A Jesi la premiazione del Premio di Poesia “L’arte in versi”. Premio alla Carriera ad Anna Santoliquido. La cerimonia sabato 10 novembre a Palazzo dei Convegni

Sabato 10 novembre 2018 a partire dalle ore 17 presso la suggestiva location della Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi (Ancona) sita nel Centro Storico della Città Federiciana (Corso Giacomo Matteotti n°19) si terrà l’attesa cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”. Il noto premio letterario, ideato e presieduto dal poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio, quest’anno ha visto un ulteriore incremento di partecipazione nelle varie sezioni che sono state introdotte. Al fianco delle già assodate sezioni della Poesia in lingua italiana, poesia in dialetto, haiku e critica letteraria, infatti, si sono aggiunte, con particolare entusiasmo di partecipanti, le sezioni del libro edito di poesia, della video-poesia e della prefazione del libro di poesia.

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni di riferimento, erano presiedute dalla poetessa e giornalista Michela Zanarella, e composte da poeti, scrittori ed esponenti del panorama culturale italiano contemporaneo: Vincenzo Monfregola, Emanuele Marcuccio, Rita Stanzione, Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Antonio Maddamma, Elvio Angeletti, Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Fabia Binci, Antonio Sacco, Stefano Caranti, Max Ponte, Marco Vaira e Guido Tracanna, Francesco Martillotto, Antonio Melillo, Cinzia Baldazzi, Luciano Domenighini.

Tale Giuria si è espressa sulle 519 poesie in italiano, 115 poesie in dialetto, 62 libri di poesia, 102 haiku, 21 video-poesie, 20 critiche letterarie e 12 prefazione giunte per un totale di 851 opere a concorso.

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Un momento della premiazione della precedente edizione del Premio (anno 2017). Nella foto da sx: i membri di Giuria Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Susanna Polimanti (Presidente di Giuria di quella edizione) e Lorenzo Spurio (Presidente del Premio)

Vincitori assoluti sono risultati: per la sezione A (Poesia in italiano) 1° premio ad Antonio Damiano di Latina, 2° Premio a Emanuele Rocco di Pescara, 3° premio a pari-merito Carla Maria Casula di Alghero (SS) e Laura Moro di Altivole (TV); per la sezione B (Poesia in dialetto e lingua straniera): 1° Premio a Valeria D’Amico di Foggia; 2° Premio a Nerina Ardizzoni di Renazzo (FE), 3° Premio ad Angelo Canino di Acri (CS);  per la sezione C (Libro edito di poesia) 1° premio a Gianfranco Isetta di Castelnuovo Scrivia (AL), 2° Premio ad Antonio Spagnuolo di Napoli, 3° Premio a Luca Cipolla di Cesano Boscone (MI); per la sezione D (Haiku) 1° Premio ad Alberto Baroni di Viadana (MN), 2° Premio ad Ornella Vallino di Pavone Canavese (TO), 3° Premio a Cinzia Pitingaro di Castelbuono (PA); Sezione E (Video-poesia) 1° Premio a Rosy Gallace di Rescaldina (MI), 2° Premio a Simona Giorgi di Sarzana (SP), 3° Premio ad Antonella Sica di Genova; per la sezione F (Critica Letteraria): Carmelo Consoli di Firenze, 2° Premio Denise Grasselli di Tolentino (MC), 3° Premio Carmen De Stasio di Brindisi; Sezione G (Prefazione di Libro di Poesia): 1° Premio Fabia Baldi di Piombino (LI), 2° Premio Katia Debora Melis di Selargius (CA), 3° Premio Lucia Bonanni di Scarperia (FI).

Premi Speciali sono stati conferiti ad altre opere particolarmente meritorie tra cui Sara Francucci di Cingoli (MC) vincitrice del Premio del Presidente di Giuria; Giovanni Tavcar di Trieste vincitore del Premio della Critica; Mario De Rosa di Morano Calabro (CS) vincitore del “Trofeo Euterpe”, Angela Catolfi di Treia (MC) vincitrice del Premio “Picus Poeticum” assegnato alla migliore opera di un poeta marchigiano; l’autore rumeno Dumitru Galesanu vincitore del Premio Speciale per il miglior autore straniero; Giancarlo Colella di Acquarica del Capo (LE) vincitore del Premio Speciale per la poesia satirica; Elena Maneo di Mestre (VE) vincitrice del Premio Speciale “Il Cigno Bianco” donato dall’omonima Associazione Culturale di Bitetto (BA) (presidente Tonia Appice) che collabora al Premio; Laura Vargiu di Siliqua (CA) vincitrice del Premio Speciale “Verbumlandi-art” donato dall’omonima Associazione Culturale di Galatone (LE) (presidente Regina Resta) che collabora al Premio; Antonio Scommegna di Savigliano (CN) per la migliore opera a tema la natura vincitore del Premio Speciale “Le Ragunanze”, premio donato dall’omonima associazione culturale di Roma (presidente Michela Zanarella) che collabora al Premio; Rita Marchegiani di Montecassiano (MC) vincitrice del Premio Speciale “Arte per Amore”, con la migliore opera a tema amoroso, premio donato dall’omonima Associazione Culturale di Seravezza (LU) (presidente Barbara Benedetti) che collabora al Premio; Giuseppe La Rocca di Trappeto (PA) vincitore del Premio Speciale “ASAS” per la migliore opera in siciliano, premio gentilmente donato dall’Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina (presidente Flavia Vizzari) che collabora al Premio; Massimiliano Pricoco di Augusta (SR) vincitore del Premio Speciale “Centro Insieme”, per la migliore opera sulla legalità/temi sociali, premio donato dall’omonima Associazione Culturale di Scampia di Napoli (Presidente Vincenzo Monfregola) che collabora al Premio.

Momento di alta intensità della serata sarà rivolto al ricordo compartecipe e celebrativo di due insigni poeti contemporanei che ci hanno lasciato e la cui eredità culturale e letteraria è assai importante tramandare: il poeta maceratese Gian Mario Maulo (1943-2014), nonché ex-sindaco di Macerata e protagonista di varie iniziative poetiche nel territorio maceratese, autore di libri di poesia e amato docente all’Istituto “Ricci” di Macerata e Amerigo Iannacone (1950-2017), poeta, scrittore, saggista, noto esperantista di Venafro (Isernia) nonché fondatore e collaboratore di riviste letterarie e fondatore della casa editrice Edizioni Eva di Venafro, voce importante del Meridione, dell’Irpinia, dell’Alto Sannio e del Matese, propulsore infaticabile di reading, incontri letterari e presenze in conferenze esperantiste. Entrambi verranno ricordati mediante gli interventi di alcuni familiari, la lettura di alcune liriche e la declamazione delle motivazioni di conferimento dei relativi premi da parte di Lorenzo Spurio, Presidente del Premio. La notizia di tali conferimenti “ad memoriam” è stata diffusa nelle scorse settimane sulle maggiori testare locali e regionali marchigiane e molisane tra cui “Picchio News”, “Cronache Maceratesi”, “TM Notizie”, “Il Cittadino di Recanati”, “L’Eco delle Marche” e “Molise Tabloid”, “Molise News 24”, “Primo Piano Molise”, “Isnews” e numerose altre.

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Il poeta ed ex-Sindaco di Macerata Gian Mario Maulo al quale verrà conferito uno dei due Premi Speciali “Alla Memoria”

 

thIl Premio “Alla Carriera 2018 del Premio “L’arte in versi” sarà, invece, assegnato alla nota poetessa e scrittrice Anna Santoloquido (foto a sinistra) nativa di Forenza (PZ) ma attiva da anni a Bari. La poetessa darà lettura ad alcuni suoi componimenti scelti e la Presidente di Giuria, Michela Zanarella, declamerà la motivazione del conferimento di questo premio speciale. La Santoliquido è autrice di numerosi libri di poesia, tanto in Italia che all’estero, ha curato antologie prestigiose e preso parte a conferenze e incontri collettivi, premiata in numerosi contesti letterari è considerata una delle maggiori poetesse italiane contemporanee.

I lettori Patrizia Giardini e Marcello Moscoloni presteranno la voce per la recitazione di alcuni brani vincitori i cui autori verranno premiati durante la serata.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi con i Patrocini Morali delle Regioni Marche e Molise, delle Provincie di Ancona, Macerata e Isernia, dei Comuni di Jesi, Venafro, Isernia e Macerata e con la collaborazione dei Musei Civici di Jesi, del Museo “Stupor Mundi” Federico II di Jesi e delle Associazioni Culturali “Le Ragunanze” di Roma, “Centro Insieme Onlus” di Scampia di Napoli, “Verbumlandi-art” di Galatone (Lecce), “Il Cigno Bianco Onlus” di Bitetto (Bari), “ASAS” di Messina e “Arte per Amore” di Seravezza (Lucca).

 

INFO:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Mail Premio: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Tel: (+39) 328 3929819

(Anche Sms e WhatsApp)

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Lucia Bonanni: lettura critica a “Pensieri Minimi e Massime”, raccolta di aforismi del palermitano E. Marcuccio, già autore di “Per una strada” e “Anima di Poesia”

“Pensieri Minimi e Massime” di Emanuele Marcuccio

Saggio di Lucia Bonanni

 

L’anima del mondo ha ali

ad abbracciare il tutto.[2]

(Emanuele Marcuccio)

 

«L’aforisma è la sintetica risposta della prosa alla poesia». Ecco cos’è per me un aforisma, la prosa non è nelle mie corde di scrittura, preferisco leggerla, e l’anima dell’aforisma è la sintesi, così come lo è per la poesia ma in modi e caratteristiche differenti.[3]

 

Così afferma Emanuele Marcuccio, citando un aforisma scritto dopo la stesura di Pensieri Minimi e Massime, una silloge di aforismi e pensieri vari, scritti tra il 1991 e il 2012, a cui segue un’altra raccolta ancora inedita. Degli ottantotto aforismi già pubblicati, ben quarantotto hanno per tema la poesia ed alcuni si possono leggere anche nell’antologia del secondo premio internazionale per l’aforisma “Torino in Sintesi” del 2010. Nel 2013, una selezione di dieci aforismi dalla silloge edita, sono stati pubblicati nell’antologia della settima edizione del “Premio Nazionale di Filosofia”[4] dell’Associazione Nazionale Pratiche Filosofiche, in quanto l’autore è risultato finalista.

L’aforisma, dal latino aphorismum e dal greco antico φορισμός (aphorismòs), è una definizione, una massima, una sentenza filosofica o morale e può anche essere indicato come un ricordo, un pensiero, un assioma, un’antonomasia, una distinzione e un avvenimento. Alcuni autori del XX secolo ne diedero definizioni fantasiose come ad esempio: “frantumi”, “fosforescenze”, “barche capovolte”, “fuochi fatui”, “errori”, “schegge”, “minime”, “scorciatoie”, facendo coincidere il carattere metaforico dei pensieri con le caratteristiche strutturali degli enunciati e cioè i temi, i modelli e lo stile. Le tematiche più comuni degli aforismi sono: i vizi e le virtù degli uomini, l’etica, l’arte, il tempo, la filosofia; i modelli possono essere il dialogo, il racconto, la citazione, il saggio e l’uomo mentre lo stile si basa per lo più sulla brevità, sul poco e buono e su quel solo fiore che è da preferire alla moltitudine. La nozione di “aforisma cancrizzabile” appartiene ad Umberto Eco (1932 – 2016) che la fa derivare dal cancer latino, cioè “granchio”, ovvero che un certo tipo di aforisma può essere accettato sia nella sua forma usuale che in quella reversibile e rovesciata, come ad esempio possono essere il soggetto e il complemento; tale ottica, però, non prevede forme di conoscenza, ma soltanto espressioni sagaci.

D’altra parte, come scrive il critico letterario Luciano Domenighini, negli aforismi di Marcuccio “[i]l tono è austero, lontano dall’ironia, dal gusto per il paradosso, dal compiacimento per il calembour. Gli enunciati sono sentenziosi e lapidari, eppure spesso pervasi da una mitezza d’animo, da una fede, da un candore, che in qualche modo ne temperano il taglio perentorio e apodittico”[5]. I temi trattati dal Nostro sono: il dolore, i sentimenti, l’amore, gli aspetti sociologici, il tempo, la felicità, le riflessioni filosofiche, la letteratura, l’arte in genere, la musica e la poesia che è il tema portante dell’intera raccolta; lo stile varia dalla brevità dell’enunciato alla forma dialogica, dalla citazione concisa alla struttura minimale del saggio oppure possono essere presenti “frantumi, schegge e scorciatoie” che l’autore adotta per fermare i pensieri come usa fare per la poesia la cui ispirazione è talmente inattesa e fuggitiva che necessita di essere fermata, appuntata, anche su uno scontrino della spesa ovvero su un qualsiasi foglio di carta oppure, sul biglietto del tram e la carta delle cartucce, come invece erano soliti fare rispettivamente Montale e Ungaretti.

«[L]’intento della poesia è sempre quello di celebrare, costruendo un’architettura di parole nei più vari registri, dai più intimistici e introspettivi ai più altisonanti»[6].

Quindi la poesia è per Marcuccio un canto dell’anima creato con le parole, una “architettura perfetta” che esprime il paesaggio interiore di quanti fanno dell’arte poetica non un freddo artificio, bensì una rappresentazione artistica che eleva, purifica e libera lo spirito dalle nebulose del vivere. Lo sguardo attento del Nostro si posa all’interno del sé e fuori dal sé, portando l’autore a guardare al di là della folla indistinta dei pensieri e “[…] lungo [i] vicoli antichi[7] dove ristagnano i mali del mondo. La cognizione etica, le continue riflessioni morali e la connaturata capacità di trasporsi nell’altro tengono Marcuccio, che “[…] non è solo un cultore di sogni[8], ben ancorato alla realtà, un filtro atto a vagliare emozioni e sentimenti per dire che “[i]l dolore è come il mare, nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante[9].

L’attitudine empatica, il senso morale, il sentimento di misericordia e il rispetto per il prossimo nella sintesi dimostrativa di ciascun aforisma, sono rivolti a chi è vittima delle calamità naturali, delle azioni belliche come pure delle varie forme di violenza. Ecco allora che la vista dei “Corpi dispersi,/ corpi ritrovati/ vivi e feriti,/ che si perdono nella massa informe[10], le crude notizie della guerra che tutto distrugge e “Muta/ una nobile famiglia/ e rimane, muta/ divisa/ al presente…[11], e la consapevolezza che, allorché “[…] annotta la notte/ e profonda si inerpica/ su per le ore// [e in] quella nona vigilia/ che si perde[12] possono accadere tragedie come quelle avvenute negli ultimi tempi, provoca in Marcuccio profonda commozione. Per questo egli cerca di sublimare il dolore provocato da tali vicende, attraverso l’introspezione e la trasfigurazione degli eventi con la scrittura poetica, un’ispirazione che spesso si rivela “[…] breve, fuggitiva e svelta[13] per cui il compito che si dà come poeta, è quello di “[…] afferrarla e trattenerla stretta al proprio cuore[14].

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Il Nostro non è mai persona giudicante, mai si lascia condizionare dalle mode, dal consumismo oppure dal marketing. Nel pieno rispetto dell’unicità della persona sa bene che ciascun essere umano è “un mistero a se stesso[15] e, quando le avversità arroventano l’animo e impediscono l’andare e i pochi “[…] attimi di felicità si perdono nella nebbia del tempo[16], egli si rivolge alla “[…] poesia [che] è voce nel silenzio e visione nel buio[17] palesando così “le fondamenta cattolico-religiose del [suo] pensiero […] e il suo amore verso il radicamento regionale, la terra natia, esplicitato nell’aforisma dedicato ai dialetti”[18].

La linguistica indica per “dialetto” una varietà di una lingua dominante o “lingua tetto” come si definisce in sociolinguistica. Il dialetto è una lingua autonoma con caratteristiche territoriali, non subordinato alla lingua ufficiale, anche se possono verificarsi alcune somiglianze e, secondo alcuni linguisti, risulta essere il mezzo più antico di comunicazione da cui si è poi sviluppata la lingua madre. Seguendo tale logica formale, le lingue neolatine non sarebbero altro se non dialetti della lingua latina come il greco moderno dal greco antico, come le lingue creole sono derivazioni dall’inglese. Il criterio tassonomico usato per distinguere i vari dialetti di una lingua, è anche quello della suddivisione in rami secondari, maggiormente presenti nelle lingue neolatine come ad esempio l’italiano e lo spagnolo che presentano caratteristiche scambievoli che invece non possiede la lingua francese dove la trama evolutiva è stata più rapida. Come sinonimo della parola “dialetto”, è spesso usato il termine “lingua vernacolare”, una parlata circoscritta ad una realtà geografica e maggiormente usata dal popolo. Le minoranze linguistiche come il sardo, il friulano, il catalano, non sono invece definiti come dialetti ma come “varianti”. Sono vere e proprie varianti dell’italiano le parlate toscane e il romanesco oltre alle forme delle parlate regionali che nel lessico, nella sintassi, nell’intonazione, negli accenti e nel ritmo si conformano ai dialetti locali e alle lingue minoritarie.

Nel sistema linguistico dialettale si denota e si connota l’identità di un popolo che per la comunicazione interpersonale usa la medesima lingua. Marcuccio sa valorizzare in maniera assai pertinente sia il proprio dialetto sia il dialetto di altre regioni, logica esplicitata nell’aforisma che riguarda i dialetti: «Non rinneghiamo mai il nostro dialetto. Chi rinnega il proprio dialetto, ha rinnegato la terra che lo ha generato, ha rinnegato le proprie radici culturali»[19].

Nella silloge del Nostro trovano spazio anche aforismi riguardanti le tematiche sociali, come la vigorosa protesta contro le forme tentacolari della burocrazia e gli accadimenti allarmanti della quotidianità: «Cupo è il nostro tempo, cupa è la scena di questo mondo e il nostro sentire in una tempesta si inabissa»[20].

Amara è la constatazione di Marcuccio con la sensata presa di coscienza di quanto accade nel tempo e nella dimensione etico-sociale che talvolta risucchiano l’individuo tra le spire di una convulsa voragine. In un percorso à rebours, cioè a ritroso, all’interno dell’aforisma citato, si ritrova il germe corrotto della guerra civile spagnola che nell’agosto del ‘36 fu causa del crudo assassinio del poeta Federico García Lorca (1898 – 1936) al quale il Nostro dedica un ciclo di quattro omaggi poetici. “A strapiombo sul mare/ si staglia l’ombra/ d’un’alga rinsecchita,/ l’ombra d’un orizzonte/ chimerico[21]. Le immagini assai sintetiche ed essenziali evocano la realtà desolata della guerra dove tutto assume sembianze di precarietà e l’esistenza è relegata sul bordo spigoloso di uno strapiombo. In questo caso la contaminazione di senso può riguardare stati del sé psichico che cerca di ritrovare identità e quiete tra le trame di stati d’animo rinsecchiti, poggiati sul limitare dell’inquietudine.

[Tra] ammassi/ informi/ tesi all’invero limite[22] di un mondo totalmente avverso, l’uomo è soltanto un robot che cerca di sottrarsi alla realtà dei fatti e ormai privo anche degli ultimi pensieri smette anche di lottare perché il suo “[…] sogno elettrico/ è morto per sempre[23].

L’estetismo del Nostro, che è simile ad un desiderio di “Eternità […] dove passato, presente e futuro si fondono in un eterno presente[24], non si mostra con un atteggiamento riconducibile a vuoti formalismi oppure ad un modo di essere che sente la vita come culto esclusivo del bello. Il suo pensiero si volge alla creazione artistica e al gusto del bello, però non si perde in preziosismi di maniera e neppure manifesta la tendenza alle suggestioni formali; la sua teoria estetica privilegia virtù e valori morali, giungendo ai principi di verità con forme di realismo che contemplano la vita, la natura e la bellezza. Nel proprio percorso il Nostro non rinuncia alla fantasia per dare maggior spazio al tangibile, ma la modella in un continuum di ordine ed equilibrio, propri dello spirito apollineo. Secondo il suo pensiero, come ben enuncia nell’aforisma diciotto della silloge a pagina dieci, la cultura non è semplice erudizione, bensì un’entità viva e vibrante, generata dalla riflessione e da buoni lettori. La parola “cultura” contiene tutto ciò che si può coltivare e raccogliere e i buoni libri sono i suoi frutti più dolci e nutrienti. Infatti, “Nelle arti, come nella vita, se c’è spontaneità, c’è anche personalità[25] e negli scritti di Marcuccio la spontaneità è frutto dell’ispirazione mentre la sua personalità umana e artistica deriva dall’educazione ricevuta, un dettato etico che sempre mira alla speranza, “[…] alla gioia, alla concordia e alla pace” così come si evince dall’aforisma numero sette a pagina otto, sia da un’ampia conoscenza che non è “sterile costruzione”, ma un sapere interiorizzato e lungimirante che riesce a dare “[…] voce ai sogni dell’umanità, ai suoi dolori, alle sue speranze [per] immergersi in un mondo lontano ma allo stesso tempo vicino ai nostri sogni, alle nostre speranze, ai nostri dolori[26].

Oltre che della poesia, Marcuccio si rivela attento cultore della musica, strumento culturale in grado di offrire la possibilità di intuire e comprendere la bellezza infinita dell’universo. La musica è una forma d’arte universale che muove le vibrazioni dell’anima e “nella sua grandezza e profondità” sa evocare sentimenti e ricordi. Neppure l’avanzata sordità poté impedire a Beethoven, “artista eroico” e geniale, di poter continuare a sentirla nelle profondità della propria anima. “Architettura perfetta/ note che si appaiano/ l’une per l’altre/ armonia infinita/ che nel basso si dilata/ e lontano/ la sua musica profonde[27]. Nei versi dedicati a Johann Sebastian Bach (1685 – 1750), un ruscello dalle infinite armonie, in modo conciso ed assai esplicativo Marcuccio evidenzia quelle che sono le caratteristiche dello stile musicale del compositore e musicista tedesco, uno dei più grandi geni della musica, che si distinse tra i contemporanei per la complessità armonica, l’invenzione del contrappunto e la sintesi tra lo stile tedesco e quello italiano. Per il Nostro la musica è un rincorrersi di note in “tersa armonia azzurra/ [e un] cantico in lontananza// [che] prorompono con impeto/ nella levità e nel sublime[28].

Se per Marcuccio “La poesia è anima che si fa parola”, come afferma nell’aforisma sessantatré a pagina diciannove, l’amore è l’unica arma che ciascun individuo ha a disposizione per combattere il dolore e la fragilità del cuore, incapace di perdono. Nell’intento di giustificare i propri fallimenti, l’uomo accusa sempre qualcun altro e nel suo “agire insensato” non considera che l’amore, come purtroppo spesso accade, non è soltanto fisicità, ma dialogo e “reciproco dono”: «Dolcezza, amore mio,/ hai avuto di me pietà!/ […]/ Come ho potuto essere/ così cieco,/ così sordo all’amore/ […]/ Come il vento soffia impetuoso/ e pieno d’ardore il sorriso d’aprile/ desta il tuo cuore all’amore,/ così, io voglio proclamare/ il mio nome a te:/ sorriso, incanto dolce e soave!/ […]/ Oh, amore mio, che gioia!/ Chi di me è più felice?»[29].

In riva al fiume tra il folto della selva, Sigurdh, il guerriero normanno, e Halldóra, la giovane indigena islandese, figlia del capovillaggio Ragnar, si promettono amore eterno, un sentimento che dopo ostacoli e preoccupazioni sarà benedetto da un prodigio inatteso di “[…] scie di nuvole/ luminose [che]/ scendono/ come sangue/ sulla terra…[30]

La speranza, la gioia, la concordia, la generosità e la pace sono sentimenti veraci che il Nostro coltiva con sincera spontaneità e in essi scopre e ravviva quel senso di empatia con l’altro dal sé e “[s]pesso il poeta raccoglie sogni che altri hanno disperso[31] e li fa rivivere in momenti diversi, ma non come fa un “ipocrita” (nell’accezione etimologica di “attore”) che si toglie la maschera e smette di recitare, come enuncia nell’aforisma sedici[32] di pagina nove: «Gli amici si mostrano tali nel momento del bisogno, gli ipocriti, invece, si tolgono la maschera e smettono di recitare».

Nella parte più recondita e profonda della propria anima, il Nostro trae veri tesori di poesia e nel movimento altalenante delle emozioni si comporta al pari di “[u]n fotografo [che] coglie un attimo di realtà imprimendolo nella pellicola[33].

Dall’idea di affinità elettiva e condivisione artistica, Marcuccio fa scaturire e promuove “Dipthycha”, un fortunato ed innovativo progetto culturale, iniziato con dittici “a due voci”[34] e continuato anche con trittici “a tre voci”; corrispondenze empatiche dove gli autori sono accomunati da “affratellamento, […] poetica consanguineità [e] l’impiego del metodo induttivo (dal particolare al generale) permette al Nostro di analizzare con onestà intellettuale i testi, nella loro individualità, e al contempo di introiettarli nello sterminato prato della sua mente poetica intuendo una scintilla, un richiamo, accogliendo il potere illuminante di un’epifania, assodando il pensiero di una effettiva carica empatica che si instaura tra testi diversi”[35]. Il progetto “Dipthycha”, avviato nel 2013, vede la pubblicazione di ben tre volumi di antologie poetiche e si appresta alla pubblicazione del quarto mentre è già avviata la raccolta di materiale per un quinto volume, sempre tenendo conto delle varie relazioni emozionali in una comunicazione empatica di significanti e poetiche affinità elettive. “Odo voci/ con volti/ senza volti/ che cercano/ esplorano[36], “Questa corrispondenza/ d’amorosi sensi,/ questa corrispondenza/ d’umano sentire,/ senza reale presenza,/ in questa telepresenza”[37]. Ed è proprio tale corrispondenza emozionale, il fulcro di ciascun dittico dove non esiste nessuna pratica imitativa di scrittura in quanto ciascun autore resta aderente al proprio modo di essere e al proprio modo di intendere e di fare poesia. Però, come scrive Marcuccio in nota alla Introduzione a Dipthycha 3, “[i]l tema comune, da solo, non fa un dittico a due voci, ci vuole altro, sarebbe troppo facile[38]; occorre, invece che si instauri una «“dittica” corrispondenza/comunicazione, anche se in toni diversi, anche se in tempi diversi, dando così vita a un dittico a due voci»[39].

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Emanuele Marcuccio, autore della raccolta di aforismi “Pensieri Minimi e Massime” oggetto di studio di questa lettura critica a cura di Lucia Bonanni

Forte di variegate competenze culturali e sensibilità umana e artistica, il Nostro si attiva affinché la voce della sua poesia non sia mai isolata e dipendente da schemi precostituiti, ma cerchi sempre di emozionare il lettore in modo che possa richiamare “l’obliato proprio sé fanciullo[40] e sia in grado di strutturare uno spazio comunicativo con l’autore, un momento che sia ascolto e non silenziosa lettura. Nei propri versi Marcuccio ricrea atmosfere classiche con archetipi di donne oltraggiate e uomini che le proteggono dagli abusi, definendo negli aforismi l’istruzione e la cultura come mezzi per sfuggire ad ogni forma di violenza. Nelle sue poesie sono presenti personaggi della classicità e dei vari ambiti culturali, riferimenti ai corpi celesti e ai fenomeni naturali, alle fasi del giorno, agli ambienti e agli animali e non ultimi gli affetti più cari. L’autore non inizia a scrivere, se non a seguito di un’ispirazione che lo raggiunge improvvisa, altrimenti preferisce lasciare il foglio bianco e attendere il momento magico che vede giungere la “capricciosa padrona”, che gli fornirà quel “primo fuoco d’ispirazione” su cui andrà a creare.

In un recente aforisma, Marcuccio rivolge la sua attenzione al rapporto controverso tra l’io lettore e l’io autore, un pensiero denso di significati: «Un autore non è mai completamente soddisfatto di ciò che ha scritto. Chissà, forse il lettore vorrebbe prendere il sopravvento sull’autore, ma alla fine quest’ultimo gli fa capire chi governa la “baracca”. Se ogni volta fossimo completamente soddisfatti, smetteremmo di scrivere» (aforisma inedito sessantasei). “Un poeta soddisfatto non soddisfa”, dichiara Mário Quintana (1906 – 1994), abile poeta di lingua spagnola; in qualche modo è necessaria questa insoddisfazione che sfocia nel desiderio di migliorarsi e fare sempre meglio, di contro ci sarebbe soltanto boria e presunzione.

Secondo Marcuccio la cultura è un divenire continuo perché essa è un’entità viva e i suoi frutti più succosi, oltre ai buoni libri, sono l’autonomia di pensiero, la libertà nel saper esprimere le proprie opinioni, lasciando da parte i vari casi di condizionamento ed essere parte attiva del tessuto sociale, tutto nel rispetto di se stessi e degli altri. Quindi, anche a supporto delle altre arti, è “[l]a letteratura [che] dà voce ai sogni dell’umanità, ai suoi dolori, alle sue speranze e, leggere un classico significa immergersi in un mondo lontano ma allo stesso tempo vicino ai nostri sogni, alle nostre speranze, ai nostri dolori[41].

Con la scrittura del dramma epico in versi liberi, Ingólf Arnarson, Marcuccio esprime un ideale allegorico di libertà con rimandi all’argomento storico-fantastico e all’ambiente fascinoso dell’antica Thule, l’attuale terra d’Islanda. Il viaggio compiuto dal “gran drakàr” verso la “baia del fumo”, la moderna Reykjavík, può essere interpretato come un viaggio all’interno di se stessi in un percorso di redenzione, attuato con l’esplorazione del proprio essere in una dimensione parallela alla realtà e completata alla luce della fede. Infatti, così scrive Marcuccio nei suoi aforismi: «Ognuno, per sua natura, è viandante, alla continua ricerca del proprio sé, alla continua ricerca della felicità [mentre] il cuore […] è sede degli affetti [e] da questo profondo abisso, i poeti traggono tesori e, a questo dolce vento affidano ogni loro pena»[42].

È dal proprio cuore che il Nostro trae la scrittura dei 2380 versi che compongono il dramma epico, inteso quale sintesi di un messaggio di speranza che l’autore ha voluto lanciare per “[…] commuovere cuori di pietra in un’alba d’amore, di pace e libertà[43].

In questo nostro tempo distorto e travagliato, saper riconoscere le proprie mancanze, le proprie debolezze e i propri errori e riuscire a superare disagi e incomprensioni, conduce alla riflessione individuale che porta al superamento del dolore e allontana dalla disperazione. Tale atteggiamento definisce un modo di comunicare tra individui che si denota quale espressione di umana solidarietà e, pur restando sempre se stessi, permette di procedere fianco a fianco e condividere i problemi e le insoddisfazioni derivati dalla non linearità delle Istituzioni in quanto “Lo stato non fa altro che importunarci con la sua fastidiosa e puntigliosa burocrazia che, non fa altro che pungerci e importunarci come uno sciame d’insetti[44]. Pertanto, come suggerisce Marcuccio, sarebbe auspicabile ed opportuno che gli artisti, e con essi anche gli insegnanti, riuscissero a costruire una corrispondenza relazionale di “stima reciproca” ed essere ribelli come lo è il fuoco nel contrastare i canoni velleitari dei burocrati, tracciando ben definiti confini culturali entro i quali muoversi in piena autonomia – “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” recita l’articolo 33 della Costituzione italiana – distinguendosi dalla massa che è solo apparenza, facendo dissolvere anche “le nebbie del pregiudizio” legati all’istruzione, evitando di essere risucchiati dalla “cupa […] scena di questo mondo”. “La libertà, per sua definizione, si oppone ad ogni azione o sentimento di intolleranza o prevaricazione sull’altro, come quello del razzismo, della xenofobia, dell’omofobia, dell’offesa contro ogni fede, perché non si giunga al suo contrario: la schiavitù” enuncia Marcuccio nell’aforisma inedito sessantaquattro.

I concetti espressi dal Nostro si allacciano ad altri enunciati aforistici in una circolarità logica e formale per cui “la raccolta in questione rifugge nella maggior parte dei casi un sentimento cupo o crepuscolare per manifestarsi, invece, come un vigoroso proclama che celebra il potere della parola”[45]. Una parola che può diventare di seta, se il poeta nella sua visione sa cogliere l’attimo fuggente dell’ispirazione e promuovere immagini di levità e suggestione armonica: «Di seta/ la parola// di poesia/ l’anima mia// investe il verso/ e para/ i colpi// verga/ veloce il rigo/ leggero// pieno»[46]. Un componimento, questo, in cui l’essenza delle immagini è la parola nel suo fluire simbolico, mentre l’elegante musicalità dei versi, lo stile edotto e originale, sono elementi che danno voce all’ampia gamma di stati d’animo e riflessioni profonde come più volte accade nelle “scorciatoie” ben orchestrate dei suoi aforismi.

LUCIA BONANNI

San Piero a Sieve (FI), 10 agosto 2018

 

NOTE

[1] Emanuele Marcuccio, Pensieri Minime e Massime, Prefazione di Luciano Domenighini, Postfazione di Lorenzo Spurio, con una nota di “Introduzione alla Poesia” dell’Autore, Photocity, 2012, pp. 47.

[2] Op. cit., aforisma n. 32, p. 12. Già edito, in AA.VV., Antologia del premio internazionale per l’aforisma “Torino in Sintesi”. II edizione – 2010, Joker, 2010, p. 85.

[3] Emanuele Marcuccio, in “Intervista ad Emanuele Marcuccio”, in Lorenzo Spurio, La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi, PoetiKanten, 2015, p. 254.

[4] AA.VV., Le figure del pensiero. Aforismi, haiku, paradossi, epitaffi, Sillabe di Sale, 2013.

[5] Luciano Domenighini, Prefazione a Emanuele Marcuccio, Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, p. 1.

[6] Emanuele Marcuccio, Introduzione alla poesia, in Op. cit., p. 31.

[7] Id., da “Emanuele Marcuccio (Acrostico)”, in Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 22.

[8] Id., Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, da aforisma n. 40, p. 14.

[9] Ivi, aforisma n. 1, p. 7.

[10] Id., da “Per i terremotati d’Abruzzo”, in Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 18.

[11] Ivi, da “Muro, che ti discosti…”, p. 36. Già edita, in AA.VV., L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012), a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Kairòs, 2013, p. 585.

[12] Emanuele Marcuccio, da “A notte”, in AA.VV., Nelle ferite del tempo. Poesia e Racconti per l’Italia, a cura di Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio, Photocity, 2016, p. 74.

[13] Id., Pensieri Minimi e Massime, da aforisma n. 27, p. 11.

[14] Ibidem.

[15] Ivi, da aforisma n. 23, p. 11.

[16] Ivi, da aforisma n. 26, p. 11.

[17] Ivi, da aforisma n. 65, p. 19. Ri-edito, in AA.VV., Le figure del pensiero, Sillabe di Sale, 2013, p. 26.

[18] Lorenzo Spurio, Postfazione a Emanuele Marcuccio, Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, p. 27.

[19] Op. cit., aforisma n. 20, p. 10.

[20] Ivi, aforisma n. 42, p. 15.

[21] Id., “Distanza: Quarto omaggio a García Lorca”, in Visione, in AA.VV., I grilli del Parnaso, PoetiKanten, 2016, p. 82. Già edita, in Id., Per una strada, SBC, 2009, p. 91.

[22] Id., da “Carpe”, in Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 42.

[23] Id., da “Ultimi pensieri di un robot”, in Per una strada, SBC, p. 71.

[24] Id., Lo stupore e la meraviglia. Aforismi e pensieri (silloge inedita), da aforisma n. 23, già pubblicato sul sito dell’autore al link “www.emanuele-marcuccio.com/antologia-aforismi”.

[25] Id., Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, aforisma n. 14, p. 9.

[26] Ivi, da aforisma n. 4, p. 7.

[27] Id., “Bach”, in Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 32.

[28] Id., da “Musica lontana”, in Per una strada, SBC, 2009, p. 83.

[29] Id., Ingólf Arnarson. Dramma epico in versi liberi. Un Prologo e cinque atti, Le Mezzelane, 2017, atto II, scena II, vv. 171-172, 183-185, p. 78; vv. 197-202, p. 79; vv. 227-228, p. 80.

[30] Ivi, atto V, scena unica, vv 104-108, p. 159.

[31] Id., Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, da aforisma n. 31, p. 12.

[32] Come scrive l’autore in nota all’aforisma, “il termine ipocrita è […] usato in senso etimologico, dal greco ποκριτής (iupokrithés) ossia attore”.

[33] Op. cit., da aforisma n. 88, p. 24.

[34] Con felice accezione, per distinguerlo dal dittico poetico classico, che invece è scritto da un solo autore, così ha definito il dittico a due voci il nostro autore: “Una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”.

[35] Lorenzo Spurio, Postfazione. Risonanze empatiche, lʼesperienza del “dittico poetico” di Emanuele Marcuccio a AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito…, a cura di Emanuele Marcuccio, PoetiKanten, 2016, p. 143.

[36] Silvia Calzolari, da “Vita parallela”, in Op. cit., p. 16.

[37] Emanuele Marcuccio, da “Telepresenza”, in Op. cit., p. 18. Già edita, in Id., Anima di Poesia, TraccePerLaMeta, 2014, p. 26.

[38] Id., Introduzione a AA.VV., Dipthycha 3, nota n. 2, p. 7.

[39] Op. cit., p. 7.

[40] Id., da “Sé e gli altri”, in Per una strada, SBC, 2009, p. 68.

[41] Id., Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, aforisma n. 4, p. 7.

[42] Op. cit., da aforisma n. 77, p. 22; da n. 83, p. 23.

[43] Id., Introduzione a Ingólf Arnarson. Dramma epico in versi liberi, Le Mezzelane, 2017, p. 22.

[44] Id., Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, aforisma n. 37, p. 13.

[45] Lorenzo Spurio, Postfazione a Op. cit., p. 28.

[46] Emanuele Marcuccio, “Di seta”, in AA.VV., Soglie, Limina Mentis, 2016, p. 124. Ri-edita, in AA.VV., Dipthycha 3, PoetiKanten, 2016, p. 54.

 

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

“Sandro Bella e la voce del mare” articolo di Stefano Bardi sul noto poeta civitanovese e la sua produzione dialettale

Articolo di Stefano Bardi

Fin dall’alba dei tempi, il tema del mare è stato sempre prediletto nella letteratura, come è dimostrato da numerose opere a partire dalla Sacra Bibbia e dai Vangeli. Un mare che simboleggia i principali aspetti di Dio, ovvero il castigo (Mosè e la sua attraversata del mar Rosso) e la salvezza (l’acqua battesimale). Mare che sarà poi ripreso dalla letteratura greco- romana e bizantina, dove, come tematica, ricoprirà un ruolo prettamente sacrale visto nell’acqua intesa come energia esorcizzante e antidemoniaca.

Un tema, quello del mare, che sarà trattato anche dalle grandi firme della letteratura italiana dal Medioevo fino ai giorni nostri, passando per la poesia cantautoriale come per esempio il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, il De Jerusalem celesti e il De Babilonia civitate infernali di Giacomino da Verona, la poesia scherzosa di Cecco Angiolieri, la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Dialogo della Natura e di un Islandese di Giacomo Leopardi, la natura sommersa di Salvatore Quasimodo, il mare, anzi l’oceano esistenziale, di Domenico Modugno in Oceano (infinito mare), il mare tombale di Lucio Dalla in Com’è profondo il mare, il mare come luogo magico dove rifugiarsi in Sharazan e il mare come cadavere in decomposizione in Notte a Cerano entrambe di Albano Carrisi. Tanti altri nomi si potrebbero e si dovrebbero fare, ma troppo lunga sarebbe la lista.

Il mare come ambiente e concetto è presente anche nella poesia marchigiana come è dimostrato dal mare scenografico di Elvio Angeletti, dal mare reminiscenziale di Michela Tombi, dal mare civico-umanitario di Marco Bordini, dal mare chimerico e “divino” di Mario Rivosecchi e, in particolar modo, dal mare intimo, nostalgico e cantastoriale di Alessandro Bella (meglio noto come “Sandro”, nato a Civitanova Marche nel 1929) che ci ha lasciato due bellissime opere di poesia marittima, ovvero Quagghiò lo porto (1988) e Li “Portési” (2007). Opere queste, dove al centro c’è sempre la città di Civitanova Marche colma di turismo, arte, inebrianti sapori, popolata da una vasta comunità multietnica. Dire Civitanova Marche o “Citanò”, nell’idioma dialettale locale, vuol dire sopratutto mare e porto, con la sua millenaria storia fatta di rapporti commerciali e con la sua storia moderna, imbevuta da rievocazioni marittimo-culinarie e culturali.

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Il poeta civitanovese Sandro Bella in uno scatto durante la sua pluridecennale attività di barbiere

Un’opera, quella del 1988, dedicata sì al porto di Civitanova Marche, ma il porto marittimo fa da scenografia anche ad altri temi. Un primo tema riguarda il porto marittimo dalle origine Picene e Romane, che nel passato viveva di pesca, mercato ittico e ambulanti che sostavano con le loro mercanzie e che oggi vive sì con la pesca, ma anche con fabbriche di vario tipo ad esso vicine.

Un secondo tema riguarda il vento d’estate, inteso dal poeta come un dolce e chimerico sospiro che ci conduce in fantasiosi universi, immersi nella pace e nella gioia.

Libro-na-Storia-na-Citta-Vicende-Civitanovesi.jpgUn terzo tema riguarda un intimo ricordo e, più nel dettaglio, quello legato alla figura di suo padre. La figura paterna è ricordata come un uomo colmo di nobiltà d’animo, profondo ossequio verso gli altri e, in una parola sola, come esempio virtuoso di vita.   

Nell’altra sua opera citata, pubblicata nel 2007, ritroviamo arcane sapienze marittime ormai dimenticate, arcaiche parole dialettali, il difficile e doloroso legame dell’Uomo con il mare e tanto altro ancora. In particolar modo leggiamo poesie in cui i marinai e i pescatori sono concepiti dal poeta civitanovese come dei moderni menestrelli e cantastorie che ricordano le loro avventurose battute di pesca con le loro lancette che, fra intemperie e tempeste, sfidavano dio Nettuno.

 Un’opera, infine, che tratta in versi anche la figura della donna, vista dal poeta come un’immensa Madre Universale che domina il mondo intero con la sua magica eloquenza dialogativa, il suo tenace spirito da guerriera, il suo amore dolce e la sua fraterna compassione.     

 STEFANO BARDI

Chiaravalle, lì 15/10/2018

 

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VII Premio di Poesia “L’arte in versi” (2018) – il verbale della giuria

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VII PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

Ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio

Organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi

VERBALE DI GIURIA

Il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, a conclusione delle operazioni di lettura, valutazione e vaglio da parte delle Commissioni di Giuria della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” indetto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), rende note le graduatorie per le varie sezioni.

Le Commissioni di Giuria erano così rappresentate:

Sezione A – Poesia in italiano: Michela Zanarella, Vincenzo Monfregola, Emanuele Marcuccio, Rita Stanzione.

Sezione B – Poesia in dialetto / Lingua straniera: Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Antonio Maddamma, Vincenzo Monfregola.

Sezione C – Libro edito di poesia: Elvio Angeletti, Antonio Maddamma, Valentina Meloni, Alessandra Prospero.

Sezione D – Haiku: Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Fabia Binci, Antonio Sacco.

Sezione E – Video-poesia: Stefano Caranti, Max Ponte, Marco Vaira e Guido Tracanna.

Sezione F – Critica letteraria: Francesco Martillotto, Antonio Melillo, Cinzia Baldazzi, Luciano Domenighini

Sezione G – Prefazione a libro di poesia: Michela Zanarella, Francesco Martillotto, Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin

Presidente di Giuria (tutte le sezioni): Michela Zanarella

Espletate le operazioni di segreteria, che ha provveduto all’eliminazione preventiva di tutti quei testi che, per le ragioni indicate nel bando di partecipazione, non erano conformi ai parametri richiesti, la partecipazione complessiva delle opere regolarmente a concorso è stata di 519 poesie in lingua italiana (Sez. A), 115 poesie in dialetto/lingua straniera (Sez. B), 62 libri editi di poesia (Sez. C), 102 haiku (Sez. D), 21 video-poesie (Sez. E), 20 critiche letterarie (Sez. F) e 12 prefazioni di libro di poesia (Sez. G), per un totale di 851 opere a concorso.

I parametri considerati dalle Commissioni di Giuria nel corso delle operazioni di lettura e valutazione sono stati:

–       Rispondenza di genere (congruità alla sezione)

–       Correttezza sintattico-grammaticale

–       Forma espositiva e stile impiegato

–       Intensità comunicativa (forza espressiva)

–       Originalità ed elaborazione

–       Musicalità

In relazione alla sezione C i parametri valutativi sono stati:

I – Contenuto

  1. Stile e linguaggio

  2. Originalità e creatività

  3. Varietà tematica

  4. Compattezza della silloge (stilistico-formale, concettuale)

  5. Utilizzo di forme metriche, retoriche

  6. Musicalità e sonorità del verso

  7. Comprensibilità delle costruzioni poetiche

  8. Forza delle immagini

  9. Presa e suscettibilità sul lettore (criteri soggettivi)

  10. Congruità delle versioni tradotte (dal dialetto o lingua straniera), se presenti

II – Veste grafica

  1. Linea grafico-editoriale

  2. Qualità della carta/inchiostro

  3. Praticità del volume (dimensioni, peso, etc.)

  4. Leggibilità/ Facilità di lettura (in termini visivi e non di ermeneusi)

  5. Copertina

  6. Cura negli apparati esterni (quarta, alette, etc.)

III – Materiali aggiuntivi e altro

  1. Presenza di testi critici d’accompagnamento (introduzione, prefazione, postfazione, nota di lettura) e autorevolezza degli autori terzi in questi testi

  2. Presenza di materiale iconografico: foto, pitture, disegni, fumetti, etc.

  3. Eventuale compresenza di comparti separati per narrativa o altro

  4. Congruità delle letture critiche d’accompagnamento

  5. Pertinenza del titolo

  6. Sintonia e legame tra i vari apparati della silloge

  7. Sintonia e legame tra i contenuti poetici e grafici

L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dalla rispettive Associazioni Culturali: Premio Speciale “Il Cigno Bianco” offerto dall’Ass. Culturale Il Cigno Bianco Onlus di Bitetto (Bari) con presidente Tonia Appice, il Premio Speciale “Verbumlandi-Art” offerto dall’Ass. Culturale Verbumlandi-Art di Galatone (Lecce) con presidente Regina Resta, il Premio Speciale “Le Ragunanze” offerto dall’Ass. Culturale Le Ragunanze di Roma con presidente Michela Zanarella, il Premio Speciale “Arte per Amore” offerto dall’Ass. Culturale Arte per Amore di Seravezza (Lucca) con presidente Barbara Benedetti, il Premio Speciale “Asas” offerto dall’Ass. Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina con presidente Flavia Vizzari e il Premio Speciale CentroInsieme offerto dall’Ass. CentroInsieme Onlus di Scampia (Napoli) con presidente Vincenzo Monfregola.

Tenuto conto di tutte queste indicazioni, che costituiscono parte integrante del verbale di giuria, la graduatoria finale e definitiva dei vincitori è così stabilita:

SEZIONE A – POESIA IN ITALIANO

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ANTONIO DAMIANO di Latina con la poesia “La Goutha o l’eterna follia (Nei sobborghi di Damasco)”

2° Premio – EMANUELE ROCCO di Pescara con la poesia “Illusione”

3° Premio Ex-Aequo – CARLA MARIA CASULA di Alghero (SS) con la poesia “L’ultimo treno”

3° Premio Ex-Aequo – LAURA MORO di Altivole (TV) con la poesia “Lettera d’amore a un poeta dannato (Per Arthur Rimbaud)”

MENZIONI D’ONORE

FRANCA DONÀ di Cigliano (VC) con la poesia “Il colore della guerra”

COSIMO LAMANNA di Roma con la poesia “Verranno le rose”

MARIA TERESA LA PORTA di Venafro (IS) con la poesia “Il peso dell’anima”

CORRADO CONSOLANDI di Roncadelle (BS) con la poesia “Ci sono giorni”

CARLA BARIFFI di Bellano (LC) con la poesia “Schermo”

SEZIONE B – POESIA IN DIALETTO/LINGUA STRANIERA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – VALERIA D’AMICO di Foggia con la poesia in lingua inglese “What remains”

2° Premio – NERINA ARDIZZONI di Renazzo (FE) con la poesia in dialetto “Na fotografia”

3° Premio – ANGELO CANINO di Acri (CS) con la poesia in dialetto “Figliu e ssi viji”

MENZIONI D’ONORE

EMANUELE ZAMBETTA di Bari con la poesia in dialetto “La sposa pecenènne”

NICOLINA ROS di San Quirino (PN) con la poesia in dialetto “Taramòt in Friul”

ANDREA PANZINI EMERSBERGER di Ancona con la poesia in dialetto “Un témpiu”

MELISSA STORCHI di Bibbiano (RE) con la poesia in lingua inglese “Memories that vanish”

SEZIONE C – LIBRO EDITO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – GIANFRANCO ISETTA di Castelnuovo Scrivia (AL) con il libro Gigli a colazione (puntacapo Editrice, Pasturana, 2017)

2° Premio – ANTONIO SPAGNUOLO di Napoli con il libro Canzoniere dell’assenza (Kairòs, Napoli, 2018)

3° Premio – LUCA CIPOLLA di Cesano Boscone (MI) con il libro In viaggio per dove (Edizioni DrawUp, Latina, 2017)

MENZIONI D’ONORE

VITO SORRENTI di Sesto San Giovanni (MI) con il libro Chiari oscuri del dolore (autoprodotto, 2017)

NUNZIO BUONO di Casorate Primo (PV) con il libro Voli a matita (Helicon Edizioni, Arezzo, 2018)

MICHELE IZZO di Montebelluna (TV) con il libro L’impossibile incanto (Intermedia Edizioni, Orvieto, 2017)

DIEGO BALDASSARRE di Pistoia con il libro Interstizi (Montedit, Melegnano, 2018)

SEZIONE D – HAIKU

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ALBERTO BARONI di Viadana (MN) con lo haiku: “sulla corteccia/ un mandarino in fiore –/ segni d’amore”.

2° Premio – ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (TO) con lo haiku “Il fiume lento./ La scìa d’un germano/increspa l’alba”.

3° Premio – CINZIA PITINGARO di Castelbuono (PA) con lo haiku “glicine in fiore-/ la casa abbandonata/ profuma ancora”.

MENZIONI D’ONORE

MARIA LAURA VALENTE di Cesena con lo haiku “primi germogli –/ l’odore della carta/ su cui scrivo”.

VALENTINA LEONI di Firenze con lo haiku “Passano gli anni -/ Aggiungo una sciarpa/col primo freddo”.

LUCIA ANTONIETTA GRIFFO di Bresso (MI) con lo haiku “i primi fiori -/ il profumo d’inverno/ si sente ancora”.

SEZIONE E – VIDEO-POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ROSY GALLACE di Rescaldina (MI) con la video-poesia “Così ti ho guardato”

2° Premio – SIMONA GIORGI di Sarzana (SP) con la video-poesia “Calamità d’occasione”

3° Premio – ANTONELLA SICA di Genova con la video-poesia “Ora”

MENZIONE D’ONORE

DANIELA FERRARO di Locri (RC) con la video-poesia “Selena”

SEZIONE F – CRITICA LETTERARIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio: CARMELO CONSOLI di Firenze con la recensione al libro Quella luce che tocca il mondo (Bastogi, Foggia, 2010) di Ninnj Di Stefano Busà

2° Premio: DENISE GRASSELLI di Tolentino (MC) con il saggio “Canzone CXXIX – Di pensier in pensier, di monte in monte del Rerum Vulgarium Fragmenta di Francesco Petrarca”

3° Premio: CARMEN DE STASIO di Brindisi con il saggio “La complessa metamorfosi dell’agire nell’inarrestabile “ancòra” nella poesia di Alfonso Cardamone

MENZIONI D’ONORE

EUFEMIA GRIFFO di Settimo Milanese (MI) con il saggio “L’eco cupa del tonfo. Ricordando Antonia Pozzi”

FRANCA CANAPINI di Arezzo con il saggio “I quattro sensi di Gerionton”

SEZIONE G – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – FABIA BALDI di Piombino (LI) con la prefazione al libro Janelas de silencio (Vasco Rosa, Lisboa, 2017) di Corrado Calabrò

2° Premio – KATIA DEBORA MELIS di Selargius (CA) con la prefazione al libro Sulla linea effimera di Francesco Pasella / Luisella Pisottu (autoprodotto, 2017)

3° Premio – LUCIA BONANNI di Scarperia / San Piero a Sieve (FI) con la prefazione al libro KA_R_Masutra (Kimerik, Patti, 2018) di Izabella Teresa Kostka

MENZIONE D’ONORE

MARCO CAMERINI di Roma con la prefazione al libro Poesia non è una cortese parola. 2009-2016 (Aracne, Canterano, 2016) di Claudio Zuccaro

PREMI SPECIALI

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIA

SARA FRANCUCCI di Cingoli (MC) con la poesia “Amatrice-Norcia-Visso”

PREMIO DELLA CRITICA

GIOVANNI TAVČAR di Trieste con il libro Dilagante eternità (Aletti, Guidonia, 2015)

TROFEO EUTERPE

MARIO DE ROSA di Morano Calabro (CS) con il libro Il filo che anche il buio ti guida (Libreria Editrice Urso, Avola, 2016)

PREMIO SPECIALE “PICUS POETICUM” (miglior poesia di poeta marchigiano)

ANGELA CATOLFI di Treia (MC) con la poesia in dialetto “Dumi’, lu sòceru mia”

PREMIO SPECIALE PER MIGLIOR LIBRO DI AUTORE STRANIERO

DUMITRU GĂLEŞANU di Râmnicu Vâlcea (Romania) con il libro bilingue Tratat pentru nemurire / Trattato per l’immortalità (Tracus Arte, Bucaresti, 2016)

PREMIO SPECIALE PER LA POESIA SATIRICA

GIANCARLO COLELLA di Acquarica del Capo (LE) con il libro Sunetti senza frenu (Kurumuny Edizioni, Calimera, 2017)

PREMIO SPECIALE “IL CIGNO BIANCO” (miglior poesia a tema infanzia)

ELENA MANEO di Mestre (VE) con la poesia in dialetto “Eroine de a me infansia”

PREMIO SPECIALE “VERBUMLANDI-ART” (miglior poesia a tema la pace)

LAURA VARGIU di Siliqua (CA) con la poesia “Sotto il cielo di Aleppo”

PREMIO SPECIALE “LE RAGUNANZE” (miglior poesia a tema la natura)

ANTONIO SCOMMEGNA di Savigliano (CN) con il libro Margherita di Savoia. Tèrre de mare e de ssàle (L’Artistica Savigliano, Savigliano, 2011)

PREMIO SPECIALE “ARTE PER AMORE” (miglior poesia a tema amoroso)

RITA MARCHEGIANI di Montecassiano (MC) con il libro Gli anni dell’incanto (Edizioni APE, Terni, 2017)

PREMIO SPECIALE “ASAS” (miglior poesia in siciliano)

GIUSEPPE LA ROCCA di Trappeto (Palermo) con la poesia “Tempu suspisu”

PREMIO SPECIALE “CENTROINSIEME” (miglior poesia sulla legalità/temi sociali)

MASSIMILIANO PRICOCO di Augusta (SR) con la poesia “L’odore che viene dai margini”

PREMI SPECIALI – FUORI CONCORSO

PREMIO ALLA CARRIERA

ANNA SANTOLIQUIDO

PREMI ALLA MEMORIA

GIAN MARIO MAULO (Montecosaro, 1943 – Macerata, 2014)

AMERIGO IANNACONE (Venafro, 1950 – Venafro, 2017)

INFORMAZIONI IMPORTANTI

CONSISTENZA DEI PREMI

Come da bando di concorso (art. 10) si rammenta che i premi consisteranno in: 1° premio – targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, abbonamento alla rivista “Poesia” (Crocetti Editore) anno 2019 (11 numeri) e tessera socio Ass. Culturale Euterpe anno 2019; 2° premio – targa, diploma con motivazione e libri; 3° premio – targa e diploma con motivazione; Menzioni d’onore – coppa/trofeo e diploma; Premi Speciali (tutti tranne “Alla Carriera”) – Targa e diploma con motivazione; Premio Alla Carriera – Targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, nomina di Socia Onoraria dell’Ass. Culturale Euterpe, cena e pernottamento sera della premiazione.

CONVENZIONE CON MUSEI CITTADINI

Grazie alla collaborazione nata tra l’Associazione Culturale Euterpe e il Museo Federico II “Stupor Mundi” e il Comune di Jesi, tutti i premiati e i membri della Giuria (no gli accompagnatori) avranno l’opportunità di usufruire in maniera agevolata nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 alla ricca offerta museale del Comune di Jesi secondo queste modalità:

Museo Federico II “Stupor Mundi”

Indirizzo: Piazza Federico II n°3

Contatti: 0731-084470 – Sito: www.federicosecondostupormundi.it

Orari: Dal giovedì al sabato 15-19 / Domenica: 10-13 e 15-19

Agevolazione: entrata a prezzo ridotto pari a 4,00 €

Musei Civici di Jesi

Agevolazione: ingresso gratuito (maggiori info in seguito)

Per eventuali informazioni sull’offerta turistica e sulle strutture ricettive, alberghiere e di ristorazione si rimanda all’Ufficio Turismo del Comune di Jesi di cui a continuazione si forniscono i riferimenti.

Indirizzo: Piazza della Repubblica

Contatti: 0731-538420 – Sito: www.turismojesi.it

Orari: Da mercoledì a sabato 10-13 e 15-18

Gli interessati alle visite agevolate dovranno darne comunicazione all’Associazione Culturale Euterpe mediante la compilazione del modulo A (di cui sotto). Chi avrà confermato la sua prenotazione riceverà a mezzo mail il coupon per l’accesso scontato o potrà fornire il proprio nominativo alla biglietteria per la validazione dello sconto/ingresso gratuito.

CERIMONIA UFFICIALE DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti n°19) il 10 novembre 2018 a partire dalle ore 17.

CONFERMA DI PRESENZA E AUTORIZZAZIONI (Modello A)

Come da bando di concorso (art. 12) si ricorda che i vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio. È il richiesta la conferma di presenza mediante compilazione e invio del modulo a seguire (modello A) dove pure si dovranno indicare le autorizzazioni alla lettura da parte propria o della lettrice del testo, alla pubblicazione in antologia, etc. Il modulo va inviato a mezzo mail all’indirizzo premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22 settembre 2018.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da ogni vincitore a vario titolo.

Nell’eventualità di non sicurezza in merito alla presenza entro la data indicata si chiede comunque di inviare il modello compilato in ogni sua parte, riservandosi di confermare la presenza/assenza alla stessa mail almeno una settimana prima della premiazione.

DELEGA (Modello B)

Qualora i vincitori non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso la delega va inoltrata a mezzo mail effettuata sul modulo a seguire (modello B) e inviata all’attenzione del Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio a mezzo mail a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2 novembre 2018. Non verranno considerate deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Network né per via telefonica, né quelle che non perverranno secondo il modello di cui sopra.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da chi delega qualcuno a rappresentarlo.

INVIO DEI PREMI

Qualora i vincitori non possano intervenire e non hanno un delegato che li rappresenti, possono ricevere i premi al proprio domicilio dopo la cerimonia di premiazione mediante Poste Italiane (no Corriere), previo pagamento delle relative spese di confezionamento e spedizione a carico dell’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

PUBBLICAZIONE IN ANTOLOGIA

Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo entreranno a far parte dell’antologia del premio, volume senza codice ISBN e non in commercio, che verrà donato gratuitamente in una copia a ciascun vincitore durante la premiazione. I vincitori della sezione Video-poesia sono tenuti a inviare il testo della loro poesia in formato Word entro e non oltre il 18 settembre 2018 a premiodipoesiarteinversi@gmail.com.

Il volume conterrà alcuni interventi critici dei membri della giuria e una selezione di liriche dei Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Memoria” accompagnati da relativi profili bio-bibliografici. Con il modulo A l’autore autorizza alla pubblicazione della sua opera nell’antologia del premio senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro all’organizzazione del Premio.

Letto, firmato e sottoscritto

Jesi, 6 settembre 2018

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe

Michela Zanarella – Presidente di Giuria

Elvio Angeletti – Segretario Ass. Euterpe

 

INFO:

www.associazioneeuterpe.comass.culturale.euterpe@gmail.comTel. 327 5914963 – Pagina FB del Premio

ALLEGATO A

[Consta di 2 pagg.

Va inviato a premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22/09/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

________________________________________________________________________________

Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

________________________________________________________________________________

Sotto la mia unica responsabilità, DICHIARO

[ ] Che l’opera è frutto del mio unico ingegno e che ne detengo i diritti ad ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000

e che:

[ ] l’opera E’ iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] l’opera NON è iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

[ ] NON SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

AUTORIZZO

[ ] Alla pubblicazione della mia opera1 nel volume antologico del premio (senza codice ISBN, volume non in commercio) che verrà donato il giorno della premiazione, senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro agli organizzatori del Premio.

____________________________ ________________________________

(città, data) (firma leggibile)

INFORMAZIONI SULLA SERATA DI PREMIAZIONE

[ ] CONFERMO LA MIA PRESENZA

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – interverrà un delegato (inviare modulo B compilato)

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – non interverrà un delegato. Rimango in attesa di informazioni per ricevere il premio a domicilio.

Durante la serata di premiazione

[ ] Leggerò io il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto)

[ ] Preferisco che il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto) sia letto dalla lettrice

Durante la serata di premiazione (solo per sez E – video poesia)

[ ] Acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

[ ] Non acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

INTERESSE/ ISCRIZIONE ALLA VISITA DEI MUSEI DI JESI

I vincitori a vario titolo del Premio e i membri di Giuria avranno diritto all’accesso facilitato ai Musei della Città di Jesi nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 secondo le modalità di seguito indicate. Mettere la croce sull’offerta scelta alla quale intende prendere parte (è possibile inserirle anche entrambe):

[ ] Museo Federico II “Stupor Mundi” situato in Piazza Federico II n°3

L’accesso è scontato con modalità ridotta e costerà 4,00 €.

[ ] Musei Civici di Jesi

L’accesso alle strutture comprensive nell’offerta (di seguito meglio specificata) è gratuito.

AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per le finalità inerenti all’espletamento di ogni iniziativa relativa alla VII edizione del Premio di Poesia “L’arte in versi” e alla relativa cerimonia di premiazione.

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per tutte le iniziative culturali, artistiche e letterarie da essa indette e promosse.

____________________________ ________________________________

(città, data) (firma leggibile)

ALLEGATO B

[Consta di 1 pagina – Va inviato a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2/11/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

________________________________________________________________________________

Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

________________________________________________________________________________

Impossibilitato/a a partecipare alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi che si terrà a Jesi (AN) il giorno 10 novembre 2018 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni con la presente

DELEGO

Il sig./ La sig.ra _______________________________________________________________

Nata a _________________________________ Il ____________________________________

Tel. ____________________________________ Mail ________________________________

A rappresentarmi per:

  • ritirare il premio a me spettante

  • dar lettura al componimento risultato vincitore

________________________________ ____________________________

(città, data) (firma leggibile)

1Nel caso della sezione C – Libro Edito – si intende la pubblicazione di una scelta operata dall’organizzazione di testi presenti all’interno del volume.

Ricordo del poeta canicattinese Domenico Asaro

Domenico Asaro, il poeta-contadino, della provincia di Agrigento, classe 1973, ci ha lasciato pochi giorni fa. Lo conobbi a Messina nel giugno scorso quando, al Palazzo dei Leoni, tenemmo con l’Associazione Culturale Euterpe il reading poetico “Un mare di versi” in collaborazione con l’Associazione Siciliana di Arte e Scienza (ASAS). In quella circostanza lo salutai brevemente, come spesso accade all’apertura di eventi tanto partecipati come quello e scambiai con lui poche battute. Riservato e partecipativo dimostrò continuo interesse per l’intero evento, assistendo all’intera esibizione oratoria dei vari partecipanti, e declamò una poesia in italiano dal titolo “Come un gabbiano”. Il suo testo, inviato alla nostra mail per la sua partecipazione, porta, sotto, la data del 14/06/2018 e immagino, dunque, che la scrisse in vista dell’occasione del nostro incontro poetico. Il testo era questo:

 

Come un gabbiano

di DOMENICO ASARO

 

Come un gabbiano solitario

battuto dal vento scorazzi,

in balia delle onde del mare

che indebolisce le tue forze.

 

Imperterrito continui a resistere

per attraccare e posarti

su di una solida roccia.

 

Non hai ascoltato l’avviso della natura,

che alzava con furia

nubi di avvertita tempesta,

 

e adesso stramazzi stanco

sulla spiaggia ricoperta di ghiaia,

affannoso il tuo respiro

 

fragile ogni tuo pensiero …

e scende già la notte

nell’ attesa di una nuova alba.

 

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Il poeta canicattinese Domenico Asaro

 

Discreto ed elegante nella sua poetica nativa, sedimentata nel colloquio con la terra, Asaro viene ora ricordato degnamente per la sua umiltà e genuinità, come una delle anime più propulsive e significative del canto lirico della Trinacria. Primo assoluto a Gravina nel premio intitolato a “Nino Giuffrida” dove molti poeti siciliani lo ricordano con piacere e mestizia, aveva partecipato proprio pochi giorni fa al VI Simposio “Al tempo dei poeti” al Museo Mirabile di Marsala (TP) organizzato da Salvatore “Totò” Mirabile nel quale gli era stata attribuita una Menzione di merito per la poesia presentata, “Sicilia e sicilianu”.

Il ricordo del poeta popolare, noto come fedele cantore di quella Sicilia della terra, in Facebook è universale e sostenuto da messaggi accorati, pensieri dolci e interdetti dinanzi al prematuro decesso dell’uomo. Tra di loro, il poeta José Russotti, che lo aveva premiato durante il Premio di Poesia “Salvatore Gaglio” a Malvagna (ME), così lo ricorda: “É morto Mimmo Asaro, il poeta contadino. Oggi ho perso un amico, un autentico poeta naif, una parte di me. Al reading di giorno otto dedicato a Maria Costa doveva essere tra noi. Fu uno dei primi a prenotarsi. La sera stessa lo contattai telefonicamente per ringraziarlo di persona, e lui mi rispose molto candidamente che sarebbe venuto, soprattutto, per onorare la figura della grande poetessa dello Stretto. “A costo di spararmi 250 km.” mi disse: “io ci sarò”. Mimmo, era un personaggio singolare, istruito e nello stesso tempo un umile lavoratore della terra – in questo periodo si alzava all’alba per andare a raccogliere uva – trovava nella poesia una forma di riscatto. Oltre a scrivere, componeva delle ballate nel solco della tradizione contadina siciliana, ispirandosi spesso a Rosa Balistreri. Lo scorso 14 luglio, alla premiazione di “Fogghi mavvagnoti”, ricordo che a conclusione della serata, non avendo portato con se la base musicale, eseguì uno splendido brano a cappella, mostrando delle capacità canore davvero insospettabili. Mimmo, indubbiamente, era un uomo semplice, che si era fatto da solo e che è rimasto sino alla fine schietto, autentico e divertente. Quella sera al telefono, alla domanda, perché scrivi poesie. Lui mi rispose così: “Non c’è una sola parola nelle mie poesie che non venga dal profondo del cuore. E se vogliamo entrare nello specifico, aggiungerò che la poesia del “social”, come dicono i francesi, l’ho fatta mia, con il mio cervello e il cuore da contadino: una poesia densa di richiami evocativi per la natura spesso oltraggiata e abusata”.

Sulla pagina FB di Russotti si può dar lettura anche alle due liriche che Asaro aveva mandato all’organizzatore messinese per prendere parte al Primo Raduno Poetico “Maria Costa” a Gesso (ME) al quale aveva assicurato la sua presenza. In una di essa leggiamo: “È giunto il momento che entriamo tra i filari / tagliando grappoli succosi e assai sanguigni”.

In sua memoria Salvatore “Totò” Mirabile ha subito indetto il Memorial Domenico Asaro che si terrà a Marsala (TP) presso il Museo Mirabile (Contrada Fossarunza 198) il 23 settembre 2018 alle ore 10. Nell’occasione verranno audio-diffusi brani del cd di Asaro, “Cantu sta terra” e anche dal cd “Questa terra non ha eroi” con testi di Antonio Barracato. Lo stesso Mirabile gli ha dedicato una lirica nella quale si legge: “piango il giovane poeta cantastorie/ che cantava da poeta contadino/ con tanta umiltà e grande generosità/ la sua terra nel dialetto agrigentino”.  Viva è la volontà di altri poeti, promotori cultuali e semplice gente della sua terra, di dedicargli un altro evento nella città nella quale era nato e viveva, Canicattì, che di certo accoglierà l’importante eredità umana e culturale di un uomo che, con dignità e garbo, ha cantato la sua terra di terra e di sole.

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La finale del Concorso “Poesia del Borgo” a Montignano di Senigallia il 25 agosto: tutti i premiati

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Con il Patrocinio del Comune di Senigallia si è tenuta sabato 25 agosto 2018, causa maltempo, all’interno della Chiesa di Montignano di Senigallia (AN) la cerimonia conclusiva della quarta edizione del Concorso Nazionale “Poesia del Borgo” ideato e presieduto dal poeta Elvio Angeletti. Ai premiati, giunti da ogni parte d’Italia, sono stati attribuiti i vari premi spettanti dalle mani della Commissione di Giuria, presieduta da Antonio Maddamma e composta da Marisa Landini, Lorenzo Spurio, Marcello Signorini, Francesca Bianchini, Adriana Zucconi, Giulio Moraca, Mauro Marcellini.

Questa la graduatoria finale dei premiati:

SEZIONE POESIA IN ITALIANO

1° Premio – Michele Izzo con la poesia “Il treno per Dachau”

2° Premio – Marisa Cossu con la poesia “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

3° Premio – Assunta De Maglie con la poesia “Soltanto amore”

 

SEZIONE POESIA DIALETTALE

1° Premio – Giuseppe La Rocca con la poesia “Prighera”

2° Premio – Vincenzo Prediletto con la poesia “A voci du mari”

3° Premio – Gioacchino Mosci con la poesia “Come te l’posso di”

 

PREMI SPECIALI

Premio Speciale Giovani a Riccardo Tiberi con la poesia “Sprazzi di gioia”

Premio Speciale Biblioteca “Luca Orciari” a Massimo Pistoja con la poesia “Questa gioventù”

Premio Speciale alla Cultura a Rosanna Di Iorio con la poesia “La voce dell’amore tra le mani”

Premio Speciale del Presidente di Giuria a Stefano Baldinu con la poesia “En l’immensitat de un respir”

Premio Speciale del Presidente del Concorso a Daniela Gregorini con la poesia “Ti rivedrò”

Premio Speciale alla Carriera a Mara Vitale Santoni.

 

Ulteriori premi, le Menzioni d’onore, sono state conferite a:

per la poesia in lingua: Rita Muscardin, Davide Cerutti, Manrico Fiorini, Maria Luisa D’Amico, Alessandra Bucci e Marco Vaira.

per la poesia dialettale: Salvatore Siina, Bortolo Ragazzoli, Rina Bontempi, Carla Barlese, Lena Maltempi e Antonella Brugiatelli.

 

La Biblioteca “Luca Orciari” – Presidente Mauro Mangialardi

Ass. Promotrice Montignanese – Presidente Elio Mancinelli

La Sciabica Filodrammatica – Presidente Donatella Angeletti

Centro Sociale Adriatico – Presidente Claudio Costantini

Presidende del Concorso – Elvio Angeletti

 

ALCUNE FOTO DELLA CERIMONIA

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Michele Izzo (al centro) vincitore del 1° Premio per la sezione poesia in lingua, premiato da Mauro Pierfederici ed Elvio Angeletti
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Giuseppe La Rocca (al centro), vincitore del 1° Premio per la sezione poesia dialettale premiato da Mauro Pierfederici ed Elvio Angeletti
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Rosanna Di Iorio vincitrice del Premio Speciale Alla Cultura viene premiata dalle giurate prof.ssa Bianchini e dalla prof.ssa Marisa Landini
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Mara Vitali Santoni premiata col Premio Alla Carriera. Riceve il premio da Mauro Pierfederici e dal Presidente di Giuria Antonio Maddamma
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La foto di gruppo con alcuni dei premiati

Il 16 settembre a Scampia (NA) la premiazione di “Una poesia per il futuro” presieduto dal poeta Vincenzo Monfregola

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Si terrà il 16 settembre alle 10 presso la sede operativa dell’Associazione CentroInsieme Onlus di Napoli in Via Ghislieri lotto P5 a Scampia la premiazione della seconda edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Una poesia per il futuro”. La composizione della Commissione di Giuria era la seguente: Rosa Bianco, Eloise d’Avino, Anna Mauro, Lorenzo Spurio, Maria de Marco e Giuseppe Finaldi.

L’iniziativa si svolgerà anche grazie a numerosi collaborazioni tra enti e format culturali che hanno fornito il loro patrocinio e sostegno e figurano tra le partnership: Radio DOPPIO ZERO, l’Associazione Cultura “Euterpe” di Jesi – Ancona (Presidente Lorenzo Spurio), l’Associazione Culturale “Poesie Metropolitane” (Presidente Rosa Mancini), l’Associazione Culturale “Le Ragunanze” di Roma (Presidente Michela Zanarella), il Magazine “Scritturati PuntoCOM” (Direttore Vincenzo Monfregola), l’Associazione Culturale “Progetto ALFA” (Presidente Massimiliano Greco), l’Associazione Culturale Progetto “ALFA Giovani” (Presidente Massimiliano Greco) e l’organizzazzione NO PROFIT “Rianimazione Letteraria” (in rappresenza Livia Santini).

Il Direttivo dell’Associazione CentroInsieme Onlus sta prendendo in considerazione la realizzazione di un’antologia del Premio, pertanto contatterà in tempi brevi coloro che saranno selezionati per farne parte.

La cerimonia di premiazione si inserirà all’interno della festa annuale “TUTTI IN PRIMA FILA” – un evento che ogni anno l’Associazione organizza per i bambini del quartiere per festeggiare l’inizio del nuovo anno scolastico. Durante la stessa verrà reso noto il nome del Vincitore del Premio Dalisi, scelto tra i finalisi a prescindere dalla classifica, che riceverà un’opera dell’artista – architetto e designer Riccardo Dalisi di fama internazionale. Seguiranno comunicazioni private e post sulle pagine ufficiali di CentroInsieme Onlus per ulteriori aggiornamenti.

A seguire la graduatoria di merito di vincitori da podio e a vario titolo.

 
CLASSIFICA POESIA IN LINGUA 

 
1° Classificato – PICCA FRANCESCO di Cesena – Poesia: La mia vita

2° Classificato – TAGLIALATELA GENNARO di Napoli  – Poesia: Al Rione Traiano

3° Classificata – DOGLIO MARIA ANTONIETTA di Denice (AL) – Poesia: Ridi

4° Classificata – BONFILO MARIANGELA di Rovetta (BG)  – Poesia: L’ora della canicola

4° Classificato – VAIRA MARCO di Cerveno (BS)  – Poesia: Fiore Reciso

5° Classificata – SILBERSTAIN SARA di Caserta  – Poesia: Prospettive 

6° Classificato – ANGELETTI ELVIO di Marzocca – Senigallia (AN)  – Poesia: Frammenti 

7° Classificata – PROIETTI ANTONELLA di Roma  – Poesia: Ci sei nei petali di rosa

 
FINALISTI:

AVELLA LORIS di Napoli – Poesia: Dentro Me 
CORSI DIANA di Martinsicuro (TE)  – Poesia: Metamorfosi 
STANZIONE RITA di Pagani (SA)  – Poesia: La via della cultura

 

 
PREMIO SPECIALE “Menzione d’onore”
CIMINO ANNALENA di Capri – Poesia: Il muro del passato

 

 
CLASSIFICA POESIA IN VERNACOLO 

1° Classificato – CANINO ANGELO di Acri (CS)  – Poesia: A seggia

2° Classificato – CATALANI GAETANO di Ardore Marina (RC) – Poesia: Mmenduli amari

3° Classificato – BARRACATO ANTONIO di Cefalù (PA)  – Poesia: E ancora Cercu
FINALISTA:

CASO VITTORIA di Casavatore (NA)  – Poesia: Nu suonno

 

PREMIO SPECIALE “Menzione d’onore”
MARSEGLIA FAUSTO di Marano di Napoli – Poesia: A cappella vutiva

 

 
Il Presidente 
CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli 
Vincenzo Monfregola

Cofondatrice e Vicepresidente
CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli
Patrizia Mincione

Ideatore del Progetto “Daremo voce ai sogni”
Ivan Caldarese