E’ uscito “Euterpe” n°32 sui “Poeti e scrittori nascosti e dimenticati”

Siamo felici di comunicare dell’uscita del n°32 della rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online, ideato e diretto da Lorenzo Spurio e rientrante all’interno delle attività culturali promosse dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. Tale numero proponeva quale tematica alla quale era possibile ispirarsi e rifarsi: “Poeti scrittori nascosti e dimenticati”.

Il lungo editoriale di Lorenzo Spurio è volto a ricordare alcuni poeti che nel corso di questo funesto 2020 ci hanno lasciato. Vengono fornite, oltre a notizie bio-bibliografiche degli stessi, ricordi personali, occasioni d’incontro e di lettura nonché approfondimenti critici. Gli autori dei quali si parla sono Marisa Provenzano (1950-2020 di Catanzaro), Gregorio Scalise (1938-2020, di Catanzaro ma da molto tempo residente a Bologna), Anna Elisa De Gregorio (1942-2020 nativa di Siena ma residente in Ancona dal 1959), Umberto Cerio (1938-2020 di Larino, provincia di Campobasso) e Gabriele Galloni (1995-2020, romano), quest’ultimo morto prematuramente all’età di venticinque anni.

Si segnala, poi, tra i numerosi contributi presenti in rivista tre interessanti interviste, la prima, curata da Lorenzo Spurio, rivolta al poeta e scrittore Gino Scartaghiande, autore di Sonetti per amore per King-Kong (accompagnata da una pregevole foto di Dino Ignani); poi gli estratti scelti da una vecchia intervista fatta da Anna Manna Clementi al poeta, scrittore e antropologo Gilberto Mazzoleni (1936-2013)e, infine, l’intervista che la poetessa milanese Donatella Bisutti ha rivolta al docente e poeta Roberto Veracini.

Hanno collaborato e contribuito con proprie opere a questo numero della rivista (in ordine alfabetico) gli autori: ALEXANDRU Elena Denisa, ANGELUCCI Sandro, ANELLI Giorgio, ARIEMMA Angelo, BARDI Stefano, BERNARDO Lorenzo, BIANCHI MIAN Valeria, BIOLCATI Cristina, BISUTTI Donatella, BOMPADRE Rita, BONANNI Lucia, BUFFONI Franco, BUONOMO Felicia, CAMELLINI Sergio, CARMINA Luigi Pio, CARRABBA Maria Pompea, CASALI Samanta, CATANZARO Francesco Paolo, CHIARELLO Maria Salvatrice, CHIARELLO Rosa Maria, CONSOLI Carmelo, CORBI Melissa, CORIGLIANO Maddalena, DACHAN Asmae, DE FELICE Sandra, DEFELICE Domenico, DEIDDA Giorgia, DEMI Cinzia, ENNA Graziella, FERRERI TIBERIO Tina, FO Alessandro, FUSCO Loretta, GAMBINI Giuseppe, GAROFALO Domenico, GIANGOIA Rosa Elisa, GIANNINI Guido, GIOVANNINI Luciano, LANIA Cristina,  LE PIANE Fausta Genziana, LINGUAGLOSSA Giorgio, LOMBARDI Iuri, LUZZIO Francesca, MAFFIA Dante, MAGLI Simone, MANNA CLEMENTI Anna, MARANGONI Matteo, MARCUCCIO Emanuele, MARTILLOTTO Francesco, NEGRI Christian, OLDANI Guido, PACI Gabriella, PACILIO Rita, PASERO Dario, PASQUALONE Massimo, PECORA Elio, PELLINO Maria, PIERANDREI Patrizia, POLVANI Paolo, QUIETI Daniela, RICCIALDELLI Simona, ROMANO Nicola, RUFFILLI Paolo, SANTOLIQUIDO Anna, SARDZOSKA Natasha, SCALABRINO Marco, SCARTAGHIANDE Gino, SEGHETTA ANDREOLI Evaristo, SICA Gabriella, SIVIERO Antonietta, SPAGNUOLO Antonio, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, TAORMINA Emilio Paolo, TONINI Claudio, TRIVAK Bogdana, URRARO Raffaele, VARGIU Laura, VESCHI Michele, VINCITORIO Anna, VITALE Francesca, ZANARELLA Michela, ZINNA Lucio.REPORT THIS AD

Il nuovo numero può essere letto e scaricato in vari formati. Collegarsi a questo link: 

https://drive.google.com/file/d/19lWCzaVsnxZNRexyDrFtBI5HiamBZUBm/view

Di particolare interesse è la sezione saggistica del presente volume che si compone dei seguenti contributi:

ARTICOLI

PAOLO RUFFILLI – “Sulla poesia di Pietro Bruno”

LUCIA BONANNI – “«Mó ve raccónte»: linguistica e dialettalità nei versi di Antonio Pitoni”

SAMANTA CASALI – “Tullio Colsalvatico, uomo e scrittore marchigiano”

DANIELA QUIETI – “La prima età della cultura romana”

SERGIO CAMELLINI – “Un poeta “trascurato”: Riccardo Bacchelli”

GIORGIO ANELLI – “Antonio Neibo, il poeta amico di Dino Campana”

GIORGIA DEIDDA – “Oltre il superuomo: tra Nietzsche e Mann”

EVARISTO SEGHETTA ANDREOLI – “Ricordo di Giovanni Stefano Savino”

SANDRO ANGELUCCI – “Aminah De Angelis: la poetessa della Vita con la “V” maiuscola”

FRANCESCO PAOLO CATANZARO – “Zoomorfismo e brutalità animalesca dell’uomo nel percorso lirico di Umberto Bellintani”

LORETTA FUSCO – “Piera Oppezzo: una ferma utopia”

MICHELE VESCHI – “Assuefatti e felici”

SAGGIREPORT THIS AD

IURI LOMBARDI – “Sergio D’Arrigo e Alberto Vianello: due universi contrapposti, due autori dimenticati”

RITA PACILIO – “Il fuoco della poesia: Assunta Finiguerra”

CINZIA DEMI – “Ripensando a Giovannino Guareschi: migrazioni e intrecci di stile e linguaggio nel rispetto religioso del mondo. L’uso della lingua, in sintesi”

FAUSTA GENZIANA LE PIANE – “Francis Ponge: il partito preso delle cose”

FRANCESCO MARTILLOTTO – “«Il cuore è nella mia anima». Note su Sergio Corazzini crepuscolare”

DOMENICO DEFELICE – “Geppo Tedeschi tra poesia e ricordi”

FRANCO BUFFONI – “Emanuel Carnevali”

LUCIO ZINNA – “Elvezio Petix cantore di chi resta “dietro la porta””

MARCO SCALABRINO – “Paolo Messina: il Rinnovamento e Rosa Fresca Aulentissima

MASSIMO PASQUALONE – “La poesia dialettale di Natale Cavatassi”

RENATO FIORITO – “Maria Marchesi, una grande poetessa dimenticata”

ROSA ELISA GIANGOIA – “Margherita Faustini: una vita per la poesia”

ANTONIO SPAGNUOLO – “Franco Capasso”

DANTE MAFFIA – “Gli Esercizi di Giovanna Bemporad”

DANTE MAFFIA – “Ricordo di Margherita Guidacci”

DANTE MAFFIA – “Ritratto in bianco e nero di Rocco Paternostro”

ELIO PECORA – “Quattro autori trascurati e dimenticati: Bodini, Wilcock, Romagnoli e Guidacci”REPORT THIS AD

GRAZIELLA ENNA – “Due scrittori e patrioti del Risorgimento italiano: Silvio Pellico e Antonio Ranieri”

RAFFAELE URRARO – ““Nevicata”: un esempio concreto dell’attualità carducciana”

NATASHA SARDZOSKA – “Il corpo come una crisalide: poesia che non teme il vuoto e non rifiuta il grido. Sulla poesia di Giselle Lucía Navarro”

GIORGIO LINGUAGLOSSA – “Due poesie metafisiche e ontologiche di Maria Rosaria Madonna”

ANNA SANTOLIQUIDO – “La poesia delle donne: la voce di Giuliana Brescia”

LORENZO SPURIO – “Ricordando Gabriella Maleti, poetessa e videomaker”

*

Ricordiamo, inoltre, che il tema del prossimo numero della rivista al quale è possibile ispirarsi sarà “Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura”. I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 14/03/2021 uniformandosi alle “Norme redazionali” della rivista (https://associazioneeuterpe.com/norme-redazionali/). Materiali che non rispetteranno le linee redazionali non verranno presi in considerazione. Non si darà seguito a richieste in merito alla selezione e inserimento o alle motivazioni che hanno decretato il non inserimento, la Redazione assume le proprie decisioni in maniera libera e unilaterale.

È possibile seguire il bando di selezione al prossimo numero anche mediante Facebook, collegandosi al link: https://www.facebook.com/events/373802013888230  

Per coloro che sono interessati, ricordiamo altresì i link per poter raggiungere:

Tutti i numeri della rivista EuterpeREPORT THIS AD


Archivio storico (con la lista integrale dei contributi, disposti per ordine alfabetico degli autori)


La lista degli interventi critici per numero


I volumi monografici del progetto “Stile Euterpe” sinora pubblicati

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

Lorenzo Spurio

Presidente Ass. EuterpeAnnunciSEGNALA QUESTO ANNUNCIO

Esce il volume critico-poetico su F.G. Lorca “Il canto vuole essere luce” a cura di Lorenzo Spurio

Nelle ultime settimane e dopo più di due anni di ricerca, lavoro, approfondimento, studio e coordinazione, è stato pubblicato – per i tipi di Bertoni Editore di Perugia – il volume collettaneo dal titolo Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca” a mia cura.

Il volume si compone di tre parti: una prima parte con interventi critici sull’opera letteraria (poetica e drammaturgica) di Federico García Lorca scritti da me, Lucia Bonanni, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Nella seconda parte stono presenti vari testi poetici di autori classici – coetanei e amici di Federico García Lorca – che gli dedicarono poesie e composizioni commemorative. Vengono riportati testi in lingua originale (e tradotti in italiano) di Rafael Alberti, Manuel Altolaguirre, Luis Cernuda, Miguel de Unamuno, Miguel Hernández, Antonio Machado e Pablo Neruda.

Nella terza e ultima sezione, invece, sono presenti una serie di poesie scritte da autori contemporanei ispirate/dedicate a Federico García Lorca (vi sono testi di Lucia Bonanni, Luisa Ferretti, Emanuele Marcuccio, Michela Zanarella, Daniela Raimondi, Giorgio Voltattorni e del sottoscritto). Non meno influente, per chi è appassionato dell’universo lorchiano, è una nutrita bibliografia sulla sua vita e opera, utilizzata nel corso della stesura del presente volume e alla quale si rimanda per eventuali e ulteriori approfondimenti.

Un ringraziamento particolare per alcune delle traduzioni presenti nel volume a cura di Lucia Cupertino e Hebe Munoz e all’artista campano Franco Carrarelli “L’Irpino” che già, con alcuni suoi schizzi a china, aveva impreziosito con sue illustrazioni grafiche sul mondo lorchiano la mia plaquette “Tra gli aranci e la menta. Recitativo per l’assenza di Federico García Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e che anche questa volta non ha fatto mancare la sua importante collaborazione (il disegno che compare in copertina, assieme a vari altri all’interno del volume è suo). Grazie anche al poeta e critico letterario Antonio Spagnuolo che ha curato la prefazione e, chiaramente, a Jean Luc Bertoni, l’editore, per aver concretizzato il tutto.

Ringrazio tutti gli autori delle varie componenti, che felicemente hanno preso parte al progetto, collaborando attivamente nel corso di questi due anni, dandoci appuntamento – presto – per una presentazione del volume… virtuale e – speriamo altrettanto presto – in presenza.

Per chi fosse interessato può trovare le informazioni nel sito dell’Editore a questo link

Ritorna il Premio Lett. Naz.le “Città di Chieti”, giunto alla sua quarta edizione

BANDO DI PARTECIPAZIONE

PREMESSA

Il Concorso Letterario Nazionale  “Premio Città di Chieti” è stato ideato e fondato nel 2017 dalla poetessa e scrittrice teatina Rosanna Di Iorio che lo ha promosso con la volontà di dare impulso nella sua città natale a un valido progetto culturale e di diffusione della letteratura contemporanea che possa servire a creare, nel capoluogo teatino, un arricchimento del clima sociale mediante la promozione di una iniziativa concorsuale a dimensione nazionale per amanti della scrittura, sia in poesia che in narrativa. E’ patrocinato dal Comune di Chieti e dalla Provincia di Chieti e la collaborazione esterna (partnership) dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) e dell’Associazione Un Passo Avanti: Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno, nonché dello Sponsor Autotrasporti Falzetti Srl di Matelica (MC).

REGOLAMENTO

Art. 1 Sezioni

Possono partecipare cittadini italiani o stranieri maggiorenni con testi rigorosamente in lingua italiana e comunque residenti in territorio nazionale. Non verranno accettati testi in altre lingue o in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione. Le sezioni di partecipazione sono:

Sezione A -Poesia inedita o edita a tema libero Sezione B -Racconto inedito o edito a tema libero     

Le poesie ed i racconti non dovranno aver ottenuto un precedente riconoscimento al primo posto in altri concorsi e tale requisito deve permanere fino alla data di conclusione dei lavori della Giuria, pena la squalifica.

Art. 2 Esclusione

Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, offensivi, denigratori e

pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, irrispettosi contro la morale comune e che

incitino alla violenza di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici e politici.

Gli eventuali plagi esimono gli organizzatori da qualsiasi responsabilità.

Art. 3 – Requisiti

Sezione A –Il partecipante prende parte al concorso con un testo poetico di lunghezzanon superiore ai 35 versi ciascuno. Ogni componimento dovrà essere provvisto di titolo che deve corrispondere a quello indicato sul nome del file, in cui non è ammesso l’utilizzo di colori diversi dal nero, l’inserimento di immagini o di altri elementi grafici e dovrà essere anonimo, pena l’esclusione.

Sezione B –Il partecipante prende parte al concorso con un unico racconto di lunghezzanon superiore le 4 cartelle editoriali (una cartella editoriale corrisponde a 1800 battute). Il racconto dovrà essere provvisto di titolo, dovrà rispettare i limiti di lunghezza e dovrà

essere anonimo, pena l’esclusione.

Art. 4 – Contributo di partecipazione per spese organizzative:

– € 10,00 prima poesia; € 5,00 per ogni poesia in più, per un totale di 3 opere;

– € 10,00 un racconto.

  • possibile partecipare a più sezioni corrispondendo la relativa quota. Tale contributo potrà essere effettuato tramite bonifico su postpay Evolution IBAN: n° IT27W3608105138261042261053 intestato a Di Iorio Rosanna; causale: contributo IV Edizione “Premio Città di Chieti”.

Art. 5 – Le opere inviate non verranno restituite.

Art. 6 – Scadenza e invio

Per la corretta partecipazione, si dovrà inviare il materiale entro e non oltre la data di scadenza fissata alle ore 24:00 del31 marzo 2021all’indirizzo Email: premio.cittadichieti@libero.it

  1. Files contenente il testo con cui si partecipa al Premio: poesie/racconti in forma                        anonima con carattere New Roman corpo 12 ciascuno su un file distinto. File della scheda di partecipazione, alla fine della pagina, appositamente compilata in ogni sua parte .
  • File attestante l’avvenuto versamento della quota di partecipazione.

Non è ammesso invio di materiale cartaceo. Nel caso in cui non fosse possibile spedire via Email, si può inviare il materiale alla Poetessa Di Iorio Rosanna, Via Federico Salomone, 115, 66100 CHIETI.

Art. 7 – Commissione di Giuria

Presidente di Giuria: Lorenzo Spurio (Poeta, saggista, critico letterario)

Lucia Bonanni (Poetessa, Scrittrice e critico letterario)

Carmelo Consoli (Poeta–scrittore, critico letterario, saggista)

Elvio Angeletti (Poeta)

Anna Maria Fusco (Docente lettere classiche, Scrittrice e Attrice)

Vittorio Verducci (Poeta, Scrittore)

Patrizia Stefanelli (Poetessa, Scrittrice, Regista teatrale, critico letterario)

Rosanna Di Iorio (Presidente del Premio – senza diritto di voto)

Osvaldo Roccioletti (Segretario del Premio)

Per quanto non previsto nel presente Bando, i provvedimenti su eventuali controversie e/o chiarimenti spettano autonomamente al Presidente del Premio, il cui giudizio è inappellabile.

Art. 8 Premi

I premi, per ciascuna sezione, saranno così ripartiti:

1° Premio – 300€, targa e diploma con motivazione 2° Premio – 200€, targa e diploma con motivazione 3° Premio  – 100€ targa e diploma con motivazione

La Giuria, inoltre, attribuirà i seguenti Premi Speciali:

Premio del Presidente di Giuria; Premio della Critica; Premio Chieti, assegnato alla migliore opera poetica di un autore teatino; Premio “Targa Euterpe” che verrà conferito ad un partecipante che si sarà distinto particolarmente in poesia. Premio “Targa Un Passo Avanti: Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno” per un partecipante che si sarà distinto particolarmente in un racconto.

La Giuria potrà proporre ulteriori premi indicati quali “Menzione d’onore”, ad altrettante opere meritorie non rientrate nei premi da podio. Tale decisione dovrà ottenere il parere favorevole del Presidente di Giuria e del Presidente del Premio per poter essere attribuiti. Nel caso non sarà pervenuta una quantità di testi congrua per una sezione o all’interno dello stesso materiale e la Giuria non abbia espresso notazioni di merito per determinate opere, il Presidente del Premio può decidere di non attribuire alcuni premi. I poeti e gli scrittori classificati o segnalati verranno avvertiti tempestivamente a mezzo telefono o via e-mail se fornita.

Art. 9 – Premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà in un luogo e in data da destinarsi, tenendo presente l’evolversi della situazione di emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus in atto e, laddove non sarà possibile tenerla fisicamente, i premi verranno spediti a domicilio.

I risultati del Premio saranno comunque visibili sulla pagina Facebook “Premio Città di Chieti”, sul Sito letterario “Alla Volta di Leucade” del Prof. Nazario Pardini, sulla pagina  Concorsi Letterari.net e saranno diramati attraverso la stampa nazionale e ogni altro veicolo di informazione.

Art. 10 – Privacy

Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzatore, dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi e dell’Associazione Un Passo Avanti APS per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre finalità culturali afferenti.

La partecipazione al Premio implica l’incondizionata accettazione di tutte le clausole del presente Regolamento comprensivo di 10 (dieci) articoli che potrà, in caso di necessità ed al solo giudizio dell’organizzatore, subire qualche variazione. Nel quale caso a tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso tutte le indicazioni circa la premiazione.

Rosanna Di Iorio – Presidente del Premio

Lorenzo Spurio – Presidente di Giuria

Osvaldo Roccioletti – Segretario del Premio

INFO:

Mail: premio.cittadichieti@libero.it Tel. 0871-456000 Cell.3356983492-Cell.3391484771

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Nome/Cognome

________________________________________________________________

Residente in via

_________________________________Città____________________________

Cap _______________________ Provincia ______________________Stato_________________

Tel. ___________________________________ E-mail __________________________________

Partecipo alla/e sezione/i:

  • A –Poesia a tema libero

1.

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2_______________________________________________________________________

3. ———————————————————————————————————————

  • B – Racconto a tema libero

________________________________________________________________________ ________

Le opere presentate sono iscritte alla SIAE da parte dell’autore o figurano in opere in cui l’editore ha previsto l’iscrizione alla SIAE?

SI                         □ NO

Specificare:

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  • Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.
  • Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto da parte dell’organizzatrice del Premio.

Firma____________________________________ Data _________________________________

Svelati i premiati del Concorso “E’ un brusio la vita” (Omaggio a P.P. Pasolini)

COMUNICATO STAMPA

EMUI EuroMed University in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche Pier Paolo Pasolini (Roma- Madrid)Le Ragunanze e l’Associazione Euterpe ha organizzato la prima edizione del concorso di poesia “E’ un brusio la vita” (omaggio a Pier Paolo Pasolini). La Giuria presieduta dal Prof. Roman Reyes e composta da Paloma Criado, Michela Zanarella, Lorenzo Spurio e Fiorella Cappelli, dopo attenta lettura dei materiali pervenuti per la silloge inedita ha assegnato:

1° premio a Dino Villatico (Roma)

2° premio ad Antonio Parente (Benevento)

3° premio parimerito ad Antje Stehn (Milano)

                                             Mario De Rosa (Cosenza)

Menzione d’onore: Laura La Sala, Diego Valero, Maria Pompea Carrabba, Sergio Melchiorre, Davide Rocco Colacrai e Giulia Maria Sidoti.

Il poeta Pier Paolo Pasolini al quale è dedicato il Premio

Il primo classificato si aggiudica pubblicazione della raccolta in ebook nella collana ‘Poesia sotto forma di dubbio’ con EuroMed Editions (fornito di codice ISBN) e sarà inserito nel sito della piattaforma interuniversitaria www.emui.eu. Inoltre riceverà una copia dell’antologia di autori vari ‘Pier Paolo Pasolini, il poeta civile delle borgate. A quarant’anni dalla sua morte’, a cura di Michela Zanarella e Lorenzo Spurio, PoetiKanten Edizioni, Sesto Fiorentino (FI), 2016, volume organizzato dalla Ass. Le Ragunanze di Roma e dalla Rivista di letteratura “Euterpe” con il Patrocinio Morale del Comune di Roma e del Centro Studi “Pier Paolo Pasolini” di Casarsa della Delizia (PN). Gli altri autori premiati riceveranno attestato e video lettura di una delle poesie della raccolta inviata.

Esce l’antologia poetica “Emilia Romagna, omaggio in versi e fotografie” a cura di Giorgio Montanari

Segnalazione di Lorenzo Spurio

Giorgio Montanari, curatore editoriale della Bertoni Editore di Perugia, nei giorni scorsi ha dato comunicazione, mediante un post sul suo sito personale, della recente pubblicazione del volume antologico, a sua cura, dal titolo Emilia Romagna, omaggio in versi e fotografie. Tale volume fa parte di una specifica collana della Bertoni Editore nella quale hanno già visto la pubblicazione Umbria, omaggio in versi, a cura di Michelangelo Pascale (2017) e Marche, omaggio in versi a cura di Bruno Mohorovich ed Elisa Piana e con prefazione di Lorenzo Spurio (2018), oltre ai tomi dedicati alla poesia legata a specifiche città italiane (Roma, Napoli e Genova).

Il nuovo libro, dedicato a una regione ricca di storia e tradizioni, raccoglie testi, per la maggior parte inediti, di cinquantasette autori, tra nati o residenti in questa Regione o nella quale hanno vissuto, sono entrati in contatto o hanno dedicato liriche. Tra di essi figurano poeti di lungo corso e di ampio riconoscimento da critica e pubblico ma anche nuove voci, esordienti, alle quali Montanari dà, dunque, l’imprinting letterario con la sua operazione crestomantica, accogliendoli in una pletora di autori di tutto rispetto. Sono antologizzati nel volume (in ordine alfabetico) i seguenti poeti: Marco Ambrosi, Gianni Ambrosini, Elisa Barbieri, Daniele Beghé, Robi Bonardi, Tiziano Broggiato, Franco Buffoni, Corrado Calabrò, Alida Cappelletti, Anthony Caruana, Domenico Cipriano, Nazim Comunale, Alessandra Corbetta, Claudio Damiani, Roberto Dall’Olio, Roberto Deidier, Francesco Destro, Bruno Di Giuseppe Broccolini, Marco Di Pasquale, Alessandro Fo, Maira Francavilla, Francesco Gallina, Roberta Giuliani, Stefano Grilli, Federico Grisenti, Giovanni Irimia, Roberta Libero, Caterina Maccagnani, Chiara Martinelli, Jacopo Masini, Giorgio Montanari, Luca Nicoletti, Gabriele Ottaviani, Rita Pacilio, Claudio Pasi, Matteo Pelliti, Andrea Peracchi, Luigi Perrotta, Umberto Piersanti, Tito Pioli, Giancarlo Pontiggia, Rocco Rosignoli, Cecilia Rossini, Paolo Ruffilli, Irene Santori, Alma Saporito, Flavia Scebba, Evaristo Seghetta, Claudio Signorotti, Alessandro Silva, Antonio Spagnuolo, Lorenzo Spurio, Italo Testa, Simone Trapassi, Gian Mario Villalta, Stefano Vitale, Stelio Zaganelli.

Una delle particolarità di questo volume è che ogni testo è affiancato da una fotografia originale. Gli scatti sono di otto autori che da anni vantano esposizioni nazionali delle loro foto, oltre che collaborazioni in vari ambiti artistici. Le foto sono di: Daniela Dall’Aglio, Marco Garbi, Gigi Montali, Stefano Monteverdi, Marianna Salerno, Franco Schianchi, Maurizio Tieghi, Enrico Volpi.

Link diretto all’acquisto del volume

Al barese Matteo Bonsante il Premio “Alla Carriera” del Premio “L’arte in versi” 2020 – Premi in Memoria a Biagia Marniti e Simone Cattaneo

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, che bandisce e gestisce il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto dal poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio, annualmente provvede a conferire, tra i Premi fuori sezione, dei Premi Speciali identificati come “Premi alla Memoria” e “Premi alla Carriera” ad altrettanti poeti la cui attività letteraria è risultata significativa, è stata antologizzata, ha permesso di costruire una critica attenta e fattiva attorno alla loro produzione e di cui l’Associazione intende – nel caso dei Premi alla Memoria – celebrarne il ricordo, anche grazie alla presenza fisica in sede di premiazione di un proprio familiare – e di riconoscerne il merito dinanzi alla comunità letteraria. Quest’anno la decisione – come ha svelato un comunicato stampa diffuso dall’Associazione Euterpe il 30 novembre u.s., i Premi Speciali “Alla Memoria” verranno attribuiti al poeta saronnese Simone Cattaneo (1974-2009) e alla poetessa pugliese Biagia Marniti (1921-2006). Precedenti Premi alla Memoria sono stati conferiti, tra gli altri, alla poetessa calabrese Giusi Verbaro, ai poeti pugliesi Salvatore Toma e Bruno Epifani, ai marchigiani Gian Mario Maulo e Novella Torregiani, ai siciliani Maria Ermegilda Fuxa, Maria Costa e Alessandro Miano, tra gli altri.

Simone Cattaneo

Simone Cattaneo (Saronno, Varese, 1974-2009), poeta sfrontato e dal linguaggio moderno, nella sua poetica si avverte lo spirito libero, ribelle e refrattario al canone convenzionale. Con la sua opera ha messo in luce tematiche d’importante contenuto che afferiscono non solo al disagio psico-emotivo e sociale ma anche alle condizioni spolianti, difficili e incerte del giovane inserito nella società d’oggi con le problematiche diffuse, da lui vissute in maniera ossessiva, del dilemma esistenziale che si coniuga alla crisi di valori e alla difficoltà di accoglimento in una società disattenta e frastagliata. Le sue poesie sono state accolte e pubblicate dalla rivista «Atelier» di Borgomanero. Pubblicò le opere Nome e soprannome (2001) e Made in Italy (2008). Sulla sua opera poetica hanno scritto vari critici tra cui Roberto Roversi, Roberto Carifi, Giuliano Ladolfi e, in tempi più recenti, Lorenzo Spurio, Davide Brullo, Giorgio Anelli. Sebbene la sua presenza e poetica rimasero per lo più inosservate durante la sua breve vita, dopo il suo decesso una serie di iniziative, tra cui la pubblicazione di quella che potremmo definire la sua “opera omnia” ovvero Peace & Love (2012) e un numero monografico di «Atelier» a lui dedicato (il n°67 di settembre 2012), hanno cercato d’imprimere un segno positivo nel cercare di ampliare il discorso critico, ed ermeneutico, attorno alla sua opera poetica. Sono andati in tal senso anche una serie di pubblicazioni di articoli su riviste e blog contemporanei, tra cui «Pangea» che gli ha dedicato, a più riprese, degli interventi ma anche un delicato saggio – più poetico, forse, che critico – di Giorgio Anelli dal titolo Di culto et orfico (2019).

Biagia Marniti

Biagia Marniti (Ruvo di Puglia, Bari, 1921 – Roma, 2006), pseudonimo dei Biagia Masulli, fu allieva di Giuseppe Ungaretti. A Roma frequentò l’università e si avvicinò al novero della intelligentia umanistica dell’epoca, prendendo a collaborare con riviste e rubriche della Rai. Giornalista, negli anni Cinquanta s’inserì professionalmente nell’universo per la quale rimane anche oggi maggiormente nota ovvero quello dell’archivistica. La sua carriera iniziò presso la Biblioteca di Sassari per essere poi trasferita alla Biblioteca “Angelica” di Roma. La poetica della Marniti è influenzata da Ungaretti e dalla stagione fosca dell’ermetismo, sebbene nel corso degli anni si notò una maturazione di temi e di stili. Per la poesia pubblicò le opere Nero amore rosso amore (1951); Più forte è la vita (1957); Giorni del mondo (1967); Il cerchio e la parola (1979); Sono terra che uomo ha scavato (1985); Il gomitolo di cera (1990); Racconto d’amore (1994); L’azzurra distanza (2000) e l’antologia Implacabili indovinelli 1941-2003 (2003). Si dedicò con particolare interesse e profitto anche alla critica letteraria. La poetessa morì a Roma nel 2006.

Dopo i precedenti premi a Donatella Bisutti, Dante Maffia, Anna Santoliquido e Márcia Theóphilo, in questa edizione del Premio l’organizzazione ha, inoltre, deciso di attribuire il Premio Speciale “Alla cultura” alla poetessa Francesca Luzzio e il Premio Speciale “Alla Carriera” al poeta Matteo Bonsante.

Francesca Luzzio

Francesca Luzzio (Montemaggiore Belsito, Palermo, 1950), ex insegnante di Latino e Italiano nei licei. Per la poesia ha pubblicato Cielo grigio (1994), Ripercussioni esistenziali (2005), Poesie come dialoghi (2008), L’agenda dell’amore – Una poesia al mese 2017 (2018) e Cerchi ascensionali (2018), per la prosa Liceali – L’insegnante va a scuola (2013) mentre per la saggistica La funzione del poeta nella letteratura del Novecento ed oltre (2012). Sue opere risultano presenti in vari atlanti letterari, enciclopedie, antologie, volumi collettivi, riviste (tra cui «Euterpe» di cui è redattrice, «Il Convivio», «Genesi», etc.), siti e blog. Socia dell’Accademia internazionale “Il Convivio” di Castiglione di Sicilia, dell’Accademia siciliana di cultura umanistica, e delle associazioni culturali “Carta e penna”, “Euterpe” e della Società Dante Alighieri, componente del Comitato scientifico del Parco letterario “G. G. Battaglia” di Aliminusa (PA), del Consiglio direttivo dell’Ottagono letterario (Ascol-Palermo) e di alcune giurie di premi letterari. Si sono interessati della sua produzione letteraria, tra gli altri, Dante Maffia, Lucio Zinna, Franca Alaimo, Giorgio Bàrberi Squarotti, Sandro Gros-Pietro, Giovanni Rescigno, Stefano Lanuzza, Lorenzo Spurio, Gian Ruggero Manzoni.

Matteo Bonsante

Matteo Bonsante (Polignano a Mare, Bari, 1935) dal 1976 vive a Bari. Nel capoluogo pugliese ha insegnato francese nella scuola secondaria superiore sino al pensionamento. Poeta e scrittore con varie pubblicazioni nel corso degli anni ha ottenuto critiche e commenti lusinghieri sulla sua attività da numerosi letterati tra i quali Giuseppe Conte, Milo De Angelis, Ettore Catalano, Mario Luzi, Vittorio Magrelli, Giorgio Bàrberi Squarotti, il filosofo Franco Toscani, Gio Ferri, Aglieco, Raffaele Urraro, Ennio Abate, il critico francese Jean-Pierre Jossua. Per la poesia ha pubblicato: Bilico (1986), Zìqqurat (1996), Sigizie (1998), Poesie 1954–2004, libro ricompilativo comprendente le precedenti raccolte e una sezione di “inediti” (2004), Iridescenze (2007), Dismisure (2010), Lapislazzuli (2011). Per la prosa ha pubblicato due romanzi brevi: Una Linea di Fuga (2001) e Sperduto (2003) mentre per il teatro: Caldarroste (1981), Dietro la Porta (1984) e Per solo Donna (2004).

La Commissione di Giuria di questa edizione del Premio (che contemplava ben dieci sezioni di partecipazione) è state presieduta dalla poetessa e scrittrice Michela Zanarella ed era composta da (in ordine alfabetico): Cinzia Baldazzi, Stefano Baldinu, Fabia Binci, Stefano Caranti, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Cinzia Demi, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Alessandro Ramberti, Antonio Sacco, Rita Stanzione. Le deliberazioni relative alle decisioni della Commissione di Giuria per le opere partecipanti al premio verranno rese note a gennaio 2021; nel relativo verbale, in apposita sezione, saranno indicati anche tutti i Premi Speciali che sono stati attribuiti e la cui notizia di conferimento è stata anticipata da una nota dell’Associazione Culturale Euterpe del 30/11/2020.

Il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, presieduto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio, giunto nel 2020 alla sua nona edizione, è organizzato con il Patrocinio morale della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, della Provincia di Ancona e dei Comuni di Ancona, Jesi e Senigallia con la collaborazione esterna e la partnership di varie associazioni culturali diffuse in alcune regioni italiane. Data l’attinenza e il prestigio dei Premi Speciali conferiti ad altrettanti poeti italiani che hanno impresso un segno decisivo nel panorama letterario nazionale, sono stati riconosciuti anche i patrocini morali dell’Università di Palermo e dell’Università “Aldo Moro” di Bari, dei Comuni di Saronno, Palermo e Ruvo di Puglia, delle Città Metropolitane di Bari e Palermo e della Provincia di Varese.

UFFICIO STAMPA

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Tel. 327-5914963

Schegge di femminismo in poesia: Eleonora Della Genga

Articolo di Stefano Bardi

Genga è un piccolo comune nell’entroterra anconetano di circa 1.700 abitanti che nell’XI secolo, all’interno del proprio castello, vide l’insediamento della famiglia nobiliare denominata Conti della Genga dalla quale nacque la poetessa Eleonora (o Leonora) della Genga. Poetessa della quale si conosce poco, tra cui la sua nascita a Fabriano (AN) nel 1360. Non si hanno, invece, dati certi in merito sulla sua dipartita tranne che morì giovane. Della sua produzione poetica ci sono stati tramandati solo pochi versi che vennero raccolti da Giovanni Mario Crescimbeni, Luisa Bergalli Gozzi e Guido Marcoaldi[1].    

Un primo sonetto in volgare è “Tacete, o maschj, a dir, che la Natura” che può essere considerato forse come uno dei primi componimenti poetici femministi della Storia in quanto la poetessa fabrianese ci mostra la donna come un individuo pari in tutto all’uomo, tanto nelle dinamiche delle relazioni sessuali, quanto nella politica, nell’amministrazione e nella guerra d’armi. In particolar modo pone l’attenzione sul riconoscimento del diritto della donna di vivere, gioire, soffrire e piangere come meglio credere senza dover chiedere il permesso a nessuno perché creata a perfetta somiglianza della Madonna[2].

Un secondo sonetto in volgare è “Dal suo infinito Amor sospinto Dio” che oggi possiamo credere che per quei tempi fosse abbastanza scandaloso, poiché ad occuparsi della storia religiosa era una donna, dando una sua illustrazione della vita dopo la dipartita corporale[3]. Un terzo e ultimo sonetto in volgare è “Coprite, o muse, di color funebre” dedicato all’amica poetessa fabrianese Ortensia di Guglielmo, scritto sotto forma di elogio funebre. Quest’ultima è poetizzata da Leonora della Genga    quale nobile spirito capace di diffondere compassionevoli parole nel mondo, come le sacre parole divulgate dalla Madonna

STEFANO BARDI


[1] GIOVANNI MARIO CRESCIMBENI, L’istoria della volgar poesia, Venezia, L. Basegio, 1731; LUISA BERGALLI GOZZI, Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, Venezia, Antonio Mora, 1726; GIULIO MARCOALDI, Sonetti di tre poetesse fabrianesi del secolo 14, Cortona, Tipografie Riunite, 1914. 

[2] ELEONORA DELLA GENGA, Tacete, o maschj, a dir, che la Natura, “[…] In ogni cosa il valor vostro cade, / Uomini, appresso loro. Uomo non fora / mai per torne di man pregio, o corona.”, da: https://blog.libero.it/bibliofiloarcano/12249327.html

[3] ELEONORA DELLA GENGA, Dal suo infinito Amor sospinto Dio, “[…] Ma per dar la natia sua forma a l’huomo / sparse il suo sangue sù la Croce Dio, / perche fosse color da pinger l’huomo. / O mirabile Amor del nostro Dio, / che per poter morir, già si fece l’huomo, / accioche l’huom si trasformasse in Dio.”, da: https://blog.libero.it/bibliofiloarcano/12249327.html.  

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere in relazione ai contenuti del testo e a eventuali riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

Ricordando le battaglie civili di Nadia Anjuman e Susana Chávez Castillo, poetesse impegnate (e cadute) nella lotta contro la violenza di genere

Ringrazio la poetessa e promotrice culturale Felicia Buonomo che in data odierna, per la rubrica de lei curata “Di Versi in Versi” all’interno della testata The Book Advisor, ha dato pubblicazione a un mio contributo critico che presenta le sfortunate esistenze di due giovani donne e poetesse che, pur facendo loro la battaglia per i diritti civili, sono state uccise dagli uomini.

Il testo, dal titolo “La denuncia delle poetesse Nadia Herawi Anjuman e Susana Chávez Castillo” prende in esame le storie di Nadia Anjuman di Herat (Afghanistan) nata nel 1980 e morta nel 2015 e di Susana Chávez Castillo, nata nel 1974 e morta nel 2011, fondatrice del motto Ni una más (Non una di più) originaria di Ciudad Juárez (Messico). Recentemente la casa editrice marchigiana Gwynplaine ha pubblicato una raccolta poetica della messicana, con testi in originale a fronte: Primera tormenta. Non una di meno, non una in più, a cura di Chiara Cretella.

A completamento vi è la traduzione dall’inglese all’italiano eseguita da me stesso della poesia “Feminicide” della giornalista americana Demetrice Anntía Worley nella quale si riferisce al grave e mai acclarato fenomeno messicano, di Ciudad Juárez, di donne misteriosamente scomparse o trovate cadavere. La pubblicazione di questo saggio, che è un modo per parlare di poesia e impegno civile, vuole anche essere un contributo per sensibilizzare sul delicato tema della violenza sulle donne di cui il prossimo 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita nel 1999.

Per leggere l’intero articolo cliccare qui.

“Chi ha gettato la sua ombra” di Danilo Carciolo

Segnalazione di Lorenzo Spurio

Chi ha gettato la sua ombra (Placebook Publishing, 2020), pubblicato ufficialmente lo scorso 13 novembre, è l’opera prima di Danilo Carciolo, autore siracusano classe 1989. L’opera accoglie una selezione di versi scritti nel corso degli ultimi dieci anni. La raccolta si divide in quattro sezioni, ognuna segnata da diversi stati d’animo e stile. Al cambio dell’emozione e dell’avvenimento scatenanti la scrittura, in maniera assai originale, cambia anche la forma. Dalla prima all’ultima poesia – come è stato osservato – sembra di percorrere un cammino dove il continuo flusso di coscienza – il cui recupero di istanti emozionali è a tratti oscuro e ironico – rappresenta uno dei fili rossi dell’opera. La tetra-partizione del volume è così rappresentata: una prima parte sotto il titolo esplicativo di “Assimilare ed elaborare”; le poesie qui contenute si caratterizzano per la presenza di immagini per lo più asprigne e fosche (si tratta – come l’Autore ha evidenziato – dei versi temporalmente meno recenti). Il secondo scompartimento di liriche – apparentemente meno razionale – va sotto la definizione di “Scarti di pazzia”. Qui si ritrovano poesie decisamente più lunghe che non celano una qualche influenza dall’eccentrico e mai banale scrittore e poeta Carmelo Bene. Meno esplicabile – per lo meno a un primo colpo – è la titolazione delle terza sezione, “Cahier de vendanges”, espressione, questa, che sta a significare qualcosa come “taccuino di viaggio” o “diario di bordo” quale summa di un metaforico “raccolto”; Carciolo informa che qui sono raccolte tre poesie legate a una particolare esperienza d’impronta naturalistica vissuta in territorio francese. L’uomo che si fonde al contesto ambientale, in uno scambio fertile e metamorfico prende piede in questi versi dove la natura è dipinta nella sua anima più vitale. La parte finale – la quarta – contiene, sotto il titolo “Risorgendo” quelli che sono i versi più recenti dove – cosa avvenuta con rarità in precedenza – si scorgono anche toni giocosi, un piglio ironico dell’autore dinanzi alla vita che fa di questa poesia – meno fosca – una chiusura degna di una ripartenza.

Danilo Carciolo (Siracusa, 1989) dopo aver conseguito il diploma da attore teatrale nel 2018, ha iniziato a lavorare come performer in varie produzioni teatrali italiane. Incuriosito dalle figure di Sergio Corazzini ed Arthur Rimbaud, ha iniziato a scrivere in versi intorno ai diciassette anni. Tra i diciannove e i ventuno anni ha scritto un romanzo breve, tuttora inedito. Per quanto riguarda il teatro, insieme a Matteo Romano, ha scritto Neapolis, uno spettacolo di teatro contemporaneo che esplora la storia di Siracusa, da un passato ancestrale ad Archimede, dall’assedio dei romani all’epoca moderna. In cantiere sono previsti altri testi teatrali. Ha ricevuto un attestato di merito in occasione dell’evento 100 Thousand Poets For Change 2020 e una segnalazione di merito dalla giuria del Premio Nazionale di Poesia Himera 2020. Per la poesia ha pubblicato Chi ha gettato la sua ombra (PlaceBook Publishing, 2020).

A continuazione una scelta di quattro testi poetici estratti da Chi ha gettato la sua ombra (PaceBook Publishing, 2020), uno per ciascuna sezione di cui si compone:

“Da Balamb”

di Danilo Carciolo

In questa città che s’affaccia

sull’acqua salata

sembra non esserci nulla

da fare, fra queste case bianche

e azzurre e il vento

che accarezza i nostri capelli.

Come vorrei passare la mia

mano dentro di essi.

Affogo nel tuo sguardo

e non capisco di che colore risplende.

Solo pescatori qui intorno,

qualche nave che parte

per raggiungere l’orizzonte

inutilmente

e una manciata di militari

in divise diverse, tanto quanto

è diverso il loro cuore

dalla bandiera.

A cosa serve avere un nome

se siamo anonime stelle

disperse su questi campi.

Spalancando la finestra

da un balcone dell’unico albergo,

vicino alla costa dei tuoi battiti,

proiettiamo i nostri respiri,

insieme ai sogni, verso il mare.

Dal porto, un bambino

suona un’ocarina celeste

gioiosamente malinconica.

*

Il vento dorme sul mare dei ciliegi in fiore”

di Danilo Carciolo

Il vento dorme sul mare dei ciliegi in fiore.

Toshiro si erge a statua buddista,

seduto sopra un’onda ferma di petali.

Naoko lo contempla divertita, distratta

gli versa un po’ di the verde,

come se fosse la sua anima

donatagli per berla:

come lei divorò i battiti di lui,

quando accettò

l’anello

che adesso si inargenta riflettendo un grattacielo

  • ed il kimono l’hanno dimenticato nell’armadio a muro.

In alto,

dei rami cercano di nasconderli dal sole

e celano loro l’aereo

che sfreccia immobile nelle lenti

del ragazzo.

Un po’ di rugiada sorride

divisa, fra cielo e Terra.

Hiroshi prende un onigiri, lì vicino

e sbatte, sbadato, sulle opinioni

in libertà, che lo sfiorano

pericolosamente.

Naoko si perde negli occhi di Toshiro:

lui se ne accorge

e si toglie una lente.

*

“Les mains”

di Danilo Carciolo

Che s’intrecciano,

mani

che si stringono.

E si lasciano

rubare un’essenza

esterna

e si voltano.

Le vidi tagliarsi

mentre una teneva un

grappolo

e l’altra,

miope,

strinse la forbice.

Di sera, invece

riempivamo bicchieri di vino

con ancora la terra

radicata tra le unghie

e sdraiata sulla carne.

Mani ad invocare

o sull’uva a trattenere,

sollevare i bagagli

come a voler pregare.

Compagne essenziali trascurate

ma come torce nella notte fate

quasi luce tra i muri e le vie

di questo viandante tra misteri già

svaniti.

Mani

tra le

gocce.

Mani come oblio,

come un punto

prima di un inizio.

*

“Senza titolo”

di Danilo Carciolo

Non chiedi allo specchio

di mostrarti come vorresti essere:

deformi invece il tuo sembiante

in nuovi riflessi d’apparenza.

Non chiedermi quindi

di scrivere versi in cui riconoscerti:

deformerei i miei sentimenti,

questi frammenti d’inutili scarti.

La pubblicazione dei testi poetici su questo spazio è stata autorizzata dall’autore senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. La riproduzione del testo ivi pubblicato, in formato integrale o di stralci, su qualsiasi tipo di supporto è espressamente vietato senza l’autorizzazione dell’autore.

The Nail: il volume bilingue italiano-inglese della triade poetica Matranga-Billeci-Barracato

Articolo di Lorenzo Spurio

È uscito in questi giorni – per i tipi di Billeci Edizioni di Borgetto (PA) – un interessante volume bilingue di poesie di tre autori siciliani. Il libro, dal titolo The Nail (che, tradotto, sta per “il chiodo”, proprio quello che compare ben piantato nella prima di copertina), contempla una scelta di poesie di Dorothea Matranga, Francesco Billeci e Antonio Barracato con, a fronte, la versione in lingua inglese.

Un progetto poderoso curato – nelle traduzioni – da Dorothea Matranga che nelle ultime ore – assieme agli altri co-autori – ha felicemente lanciato sui Social la lieta notizia dell’avvenuta pubblicazione. The Nail è uno di quei lavori che, tanto per la confluenza sintonica di voci che sono poeti ma anche amici, quanto per la dimensione volutamente aperta a un’internazionalità e dunque a un destinatario potenzialmente allargato all’inverosimile, si evidenzia da subito come vincente e in grado di far parlare di sé. Questo anche per la preziosa prefazione della poetessa e critico letterario Francesca Luzzio che – meglio di qualsiasi vestito – riesce a cucire in maniera splendida e irripetibile una lettura puntigliosa e fresca di questo nuovo volume.

La copertina del libro

The Nail è l’ennesimo – e non previsto – segno che testimonia un clima di ampia effervescenza culturale nell’ambito del Palermitano che si unisce a una grande capacità espressiva e volitività che contraddistingue le tre fervide menti dalla fertilissima produzione letteraria. Tanto per citare alcuni di questi “punti fermi” che contraddistinguono questa triade autoriale possono essere richiamati – tra i tanti percorsi, collaborazioni, iniziative – il noto Concorso Internazionale di poesia “La vita in versi” di Cefalù organizzato dal poeta Antonio Barracato che annualmente vede la cerimonia di premiazione nell’elegante Teatro Cicero di Cefalù, come pure il Cenacolo Letterario Letterario Italiano “25 Novembre” sempre di Cefalù (con sua seconda sede a Borgetto) dove gravitano vari poeti dell’hinterland palermitano, finanche la copiosa e diversificata produzione di volumi dell’editore Billeci (con un fresco progetto antologico dal nome Il meglio di me al quale hanno partecipato, tra gli altri, i poeti Francesco Camagna, Andrea Lazzara, Antonio Barracato, Rosa Rampulla, Pietro Pinzarrone, Vita Alba Tumbarello, Rossana Licari, Rosa Di Pino e lo stesso Francesco Billeci) che testimonia una presenza importante, in termini di promozione e diffusione culturale sul territorio, di certo non trascurabile e meritoria di nota. Non si dimentichi neppure la fondazione del movimento – e la creazione del relativo genere letterario della corto poesia – da parte di Barracato e Matranga, istituzionalizzato in un apposito Manifesto, diffuso anche per mezzo di una pubblicazione in volume – per la quale sono stato onorato di scrivere la prefazione – e dal riconoscimento da parte della comunità letteraria nazionale che in taluni contesti di premi letterari ha ravvisato l’interesse e l’esigenza dell’inserzione del detto genere tra le sezioni di partecipazioni.

Così si è espressa Francesca Luzzio presentando questo testo: «La presente trilogia propone una coralità di voci, dove con levità affabulatoria ed insieme con forza icastica i tre poeti nei modi di un’epica minima, attenta al quotidiano, si raccontano in versi non solo parlando del proprio io, ma proponendo anche il loro heideggeriano “esserci” con occhio attento alla realtà circostante e  non è un caso  che  essi dedichino anche versi alla poesia perché è proprio questa che consente loro di raggiungere quelle incommensurabili atmosfere».

I tre autori del libro. Da sinistra Francesco Billeci, Dorothea Matranga e Antonio Barracato

Quanto alle principali tematiche delle poesie che il lettore incontrerà in questo volume Luzzio ci informa che si ritrovano in particolar misura temi come il tempo, la malinconia, l’idea dello scorrere, il cambiamento e la ricerca di verità (Matranga); la catarsi, la purezza del sentimento, la religiosità, i riflessi esistenziali e gli intenti sociali (Barracato); gli affetti, il dolore, l’interesse verso gli altri e la solidarietà, finanche alcune tematiche scottanti (e attualissime) come l’immigrazione (Billeci).

Pur essendo il significato più chiaro e diretto, quello di “chiodo”, a cui il titolo del libro si riferisce, credo che vada anche detto altro; nell’utilizzo parlato della lingua inglese non è infrequente l’espressione (la costruzione verbale) to nail (something) per sottolineare la perfezione con la quale una determinata attività viene condotta; il phrasal verb to nail (something) down sta proprio per “fissare”, “precisare”, “definire con precisione” e tale ulteriore sfaccettatura del lemma impiegato dai tre autori per il loro nuovo libro non credo proprio che possa dirsi casuale dal momento che – come già detto – sono tanti i temi – anche di indagine sociale – sui quali non esitano a esprimersi, con chiarezza, trasporto, voglia di esternazione.

Il volume, pur presentando tre sillogi in sé indipendenti appartenenti a tre autori distinti, si apprezza come opera unica nel ricco intrico di legami e corrispondenze che s’instaurano tra immagini, tematiche, codici e linguaggi dei tre poeti. Non è, dunque, come leggere tre libri separati uniti sotto un’unica copertina, ma è un’opera unica che va concepita nella sua originalissima totalità. Tanto è vero che, come è stato recentemente osservato (cito dal Comunicato stampa), «[il libro produce] un forte impatto emozionale per le coinvolgenti tematiche trattate e i motivi che hanno portato alla realizzazione di questo ambizioso progetto culturale, che si ripropone di far conoscere le opere e il volume in tutto il mondo […] Il titolo The Nail è stato scelto come simbolo di costante e capillare penetrazione che punta alla rinascita dei valori universali e sani principi per il risanamento dell’Io, nel modo di sentire heideggeriano che è anche il loro “esserci” in questa triplice intesa dell’accorato verseggiare con lo scopo soprattutto di farsi ascoltare».

Alcuni cenni bibliografici dei tre autori

Dorotea Matranga (in arte “Dorothea”) è nata ad Alcamo (TP) nel 1954, vive a Bagheria (PA). Poetessa, scrittrice e critico letterario. La sua formazione, d’impostazione classica, l’ha portata a vivere un crescente amore verso la letteratura e la scrittura. Per la narrativa ha pubblicato il romanzo Funnyman ovvero il Venditore di sogni (2014), varie sue poesie figurano in antologie. Per la critica letteraria ha scritto e pubblicato molti saggi e recensioni diffusi su riviste online e cartacee. Collabora con le riviste «Convivio» e «CulturElite». In unione ad Antonio Barracato ha ideato la corto-poesia-italiana con il relativo Manifesto “Ipseità dell’io” ha fornito le linee programmatiche e formali di questo movimento. Dirige il Circolo Culturale “Giacomo Giardina” di Bagheria dove riveste il ruolo di responsabile per le attività letterarie. Ha partecipato a numerosi reading poetici e concorsi letterari vincendo molti podi, menzioni e premi speciali, è accademica di varie accademie. È Vicepresidente dell’Associazione “Cenacolo Letterario Italiano Via 25 Novembre” di Cefalù.

Francesco Billeci è nato a Borgetto (PA) nel 1973, città nella quale vive. Poeta, scrittore, cuntastorie e sceneggiatore siciliano, dirige le Edizioni Billeci e l’omonima Associazione Culturale contraddistinta, nel logo, da un bel girasole luminoso. Numerosissime le pubblicazioni in volume, afferenti a tutti i generi letterari; si ricordano le raccolte di poesie: Diario di bordo, I binari dell’anima, I ginestri di Portella, Rarichi du passatu, Germogli di fede, Na valìggia china di paroli, Lu Cuntastori, Versi liberi 1999-2016, Germogli di fede 2016, Poesie del cuore, Strade Parallele, Varcare la soglia, Perfume de amor, il meglio di me, Cockitail Letteraio, Faiddi di Puisia. Per la prosa, invece, i romanzi Il passato non si dimentica, La Biglia Verde, Segreti di mafia, I Bambini non si toccano, Delitti e segreti di Cosa Nostra, Agende di vita vissuta, Raccontare e raccontarsi, Il destino di un sogno, il Profumo Magico dell’origano, Il contatore dell’amore, Mai più Veronica, il contatore della Passione, la mia vita tra le dita. Ha pubblicato anche commedie teatrali: Ogni gruppu veni o pettini, Ogni nodo viene al pettine, Pane, pizzu e Libbirtà vers in lingua italiana e siciliana, Giuseppe La Franca (vittima di mafia) e Teatro 2016. Ha scritto la sceneggiatura del film Cambuca non è mafia /Giuseppe La Franca… vive ancora. Numerosissimi i premi ricevuti da ogni zona del territorio nazionale.

Antonio Barracato, cefaludese di nascita, si è laureato con lode in Arti visive e discipline dello spettacolo all’Accademia delle Belle Arti. Da ragazzo ha frequentato lo Studio fotografico degli zii e, fortemente motivato, ha subito provato grande attrazione verso la fotografia, passione che non ha mai abbandonato. Oggi può vantare una nutrita collezione di premi letterari nazionali per la fotografia, come pure per la poesia, essendo prolifico poeta, tanto in lingua che in dialetto. Ha pubblicato vari libri – sia per la poesia che per la prosa: Strati e stratuzzi, Pensieri in versi, A nostra civiltà, I miei versi, Poesia senza confini, La mia poesia, Perfume de amor – Yo respiro amor, (raccolta di poesie tradotta in lingua spagnola), Squarci di vita, Verità celate, Il meglio di me. È anche autore di testi per canzoni e opere teatrali. È l’ideatore e il direttore del Gruppo «i Narratura» di Cefalù, esponente del direttivo dell’Associazione SiciliAntica, sede di Cefalù, Consigliere dell’Associazione Accademia dei poeti siciliani “Federico II”, versatile organizzatore di eventi culturali (anche virtuali come recenti reading molto partecipati e apprezzati a distanza – mediante riprese video – in tempi di pandemia e di distanziamento sociale) e una serie di altre iniziative tra cui  “Cefalù la poesia si fa strada”, l’iniziativa rivolta alle carceri (“La poesia dentro”) che negli anni ha coinvolto i detenuti della Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese e del Carcere “Ucciardone” di Palermo; il Concorso Internazionale di poesia “La vita in versi” di Cefalù, il Premio Letterario Nazionale di poesia Città di Chiusa Sclafani, è anche direttore del blog culturale «Cefalù Art», fondatore e direttore del Cenacolo Letterario Italiano “Via 25 Novembre” di Cefalù, fondatore – assieme a Dorothea Matranga – del movimento e genere letterario della corto-poesia-italiana.

Esce “Dagli scaffali della biblioteca” di Nazario Pardini

Segnalazione di Lorenzo Spurio

Nel corso degli ultimi anni il poeta, scrittore e critico letterario prof. Nazario Pardini di Pisa ha collaborato costantemente e in maniera continuativa con pubblicazione di suoi testi, tanto poetici che critici, su questo spazio, «Blog Letteratura e Cultura» e in particolar modo con la rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe». Personalmente ho avuto il piacere – oltre a leggere varie sue sillogi di cui mi ha fatto generosamente dono – di intervistarlo qualche anno fa; quel testo venne pubblicato, assieme a una serie di altre interviste a grandi poeti italiani della nostra età e con una prefazione di Sandro Gros-Pietro in La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Alcuni mesi fa ho avuto il piacere di leggere e recensire (clicca qui per leggere) quella che – in quel momento – era l’opera più recente di Pardini, ovvero Il colloquio con Thanatos (Guido Miano, Milano, 2019), compimento di una preziosa trilogia poetica. Ricevo in data odierna, dall’Ufficio Stampa della Miano Editore, il comunicato stampa che dà notizia di una nuova pubblicazione di Pardini dal titolo Dagli scaffali della biblioteca, per la collana “Alcyone 2000” di Miano Editore, che si apre con una ricca prefazione di Marco Zelioli. Proprio da questo testo critica d’apertura citiamo alcuni pregnanti estratti: «La prima parte della raccolta è intitolata Ricordi che pungono. È una rassegna di affetti familiari che il poeta presenta al lettore con la delicatezza di sentimento di chi contempla la fuggevole realtà come segno di qualcosa che non si comprende appieno, ma che inevitabilmente c’è, e perciò va riconosciuto come vero al di là di ogni ragionevole dubbio. […] La seconda parte dà il titolo all’intera raccolta: Dagli scaffali della biblioteca. Vi sono raccolte, semplicemente contraddistinte da un numero romano, trenta poesie di varia lunghezza. Sono immagini, momenti catturati al tempo [con] accenni a vari scrittori, non solo poeti come Baudelaire, Dante, D’Annunzio, Saba, Pavese, Cardarelli, Ungaretti, Francesco Pastonchi, Attilio Bertolucci, Giuseppina Cosco, Giorgio Caproni […] Ecco cosa “vive” negli scaffali della biblioteca del Pardini, e cosa egli ci fa rivivere, ponendocelo dinanzi: uno stuolo di poeti, ma anche un critico come Carlo Bo ed illustri filosofi, da Platone a Nietzsche. […] Le Dieci poesie d’amore, che costituiscono la terza ed ultima parte della raccolta, sono un inno alla vita. Vi si trovano immagini leggere, fresche, spontanee […], vi sono tratti paesaggistici accostati al sentimento personale, quasi a far partecipare la natura delle vicende umane. […] C’è un che di foscoliano nel verseggiare del Pardini, il quale sa ammantare lo spirito romantico tipico della “rimembranza” (che è anche leopardiano) con quello stile dolcemente neoclassico, che riecheggia la nitidezza dei versi catulliani (come non ricordare, in proposito, la foscoliana A Zacinto in parallelo ai versi di Catullo sull’amata Sirmione?). Eppure non c’è alcuna dipendenza dai modelli di riferimento, perché lo scrivere del Pardini spazia liberamente nei campi già arati da tanti illustri predecessori, il cui studio si avverte bene».

Il presente testo è stato scritto a partire dal comunicato ufficiale di pubblicazione del nuovo libro diffuso da Miano Editore opportunamente modificato e ridotto e con l’inserzione del paragrafo introduttivo.

Al via il 2° Congresso internazionale della EuroMed University: Pasolini e Galdós a confronto

Articolo di Lorenzo Spurio

Dopo il grande successo incassato l’anno scorso per il Congresso Annuale della EMUI_EuroMed University dedicato ai rapporti tra Pier Paolo Pasolini e Rafael Alberti, quest’anno il Presidente della detta istituzione culturale internazionale, il professore Román Reyes, ha recentemente dato a conoscere il tema e i contenuti dell’edizione congressuale di quest’anno.

Il titolo di questo Festival letterario sarà “Pasolini e la Realtà dei Diseredati” con l’indicazione esplicita, nel sottotitolo, di “Galdós, 100 anni dopo” – Le persone come materia prima e ultima del lavoro artistico. Così, partendo dalla figura controversa e pluritematica di Pier Paolo Pasolini, uno dei maggiori intellettuali del Secolo scorso del quale si sono recentemente celebrati i quarantacinque anni dalla sua tragica morte, si andrà ad analizzare rapporti, legami, confluenze, echi, possibili letture, parallele o comparative, tra l’intellettuale romano e un altro esponente letterario di primo piano, di origine spagnola, questa vola il romanziere e drammaturgo Benito Pérez Galdós (1843-1920). Lo scrittore canario, noto per l’opera Doña perfecta (1876) e per una fitta composizione di “Episodios nacionales”, è considerato, a ragione, assieme a Pío Baroja (1872-1956) e ad Azorín (1873-1967), uno dei fondatori del romanzo moderno spagnolo.

A causa delle limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria in atto quest’anno l’intero congresso internazionale, al quale partecipano e collaborano importanti istituzioni culturali quali il Centro Studi e Ricerche “Pier Paolo Pasolini” di Casarsa della Delizia (PN) e il Dipartimento di Diritto della Universidad Complutense di Madrid, si terrà in forma virtuale, nella modalità “a distanza” nelle giornate 23-25 novembre. Come è possibile leggere dal sito ufficiale, infatti, “L’EMUI metterà a sua disposizione, o alla sua portata, tutti i mezzi affinché questa azione prioritaria si svolga in formato virtuale, fornendo al format le tecniche più adeguate affinché l’impatto raggiunga il livello da noi proposto”. A figurare nel comitato tecnico-scientifico di questo congresso sono il prof. Antonio Giménez-Merino (Università di Barcellona, Vicepresidente EMUI), Paloma Criado (Direttrice dell’Ufficio EMUI – Presidenza) e i consulenti istituzionali Enzo Lavagnini (Direttore CSRPPP) e Román Reyes (Direttore CSRPPP).

Come accaduto nel precedente congresso, esso si mostra ricchissimo di interventi e contenuti. In “Galdós, Pasolini e la realtà dei diseredati” nella giornata del 23 novembre vedrà gli interventi della cattedratica di Etica presso l’Università di Salamanca, la professoressa M. Teresa López de Vieja che parlerà di “Pandemia e mutazione antropologica. Pasolini: Scritti corsari e Lettere luterane”;  il prof. Román Reyes (Direttore EMUI) terrà un discorso su “Galdós – Pasolini: due sguardi, due viaggio. Viaje a Italia (1888) e La lunga strada di sabbia (1959)”; Roberto Chiesi, della Cineteca di Bologna, parlerà di “Pasolini e l’ultimo degli uomini: la maledizione di Accattone (1961)” mentre il prof. Antonio Giménez Merino dell’Università di Barcellona terrà un discorso dal titolo “Il punto di vista del diseredato come progetto letterario e morale”.

Il secondo giorno del congresso, il 24 novembre, vedrà gli interventi del giornalista e saggista Dario Pontuale dal titolo “Gadda e Pasolini: due non romani a confronto”; del critico letterario e poeta Lorenzo Spurio dal titolo Los condenados di Benito Pérez Galdós, dell’onore e del riscatto”; della scrittrice e giornalista Simona Zecchi con l’intervento “Pasolini: il movente che lo ha condotto alla morte” e a conclusione della giornata si terrà un reading poetico coordinato dalle poetesse Michela Zanarella ed Elisabetta Bagli.

Reading che proseguirà nella terza giornata, il 25 novembre, e al quale seguiranno gli interventi della prof.ssa Isabel Jimeno dell’Università degli Studi di Genova con il contributo “Galdós nell’opera e nella voce di María Zambrano” e della prof.ssa Carmen Márquez-Montes dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria con il discorso critico su “Le donne della scena galdosiana: protagoniste e attrici”.

La chiusura della tre giorni di incontri dovrebbe (la notizia deve essere ancora confermata) spettare all’eminente cattedratico, nonché Direttore del Cervantes e docente dell’Università di Granada, il prof. Luis García Montero che interverrà su “La influencia de Galdós y Pasolini en la literatura social posterior”.

Per poter prendere visione del programma completo e di tutte le indicazioni che diano notizia o accesso alle dirette e interventi dei relatori, si rimanda al sito ufficiale: http://pierpaolopasolini.net/2020/index.html

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