“Morte a Milano – Ernest” di Antonio G. D’Errico – Prefazione di Michela Zanarella

Prefazione di MICHELA ZANARELLA

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Lo sviluppo del genere noir è fluttuante, così come si evidenzia nel romanzo di Antonio G. D’Errico, e ancora oggi per i suoi scenari cupi e pessimisti ha i suoi adepti. Il noir tratta la realtà senza tante illusioni di salvezza o miglioramento, dove il male si è impossessato di insospettabili uomini. Le ambiguità delle situazioni sociali suggeriscono il ricorso alla psicoanalisi. Questi complessi fattori rappresentano, in nuce, il lato oscuro del comportamento umano. L’universo del noir è rappresentato per lo più da uomini soli che vagano spinti da motivazioni sconosciute, che risiedono nel profondo del loro passato abusato e travagliato. Sono personaggi spesso rudi, malinconici, che percorrono itinerari cittadini, dove non c’è possibilità di salvezza in una società ostile e internamente malata. Antonio G. D’Errico è uno scrittore di talento che sa muoversi bene in più generi letterari. ‘Ernest. Morte a Milano’ è un noir di qualità, scritto con un linguaggio moderno, avvincente, dallo stile originale e interessante. La trama parte dalla traduzione di un manoscritto di Monnais, già edito in Francia, che l’editore italiano vorrebbe far conoscere ai suoi lettori. Il romanzo si apre sul dialogo tra lui ed un suo collaboratore, al quale chiede con insistenza a che punto sia la traduzione del libro. Il traduttore, preso dalla rabbia e dall’inquietudine per quel comando a sbrigarsi nel lavoro, presenta il protagonista della storia di Monnais: Ernest, un giovane rimasto orfano della madre, mandato dal padre a vivere con gli zii. Qui non voglio svelare alcun altro passo ai lettori. Pagina dopo pagina ci si accorgerà comunque dei disagi psicologici esistenziali, tra cui realtà o fantasie erotiche subite per troppo tempo taciute, sdoppiamenti, riflessi.  Il traduttore, andando avanti nel suo lavoro, presuppone che Monnais cerchi di alleggerire il peso della vergogna, assegnandone una parte a un altro personaggio, la zia, colpevole di un lungo silenzio. Si interroga sulle soluzioni narrative dell’autore francese. Domande e risposte saranno opera dei lettori di questo avvincente noir. Su tutto dominano i bagliori di ombre oscure di Henry James in ‘Ritratto di signora”. Sembra quasi che le esistenze dei personaggi confluiscano in un unicum narrativo dove D’Errico ha la chiave della soluzione. L’autore è abile nel proporre il mistero, suscitando curiosità. Crimini, avvicendamenti, omissioni, omicidi, da chi sono compiuti? In un alternarsi di identità, tra realtà e mistero, si snoda tutta la vicenda che rende particolarmente intrigante il libro di Antonio G. D’Errico, ambientato nella nordica città scaligera. L’autore è riuscito a costruire un noir che ha tutte le caratteristiche tipiche del genere: esiste un assassino, c’è un’indagine, gli indizi e le ipotesi sembrano casuali, ma non è così, nasce una sfida per scoprire il perché, si va alla ricerca di una verità tra vendette e rancori. Si susseguono emozioni e sentimenti contrastanti. Si racconta di violenza, abusi, amore, abbandoni, possessione, nostalgia, gelosia, disagi psicologici e follia: le molteplici fragilità umane. Con un’analisi quanto mai lucida e attenta della società, D’Errico ci proietta in una dimensione in cui finzione e realtà si intersecano e si sovrappongono in un interscambio emotivo: si entra in un labirinto di pensieri e ci si trova a dover scostare il buio, a farlo affiorare per poi poterlo affrontare. La scrittura è matura, consapevole, molto visiva e cinematografica, non ci sono mai tentennamenti narrativi o eccessive forzature e pesantezze linguistiche. Tutto scorre fluido, mentre la suspence cresce scena dopo scena. Si delinea il ritratto di un uomo smarrito e svuotato della sua identità, che non si fida di nessuno, nemmeno di se stesso. Il protagonista incarna l’uomo di oggi senza certezze, vive nel dubbio, crede di saper amare e si aggrappa alla sete di vendetta, pensando che sia l’unica soluzione per risollevare le sorti dell’umanità. Sulla scia di Raymond Chandler, altro maestro moderno del noir, ci troviamo in questo romanzo a scandagliare la psiche, ad affrontarne i limiti, a conoscere la paura, accettandone le contraddizioni. Solo andando oltre le cose e vivendo si può riuscire a trovare il giusto equilibrio. D’Errico ci accompagna in un viaggio dell’anima, dove l’unica soluzione per il lettore è arrivare alla fine.

 

SINOSSI DEL LIBRO

Dino Lenza, traduttore di romanzi gialli, è alle prese con l’ultimo lavoro dello scrittore francese Jean Baptiste Monnais, dal titolo “La morte di uno sconosciuto”. Il protagonista è il giovane Ernest, che è stato vittima da bambino di ripetute violenze sessuali da parte dello zio. Lenza resta scosso da quelle descrizioni, rivivendo le angosce del personaggio, immedesimandosi nei suoi stati d’animo. Trova anche nei tratti somatici del protagonista una certa somiglianza coi suoi. Viene colto da un moto intimo di rabbia, come non si era mai manifestato prima.

Elimina completamente dalla traduzione le pagine scritte dell’autore francese e inizia la scrittura del suo giallo. I toni si fanno aspri e cruenti, il cinismo e la follia omicida non lasciano più uno spiraglio per il perdono. Il commissario incaricato delle indagini, pur nutrendo forti sospetti su tutti quegli omicidi, non riesce a trovare una spiegazione efficace per evitarli.

Una figura di rilievo della narrazione è la zia del giovane traduttore, pittrice famosa e donna di grande bellezza. Il rapporto tra i due lascia intravvedere un’ossessione seduttiva reciproca.

 

L’AUTORE

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Antonio G. D’Errico, poeta, scrittore e sceneggiatore. Premio Grinzane Pavese, nel 1998 e nel 2000. Ha scritto numerosi testi di argomento musicale. Nel 2011 pubblica per Rizzoli la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte, scritta insieme al cantautore milanese e, nel 2015, esce presso Mondadori con la biografia di Pino Daniele, Je sto vicino a te, scritta insieme a Nello Daniele, fratello di Pino. Il suo esordio nella letteratura di genere noir gli vede assegnare il terzo posto dalla giuria dei lettori al “Premio Scerbanenco, Courmayeur noir in festival”, con l’opera per ragazzi Il Discepolo, ispirato ai fatti di cronaca legati alla sette sataniche. Successivamente dà alle stampe l’originale thriller sul mondo della scuola, La governante Tilde. Con Morte a Milanoritorna al noir tematico di genere, dopo aver pubblicato da poco per Controluna edizioni la delicatissima silloge poetica dal titolo Amori trovati per strada (Luglio 2018).

 

L’autrice della prefazione acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

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“Essere autrici è essere curatrici?” incontro condotto da Maria Pia Quintavalla dom. 10 nov. a Milano

Domenica 11 novembre alle ore 10:30 presso la Sala Consiliare di Palazzo Marino (Comune di Milano) si terrà un incontro poetico all’interno delle iniziative di “Area P – Milano incontra la poesia”.  La poetessa e saggista Maria Pia Quintavalla condurrà un incontro con poetesse italiane milanesi. Interverranno Claudia Azzola, Laura Garavaglia e  Giusi Busceti attorno al titolo “Essere autrici è essere curatrici?”.

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Pubblicato il n°11 della rivista “Alcyone 2000” di Miano Editore

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È di recente uscito per i tipi di Guido Miano Editore –  Milano,  il Numero 11  dell’Alcyone 2000, Quaderni di studi letterari e d’arte  editi a partire dal 1999,  racchiudono l’esperienza editoriale della casa editrice con pubblicazione di testi monografici di autori e inserti di artisti del Secondo Novecento. La pubblicazione a-periodica rappresenta la prosecuzione ideale dello storico bimestrale  “Davide, rivista sociale di lettere e arti” fondato nel 1951, e da cui si è sviluppata la casa editrice diretta dalla famiglia  Miano.

I vari numeri monografici oggetto di collezionismo contengono saggi e contributi critici di docenti universitari e critici militanti .

In questo numero, presenze poetiche:

Maria Cristina Casa, Vittorio Cesana, Pasquale D’Alterio, Roberta Fava, Francesca Luzzio,  Maria Elena Mignosi Picone, Lavinia Napoli.

Sillogi di Paola Amodeo, Grazia Apisa Gloria, Renata Cagliari, Mirella Corsaro, Marinella Cossu, Domenico Distefano, Gesumino Lai, Alessandra Maltoni, Aldo Marzi,  Maria Luisa Mazzarini, Michele Miano, Antenore Perilli, Angela Ragozzino, Albarosa Sisca, Salvatore Rino Viola.

Itinerari della poesia contemporanea:

Emanuela Ballotta, Sergio Camellini, Roberto Casati, Andrea Cattania, Marco Lando, Wanda Lombardi, Guido Miano,  Consiglia Recchia, Fabio Recchia, Francesco Terrone.

GUIDO MIANO EDITORE – UFFICIO STAMPA
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mianoposta@gmail.com

“Tra i miei sogni” di Francesco Terrone, recensione di Francesca Luzzio

libro.jpgIl titolo della silloge di Francesco Terrone, Tra i miei sogni (Miano Editore, Milano, 2018), è un sintagma emblematico che racchiude in sé l’essenza semantica della raccolta: un amore travolgente per una donna che non corrisponde alla passione del poeta, di conseguenza non restano che i sogni: “Ti sento, ti cullo, ti vedo/ tra i filari di grano/ ed alberi fioriti./ Ti vedo tra i miei sogni”( in “Ti cullo, ti vedo”, pag. 75), pur nella costante consapevolezza del loro svanire, della non corrispondenza nella realtà, ove solitudine e amarezza dominano incontrastate, anche se non esita a sperare che lei un giorno acquisisca almeno consapevolezza del male che gli ha fatto: “Capirai un giorno/ il male che/ mi hai fatto” ( in “Corteccia d’amore”, pag. 23).  

L’indifferenza della non corrispondenza, genera in lui una cruenta sofferenza: “senti l’urlo del mio amore/ e indifferente/ non chiedi dove va\ un uomo così ferito”, ma in certi momenti si sublima in sogno, generando quasi  un ossimorico sentire, fatto di ardore, grazia e poesia: “Quando ti sento,/ vedo nell’aria/ accendersi fiaccole dorate/ e fiumi di petale/ di rose/ …./ Ti sento compagna/ insostituibile/ dei miei racconti,/ di favole e poesie/ Mi sento vero/ mi sento vivo/ …”.                                             

Questa vicenda di fantastica luce e ombrosi e reali solitudine e silenzio, trova, come si può rilevare anche dai versi sopra citati, nella natura e nei suoi elementi lo strumento metaforico che adeguatamente la propone nel suo poliedrico sentire.                                                                                            

Ad ogni modo Francesco Terrone è vincitore perché in amore, come scrisse Pablo Neruda, “Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore”.  Il variare del ritmo dei versi, pur nella libera versificazione, propone appieno il succedersi di sentimenti, emozioni, ansie e sogni che, pur derivanti dall’assenza, vibrano di pienezza vitale.

FRANCESCA LUZZIO

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

“Dolore minimo” di Giovanna Cristina Vivinetto: presentazione il 29 giugno a Milano con il poeta Franco Buffoni

Un esordio poetico inedito sulla disforia di genere amato da Dacia Maraini, con presentazione venerdì 29 giugno a Milano con Franco Buffoni

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In occasione della Pride Square Milano, luogo di incontro e confronto che anticipa il Milano Pride, venerdì 29 giugno alle 18,30 nella piazza di Largo Bellintani la poetessa transessuale Giovanna Cristina Vivinetto presenterà e leggerà dalla sua raccolta d’esordio Dolore minimo (Interlinea Edizioni) nell’incontro LGBT e poesia. Con Giovanna Vivinetto vi sarà Franco Buffoni, autore di La linea del cielo (Garzanti Libri). I due poeti incontreranno il pubblico sul palco della piazza leggendo dalle loro opere con firma copie finale a cura di Libreria Antigone.

 

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Giovanna Cristina Vivinetto, siracusana studentessa alla Sapienza, è la prima poetessa a riversare in poesia la sua esperienza di transizione MtoF, con versi delicati e profondissimi che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere il muro del silenzioso tabù culturale.

Dolore minimo è pubblicato da Interlinea nella collana “Lyra giovani” diretta da Franco Buffoni.


GUARDA IL VIDEO su YouTube: 
https://youtu.be/UgbhQjqqzBk

 Scheda del libro: http://www.interlinea.com/schedenovita/Vivinetto,Doloreminimo.htm


Giovanna Cristina Vivinetto, Dolore minimo

Interlinea, pp. 148, euro 12, isbn 978-88-6857-165-8

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CANCELLAMI

Sabato 16 giugno a Pasturo la premiazione del 2°Premio “Per troppa vita che ho nel sangue” presieduto da Caterina Silvia Fiore

Sabato 16 giugno alle ore 16 presso il Teatro di Pasturo (LC) si terrà la cerimonia di premiazione del 2° Premio “Per troppa vita che ho nel sangue” dedicato alla nota poetessa lombarda Antonia Pozzi. Il Premio è ideato, fondato e presieduto dalla poetessa Caterina Silvia Fiore e vede nella Commissione di Giuria poeti, critici ed esponenti del panorama culturale nazionale: la scrittrice Lorena Marcelli (di Roseto degli Abruzzi – TE), il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio (di Jesi – AN), la poetessa Mirella Musicco (di Bitetto – BA) e lo scrittore Giovanni Gentile (di Nettuno – RM). 

Nell’occasione degli ottanta anni dalla morte della poetessa Antonia Pozzi e con i patrocini morali dei Comuni di Pasturo (LC) e Roseto degli Abruzzi (TE) e la collaborazione esterna delle Associazioni Culturali “ElleEmme” di Roseto degli Abruzzi (TE) presieduta da Lorena Marcelli, “Euterpe” di Jesi (AN) presieduta da Lorenzo Spurio e Verbumlandi-art di Galatone (LE) presieduta da Regina Resta, l’attesa cerimonia di premiazione avrà luogo nel piccolo centro della Valsassina, a pochi passi dal luogo in cui la poetessa visse, nel comune di Pasturo.

Nell’occasione la Casa-Museo “Antonia Pozzi” (Via Alessandro Manzoni n°1) rimarrà aperta sino alle ore 18.

Durante la serata verranno conferiti i premi da podio, i premi speciali e le menzioni d’onore che la Giuria ha inteso affidare alle opere meritorie partecipanti per le sezioni poesia, video-poesia e racconto breve. Tra i premi speciali saranno conferiti la Rosa d’Argento da parte del Comune di Roseto degli Abruzzi, la Targa Speciale “Euterpe” da parte dall’omonima associazione di Jesi e il Premio Speciale Verbumlandi-art da parte dell’omonima associazione di Galatone.

Ospiti della serata saranno la dr.ssa Graziella Bernabò (storiografa) e Suor Onorina Dino. 

Le musiche saranno a cura del Maestro Kingsley Elliot Key.

Voci recitanti: Ketty Capra e Francesco Ingrosso

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Alcuni scatti della cerimonia di premiazione dello scorso anno svoltasi ad Arese (MI)

 

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Il Premio alla Carriera conferito al poeta bosniaco Emir Sokolovic. Nella foto assieme alla poetessa Caterina Silvia Fiore, al Sindaco di Arese e ad alcuni organizzatori dell’evento.
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Alcuni dei premiati nella foto finale di rito
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Da sx: il giurato Lorenzo Spurio e la poetessa Caterina Silvia Fiore, ideatrice e presidente del Premio “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue”.
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Da sx: la poetessa Caterina Silvia Fiore, ideatrice e presidente del Premio “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue” insieme alla poetessa Mirella Musicco (membro di giuria)

A Milano una serie di incontri sulla letteratura di viaggio. Esposizione dell’opera miliare di Swinton Andrew sull’Europa del nord

Mare Magnum è lieto di invitarVi a 

Vecchi Libri in Piazza diaz

La letteratura da viaggio

 Domenica 10 giugno 2018 – ore 9-17, piazza Diaz, Milano

 

Un imperdibile appuntamento con il libro antico, raro, introvabile, curioso e da collezione: sotto i portici di piazza Diaz, piazza del Duomo, via Gonzaga, via Marconi, via Baracchini 100 espositori rendono questa mostra mercato una delle manifestazioni all’aperto, dedicate al libro antico, più grandi d’Europa.

Maspero_ViaggioNorvegia.jpgL’estate è ormai alle porte e anche per il mese di giugno si rinnova l’appuntamento a tema con Vecchi Libri in Piazza. L’argomento per questa edizione sarà incentrato su La letteratura da viaggio, un’occasione unica per andare a caccia nel maremagnum di libri da leggere sotto l’ombrellone. Oltre ai libri presenti in catalogo, le librerie partecipanti suggeriscono alcune interessanti proposte legate al tema del mese che spaziano dall’antico al moderno.

È il caso, per esempio, di Maspero Gabriele Libri Antichi che proporrà alcune rarità tra cui Viaggio in Norvegia, in Danimarca ed in Russia negli anni 1788, 89, 90, 91 tradotto dal conte cav. Luigi Bossi di Swinton Andrew. [Milano, dalla Tipografia Sonzogno e Comp., 1816.4 volumi in-12° (cm. 16,5), legature coeve in m. pelle con titolo, fregio e filetti in oro ai dorsi, piatti marmorizzati, tagli gialli; Ex libris araldico alla controguardia coperto da etichetta biblioteconomica; carte in ottimo stato, con 16 tavole illustrative di vedute in rame f.t. in coloritura coeva; lievi e rare fioriture, piccola e leggera gora alle prime carte dell’ultimo volume, per altro marginale. Prima edizione italiana di questa famosa ed interessante relazione di viaggio inserita nella Raccolta de’ viaggi. Esemplare molto buono.]

Per i collezionisti è da segnalare l’interessante proposta della Libreria Zivago:

Ferdinand M. Bayard, Voyage dans l’intérieur des États-Unis, a Bath, Winchester, dans la vallée de Shenandoah, etc. Pendant l’Été de 1791. Seconde édition. Augmentée de descriptions et d’anecdotes sur la vie militaire et politique de Georges Washington. Il volume descrive il viaggio compiuto dall’autore alla fine del XVIII (1791) secolo lungo la costa nord orientale dei neonati Stati Uniti d’America con descrizioni particolareggiate della popolazione e della campagna di George Washington attraverso il racconto di alcuni suoi ufficiali. Il volume è in francese e reca anno VI come data di stampa, quindi 1797.

Per chi, invece, è a caccia di belle edizioni moderne, si consiglia di fare un salto allo stand delle Edizioni Henry Beyle che, per il tema di giugno, ci porta in viaggio in compagnia di firme autorevoli in giro per il mondo. Qualche esempio? Giuseppe Prezzolini, Primavera a New York; Ardengo Soffici, America Sognata; Leonardo Sciascia, Sicilia e molti altri ancora…

Per conoscere tutte le proposte delle librerie partecipanti visitare la seguente pagina:
https://www.piazzadiaz.com/index.php/category/la-letteratura-da-viaggio/

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Segui gli aggiornamenti sul sito: http://www.piazzadiaz.comIngresso gratuito

 

Calendario 2018

Domenica 10 giugno: La letteratura da viaggio

Domenica 8 luglio – A tavola! Libri di cucina

Domenica 9 settembre – Il cinema e il teatro

Domenica 14 ottobre – La letteratura siciliana: 60 anni dopo “Il Gattopardo”

Domenica 11 novembre – 100 anni dalla Prima guerra mondiale

Domenica 9 dicembre – Arte e illustrazione

 

Ufficio stampa:

Marco Bosio 

stampa@maremagnum.com 

http://www.maremagnum.com