Festival della Comunicazione “Visioni” a Camogli dal 6 al 9 settembre 2018

Festival della Comunicazione

Visioni

Camogli, V edizione, 6-9 settembre 2018

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L’appuntamento annuale tra i più attesi in Italia dedicato a comunicazione, futuro e innovazione torna a Camogli da giovedì 6 a domenica 9 settembre, con un tema di assoluta centralità: Visioni.

Il Festival della Comunicazione, ideato con Umberto Eco, diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e organizzato da Frame, in collaborazione con il Comune di Camogli, festeggia quest’anno la sua quinta edizione con oltre 100 ospiti e un palinsesto variegato e vivace, aperto dalla lectio magistralis di Renzo Piano.

Attraverso una ricchezza straordinaria di pensieri, analisi, punti di vista differenti, offre sguardi inediti su alcune delle tematiche più stringenti dell’attualità: l’ecosistema mediale in cui siamo immersi e a volte sommersi (dalle smart city alle fake news, dalla mobilità del futuro alle nuove regole tra imprese, cittadini e istituzioni, dai leader digitali alla iattura del politicamente scorretto); l’informazione commentata con intelligenza ed ironia dai direttori delle principali testate nazionali; l’attenzione all’ambiente e la cultura green (dallo sguardo sull’Italia intatta non ancora contaminata dall’uomo, all’esplorazione marina nei due dei luoghi più fragili e cruciali del Pianeta – Artide e Antartide attraverso le campagne di robotica polare del CNR); l’intelligenza artificiale e le nanotecnologie; l’energia latente dei Millennials e della Generazione Z, con i loro linguaggi, sensibilità, aspirazioni; la contaminazione delle forme espressive (dalla trasformazione del linguaggio teatrale e cinematografico ai nuovi codici della fotografia e della moda, dall’universalità del linguaggio della musica che esce dai salotti ai processi inconsci della lettura, fino alla riflessione sul passaggio da immaginazione individuale a immaginazione collettiva); la potenza dei sentimenti (da un ideale atlante dell’anima che tenta di ricomporre i frammenti dei discorsi interiori tra paure e passioni, volontà e istinti, al senso profondo dell’amicizia, dell’amore, del coraggio, dalla forza trainante dell’utopia alla visionarietà delle menti geniali); la politica nazionale e internazionale (dalle linee rosse dei nuovi confini ai motivi che rendono le società litigiose e insicure, dal tema dell’immigrazione alla meravigliosa ostinazione di superare i muri di qualsiasi natura); la giustizia, la corruzione e l’attualità della Costituzione, tra adesioni e contestazioni; il futuro economico dell’Italia e delle imprese; la necessità di recuperare la nostra memoria storica per ricomporre un’identità dispersa.

Contenuti di altissima qualità, affrontati dai principali protagonisti del mondo dell’economia, della cultura, dell’innovazione, dello spettacolo, delle imprese e del giornalismo, che esploreranno il tema Visioni in tutta la sua pluralità di sensi e con una contaminazione di linguaggi e forme espressive unica: 30 appuntamenti nei laboratori per tutte le fasce d’età, 11 spettacoli, 2 mostre, 6 escursioni sul Monte di Portofino e nell’Area Marina Protetta e oltre 60 incontri, con 3 sessioni speciali: le Colazioni con l’autore, la Rassegna stampa in diretta dal Festival, l’aperitivo con musica sulle playlist di 139 “eccellenti” italiani.

Ancora una volta, il Festival raccoglie la feconda eredità del suo padrino Umberto Eco, cui è dedicato nella serata d’apertura l’evento Musica e parole. Un ricordo di Umberto Eco. Dell’ingegno multiforme di Umberto Eco si è ricordato molto ma non tutto: il serissimo studioso di san Tommaso, semiologo, romanziere, bibliofilo, faceva posto nella sua sterminata memoria alla più completa raccolta di barzellette del secolo. Ci raccontano il suo precoce umorismo due amici di infanzia e di gioventù e di tutta la vita, Gianni Coscia e Furio Colombo. I suoi allievi e poi colleghi, Valentina Pisanty e Riccardo Fedriga, ricordano qualcuna delle sue infinite battute di spirito. Paolo Fabbri, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio, vecchi amici e colleghi, descrivono i momenti più impensati in cui lo hanno visto ridere e giocare con le parole.

L’attenzione ai giovani è la prima preoccupazione che deve avere ogni Paese dotato di capacità di visione, che guarda al futuro. Ed è per questo che il Festival della Comunicazione quest’anno ha dato un’inedita centralità ai ragazzi, sia come protagonisti che come interlocutori speciali. Ha attivato 3 progetti in collaborazione con l’Università di Genova, l’Istituto Nautico San Giorgio e il Liceo Da Vigo, che permetteranno ai ragazzi selezionati di collaborare in prima persona alla grande macchina organizzativa del Festival e ha organizzato tanti laboratori dedicati, che coinvolgeranno bambini, ragazzi e famiglie in esperienze interattive stimolanti, dal set televisivo alla robotica, dalle illusioni della mente allo yoga, dalle rivelazioni della genetica ai segreti della storia, dalla matematica alla biologia, fino alle immersioni subacquee.

Significativa anche la presenza femminile, con donne d’eccezione: Francesca Bria, Assessore alle tecnologie e all’innovazione digitale della città di Barcellona, consulente della Commissione Europea per gli sviluppi di internet e delle smart city e membro dell’Expert group sull’Open innovation della Commissione Europea; Evelina Christillin, Presidente della Fondazione del Museo delle Antichità Egizie di Torino, del Teatro Stabile di Torino e di ENIT-Agenzia Nazionale per il Turismo; il presidente della Rai Monica Maggioni; le economiste Alessandra Perrazzelli e Paola Schwizer; l’avvocato Elisabetta Rubini; l’autrice di graphic novel esperta di società e costume Cinzia Leone. E ancora: la sociologa della Scuola di Robotica Stefania Operto, la semiologa Valentina Pisanty, l’attrice Monica Guerritore, le scrittrici Sofia Bignamini, Alessia Gazzola, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti e Sofia Viscardi.

«Il Festival della Comunicazione – spiega Danco Singer – non solo è ormai riconosciuto come un ambìto spazio di discussione e aggiornamento, ma è diventato una community di altissimo valore, formata dai maggiori attori dell’informazione, della cultura e del mondo economico e imprenditoriale, che trovano nel Festival occasione di incontro, confronto, incremento del proprio capitale relazionale». Al Festival infatti, quattro grandi presidenti, Francesco Profumo (Compagnia di San Paolo), Gabriele Galateri di Genola (Assicurazioni Generali), Edoardo Garrone (Erg), Sergio Solero (BMW) e il senior vice president di Costa Crociere Luca Casaura ci mostreranno quanto sia importante avere visione per chi guida un’impresa, immaginando modelli di crescita che riguardano economia, impresa e società.

E Rosangela Bonsignorio aggiunge: «La capacità del Festival di coniugare, secondo lo stile di Umberto Eco, alto e basso, colto e pop, fa sì che i suoi contenuti arrivino a tutti, sensibilizza sui problemi della contemporaneità, incoraggia la cultura, la lettura e lo spirito critico». Ecco che, ad esempio, l’incontro con Oliviero Toscani sarà occasione per guardare da angolazioni insolite ai temi più controversi e ai tabù dell’oggi, attraverso il linguaggio icastico e provocatorio della fotografia.

A rendere unico il Festival della Comunicazione è anche la particolare atmosfera offerta dal pittoresco borgo di pescatori che lo ospita: Camogli, la città dei mille bianchi velieri, “una gemma nascosta da scoprire”, “scorcio di Riviera d’altri tempi”, “con un lungomare quasi geometrico, arricchito da coloratissimi palazzi e casette”, decantato dalla rivista statunitense Forbes.

INCONTRI

Il Festival della Comunicazione 2018 si aprirà con una lectio magistralis dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano, che ci mostrerà la sua visione del nuovo ambiente urbano e del rapporto che intercorre fra architettura e società, di cui ci ha dato accenno nelle sue recenti parole: «Nella società i grandi cambiamenti non li fanno gli architetti, ma l’architettura ne è specchio fedele, quando riesce a trasformarli in simboli visibili, in macchine perfette ed umane che fanno avanzare la civiltà dei comportamenti in una direzione equa e condivisibile».

Nei quattro giorni, un ricco palinsesto di conferenze, dialoghi e interviste che intrecceranno linguaggi, discipline, personalità e mondi apparentemente distanti.

Marco Aime, Guido Barbujani, Telmo Pievani

Come ci vedono gli altri. Il colore della pelle

Giovanni Allevi, Luca De Biase

L’equilibrio della lucertola

Piero Angela

Salvatore Aranzulla, Maurizio Ferraris

Il tecnologo e il tuttologo

Alessandro Barbero

Le “visioni” di uno storico

Guido Barbujani

Colazione con l’autore: Tutto il resto è provvisorio

Simone Bemporad, Massimo Russo, Giorgio Zanchini

La nuova era dei media

Sofia Bignamini

Colazione con l’autore: I mutanti: sguardi e prospettive dei preadolescenti di oggi

Ripensare le smart city

Annalisa Bruchi, Carlo Freccero

Rassegna stampa in diretta dal Festival

Pietrangelo Buttafuoco, Aldo Cazzullo

Rassegna stampa in diretta dal Festival

Massimo Caccia

La robotica marina tra i ghiacci dei poli

Mario Calabresi

Antonio Calbi, Umberto Orsini

Umberto Orsini allo specchio

Aldo Cazzullo

Giuro che non avrò più fame. L’Italia della ricostruzione

Roberto Cingolani

Furio Colombo

La guerra mondiale di Salvini

Gherardo Colombo, Gustavo Zagrebelsky

Il legno storto della giustizia

Gianni Coscia, Severino Salvemini

Le liste degli altri – aperitivo semi-alcolico

Ivan Cotroneo, Alessia Gazzola, David Parenzo

Dall’immaginazione alla visione: il percorso creativo

Carlo Cottarelli, Luciano Fontana

Il futuro economico dell’Italia: sette anni di vacche magre o di vacche grasse?

Brunello Cucinelli, Cinzia Leone

Luca De Biase, Maurizio Ferraris

Se è gratis, il produttore sei tu

Andrea De Carlo

Saturazione da incontri, lo scrittore come ostaggio

Alberto Diaspro, Vittorio Pellegrini

Visioni al carbonio: tra vita e nanotecnologia

Paolo Fabbri

Le vedute dell’Esperto: i tecnici, i media, i politici

Oscar Farinetti

Quasi: la meraviglia dell’imperfezione

Federico Ferrazza, Sergio Solero

Dove stiamo andando? Idee, viste e visioni del mondo di domani

Federico Fubini, Evgeny Morozov

Silvano Fuso

Previsioni

Gabriele Galateri di Genola, Edoardo Garrone, Francesco Profumo, Federico Fubini

Paolo Giordano, Danco Singer

Divorare il cielo

Alberto Girani

Colazione con l’autore: Portofino, il paesaggio futuro

Francesco Greco, Federico Rampini

Quali regole determineranno i nostri rapporti futuri?

Cinzia Leone, David Parenzo

Rassegna stampa in diretta dal Festival

Luca Leoni, Guglielmo Scilla alias Willwoosh, Sofia Viscardi, David Parenzo

Millennials vs. Gen Z: le cose sono abbastanza cambiate

Gad Lerner

Ma che razza di giornalismo

Sergio Luzzatto, Valentina Pisanty

Da Auschwitz a Gerusalemme: la visione di Israele

Monica Maggioni, Aldo Grasso

Marco Massarotto

I leader digitali: la mappa dei nuovi protagonisti grazie a social media e smartphone

Stefano Massini

Quattro ritratti di grandi visionari

Massimo Montanari

Fiumi di vino e montagne di formaggio. Visioni di abbondanza nel mondo della fame

Gabriele Muccino, Severino Salvemini

Il cinema italiano soddisfa lo spettatore globale?

Piergiorgio Odifreddi

Visioni matematiche

Davide Oldani, Pierluigi Pardo

Mangia come parli

Sergio Claudio Perroni

Colazione con l’autore: Entro a volte nel tuo sonno

Renzo Piano

Lectio di apertura

Pif, Silvia Truzzi, David Parenzo

La regola dell’amico

Massimo Recalcati

L’inconscio del libro

Andrea Riccardi

Visioni: oltre il muro dell’impossibile

Carlo Rognoni, Sergio Romano

Un mondo senza pace

Raffaele Simone, Paolo Fabbri

La vista è davvero il più casto dei sensi?

Oliviero Toscani, Luca Casaura, Severino Salvemini

Cambia l’inquadratura dalle modelle superstar ai normali mortali?

Mario Tozzi

Uno sguardo sull’Italia intatta

Ilaria Tuti

Colazione con l’autore: La protagonista (della tua vita) che non ti aspetti

Simone Ungaro

Andrea Vitali

PREMIO COMUNICAZIONE

Il Premio Comunicazione quest’anno verrà assegnato allo storico Alessandro Barbero, che, con la sua travolgente dialettica e la sua coinvolgente presenza scenica, ci guida alla riconquista della nostra memoria storica, offrendoci sempre una chiave di interpretazione originale, inconsueta e mai scontata nell’esplorazione del nostro passato e nell’interpretazione del nostro presente. Alla consegna del premio, Barbero parlerà non solo della visione del passato ma anche della capacità di previsione del futuro, di immaginare un oltre possibile a partire dall’interpretazione di ciò che è stato.

DENTRO E INTORNO AL FESTIVAL

Ad arricchire il programma, tanti appuntamenti speciali, capaci di coinvolgere i pubblici più diversi per età e interessi: il buongiorno del festival, gli aperitivi in piazzetta con curiose playlist, gli spettacoli serali, i laboratori per bambini, famiglie e giovani universitari e, ancora, le escursioni culturali sul Monte di Portofino e nell’Area Marina Protetta.

IL BUONGIORNO DEL FESTIVAL

Le mattine del festival si apriranno con gli appuntamenti A colazione con l’autore, per chiacchierare di libri e letteratura davanti al confortevole abbraccio di cappuccino e brioche, seduti al tavolino di un bar affacciato sul mare, in compagnia degli scrittori più amati.

Novità di quest’anno è la Rassegna stampa in diretta dal Festival, un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, ai confini della realtà, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità.

APERITIVO CON LE “LISTE DEGLI ALTRI”

Altra novità, l’appuntamento semi-alcolico con la musica, basato sulle playlist di 139 italiani raccolte da Severino Salvemini e interpretate dalla fisarmonica di Gianni Coscia. 

SPETTACOLI

Per esplorare appieno il tema Visioni, non potevano certo mancare contributi dal mondo del teatro, della musica e della poesia. Anche quest’anno saranno infatti molti gli spettacoli organizzati al Teatro Sociale e nelle incantevoli piazze della cittadina ligure.

“I baci sono definitivi” è un succedersi di storie lette e prima ancora rubate da Pietrangelo Buttafuoco nel suo viaggio giornaliero in metropolitana, treno o aereo e raccolte nel suo libro. Tra una lettura e l’altra dello scrittore, il poliedrico e versatile Mario Incudine, accompagnato dall’inseparabile maestro Antonio Vasta, renderà magico ciò che già risultava fantastico.

Nel racconto teatrale Ogni storia è una storia d’amore, i personaggi che abiteranno la scena con Alessandro D’Avenia saranno scelti tra le trentasei donne rievocate, raccontate nel suo ultimo libro. Storie di donne che hanno provato ad amare artisti con esiti che vanno dal tragico della Elizabeth di Dante Gabriel Rossetti al comico della Giulietta di Fellini, dall’epico della Nadežda di Osip Mandel’štam al lirico della Fanny di Keats, dal cinematografico della Alma di Hitchcock al fiabesco della Edith di Tolkien, sempre rivolgendosi all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo.

InContemporaneamente insieme” il poeta Guido Catalano e il cantautore Dente incroceranno chitarra e penna per parlare d’amore a modo loro, dando vita a uno spettacolo inedito ed estremamente originale.

Nel reading “Musica: passione e professione” il giurista Gustavo Zagrebelsky, accompagnato dal violoncellista Relja Lukic, intreccerà linguaggi, musica e discipline diverse.

Tre importanti voci del panorama giornalistico italiano interverranno in un’inedita veste, offrendo al pubblico tre reading teatrali.

“Beate le bestie. Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca” con Michele Serra. Le parole, con la loro seduzione e le loro trappole, sono le protagoniste di questo monologo teatrale impudico e coinvolgente, comico e sentimentale. Tratto dal libro La sinistra e altre parole strane, nel quale Serra apre al lettore le porte della sua bottega di scrittura, “Beate le bestie” è un atto di amore nei confronti di un mestiere faticoso e fragile: scrivere.

“Balle spazialidi Marco Travaglio. Che cosa rimane della campagna contro le presunte fake news del web, montata da politici sconfitti e da giornali e programmi tv che hanno diffuso per decenni le più grandi menzogne al servizio del potere. Storia della più grande bufala degli ultimi anni: la fake news sulle fake news. Cioè di una fake news al quadrato.

Federico Rampini conLinee rosse porterà sul palco la geopolitica e racconterà le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole e interpretando numeri e linee di confine.

Tre proposte, infine, per guardare con coraggio al futuro, senza dimenticare il momento in cui viviamo.

“Il Coraggio. Vivere, amare, educare” con lo psichiatra Paolo Crepet e l’attrice Monica Guerritore è un reading-spettacolo sulla più grande emergenza odierna: il coraggio.

“Le donne erediteranno la terra: un tributo al genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Donne che sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura di ciò che le circonda, e per questo più dotate degli uomini per affrontare l’epoca contemporanea. Con il giornalista Aldo Cazzullo e l’attrice Beatrice Luzzi.

“SN-19: storie di umani e robot. L’avanzata dei robot: quale futuro per gli esseri umani?”, con la sociologa della Scuola di Robotica Stefania Operto, uno spazio di riflessione interattivo che coinvolge il pubblico con modalità partecipative e inaspettate che vanno oltre il racconto. Nao, tra i social robot più famosi al mondo, sarà protagonista di un dialogo sorprendente che dimostrerà quanto parlare con un robot possa essere naturale.

LABORATORI

Sempre grande attenzione è dedicata al pubblico dei più giovani, che potranno esplorare il tema del festival in modo creativo, con un linguaggio e degli appuntamenti ideati appositamente per loro. Per bambini e ragazzi sono in programma, infatti, tredici laboratori che spaziano dall’educazione alla sostenibilità ambientale, dal mondo marino a quello animale, da come si realizza un programma televisivo a un viaggio alla scoperta del nostro cervello, dalla robotica alle immersioni subacquee, allo yoga per tutta la famiglia. Inoltre sono previsti workshop di orientamento al mondo universitario rivolti sia ai ragazzi dai 16 ai 19 anni che ai loro genitori.

Il mare e l’impatto dell’uomo (5-10 anni)

Un laboratorio interattivo e di gruppo per conoscere il mondo marino e i suoi abitanti, ma anche per essere consapevoli dell’impatto dell’uomo su questo delicato ambiente e delle attenzioni che ognuno di noi può avere per preservarlo. In collaborazione con MyEdu, un’iniziativa di FME Education.

Chi indovina la razza? (8-11 anni)

con Guido Barbujani

Attraverso un piccolo esperimento il biologo e genetista Guido Barbujani ci fa capire come il concetto di razza sia un concetto psicologico e non genetico. A cura di MyEdu, un’iniziativa di FME Education.

Che storia la Storia! (8-11 anni)

con Alessandro Barbero

Perché è importante conoscere la storia? Alessandro Barbero lo spiega ai ragazzi con il suo entusiasmo e il suo carisma, in un dialogo che non vuole essere una lezione, ma uno scambio di opinioni sull’intramontabile fascino della storia. A cura di MyEdu, un’iniziativa di FME Education.

Lasciate che i pargoli vengano alla matematica (8-11 anni)

con Piergiorgio Odifreddi

Non spaventatevi ragazzi: la matematica non è solo una questione di conti e operazioni, ma un’amica che accompagna tutte le nostre attività. E a cosa serve? Lo spiegherà ai ragazzi il matematico Piergiorgio Odifreddi. A cura di MyEdu, un’iniziativa di FME Education.

Laboratorio sul mimetismo e su come vedono gli animali (6-10 anni)

Gli animali sono abilissimi a nascondersi, camuffarsi e ingannare i predatori. I partecipanti potranno scoprire le “tecniche” che usano, oltre a come funziona la loro visione. In collaborazione con la Cooperativa Dafne.

RAI Porte Aperte. Entra in RAI e scopri la passione oltre lo schermo (6-12 anni)

Come si realizza un programma televisivo? Come si lancia un servizio del TG? Come si usa una telecamera? A queste e a molte altre domande risponderà chi ogni giorno lavora nei backstage dei programmi radiofonici e televisivi della RAI.

Infinite sfumature di azzurro: gli ambienti marini (6-12 anni)

Giochi e prove interattive di equilibrio e conoscenza, dal gioco dell’isola al tappetone della biodiversità, al twister dei mestieri del mare. In collaborazione con l’Acquario di Genova.

Illusionarium, il grande Luna Park della Mente: non sempre la realtà è quella che si vede (8-14 anni)

Un viaggio con l’illusionista Carlo Faggi alla scoperta di come il nostro cervello elabora quanto gli occhi gli trasmettono, lasciandosi talvolta ingannare. Ci si addentrerà insieme in un mondo popolato da oggetti che non possono esistere, visi che ne nascondono altri, progetti architettonici impossibili, statue che sembrano seguire il nostro cammino e disegni che paiono animati.

Bubblemaker (8-14 anni)

Mini corso d’immersione: i bambini potranno fare il loro primo respiro subacqueo e nuotare in mare a due metri di profondità, sotto la supervisione diretta di un istruttore qualificato. In collaborazione con B&B Diving.

Universitari per un giorno (16-19 anni)

Per gli studenti delle ultime classi delle scuole superiori si avvicina l’importante scelta del percorso universitario. Per loro è pensato un momento di orientamento con studenti e tutor dell’Università di Genova, che illustreranno facoltà e corsi e risponderanno alle domande dei ragazzi.

Porte aperte ai genitori

La scelta dell’università è un momento delicato anche per i genitori. A loro è proposto un laboratorio per imparare come sostenere in modo efficace i propri ragazzi, in collaborazione con l’Università di Genova.

FamilYoga (per tutti)

Bambini, genitori e anche nonni, sotto la guida di Concetta Ferrara, potranno praticare insieme la disciplina dello Yoga: un’occasione da non perdere che coinvolge la famiglia nel gioco e nel movimento.

La robotica, il mare e l’esplorazione dei poli (per tutti)

Un laboratorio immersivo e coinvolgente, in cui i visitatori potranno pilotare un mini robot semi-sommergibile e vivere le emozioni di una missione di campionamento sui ghiacci artici. In collaborazione con il CNR di Genova.

ESCURSIONI CULTURALI

Sei le escursioni, per terra e per mare, dedicate a chi ama la natura e l’aria aperta, alla scoperta delle bellezze naturali che circondano il borgo di Camogli.

Tre passeggiate per il Monte di Portofino: di giorno “Punti di vista dal Parco di Portofino” alla scoperta degli ambienti naturali e dei principali punti panoramici e “La via dei tubi” sulle tracce dell’antico acquedotto; la sera “Accade la notte nel Parco” attraverso le Batterie del Parco di Portofino per ascoltare i magici rumori del bosco, conoscere da vicino il mondo dei pipistrelli e la fauna notturna del Parco.

Tornano le tre amate e gettonatissime gite in battello per navigare lungo l’Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino: il “Whale watching al tramonto” per avvistare balene, delfini e le altre specie di mammiferi del Santuario dei Cetacei nel loro habitat naturale; l’escursione “Navigando il Promontorio di Portofino” con una guida del Parco che illustrerà la geologia e la storia del Monte e aneddoti locali sulla tradizione dei borghi marinari; la crociera notturna “Il cielo stellato sopra di me”, con Giacomo Montanari e Walter Riva, per godere del fascino del cielo stellato e scoprire l’origine mitologica di costellazioni, pianeti e corpi celesti.

PROGETTI PER GLI STUDENTI

Il Festival della Comunicazione quest’anno dedica ai ragazzi un’attenzione particolare, grazie a tre nuovi progetti che offrono agli studenti l’opportunità di acquisire esperienze e competenze utili alla propria crescita professionale.

Progetto Alternanza Scuola-Lavoro

45 ragazzi selezionati tra gli studenti dell’Istituto Nautico di San Giorgio di Camogli e del Liceo Da Vigo di Rapallo avranno la possibilità, attraverso un’esperienza sul campo, di sperimentare da protagonisti i retroscena organizzativi e logistici del Festival della Comunicazione.

Tirocini Curriculari

10 studenti dell’Università di Genova entreranno a far parte del team social, dove potranno mettere alla prova le loro skills su Instagram, catturando e condividendo i momenti più significativi del festival.

Campuswave Radio

Il Festival della Comunicazione ospiterà gli speaker di Campuswave Radio, la radio degli studenti dell’Università di Genova, che racconteranno gli eventi, le impressioni e le note di colore dei quattro giorni della manifestazione.

Il Festival della Comunicazione è realizzato in collaborazione con la Regione Liguria, il Teatro Sociale di Camogli, l’Università degli Studi di Genova, l’Ente Parco di Portofino, l’Area Marina Protetta di Portofino, la Scuola di Robotica, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e MyEdu.

Main media partner: RAI.

Media partner: Rai Cultura; Rai News24; TGR; Rai Radio3; WIRED; IlLibraio.it.

Tutte le iniziative del festival sono gratuite e aperte al pubblico fino a esaurimento posti.

Informazioni: www.festivalcomunicazione.it

Facebook: @FestivalComunicazione – Twitter: @FestivalCom

Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli

La cartella stampa e il materiale iconografico sono disponibili in formato digitale al link www.festivalcomunicazione.it/press-kit

Ufficio stampa Delos: 02.8052151 – delos@delosrp.it

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III Edizione del Premio Letterario “Accendi le parole”, a cura di Xilema Srl

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PREMIO LETTERARIO XILEMA“ACCENDI LE PAROLE” III EDIZIONE

Xilema s.r.l. indìce la terza edizione del concorso di poesia“ACCENDI LE PAROLE”. Il concorso è aperto a tutti.
Art. 1

Sezioni–Il premio si articola in due sezioni a tema libero, in lingua italiana:
A) Poesia – lunghezza massima 40 versi
B) Haiku

Art. 2 – Modalità di partecipazione – Ogni concorrente potrà partecipare con una o più opere (edite o inedite)anche se premiate in altri concorsi. 

Contributo di partecipazione

È prevista una quota di 10 euro per partecipare con una sola opera e
di ulteriori 5 euro per ogni opera aggiuntiva. Il contributo di partecipazione non verrà restituito in nessun caso.
Il versamento del contributo deve essere effettuato a mezzo bonifico bancario intestato a: Xilemas.r.l.
IBAN IT27K0538703201000001960413
Banca: BPER, indicando nella causale “PREMIO XILEMA ACCENDI LE PAROLE”

Spedizione

Ogni concorrente dovrà inviare per ciascuna opera:
VIA E-MAIL all’indirizzo: accendileparole@xilemasrl.it
1. La SCHEDA DIPARTECIPAZIONE (in allegato) firmata e con i propri dati, specificando
l’autorizzazione al trattamento degli stessi
2. Una COPIA ANONIMA dell’opera in pdf (carattere ARIAL 14, interlinea 1.5)
3. Copia della RICEVUTA DEL BONIFICO effettuato
OPPURE
VIA POSTA all’indirizzo: Xilema s.r.l., via Evaristo Petrocchi 11, 00019 Tivoli Terme (RM)
1. La SCHEDA DI PARTECIPAZIONE (in allegato) firmata e con i propri dati,specificando
l’autorizzazione al trattamento degli stessi
2. Una COPIA CARTACEA ANONIMA dell’opera (carattere ARIAL 14, interlinea 1.5)
3. Copia della RICEVUTA DEL BONIFICO effettuato
Verrà data conferma dell’avvenuta ricezione esclusivamente via e-mail.
Si rende noto che le opere non verranno restituite.
Art. 3 – Scadenza – 31 luglio2018 (per le spedizioni farà fede il timbro postale).

 
Art.4 – Tutela dati personali – Ai sensi del D. Lsg. 196/2003 i dati personali dei partecipanti saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e non saranno comunicati o diffusi a terzi a nessun titolo.
I partecipanti acconsentono all’utilizzo dei loro dati personali per le esigenze di svolgimento del concorso e per la pubblicazione, in conformità con quanto prescritto dalla legge n° 675/96 e possono richiedere in ogni momento di cancellare i loro dati dal nostro database elettronico.

 
Art. 5–Premi
1. I primi classificati di ogni sezione riceveranno un premio del valore di 150 euro
2. I primi tre classificati di ogni sezione riceveranno un premio*
1. Tutti i finalisti riceveranno un attestato
2. L’organizzazione e la giuria si riservano di decidere sull’assegnazione di ulteriori premi alle opere ritenute più meritevoli
3. Un premio speciale verrà assegnato dalla U.N.V.S
* i premi (targhe/coppe) sono offerti dalla Sezione “Ferri-Tudoni-Silla del sole” dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport

 
Ritiro dei premi

Tutti i premi dovranno essere ritirati dai vincitori o potrà essere delegata una
persona di fiducia munita di delega scritta (con copia di un documento di identità). In caso di impedimento dovrà pervenire via e-mail richiesta scritta di spedizione dei premi a carico del richiedente il quale effettuerà un bonifico prima della spedizione.

 
Art. 6 – Luogo e data della premiazione

La cerimonia di premiazione si svolgerà in autunno (data da definirsi). a Roma in una sede istituzionale

 
Art. 7 – Partecipazione alla cerimonia

Ciascun partecipante è invitato alla cerimonia di
premiazione.

 
Art. 8– Giuria

La giuria, la cui composizione sarà resa nota il giorno della premiazione, è formata da persone impegnate nel campo della poesia e della letteratura. Le opere saranno consegnate alla giuria senza i dati anagrafici degli autori in modo da garantire un’imparziale valutazione.

 
Art. 9– Comunicazioni

La graduatoria dei vincitori si renderà nota solo il giorno della premiazione:i
finalisti saranno avvertiti tempestivamente per e-mail o telefono. Per eventuali comunicazioni contattare il numero 3314434566 o scrivere a accendileparole@xilemasrl.it

 
Art. 10– Pubblicazioni

Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in un’antologia che sarà
consegnata gratuitamente ai finalisti. Sarà possibile prenotare copie aggiuntive a pagamento. L’invio dell’opera costituisce autorizzazione alla pubblicazione.
Per le opere edite allegare dichiarazione di cedimento dei diritti (se presenti) limitatamente alla suddetta pubblicazione.

 
Art. 11–Esclusioni

Saranno escluse le opere che offendono la morale o che contengono frasi blasfeme o non aderenti al carattere culturale del premio, senza per questo informarne gli autori.
I partecipanti, prendendo parte al concorso, accettano il presente regolamento e dichiarano sotto la propria responsabilità che l’opera inviata è frutto della propria creatività, sollevando gli organizzatori da ogni responsabilità per danni e conseguenze dirette e indirette. L’inosservanza di una delle disposizioni contenute nel presente bando comporta l’esclusione dal concorso. La partecipazione al premio implica l’accettazione di tutti gli articoli del presente bando e costituisce autorizzazione alla pubblicazione dell’opera senza nulla pretendere.

 
Allegato A: Scheda di iscrizione
__L___ sottoscritt___:
Cognome ………………………………………… Nome …………………………………………….
C.F………………………………………………… Nat_ il …………………a…………………………………..
residente a ………………………………………………………Via ………………………………………….. N. ………CAP. ………………………..
Telefono ………………………… Cellulare ……………………………… E-mail………………………………………………………………………
Se minorenne:
Cognome ………………………………………… Nome …………………………………………….(di un genitore)
Firma (leggibile)
Chiede di partecipare al
PREMIO LETTERARIO XILEMA“ACCENDI LE PAROLE” III EDIZIONE
□Nella sezione A(Poesia)
Con l’opera/e
___________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
□Nella sezione B(Haiku)
Con l’opera/e
___________________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________
Con la presente autorizzo la pubblicazione delle opere di cui alle sezioni A-B nell’antologia.

Allego: N. __ COPIE, OPERE SEZIONE A□ – B□

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“Dimmi le parole” di Marco Fortuna, recensione di Lorenzo Spurio

“Le parole hanno mani e piedi,

escono fuori dal foglio di carta

e camminano sulla nostra pelle” (61)

Marco Fortuna, autore di Dimmi le parole (Italic Pequod, 2017), gioca e produce con la parola, fa suo l’universo semantico dei vocaboli, dei significati e delle loro possibili implicazioni.

Il linguaggio ha spesso una componente ombrosa, polivalente, antitetica o semplicemente ambigua e controversa: l’importante è essere volitivi nel porre attenzione verso l’universo prismatico e polimorfico della parola. Parola che dice e rivela, fa trasparire, annuncia e reclama, ma anche – e soprattutto – che confessa e allude, vale a dire promana sensi e incentiva forme d’incontro.

Il suo poetare ha a che vedere con tutto questo essendo, come il titolo della silloge evidenzia, una ricerca continua e misurata, analitica e pure personale, di quel detto, quella comunicazione intercorsa, ammiccante e rivelatrice, confessione e dichiarazione di un’età che, in qualche modo, si è ormai fatta più concreta, scevra di quelle possibili frange esornative di cui la giovinezza spesso s’agghinda.

downloadÈ così che il poeta fermano – anticipato dalla ponderata prefazione di uno valido studioso e storico qual è Marco Rotunno – con quest’opera è come se compiesse una casta operazione di svestimento o denudamento, affidandoci pensieri personali, ragionamenti maturati nell’intimità, appelli d’amore e inviti all’accoglimento del proprio sentimento e, ancora, rivelazioni che hanno un senso epifanico – e dunque travolgente in senso illuminante – per il solo io lirico che ne traccia le vicende di un amore forte, intristito solo da alcuni capovolgimenti che tendono più a un’ombrosità del pensiero data dall’elucubrazione su realtà insondabili eppure oggetto d’interesse dell’uomo. Vengono a mente allora le voci e le considerazioni apparentemente astruse ma assai rivelatrici di studiosi quali Roland Barthes e del filosofo austriaco Wittgenstein; entrambi, pur con inclinazioni e intendimenti diversi, hanno dissodato la parola come realtà, sviscerandola e destrutturandola per meglio misurarla, odorarla, farne uso.

Nella sostanziosa e intramontabile dedica personale al testo un’efficace chiosa di un altro filosofo, Nietzsche che – come lo stesso autore ha vergato a mano – scriveva: “Io sono di oggi e di un tempo… ma in me c’è qualcosa che è di domani e dopodomani e dell’avvenire”. Parola che ha in sé i tratti di una significazione universale che varca limiti temporali e geografici, che incunea nel suo addome il senso concreto e al contempo astratto degli accadimenti, delle leggi insondabili dell’anima, gli arcani intellettivi che trovano compimento automatico nel sentimento di pluralità al quale la società ci chiama.

Parola che rivela verità, che affida certezze e sensi ineludibili, validità che è ben più che razionale e dogmatica, travalicando anche la vasta aiuola dell’inespresso, tra rituali, convinzioni, tabù, regressioni, fobie e forme di digiuno espressivo.

Parola che è anche varco, ambito che consente il traghettamento, espressione codificata ma anche apertura, forma inclusiva e globalizzata.

Parola che nasce e sa crescere, che feconda e fruttifica, parola che si celebra e che sa redimersi delle sue più bieche adozioni.

Per dirla con Alessandro Ceni la parola è custode: bauletto che conserva altro, non un senso in sé impalpabile e arioso, bensì una costruzione fisica ben delineata. Le parole sono e hanno la forma di chi è in grado di emetterle, vale a dire hanno sempre e comunque una morfologia umana, una aurea tempestata di lessemi con una loro genesi. Ceni nella sua opera riepilogativa Il pieno e il vuoto (1996) ritrova nel mondo delle parole proprio la fisionomia buia e inconfessabile dell’uomo: “Nel buio le parole/ non sono parole ma uomini/ che con rasoi tentino tele cerate di/ sonori padiglioni sulla sabbia”. Parole, dunque, che sono composte di sillabe di carne e ossa. Non solo: sono parole che possono avere una funzione altisonante e lesiva, pungente e dissacrante com’è appunto l’azione di una tela che viene squarciata.

Le parole di Fortuna sono spesso in forma di imperativi riferiti a se stesso com’è il verso d’apertura: “Non mi lascio mai stare!” (13) che, se intuitivamente potrebbe essere visto come espressione di grande convinzione, ha più la forma di una rassicurazione pacata che l’io lirico intrattiene col suo animo per mezzo della riflessione.

Numerosi i riferimenti a quel mondo di campagna che, per breve distanza, lambisce anche il mare, scena veridica del locus nel quale Fortuna è nato, vive e lavora, quello della Marca Fermana nel centro-Italia. I contesti che accolgono le riflessioni o le rivendicazioni amorose del Nostro sono sempre ambientali, riferite a un pezzo di terra ridente e fecondo, dalla conformità dolce e dalla spiccata diversità in un territorio ristretto. Raramente si accenna a un tessuto urbano che, nelle poche volte che è citato o alluso, sembra esser connotato in maniera veloce, offuscata, quasi ottenebrata come è appunto “l’alcolica città” della poesia che apre la raccolta. “Nelle vene ho la terra rossa” (14) scrive il Nostro in “Il viaggio” in questa lirica dove la natura è solo uno scenario di fondo sul quale campeggia il grande tema dell’amore, del rapporto saldo e simbiotico con l’amata, che è il tema di fondo dell’intero lavoro.

Gli amanti vengono spesso descritti distanti o in procinto di allontanarsi – intuiamo per le vaste necessità della vita quotidiana – e viene a rimarcarsi in maniera decisiva il distacco, il disagio che deriva dall’allontanamento, questa migrazione coatta dal flusso inarrestabile delle energie. Così si incunea anche la solitudine e la lontananza che non sono mai motivo di pesante struggimento né di annullamento di una possibile fuga. Gli amanti sanno amarsi anche a distanza e percepire la presenza dell’altro anche dinanzi a divaricazioni spaziali. Ciò è possibile – per il Nostro – mediante l’affido completo al mondo ieratico e vorticoso eppure silente della poesia che non è mantra dinanzi a desolazioni o fobie insostenibili bensì accoglienza e sostegno e, ancor più, consacrazione dell’amore vissuto in termini platonici ma non per questo meno significativi. Per tali ragioni l’io lirico percorre cammini mimetici e più spesso veste panni d’altra natura, non tanto per simulare, bensì per abitare – pur nel pensiero – uno spazio totale nel quale possa esser possibile un rapporto con l’amata, “sgorgherò acqua scrosciante/ dalle tue risa” (20). Causa e fine di quest’operazione è, come lo stesso Autore riconosce a pagina 35, per chi non l’avesse in qualche modo ancora eccepito, “la ragione del mio canto” ovvero la stessa amata, “gioia che si moltiplica” (35).

Merita una particolare nota di commento la lirica “Non sentire più” nella quale l’autore cerca di intuire, o piuttosto di vagheggiare, come potrebbe essere l’esistenza dell’uomo in assenza di una dimensione sonora, condizione che non solo lo impaurisce, ma sembra in qualche modo tormentarlo. Impossibile non rammentare allora il professor Renato Pigliacampo, docente universitario e poeta del Maceratese che, sordo dall’età di undici anni, dedicò l’intera sua esistenza per denunciare insensibilità a vari livelli contro gli ipoacustici, dedicando tutta la sua attività, tanto poetica quanto di ricerca, all’universo della sordità del quale viene ricordato come uno dei maggiori studiosi e portavoce. Mi è sembrata cosa sensata mettere a specchio alcuni versi di Fortuna che esprimono l’angoscioso pensiero dinanzi a un mondo averbale e di Pigliacampo, “guerriero del Silenzio”, che fece della parola grido sociale maturato nell’intimità. Fortuna scrive: “Crederei che sia forse cosa buona, prendere carta e penna/ per segnare con qualche becco o cerchietto d’inchiostro/ cosa possa provare un sordo…/ Sapere che nel sentire, nasce un giorno il timore…/ di non poter più sentire un qualche giorno la propria/ voce” (39). Questa la ‘risposta’ di Pigliacampo, in tale possibile colloquio, “A me non è dato ascolto se non che/ nelle labbra che muovono rapide parole”.[1]

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Il poeta fermano Marco Fortuna

Nella poesia di Fortuna si nota una nota malinconica e di preoccupazione: il pensiero sentito relativo a un mondo privo della sensorialità uditiva, nell’impossibilità di sentire gli altri e di riconoscere la propria voce, ma anche timore verso la dimenticanza, l’Autore mostra perplessità nei confronti di un tempo nel quale l’io lirico non sarà più in grado di riconoscersi, di sentirsi, di ricordarsi. Pensieri nevralgici che ruotano attorno a un evidente grande amore della vita e della domesticità, della semplicità di un vissuto che si desidera sempre vivere al massimo. La voce che non ritorna, i ricordi che si impolverano e che decadono nel mare magnum di un tempo che scorre e che rende vulnerabile la salute, sono minacce concrete e plausibili che l’autore, pur giovane e coscienzioso, non esime da riconoscere come tali: esse sono confessabili con quella semplicità che impone al poeta di essere onesto. Sincero e concreto, affidabile e vero.

Fortuna, come noi tutti, prima d’essere un “uomo di carta” (uno scrittore e un poeta), è un “uomo di carne” e, com’è connaturato nella fisiologia umana, non si può recidere dalla mente ciò che, pur disturbandoci, occupa i nostri pensieri. Li rende concreti e ce li narra, con la libertà sconfessata di un ragazzino, ce ne attribuisce il senso con le parole ben calibrate, ce lo condivide e ci traghetta verso una riflessione che, comunque, la buona poesia è sempre in grado di addurre.

La poesia di Fortuna potrebbe dirsi maggiormente filosofica che amorosa in senso stretto se per filosofica accettiamo di non riferirci a qualcosa di ostinatamente ingarbugliato, enigmatico, tendente alla creazione di una realtà che ha senso per chi la produce ma non trova facile accoglimento né comprensione in un possibile lettore.

È filosofica nel senso che – pur nella domesticità dei rapporti e del dialogico che si realizza – impiega una costruzione con la quale i sentimenti fuoriescono se si rilegge con attenzione, diluendo le parole che compongono i versi: l’amore è presente sotto forma di timori, imperativi, tentativi, richiami, echi e aneliti, non è mai reso in maniera palese o plateale, sdolcinato né abusato. Si ravvisa qui, in tale procedimento, la necessità di prendere in mano i fili che l’autore di continuo getta per legarli assieme e riconoscerne così, a silloge compiuta, l’intera foggia della corda più salda.

“Io avanzo e trascino con me l’erba, dovunque sia la vostra terra” (46) scrive nella poesia “Io avanzo”, sintomo di un fluire che s’intuisce e ci si impegna a favorire al quale unisce l’aspersione sacrale di protezione, il balsamo di riconoscenza: “Vorrei lavare la mia terra come fosse mio figlio” (50). Immaginifico atto rituale di abluzione totale: non è una recondita pioggia che laverà la terra, ma sarà lo stesso poeta a farlo, “approda[ndo] le […] parole [per] farla scivolare sulle zolle e fin sopra le punte degli alberi” (50). Parole in cui l’acqua lambisce e scivola, scorre e fluisce mentre l’autore ricalca sulla carta le linee di un mondo familiare che l’acqua non scolora.

LORENZO SPURIO

Jesi, 26-12-2017

[1] Renato Pigliacampo, L’albero di rami senza vento, Neftasia, Pesaro, 2006, p. 108.

 

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