“Via Paganini, 7” di Myriam De Luca. Recensione a cura di Francesca Luzzio

Il romanzo di Myriam De Luca, Via Paganini, 7 (Spazio Cultura Edizioni, Palermo, 2016) possiamo definirlo un romanzo di genere psicologico, infatti Viviana, la protagonista, da narratrice omodiegetica, racconta la sua vita, la sua storia, non certo indotta da una volontà di oggettivazione narrativa del suo vissuto, quanto dall’esigenza di chiarire a se stessa le ragioni del suo esistere.  

9788894006971_0_0_1415_75.jpgGli eventi esterni della prima fase della sua vita sono stati motivo di smarrimento e sofferenza, tali da indurla a ricercare se stessa, per capire cosa vuole veramente realizzare, insomma, per esserci nel senso heideggeriano del termine, ossia vivere un’esistenza caratterizzata da un’intenzionalità verso il mondo. Ma quella di Viviana, sarà un’intenzionalità che non conduce all’angoscia della morte, come per Heidegger, ma alla gioia di vivere e morire nel dedicarsi agli altri, nel trovare, porgendo la mano a deboli e indifesi, la ragione di essere hic et nunc

Viviana vive una situazione familiare che non comprende, che determina in lei un dolore indescrivibile: la madre e in genere tutta la sua famiglia la trattano da estranea, ma tale affermazione è un eufemismo, di fatto la disprezzano e questo le procura una sofferenza tanto più grande, quanto più inesplicabili sono per lei  le motivazioni di tale comportamento, né  l’affetto patinato del suo fidanzato o quello sincero e autentico di una sua zia o di un’amica  riescono ad attenuare in lei la condizione di smarrimento che vive, il progressivo annullamento del suo ego che tutto ciò determina. 

Nasce così l’esigenza  di cercarsi, di dare una direzione alla sua vita e lo farà attraverso un  viaggio  che segni un taglio con il passato, e una nuova dimora, Torino, dove, inserendosi nel mondo del lavoro, anche quello più umile, conoscerà altra gente  e, nell’iter faticoso dei giorni, troverà nell’amore verso gli altri, verso i sofferenti, anche solo per l’età, come i vecchietti del pensionato dove alla fine lavora, la ragione vera e il senso della sua vita.  Né la morte della zia e una sua lettera rivelatrice delle ragioni del disprezzo alterano la sua serenità.   

Il viaggio pertanto, come nell’Odissea di Omero o nell’Ulisse di Joyce diventa strumento di conoscenza degli altri e di costruzione della propria identità. Socrate, d’altronde, sosteneva che l’uomo non può che tendere a scoprire quello che è e quello che deve fare per vivere nel modo migliore e conoscere il modo più adatto per essere felice e Viviana, in fondo, fa tutto questo e neppure la cruda verità (l’essere frutto di uno stupro), rivelatrice delle ragioni del disprezzo  nei suoi confronti, riesce a turbare l’equilibrio da lei raggiunto: il perdono e l’amore trionfano.

Lo svolgimento diacronico degli eventi fa sì che in genere fabula e intreccio coincidano, ma non mancano feed-back memoriali sollecitati da occasioni che, come la madeleine di Proust,  immergono nel passato; ad esempio, il vedere anche la spazzatura “vestita a festa” a causa della neve, ricorda alla protagonista, quando sua madre l’agghindò nel migliore dei modi possibili, per partecipare a una festa di gente che contava, offrendo così alla Viviana adulta e consapevole  l’opportunità per scagliarsi contro l’arrivismo della classe borghese emergente.

A livello formale, la scrittrice va alla ricerca di un linguaggio essenziale e pregnante e che nello stesso tempo trasfigura la realtà descritta (ad esempio, la già citata spazzatura “vestita a festa”), rendendola allusiva e polisemica. Ciò ha comportato in genere l’adozione di una dimensione lirica, la realizzazione di pagine nelle quali l’uso di clausole poetiche e il valore fonico delle parole danno consistenza anche emotiva alle vicende narrate e generano, di conseguenza, una sorta di intensa empatia tra lettore e narratrice-protagonista.

A pagina 101  si legge: “Amore che non ha bisogno di parole, amore che si traduce attraverso l’intenso linguaggio degli occhi…, amore che non si aspetta nulla in cambio, amore che non si accorge…, amore che non sa neanche cos’è l’amore…”. Orbene, sono numerosi i periodi che come questo, grazie alle anafore, alle allitterazioni, alle rime o quasi rime, cesellano di poesia la prosa, pertanto non si reputa erroneo sostenere che trattasi in genere di  “prosa lirica”.

FRANCESCA LUZZIO

 

L’autrice della presente recensione dichiara, sotto la sua unica responsabilità, di essere la naturale e unica proprietaria dei diritti sul testo. La pubblicazione del testo è consentita su questo spazio dietro autorizzazione dell’autrice senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro.

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La premiazione del 2° concorso di racconti “Storie in viaggio” al Castello del Cassero a Camerata Picena il 17/09/17

L’iniziativa è ideata e promossa dalla Ass. Culturale Euterpe di Jesi

Domenica 17 settembre alle ore 17 presso il noto Castello del Cassero di Camerata Picena (AN) si terrà la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Concorso di racconti brevi “Storie in viaggio” ideato l’anno scorso dalla scrittrice Gioia Casale e organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi della quale è Consigliere.

Il concorso, a carattere nazionale, propone di dedicarsi alla scrittura di brevi racconti che abbiano a che fare, in maniera del tutto libera, con il tema del viaggio. Lo stesso concorso è una seguitissima iniziativa itinerante dato che ogni anno la premiazione viene tenuta – per espressa volontà degli organizzatori – in un comune diverso della Regione Marche. L’anno scorso la cerimonia finale si è tenuta, infatti, nel Maceratese nel Comune di Cingoli, presso l’affascinante location dell’Auditorium Santo Spirito.

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La torre del Castello del Cassero a Camerata Picena (AN)

Quest’anno, al Castello del Cassero di Camerata Picena, si procederà a premiare i venti autori risultati finalisti tra cui i primi dieci con targa, diploma e motivazione della giuria e i restanti dieci, a pari merito, con Menzione d’onore e una coppa personalizzata.

L’ampio lavoro di lettura e valutazione delle opere giunte per partecipare al premio è stato svolto da due Commissione di Giuria, una di pre-selezione e l’altra definita “finale”. La composizione delle due giurie è stata la seguente; nella commissione di pre-selezione erano presenti Elvio Angeletti, Oscar Sartarelli, Stefano Vignaroli, Franco Duranti, Gianfranca Carletti, Gioia Casale, Vincenzo Prediletto, Marinella Cimarelli, Martina Pergolini e Antonella Brunelli. Nella commissione di giuria finale erano, invece, presenti: Alessandra Montali (Presidente del Concorso), Lorenzo Spurio (Presidente Ass. Euterpe), Marco Squarcia, Elena Coppari, Angela Orazietti, Maria Anna Mastrodonato ed Elena Tramonti.

L’esito finale con la graduatoria dei vari finalisti verrà comunicata solamente durante la premiazione e in seguito pubblicata sul sito ufficiale della Associazione Culturale Euterpe. I venti finalisti, da varie regioni d’Italia, che ambiscono alla vittoria sono: Franca Parazzoli, Cristina Biolcati, Costantino Delfini, Gabriele Andreani, Loredana Simonetti, Rossella Triggiani, Fabrizio Trainito, Davide Bacchi, Claudio Botteon, Valentina Chiatti, Andrea Doimo, Attilio Gardini, Pietro Garuccio, Daniele Pacini, Stefania Pellegrini, Piko Cordis, Guido Vianello, Verdiana Maggiorelli, Gloria Lai, Elisa Gentiletti.

Alla cerimonia di premiazione saranno presenti Agnese Tramonti (Assessore alla Cultura del Comune di Camerata Picena) e Tiziana Maggiori (Presidente della ProLoco di Camerata Picena). L’intero evento, patrocinato dalla Provincia di Ancona e dal Comune di Camerata Picena, vedrà la preziosa collaborazione del Maestro Massimo Agostinelli che, alla chitarra, eseguirà brani di Sor, Vinas e Satie.

La cerimonia di premiazione sarà anticipata da un ricco programma messo in piedi dalla Associazione Culturale Euterpe che inizierà alle ore 10:30 con il ritrovo al Parcheggio “Le Terrazze” di Camerata Picena per la visita guidata al centro storico e alle Piane di Camerata. A seguire, alle ore 12:30 – per chi ha preventivamente prenotato – si terrà un pranzo conviviale al ristorante “Carpe Diem” alle Piane di Camerata.

Nel primo pomeriggio, alle 15:30, ci si ritroverà presso il Castello del Cassero, per la visita dello stesso e la tisana di benvenuto che lì sarà offerta. Alle 17:00 prenderà inizio la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso di racconti brevi “Storie in viaggio”.

L’evento è liberamente aperto al pubblico e la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

“Flâneur. L’arte di vagabondare per Parigi” di Federico Castigliano

“Flâneur. L’arte di vagabondare per Parigi” di Federico Castigliano
Nota di Lorenzo Spurio

Gentile prof. Castigliano,

Le confesso che – oramai vari anni fa – all’università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, nella quale studiavo, una professoressa molto innovativa ci propose – nelle sue ore in cui la materia era “Storia dell’arte contemporanea” – una serie di lezioni in merito alla “Storia del camminare” vista e riletta attraverso varie pitture, sculture e pratiche assai comuni. Lette, però, in una chiave molto interessante, ossia di tipo sociologico che – mi pare di capire – anche Lei ha adottato nella stesura di questo pregevole lavoro del quale non posso che complimentarmi vivamente con Lei.
20861601_729363677271478_2397785198668349000_o.jpgIn tale circostanza, tra i vari materiali di studio e di supporto per l’espletamento degli studi inerenti al corso in oggetto, vi era proposto il libro (saggio) che Lei ben conosce, in quanto lo cita nella bibliografia, di Rebecca Solnit. Un volume molto interessante e foriero per me di divagazioni di vario tipo. M’incuriosì il fatto che, pur essendo ancorato fortemente agli studi di matrice letteraria e linguistica, un volume del genere riuscisse a trasportarmi in maniera molto efficace su altri lidi. Fu davvero una illuminazione. 
Non le nego, infatti, che – anni dopo – quando mi capitò di figurare quale Presidente di Giuria di un premio letterario dal titolo/tema “Camminanti” e qualcosa del genere, la cui premiazione si tenne a Recanati, poco distante da me, e a pochissimi passi dalla celebre casa del Poeta romantico, non ci pensai due volte – visto l’aderenza al tema – di provvedere, assieme alla relativa organizzazione, all’acquisto di un tot di copie della Solnit da fornire quale ulteriore premio e riconoscimento ai vincitori.
Mi perdonerà per la digressione, ma ci tenevo a dirglielo perché, leggendo il suo testo, ho provato qualcosa di simile. Nel senso che ha avuto la grande capacità di riportarmi a quei momenti di studio sul testo della Solnit e, ancora, ad affacciarmi in maniera così precipua all’universo dei flâneur. I saggi che compongono il suo volume rendono assai merito e vivida questa figura tratteggiandola in ogni aspetto in maniera assai congrua e completa. Ho apprezzato in particolare i contrasti che lei pone per descrivere la figura del flâneur in maniera contrastiva – e sottrattiva – rispetto al turista, al barbone o, ancora, al semplice passeggiatore. Gliene rendo merito. E’ un testo molto ben fatto che, nella sua compattezza, riesce a delineare in maniera chiara quello che è stato ed è più “un modo d’essere” che “un modo di fare”.
Rimarchevole è il modo in cui Lei si sia spinto ad occuparsi della città anche ai nostri giorni dandone tracce di ciò che in essa freneticamente si compie dove l’oggettivizzazione della realtà (e qui bisognerebbe chiamare in causa il “realismo terminale” fondato da Guido Oldani) sembra fare da padrone. Assai curiose e interessanti le parti dove affronta i temi-cruciali del nostro Secolo in merito al “non-luogo” e alla “iperrealtà”.
Queste sono solo delle impressioni a caldo, ovviamente, dettate dalla piacevolissima e istruttiva lettura del Suo volume; un’analisi più dettagliata meriterebbe maggior tempo che spero di poter ave più avanti. La ringrazio di cuore per avermi messo al corrente della Sua opera, con preghiera di darmi notizia – se e quando ce ne saranno – di ulteriori sue pubblicazioni che possano in qualche maniera seguire o ampliare questo filone di studi.

Con viva cordialità

Lorenzo Spurio 

“La vita è un viaggio” di Michela Zanarella, tradotta in arabo da Mostafa Touny

La vita è un viaggio

di MICHELA ZANARELLA

 

Ogni uomo

cammina scalzo nel suo domani,

inciampa e poi riprende il passo,

mentre la sorte

ha il gergo del mare.

La vita è un viaggio,

una trama di rossori e sconfitte.

La meta è oltre il tempo,

nel grembo sicuro

di un silenzio inatteso.

Rimane l’impronta

del tramonto cercato,

l’esile vibrazione di un binario

sospeso,

il filo rosso di terre lontane.

 

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حـــــياتنا رحــــــــلة

 

كل رجل يسير نحو غده حافي القدمين  ،

يتعـــثر ثم يستــــأنف الخـــــطى

في حين  مصيره كقانون البحار. .

الحياة عبارة عن رحلة،

نســـــيج من الشــــــفق والهــــزائم.

والهدف من ذلك خارج نطاق الزمن،

 فى كنف آمن من الصمت  الغير متوقع

ويبقى أثـــر الغروب المأمول ،

الاهتزاز الطفيف لمسار معلق ،

النسيج الأحــمر لبــــلاد بعيدة ..

Traduzione in arabo di Mostafa Touny

A Cingoli la premiazione del concorso “Storie in viaggio”

COMUNICATO STAMPA

Cingoli ospita i vincitori del concorso “Storie in viaggio” ideato da Gioia Casale, Alessandra Montali e Lorenzo Spurio  promosso dalla Ass. Culturale Euterpe

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Domenica 9 ottobre si terrà a Cingoli (MC) presso la suggestiva location dell’Auditorium Santo Spirito la premiazione del I Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” indetto e promosso dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

downloadL’evento, sostenuto dal Comune di Cingoli che lo patrocina, porterà nella città del Maceratese i venticinque finalisti che sono risultati dal giudizio di selezione di due commissioni di giuria. Hanno partecipato a questo concorso gratuito che proponeva di attenersi al tema del viaggio 291 scrittori di ogni parte d’Italia e anche dall’estero rispettivamente dall’Argentina, dalla Svizzera, dalla Grecia e dalla Romania.

La commissione di preselezione, composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe ha letto, valutato e selezionato i venticinque testi finalisti che sono poi stati trasmessi a una seconda giuria composta da esponenti del panorama culturale e letterario: Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Laura Margherita Volante, Sara Francucci, Marco Squarcia e Maria Anna Mastrodonato che ha decretato il suo giudizio finale. 

La classifica dei vincitori e dei segnalati a vario titolo si scoprirà durante la serata di premiazione.  I premi consisteranno in coppe per i primi tre, targhe per i premiati dal 4° al 6° posto, altri premi per i riconoscimenti speciali e diplomi ad ogni finalista.

L’evento di premiazione sarà aperto dal saluto dell’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore alla Cultura Martina Coppari. Il Presidente della Associazione Euterpe, Lorenzo Spurio, e la Presidente del Concorso, Alessandra Montali, presiederanno e condurranno l’evento. Le  letture dei brani verranno fatte da Amneris Ulderigi e la serata sarà allietata da intermezzi musicali a cura della Associazione Musicale “Cerquetelli” di Cingoli.

L’Associazione Culturale Euterpe, in sinergia con la ATC Pro Loco di Cingoli, ha organizzato nella mattinata della stessa giornata, una visita gratuita alla città di Cingoli per coloro che si sono iscritti che partirà alle ore 10:30 di fronte alla Biblioteca Comunale.

Info

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

I Concorso di racconti brevi “Storie in viaggio”

I CONCORSO DI RACCONTI BREVI “Storie in viaggio

scadenza 04-09-2016

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L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) in collaborazione con la Biblioteca Ascariana di Cingoli, la ATC Pro Loco di Cingoli e con il Patrocinio Morale del Comune di Cingoli, indice la prima edizione del Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” la cui partecipazione è regolamentata dal presente bando.

Nel giorno della premiazione è prevista anche la visita guidata alla città di Cingoli che avverrà grazie alla collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli.

Sezioni

L’unica sezione di partecipazione è il racconto. È possibile partecipare sia con elaborati editi (già pubblicati in edizioni cartacee comprensive di codice identificativo ISBN) che inediti.

Tematica

La tematica indicata per questa edizione è “Il viaggio” che può essere interpretata liberamente ad intendere viaggi fisici, di spostamento sul territorio nazionale o internazionale e di viaggi interiori, percorsi di approfondimento e di crescita personale, educativo, morale, spirituale o di altra tipologia.

Caratteristiche degli elaborati

Si partecipa unicamente con testi scritti in lingua italiana. Non verranno accettati racconti in altre lingue né in dialetto, anche se provvisti di relativa traduzione in italiano.  Ciascun partecipante può inviare un solo racconto in formato Word (estensione .doc o .docx) di lunghezza complessiva 3 cartelle editoriali (1 cartella = 1800 battute).  I testi dovranno essere formattati in carattere Times New Roman corpo 12, non dovranno presentare al loro interno caratteri sottolineati o colorati, né immagini né collegamenti multimediali.

Minori

La partecipazione è aperta anche a minori. In questo caso la scheda dei dati andrà compilata dal minore ma dovrà essere firmata in calce da uno dei due genitori, indicando tra parentesi il grado di parentela. Ogni altra indicazione in merito alla partecipazione segue le linee generali del presente bando.

Partecipazione

Il concorso è completamente gratuito.

Invio degli elaborati

Per prendere parte al concorso è richiesto l’invio a mezzo e-mail all’indirizzo ass.culturale.euterpe@gmail.com del proprio racconto comprensivo di titolo e sprovvisto di dati personali o segni di riconoscimento. Al testo andrà allegata anche  la scheda di partecipazione contenente i propri dati personali. Nell’oggetto della mail è richiesto di indicare “Concorso Storie in viaggio”. La mancanza di uno dei due materiali richiesti comporta l’esclusione.

 Scadenza

Il termine ultimo per partecipare è fissato al 4 settembre 2016.  Non verranno presi in considerazioni elaborati pervenuti dopo tale data.

Pre-selezione

L’organizzazione della Associazione Culturale Euterpe provvederà a effettuare una preselezione dei materiali pervenuti –in forma rigorosamente anonima- dalla quale decreteranno venti finalisti. L’esito della selezione verrà pubblicato sul sito della Associazione (www.associazioneeuterpe.com) e inviato a mezzo mail a tutti i partecipanti a partire dal 12 settembre 2016.

Graduatoria

La commissione giudicatrice valuterà in forma completamente anonima i testi dei venti finalisti e proclamerà i vincitori durante la serata di premiazione.

Cerimonia di premiazione

I finalisti sono tenuti a partecipare alla serata finale che si terrà domenica 9 ottobre 2016 a Cingoli (MC) presso l’Auditorium Santo Spirito.  Partecipando a questo concorso l’autore dichiara la propria presenza fisica e ad intervenire durante la serata di premiazione, nel caso figurasse tra i finalisti.   Ai finalisti è richiesto di confermare entro 6 giorni dall’avvenuta comunicazione di pre-selezione la propria presenza o meno.  Qualora non potranno intervenire la loro posizione di finalista decadrà e l’organizzazione provvederà a far scalare tra i finalisti altri nominativi non rientrati nella iniziale rosa di venti autori.  I finalisti che non si presenteranno alla serata di premiazione non avranno diritto a nessun tipo di premio. Non saranno accettati delegati alla cerimonia finale.

Premi

I premi consisteranno in coppe per i primi tre vincitori assoluti e in targhe per i successivi tre autori classificatisi. Tutti i premiati riceveranno anche il diploma. Tutti gli altri finalisti riceveranno attestato di partecipazione.

Visita guidata di Cingoli

L’evento sarà anticipato, nel primo pomeriggio, da una visita guidata della città (gratuita) che avverrà con la collaborazione della ATC Pro Loco di Cingoli per coloro che vorranno (maggiori indicazioni su orari e punti di ritrovo verranno fornite in un secondo momento) a mezzo mail.

Commissione di pre-selezione

La commissione di pre-selezione è composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe: Lorenzo Spurio, Elvio Angeletti, Alessandra Montali, Marinella Cimarelli, Oscar Sartarelli e Vincenzo Prediletto.  Il giudizio della commissione di pre-selezione è definitivo ed insindacabile. 

Commissione giudicatrice

La Commissione giudicatrice è composta da Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Maria Anna Mastrodonato, Laura Margherita Volante, Sara Francucci e Marco Squarcia. Il giudizio della commissione giudicatrice è definitivo ed insindacabile. 

Ultime disposizioni

La partecipazione al Premio è subordinata all’accettazione del presente bando in ogni suo articolo.

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e altre attività promosse dalla Associazione Culturale Euterpe.

 

Lorenzo Spurio – Presidente Ass. Culturale Euterpe

Alessandra Montali – Presidente del Concorso

 

Per info inerenti al concorso:

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE EUTERPE – JESI

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Tel. 327-5914963

Pagina FB

 

 Per info inerenti alla città di Cingoli:

 ATC PRO LOCO CINGOLI

www.prolococingoli.it

atcprolococingoli@gmail.com

Tel./Fax 0733-602444

Pagina FB

 

 

Scheda di Partecipazione al Concorso

 

La presente scheda compilata è requisito fondamentale per la partecipazione

 

 

Nome/Cognome __________________________________________________________

Residente in via ________________________Città_______________________________

Cap __________________________ Provincia __________________________________

Tel. ___________________________ E-mail ___________________________________

 

Partecipo al Concorso “Storie in viaggio” indetto dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) con il racconto dal titolo ________________________________________________________________________

 

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

Il racconto è     [   ]  INEDITO          [    ]   EDITO

Nel caso il racconto sia inedito indicare in quale testo (titolo, editore, anno) è stato pubblicato:

________________________________________________________________________

Questo racconto figura in una pubblicazione depositata alla SIAE ?

[   ] SI          [   ]  NO

Dichiaro, sotto la mia responsabilità, che il racconto è di mia completa produzione e che ne detengo i diritti ad ogni titolo

[   ] SI          [   ]  NO

Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) per le attività organizzate e promosse dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

[   ] SI         [   ]  NO

 

                 Luogo, data                                                                    Firma (leggibile)

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“Prima che spunti l’alba” di Anna Maria Boselli Santoni, Prefazione di L. Spurio

Anna Maria Boselli Santoni, Prima che spunti l’alba, Pragmata, Roma, 2016.

PREFAZIONE a cura di Lorenzo Spurio

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L’amore non è atto di sfida, né mezzo di comando. Non dovrebbe essere l’arnese da impiegare con il fine di instillare avversità e ampliare tormenti che già, connaturatamente e fisiologicamente, la vita ci dà e con i quali dobbiamo sopravvivere. Nel nuovo romanzo di Anna Maria Boselli Santoni sembra quasi di percepire due mondi a confronto, antagonisti e in teoricamente lontani, che giungono di continuo a lambirsi, quasi a fronteggiarsi, nonché ad imporre un dialogo retto nella protagonista principale.
Se non abbiamo la capacità di poter riprendere il passato, annullare errori o rivivere certi momenti in cui, ad esempio, abbiamo scelto pensando molto a noi stessi e poco agli altri, di certo è nelle prerogative e nelle possibilità dell’uomo la speranza di un futuro migliore. Ciò è permesso grazie all’adozione, al presente, di una serie di atteggiamenti lucidi e di una spiccata consapevolezza che matura l’uomo ad interagire con il mondo, con la sua realtà sociale, con le persone che lo circondano in un dato modo.
Nei romanzi di Anna Maria Boselli Santoni la parola “mai” e tutto ciò che essa presuppone viene usata assai poco e di certo non con un tono perentorio e assertivo a descrivere con ineludibile certezza che una possibilità delle scelte, tra le tante, non è concepibile e dunque percorribile. Piuttosto la Nostra, grazie alla profonda contemplazione dell’esistenza e al suo sguardo empatico nei confronti di una sacralità mitico-religiosa, è portata a vedere sempre un spiraglio di luce anche quando l’abitualità crepuscolare, le tribolazioni e il senso di malessere sembrerebbero dominare sull’uomo tanto da vivere la sua esistenza subendola, e non come soggetto agente.
Se il mondo fosco e ottenebrato della morte, caratterizzato dal decesso di giovani tossicodipendenti e la frequentazione di due cimiteri, ci immettono in una narrazione pregna di mestizia e costernazione, tuttavia non percepiamo il pianto doloroso e accorato perché la sofferenza è sempre elaborata, somatizzata e neutralizzata per mezzo di un elevatissimo afflato con la vita stessa.
Ed è proprio il viaggio fisico, quello spostamento che la protagonista farà verso l’Argentina, che la porterà a una sorta di crisi introspettiva che vive non come crollo emotivo ma come mezzo di autoriflessione, di rivisitazione di sé e dunque di forza. Il viaggio più significativo e pregnante, allora, non è tanto quello Oltreoceano e il relativo ritorno nella vecchia Europa ma è piuttosto un viaggio della mente, una perlustrazione serrata della propria componente intima e psicologica.
Il personaggio maschile del romanzo, pur ammorbato da grandi pensieri, sarà in grado di farsi forza con l’aiuto e l’amore della Nostra e, pur non rinnegando la vita passata, si mette a nudo dinanzi alla nuova realtà venutasi a creare. E’ un uomo vulnerabile e ferito, ingiuriato dalla vita, che ritroverà, proprio grazie a quell’unione simbiotica del pensiero da poco suffragata nello scambio emozionale con la Nostra, una sua serenità, un suo senso.

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Anna Maria Boselli Santoni, autrice del libro

Se le esperienze negative sono inevitabili, esse possono servire per irrobustirsi anche se non tutti hanno la forza di credere in sé stessi o la fortuna di trovare una compagna con la quale dar compimento a tutti i desideri e sentirsi imbattibile dinanzi a tutto il mondo di fuori.
Se è l’uomo che in un certo modo costruisce la sua esistenza con le sue scelte o non scelte, non va dimenticato che spesso il silenzio, la solitudine e l’indifferenza possono essere i peggiori nemici nel percorso volto all’ottenimento di uno stato di pienezza della vita e di concordia con il proprio animo.
Sono abbastanza certo di aver localizzato la frase più bella del romanzo all’interno della Seconda parte quando Anna Maria Boselli Santoni scrive “I morti erano figli della vita”. Ed è proprio qui, nella desolante considerazione che chi vive ai margini dell’esistenza (come i tossicodipendenti del romanzo e in particolare Tiziano) e abbandonati a se stessi, pur nella malattia, nella devianza e nell’irrecuperabilità della condotta, è sempre figlio, ossia il prodotto, di un spirito di energia volto alla creazione, all’idea di congiungimento ed unità, all’esigenza di calore e conforto da poter ricevere senza doverlo richiedere.
Non è mai tardi per chiedere all’altro di accogliere il nostro appello né di concedere ai nostri simili il rispetto che ricerchiamo noi stessi ci venga mostrato. Il cambiamento è una concatenazione di piccoli gesti concreti e non di grandi parole. Altisonanti e accorate, ma vacue e indegne. C’è sempre tempo per poter sperare di rivitalizzare il proprio vissuto inaridito dalle asperità o allucinato dalla delusione, prima che spunti l’alba.

LORENZO SPURIO

16-01-2016