“Il tempo dove: potenza della parola”: appuntamenti poetici all’Abbazia di S. Claudio a Corridonia (MC) 28-30 sett.

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IL TEMPODOVE  ( Potenza della Parola )

28/ 29/ 30 Settembre 2018

CORRIDONIA

Abbazia di San Claudio – Chiesa superiore

 

La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, si terrà in una delle Abbazie romaniche più suggestive delle Marche. Accompagnata dalla mostra della scultrice Petra Lange e animata dal chitarrista Michele Settembri ( conservatorio di Fermo ), la rassegna, che si aprirà venerdì 28 Settembre alle ore 16.30,  è patrocinata dal Comune di Corridonia. Ospiterà cinque autori di grande rilevanza nel panorama contemporaneo:

Umberto Piersanti  Poeta, Presidente del Centro Mondiale della Poesia, candidato al Premio Nobel nel 2005;  Roberto Marconi  Poeta, Coordinatore della scuola di cultura e scrittura poetica Sibilla con sede a Civitanova Marche;  Danilo Mandolini  Poeta, editore, direttore della piattaforma online Arcipelago Itaca;  Filippo Davoli  Poeta, Direttore della pagina online Nuova Ciminiera; Luigia Sorrentino Poetessa, giornalista RAI, Ideatrice del Primo Blog di Poesia della RAI.

«L’ idea di questa manifestazione è nata un anno fa sulle scale dell’Abbazia di San Claudio mentre riflettevo sull’urgenza e la necessità di ri-collocare l’uomo, l’arte e la poesia nello spazio e nel tempo.  Quest’anno la Manifestazione è cresciuta ed è cresciuta la consapevolezza che la Poesia è un richiamo alla struttura fondamentale dell’esistenza che passa da me a te, da una solitudine a un’altra solitudine. Dentro di noi avanza un esercito di mondi, di spazi, di memorie.  E’ il fulcro di ogni opera d’arte, la “cura” del linguaggio poetico: rintracciare nel caos e nell’imperfezione della vita, la voce che ci abita e fa risorgere le cose dal silenzio.

Ringrazio sentitamente per l’adesione e il contributo: gli artisti, i poeti, il critico Ezio Settembri, il Comune di Corridonia, il Sindaco Paolo Cartechini, le Associazioni organizzatrici, gli sponsor, il parroco dell’Abbazia di San Claudio don Gianni Di Chiara, il tecnico per le riprese video Cristian Prestipino, quanti hanno collaborato alla realizzazione della rassegna, i giornalisti e tutti coloro che vorranno intervenire».

Sabato 22 sett. la premiazione della XXIX edizione del Concorso di Poesia “Città di Porto Recanati”

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Sabato 22 settembre alle ore 17:30 presso la Pinacoteca “Moroni” di Porto Recanati (all’interno del Castello Svevo, in Piazza Fratelli Brancondi) si terrà l’attesa cerimonia di premiazione della XXIX edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Porto Recanati” fondato, più di trent’anni fa (per alcune edizioni non si tenne) dal poeta, scrittore e saggista prof. Renato Pigliacampo.

Un concorso, il “Città di Porto Recanati”, che negli anni ha raccolto testi poetici di pregevole fattura e di elevato valore civile, frequentemente incentrati sulle difficoltà sociali, sulla disuguaglianza, sulla denuncia delle ingiustizie e sul riscatto degli oppressi, tematiche centrali dell’impegno umano del suo fondatore.

Dall’anno della morte del prof. Pigliacampo (docente all’Università di Macerata) avvenuta nel 2015, la famiglia Pigliacampo ha deciso di portare avanti l’iniziativa letteraria (uno dei concorsi più longevi della Regione dove, negli anni, si sono affermati poeti noti o che lo sarebbero diventati a livello nazionale) con il sostegno e la collaborazione attiva del poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio che con Pigliacampo collaborò a varie iniziative negli ultimi tempi. Lo stesso professore lo volle quale Presidente di Giuria del Premio nella XXIV edizione nel 2013 e da allora presiede la Giuria di questo premio dove figurano, quali membri, esponenti del panorama poetico e letterario nazionale: Rosanna Di Iorio (di Chieti), Rita Muscardin (di Savona), Emilio Mercatili (di Martinsicuro – Teramo) e Lella De Marchi (di Pesaro).

Questa la graduatoria finale dei vincitori diffusa a mezzo internet alla fine di agosto: il podio è così costituito: il 1° Premio ad Antonio Damiano di Latina con la poesia “Terre lontane”; 2° Premio a Davide Rocco Colacrai di Terranuova Bracciolini (Arezzo) con la poesia “Francesco giocava con le bambole”; 3° Premio a Loretta Stefoni di Civitanova Marche (Macerata) con la poesia “La luce nella carne”. Ulteriori componimenti poetici sono stati premiati per la loro qualità dal 4° al 10° premio: Ivana Federici di Pianello Vallesina (Ancona), Franca Donà di Cigliano (Vercelli), Stefano Baldinu di San Pietro in Casale (Bologna) con una poesia in dialetto sardo, Anna Elisa De Gregorio di Ancona, Franco Fiorini di Veroli (Frosinone), Tommaso Cimino di Lentini (Siracusa), Mara Penso di Venezia e Valeria D’Amico di Foggia.

Nel corso della serata verranno attribuiti anche alcuni premi speciali: il Premio Speciale del Presidente di Giuria che sarà conferito a Rosanna Spina di Viggiano (Potenza) per la poesia “In ogni luogo amato ancora esisti”; il Premio Speciale “Renato Pigliacampo” a Dina Ferorelli di Bitetto (Bari) con la poesia “Viandante”.

Tale premio viene conferito a una poesia che viene considerata particolarmente vicina alla vita e ai contenuti lirici del fondatore del concorso, quali la disabilità sensoriale o la battaglia per i diritti degli handicappati. Sempre in memoria del prof. Renato Pigliacampo verranno consegnati i diplomi speciali in sua memoria a Flavio Provini di Milano (già vincitore del Premio Speciale “Renato Pigliacampo” nell’edizione precedente), Luciana Salvucci di Colmurano (Macerata) e Vincenzo Monfregola di Napoli (già vincitore del 1° Premio assoluto dell’edizione 2016).

In sala il Presidente di Giuria darà lettura alle motivazioni critiche di conferimento dei premi da podio e dei premi speciali; si ricorderà il poeta Renato Pigliacampo anche mediante la lettura di alcuni suoi testi che verranno proposti dalla lettrice Tiziana Bonifazi. La stessa presterà la voce per la lettura dei testi risultati vincitori alla competizione poetica.

Evento liberamente aperto al pubblico.

 

ALCUNI SCATTI DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

 

VII Premio di Poesia “L’arte in versi” (2018) – il verbale della giuria

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VII PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

Ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio

Organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi

VERBALE DI GIURIA

Il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, a conclusione delle operazioni di lettura, valutazione e vaglio da parte delle Commissioni di Giuria della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” indetto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), rende note le graduatorie per le varie sezioni.

Le Commissioni di Giuria erano così rappresentate:

Sezione A – Poesia in italiano: Michela Zanarella, Vincenzo Monfregola, Emanuele Marcuccio, Rita Stanzione.

Sezione B – Poesia in dialetto / Lingua straniera: Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Antonio Maddamma, Vincenzo Monfregola.

Sezione C – Libro edito di poesia: Elvio Angeletti, Antonio Maddamma, Valentina Meloni, Alessandra Prospero.

Sezione D – Haiku: Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Fabia Binci, Antonio Sacco.

Sezione E – Video-poesia: Stefano Caranti, Max Ponte, Marco Vaira e Guido Tracanna.

Sezione F – Critica letteraria: Francesco Martillotto, Antonio Melillo, Cinzia Baldazzi, Luciano Domenighini

Sezione G – Prefazione a libro di poesia: Michela Zanarella, Francesco Martillotto, Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin

Presidente di Giuria (tutte le sezioni): Michela Zanarella

Espletate le operazioni di segreteria, che ha provveduto all’eliminazione preventiva di tutti quei testi che, per le ragioni indicate nel bando di partecipazione, non erano conformi ai parametri richiesti, la partecipazione complessiva delle opere regolarmente a concorso è stata di 519 poesie in lingua italiana (Sez. A), 115 poesie in dialetto/lingua straniera (Sez. B), 62 libri editi di poesia (Sez. C), 102 haiku (Sez. D), 21 video-poesie (Sez. E), 20 critiche letterarie (Sez. F) e 12 prefazioni di libro di poesia (Sez. G), per un totale di 851 opere a concorso.

I parametri considerati dalle Commissioni di Giuria nel corso delle operazioni di lettura e valutazione sono stati:

–       Rispondenza di genere (congruità alla sezione)

–       Correttezza sintattico-grammaticale

–       Forma espositiva e stile impiegato

–       Intensità comunicativa (forza espressiva)

–       Originalità ed elaborazione

–       Musicalità

In relazione alla sezione C i parametri valutativi sono stati:

I – Contenuto

  1. Stile e linguaggio

  2. Originalità e creatività

  3. Varietà tematica

  4. Compattezza della silloge (stilistico-formale, concettuale)

  5. Utilizzo di forme metriche, retoriche

  6. Musicalità e sonorità del verso

  7. Comprensibilità delle costruzioni poetiche

  8. Forza delle immagini

  9. Presa e suscettibilità sul lettore (criteri soggettivi)

  10. Congruità delle versioni tradotte (dal dialetto o lingua straniera), se presenti

II – Veste grafica

  1. Linea grafico-editoriale

  2. Qualità della carta/inchiostro

  3. Praticità del volume (dimensioni, peso, etc.)

  4. Leggibilità/ Facilità di lettura (in termini visivi e non di ermeneusi)

  5. Copertina

  6. Cura negli apparati esterni (quarta, alette, etc.)

III – Materiali aggiuntivi e altro

  1. Presenza di testi critici d’accompagnamento (introduzione, prefazione, postfazione, nota di lettura) e autorevolezza degli autori terzi in questi testi

  2. Presenza di materiale iconografico: foto, pitture, disegni, fumetti, etc.

  3. Eventuale compresenza di comparti separati per narrativa o altro

  4. Congruità delle letture critiche d’accompagnamento

  5. Pertinenza del titolo

  6. Sintonia e legame tra i vari apparati della silloge

  7. Sintonia e legame tra i contenuti poetici e grafici

L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dalla rispettive Associazioni Culturali: Premio Speciale “Il Cigno Bianco” offerto dall’Ass. Culturale Il Cigno Bianco Onlus di Bitetto (Bari) con presidente Tonia Appice, il Premio Speciale “Verbumlandi-Art” offerto dall’Ass. Culturale Verbumlandi-Art di Galatone (Lecce) con presidente Regina Resta, il Premio Speciale “Le Ragunanze” offerto dall’Ass. Culturale Le Ragunanze di Roma con presidente Michela Zanarella, il Premio Speciale “Arte per Amore” offerto dall’Ass. Culturale Arte per Amore di Seravezza (Lucca) con presidente Barbara Benedetti, il Premio Speciale “Asas” offerto dall’Ass. Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina con presidente Flavia Vizzari e il Premio Speciale CentroInsieme offerto dall’Ass. CentroInsieme Onlus di Scampia (Napoli) con presidente Vincenzo Monfregola.

Tenuto conto di tutte queste indicazioni, che costituiscono parte integrante del verbale di giuria, la graduatoria finale e definitiva dei vincitori è così stabilita:

SEZIONE A – POESIA IN ITALIANO

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ANTONIO DAMIANO di Latina con la poesia “La Goutha o l’eterna follia (Nei sobborghi di Damasco)”

2° Premio – EMANUELE ROCCO di Pescara con la poesia “Illusione”

3° Premio Ex-Aequo – CARLA MARIA CASULA di Alghero (SS) con la poesia “L’ultimo treno”

3° Premio Ex-Aequo – LAURA MORO di Altivole (TV) con la poesia “Lettera d’amore a un poeta dannato (Per Arthur Rimbaud)”

MENZIONI D’ONORE

FRANCA DONÀ di Cigliano (VC) con la poesia “Il colore della guerra”

COSIMO LAMANNA di Roma con la poesia “Verranno le rose”

MARIA TERESA LA PORTA di Venafro (IS) con la poesia “Il peso dell’anima”

CORRADO CONSOLANDI di Roncadelle (BS) con la poesia “Ci sono giorni”

CARLA BARIFFI di Bellano (LC) con la poesia “Schermo”

SEZIONE B – POESIA IN DIALETTO/LINGUA STRANIERA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – VALERIA D’AMICO di Foggia con la poesia in lingua inglese “What remains”

2° Premio – NERINA ARDIZZONI di Renazzo (FE) con la poesia in dialetto “Na fotografia”

3° Premio – ANGELO CANINO di Acri (CS) con la poesia in dialetto “Figliu e ssi viji”

MENZIONI D’ONORE

EMANUELE ZAMBETTA di Bari con la poesia in dialetto “La sposa pecenènne”

NICOLINA ROS di San Quirino (PN) con la poesia in dialetto “Taramòt in Friul”

ANDREA PANZINI EMERSBERGER di Ancona con la poesia in dialetto “Un témpiu”

MELISSA STORCHI di Bibbiano (RE) con la poesia in lingua inglese “Memories that vanish”

SEZIONE C – LIBRO EDITO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – GIANFRANCO ISETTA di Castelnuovo Scrivia (AL) con il libro Gigli a colazione (puntacapo Editrice, Pasturana, 2017)

2° Premio – ANTONIO SPAGNUOLO di Napoli con il libro Canzoniere dell’assenza (Kairòs, Napoli, 2018)

3° Premio – LUCA CIPOLLA di Cesano Boscone (MI) con il libro In viaggio per dove (Edizioni DrawUp, Latina, 2017)

MENZIONI D’ONORE

VITO SORRENTI di Sesto San Giovanni (MI) con il libro Chiari oscuri del dolore (autoprodotto, 2017)

NUNZIO BUONO di Casorate Primo (PV) con il libro Voli a matita (Helicon Edizioni, Arezzo, 2018)

MICHELE IZZO di Montebelluna (TV) con il libro L’impossibile incanto (Intermedia Edizioni, Orvieto, 2017)

DIEGO BALDASSARRE di Pistoia con il libro Interstizi (Montedit, Melegnano, 2018)

SEZIONE D – HAIKU

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ALBERTO BARONI di Viadana (MN) con lo haiku: “sulla corteccia/ un mandarino in fiore –/ segni d’amore”.

2° Premio – ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (TO) con lo haiku “Il fiume lento./ La scìa d’un germano/increspa l’alba”.

3° Premio – CINZIA PITINGARO di Castelbuono (PA) con lo haiku “glicine in fiore-/ la casa abbandonata/ profuma ancora”.

MENZIONI D’ONORE

MARIA LAURA VALENTE di Cesena con lo haiku “primi germogli –/ l’odore della carta/ su cui scrivo”.

VALENTINA LEONI di Firenze con lo haiku “Passano gli anni -/ Aggiungo una sciarpa/col primo freddo”.

LUCIA ANTONIETTA GRIFFO di Bresso (MI) con lo haiku “i primi fiori -/ il profumo d’inverno/ si sente ancora”.

SEZIONE E – VIDEO-POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ROSY GALLACE di Rescaldina (MI) con la video-poesia “Così ti ho guardato”

2° Premio – SIMONA GIORGI di Sarzana (SP) con la video-poesia “Calamità d’occasione”

3° Premio – ANTONELLA SICA di Genova con la video-poesia “Ora”

MENZIONE D’ONORE

DANIELA FERRARO di Locri (RC) con la video-poesia “Selena”

SEZIONE F – CRITICA LETTERARIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio: CARMELO CONSOLI di Firenze con la recensione al libro Quella luce che tocca il mondo (Bastogi, Foggia, 2010) di Ninnj Di Stefano Busà

2° Premio: DENISE GRASSELLI di Tolentino (MC) con il saggio “Canzone CXXIX – Di pensier in pensier, di monte in monte del Rerum Vulgarium Fragmenta di Francesco Petrarca”

3° Premio: CARMEN DE STASIO di Brindisi con il saggio “La complessa metamorfosi dell’agire nell’inarrestabile “ancòra” nella poesia di Alfonso Cardamone

MENZIONI D’ONORE

EUFEMIA GRIFFO di Settimo Milanese (MI) con il saggio “L’eco cupa del tonfo. Ricordando Antonia Pozzi”

FRANCA CANAPINI di Arezzo con il saggio “I quattro sensi di Gerionton”

SEZIONE G – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – FABIA BALDI di Piombino (LI) con la prefazione al libro Janelas de silencio (Vasco Rosa, Lisboa, 2017) di Corrado Calabrò

2° Premio – KATIA DEBORA MELIS di Selargius (CA) con la prefazione al libro Sulla linea effimera di Francesco Pasella / Luisella Pisottu (autoprodotto, 2017)

3° Premio – LUCIA BONANNI di Scarperia / San Piero a Sieve (FI) con la prefazione al libro KA_R_Masutra (Kimerik, Patti, 2018) di Izabella Teresa Kostka

MENZIONE D’ONORE

MARCO CAMERINI di Roma con la prefazione al libro Poesia non è una cortese parola. 2009-2016 (Aracne, Canterano, 2016) di Claudio Zuccaro

PREMI SPECIALI

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIA

SARA FRANCUCCI di Cingoli (MC) con la poesia “Amatrice-Norcia-Visso”

PREMIO DELLA CRITICA

GIOVANNI TAVČAR di Trieste con il libro Dilagante eternità (Aletti, Guidonia, 2015)

TROFEO EUTERPE

MARIO DE ROSA di Morano Calabro (CS) con il libro Il filo che anche il buio ti guida (Libreria Editrice Urso, Avola, 2016)

PREMIO SPECIALE “PICUS POETICUM” (miglior poesia di poeta marchigiano)

ANGELA CATOLFI di Treia (MC) con la poesia in dialetto “Dumi’, lu sòceru mia”

PREMIO SPECIALE PER MIGLIOR LIBRO DI AUTORE STRANIERO

DUMITRU GĂLEŞANU di Râmnicu Vâlcea (Romania) con il libro bilingue Tratat pentru nemurire / Trattato per l’immortalità (Tracus Arte, Bucaresti, 2016)

PREMIO SPECIALE PER LA POESIA SATIRICA

GIANCARLO COLELLA di Acquarica del Capo (LE) con il libro Sunetti senza frenu (Kurumuny Edizioni, Calimera, 2017)

PREMIO SPECIALE “IL CIGNO BIANCO” (miglior poesia a tema infanzia)

ELENA MANEO di Mestre (VE) con la poesia in dialetto “Eroine de a me infansia”

PREMIO SPECIALE “VERBUMLANDI-ART” (miglior poesia a tema la pace)

LAURA VARGIU di Siliqua (CA) con la poesia “Sotto il cielo di Aleppo”

PREMIO SPECIALE “LE RAGUNANZE” (miglior poesia a tema la natura)

ANTONIO SCOMMEGNA di Savigliano (CN) con il libro Margherita di Savoia. Tèrre de mare e de ssàle (L’Artistica Savigliano, Savigliano, 2011)

PREMIO SPECIALE “ARTE PER AMORE” (miglior poesia a tema amoroso)

RITA MARCHEGIANI di Montecassiano (MC) con il libro Gli anni dell’incanto (Edizioni APE, Terni, 2017)

PREMIO SPECIALE “ASAS” (miglior poesia in siciliano)

GIUSEPPE LA ROCCA di Trappeto (Palermo) con la poesia “Tempu suspisu”

PREMIO SPECIALE “CENTROINSIEME” (miglior poesia sulla legalità/temi sociali)

MASSIMILIANO PRICOCO di Augusta (SR) con la poesia “L’odore che viene dai margini”

PREMI SPECIALI – FUORI CONCORSO

PREMIO ALLA CARRIERA

ANNA SANTOLIQUIDO

PREMI ALLA MEMORIA

GIAN MARIO MAULO (Montecosaro, 1943 – Macerata, 2014)

AMERIGO IANNACONE (Venafro, 1950 – Venafro, 2017)

INFORMAZIONI IMPORTANTI

CONSISTENZA DEI PREMI

Come da bando di concorso (art. 10) si rammenta che i premi consisteranno in: 1° premio – targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, abbonamento alla rivista “Poesia” (Crocetti Editore) anno 2019 (11 numeri) e tessera socio Ass. Culturale Euterpe anno 2019; 2° premio – targa, diploma con motivazione e libri; 3° premio – targa e diploma con motivazione; Menzioni d’onore – coppa/trofeo e diploma; Premi Speciali (tutti tranne “Alla Carriera”) – Targa e diploma con motivazione; Premio Alla Carriera – Targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, nomina di Socia Onoraria dell’Ass. Culturale Euterpe, cena e pernottamento sera della premiazione.

CONVENZIONE CON MUSEI CITTADINI

Grazie alla collaborazione nata tra l’Associazione Culturale Euterpe e il Museo Federico II “Stupor Mundi” e il Comune di Jesi, tutti i premiati e i membri della Giuria (no gli accompagnatori) avranno l’opportunità di usufruire in maniera agevolata nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 alla ricca offerta museale del Comune di Jesi secondo queste modalità:

Museo Federico II “Stupor Mundi”

Indirizzo: Piazza Federico II n°3

Contatti: 0731-084470 – Sito: www.federicosecondostupormundi.it

Orari: Dal giovedì al sabato 15-19 / Domenica: 10-13 e 15-19

Agevolazione: entrata a prezzo ridotto pari a 4,00 €

Musei Civici di Jesi

Agevolazione: ingresso gratuito (maggiori info in seguito)

Per eventuali informazioni sull’offerta turistica e sulle strutture ricettive, alberghiere e di ristorazione si rimanda all’Ufficio Turismo del Comune di Jesi di cui a continuazione si forniscono i riferimenti.

Indirizzo: Piazza della Repubblica

Contatti: 0731-538420 – Sito: www.turismojesi.it

Orari: Da mercoledì a sabato 10-13 e 15-18

Gli interessati alle visite agevolate dovranno darne comunicazione all’Associazione Culturale Euterpe mediante la compilazione del modulo A (di cui sotto). Chi avrà confermato la sua prenotazione riceverà a mezzo mail il coupon per l’accesso scontato o potrà fornire il proprio nominativo alla biglietteria per la validazione dello sconto/ingresso gratuito.

CERIMONIA UFFICIALE DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti n°19) il 10 novembre 2018 a partire dalle ore 17.

CONFERMA DI PRESENZA E AUTORIZZAZIONI (Modello A)

Come da bando di concorso (art. 12) si ricorda che i vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio. È il richiesta la conferma di presenza mediante compilazione e invio del modulo a seguire (modello A) dove pure si dovranno indicare le autorizzazioni alla lettura da parte propria o della lettrice del testo, alla pubblicazione in antologia, etc. Il modulo va inviato a mezzo mail all’indirizzo premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22 settembre 2018.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da ogni vincitore a vario titolo.

Nell’eventualità di non sicurezza in merito alla presenza entro la data indicata si chiede comunque di inviare il modello compilato in ogni sua parte, riservandosi di confermare la presenza/assenza alla stessa mail almeno una settimana prima della premiazione.

DELEGA (Modello B)

Qualora i vincitori non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso la delega va inoltrata a mezzo mail effettuata sul modulo a seguire (modello B) e inviata all’attenzione del Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio a mezzo mail a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2 novembre 2018. Non verranno considerate deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Network né per via telefonica, né quelle che non perverranno secondo il modello di cui sopra.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da chi delega qualcuno a rappresentarlo.

INVIO DEI PREMI

Qualora i vincitori non possano intervenire e non hanno un delegato che li rappresenti, possono ricevere i premi al proprio domicilio dopo la cerimonia di premiazione mediante Poste Italiane (no Corriere), previo pagamento delle relative spese di confezionamento e spedizione a carico dell’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

PUBBLICAZIONE IN ANTOLOGIA

Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo entreranno a far parte dell’antologia del premio, volume senza codice ISBN e non in commercio, che verrà donato gratuitamente in una copia a ciascun vincitore durante la premiazione. I vincitori della sezione Video-poesia sono tenuti a inviare il testo della loro poesia in formato Word entro e non oltre il 18 settembre 2018 a premiodipoesiarteinversi@gmail.com.

Il volume conterrà alcuni interventi critici dei membri della giuria e una selezione di liriche dei Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Memoria” accompagnati da relativi profili bio-bibliografici. Con il modulo A l’autore autorizza alla pubblicazione della sua opera nell’antologia del premio senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro all’organizzazione del Premio.

Letto, firmato e sottoscritto

Jesi, 6 settembre 2018

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe

Michela Zanarella – Presidente di Giuria

Elvio Angeletti – Segretario Ass. Euterpe

 

INFO:

www.associazioneeuterpe.comass.culturale.euterpe@gmail.comTel. 327 5914963 – Pagina FB del Premio

ALLEGATO A

[Consta di 2 pagg.

Va inviato a premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22/09/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

________________________________________________________________________________

Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

________________________________________________________________________________

Sotto la mia unica responsabilità, DICHIARO

[ ] Che l’opera è frutto del mio unico ingegno e che ne detengo i diritti ad ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000

e che:

[ ] l’opera E’ iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] l’opera NON è iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

[ ] NON SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

AUTORIZZO

[ ] Alla pubblicazione della mia opera1 nel volume antologico del premio (senza codice ISBN, volume non in commercio) che verrà donato il giorno della premiazione, senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro agli organizzatori del Premio.

____________________________ ________________________________

(città, data) (firma leggibile)

INFORMAZIONI SULLA SERATA DI PREMIAZIONE

[ ] CONFERMO LA MIA PRESENZA

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – interverrà un delegato (inviare modulo B compilato)

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – non interverrà un delegato. Rimango in attesa di informazioni per ricevere il premio a domicilio.

Durante la serata di premiazione

[ ] Leggerò io il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto)

[ ] Preferisco che il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto) sia letto dalla lettrice

Durante la serata di premiazione (solo per sez E – video poesia)

[ ] Acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

[ ] Non acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

INTERESSE/ ISCRIZIONE ALLA VISITA DEI MUSEI DI JESI

I vincitori a vario titolo del Premio e i membri di Giuria avranno diritto all’accesso facilitato ai Musei della Città di Jesi nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 secondo le modalità di seguito indicate. Mettere la croce sull’offerta scelta alla quale intende prendere parte (è possibile inserirle anche entrambe):

[ ] Museo Federico II “Stupor Mundi” situato in Piazza Federico II n°3

L’accesso è scontato con modalità ridotta e costerà 4,00 €.

[ ] Musei Civici di Jesi

L’accesso alle strutture comprensive nell’offerta (di seguito meglio specificata) è gratuito.

AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per le finalità inerenti all’espletamento di ogni iniziativa relativa alla VII edizione del Premio di Poesia “L’arte in versi” e alla relativa cerimonia di premiazione.

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per tutte le iniziative culturali, artistiche e letterarie da essa indette e promosse.

____________________________ ________________________________

(città, data) (firma leggibile)

ALLEGATO B

[Consta di 1 pagina – Va inviato a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2/11/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

________________________________________________________________________________

Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

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Impossibilitato/a a partecipare alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi che si terrà a Jesi (AN) il giorno 10 novembre 2018 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni con la presente

DELEGO

Il sig./ La sig.ra _______________________________________________________________

Nata a _________________________________ Il ____________________________________

Tel. ____________________________________ Mail ________________________________

A rappresentarmi per:

  • ritirare il premio a me spettante

  • dar lettura al componimento risultato vincitore

________________________________ ____________________________

(città, data) (firma leggibile)

1Nel caso della sezione C – Libro Edito – si intende la pubblicazione di una scelta operata dall’organizzazione di testi presenti all’interno del volume.

Al via la terza edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Arti Figurative nel nome della poetessa Novella Torregiani (scadenza: 31-12-2018)

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Da Porto Recanati,

antico villaggio di pescatori,

prende origine la storia della poetessa

Novella Torregiani.

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, con il Patrocinio della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, delle Provincie di Macerata e Ancona e del Comune di Porto Recanati, bandisce la terza edizione del Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Letteratura e Arti Figurative 2018. Il Premio, ideato e presieduto da Emanuela Antonini (biologa e scrittrice), è nato con l’intento di far emergere le potenzialità creative degli artisti e segnarle all’attenzione della comunità in ambito culturale, a ricordo della poliedrica poetessa nel rappresentare l’umanità nelle molteplici espressioni artistiche.

REGOLAMENTO

Al Premio possono partecipare coloro che alla scadenza del seguente bando abbiano compiuto il 18° anno di età. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, offensivi, denigratori e pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, irrispettosi della morale comune e che incitino alla violenza di ciascun tipo o fungano da proclami ideologici e politici.

Si partecipa con opere edite e inedite. Nel caso di opere editate si chiede di specificare nella scheda di partecipazione il titolo del libro pubblicato e la casa editrice dove esse appaiono.

I lavori presentati non dovranno aver ricevuto un 1°, 2°, 3° premio in un precedente concorso letterario, entro il 31 Agosto 2018, pena la squalifica.

I vincitori assoluti (1° premio) delle edizioni precedenti non potranno partecipare nella stessa sezione, pena la squalifica.

La partecipazione al Premio implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel bando che ne regolamentano l’organizzazione e lo sviluppo.

Il Premio si articola in cinque sezioni:

A)   Sezione Letteratura A1 – Poesia in lingua

A2 – Poesia in dialetto / lingua straniera A3 – Racconto

B)  Sezione Arti figurative B1 – Pittura

B2 – Fotografia

Art. 1 – Sezioni

Sez. A1 – Poesia in lingua a tema libero

Il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie edite o inedite a tema libero in formato Word (carattere Times New Roman 12), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi. I testi dovranno essere privi di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo mail: premionovellatorregiani@gmail.com

Sez. A2 – Poesia in dialetto / lingua straniera

Il concorrente partecipa con un massimo di tre poesie edite o inedite a tema libero in formato Word (carattere Times New Roman 2), ciascuna di lunghezza non superiore ai 40 versi. La versione in dialetto / lingua straniera dovrà essere accompagnata necessariamente dalla relativa traduzione in italiano priva di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo e-mail: premionovellatorregiani@gmail.com

Sez. A3 – Racconto

Il concorrente partecipa con un solo elaborato edito o inedito a tema libero in formato Word (carattere Times New Roman 12) di lunghezza non superiore alle 9.000 battute (spazi inclusi – interlinea 1,5). Il testo da inviare dovrà essere privo di dati personali dell’autore pena la squalifica dal concorso. I materiali vanno inviati, congiuntamente ai documenti richiesti, a mezzo e-mail: premionovellatorregiani@gmail.com

Sez. B1 – Pittura

Il concorrente partecipa con un massimo di due opere figurative e/o non figurative a tema “LA CITTÀ”, realizzate con qualsiasi tecnica. Le misure delle opere non dovranno superare cm 70×100. Gli artisti dovranno inviare necessariamente due fotografie ben fatte di ciascuna opera e la descrizione del dipinto (titolo, dimensioni, tecniche impiegate e descrizione dell’opera) in formato Word. Le foto, congiuntamente agli altri documenti richiesti, vanno inviati a mezzo e-mail a premionovellatorregiani@gmail.com .I vincitori e i finalisti il giorno della premiazione dovranno portare con sé la relativa opera che verrà esposta al pubblico.

Sez. B2 – Fotografia

Il concorrente partecipa con un massimo di tre fotografie a tema “LA CITTÀ”, ognuna titolata, in tecnica tradizionale o digitale. Gli scatti potranno essere in bianco e nero e/o a colori, con inquadrature sia verticali che orizzontali. La risoluzione di ogni foto dovrà essere di 300 dpi e in formato JPEG. Ogni concorrente sarà responsabile delle eventuali liberatorie rilasciate dai rispettivi soggetti ripresi, liberando di fatto l’organizzazione da responsabilità e obblighi derivati (Allegato A). Le opere presentate non verranno restituite. Le immagini dovranno essere inviate come semplici allegati, assieme alla documentazione richiesta, all’e-mail premionovellatorregiani@gmail.com.

Art. 2 – Modalità e termini per la partecipazione

Il materiale dovrà essere inviato entro e non oltre il 31 Dicembre 2018, unicamente a mezzo e-mail premionovellatorregiani@gmail.com,insieme alla scheda di partecipazione, compilata in ogni sua parte in stampatello e firmata, attestazione del contributo di partecipazione.

Art. 3 – Contributo di partecipazione

Per prendere parte al Premio è richiesto il contributo di 15,00 € a sezione per spese organizzative.

È possibile partecipare a più sezioni con un contributo aggiuntivo di 10,00€ a sezione.

Per i soci dell’Associazione Culturale Euterpe, la cui tessera è in corso di validità per l’anno di riferimento (2018), il contributo di partecipazione a sezione è fissato a 7,00 €.

Bollettino postale CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: 3° Premio “Novella Torregiani”

Bonifico bancario IBAN: IT31H0760102600001032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: 3° Premio “Novella Torregiani”

Art. 4 – Giuria

Le Commissioni di Giuria, diversificate per le varie discipline, saranno costituite da esponenti del panorama culturale, artistico e letterario.

Sezione Letteratura (Sezioni A1, A2, A3)

Presidente di Giuria: Sergio Camellini (con diritto di voto)

Commissione di Giuria: Francesca Innocenzi, Antonio Cerquarelli, Angela Catolfi, Rosanna Di Iorio, Loretta Fusco, Valeria D’Amico

Sezione Fotografia (Sezione B1)

Presidente di Giuria: Andrea Bevilacqua (con diritto di voto)

Commissione di Giuria: Beatrice Conti, Enzo Morganti, Onorina Lorenzetti, Lorenzo Cicconi Massi, Luca Bentoglio,

Sezione Pittura (Sezione B2)

Presidente di Giuria: Maria Luisa D’Amico (con diritto di voto)

Commissione di Giuria: Gabriele Bevilacqua, Claudio Schiavoni, Christine Noel, Patrizia Befera, Daniel Salvator Patti.

Il giudizio delle Commissioni di Giuria è definitivo e insindacabile.

Art. 5 – Premi

Per ogni sezione si provvederà ad attribuire i seguenti premi:

1° premio – Trofeo “Novella Torregiani” 2018, diploma e motivazione della Giuria 2° premio – Targa, diploma e motivazione della Giuria 3° premio – Targa diploma e motivazione della Giuria

I primi tre classificati riceveranno la tessera di socio dell’Associazione Culturale Euterpe che avrà validità per l’anno 2019. In qualità di soci potranno prendere parte ad attività con varie agevolazioni: https://associazioneeuterpe.com/diventa-socio/

La Giuria ha la facoltà di attribuire altri premi speciali o menzioni oltre alle Targhe Euterpe e il Premio alla Carriera.

Nel caso non sarà pervenuta una quantità di testi congrua per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito per determinate opere, l’organizzazione si riserva di non attribuire alcuni premi.

Art. 6 – Cerimonia di Premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà a Maggio 2019 a Porto Recanati (MC), alla presenza di autorità ed esponenti del mondo della cultura e dell’arte. Durante la premiazione i poeti daranno lettura alle loro poesie, mentre i vincitori alle sezioni pittura e fotografia, che avranno esposte le loro opere, potranno intervenire per spiegare le proprie esecuzioni.

Tutti i partecipanti riceveranno il verbale di Giuria a mezzo mail che verrà pubblicato anche sul sito dell’Associazione Euterpe (www.associazioneeuterpe.com), su Literary (www.literary.it).

I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione; qualora gli stessi non possano intervenire, sarà possibile delegare qualcuno per il ritiro. La delega, in forma scritta e firmata dal delegante, dovrà pervenire almeno tre giorni prima della data della cerimonia all’attenzione del Presidente della Associazione scrivendo a presidente.euterpe@gmail.com. Non verrà dato seguito a deleghe pervenute a mezzo telefonico o messaggistica di Social Network o in ulteriori modalità informali. Chi non potesse intervenire e non avrà un delegato potrà ricevere il premio a casa, dietro preventivo pagamento delle relative spese di spedizione che verranno comunicate a mezzo mail all’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

Art. 7- Privacy

Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso in oggetto e per altre iniziative culturali promosse dall’Associazione Culturale Euterpe.

La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore/Artista la concessione all’Associazione Culturale Euterpe il diritto di riprodurre le opere presentate al concorso su cataloghi/volumi antologici e altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione, senza fini di lucro.

La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo, che potrà, a giudizio degli organizzatori, subire qualche variazione.

Dott. Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe Dr. Emanuela Antonini – Presidente del Premio

Info:

Segreteria del Premio: premionovellatorregiani@gmail.com

Associazione Culturale Euterpe: ass.culturale.euterpe@gmail.com –  ww.associazioneeuterpe.com  –  Tel. 327 5914963

Presidente del Premio, dr. Emanuela Antonini: elantonini@libero.it Tel. 348 3932635

 

3° Premio Nazionale “Novella Torregiani”

Letteratura e Arti Figurative

Indetto dalla Ass. Culturale Euterpe di Jesi

Scheda di Partecipazione

La scheda di partecipazione va compilata in maniera chiara in ogni suo spazio, con particolare attenzione alle autorizzazioni finali che vanno firmate, datate e appositamente crocettate.

Nome/Cognome ________________________________________________________________

Nato/a a _____________________________________________ il________________________

Residente in via _________________________________Città____________________________

Cap _______________________ Provincia ______________________Stato_________________

Tel. ___________________________________ E-mail __________________________________

Ø  Partecipo alla/e sezione/i:

□  A1 – POESIA IN LINGUA

 

1.  ________________________________________________________________________________

__________________________________________________________________________________

2.  ________________________________________________________________________________

__________________________________________________________________________________

3.  ________________________________________________________________________________

□   A2 – POESIA IN DIALETTO

 

1.  ________________________________________________________________________________

2.  ________________________________________________________________________________

3.  ________________________________________________________________________________

□   A3 – RACCONTO

 

________________________________________________________________________________

 

 

□   B1 – PITTURA A TEMA “LA CITTA’” (indicare i titoli dei quadri)

 

1.  ________________________________________________________________________________

2.  ________________________________________________________________________________

5

□   B2 – FOTOGRAFIA A TEMA “LA CITTA’” (indicare i titoli dei quadri)

 

1.  ________________________________________________________________________________

2.  ________________________________________________________________________________

3.  ________________________________________________________________________________

Ø  Contributo di partecipazione:

□ Bollettino postale

□ Bonifico

 

□ Ridotto (per soci Associazione Euterpe) – Indicare n° tessera: _______________________________

Ø  L’autore è iscritto e tutelato dalla SIAE?           □  SI                            □  NO

Ø    L’opera/e è/sono depositate alla SIAE?            □  SI                           □  NO

Se SI, indicare quali: ___________________________________________________________

PER PARTECIPANTI SEZIONI A1, A2, A3

□  Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

Firma____________________________________ Data _________________________________

□  Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto.

Firma____________________________________ Data _________________________________

□  Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per iniziative, eventi e altre notizie culturali.

Firma____________________________________ Data _________________________________

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PER PARTECIPANTI SEZIONI B1, B2

□  Dichiaro che le opere presentate a concorso sono di mia esclusiva produzione e che ne detengo i diritti a ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

Firma____________________________________ Data _________________________________

□  Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) allo scopo del Concorso in oggetto.

Firma____________________________________ Data _________________________________

□  Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per iniziative, eventi e altre notizie culturali.

Firma____________________________________ Data _________________________________

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ALLEGATO A

MODELLO LIBERATORIA

3° PREMIO NAZIONALE “NOVELLA TORREGIANI” SEZIONE FOTOGRAFIA A TEMA “LA CITTA’”

lo sottoscritt ………………………………………………………………. (nome e cognome del soggetto)

Nat. .. a ……………………………………………………………………….. il. ………. ………………………… .

Residente. . . . .. . . .. . . . . .. . . . . .. . .. . .. . . .. . . .. .. . .. . . .. . . .. . .. . . .. . . . .. . . . . .. . . .. . . .

.. ………………………………………………………………………………………………. . . . . . . . . .. . .. . . . . ..

.. in

Via ……………………………………………………………………………………………. ………………………… .

Città ………………………………………………………………………………….. ” Prov ……………………… .

con la presente AUTORIZZA la pubblicazione delle proprie immagini riprese dal Sig.

Ne vieta altresì l’uso in contesti che ne pregiudichino la dignità personale ed il decoro.

la posa e l’utilizzo delle immagini sono da considerarsi effettuate in forma gratuita.

lì, ………………………………………. .

Il soggetto ripreso (firma leggibile)

Il fotografo (firma leggibile)

NFORMATIVA SULLA PRIVACY

Ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2003 n”196 – Codice i n materia di protezione dei dati personali La informiamo che i dati da Lei forniti saranno trattati nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Ente organizzatore esclusivamente ai fini dell’ottimale svolgimento dell’iniziativa in oggetto. L’art. 7 della legge medesima Le conferisce in ogni caso l’esercizio di specifici diritti di verifica, rettifica o cancellazione, che potranno essere fatti valere in qualsiasi momento nei confronti dell’Ente organizzatore, responsabile del trattamento dei dati personali conferiti.

Il soggetto ripreso (firma leggibile)

 

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“Paragrafi per ricordare il poeta romano Dario Bellezza: polemico e irruento, icona contestata degli anni ’80” – Di Stefano Bardi

Articolo di STEFANO BARDI  

Il 1968 fu un anno importante per l’Italia: tanti giovani si riversarono sulle strade con le parole e con i bastoni, per cambiare il loro futuro. Cambiamenti che riguardarono pure la nostra letteratura, portando alla “morte” della Neoavanguardia e alla nascita della cosiddetta letteratura postmoderna, dove non è più possibile intravedere le linee letterarie di rilievo, le precise muse ispiratrici, né le poetiche letterarie del passato, bensì un linguaggio e una grammatica, che non hanno nessuno scopo investigativo o psico-sociale. Anche la poesia ebbe i suoi cambiamenti, che durarono, però, fino agli anni Ottanta, poiché molti poeti di quel tempo trattarono tematiche troppo legate alle proteste giovanili sessantottine e al boom economico italiano, senza riuscire ad andare fuori da questi due binari. Tematiche che per l’appunto videro molti poeti essere dimenticati e “schiacciati” negli anni Ottanta, dalla resurrezione della novella e, in particolar modo, dalla resurrezione del cosiddetto romanzo commerciale.

Eppure non tutti i poeti si adeguarono a quella poesia e alla trattazione di quelle tematiche, creando così una nuova lirica denominata neo-orfica o neoermetica che dir si voglia, proiettata verso l’esaltazione magica della poesia, verso la forza della parola immaginaria ancora in grado di scoprire legami e messaggi oceanici della realtà e verso la divulgazione di poesie “eterne” attraverso lessemi sublimi, “divini”, e vigorosi. Una poesia, questa, che ebbe la sua massima espressione attraverso il poeta, scrittore e drammaturgo Dario Bellezza (Roma, 5 settembre 1944-Roma, 31 marzo 1996). Uno scrittore che purtroppo è per lo più dimenticato ai giorni nostri, sembrerebbe non per motivi letterario-ideologici, bensì per motivi di carattere privato: la sua omosessualità e la sua morte per AIDS. Elementi, questi, che fecero vedere quest’autore a molti critici del suo tempo come uno scrittore osceno e scandaloso.

La poesia di Dario Bellezza può definirsi coma una lirica senza lustrini e brillanti, una poesia realistica in cui sono liricizzati i ragazzi amati velocemente dal poeta, che non appartenevano al mondo dell’amore sentimentale, ma a quello della prostituzione e del sesso mercenario. Amori veloci e puramente sessuali che erano volutamente ricercati dal poeta romano, poiché lui medesimo, per tutta la sua esistenza, ebbe uno legame ambiguo con il suo corpo, concepito come un universo colmo di rabbia, ansia, animosità ed esecrazione. La sua poesia può essere vista come un’infinita rampogna composta da lessemi inaciditi, amari, arroganti, eccitanti, come un sistema composto da stonati “frammenti” musicali.

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Dario Bellezza

Il 1971 fu l’anno della raccolta poetica Invettive e licenze, dove possiamo vedere i temi che caratterizzeranno la sua intera opera, ovvero l’ambiguità sessuale e la dipartita, temi vissuti dal poeta romano con straziante rimorso e mancanza di coraggio. Più nel dettaglio sembra giusto osservare che il sesso sia da lui concepito come un mondo composto di peccati e dissolutezze, che fanno nascere nello spirito del poeta un sentimento di vergogna, per gli amori incoerenti da lui vissuti e sperimentati. La dipartita, invece, simboleggia una notte colma di oscurità, paure e consapevolezze etico-esistenziali. Opera dai toni biografici, poiché nei testi qui raccolti, Bellezza ci mostra se stesso nella sua vicenda umana, nella sua angoscia e nei suoi calorosi amori all’interno di una quotidianità che vorrebbe distanziare, ma in cui dimora senza soluzione e senza trovare una nuova strada esistenziale. Opera nella quale si può toccare con mano la viscida autenticità intima del poeta, liricizzata attraverso due vie: quella di una lacerante e nobile compassione e quella di una eccitata narrazione lanciata verso il tragico, per mezzo dell’uso di una densa enfasi. Quest’opera può definirsi come una raccolta dell’estrema disubbidienza, rappresentata dal poeta attraverso una sintassi e una grammatica giornaliera, con tematiche che proiettano nella mente del lettore immagini feroci ed estreme, attraverso liriche corporali che si trasformano in poesie maniacalmente ansiose.

Nel 1982 venne pubblicato Libro d’amore in cui ritorna il tema del sesso, del voyeurismo cadaverico e della dipartita. Temi che sono affiancati mediante le immagini dei castighi corporali del poeta, che si fondono con la sua gentile e orgogliosa voce che fortemente declama lo spregevole e il divino fino a creare delle vere e proprie scene poetiche teatrali. Anche la giovinezza perduta e consumata è presente in questa raccolta. Una giovinezza che è rimembrata dal poeta come un’età dolce e luminosa, della quale purtroppo rimane ai suoi giorni una folle notte e la dipartita. Temi che sono espressi dal Nostro, attraverso un linguaggio esplicito.

Il 1990 fu l’anno della raccolta Libro di poesia, opera dal perfetto equilibro melodico conquistato grazie all’utilizzo di registri medio-elevati che ben si fondono con le tematiche dell’ardente fuoco passionale, della sconfitta sociale, dell’emarginazione etico-spirituale, della falsità umana e del rimorso della gioventù perduta. Anche in questa raccolta ritorna il tema dell’erotismo, non più visto come qualcosa di perverso, ma come qualcosa di puro, aulico, dolce. Una scrittura, questa, che può definirsi come una scrittura corporale e che evidenzierà gli aspetti più trasgressivi e barocchi della sua vita autolesionista.

Nel 1996 venne data alle stampe la raccolta Proclama sul fascino che può essere vita come l’opera della maturità del poeta romano, poiché le poesie presenti in questa raccolta sono colme di consapevolezza e sapienza, essendo il frutto della probità poetica e dell’ansia morale vissute in prima persona. Liriche che trattano temi intimi e privati del Bellezza come per esempio lo strazio esistenziale, la vitalità, la puerilità e la consumata fanciullezza, infine la dipartita, che dalla prima alla sua ultima raccolta è sempre presente. 

STEFANO BARDI

Bibliografia di Riferimento:

Della Bella, Sacro e diverso. Percorsi genettiani nell’opera di Dario Bellezza, Bologna, Il Lavoro Editoriale, 1990.

Ferroni, Profilo storico della letteratura italiana, Torino, Einaudi, 1992, 2 vol., Tomo II.

Niglio, Dario Bellezza, Roma, Altrimedia Edizioni, 1999.

Lorenzini, La poesia italiana del Novecento, Bologna, Il Mulino, 1999.

Asor Rosa, Letteratura italiana del Novecento. Bilancio di un secolo, Torino, Einaudi, 2000.

Lorenzini, Poesia italiana del Novecento, Roma, Carocci, 2002, 2 vol., Tomo II – Dal secondo dopoguerra a oggi.

Cucchi – S. Giovanardi, Poeti Italiani del Secondo Novecento, Milano, Mondadori, 2002, 2 vol., Tomo II.

Raffaeli – F. Scarabicchi, Dario Bellezza: album, Ancona, Centro Studi Franco Scataglini, 2002.

 

L’autore del presente testo acconsente alla pubblicazione su questo spazio senza nulla pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro. E’ severamente vietato copiare e diffondere il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. Il curatore del blog è sollevato da qualsiasi pretesa o problematica possa nascere a seguito di riproduzioni e diffusioni non autorizzate, ricadendo sull’autore dello stesso ciascun tipo di responsabilità.

 

Ricordo del poeta canicattinese Domenico Asaro

Domenico Asaro, il poeta-contadino, della provincia di Agrigento, classe 1973, ci ha lasciato pochi giorni fa. Lo conobbi a Messina nel giugno scorso quando, al Palazzo dei Leoni, tenemmo con l’Associazione Culturale Euterpe il reading poetico “Un mare di versi” in collaborazione con l’Associazione Siciliana di Arte e Scienza (ASAS). In quella circostanza lo salutai brevemente, come spesso accade all’apertura di eventi tanto partecipati come quello e scambiai con lui poche battute. Riservato e partecipativo dimostrò continuo interesse per l’intero evento, assistendo all’intera esibizione oratoria dei vari partecipanti, e declamò una poesia in italiano dal titolo “Come un gabbiano”. Il suo testo, inviato alla nostra mail per la sua partecipazione, porta, sotto, la data del 14/06/2018 e immagino, dunque, che la scrisse in vista dell’occasione del nostro incontro poetico. Il testo era questo:

 

Come un gabbiano

di DOMENICO ASARO

 

Come un gabbiano solitario

battuto dal vento scorazzi,

in balia delle onde del mare

che indebolisce le tue forze.

 

Imperterrito continui a resistere

per attraccare e posarti

su di una solida roccia.

 

Non hai ascoltato l’avviso della natura,

che alzava con furia

nubi di avvertita tempesta,

 

e adesso stramazzi stanco

sulla spiaggia ricoperta di ghiaia,

affannoso il tuo respiro

 

fragile ogni tuo pensiero …

e scende già la notte

nell’ attesa di una nuova alba.

 

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Il poeta canicattinese Domenico Asaro

 

Discreto ed elegante nella sua poetica nativa, sedimentata nel colloquio con la terra, Asaro viene ora ricordato degnamente per la sua umiltà e genuinità, come una delle anime più propulsive e significative del canto lirico della Trinacria. Primo assoluto a Gravina nel premio intitolato a “Nino Giuffrida” dove molti poeti siciliani lo ricordano con piacere e mestizia, aveva partecipato proprio pochi giorni fa al VI Simposio “Al tempo dei poeti” al Museo Mirabile di Marsala (TP) organizzato da Salvatore “Totò” Mirabile nel quale gli era stata attribuita una Menzione di merito per la poesia presentata, “Sicilia e sicilianu”.

Il ricordo del poeta popolare, noto come fedele cantore di quella Sicilia della terra, in Facebook è universale e sostenuto da messaggi accorati, pensieri dolci e interdetti dinanzi al prematuro decesso dell’uomo. Tra di loro, il poeta José Russotti, che lo aveva premiato durante il Premio di Poesia “Salvatore Gaglio” a Malvagna (ME), così lo ricorda: “É morto Mimmo Asaro, il poeta contadino. Oggi ho perso un amico, un autentico poeta naif, una parte di me. Al reading di giorno otto dedicato a Maria Costa doveva essere tra noi. Fu uno dei primi a prenotarsi. La sera stessa lo contattai telefonicamente per ringraziarlo di persona, e lui mi rispose molto candidamente che sarebbe venuto, soprattutto, per onorare la figura della grande poetessa dello Stretto. “A costo di spararmi 250 km.” mi disse: “io ci sarò”. Mimmo, era un personaggio singolare, istruito e nello stesso tempo un umile lavoratore della terra – in questo periodo si alzava all’alba per andare a raccogliere uva – trovava nella poesia una forma di riscatto. Oltre a scrivere, componeva delle ballate nel solco della tradizione contadina siciliana, ispirandosi spesso a Rosa Balistreri. Lo scorso 14 luglio, alla premiazione di “Fogghi mavvagnoti”, ricordo che a conclusione della serata, non avendo portato con se la base musicale, eseguì uno splendido brano a cappella, mostrando delle capacità canore davvero insospettabili. Mimmo, indubbiamente, era un uomo semplice, che si era fatto da solo e che è rimasto sino alla fine schietto, autentico e divertente. Quella sera al telefono, alla domanda, perché scrivi poesie. Lui mi rispose così: “Non c’è una sola parola nelle mie poesie che non venga dal profondo del cuore. E se vogliamo entrare nello specifico, aggiungerò che la poesia del “social”, come dicono i francesi, l’ho fatta mia, con il mio cervello e il cuore da contadino: una poesia densa di richiami evocativi per la natura spesso oltraggiata e abusata”.

Sulla pagina FB di Russotti si può dar lettura anche alle due liriche che Asaro aveva mandato all’organizzatore messinese per prendere parte al Primo Raduno Poetico “Maria Costa” a Gesso (ME) al quale aveva assicurato la sua presenza. In una di essa leggiamo: “È giunto il momento che entriamo tra i filari / tagliando grappoli succosi e assai sanguigni”.

In sua memoria Salvatore “Totò” Mirabile ha subito indetto il Memorial Domenico Asaro che si terrà a Marsala (TP) presso il Museo Mirabile (Contrada Fossarunza 198) il 23 settembre 2018 alle ore 10. Nell’occasione verranno audio-diffusi brani del cd di Asaro, “Cantu sta terra” e anche dal cd “Questa terra non ha eroi” con testi di Antonio Barracato. Lo stesso Mirabile gli ha dedicato una lirica nella quale si legge: “piango il giovane poeta cantastorie/ che cantava da poeta contadino/ con tanta umiltà e grande generosità/ la sua terra nel dialetto agrigentino”.  Viva è la volontà di altri poeti, promotori cultuali e semplice gente della sua terra, di dedicargli un altro evento nella città nella quale era nato e viveva, Canicattì, che di certo accoglierà l’importante eredità umana e culturale di un uomo che, con dignità e garbo, ha cantato la sua terra di terra e di sole.

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La finale del Concorso “Poesia del Borgo” a Montignano di Senigallia il 25 agosto: tutti i premiati

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Con il Patrocinio del Comune di Senigallia si è tenuta sabato 25 agosto 2018, causa maltempo, all’interno della Chiesa di Montignano di Senigallia (AN) la cerimonia conclusiva della quarta edizione del Concorso Nazionale “Poesia del Borgo” ideato e presieduto dal poeta Elvio Angeletti. Ai premiati, giunti da ogni parte d’Italia, sono stati attribuiti i vari premi spettanti dalle mani della Commissione di Giuria, presieduta da Antonio Maddamma e composta da Marisa Landini, Lorenzo Spurio, Marcello Signorini, Francesca Bianchini, Adriana Zucconi, Giulio Moraca, Mauro Marcellini.

Questa la graduatoria finale dei premiati:

SEZIONE POESIA IN ITALIANO

1° Premio – Michele Izzo con la poesia “Il treno per Dachau”

2° Premio – Marisa Cossu con la poesia “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

3° Premio – Assunta De Maglie con la poesia “Soltanto amore”

 

SEZIONE POESIA DIALETTALE

1° Premio – Giuseppe La Rocca con la poesia “Prighera”

2° Premio – Vincenzo Prediletto con la poesia “A voci du mari”

3° Premio – Gioacchino Mosci con la poesia “Come te l’posso di”

 

PREMI SPECIALI

Premio Speciale Giovani a Riccardo Tiberi con la poesia “Sprazzi di gioia”

Premio Speciale Biblioteca “Luca Orciari” a Massimo Pistoja con la poesia “Questa gioventù”

Premio Speciale alla Cultura a Rosanna Di Iorio con la poesia “La voce dell’amore tra le mani”

Premio Speciale del Presidente di Giuria a Stefano Baldinu con la poesia “En l’immensitat de un respir”

Premio Speciale del Presidente del Concorso a Daniela Gregorini con la poesia “Ti rivedrò”

Premio Speciale alla Carriera a Mara Vitale Santoni.

 

Ulteriori premi, le Menzioni d’onore, sono state conferite a:

per la poesia in lingua: Rita Muscardin, Davide Cerutti, Manrico Fiorini, Maria Luisa D’Amico, Alessandra Bucci e Marco Vaira.

per la poesia dialettale: Salvatore Siina, Bortolo Ragazzoli, Rina Bontempi, Carla Barlese, Lena Maltempi e Antonella Brugiatelli.

 

La Biblioteca “Luca Orciari” – Presidente Mauro Mangialardi

Ass. Promotrice Montignanese – Presidente Elio Mancinelli

La Sciabica Filodrammatica – Presidente Donatella Angeletti

Centro Sociale Adriatico – Presidente Claudio Costantini

Presidende del Concorso – Elvio Angeletti

 

ALCUNE FOTO DELLA CERIMONIA

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Michele Izzo (al centro) vincitore del 1° Premio per la sezione poesia in lingua, premiato da Mauro Pierfederici ed Elvio Angeletti
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Giuseppe La Rocca (al centro), vincitore del 1° Premio per la sezione poesia dialettale premiato da Mauro Pierfederici ed Elvio Angeletti
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Rosanna Di Iorio vincitrice del Premio Speciale Alla Cultura viene premiata dalle giurate prof.ssa Bianchini e dalla prof.ssa Marisa Landini
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Mara Vitali Santoni premiata col Premio Alla Carriera. Riceve il premio da Mauro Pierfederici e dal Presidente di Giuria Antonio Maddamma
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La foto di gruppo con alcuni dei premiati

Il 16 settembre a Scampia (NA) la premiazione di “Una poesia per il futuro” presieduto dal poeta Vincenzo Monfregola

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Si terrà il 16 settembre alle 10 presso la sede operativa dell’Associazione CentroInsieme Onlus di Napoli in Via Ghislieri lotto P5 a Scampia la premiazione della seconda edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Una poesia per il futuro”. La composizione della Commissione di Giuria era la seguente: Rosa Bianco, Eloise d’Avino, Anna Mauro, Lorenzo Spurio, Maria de Marco e Giuseppe Finaldi.

L’iniziativa si svolgerà anche grazie a numerosi collaborazioni tra enti e format culturali che hanno fornito il loro patrocinio e sostegno e figurano tra le partnership: Radio DOPPIO ZERO, l’Associazione Cultura “Euterpe” di Jesi – Ancona (Presidente Lorenzo Spurio), l’Associazione Culturale “Poesie Metropolitane” (Presidente Rosa Mancini), l’Associazione Culturale “Le Ragunanze” di Roma (Presidente Michela Zanarella), il Magazine “Scritturati PuntoCOM” (Direttore Vincenzo Monfregola), l’Associazione Culturale “Progetto ALFA” (Presidente Massimiliano Greco), l’Associazione Culturale Progetto “ALFA Giovani” (Presidente Massimiliano Greco) e l’organizzazzione NO PROFIT “Rianimazione Letteraria” (in rappresenza Livia Santini).

Il Direttivo dell’Associazione CentroInsieme Onlus sta prendendo in considerazione la realizzazione di un’antologia del Premio, pertanto contatterà in tempi brevi coloro che saranno selezionati per farne parte.

La cerimonia di premiazione si inserirà all’interno della festa annuale “TUTTI IN PRIMA FILA” – un evento che ogni anno l’Associazione organizza per i bambini del quartiere per festeggiare l’inizio del nuovo anno scolastico. Durante la stessa verrà reso noto il nome del Vincitore del Premio Dalisi, scelto tra i finalisi a prescindere dalla classifica, che riceverà un’opera dell’artista – architetto e designer Riccardo Dalisi di fama internazionale. Seguiranno comunicazioni private e post sulle pagine ufficiali di CentroInsieme Onlus per ulteriori aggiornamenti.

A seguire la graduatoria di merito di vincitori da podio e a vario titolo.

 
CLASSIFICA POESIA IN LINGUA 

 
1° Classificato – PICCA FRANCESCO di Cesena – Poesia: La mia vita

2° Classificato – TAGLIALATELA GENNARO di Napoli  – Poesia: Al Rione Traiano

3° Classificata – DOGLIO MARIA ANTONIETTA di Denice (AL) – Poesia: Ridi

4° Classificata – BONFILO MARIANGELA di Rovetta (BG)  – Poesia: L’ora della canicola

4° Classificato – VAIRA MARCO di Cerveno (BS)  – Poesia: Fiore Reciso

5° Classificata – SILBERSTAIN SARA di Caserta  – Poesia: Prospettive 

6° Classificato – ANGELETTI ELVIO di Marzocca – Senigallia (AN)  – Poesia: Frammenti 

7° Classificata – PROIETTI ANTONELLA di Roma  – Poesia: Ci sei nei petali di rosa

 
FINALISTI:

AVELLA LORIS di Napoli – Poesia: Dentro Me 
CORSI DIANA di Martinsicuro (TE)  – Poesia: Metamorfosi 
STANZIONE RITA di Pagani (SA)  – Poesia: La via della cultura

 

 
PREMIO SPECIALE “Menzione d’onore”
CIMINO ANNALENA di Capri – Poesia: Il muro del passato

 

 
CLASSIFICA POESIA IN VERNACOLO 

1° Classificato – CANINO ANGELO di Acri (CS)  – Poesia: A seggia

2° Classificato – CATALANI GAETANO di Ardore Marina (RC) – Poesia: Mmenduli amari

3° Classificato – BARRACATO ANTONIO di Cefalù (PA)  – Poesia: E ancora Cercu
FINALISTA:

CASO VITTORIA di Casavatore (NA)  – Poesia: Nu suonno

 

PREMIO SPECIALE “Menzione d’onore”
MARSEGLIA FAUSTO di Marano di Napoli – Poesia: A cappella vutiva

 

 
Il Presidente 
CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli 
Vincenzo Monfregola

Cofondatrice e Vicepresidente
CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli
Patrizia Mincione

Ideatore del Progetto “Daremo voce ai sogni”
Ivan Caldarese

XXIX Concorso “Città di Porto Recanati” – il verbale di Giuria. Premiazione il 22 sett. alla Pinacoteca “Moroni”

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VERBALE DI GIURIA

La Commissione di Giuria della XXIX edizione del Concorso Internazionale di Poesia «Città di Porto Recanati», composta da Lorenzo Spurio (Presidente), Lella De Marchi, Rosanna Di Iorio, Emilio Mercatili e Rita Muscardin, dopo attenta operazione di lettura e valutazione delle 195 opere presentate a concorso, ha stabilito la graduatoria finale dei vincitori e dei premiati a vario titolo. 
Inoltre, per ricordare degnamente il prof. Renato Pigliacampo, si è conferito il “Premio Speciale Renato Pigliacampo” a un’opera particolarmente meritevole per tematiche, aspetti, elementi o rimandi all’opera e alla vita di Renato Pigliacampo, fondatore di questo Premio. Contestualmente, vengono consegnati Diplomi Speciali “In memoria di Renato Pigliacampo” per opere poetiche significative su tematiche relative all’universo della sordità, delle minoranze sensoriali o dell’impegno civico.

 
VINCITORI ASSOLUTI
(Ricevono targa e premio in denaro: 1° premio: 500 €; 2° premio: 300€; 3° premio: 200 €)
1° Premio: ANTONIO DAMIANO di Latina con la poesia “Terre lontane”
2° Premio: DAVIDE ROCCO COLACRAI di Terranuova Bracciolini (AR) con la
poesia “Francesco giocava con le bambole”
3° Premio: LORETTA STEFONI di Civitanova Marche (MC) con la poesia “La luce
nella carne”

 
PREMIATI CON TARGA
4° Premio: IVANA FEDERICI di Pianello Vallesina (AN) con la poesia
“Quando la parola non arriva”
5° Premio ex-aequo: FRANCA DONA’ di Cigliano (VC) con la poesia “Ritrovarti”
5° Premio ex-aequo: STEFANO BALDINU di S. Pietro in Casale (BO) con la
poesia “Su non amore sou lassat a mie lchentaza peraulas”
6° Premio: ANNA ELISA DE GREGORIO di Ancona con la poesia “Che fanno i
vecchi tutto il giorno”
7° Premio: FRANCO FIORINI di Veroli (FR) con la poesia “Non è deriva”
8° Premio: TOMMASO CIMINO di Lentini (SR) con la poesia “Arance”
9° Premio: MARA PENSO di Venezia con la poesia “Tu non sai”
10° Premio: VALERIA D’AMICO di Foggia con la poesia “La ragazza speciale”

 
PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE DI GIURIA
Premiato con targa
ROSANNA SPINA di Viggiano (PZ) con la poesia “In ogni luogo amato ancora esisti”

 
PREMIO SPECIALE “RENATO PIGLIACAMPO”
Premiato con targa
DINA FERORELLI di Bitetto (BA) con la poesia “Viandante”

 
DIPLOMI SPECIALI “IN MEMORIA DI RENATO PIGLIACAMPO”
– FLAVIO PROVINI di Milano con la poesia “L’opera d’arte”
– LUCIANA SALVUCCI di Colmurano (MC) con la poesia “Scale di luce”
– VINCENZO MONFREGOLA di Napoli con la poesia “Sono quel che sono”

 
PREMIAZIONE
Tutti i vincitori e i premiati a vario titolo sono invitati a partecipare alla Cerimonia di Premiazione che si terrà sabato 22 settembre 2018 alle ore 17:30 presso la Pinacoteca “Moroni” all’interno del Castello Svevo di Porto Recanati (Piazza Fratelli Brancondi).
Si evidenzia che i premi in denaro saranno consegnati solamente in presenza del vincitore o eventuale delegato e non saranno spediti. La delega dovrà pervenire esclusivamente a mezzo e-mail all’indirizzo: poesia.portorecanati@gmail.com almeno 5 giorni prima della premiazione.  Gli altri premi (targhe e attestati), qualora non vengano ritirati il giorno della premiazione, saranno spediti, dopo pagamento delle relative spese di spedizione.

 
NOTIZIE IMPORTANTI: CONFERMA DI PRESENZA
Durante la cerimonia di premiazione sarà presente una lettrice che darà lettura alle opere vincitrici. Si richiede una comunicazione di conferma sulla presenza alla cerimonia; nella stessa comunicazione si dovrà indicare se la poesia verrà letta dall’autore o dalla lettrice. Tale comunicazione dovrà pervenire esclusivamente a mezzo mail entro il 14 settembre 2018.

 
LORENZO SPURIO – Presidente di Giuria 

MARCO PIGLIACAMPO – Segretario del Premio

 

Porto Recanati (MC), 22 Agosto 2018

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I versi impregnati di vino di Flavia Scebba domenica 9 sett. al Museo Federico II di Jesi

Domenica 9 settembre  alle ore 17 presso il Museo “Federico II – Stupor Mundi” di Jesi (AN) si terrà la presentazione del libro di poesie “Di… vino verso” della poetessa Flavia Scebba. L’iniziativa culturale è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, di cui l’autrice è socia e con la casa editrice I luoghi interiori. 

 

Chi è l’autrice?

Flavia Scebba è nata a Fabriano (An) da genitori di origine siciliana. Ha frequentato le scuole superiori a Jesi, dove si è appassionata alla figura dell’Imperatore Federico II, alla poesia e al territorio marchigiano, ricco di risorse culturali e naturali. Dai suggestivi paesaggi della Vallesina, le colline dorate del buon vino, si è poi trasferita nel cuore dell’Umbria e a Montefalco ha ritrovato le impronte dello stupor mundi. Fra i filari di viti e i calici di Sagrantino è nato il suo volume poetico “Di…Vino verso”, opera in cui l’autrice canta le stagioni, brindando a ogni regione d’Italia con versi lieti e coinvolgenti, e da dove emerge l’attaccamento per le sue radici mediterranee.

 

Per informazioni

Tel. 0731-084470

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Questa sera ad Ancona incontro di poesia marchigiana. Presentazione del saggio di L. Spurio

Giovedì 26 luglio alle ore 21,30 al Museo del Giocattolo di Ancona (Via Matas n.21) si terrà la presentazione del volume contenente una raccolta di saggi del poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio. L’opera,  “Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie”, è stata pubblicata dalla casa editrice Le Mezzelane di Santa Maria Nuova e si chiude con una nota di lettura del poeta e critico letterario Guido Garufi. Precedenti presentazioni dell’opera – che contiene saggi, recensioni e note di lettura su opere poetiche di autori marchigiani di oggi e di ieri – si sono tenute alla Biblioteca “Sassi” di Fabriano, all’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro e alla Biblioteca “Orciari” di Marzocca. Nel corso della presentazione si parlerà della poesia marchigiana di cui Spurio è attento studioso, dopo la pubblicazione antologica in due tomi di una vasta antologia di poeti della Regione, “Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana” (PoetiKanten Edizioni, 2016) volume con il quale ha fatto il giro della Regione. Durante la serata si ricorderà il poeta e saggista Renato Pigliacampo, professore all’università degli Studi di Macerata nonché fondatore del prestigioso Concorso di Poesia “Città di Porto Recanati” (quest’anno giunto alla sua ventinovesima edizione): le letture saranno a cura della poetessa pesarese Michela Tombi. Interverranno con i loro testi poetici i poeti Elvio Angeletti, Angela Guardato, Piero Talevi, Arianna Todari, Raffaele Rovinelli, Luisa Ferretti, Patrizia Papili, Ilaria Romiti. La poetessa e performer Morena Oro, che presto uscirà con il volume poetico “Il sospiro di Medusa” (Mezzelane Editore) si esibirà nella performance “Dea ex Machina”. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare.

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Leggi l’articolo-resoconto della serata dal titolo “Varie forme della poesia marchigiana. Ad Ancona grande serata al Guasco con il saggio di Lorenzo Spurio” pubblicato su “Altro giornale Marche” il 27/07/2018.

“Ingólf Arnarson” di Emanuele Marcuccio. Note e approfondimenti critici di L. Spurio, L. Bonanni e N. Pardini

A continuazione, dietro proposta e col consenso dell’autore del dramma epico Ingólf Arnarson (Le Mezzelane, 2018), il poeta Emanuele Marcuccio, si dà pubblicazione ad alcuni interventi critici sulla sua opera, rispettivamente i testi presenti nel volume a corredo e ampliamento circa lo studio dell’opera: la prefazione del sottoscritto e la postfazione a cura di Lucia Bonanni. A chiusura si pubblica anche una breve nota d’apprezzamento da parte del poeta e critico letterario prof. Nazario Pardini.

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PREFAZIONE – a cura di Lorenzo Spurio

Conosco Emanuele Marcuccio da almeno quattro o cinque anni e nel tempo abbiamo organizzato o collaborato a una serie di attività letterarie. Ho avuto il piacere e l’onore di leggere le sue opere e di dedicarmi alla scrittura critica di recensioni e saggi sulla sua produzione.[1] Il più recente in ordine di tempo è uno studio sui tre volumi di un progetto antologico innovativo di dittici poetici che ha calamitato l’attenzione di un gran numero di intellettuali e la partecipazione di poeti da ogni parte d’Italia.[2]

Tempo fa – per l’esattezza nel 2011 – Marcuccio mi inviò la prima parte di un dramma epico ambientato in Islanda. Conoscendo la sua propensione per una poetica di impronta prettamente classica (con vivi richiami a Leopardi, Pascoli e Carducci) che poi negli anni avrebbe evoluto in un minimalismo asciutto (si veda la silloge Anima di Poesia del 2014), mi stupii non poco dell’opera che aveva prodotto. Andai a casa sua nel 2013, a Palermo, e non mancò di farmi leggere altri pezzi che nel frattempo aveva scritto portando avanti il suo lavoro. Un’opera maestosa, di tutto riguardo.

Già nel 2011, sebbene l’opera non fosse ancora completa, Emanuele Marcuccio mi aveva chiesto di dedicarmi a una nota critica che servisse come prefazione alla sua opera e, data l’amicizia e la stima che nutro per lui, non potei di certo rifiutare. Lessi così con grande attenzione la sua opera. Subito mi tornò in mente il poema epico anglosassone Beowulf (per altro oggetto della mia prima tesi di laurea) ma anche le saghe nordiche, i carmi norreni e, comunque, tutte quelle narrazioni o gesta di matrice epico-cavalleresca tipiche della tradizione germanica pagana.

Già allora scrissi qualcosa sulla sua opera, perché mi sentii particolarmente attratto da quel tipo di versi, sulle reminiscenze di conoscenze maturate nel campo, appunto, della tradizione germanica in letteratura.

Oggi mi sono ritrovato a rileggere l’opera con vivo entusiasmo e curiosità.

Non solo ho potuto completare la lettura delle vicende che hanno tanto impegnato Emanuele, ma ho ritrovato una serie di dettagli fondamentali ai quali precedentemente non avevo dato gran peso. Questo per sottolineare quanto la cesellatura dei versi liberi operata dall’autore, lo studio attento dei caratteri, la descrizione circostanziata e puntuale delle scene, l’esatta orchestrazione degli avvenimenti siano ingredienti tutti concatenati tra loro che dimostrano in maniera assai stupefacente il grande lavoro prodotto da Emanuele. Non solo fine poeta, ma anche studioso della forma, ricercatore del bello, costruttore di una trama frastagliata e avvincente, creatore di un’epopea cavalleresca anacronistica alla nostra letteratura kitsch e improntata al consumo. Marcuccio, sulla spinta di una suggestione profonda verso l’Islanda – terra mai visitata, ma a dir suo vissuta emotivamente tramite apparati storici e documentari – è riuscito a entrare nell’anima di un popolo, a fornircene la trama, a vivificare un periodo storico molto distante dalla nostra contemporaneità. Lo ha fatto senza alcun intento prettamente storico-educativo. Marcuccio si è semplicemente servito di alcuni elementi codificati dalla storia (l’esistenza dell’eroe epico e la sua tradizione, l’avvenimento della cristianizzazione dell’Islanda) per creare una cornice plausibile e congrua nella quale dar compimento alle gesta dei propri personaggi.

Nell’autore c’era anche la volontà di poter ascrivere il suo lavoro a un dato filone o categoria letteraria a partire dalle forme e dalle strutture che lo caratterizzassero. Se inizialmente l’autore definì l’opera poema drammatico, con una maggiore riflessione, e portando esempi concreti di questo genere di opera con le necessarie divergenze dal suo manoscritto, ha pensato che forse la definizione più consona e pregnante – sebbene abbastanza verbosa – fosse quella di dramma epico in versi liberi. L’intenzione era stata quella di privilegiare nella catalogazione in un genere non solo il contenuto (l’epica) ma anche la forma (quella teatrale, appunto, di un dramma). Il problema della definizione in un genere, comunque, è ben poca cosa, dato che sappiamo quanto sia difficile e spesso limitativo ingabbiare un’opera in un’unica categoria. Procedimento che poteva essere fatto nel passato dove l’intelligentia si contraddistingueva per scuole, tendenze, periodi letterari etc., che oggi non risponde più alla consuetudine soprattutto per il fatto che il testo non è quello che l’autore vuole esprimere con esso, ma rappresenta la polifonia di interpretazioni e letture che può ricevere. In questa camaleontica realtà dove è il lettore attento e arguto a “costruire” assieme all’autore, l’artefice della storia, il significato del libro, va da sé che più letture e analisi esso potrà fornire, più sarà valido, universale e ben recepito. Per questo non è errato dire che l’opera di Marcuccio sia anche l’epopea romanzata dell’Islanda o un carme epico, nonché un dramma sociale, un racconto cavalleresco, un romance, una saga e, ancora, una cronaca.

La materia utilizzata da Marcuccio è in parte storica e in parte fantastica, tanto che potremmo dire leggendaria. Sono presenti riferimenti diretti alla cultura popolare norrena come il personaggio del dramma, Ingólf Arnarson[3], condottiero norvegese che appartiene alla leggenda; descrizioni meticolose dell’ecosistema dell’Islanda, il racconto di scene di guerra. Lo scenario di tutto il dramma è l’Islanda della fine del IX sec. d.C. abitata da popolazioni indigene di stirpe germanica, di credenza pagana e prossime alla conversione al cristianesimo, alle quali Marcuccio contrappone i normanni (o vichinghi) ossia gli uomini del nord, i norvegesi che furono grandi colonizzatori del nord Europa, di fede pagana. L’autore inserisce nell’opera anche importanti riferimenti alla colonizzazione e alla conversione dell’Islanda. La studiosa Maria Vittoria Molinari, per spiegare l’affluenza delle rotte dei vichinghi verso l’Islanda, ha osservato: “Quando il re norvegese Haraldr Hárfágr (875 – 945 ca.) cercò di unificare sotto la sua sovranità tutta la Norvegia e di organizzare uno stato autoritario di tipo feudale, sul modello dei regni dell’Europa centro-meridionale, molti norvegesi non accettarono questo sovvertimento e preferirono emigrare in Islanda dove trasferirono le antiche istituzioni e abitudini di vita”[4]. Così, numerose navi presero la rotta dell’Islanda e colonizzarono l’isola. Importante anche l’opera di conversione degli islandesi, popolazione di stirpe germanica da sempre legata a culti di tipo pagano, alla religione cristiana e ai modelli di società di tipo medievale sino ad allora estranei all’area scandinava. La conversione in Islanda si ebbe attorno all’anno 1000 grazie alla decisione dell’assemblea generale, l’Althing. Con la conversione, s’introdusse la lingua latina che, oltre a essere impiegata nei testi liturgici, divenne lingua letteraria. L’opera di Marcuccio non ha nessuna pretesa di carattere storico, archeologico né documentaristico, ma si serve della storia in maniera personale per creare una trama che è e resta fantastica.

La storia che Marcuccio narra è una storia di combattimenti, vendette, condanne a morte. Le spade vengono sguainate molte volte: sia per giurare che per incitare alla lotta. E cosi Sigurdh (che non ha niente a che vedere con Sigurdhr o Sigfrido, eroe della Saga dei Nibelunghi e della Saga dei Volsunghi) anima i vari servitori di Ingólf e riesce a coalizzarli. Assieme sono motivati dalla volontà di privare Ingólf, loro signore, del suo ingente tesoro. Assistiamo cosi a un clamoroso ammutinamento contro il padrone, singolare in un’opera di questo tipo, ma quanto mai avvincente per lo svolgimento della storia.

Il tema del tesoro, si sa, e un topos molto presente nella letteratura epica: si pensi al tesoro sorvegliato dal drago sputa-fiamme nella seconda parte del Beowulf, o al tesoro dei Nibelunghi o, ancora, al tesoro che nell’epica tedesca e custodito da Fáfnir[5]. Nel corso della storia, però, si presentano alcuni imprevisti: Hákon, servitore di Ingólf, consapevole della gravita delle idee di Sigurdh, non tarda a informare il suo padrone. Assistiamo a una prima lotta tra i seguaci di Sigurdh e quelli di Ingólf. Tutto avviene su quella che l’anonimo compositore del Beowulf avrebbe definito “il legno del mare”, ossia su una barca, diretta verso l’Islanda. Raggiunta l’isola di Thule, però, le cose non vanno come Ingólf aveva previsto e seguiranno una serie di peripezie: Sigurdh si innamorerà di una donna indigena promessa però in sposa a uno del posto e Ingólf farà di tutto per ostacolarlo. La vicenda si chiude con un ultimo duello e, come nella migliore tradizione della chanson de geste, il lieto fine è garantito.

Il dramma di Marcuccio tratta con originalità e chiarezza di linguaggio molti topos dell’epica germanica: i riferimenti ai combattimenti, al cozzar di spade, all’importanza della fama e della gloria[6]; l’impiego di prove per testare la valorosità dell’eroe[7]; la credenza e l’invocazione del fato, spesso personificato, il tema del tesoro e il motivo del viaggio in terra straniera. Essendomi occupato di fatalismo germanico[8], devo riconoscere che nell’opera di Marcuccio il destino non è un semplice concetto, un’idea, ma viene caricato di un significato proprio facendo di esso quasi un personaggio. Fato, destino, sorte, fortuna sono concetti che derivano dall’antico inglese wyrd, spesso personificato dalle Norne, che si riferisce a una cultura precristiana, pagana. A tutto ciò Marcuccio aggiunge elementi che rimandano alla conversione dell’Islanda al cristianesimo: la presenza di un monastero e di monaci, l’influenza celtica, la presenza di croci che viene, quindi, a rappresentare una fase successiva di sviluppo politico-sociale-economico della vita dell’Islanda di epoca norrena.

Tuttavia ciò che Marcuccio narra non è solo un racconto epico, è molto di più. È evidente, infatti, la potenza del lirismo, soprattutto in alcuni momenti, come nella scena d’amore tra Sigurdh e Halldóra e, allo stesso tempo, di una certa vicinanza alla cultura popolare con riscontrabili cadenze e dialettismi che rendono particolarmente significativo e vivo il testo, sottolineando quanto sia importante la componente orale nella trasmissione della cultura. L’opera va anche letta, però, come una probabile e ben elaborata cronaca di conversione dal paganesimo al cristianesimo, non forzata, ma fondata, invece, sul libero arbitrio e sulla consapevolezza della validità del nuovo credo.

 

 

NOTE

[1] Lorenzo Spurio, Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio, Photocity, Pozzuoli, 2013.

[2] Lorenzo Spurio, Risonanze empatiche: l’esperienza del “dittico poetico” di Emanuele Marcuccio in AA.VV., Dipthycha 3. Affinità elettive in poesia, su quel foglio di vetro impazzito…, a cura di Emanuele Marcuccio, PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016, pp. 137-146.

[3] Ingólf Arnarson (moderno “Ingólfur”) è considerato il primo colonizzatore a stabilirsi in Islanda secondo quanto riporta il Landnámabók.

[4] Maria Vittoria Molinari, La filologia germanica, Zanichelli, Bologna, 1987, p. 154.

[5] Fáfnir è un personaggio importante della mitologia norrena, solitamente raffigurato come drago, ma a volte come un serpente. Le sue vicende sono narrate nella Saga dei Volsunghi dove il drago è custode di un vasto tesoro e viene sconfitto da Sigfrido per mezzo della gloriosa spada Gram. L’eroe mangia il cuore del drago ottenendo la sapienza delle lingue degli animali e poi s’immerge nel suo sangue ottenendo l’invulnerabilità su tutto il corpo tranne in un punto della spalla dove, durante l’immersione, gli si è posata una foglia.

[6] Nel Beowulf e negli altri poemi epici citati la fama dell’eroe è un aspetto estremamente importante che viene richiamato molto spesso. L’idea è che il coraggio, la fama e il valore sono ancor più importanti della morte e, a differenza del corpo dell’eroe, la fama non muore quando lui perisce. Nella Hávamal, composizione di carmi eddici in poesia, a un certo punto viene infatti detto: «Muoiono le mandrie, muoiono i parenti, morirai tu stesso allo stesso modo. Ma la fama non muore per chi se ne è fatta una buona» (in Hávamál, in L’Edda-Carmi Norreni, Introduzione, Traduzione e Commento di Carlo Alberto Mastrelli, Prefazione di Raffaele Pettazzoni, Sansoni, Firenze, 1951, vv. 305-08, pag. 21). Nei primi versi del dramma di Marcuccio, Sigurdh incita Ari a unirsi a lui nell’impresa di sottrarre il tesoro a Ingólf e dice: «Pensa alla gloria, alla fama/ che avremo, partecipa con noi» (vv. 161-162, atto I, sc. I).

[7] Nella Saga dei Nibelunghi viene raccontato che Gunther, fratello di Crimilde, s’innamora di Brunilde, regina d’Islanda e che per poterla sposare deve superare tre prove alle quali viene sottoposto. Per mezzo del cappuccio magico Sigfrido aiuta l’amico a superare le prove con l’inganno e cosi Gunther riesce a sposare Brunilde. Le prove, le gare, intese come prova di coraggio e di resistenza, sono spesso impiegate nell’epica come attestazione del valore dell’eroe.

[8] Lorenzo Spurio, Il concetto di “wyrd” nel poema Beowulf, Universita di Urbino “Carlo Bo”, Facolta di Lingue e Letterature Straniere, Tesi di Laurea, Relatore: Alessandra Molinari, Correlatore: Michael Dallapiazza, a.a. 2007/2008.

 

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POSTFAZIONE – a cura di Lucia Bonanni

Un’introduzione[1] alla drammaturgia dell’Ingólf Arnarson

La linea metodologica, seguita da Fancesco De Sanctis (1817 – 1883) nella propria attività critica, è il concetto di “forma”.

Essa non è intesa come idea astratta, bensì come identità ed essenza dell’opera d’arte. Nel momento in cui l’intuizione lirica investe il poeta, egli ha dinanzi a sé il gene della fantasia creatrice, che in poesia diviene epifania di vita immortale. È in questa fase che nella mente del poeta “nasce un mondo ideale, riconciliato e concorde, ove si acquietano le dissonanze del reale e i dolori della terra”[2].

Ma cosa si deve intendere per espressione drammatica? Con tale accezione lessicale si esprime la passionale attitudine a vedere lo sviluppo delle vicende nei loro urti, nei loro dissidi “e la poesia non è poesia di quelle dissonanze, ma poesia del dolore che quelle dissonanze seminano intorno a sé”[3] mentre l’ispirazione si genera nella pietà per la sfinitezza di chi è vittima delle passioni. Come ben sappiamo, la natura umana è soggetta alla crescita e al cambiamento e nel proprio sviluppo attraversa fasi e conflitti, e i suoi cambiamenti seguono le medesime leggi che regolano l’intero universo. Secondo Lajos Egri (1888 – 1967), scrittore, regista teatrale e didatta di grande fama, in letteratura è il conflitto a rivelare la natura interiore del personaggio, trovando inizio in una decisione che si mostra come logica conseguenza della premessa. La decisione presa dal personaggio principale porta alla decisione del suo antagonista e tali decisioni conducono verso la dimostrazione della premessa.

“Nell’intera drammaturgia moderna forse non esiste un personaggio che “si evolva” in modo più sorprendente della Nora di Ibsen”[4].

Nell’opera letteraria ogni personaggio oscilla tra diversi stati d’animo ed è costretto a modificare il proprio modo di vivere, ad evolversi, a catapultarsi nella maturità e nella ribellione; questo perché i veri personaggi sono delegati a dimostrare la premessa del drammaturgo. Nessun tipo d’azione è il risultato del binomio causa ed effetto in quanto nell’azione in circolarità temporale sono racchiusi movimento ed energia.

Sempre secondo Egri il conflitto può essere suddiviso in quattro categorie: “statico”, “discontinuo”, “crescente”, “adombrato” e si può far risalire sia all’ambiente che alle reali condizioni socio-culturali del soggetto. Allorché l’individuo ha forza interiore per passare all’azione, allora è anche in grado di prendere una decisione. La conseguenza che ne deriva è la pratica del contrattacco che darà il via ad una lunga teoria di eventi. Attraverso le transizioni, o conflitti minori, il personaggio costruisce la propria emancipazione in modo lento, ma sempre costante. E dato che il conflitto diviene inevitabile, quando due opposti si incontrano e si fronteggiano, le caratteristiche principali che costituiscono l’humus comportamentale sono da ricercarsi in: affetto, rozzezza, arroganza, avarizia, precisione, astuzia, abilità, destrezza, onestà, lealtà, misticismo, calma, moralismo, sottomissione, sarcasmo, ferocia, riservatezza, tradimento, vendetta, sensibilità.

Con la locuzione “personaggio cardine” Egri intende il protagonista che è “la persona alla guida di un movimento o di una causa”[5] per cui l’antagonista o avversario è chi si oppone al protagonista. Il personaggio cardine, però, non è soltanto il protagonista, ma è anche il soggetto che dà origine al conflitto e favorisce lo sviluppo del dramma. “Un personaggio cardine è una forza-guida, ma non perché abbia deciso di esserlo. Egli diventa ciò che è per il semplice motivo che qualche forza interiore o esteriore lo costringe ad agire”[6]. Il motore di tale agire è sempre l’onore, il denaro, la vendetta, la salute, la protezione, la passione per cui sia i personaggi “positivi” che quelli “negativi” provocano un tipo di reazione che determina la responsabilità del conflitto e la conseguente necessità della transizione. Come già enunciato, l’antagonista è colui che si oppone al protagonista, lo frena, lo ostacola e cerca di esercitare dominio e razionalità contro la forza e l’astuzia usate dal protagonista. Di primaria importanza nella stesura di un dramma è la corretta orchestrazione dei personaggi in quanto essa è uno dei fattori che genera il conflitto crescente. Pertanto è necessario che i personaggi non siano dello stesso tipo altrimenti “sarà come avere un’orchestra composta solo di tamburi”[7]. Quindi è necessario che l’orchestrazione sia determinata da personaggi opposti e ben delineati, in grado di passare da un estremo all’altro mediante il conflitto e non scendere a compromessi. Le forze che il drammaturgo schiera in campo, possono essere individuali o di gruppo, ma il movimento deve sempre creare dei contrasti nella dinamica del dramma. Inoltre dalla vera unità degli opposti non scaturisce la possibilità di un compromesso in quanto gli opposti sono legati in maniera da annullarsi a vicenda per poter sopravvivere. Infatti “[l]’unità tra gli opposti dev’essere così forte da far sì che si possa arrivare a una risoluzione solo se uno o entrambi gli avversari sono esausti, sconfitti o completamente annientati”[8].

Ritornando alla premessa, parte che racchiude personaggio, conflitto e risoluzione, bisogna dire che per scrivere un’opera letteraria è sempre necessario un “obiettivo” a cui attenersi e che può essere anche detto: tema, idea centrale, tesi, soggetto, piano, intreccio mentre la premessa si configura come “un’affermazione postulata o provata precedentemente; la base di una discussione. Un’affermazione enunciata o assunta, in quanto in grado di condurre a una conclusione”[9]. In un dramma dalla struttura ben organizzata occorre che il limite tra la fine della premessa e l’inizio della storia debba essere sottile e mai svelato in modo da catturare la curiosità e l’attenzione dei lettori/spettatori. “«[N]essuna parte è più importante del tutto!»”[10] gridò Rodin agli studenti atterriti, quando con un netto e preciso colpo di scure tagliò le mani della statua di Balzac che aveva appena terminato. Da questo aneddoto si evince che nessuna parte di un’opera d’arte vive di vita propria, ma tutto vive in costruzione armonica. C’è da aggiungere che per uno sviluppo corretto del dramma è necessario avere ben chiaro in cosa consiste la tridimensionalità di ciascun personaggio: fisiologia, sociologia, psicologia e cioè aspetto fisico, ambiente, ereditarietà e persona. Quindi per meglio comprendere le leggi che governano le manifestazioni comportamentali di ciascun individuo, si rende necessario porre la giusta attenzione alle motivazioni profonde che lo inducono ad agire e che il drammaturgo deve saper prendere in esame per poter comporre quella che è la struttura di base di ciascun personaggio tridimensionale.

Secondo gli antichi Greci la dialettica, conversazione o dialogo, era scandita in tre passaggi principali: tesi, antitesi, sintesi, che ancora determinano la universalità delle leggi su cui si basa la dialettica. Come scrive Hegel, “[u]na cosa si muove, acquista impulso e attività solo perché contiene in sé una contraddizione. È questo il processo del movimento e dello sviluppo”[11].

Ma in un’opera teatrale quando è il momento giusto per alzare il sipario? A quale scena affidare il punto d’attacco?

«[I]n ogni opera che si possa definire dramma, il sipario si alza quando almeno uno dei personaggi ha raggiunto un punto di svolta nella propria vita»[12].

Quello che delinea Marcuccio nel suo dramma in versi, è un valido e imponente punto d’attacco che fin dall’inizio lascia intendere che la tensione sviluppata dai personaggi è in grado di adombrare il conflitto, dato che la posta in gioco che si annuncia è un qualcosa di non confutabile, vero e vitale. Egri afferma che “[i]l dialogo deve far luce sui personaggi. Ogni discorso dovrebbe essere il prodotto delle tre dimensioni di chi lo pronuncia e dovrebbe rivelarci chi è, suggerendo come diventerà”[13].

I personaggi scelti e descritti da Marcuccio, sono orchestrati nel loro profilo tridimensionale, commisurati al movimento e forti nell’agire, calati nella categoria di appartenenza e capaci di evolversi fino alla giusta conclusione; il protagonista possiede la medesima forza dell’antagonista e le varie personalità in conflitto giungono sempre allo scontro. Nel dramma del Nostro è Sigurdh il personaggio cardine da cui dipende tutta la vicenda, è lui che si oppone a Ingólf e, se non ci sarebbe stata la figura del nostromo, non sarebbe neppure esistito lo sviluppo del dramma. Come scrive nell’indice dei nomi, l’autore immagina Ingólf come “un uomo maturo, sulla quarantina, [v]ersato nelle lettere, sa leggere e scrivere”, descrive Sigurdh come un “giovane guerriero normanno e marinaio, di appena trent’anni”. Ed è sempre il dialogo ad incidere sulla dimostrazione della premessa perché, nascendo dalle parole dei personaggi, ne mostra il sentire, l’estrazione sociale, la religiosità e i cambiamenti necessari anche in funzione del conflitto. Pertanto i dialoghi stilati dal Nostro sono sempre “di buona qualità, perché [essi sono] la parte del dramma più accessibile al pubblico”[14]. Nella genesi del dramma l’esposizione, anche con l’uso della voce fuori scena, non è elemento avulso dall’intera impalcatura drammatica, ma è parte del tutto, una progressione costante, ininterrotta e continua fino alla conclusione del dramma.

Veleggia sul vasto mare/ il gran drakàr,/ frange i flutti,/ a prua si apre una via;/ tranquillo avanza verso Thule” (vv. 1-5, prologo).

È il monologo della voce fuori scena ad introdurre il lettore/spettatore verso l’inizio dell’azione scenica e, volendo risalire ai classici greci e latini, si può affermare che la voce fuori scena, presente in più scene del dramma, possa essere identificata con l’autore. Nel Prologo, rivolgendosi ai lettori/spettatori esordisce per svelare l’antefatto, o prequel, ed anticipare il seguito, o sequel, corrispondente all’ordine logico e cronologico del contenuto dell’opera letteraria. Giusto come succedeva nelle arti visive in cui l’artista amava celarsi in uno dei personaggi da lui creati.

Per il ponte passeggia un uomo/ […]/ un turbamento strano lo assale” (vv. 12, 15).

Bastano già i primi cinque versi e questi ultimi due a far vibrare le corde dell’interiorità per quel contrapporsi tra la quieta armonia regnante nell’ambiente naturale e le collisioni che amareggiano l’uomo dalla “attempata e giovanile età”. Ma il caso, come ben si sa, è sempre in agguato, sparge intorno “aria maligna”, porta tormento e “repentina agitazione”, perseguita e non fa andare avanti.

Verrà un giorno, sì verrà:/ alla gran materia preziosa/ mi avvicinerò” (vv. 36-38, I, sc. I), “[r]insavisci, disperdi/ l’impresa funesta” (vv. 152-153).

Già si delinea il conflitto, il contrasto, l’alterco, la lotta che il nostromo è pronto ad ingaggiare col colonizzatore per il possesso di un forziere traboccante d’oro e gemme preziose, “un groviglio rovinoso e inestricabile” che tormenta e percuote la mente per brama di potere.

Pazzo! cosa pensavi di fare?/ Impadronirti del mio oro, /tu, nel tuo agire/ sempre dubbioso e incerto,/ gettarti in un’impresa!” (vv. 513-517, I, sc. IV)

Come appare evidente, le pupille annebbiate dall’ira portano Ingólf a sottovalutare la destrezza di Sigurdh, a non presagire cosa potrà scaturire dalla sua ribellione. Il nostromo, incatenato e controllato a vista dalle guardie, siede al centro di una sala abbellita da un tappeto con figure della mitologia norrena ed un arazzo di pregevole fattura. Il colonizzatore, ormai padrone della scena, lo insulta, lo minaccia, gli prospetta strazio e torture, gli dice che lo impiccherà alla forca più alta non prima di avergli mozzato la testa di netto. A Sigurdh non è dato di reagire col vigore fisico, ma l’odio e la rabbia nel suo animo sono focolaio di rivolta, i suoi occhi simili a braci roventi, sembrano sprizzare scintille mentre le sue parole lanciano fiele al cospetto del suo antagonista.

Bestia vile, cane maledetto!/ […]/ malnato empio assassino!” (vv. 557, 563)

Da questo momento non esisterà tregua tra i due uomini che saranno avvolti da luce e tenebre, libertà e morte. Incatenato e rinchiuso tra le botti della squallida stiva, nel ricordo pungente Sigurdh rammenta il gesto eroico del proprio padre che per salvarlo dal barbaro vichingo, quando era ancora bambino, gli fece scudo col proprio corpo. Fisiologia, sociologia, e psicologia denotano chi sono i due protagonisti e lasciano presagire cosa e come diventeranno.

Nella scena prima del secondo atto, che si apre dopo l’approdo alla terra del ghiaccio, il personaggio che attua la transizione, è Halldóra, la giovane figlia di Ragnar, capovillaggio di indigeni islandesi. La ragazza, nascosta tra i cespugli, è attratta dalla bellezza del volto di Sigurdh che è subito rapito dal suo candore e mentre “[…] si rincorrono con gli sguardi” (v. 114, II, sc. I), la vasta amenità del paesaggio fa da sfondo al nascente idillio amoroso. Halldóra, oltre che rappresentare annuncio di transizione evolutiva per Sigurdh, e, se vogliamo, anche per lo stesso Ingólf, è anche personaggio cardine nel momento in cui per amore del guerriero normanno si ribella al padre che la vuole sposa di Steinar, giovane guerriero del loro villaggio. E si rivela personaggio cardine anche quando si risolve ad appiccare il fuoco alla casa dove è stata rinchiusa da Björn, capovillaggio e nemico dichiarato di Ragnar, dopo averla rapita con l’aiuto del fedele Vigfús al comando di Ingólf e di un manipolo di uomini assai rozzi e scellerati. Riservatezza, sensibilità, affetto, onestà, e misticismo sono elementi fondanti del carattere della giovane, caratteristiche peculiari che le conferiscono fermezza nel perseguire i propri ideali di donna. È Halldóra ad innescare, se pure un conflitto minore, le ostilità tra sé stessa e il promesso sposo e di conseguenza tra Sigurdh e Steinar.

Però nel fitto della boscaglia, ben consapevole del pericolo, Sigurdh, animato da forte senso di lealtà, salva la vita al suo rivale in amore. L’uomo è stato attaccato da un orso rabbioso ed è ferito alla spalla sinistra e Sigurdh, sorreggendolo, lo conduce al villaggio. “Sei salvo…/ non si ha fortuna/ a insultar/ così la natura” (vv. 127-130, IV, sc. III), “[a]mico… ti ringrazio,/ hai salvato i miei giorni” (vv. 135-136), “[m]a sei ferito… vieni, appoggiati” (v. 142).

E sarà ancora il nostromo a non voler abbandonare Steinar una volta giunti in soccorso della giovane indigena. Quello che si genera tra i due contendenti, è un conflitto statico, mitigato da sentimenti positivi quali altruismo e lealtà che avvalorano e confermano la premessa, la quale possiamo affermare che sia sintetizzata dalla frase: “L’aspra lotta dell’amore per vincere l’odio”.

Aspro e impietoso è il duello a cui giungono Sigurdh e Ingólf, lotta presto interrotta dal colpo a tradimento assestato dal nocchiero, preoccupato per l’incolumità della sua amata. Per il colonizzatore è l’inizio di un lungo e tormentato, ma risolutivo, periodo di transizione; evento annunciato dal suono pacato di una Voce e da un prorompente fascio di luce che lo porteranno ad un radicale cambiamento interiore.

Perdonami, se puoi…/ perdonatemi…/ mio Dio…” (vv 74-76, V, sc. unica)

Ingólf, ormai monaco, spira nel cortile del monastero, trafitto dalla furia di Sigurdh. L’acredine del conflitto, adombrato e crescente, non somma l’odio e muta la vendetta in profonda pietà. Determinante è il cambiamento interiore che sorprende anche Sigurdh, caduto in ginocchio davanti a quell’emblema di fede e redenzione che ancora non conosce. La calma, il moralismo e la paziente sottomissione del monaco si rivelano agenti sublimanti per l’ira incontrollata di Sigurdh; è la forza-guida del suo avversario ad attuare il dissolvimento delle negatività che incrostano l’animo del nocchiero. Il percorso evolutivo dei due antagonisti vira verso la maturità, passando da un estremo all’altro senza scendere a compromessi, se non con la loro interiorità e la forza necessaria per dare seguito a pensiero e azione. Il ragionare di Halldóra abbracciata a Sigurdh, annuncia la fine di Steinar e quella di Björn, e dichiara il consenso di Ragnar alle nozze.

I personaggi orchestrati dal Nostro, agiscono secondo la necessaria tridimensionalità, sono ben collegati all’ambiente naturale ed al contesto sociale e confluiscono in quella che è detta da Egri “scena obbligatoria”. Nel dramma di Marcuccio tale scena è da rintracciare nella voce fuori scena del quinto atto mentre la struttura drammatica si sviluppa in maniera costante fino a raggiungere il proprio culmine senza, però, togliere intensità alle altre scene dei precedenti atti, interessando al significato intrinseco del dramma.

D’un tratto/ un varco di cielo/ scolora/ il giorno,/ e si colora di rosso,/ e scie di nuvole/ luminose/ scendono/ come sangue/ sulla terra…” (vv. 99-108)

Da notare che il nostro intento nel redigere questa introduzione alla drammaturgia dell’Ingólf Arnarson di Marcuccio, non è dimostrare l’applicazione delle tecniche che il Nostro ha letto nel citato libro di drammaturgia di Egri. Più che una applicazione, per l’autore è stata una conferma di quello che aveva già applicato, in quanto la sua lettura del testo di Egri risale all’anno 2012. A quell’epoca, come ha dichiarato l’autore, i giochi erano fatti, la trama c’era tutta, fino alla fine (mancava soltanto quel prodigio finale nel cielo, che farà cadere tutti in ginocchio) e c’era solo da aggiustare l’aspetto formale dei versi e completare il quinto atto. Possiamo immaginare invece che Marcuccio sia stato istruito alla drammaturgia attraverso la lettura dei classici del teatro, consacrandosi con la scrittura dell’Ingólf Arnarson anche abile drammaturgo.

 

NOTE:

[1] Il presente testo, inserito come postfazione al dramma epico di Emanuele Marcuccio, costituisce il penultimo capitolo del saggio monografico inedito di mia stesura sullo stesso dramma, che sarà pubblicato prossimamente.

[2] Mario Olivieri, La letteratura italiana nelle pagine della critica, cit. da Francesco De Sanctis, Saggi critici, Paravia, 1967, p. 642.

[3] Ivi, cit. da Mario Sansone, L’opera poetica di Alessandro Manzoni,  p. 651.

[4] Lajos Egri, L’arte della scrittura drammaturgica, trad. Olimpia Medici e Roberto Gagnor, cit. da Archer, Dino Audino, 2010, p. 51.

[5] Lajos Egri, Op. cit., cit., p. 79.

[6] Ivi, p. 80.

[7] Ivi, p. 83.

[8] Ivi, p. 88.

[9] Ivi, cit., p. 14.

[10] Ivi, p. 31.

[11] Ivi, cit., p. 45.

[12] Ivi, p. 129.

[13] Ivi, p. 167.

[14] Lajos Egri, Op. cit., cit. p. 166.

 

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Nota di lettura – a cura di Nazario Pardini

Già abbiamo letto, introdotto o commentato opere e sillogi di Emanuele Marcuccio, mettendone in evidenza la sana scrittura, la puntualità lessicale, la inventività creativa, e la documentazione culturale. In questa nuova avventura letteraria il Nostro si confronta con il genere drammatico: un dramma in poesia. Storia, epicità, fluidità del dettato lirico, habitus, confluenza del pathos dell’autore nella costruzione della psiche e dell’azione dei personaggi. Una vera metamorfosi cristallina che la dice lunga sulle capacità analitico-introspettive dello scrittore. Il panorama islandese, ambientazione della vicenda, ci mette del suo, tramite quadri misteriosi e sfumature di verdi brumosi, nel concretizzare l’azione e l’autonomia dei protagonisti in questione. Un’opera che invita a riflettere sull’uomo, sulle sue debolezze, la sua storia; un messaggio di vita e di libertà che scaturisce da una versificazione sciolta, suadente e convincente, dove la trama si dipana in un climax di forza e visività. Gli stessi cori del dramma, di ispirazione greca, rinunciano in gran parte alla loro storica aulicità per acquisire un linguaggio volutamente semplice, popolare, attuale a vantaggio dell’economia estetica ed etica dell’opera. Ingólf Arnarson. Dramma epico in versi liberi, il titolo della tragedia che si sviluppa su un tracciato di un Prologo e cinque atti.

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