Il mondo del teatro, tema del prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” – Scadenza 21-05-17

16299011_1816826958569728_1671577101441895574_nSegnaliamo la selezione per il prossimo numero della rivista di letteratura “Euterpe” tutt’ora aperta che scadrà il prossimo 21 maggio 2017.
Il prossimo numero della rivista, il ventitresimo, propone come tema al quale è possibile ispirarsi e rifarsi liberamente quello della “Scrittura teatrale e i suoi interpreti”.
Per poter prendere parte alla selezione dei testi è richiesto di seguire le semplici e basilari “Norme redazionali” presenti sul nostro sito a questo link http://rivista-euterpe.blogspot.it/p/norme-redazionali.html  pena l’esclusione.
I materiale dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo elettronico alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 21 maggio p.v. 

Info: rivistaeuterpe@gmail.com 

“Grendel e il Poeta. Da Beowulf a Shakespeare” di Daniela Quieti sab. 4 marzo alle Giubbe Rosse (Firenze)

Sabato 4 marzo alle ore 17:30 presso il Caffé Letterario “Le Giubbe Rosse” di Firenze (Piazza della Repubblica 13) verrà presentato al pubblico il saggio Grendel e il Poeta. Da Beowulf a Shakespeare della scrittrice, poetessa e critico letterario Daniela Quieti. L’evento si inserisce all’interno degli appuntamenti “Artisti & Autori alle Giubbe rosse” curati da Jacopo Chiostri e Anita Tosi. Interverranno Jacopo Chiostri (giornalista), Roberta Degl’Innocenti (poetessa) e Alessandra Ulivieri (Editrice). L’evento sarà ripreso dalle telecamente di Toscana TV per mezzo dell’inviato Fabrizio Borghini.A conclusione sarà oggerto breve drink/buffet agli intervenuti.

L’autrice

Daniela Quieti, scrittrice e giornalista, vive a Pescara. Iscritta all’Albo dell’Ordine dei giornalisti pubblicisti, è Direttore Responsabile del Periodico Logos Cultura e Presidente dell’omonima Associazione.. Dirige la collana editoriale di narrativa Emotion per la Pegasus Edition ed è nella redazione del quadrimestrale di poesia e letteratura italiana e straniera “I fiori del male”. Ha pubblicato i libri: I colori del parco (2007, poesia); Cerco un pensiero (2008, poesia); Altri Tempi (2009, narrativa); Echi di riti e miti (2010, narrativa); Uno squarcio di sogno (2010, poesia); L’ultima fuga (2011, poesia); Francis Bacon La visione del futuro (2012, saggistica); Quel che resta del tempo(2013, narrativa); Atmosfere (2014, narrativa); La Travolgente domanda – Cent’anni di Prufrock (2015, saggistica); Grendel e il Poeta Da Beowulf a Shakespeare (2016, saggistica). Numerosi i suoi contributi critici in antologie, curatele e volumi collettivi. È storicizzata in testi di letteratura fra cui Letteratura Italiana-Dizionario biobliografico dei poeti e dei narratori italiani dal secondo novecento ad oggi (2010) ed Evoluzione delle forme poetiche (2013).

Invito Giubbe Rosse Quieti.jpg

Franco Patonico: poesia, video e teatro alla Biblioteca “Orciari” di Marzocca il 23 ott.

Domenica 23 ottobre alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale “Luca Orciari” di Marzocca di Senigallia si terrà, con il Patrocinio del Comune di Senigallia, un evento culturale voluto e promosso dall’infaticabile poeta dialettale Franco Patonico. La serata si aprirà con la presentazione del suo ultimo libro di poesie, dal titolo “Cantastorie”, condotta dal critico letterario Lorenzo Spurio che presenterà l’autore e l’opera a partire dalla nota di prefazione che ha stilato per il volume. 

Durante il ricco pomeriggio verranno altresì proiettate delle video-poesie, genere che molto piace a Franco Patonico e con il quale si è espresso numerose volte anche in altre situazioni e momenti di incontro poetici.

Nella seconda parte, invece, avrà luogo una messa in scena di alcuni estratti dell’opera in vicentino “Montecchi e Capuleti” di Zeffirino Agazzi (creata sulla celebre opera del drammaturgo inglese William Shakespeare) che Patonico proporrà in una inedita versione dialettale in senigalliese. Rappresenteranno alcune scene scelte dell’opera  Sara Gasperini (Giulietta), Filippo Paolasini (Romeo) e Letizia Greganti (Governante). La rappresentazione avverrà con le voci narranti -fuori scena- di Donatella Angeletti e Mauro Pierfederici. romeo-e-giulietta-page-001

Esce “I delitti della primavera” di Stella Stollo, in lingua inglese

Esce l’edizione in inglese de “I delitti della primavera” di Stella Stollo, Graphofeel edizioni

Un successo notevole per il romanzo di Stella Stollo edito da Graphofeel edizioni che ha ricevuto riscontri positivi sia dalla critica che dai lettori. Continuano i consensi anche fuori dal territorio nazionale; arriva infatti la traduzione in lingua inglese e l’edizione dal titolo “The Botticelli killings Murders and mysteries in Reinassance Florence”. Un’ulteriore conferma di quanto sia stata apprezzata l’opera, che si appresta a conquistare un pubblico sempre più ampio. Una scrittura fluida, visiva ed avvolgente, che sa unire abilmente atmosfere di amore e morte, ci introduce nel ritmo di una trama da leggere tutto d’un fiato fino alla fine.

Il libro

botticelli killings.jpg“I delitti della primavera” si presenta come opera raffinata e ben strutturata, un thriller storico ambientato a Firenze alla fine del 1400.  Il romanzo si sviluppa tra personaggi realmente esistiti e altri di pura fantasia.  Nella città medicea sfilano e prendono corpo la bellissima Simonetta Vespucci, Il giovane Leonardo da Vinci, il Maestro Sandro Botticelli e il suo promettente allievo Filippino Lippi. E poi eclettiche alchimiste, ambigui speziali, osti e pittori, poeti, scienziati e filosofi, in una atmosfera vivida e colorata, ricca di spunti noir. L’autrice infatti ci proietta in una città sconvolta da una serie di omicidi, le vittime sono tutte donne giovani donne appartenenti alla ricca borghesia, senza nessun legame apparente. Il Killer sembra prendere ispirazione dal capolavoro di Sandro Botticelli ‘L’allegoria della Primavera’; lungo la scia di morte, infatti, ci sono simboli che rimandano al dipinto ed al suo autore, dettagli mutuati dal capolavoro senza motivazione apparente.

L’autrice

stella-stolloStella Stollo nasce a Orvieto nel 1963. Si laurea in Lingue e Letterature Orientali presso l’Università di Venezia e trascorre un anno accademico in Cina. Successivamente si trasferimento per tre anni in Germania, abitando per brevi periodi in diverse città. Quando rientra in Italia si stabilisce in Toscana e attualmente vive a Firenze con la sua famiglia. Se la lettura le è necessaria per mantenersi in vita, la scrittura la consiglia come mezzo per vivere più sani. Il suo romanzo d’esordio Io e i miei piedi tratta proprio del potere terapeutico della scrittura ed è edito da Graphofeel edizioni. Il suo secondo romanzo Algoritmi di Capodanno è edito da ARPANet. Un terzo romanzo, MALdiTERRA, si trova sulla piattaforma di self-publishingilmiolibro.it e su Amazon come ebook. “I delitti della Primavera” (ed. Graphofeel) è il suo quarto romanzo.

 

Ufficio stampa – Michela Zanarella

pressidelittidellaprimavera@gmail.com  

“Mr Bennett e Mrs Brown” di Virginia Woolf, Rogas Edizioni

Mr Bennett e Mrs Brown cover-page-001

“Mr Bennett e Mrs Brown” di Virginia Woolf

Rogas Edizioni

traduzione di Adalgisa Marrocco

introduzione di Gian Pietro Leonardi

Pagine: 144, Prezzo: 11,50 €, ISBN: 9788894070392

“Mr. Bennett e Mrs. Brown è da molti considerato il manifesto letterario programmatico di Virginia Woolf. Tematicamente legato a Modern Novels del 1919 e Modern Fiction del 1925, in realtà si tratta di uno dei suoi tanti testi interconnessi tra loro sullo stato di salute della narrativa nel primo quarto del Novecento. Pubblicato la prima volta in una fase ancora embrionale nel 1923, prima sul supplemento letterario del New York Evening Post e successivamente (il 1° dicembre) su The Nation and Athenaeum diretto da Leonard Woolf, il saggio si presentava subito come una risposta ad Arnold Bennett che proprio nel marzo di quell’anno aveva scritto un articolo intitolato Is the Novel Decaying? in cui Virginia Woolf veniva espressamente menzionata in relazione all’incapacità dei romanzieri moderni di creare dei personaggi reali, esempio ne sarebbe stato Jacob’s Room (1922) i cui protagonisti non sopravvivrebbero nella mente del lettore, poiché l’autrice sarebbe stata più ossessionata dai dettagli che dalla loro consistenza.”

(dall’introduzione di Gian Pietro Leonardi)

Il gioco delle carte in una selezione di opere pittoriche. A cura di Erika Castorina

Giochi di carte: raffigurazioni artistiche tra il 1880 e il 1980

A cura di Erika Castorina

Da Caravaggio a Picasso sino ad arrivare a Boulogne e Cézanne, le raffigurazioni di uomini che giocano a carte sono un soggetto molto popolare nell’arte. In particolare nell’800 questo incremento è stato oggetto di critiche da parte degli studiosi che tendevano a demonizzare il gioco d’azzardo ritenendolo causa principale dei maggiori disagi sociali dell’epoca. In realtà questi quadri offrono non solo un valore inestimabile dal punto di vista artistico ma permettono di approfondire, molto più dettagliatamente di quanto si possa pensare, le abitudini della società con spunti molto interessanti.

Attraverso queste opere d’arte si può infatti subito notare che riunirsi davanti ad un tavolo di gioco era un’abitudine molto diffusa in tutti i ceti sociali dalla classe medio alta a quella meno abbiente. Naturalmente le raffigurazioni in questione ci offrono una visione unica nella diffusione di giochi specifici, le modalità e le differenze con cui venivano giocati e – nel caso di giochi come il poker, tra i più raffigurati in assoluto – un approfondimento in merito alla storia e all’aspetto legale. Liberamente ispirato ad un articolo di Lorenzo Invernizzi questo pezzo si propone di commentare raffigurazioni artistiche di giochi di carte per un periodo di cento anni, tra il 1880 e il 1980, che inizia con Le Jeux de Bezique di Gustave Caillebotte del 1880.

Gustave-Caillebotte-The-Bezique-Game-S

‘Le Jeux de Bezique’, 1880 – di Gustave Caillebotte

Nato in una famiglia agiata di Parigi Caillebotte cominciò la sua carriera artistica dopo un viaggio in Italia che lo ispirò al punto di fargli prendere la decisione di lasciare gli studi giuridici. A differenza del generale orientamento delle opere contemporanee verso la natura e la figura femminile, il tema dominante delle opere di Caillebotte è l’uomo, come lo dimostra gran parte dei suoi quadri. Anche le rappresentazioni degli interni, sono molto care all’artista ma la figura maschile rimane il soggetto prediletto e preponderante che assume frequentemente sfumature sociali, rese sottilmente da atmosfere malinconiche e spente, sguardi eloquenti, importanti dettagli, simboli delle differenze sociali. 
Tutto questo si ritrova nell’opera Le jeux de Bezique (Bezique era un gioco di carte molto noto nella Parigi ottocentesca) dove un gruppo di uomini sono radunati attorno ad un tavolo ad osservare la partita a carte tra un giovane uomo ed un uomo di mezza età. Molto interessante dal punto di vista tecnico l’utilizzo della prospettiva da parte di Caillebotte, egli è molto noto per questa sua tecnica  (basta dare uno sguardo al famoso Giovane uomo alla finestra ) ma l’ uso che ne fa è molto interessante in quanto l’uomo che sta seduto sul divano contribuisce non solo a dare molta profondità al quadro ma allo stesso tempo simboleggia quell’atmosfera malinconica e spenta che enfatizza lo stato di depressione in cui sembra trovarsi il soggetto.

download

‘Bluffing’, 1885 – di John George Brown

Sebbene Brown abbia sperimentato da sé i disagi di un’infanzia povera e molto difficoltosa, le strade e gli scorci raffigurati nei suo quadri sono sempre gioiosi e molto ben curati. Dipingere qualcosa di troppo cupo e sordido sarebbe stato molto impopolare nell’alta classe dalla quale provenivano la maggior parte dei commissionari di Brown. In questo dipinto in particolare sono raffigurati due bambini, che indossano vestiti sporchi e strappati, mentre giocano a carte. I due bambini sono completamente immersi nel gioco ed in particolare quello sulla destra appare visibilmente concentrato e particolarmente accigliato visto che il suo avversario sembra avere la meglio. Il titolo  Bluffing potrebbe suggerire un particolare momento del gioco del poker, o semplicemente il fatto che i due ragazzini stessero fingendo di giocare. Aldilà dell’aspetto e della classe sociale dei due bambini il quadro si focalizza sul gioco e questo potrebbe essere stato anche un tentativo da parte di Brown per ricordare uno dei giochi prediletti della sua infanzia, infatti spesso ai bambini poveri venivano donate delle carte da gioco, o semplicemente per distogliere appunto l’attenzione dal contesto sociale raffigurato.

Albert-Beck-Wenzell-A-Showdown-1985

‘ Showdown’, 1985 – di Albert Beck Wenzell

Nei dipinti di Wenzell sono spesso raffigurate scene di ricchezza e di ottimismo, che riflettono a pieno la Belle Époque in cui visse. I suoi soggetti e gli ambienti sono sempre molto ben curati e incredibilmente dettagliati, con colori caldi e raggianti che ben si sposano con l’epoca di quel momento. Wenzell stesso era cresciuto in un ambiente ricco e raffigura di fatti tutte ciò che lo appartiene e di cui è stato testimone, interpretando il lussuoso stile di vita della classe alta dell’epoca. L’artista solitamente riceveva commissioni da ricche famiglie americane che volevano opere d’arte raffiguranti scene molto affascinanti. Wenzell spesso si focalizzava principalmente su donne belle e alla moda che interagivano con signori più anziani in un ambiente domestico familiare. Tuttavia in questo suo quadro che stiamo analizzando Wenzell ritrae solo uomini, in giacca e cravatta e sigaro in bocca, impegnati in ciò che sembra essere la fase finale di una partita di poker. Una particolare attenzione deve essere data al linguaggio del corpo di tutti i giocatori raffigurati. Sembra quasi come se tutti stiano cercando di adottare una posa rilassata per alleviare la tensione, ma in realtà quest’ultima sembra prevalere e più che rilassate le loro pose appaiono estremamente rigide  e nervose. Gli sguardi dei signori all’estrema destra dimostrano quanto essi siano particolarmente in difficoltà, mentre l’uomo a sinistra è adagiato sullo schienale della sedia quasi a dimostrare la sua eccessiva calma e tranquillità . Il titolo del dipinto Showdown conferma la natura conflittuale e competitiva della scena. Nel poker, il termine  ‘’Showdown’’ significa resa dei conti e viene usato per descrivere l’obbligo per i giocatori finali di mostrare le loro mani alla fine del gioco. Chiaramente nel ritratto, complice la tensione raffigurata, si tratta di questa fase decisiva del gioco che sta per svolgersi.

William-Holbrook-Beard-‘The-Poker-Game’-1887

‘The Poker Game’, 1887 – William Holbrook Beard

 I cani non sono gli unici animali che sono stati dipinti al tavolo da gioco. Prima del famoso quadro di Cassius Marcellus Coolidge, che ritrae dei cani al tavolo verde, il pittore americano William Holbrook Beard, molto appassionato di natura ed animali selvatici, ha ritratto in maniera umanistica degli animali. ‘The Game Poker’ è particolarmente inquietante nella sua rappresentazione di scimpanzé in abiti rinascimentali, essi sono riuniti intorno a un tavolo. La maggior parte degli scimpanzé sono profondamente concentrati sul gioco di carte, mentre un servo ed un frate stanno semplicemente ad osservare. Un altro scimpanzé sembra consigliare uno dei giocatori, che tiene quattro carte in mano, mentre una quinta le sta per essere passata dal giocatore di fronte. Ciò indicherebbe che stanno giocando a cinque carte. L’ambiente circostante è di pietra ed è reso molto scuro dalla fioca luce di candela e sembra chiaramente dimostrare che la scena si svolge nella stanza di un castello. Forse lo scimpanzé non partecipante all’estrema sinistra è il re, che guarda i suoi sudditi giocare a carte e bere vino.

c

‘The Bid’, 1948 – Norman Rockwell

 L’arte di Norman Rockwell è indubbiamente diventata simbolo della cultura americana. Caratterizzata da colori solari e scene allegre, le sue illustrazioni raffigurano sportivi, lavoratori industriali e la classica famiglia perfetta – tutti soggetti che in qualche modo rappresentavano il sogno americano. Durante la guerra, i suoi dipinti hanno instillato un senso di giustizia e di trionfo, un sentimento con cui il governo americano voleva ispirare le persone e per questo motivo l’arte di Rockwell è stata scelta come protagonista dei poster motivazionali. In ‘The Bid’ (l’offerta), Rockwell raffigura un piacevole gioco a carte tra amici nel dopoguerra. Il pavimento di sabbia, tonalità brillanti e magliette senza maniche delle donne suggerisce che i soggetti stanno giocando in estate. Il contrasto tra gli uomini d’affari con un ambiente simile a quello di una spiaggia è abbastanza forte. Rockwell fonde il dovere con il piacere, cosa che riflette lo stile di vita della classe superiore nel fine degli anni ’40 in America. Il fatto che le sedie siano tutte diverse tra loro è un affascinante dettaglio, in quanto implica che la decisione di sedersi al tavolo è stata presa di fretta. I soggetti di questa illustrazione sono infatti ripresi in un massimo momento di piacevolezza mentre sono in buona compagnia e ne approfittano per fare una partita a ‘Bridge’.

LeRoy-Neiman-Stud-Poker-1980

 ‘Stud Poker’, 1980 – LeRoy Neiman

Lo stile molto distintivo di LeRoy Neiman è caratterizzato dalle sue pennellate vivaci a tratti un po’ sfocate, un metodo che sembrava catturare il movimento dei suoi soggetti e l’atmosfera della situazione ritratta. Ci sono pochi posti luminosi e vivaci come un casinò, questo spiega perché Neiman ha scelto Las Vegas come ambientazione per molti dei suoi lavori. Intitolato semplicemente Stud Poker, questa vivace rappresentazione di giocatori intorno un tavolo da gioco curiosamente ricorda Monet. In effetti, le chips colorate sul tavolo verde possono ricordare le famose ninfee nello stagno del pittore impressionista francese . Se si esaminano i giocatori di poker più nel dettaglio, si può iniziare a differenziare le caratteristiche di ogni personaggio, la maggior parte di essi sembra essere vestita formalmente – ad eccezione della donna dai capelli rossi. Vibrante, occupato e moderno; ‘Stud Poker’ è un perfetto esempio di stile eccentrico di Neiman.

Quando si mettono a confronto rappresentazioni di giochi di carte d’arte come queste è molto interessante scoprire sin da subito che il tema del gioco trascende dalla classe sociale di appartenenza. Dal contadino al Re i giochi di carte sono stati infallibilmente popolari nel corso degli ultimi secoli mettendo d’accordo sempre tutti. Un altro aspetto che vale la pena di studiare è come il tipo di gioco raffigurato cambia a secondo dell’epoca e, a volte, anche della nazionalità del pittore. Si dovrebbe anche notare come, negli ultimi due dipinti del 20° secolo campionati sopra, ci sono donne che partecipano ai giochi cosa impensabile negli anni precedenti. Questo segna un cambiamento del comportamento sociale nei confronti della donna, che riflette il passaggio da ‘’serate di poker solo per gentiluomini’’ verso la tendenza di altri tipi giochi del genere ma volti ad includere anche il genere femminile. L’aspetto finale da prendere in considerazione è come la rappresentazione del gioco d’azzardo nell’arte dimostra anche l’aspetto legale legato al gioco del poker in base all’epoca in cui viveva l’artista. Mentre molte opere famose hanno ritratto attività di gioco e scommessa che si svolgono nel retrobottega buio con personaggi sfuggenti e ubriachi, dipinti come Stud Poker di Neiman mostrano invece l’inserimento del gioco d’azzardo nella cultura di tutti i giorni.

La rappresentazione di giochi di carte, dunque, come si vede nelle opere d’arte, ci può offrire la possibilità di capire il ruolo unico e affascinante che questi giochi, da sempre presenti, svolgono nella nostra società.

ERIKA CASTORINA

I Premio Letterario Nazionale Bukowski

“I edizione Premio Letterario Nazionale Bukowski”

Inediti di ordinaria follia

sono aperte le iscrizioni – possono partecipare opere inedite (romanzo, racconto, poesia)

I testi devono avere come tema la “donna”

(Autrice e/o protagonista dell’elaborato)

 

 

 

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla prima edizione del “Premio Letterario Nazionale Bukowski”, organizzato da Associazione Culturale I soliti ignoti in collaborazione con Giovane Holden Edizioni di Viareggio (Lu).

imagesA vent’anni dalla scomparsa di Charles Bukowski, sicuramente uno dei casi letterari più sorprendenti degli ultimi anni, nasce il primo premio letterario intitolato al poeta, romanziere, scrittore di racconti americano.

Difficile stabilire in modo univoco quale sia l’originalità della sua opera, spiegare le motivazioni della fama quasi leggendaria di cui gode o il perché molte università gli abbiano dedicato corsi di letteratura americana contemporanea e di scrittura creativa. Fatto sta che il suo fascino ha sedotto anche gli accademici. Di certo, per addentrarsi nell’opera di Bukowski occorre svincolarsi dal pudore e sfidare il comune buon senso. Solo così è possibile lasciarsi alle spalle il frettoloso giudizio di scrittore che scrive solo di alcol e di sesso; è vero che i suoi temi sono questi in prevalenza ma è pur vero che rientrano in una dimensione più ampia. Bukowski trova insopportabile chi scrive in una sorta di codice magari curatissimo sul piano stilistico ma che rischia di essere destinato solo a pochi eletti, qualcosa cioè di molto lontano dalla vita reale e dalla sofferenza di cui essa trabocca. La scrittura deve appropriarsi del reale e dunque in questo senso Bacco e Venere non vanno intesi come divertimento folle quanto piuttosto come testimonianza di un profondo disagio esistenziale.

Obiettivo del premio, quindi, stimolare la produzione di testi che sappiano raccontare la “vita vera” fatta di sofferenza, di sospetti, di compromessi ma anche di gioia, di risate e di amore.

La decisione di scegliere per la prima edizione il tema della “donna” è da ascriversi alla volontà di esplorare il complesso universo femminile che tanta importanza ha rivestito nell’opera dello scrittore americano.

Il premio è rivolto a tutti i cittadini, italiani e non, che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla data del 13/01/2014.

Si può partecipare con opere inedite (cioè mai pubblicate) scritte in lingua italiana.

Il Premio si articola in tre sezioni: romanzo inedito, racconto inedito, poesia inedita.

Gli elaborati – nel numero di due copie – devono essere consegnati a mano o inviati a mezzo posta prioritaria o per raccomandata entro il 30/04/2014 al seguente indirizzo: Segreteria Premio Bukowski – c/o Associazione Culturale I soliti ignoti – via Rosmini, 22 – 55049 Viareggio (Lucca).

Insieme all’elaborato deve essere allegata ricevuta di pagamento della quota di partecipazione (pari a 20,00 euro) e nota contenente le generalità complete (nome, cognome, indirizzo, e-mail, telefono, firma autografa). All’indirizzo info@premiobukowski.it va, invece, inviata copia digitale dell’opera (in formato Word).

La giuria selezionerà i finalisti e i vincitori, uno per sezione.

I vincitori di ciascuna sezione riceveranno in premio la pubblicazione del proprio elaborato da parte della casa editrice Giovane Holden Edizioni.

I finalisti riceveranno attestati di merito, libri e gadget durante la cerimonia di premiazione.

La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avverrà il 2 agosto 2014 a Viareggio (Lu) presso Mad Gallery.

Il bando completo e i moduli di iscrizione sono scaricabili dal sito www.premiobukowski.it

 

Per informazioni:

 

Miranda Biondi

Mobile 3384207994

E-mail ufficiostampa@isolitignoti.it