In arrivo “L’esigenza del silenzio”, opera poetica di Michela Zanarella e Fabio Strinati

E’ in uscita sabato 10 febbraio 2018 “L’esigenza del silenzio”, il nuovo libro di Michela Zanarella e Fabio Strinati, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Una raccolta di poesie a quattro mani, che è da considerarsi un’esplorazione condivisa dell’anima. I due autori hanno scelto di unire le loro voci e di compiere un percorso di analisi interiore, consapevoli che la scrittura in versi libera emozioni e sentimenti a volte inaspettati.

Dante Maffia, che ha curato la prefazione del volume, scrive: “Michela e Fabio compiono un viaggio insieme e ne danno un resoconto non attendibile, fuori dalla verità comune. Perché nelle loro parole c’è la verità di un cielo che si è specchiato senza cercare la deflagrazione. La metafora per fare intendere la catena di metafore sottese in ogni pagina, il fluire limpido e a volte magmatico dei pensieri e delle emozioni, lo sforzo per poter entrare nell’invisibile e trarne ragioni ineluttabili. Non è questo del resto il compito dei poeti? Non è quello di squarciare veli e di entrare nella magia di insondabili chimere per offrire poi la dovizia di nuovi cammini?”

E’ un dialogo intimo, riflessivo ed avvolgente dove ogni percezione, ogni elemento della natura si adegua al ritmo di scrittura dei due poeti, che ad un certo punto fondono i loro i stili, fino a diventare unico canto. Il silenzio è il luogo ideale, dove mente e cuore trovano riparo dalle ombre della realtà.  

Poesia 1
(di Michela Zanarella)
Non so cosa proverai
vedendo il cielo accanto a me
e cosa ti dirà l’orizzonte
dall’incontro dei nostri sguardi.
La luce ci salverà entrambi
dall’imbarazzo e dalle ombre del passato.
Ci sentiremo figli di un tempo
mai spento negli inganni della vita.
Prenderemo dal sole
una pioggia calda di segreti
e al vuoto degli occhi faremo spazio
allo stupore che diventeremo.
Ci alzeremo tra i giorni
come confini che si esplorano
tolto il buio dal cuore
e la fatica degli amori spinti
troppo in alto.
Ci capiremo credo
senza troppe parole
solo ad istinto
respirando il mondo
con lo stesso colore
nella corrente che soffia
aquiloni rossi
addosso al tramonto.
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Poesia 2
(di Fabio Strinati)
Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.
Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola,
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

 

Gli autori

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Michela Zanarella durante la premiazione della VI edizione del Premio “L’arte in versi” a Jesi nel novembre 2017 dove era membro di giuria.

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre, 2013), Le identità del cielo (2013) Tragicamente rosso (2015) Le parole accanto (2017). In Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidente (2015). È inclusa nell’antologia Diramazioni urbane (2016), a cura di Anna Maria Curci. Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano Magazine e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’ 2016. È ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. E’ speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Si occupa di relazioni internazionali per EMUI EuroMed University.

 

dddFabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19 gennaio 1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche. Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di “Itinerari D’Ascolto”, manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore. Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua, la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso, Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido.

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Gli autori delle poesie qui pubblicate hanno acconsentito alla loro pubblicazione su Blog Letteratura e Cultura senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro al gestore del blog. 

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“Migranti”, opera poetica di Anna Manna e Daniela Fabrizi, introduzione di L. Spurio

Anna Manna; Daniela Fabrizi, Migranti. A passi nudi, a cuori scalzi, Aracne, Roma, 2016. Introduzione a cura di Lorenzo Spurio, Saluto di Iole Chessa Olivares e Prefazione di Dante Maffia.

 Introduzione a cura di Lorenzo Spurio 

Anna Manna e Daniela Fabrizi hanno deciso di unire in un unico volume una serie di loro liriche accomunate dalla tematica civile relativa al fenomeno ormai planetario dell’immigrazione verso l’Europa vista da interi popoli che fuggono la guerra, la dittatura, la povertà e la disperazione, come un nuovo Eldorado. Le cronache degli ultimi tempi non mancano di narrarci di quanti morti ogni volta si contano nelle repliche delle tante tragedie per mare dove imbarcazioni di fortuna sovraccariche di persone stipate come animali finiscono per non reggere: il legno si incrina e il barcone si spezza, affonda nelle acque scure di un Mediterraneo indifeso che come una densa coperta ricopre i tanti lutti e fa sciabordare le onde nell’illusione di risollevare le vite assopite per sempre nei fondali.

migrantiEntrambe le poetesse hanno dedicato al tema la gran parte dei componimenti inseriti in questa raccolta ma lo hanno fatto in modo assai differente (ed è questo uno dei punti di forza di questo libro). Anna Manna Clementi, che apre la raccolta con la silloge dal titolo “Esodo”, si concentra sull’elemento equoreo ossia sul fenomeno migratorio visto nella fuga per mare verso le coste dell’Europa.

L’elemento sensoriale al quale la Nostra sembra essere particolarmente legata, quasi in maniera inscindibile, è quello sonoro: Anna Manna con i suoi versi ci fa sentire con nitidezza le urla rotte, le grida lancinanti, i rumori assordanti e impetuosi, i gorghi rumorosi e affannanti del mare, descrivendoci la tragedia dei barconi che si inabissano in maniera diacronica: dal giorno dominato da un sole all’apparenza timido allo scenario notturno, cupo e privo di conforto nel migrante alle prese con l’avaria del mezzo di trasporto. Così quelle urla, quegli SOS accorati finiscono ben presto silenziati quando l’acqua, pregna di sale, occupa in maniera opprimente  i polmoni dei poveri derelitti. Ciò avviene in maniera non molto diverso da ciò che la compagine europea ed internazionale fa: parla del fenomeno e si dice costernata per le tragedie impegnandosi in summit allargati per ovviare a decisioni veloci da prendere, salvo poi stanziare fondi ai paesi più coinvolti dal fenomeno lasciandoli in balia di sé stessi a gestire l’inarrestabile penosa avanzata.  L’incapacità di intervento, la mancata concretezza nella gestione del dramma finiscono per mostrare un’Europa disattenta, fredda, razzista e connivente in una certa maniera con la mercanzia delle anime, con il crimine etnico. Crimine che è ancor più spietato e schifoso per il fatto che è esso stesso merce di consumo nel circuito informativo dove l’immigrazione diviene spesso tema da talkshow nel quale dire tutto e il contrario di tutto, acconsentire o dissentire, mostrarsi o accaparrarsi la simpatia di fasce della popolazione, impiegare il tema, demagogicamente, quale impegno del proprio partito in una possibile campagna elettorale.

I vestiti degli sventurati si inzuppano di acqua e si fanno pesanti, l’umidità addosso infradicia le ossa, il cielo è lì, alto, come disegnato e sembra impossibile ricavarci una qualche consolazione.  Le carni sono pressate, il tormento invade le menti, l’angoscia di non farcela macchia il cammino della speranza  mentre i bambini piangono e le proprie madri si apprestano a dargli tutto ciò che possono, il loro latte fattosi ormai acerbo dal disprezzo nei confronti della vita.

La natura ambientale che accoglie la dipartita delle anime ha assunto anch’essa gli stilemi di una depravazione morale, di un’incompatibilità con la vita dell’uomo: colpiscono le “viscide alghe”, ne percepiamo quasi la loro ignavia e al contempo la vigliaccheria, il mare, pure, sembra assumere peculiarità umane e rendersi fautore di un “ghigno spaventoso”, bestiale e malefico, privo di redenzione. Un’acqua di morte che nega il ciclo di rinascita, si fa densa e piena di propaggini, mani che non aiutano né sollevano o facilitano il galleggiamento, ma che, pesanti e dalla presa diabolica, afferrano e trascinano nei fondali più infimi.  Una condizione apocalittica alla quale la Nostra contrappone il suo fiero disappunto con foga e con un dolore autentico che la conduce a vagheggiare istinti mortiferi e annullanti l’intera umanità (“se fossi forte vorrei spezzare il mondo”) per metter fine alla sperequazione della speranza tra fortunati e disperati, ed esser tutti fratelli, in un’angoscia comune che si può realmente conoscere solo se la si vive.

Se il mezzo identificativo delle poesie di Anna Manna Clementi è rappresentato da quel mare infingardo che diviene pozza mefitica di certezze e sepoltura di massa, l’altra poetessa, Daniela Fabrizi, si concentra in particolar modo sull’elemento terra. Anch’essa ci parla del fenomeno migratorio del nostro periodo storico visto, però, per mezzo delle lunghe traversate per terra, principalmente quella di siriani ed iracheni che sulle proprie gambe risalgono ampi territori, passando per la Turchia e cercando poi di immettersi nell’Europa attraverso la Grecia o, più frequentemente nelle ultime settimane, proiettandosi verso i Balcani quale meta finale per l’ingresso nei confini della Comunità Europea.  Per tali ragioni Daniela Fabrizi non può non parlare del fenomeno eclatante di divisione, una sorta di nuovo muro di Berlino, che il governo del conservatore Orbán in Ungheria ha fatto costruire a salvaguardia delle proprie frontiere.

Non solo viene negata l’assistenza e l’asilo al profugo di guerra ma anche il passaggio per una nazione che possa permettergli dopo settimane di duro cammino di poter entrare in Croazia e dunque in Europa.

immagineLa Nostra sottolinea con particolare enfasi nelle sue liriche questa durezza dei cuori che si esplica negli elementi di chiusura, recinzione, allontanamento che non fanno altro che esacerbare differenze tra etnie, culture e società contribuendo alla segregazione di alcune e al dominio di altre: “Un certo Abele mi chiamava fratello”, scrive nella poesia “Fratello”.

Il binomio di esperienze letterarie di Anna Clementi e Daniela Fabrizi in questo caleidoscopio di riflessioni amare su uno dei problemi sociali più cocenti e gravi del momento è senz’altro riuscito. In esso, meglio di qualsiasi pagina di giornale o foto di una qualche tragedia annunciata, è contenuta la sofferenza e lo scoramento di due donne che, pur appartenendo alla società civile di un mondo Occidentale, fanno propria l’esigenza della battaglia per la vita. Un esodo di dimensioni bibliche dove lo straniero viene visto come minaccia pericolosa, un esilio per nulla romantico, gravato da un desiderio impetuoso di fuga. Mentre la tv ruggisce notizie più o meno simili di barconi spezzatisi al largo del mare o di militari che sparano contro le orde migranti in uno stupido e deprecabile confine, non c’è più tempo di stare ad ascoltare. Per alcuni, per i cultori della dialettica verbosa e inconcludente forse non siamo ancora arrivati al collasso e –come dice la Fabrizi- “si sta [ancora] aspettando il boato”.

Esso, però, si è già prodotto e giorno dopo giorno lo percepiamo con sofferenza nella insanabile deflagrazione dei cuori.

Lorenzo Spurio 

Jesi, 4 Novembre 2015

“Ceramiche a Capodanno” di Rita Angelelli, prefazione di Lorenzo Spurio

Ceramiche a Capodanno di Rita Angelelli

Le Mezzelane Edizioni, S. Maria Nuova, 2017

Prefazione di Lorenzo Spurio 

ceramiche-webIn un percorso tra versi intimi e meditazioni più riflessive con le quali Rita Angelelli affronta il tema della violenza di genere, questo libro fornisce una congrua immagine –in termini letterari- di quanto la cronaca giornalmente ci informa: stupri, violenze psicologiche, casi di abuso, stalking serrato, minacce sino ad arrivare all’epilogo più truce, la morte. Cambiano le modalità, è vero, anche se le armi da taglio sembrano –forse per un retaggio ancestrale di una cultura subalterna assai presente nel Belpaese- ancora avere il predominio, cambiano i contesti e i luoghi di origine, cambiano i nomi delle vittime ma non la disperazione e il tormento delle famiglie, non il colore del sangue versato né la natura folle dell’uomo.

Con un metro poetico equilibrato ricco di anafore e tautologie e un utilizzo lessicale di terminologie tecnicamente avulse al genere di riferimento, la Nostra ci parla di storie vissute e di storie degli altri, di amare vicende di dolore ed emarginazione domestica dove l’uomo prevarica accecato dalla gelosia o semplicemente si veste da bestia feroce per appropriarsi della donna come una preda.

È in questa maniera che si produce una cesura profonda, con lacerti gocciolanti sangue che solo raramente riesce a trovare una cicatrizzazione: si tratta del fenomeno della rottura a cui Rita si riferisce che è presente nell’intero libro. Quando l’amore diventa ossessione, quando la mano prima delicata e capace di far godere l’amata diventa arma di dominio, propaggine per brandire un’arma, si produce una rottura. È il segno che si è giunti a una situazione complicata, nociva e malgovernabile.

Le poesie qui contenute tendono a sottolineare l’universo emotivo di una donna, profondamente scissa e carente nell’autostima, che si vede di colpo diventare preda, oggetto, in un processo di brutalizzazione duro da sostenere e psicologicamente disturbante. La Nostra parla di tali circostanze come di momenti in cui “il cervello rischia di non farcela”. Non è solo il cuore, tradito da un atteggiamento di rivalsa e di dominazione a non reggere, bensì anche il cervello, il centro della ragione che, sopraffatta da una situazione di sottomissione e nullificazione di tal fatta, non è in grado di sostenere l’offesa e l’abuso.

Sono momenti bui che la donna spesso non riesce a prevedere né a gestire ricorrendo alla confessione con la famiglia, gli amici o a denunciare alle pubbliche autorità, vivendo in un abisso di terrore e di minaccia continua che il proprio uomo, nella versione antipodale della bestia, non rincari la dose e si avvalga su di lei in maniera ultima e decisiva con un atto lesivo e inguaribile, quello dell’assassinio. Si tratta di ciò che la Nostra definisce il “Crocevia/ più pericoloso della vita”, quel punto snodale nel quale è possibile assumersi la responsabilità di scelta ma che, nella sopraffazione psicologica, nell’abuso intellettivo, non riesce ad esser percorsa.

La lirica che dà il titolo all’intera raccolta –per altro la più ricca di simbologie allusive e la più impressionante- ci consegna l’estremizzazione di quel processo di rottura del quale si parlava che, in questo caso, si evidenzia in termini fisici: la rottura della bambola. Significato di una persona lacerata e distrutta, frutto di continue sevizie e tormenti, ma anche di una psicologia conturbata e annerita dall’effetto traumatico di questa esperienza. I cocci di questa bambola non sono solo le concrete partizioni di un essere donna che viene meno, che è stato sopraffatto e dilaniato dal potere di una mente malata, ma è anche la spoliazione dell’identità. I casi di violenza domestica e di violenza sessuale in genere, laddove non diano come risultato l’omicidio o il suicidio della donna (mezzo quest’ultimo che è comunque una forma di risposta, sebbene autolesionistica) producono in termini cognitivi un effetto spossante e schizofrenico risultando nell’aggravamento del caso clinico e nella maturazione di una forma di insania o patologia.

Pubblicazioni come queste non servono a risolvere il problema che è endemico e inarrestabile, anche a causa di precarie e non risolutive misure legislative previste dal nostro Codice Penale, ma serve, comunque a far capire che una bambola può essere rotta solamente da un bambino che ci gioca incautamente e non da un uomo maturo perché, così facendo, oltre a minacciare il senso di comunità, involve al bestiale. La ricorrenza alla dimensione religiosa che viene richiamata o ricercata in varie liriche amplifica ancor più il sentimento di inquietudine della donna, priva di baluardi e abbandonata a sé stessa, dove non resta che Dio, quale unico uomo buono, al quale appellarsi. Perché una donna che subisce difficilmente troverà la forza di vedere in un uomo di carne ed ossa una persona disinteressatamente buona e sensibile ai suoi bisogni, vivendo nell’ossessione dell’accaduto che, pur allontanata con una buona terapia, mai sarà completamente obliata.

Lorenzo Spurio

Jesi, 07-11-2016

 

Leggi l’articolo di Cinzia Baldazzi.

“L’amore al tempo dell’integrazione” a Pesaro l’11 nov.

antologia-iomVenerdì 11 novembre alle 19 presso la Galleria degli Specchi dell’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro (Viale Trieste n°20) si terrà un evento organizzato dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi, la presentazione al pubblico della antologia “L’amore al tempo dell’integrazione” a cura di L. Spurio, S. Vignaroli e A. Montali, volume di poesie e racconti a scopo benefico che beneficerà l’Istituto Oncologico Marchigiano (IOM). La presentazione sarà introdotta da Nani Marcucci Pinoli e sarà condotta da Lorenzo Spurio ed Alessandra Montali, curatori del volume. Interverranno alcuni poeti e scrittori inseriti nell’opera che daranno lettura ai propri componimenti. Tra di loro: Elvio Angeletti, Vincenzo Prediletto, Michela Tombi, Oscar Sartarelli, Marinella Cimarelli, Stefano Sorcinelli, Leonardo Longhi, Matteo Piergigli, Anna Maria Rita Daina, Stefano Vignaroli.

Info:

http://www.associazioneeuterpe.com – ass.culturale.euterpe@gmail.com 

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Pubblicata l’antologia “Nelle ferite del tempo” a sostegno dei terremotati

La voce di oltre settanta autori in «Nelle ferite del tempo», antologia a cura di Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio

Comunicato Stampa

cover-per-comunicatoE’ uscita lo scorso 30 Settembre 2016 «Nelle ferite del tempo. Poesia e racconti per l’Italia», Antologia di poesia e racconti per la cura editoriale dei poeti Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio, ivi presenti con due liriche. L’opera si apre con una prefazione a cura del poeta Luciano Somma ed è impreziosita da un’opera xilografica del maestro Stephen Alcorn.

Il ricavato vendite andrà in primis per i terremotati del centro Italia. L’acquisto di questo testo, la cui lettura è gradevole, anche per i giovani, potrà permettere alle nuove generazioni di avvicinarsi alla solidarietà in modo attivo e diretto.

Questi gli autori partecipanti al progetto:  Stephen Alcorn e Sabina Fascione Alcorn, Oliviero Malaspina, Luciano Somma, Norman Zoia, Marzia Abatino, Fabio Amato, Elvio Angeletti, Francesco Arena e Anna Lisa Dimitri, Silvana Balloni, Gennaro Bertetti, Carmen Biella, Maria Elena Biondo, Lucia Bivona, Lucia Bonanni, Mariano Brustio e Imma Saulo, Donatella Camatta, Massimo Canton, Fiorella Cappelli, Gastone Cappelloni, Daniele Capuozzo, Sergio Carion, Vito Enzo Casavola, Vittoria Caso, Giorgia Catalano, Ivan Cavallo, Maria Salvatrice Chiarello, Giovanna Cimino, Andrea Collalto, Gaetano Cuffari, Sergio De Angelis, Rosalba Di Vona, Roberto Fratini, Valter Fornasero, Stefano Galazzo, Charles Gaudiée, Stefano Gherbi, Gianni Gozzoli, Giovanna Guardiani, Salvatore Gurrado, Antonina La Menza, Marta Lock, Gioia Lomasti e Marcello Lombardo, Leonardo Manetti, Alessia Marani, Emanuele Marcuccio, Rosanna Mariniello, Roberta Marzi, Maura Masia, Marina Masotti, Maria Rita Massetti, Guido Mattioni, Pier Mazzoleni, Mao Medici, Giorgio Milanese, Federico Negro, Maria Palumbo, Maria Lidia Petrulli, Victor Poletti, Maria Rosaria Ponzio, Antonio Rocchi, Silvana Rossellini, Sergio Rossi, Manrico Rossi, Maria Rotolo, Fabio Salvi, Davide Scuotto, Lorenzo Spurio, Caterina Tagliani, Chiara Taormina, Arianna Verduci, Francesca Tombari, Roberta Tonelli, Mariella Viazzi, Marco Zanardi, Maryna Zhubryk.

 

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Nelle ferite del tempo.  Poesia e racconti per l’Italia

A cura di:  Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio

PREFAZIONE: Luciano Somma

EDITORE: Photocity Edizioni

Link di acquisto: 

GENERE: Poesia/Narrativa/Antologie

PAGINE: 128 – Costo 10€

ISBN: 978-88-6682-798-6 

FAN PAGE

Selezione di poesie per l’antologia civile “Non uccidere” a cura di L. Spurio e I.T. Kostka

ANTOLOGIA TEMATICA

NON UCCIDERE

CAINO ED ABELE DEI NOSTRI GIORNI

Selezione di materiali

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Si selezionano poesie di impronta civile per una antologia tematica dal titolo “Non uccidere. Caino ed Abele dei nostri giorni” che sarà pubblicata da The Writer Edizioni nei primi mesi del 2017.

L’intenzione è quella di proporre, mediante una serie di liriche selezionate dai curatori Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, un percorso concreto all’interno di difficili dinamiche sociali che caratterizzano la nostra contemporaneità dove la violenza, l’indifferenza e l’abuso verso le minoranze sembrano dominare in modo ancor più marcato da come ci viene dato di conoscere mediante la stampa.

Questa antologia parlerà di ciò che di nefasto ed imprevedibile accade nel mondo, di quelle notizie terribili che giungono alle nostre orecchie e che ci fanno star male anche se non vissute direttamente. Il volume darà voce al tormento e alla sfiducia, ma anche all’indignazione e ai moniti di ribellione, farà parlare gli animi di persone che non accettano le ingiustizie che dominano in un mondo gravato dalla corruzione, dal materialismo, dalla facile convenienza. Canti di denuncia, brani di disprezzo e voglia di verità, brani impegnati o semplici riflessioni dettate dal clima di allarmismo e sfiducia nel quale l’uomo purtroppo in questi tempi è piombato.

A seguire le indicazioni tecnico-logistiche per poter prendere parte al progetto antologico:

Tematica:

Si prediligeranno tutti quei componimenti che lasceranno parlare l’uomo stanco di episodi di violenza e discriminazione, casi di violenza domestica, stupri, femminicidi, incesto, pedofilia, abuso psicologico e fisico, bullismo, episodi di xenofobia, omofobia, fanatismo, violazioni dei diritti, tirannie, sistemi corrotti e antidemocratici, nonché si riferiscano a una azione malvagia dell’uomo contro i suoi simili: guerre, scontri civili, lotte di autodeterminazione, segregazioni, discriminazioni razziali, religiose, etc., stragi, terrorismo, minaccia nucleare, insensibilità e disprezzo nei confronti dei propri simili, degli animali e degli ecosistemi.

In base alle varie tematiche i curatori provvederanno ad istituire sezioni interne dedicandole a ciascun argomento/tema trattato.

Non verranno accettate poesie che presentino elementi razzisti o di incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza, aspetti denigratori, offensivi, blasfemi, pornografici o politici.

Elaborati:

Ciascun poeta può inviare un massimo di tre poesie inedite in lingua italiana. Non verranno prese in considerazione poesie in lingue straniere o in dialetto, seppur accompagnate da relativa traduzione in italiano. Ciascun testo dovrà essere scritto e salvato in formato Word e dovrà avere una lunghezza massima di 30 versi (senza conteggiare gli spazi tra strofe, né il titolo). È gradito, in apertura a mo’ di dedica o in nota a piè di pagina, un accenno diretto al fatto storico/di cronaca al quale ci si riferisce con la lirica o da quale episodio è stata evocata. La nota dovrà essere breve e avere una lunghezza di non più di due righe.

Assieme alle tre poesie è richiesto l’invio della propria nota biobibliografica, in un altro file Word, che dovrà essere scritta in terza persona ed avere una lunghezza non eccedente le 15 righe.

Fotografie:

Si selezionano altresì immagini (fotografie) che richiamino o siano collegate ad una delle tematiche di cui sopra, affinché i curatori provvedano a scegliere tra quelle che perverranno l’immagine di copertina del volume. Ciascun autore può inviare un massimo di tre proposte. Le foto dovranno pervenire alla mail di cui sotto in formato .jpeg. Se di grande dimensioni potranno essere inviate mediante sistema di condivisione We Transfer e ciascuna dovrà avere l’indicazione del suo titolo.

Scadenza:

Gli elaborati dovranno pervenire alla mail proartem@yahoo.com   entro e non oltre il 10 dicembre 2016.

Selezione:

I curatori del progetto antologico, Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio, leggeranno tutti i materiali pervenuti e provvederanno a selezionare quelli che a loro discrezione e giudizio riterranno più pertinenti e di buona qualità. Entreranno nel volume un massimo di 40 poeti che potranno essere presenti –a seconda della selezione- con un unico testo, due poesie o tutte e tre.

I curatori provvederanno ad informare dell’avvenuta selezione entro il 10 gennaio 2017 mediante comunicato diffuso sui Social ed inviato a mezza mail a tutti i partecipanti.

La selezione operata dai curatori è insindacabile e non verranno fornite motivazioni circa l’esclusione al progetto di determinati testi od autori.

Pubblicazione:

Ogni autore selezionato si impegna, con successivo modulo-liberatoria che verrà poi inviato, all’acquisto minimo di 2 (DUE) copie della antologia al prezzo di 20€ (VENTI EURO) comprensivo di spese di spedizione mediante piego di libro ordinario. Il pagamento dovrà essere fatto verso The Writer Edizioni i cui riferimenti verranno forniti in un secondo momento.

Beneficenza:

Scopo dell’iniziativa è quello di sostenere economicamente con questo progetto una realtà di emarginazione, dando vicinanza e supporto anche materiale nei confronti di un ente che si occupa della difesa delle donne

I curatori del volume, d’accordo con The Writer Edizioni, hanno deciso che i ricavi derivanti dalla iniziativa antologica detratti le spese di stampa e i costi tecnici editoriali verranno destinati totalmente all’Associazione contro la violenza sulle donne “Pronto Donna” di Arezzo (www.prontodonna.it).  I curatori provvederanno a dare notizia dell’avvenuto versamento effettuato da The Writer con tale iniziativa antologica mediante i loro canali.

Presentazione:

L’antologia verrà presentata al pubblico in alcuni eventi in varie parti d’Italia durante il 2017 secondo un calendario di date e di eventi che verrà poi indicato per tempo e divulgato affinché i poeti partecipanti alla iniziativa possano intervenire per dar lettura ai propri componimenti.

Norme importanti:

I partecipanti inviando propri componimenti dichiarano automaticamente che le poesie/fotografie sono frutto del proprio unico ingegno e che ne detengono i diritti ad ogni titolo. Dichiarano altresì –per la sezione poesia- che esse sono inedite, dunque non pubblicate in altri volumi cartacei –personali o collettivi- dotati di codici ISBN. Qualora tali indicazioni non saranno rispettate, la responsabilità ricadrà direttamente su di loro.

Informazioni:

Per ciascun tipo di richiesta o di informazione, gli autori possono scrivere alla mail proartem@yahoo.com che verrà letta da entrambi i curatori o scrivere in Facebook nella pagina relativa all’evento, raggiungibile a questo link:

 

I curatori

Izabella Teresa Kostka

Lorenzo Spurio

Una antologia di poesie e racconti per sostenere lo IOM (Istituto Oncologico Marchigiano)

ANTOLOGIA DI RACCONTI E POESIA A SCOPO BENEFICO

IL RICAVATO DALLA VENDITA VERRA’ DONATO ALLO IOM (ISTITUTO ONCOLOGICO MARCHIGIANO)

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L’Associazione Culturale “Euterpe” di Jesi (AN) raccoglie poesie e racconti sul tema dell’amore e dell’integrazione (l’amore al tempo dell’integrazione) per creare un’antologia, i cui ricavi saranno devoluti in beneficenza allo IOM (Istituto Oncologico Marchigiano). Possono partecipare autori di tutta Italia, inviando un racconto sul tema di massimo 36.000 battute spazi inclusi o una poesia di massimo 40 versi, da spedire entro il 31 Marzo 2016 all’indirizzo e-mail stedevigna@gmail.com.

REGOLAMENTO
1 – Ogni autore che voglia partecipare all’antologia dovrà inviare un’email a stedevigna@gmail.com entro e non oltre il 31 marzo, indicando se vuole inserire un componimento poetico o letterario (unico limite: 40 versi per i componimenti poetici, 36.000 battute per i racconti);
2 – Gli organizzatori potranno scartare, a loro insindacabile giudizio, lavori che non siano consoni al tema o che violino palesemente diritti di terzi o che non siano accettabili dalla morale comune;
3 – Sarà cura degli organizzatori elaborare l’editing e rispedire le bozze ai rispettivi autori per l’approvazione delle correzioni (fase che verrà realizzata nel mese di aprile). A ogni autore verrà richiesta la liberatoria alla pubblicazione.
4 – La realizzazione dell’antologia sarà fatta nella massima economia (autopubblicazione o casa editrice interessata a pubblicare l’opera), in modo da devolvere i profitti all’Istituto Oncologico Marchigiano. Agli autori sarà chiesto un contributo una tantum di € 15,00 in cambio di una copia dell’antologia (la prima; le ulteriori copie saranno acquistate da chi vuole a prezzo autore da definirsi).
5 – La pubblicazione dell’opera è prevista in Maggio, e gli organizzatori si impegneranno entro Giugno a presentare la stessa durante un evento con la partecipazione degli autori e dei rappresentanti dello IOM. In seguito gli organizzatori promuoveranno tutte quelle iniziative atte a diffondre il libro, per poter rigirare i ricavi all’Associazione beneficiaria.
6 – Per qualsiasi dubbio o domanda ci si può rivolgere a Stefano Vignaroli o a Lorenzo Spurio.