia Tognacci: Il richiamo di Orfeo       

p. 616   Flavio Vacchetta: La sala luminosa

p. 619   Flavio Vacchetta: Convivio

p. 621   Silvia Venuti: La visione assorta

p. 624   Giuseppe Vetromile: Percorsi alternativi

p. 627   Rodolfo Vettorello: Passi perduti

p. 628   Rodolfo Vettorello: Contro il tempo Il tempo contro

p. 630   Vittorio Vettori: In ricordo

p. 635   Edda Ghilardi Vincenti: Tre poesie

p. 636   Luigi Zadi: L’albero cavo

p. 637   Vladimiro Zucchi: A più dimensioni

  

INTERVISTE

 p. 641   Lorenzo Spurio

p. 650   Miriam Luigia Binda

p. 660   Fulvio Castellani

  

LA POESIA DI NAZARIO PARDINI

(note critiche 2012-2013)

 p. 689   Sandro Angelucci: Su I miti che verranno

p. 715   Sandro Angelucci: Sulla recensione a Anime graffiate di Maria Rizzi

p. 719   Sandro Angelucci: Sulla poesia Luglio

p. 729   Sandro Angelucci: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 680   Adriana Assini: Su Si aggirava nei boschi una fanciulla

p. 681   Adriana Assini: Su D’Autunno” 

p. 682   Adriana Assini: Su “Alla volta di Lèucade

p. 671   Pasquale Balestriere: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 689   Pasquale Balestriere: Su I miti che verranno

p. 675   Paolo Bassani: Su Alla volta di Lèucade

p. 690   Miriam Luigia Binda: Su Dicotomie

p. 700   Miriam Luigia Binda: Su Nel regno delle Eumenidi

p. 707   Miriam Luigia Binda: Su Adriade

p. 676   Ninnj Di Stefano Busà: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 695   Ninnj Di Stefano Busà: Su Dicotomie

p. 717   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Luglio

p. 708   Ninnj Di Stefano Busà: Su “Adriade

p. 720   Ninnj Di Stefano Busà: Prefazione a “I simboli del mito

p. 731   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 736   Ninnj Di Stefano Busà: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 737   Ninnj Di Stefano Busà: Sulla poesia “Non chiedermi perché

p. 701   Franco Campegiani: Su “Nel regno delle Eumenidi”

p. 706   Franco Campegiani: Su Adriade”          

p. 718   Franco Campegiani: Sulla poesia “Luglio

p. 730   Franco Campegiani: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Marisa Cecchetti: Su Alla volta di Lèucade

p. 677   Carmelo Consoli: Su “La poesia di Nazario Pardini”          

p. 734   Domenico Defelice: Postfazione a “I simboli del mito

p. 701   Maria Grazia Ferraris: “A proposito di Adriade

p. 724   Maria Grazia Ferraris: Su “A colloquio con il padre. Il sogno

p. 678   Brunello Gentile: Su La poesia di Nazario Pardini

p. 716   Liana De Luca: Su La poetica di Nazario Pardini

p. 686   Riccardo Minissi: Su Alla volta di Lèucade

p. 687   Ugo Piscopo “Premio Tulliola”: Su Alla volta di Lèucade

p. 683   Premio “Leandro Polverini”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 684   Premio “Libero De Libero”: Su Colloquio con il mare e con la vita

p. 684   Premio “Portus Lunae”: “Premio alla carriera per alti meriti letterari”

p. 713   Premio “Scriviamo insieme”: Su Scampoli serali di un venditore di arazzi

p. 713   Premio “Città di Abano Terme”: Su Scampoli serali serali… 

p. 734   Premio “Pomezia-Notizie”: Su “I simboli del mito

p. 674   Daniela Quieti: Su “La poesia di Nazario Pardini

p. 698   Daniela Quieti: Su Dicotomie

p. 687   Antonio Spagnuolo: Su Dicotomie”        

p. 685   Silvia Venuti: Su Alla volta di Lèucade

p. 709   Giuseppe Vetromile: Su “Dicotomie

p. 732   Umberto Vicaretti: Sulla prefazione a Inventario di settembre

p. 739   Nazario Pardini: Recensione di chiusura a “Aprile di fiori” di M. Grazia Ferraris 

 

Notizia tratta dal sito dell’autore: http://nazariopardini.blogspot.it/2013/10/n-pardini-lettura-di-testi-di-autori.html 

Notizia tratta dal blog personale dell’autore:

“Carpe”, poesia di Emanuele Marcuccio, con vari commenti critici

Nota per il lettore

Penso sia giusto informare il lettore, riguardo all’evoluzione che sta seguendo la mia poesia. Dopo “Monte Olympus” la mia poesia si è avviata verso la ricerca di una maggiore sintesi ed essenzialità; ecco che, dopo l’abbandono della punteggiatura, in cui trovo maggior respiro, vado ad abbandonare anche l’incipit con lettera maiuscola, a riprova di ulteriore sintesi ed essenzialità, come a sottintendere un verso e tutti i versi precedenti.

La poesia di un poeta deve essere sempre in evoluzione, senza mai crogiolarsi in uno stesso modo di fare poesia.

È sempre quello che ho cercato di fare. 

 

CARPE[1]
(poesia di Emanuele Marcuccio)
  
ammassi
informi
tesi all’invero limite
 
informi
ammassati
 
carpe

  

14 agosto 2013

 

Commento a cura di Luciano Domenighini

Per il contenuto e l’impianto fortemente astratto può rientrare nelle cosiddette liriche “cosmiche” del poeta.

È ermetica e, anche per la brevità, ha, nella sua dimensione di frammento, un taglio occasionale ed esperitivo.

Sono nove parole in tutto ma l’invenzione letteraria è feconda. Due periodi. Nel primo periodo un soggetto aggettivato (“ammassi informi”) agente su un participio passato (“tesi”), unico, condensatissimo verbo, realizza un chiasmo anaforico dove l’aggettivo (“informi”) è reiterato e dove il sostantivo, per variante grammaticale, diviene aggettivo di se stesso (“ammassati”). Le due coppie chiasmatiche sono separate da un inciso avverbiale neologico “di variante” (procedimento caro al poeta) ottenuto dalla variazione per parafonia di un lemma consolidato dall’uso (“inverosimile” che diviene “invero limite”) con totale sovvertimento del significato.

Il secondo periodo, monoverbale, è un celebre imperativo latino di ascendenza oraziana, tutto sospeso, straniato, senza maiuscola, senza punteggiatura, bruciante, criptico e gravido di significati.  

Luciano Domenighini

 

Bellaria-Igea Marina (RN), 14 agosto 2013

 

 Commento a cura di Rosa Cassese

Con versi sintetici ed andamento sottrattivo, il poeta vuole rappresentarci quanto sia condensata la reale situazione dell’umanità come “massa informe” che, ormai ha raggiunto il limite della mancanza d’identificazione per cui devi carpere (“prendere”) solo quello che dà, cioè una informe “figura”, intesa come massa; sembra un gioco di parole ma, è un concetto filosofico, come un circolo vizioso.

 Rosa Cassese

3 settembre 2013

 

 Commento a cura di Marzia Carocci

Poesia che nella fulminea immagine traccia il caos esistenziale dell’umanità e come voce fuori campo si ode l’imperativo “carpe”, come unico appello ad uscirne fuori per non viverne il contesto.

L’inutilità delle lettere maiuscole e della punteggiatura rende ancora più immediato il fatto evidente in se stesso dando più importanza alla parola senza orpelli che limiterebbero il tratto visivo e allusivo del poeta.

Giudico gli “ammassi informi” descritti da Marcuccio , la carne umana nel suo più povero esistenzialismo, carne di uomini e donne viste e osservate da un punto cosmico con occhio scrutatore.

Il “carpe” diventa monito per una salvezza all’immobilità dell’essere sempre più statico e inerme in una società fredda e inevoluta.  

Marzia Carocci

Firenze, 3 settembre 2013

 

Commento a cura di Cinzia Tianetti

1374608_10202114889860903_1532518658_nIn poesia, in pochi versi si può rappresentare un universo, costituito dal proprio personale sentito stato verbale; spinto a seguire, a toccare le linee a margine della contraddizione, che dal reale alla scrittura poetica si manifesta nella ambivalenza della parola, quando intercorre in “una relazione di parole”.
Ogni espressione della poesia evoca più significati come una teoria di sempre nuove forme; fa pensare alla goccia non come elemento che partecipa a formare il mare ma che è mare.

Di particolar risalto è l’immediatezza d’espressione, definita non in una frase ma in una parola, che, come una scatola inconosciuta induce a portare l’immaginazione del lettore a quel che la stessa parola rievoca istintivamente. Ricorda le “parole chiave” che stimolano la produzione di altre parole, nell’onda di quel che inducono le prime, in una costruzione personale-emozionale, senza il venir meno del significato oggettivo poetico.

Ogni termine aspira all’assoluto e cerca l’altro al limite del resto delle parole non dette, in una realizzazione scarna, svestita dalle convenzioni e regole linguistiche divenendo pietre miliari di vie indotte dall’immaginazione d’ogni lettore.

La trasposizione di un sentito (nel senso cioè che si prova, che corrisponde ai propri sentimenti) ispirato in un “detto” realizza tutto in realtà e così gli informi oggetti sono gli informi panorami, gli informi elementi, l’informe passato, presente, futuro, l’informe memoria, gli informi sentimenti, emozioni, valori, l’informe sogno. Tutto realizza l’uomo nel suo essere, nel suo “sentire”, nel suo essere nel mondo: ecco “l’invero limite” maturato, e dagli “ammassi informi” nella presa di coscienza umana, poetica, agli “informi ammassati” del generato, compiuto, atto creativo.

Scrive Fernando Pessoa ne “Il libro dell’inquietudine”:
«Questo scienziato del lontano futuro proverà uno scrupolo speciale verso la sua vita interiore. Da se  stesso si fabbricherà lo strumento di precisione per ridurla a oggetto d’analisi. Non vedo grande difficoltà nel costruire uno strumento di precisione per un uso autoanalitico, unicamente con acciaio e bronzo del pensiero […] E naturalmente sarà necessario ridurre anche lo spirito a una specie di materia reale con una specie di spazio nel quale esso esiste. Tutto questo dipende dal fatto che le nostre sensazioni profonde siano aguzzate al massimo fino a che, spinte fino al limite del possibile, riveleranno senza dubbio o creeranno in noi uno spazio reale come lo spazio reale come lo spazio che esiste e nel quale è la materia». 

Cinzia Tianetti

Misilmeri (PA), 3 settembre 2013

 

Commento a cura di Daniela Ferraro

 La mancanza della maiuscola iniziale come pure della punteggiatura ben rende nella perfetta coniugazione tra forma e contenuto (informe-ammassi-ammassato) e contribuisce ad infondere al tutto il senso di un ghirigoro, di una vertigine senza né inizio né fine. E all’interno di questo fluire caotico sta l’umanità così meschinamente inconsapevole della personale condizione quanto sempre più protesa verso “l’invero limite”.

Lo potrà mai raggiungere?

Tutta la poesia sembra ruoti in cerchio e da questo cerchio non traspare alcuna via d’uscita. Enigmatico il “carpe” finale.

Un ulteriore riferimento all’ingordigia umana che tanto brama pur all’interno dei propri ristretti ed insuperabili limiti o un invito oraziano a godere del poco e del raggiungibile che ci è concesso come unica via di fuga da tale avvilente condizione?

L’uso del “Carpe” finale è, comunque, davvero geniale. Non solo Marcuccio evita, infatti, l’uso di un banale “cogli” o “prendi” laddove si doveva concentrare lo sforzo centrale di un significante sempre in ascesa fino all’esplosione finale ma anche la sua oscurità lascia il lettore in sospeso portandolo a rileggere più volte sentendosi, alfine, trascinato all’interno di quel caos esistenziale in cui comprendere l’esatto senso di ogni specifica parola passa in secondo piano rispetto al forte coinvolgimento tra schizzi di immagini espressioniste di potente fattura. 

Daniela Ferraro

 

Locri (RC), 8 settembre 2013

 

 

LA POESIA VIENE QUI PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE.

È SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA POESIA E I COMMENTI QUI PRESENTI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DEI RISPETTIVI AUTORI.

È uscito “Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio”, un saggio di Lorenzo Spurio

Photocity Edizioni ha appena pubblicato Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio,saggio monografico dello jesino Lorenzo Spurio.

Il saggio di settantasei pagine è stato portato a termine il 2 luglio 2013 e verte sulla produzione edita e inedita di Emanuele Marcuccio, che amplia e rivisita la relazione da Spurio preparata per la recente presentazione dei libri di Marcuccio, tenutasi a Palermo lo scorso 16 giugno, presso la sede unica dell’Associazione Artistica e Culturale “Centro Caterina Lipari” e “Romantic Museum”.

Ricordiamo le opere di Emanuele Marcuccio: «Per una strada» (SBC Edizioni, 2009), poesia; «Pensieri minimi e massime» (Photocity Edizioni, 2012), saggistica/aforismi.

SCHEDA DEL LIBRO

                        
cover frontTITOLO: Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio
AUTORE: Lorenzo Spurio
CURATORE: Lorenzo Spurio
Editing Cover Images: Lorenzo Spurio
EDITORE: Photocity Edizioni
GENERE: Saggi/Critica letteraria
PAGINE: 76
ISBN: 978-88-6682-478-7
COSTO: 8,50 €
Link diretto alla vendita

Lorenzo Spurio presenta il suo saggio “Flyte & Tallis” a Firenze

copertina flyte sponsor-page-001 - Copia

Clicca qui per acquistare il libro.

Clicca qui per accedere all’evento della presentazione su FB.

Clicca di seguito per leggere le varie recensioni al libro:

Recensione di CINZIA TIANETTI
Recensione di SARA GROSOLI
 
 

“Flyte & Tallis” (saggio critico di letteratura inglese) di Lorenzo Spurio, recensito da Ilde Rampino

Flyte & Tallis

Ritorno a Brideshead ed Espiazione, una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese

di Lorenzo Spurio

prefazione di Marzia Carocci

Photocity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012

ISBN: 978-88-6682-300-1
Numero di pagine: 143

 

La descrizione e l’analisi di due testi della letteratura inglese Espiazione e Ritorno a Brideshead trovano in questo saggio terreno fertile per una interessante e accurata disamina in cui l’autore entra con maestria all’interno del gioco letterario, creando una rete di rimandi letterari e una sapiente precisione storica in cui i romanzi trovano la loro collocazione. Il titolo del saggio fa riferimento allo status sociale agiato delle famiglie, attraverso il nome delle loro tenute signorili. I momenti della narrazione vengono scanditi attraverso particolari dei romanzi, analizzati dal punto di vista contenutistico. L’autore pone in evidenza in Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh il ruolo importante della famiglia e il tema fondamentale della disparità tra i ceti sociali da parte dei membri dell’aristocrazia inglese, protagonisti della vicenda e la decadenza della condizione sociale, attraverso l’analisi di scene significative. Fondamentale è il tema della religione e della conversione con i suoi continui riferimenti a simboli legati al mondo cattolico e alla particolare devozione da parte di alcuni personaggi, mentre viene rilevato che nell’altro romanzo Espiazione di Ian McEwan, la religione è pressoché assente. In questo secondo romanzo l’autore del saggio, con valido acume critico, osserva la presenza di una certa mescolanza di generi, trattandosi in realtà di un romanzo di formazione, con rimandi a personaggi realmente esistiti, mentre scaturisce tra le pagine un latente sentimento di autoconsapevolezza dei personaggi. Attraverso un’attenta lettura critica, Spurio analizza quest’interessante opera di Ian McEwan  – il cui titolo in inglese è Atonement–  rilevando un certo parallelismo e riferimenti all’ideologia modernista. L’attenzione alla costruzione narrativa gli permette di porre in evidenza tra l’altro la tecnica dell’anticipazione e la  polisemia di alcuni elementi. Interessante è la sua capacità di osservare la connessione tra arte e vita di uno dei personaggi di Espiazione e il particolare carattere di storie non legate alla narrativa classica realista.

 

ILDE RAMPINO

03/11/2012

 

Per acquistare l’opera, clicca qui:

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Il nuovo saggio di critica letteraria “Flyte & Tallis” di Lorenzo Spurio recensito da Sara Grosoli

“FLYTE & TALLIS. Ritorno a Brideshead ed Espiazione: una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese”

di Lorenzo Spurio

Photocity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012

 

Recensione di Sara Grosoli

 

  Una dimora patrizia nel cuore della verde Inghilterra, amori e dolori della giovane età ricordati nella saggezza dell’età matura, raffinati scenari e nobili passioni…Ma è tutto qui il segreto del successo di opere come “Espiazione” di Ian McEwan e “Ritorno a Brideshead” di Evelyn Waugh? La risposta, ça va sans dire, è negativa.

   Nel suo saggio critico “FLYTE & TALLIS. Ritorno a Brideshead ed Espiazione: una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese” Lorenzo Spurio, giovane studioso e scrittore,  affronta con competenza un’analisi comparativa di questi celebri titoli della letteratura inglese contemporanea.

   Prestando grande attenzione agli aspetti testuali, Spurio ci induce a cogliere un nodo essenziale: anche se i testi narrativi di cui stiamo parlando sono divenuti nelle loro trasposizioni filmiche dei successi commerciali, non dobbiamo fare l’errore di considerarli puro materiale per l’intrattenimento. Non si tratta di frivolezze, qui si parla di guerra, di rimorso, di conversione spirituale! Nei personaggi della finzione romanzesca ritroviamo le nostre stesse debolezze di esseri umani che amano e falliscono per paura o per inesperienza. La guerra come distruttrice di un consolidato sistema di valori fa da cupo retroscena all’intreccio di relazioni personali e sociali affrescato con maestria sia dal caposcuola Waugh che dal ricettivo ed eclettico “erede” McEwan.

   L’indagine di Spurio evidenzia l’ampia quota di riferimenti letterari presenti nelle due opere, sottolineando la volontà degli autori di affiliare la propria creazione alla tradizione umanistica britannica.

   Completano il testo la prefazione di Marzia Carocci e un saggio critico, tradotto da Spurio, sull’analisi della funzione metanarrativa in “Espiazione” ad opera del professore della California State University Brian Finney  .

FLYTE & TALLIS” è lettura stimolante, un utile compendio per chi ha già letto questi romanzi e desidera avere maggiori informazioni sul percorso creativo dei loro autori e sul patrimonio letterario di cui sono eredi.

a cura di SARA GROSOLI

 

PER ACQUISTARE IL LIBRO, CLICCA QUI: http://ww2.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=19253&formato=8778

 

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.

“Le undici regole per scrivere una buona recensione” di Lorenzo Spurio

Che cos’è una recensione?

Il termine ‘recensione’ deriva dal latino recensionem (da recenseo) che significava “esamino”, “passo in rassegna”, composto da re (“Addietro”, “di nuovo”) e censeo (“stimo”, “Apprezzo”). Si tratta, dunque di un esame e raffronto di più scritture riguardo alla lezione o interpretazione. E’ una notizia di scrittura con giudizio più o meno aperto. (Definizione tratta dal Dizionario Etimologico Online)

La recensione è un commento che una persona –qualsiasi sia la sua professione- fa su di un libro o un film. Essa può essere verbale o scritta e a seconda del livello culturale/professionale/accademico del recensionista essa assumerà maggior valore. E’ noto, infatti, che le recensioni giornalistiche –almeno nel panorama inglese- sono da considerare come una critica letteraria di second’ordine, dopo la critica più prestigiosa di docenti, cattedratici e studiosi di letteratura.

Nella altre lingue si traduce la parola “recensione” con review (inglese), reseña (spagnolo), recension (francese).

Le undici “regole” da me elaborate per una buona recensione

  1. Non conoscere personalmente l’autore del quale si sta leggendo.
  2. Non svelare troppo della storia.
  3. Non elogiare troppo l’autore per un testo che è semplicemente mediocre. Esprimere un commento entusiasta solo quando realmente l’opera produce nel recensionista un certo gradimento.
  4. Non massacrare l’autore per un testo che è semplicemente mediocre. Esprimere criticità, errori, sviste o condannare messaggi provocatori-denigratori-estremistici.
  5. Argomentare il perché del giudizio che si sta dando.
  6. Fare collegamenti ad altri autori, libri, culture e letterature.
  7. Delineare –per quanto è possibile- il tipo di genere e lo stile utilizzato.
  8. Dare una propria analisi di alcuni punti cruciali.
  9. Non scrivere niente nel quale non si creda solo per compiacere l’autore.
  10. Informarsi del parere dell’autore sulla recensione. Chi ne criticherà la validità del contenuto sarà solamente un narcisista viziato che ha poco di scrittore.
  11. Pubblicare e diffondere la recensione.

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