“In ordine sparso. Commenti critici sulla scrittura di Claudia Piccinno”, recensione di Lorenzo Spurio

Recensione di Lorenzo Spurio

In una pregiata veste grafica, per le edizioni di Cuscino di Stelle, è stata recentemente pubblicata una raccolta di testi critici – tra lettere, commenti, recensioni e veri saggi – sull’ampia attività letteraria della poetessa e scrittrice pugliese, ma bolognese d‘adozione Claudia Piccinno. Il libro, dal titolo tanto onnicomprensivo quanto evocativo, recita “In ordine sparso”; il volume è stato curato da Armando Iadeluca. Non passa assolutamente inosservata la raffinata copertina che riporta un acquarello assai efficace che ritrae un colibrì pensato in movimento, opera particolarmente avvincente in grado di trasmettere un senso di levità, firmata dall’artista Florisa Sciannamea.

Il libro, che è ben più di un repertorio di testi critici, semmai un vero e proprio saggio, nella ricchezza delle vedute, nell’ampiezza delle interpretazioni e degli squarci ermeneutici dei tanti critici che via via si susseguono, si apre con un apparato dedicato alle “recensioni sulla poetica”. La pagina incipitaria è vergata dal breve e partecipe messaggio di un nume tutelare della critica letteraria nostrana, il professore Giorgio Bàrberi Squarotti, che nel suo mirabile ed esatto intervento critico, così enuclea il piglio attento della Nostra e l’efficacia del suo dettato lirico: “La sua poetica alterna una liricità commossa e luminosa a riflessioni e pensieri di vita con efficaci giudizi sull’attualità nel dolore della storia”. In questa frase sembra contenuto un mondo: un periplo attorno al profilo letterario della Nostra che, in chiave sinottica e tra rifrazioni di simboli, ben serve per addentrarsi all’interno delle pagine di questo volume.

Non sarebbe giusto né opportuno fare “la critica della critica”, se teniamo in considerazione che anche il sottoscritto è orgogliosamente presente nel volume; al contrario, la volontà di questo breve testo è di presentare – pur per sommi tratti – la composizione del volume e accennare ai molteplici contenuti. L’operazione editoriale di Iadeluca è, infatti, da considerare assai rilevante – non solo per la spiccata autorevolezza delle voci inserite, il prestigio di altre, la notorietà di altre ancora – ma perché ricostruisce in maniera fedele il percorso letterario della Nostra che si snoda tra le varie pubblicazioni in volume, tanto per la poesia che per la saggistica. Il fatto che un poeta contemporaneo, della nostra età, possa contare su di un volume saggistico monografico su di lui – com’è appunto questo – non è qualcosa di dubbia o minima rilevanza. Al contrario è il segno tangibile – che rimane a testimonianza – di una stagione florida, promettente e indiscutibile nell’attività letteraria della Nostra, così ben strutturata, contestualizzata e, com’è giusto che sia, meritatamente riconosciuta, fatta oggetto di analisi, di considerazioni estetiche e contenutistiche.

Nel volume compaiono testi di (cito in extenso e non ad libitium) Andrea Marrone, Ignazio Gaudiosi, Fabrizio Mugnaini, Evaristo Seghetta Andreoli, Teresa Gentile, Arrigo Pareschi, Agron Shele, Nicola Maselli, Mauro Montacchiesi, Francesco Potenza, Marina Atzori, Lorena Guarascio, Carmen Moscariello, Antonio Spagnuolo (il grande poeta campano, presente nel volume con molteplici letture critiche, lunghe lo spazio di una paginetta appena, eppure così incisive e capaci di vestire le opere della Piccinno in maniera così confortevole e adeguata), Emanuele Aloisi, Alessandro Ramberti, Stefano Valentini, Grazia Procino, Domenico Pisana (con le sue recensioni assai particolareggiate nelle quali dà una doppia vita ai versi, che cita abbondantemente per poi far “respirare” il testo attraverso le sue puntuali piste investigative sui significati), Vittoria Nenzi, Maria Luisa Tozzi, Maria Rizzi, Sabina Guidotti, la recentemente scomparsa Bruna Cicala, Paola Bisconti, Nazario Pardini (presenza ineluttabile della critica alla poesia italiana contemporanea, commentatore attento di tanti poeti, artefice di chiose che sono ornamento estetico e scavo ontologico), Angela Caccia, Milica Lilic (altra presenza, dopo Shele, che testimonia l’interesse dell’attività poetica della Nostra anche in intellettuali dell’altra sponda dell’Adriatico), il sottoscritto, Fiorella Franchini, Ester Cecere, Alessandra Peluso, Bartolomeo Bellanova, Raffaella Tamba, Ninnj Di Stefano Busà, Giovanni Invitto, Angioletta Masiero (presente con due suoi commenti scritti quali motivazione per dei premi speciali conferiti alla Piccinno in seno a vari concorsi letterari), Deborah Mega, Brunello Gentile, Ugo Piscopo (uno degli ultimi veri “decani” della poesia nostrana), Massimo Massa, Paolo Pozzi, Rossella Maggio, Piero Lo Iacono, Rosanna Bonafede, Antonella Griseri, Patrizia Romio, Marco Errico, Itala Cappello, Fabrizio Bregoli ed Elisa Silvatici.

Dunque giornalisti, critici, professori universitari, ma anche poeti, com’è facile recepire da alcuni nomi piuttosto noti e ampiamente stimati (non solo in Facebook, chiaramente, che sarebbe ben poca cosa) ed è questo che – a mio avviso – appare particolarmente interessante. La critica – non tanto il giudizio secco e perentorio, inflessibile e obiettivo – di quella accademica (pure presente in alcuni brani nel volume) ma dell’universo spensierato e smagato dei poeti, di quei creatori silenziosi capaci di sviscerare emozioni che sono di tutti, interloquire con le possibilità finanche col dubbio, di sorvolare su aree inesplorate pur sapendo rimanere, al contempo, con i piedi ben ancorati al suolo. Una critica mimetica ed empatica, dove il poeta che legge un altro poeta è come se si ritrovasse (o non ritrovasse, pur avendo piacere disquisirne), come se ritrovasse parti di sé (o tentasse di farlo), annodando fili di un’imprecisata matassa che è quella dell’esistenza, la medesima con la quale – con i linguaggi che possono pure essere diversissimi – anche lui ha a che fare e alla quale si trova avvinto. Ecco perché queste letture – con la particolarità di alcune autrici femminili e con sole poche eccezioni – sono così intime e ridenti, delle vere confessioni o dei conversari tra vecchi amici. Si nota, infatti, e lo si apprezza in maniera così istintiva, il fascino e la piacevolezza che questi autori (persone, prima; poeti, poi) hanno sperimentato nel corso della lettura delle opere della Piccinno, la loro immedesimazione e partecipazione, la loro vicinanza a un sentire che è forse comune ma la cui esplicitazione su carta è data ai pochi, a coloro che – citando Federico García Lorca – hanno “il fuoco nelle mani”.

Ci sono testi anche in lingua straniera, com’è il caso dell’albanese di Agron Shele e questo mette in luce anche un’altra delle caratteristiche del percorso letterario della Piccinno che la vede particolarmente connessa ad altre lingue e culture, a universi geografici particolarmente distanti con i quali dialoga, interagisce in uno scambio mutevole di conoscenze ed esperienze. Notevole è, a tal riguardo, il suo costante impegno nell’universo della traduzione. Operazione, questa, che va meritevolmente richiamata – il saggista prof. Domenico Pisana l’ha inserita tempo fa in un suo volume Inserita in “Pagine critiche di poesia contemporanea” (Il cuscino di stelle, 2019) che è un ponte tra culture apparentemente lontane – se teniamo in considerazione la nostra società multiculturale e sfaccettata, che sempre più reclama confronti e travasi d’esperienze umane e letterarie. Il sapersi (anzi, il volersi, che è cosa diversa) relazionarsi a un contesto più ampio di quello della provincia italiana che, invece, guarda all’internazionalità, diventa, infatti, prerequisito quasi fondamentale per una completa e più attenta coscienza collettiva, finanche per una responsabilità che proprio in quell’incontro, in quel dialogo tra pari, fa intravedere motivi di crescita, consapevolezza e, non da ultimo, di umanità. Rientrano in questa stagione d’impegno nell’interpretariato una serie di opere tra le quali le traduzioni in italiano di opere del peruviano Oscar Limache (“Volo d’identità. Poesie 1979-1986”, Il cuscino di stelle, 2018), della turca Ilal Karahan (“Angoli della notte”, Il cuscino di stelle, 2019), del tedesco Gino Leineweber (“Ciao oscurità”, Il cuscino di stelle, 2019), dell’arabo Raed Anis Al-Jishi (“Gabbiani sanguinanti. Guarda, senti, vola”, Il cuscino di stelle, 2018) e il recente volume “Una brezza mediterranea tra poeti italiani e turchi / A Mediterrean Breeze among Italian and Turkish Poets” a cura di Claudia Piccinno e Mesut Şenol (Il cuscino di stelle, 2020).

I tanti contributi critici raccolti nel volume permettono, così, di avvicinarsi ad alcune opere della Piccinno, che vengono proposte in un percorso à rebours, partendo dalla più recente spostandosi progressivamente alle precedenti pubblicazioni in ordine, dunque, anacronologico che tende, nel percorso a ritroso, all’evidenza di un percorso diluito nel tempo. Qui, infatti, vari autori di recensioni e commenti parlano di questi suoi libri: “La nota irriverente” (Il Cuscino di Stelle, 2019), “Rime sparse. Il suono di due voci del Mediterraneo” (CreateSpace Independent Publishing Platform, 2018 – opera a quattro mani col poeta albanese Agron Shele), “Ipotetico approdo” (Mediagraf, 2017), “Ragnatele cremisi” (Cuscino di stelle, 2017), “Il soffio. Cortometraggi d’altrove” (2013), “Potando L’euforbia” (inserita nel volume collettaneo “Transiti diversi”, Rupe Mutevole, 2012), “La sfinge e il Pierrot. Una voce in due tempi” (Aletti, 2011). A questo punto – di colpo – si cambia genere e vengono riportati commenti e recensioni su un recente volume della Piccinno di carattere saggistico che porta come titolo “Asimov: un volto inedito. L’umorismo di Isaac Asimov tra realtà e fantasia” (Il cuscino di stelle, 2020) interamente dedicato al celebre scrittore russo, pietra miliare del genere fantascientifico e creatore delle tre leggi sulla robotica con particolare attenzione alla sua raccolta di racconti “Azazel” (1982). Particolarmente pregevole e ben orchestrato, tra gli altri, è l’intervento del poeta brianzolo Fabrizio Bregoli.

Il volume si chiude – seguendo un’ideale percorso ovoidale – nelle prossimità di dov’era iniziato, ovvero ai nostri giorni, al 2020 da poco lasciatoci alle spalle, con la fresca pubblicazione “Tintenflügel / Ali d’inchiostro” (Ed. Verlag Expeditionen, 2020) che propone in doppia lingua tedesco-italiano una scelta di poesie della Nostra (la versione in tedesco è di Gino Leineweber) e “In nomine patris” (Il cuscino di stelle, 2018) opera di poco precedente.

Questa polifonia di voci qui raccolte che promanano dall’attenta lettura delle opere della Piccinno è così diversificata – per linguaggi, punti di vista, sistemi di perlustrazione e tanto altro – che l’opera risulta avvincente e l’interesse dell’ipotetico lettore mai viene meno. La combinazione dei testi, nelle loro diversificate analisi, fa sì che il lettore si senta incuriosito a ricercare e leggere determinate opere della Nostra anche per poter vedere quale potrebbe essere il nostro personale giudizio, determinato dall’effetto che l’opera ha prodotto in noi. Le risposte – infatti – sono molteplici, tutte a loro modo valide e confacenti all’opera della Nostra e tale polifonia – che è una ricchezza che si autoriproduce – non può non far pensare a quel che Pedro Salinas – poeta dell’amore e della poesia pura per antonomasia – ebbe ad osservare: “Quando una poesia è scritta è terminata, ma non finisce; comincia, cerca un’altra poesia in se stessa, nell’autore, nel lettore, nel silenzio”.

LORENZO SPURIO

Jesi, 12/02/2021

Note: La riproduzione del presente testo, sia in formato integrale che di stralci e su qualsiasi tipo di supporto, non è consentito se non ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’autore. E’ possibile, invece, citare dall’articolo con l’apposizione, in nota, del relativo riferimento di pubblicazione in forma chiara e integrale.

“Variazioni minime” di Luciana Raggi, recensione di Lorenzo Spurio

Recensione di Lorenzo Spurio

Cerco luoghi nuovi

per riporre speranze antiche. (43)

Leggendo la nuova raccolta poetica della poetessa Luciana Raggi, Variazioni minime (Lithos, Roma, 2020), mi sono magicamente subito sentito in sintonia: ho percepito, dinanzi ad alcuni versi di potente fascinazione visiva, un sentimento di vero e proprio coinvolgimento che trovo difficile anche raccontare a parole. La poetessa romana Michela Zanarella tempo fa, scrivendo la prefazione al mio libro di poesie Pareidolia (The Writer, Marano Principato, 2018), concludeva che la mia poetica era quella di una persona che “narra in versi l’invisibile” e questa definizione, per altro molto suasiva e pertinente, credo che possa ben addirsi anche alla presente opera della Raggi dove, manco a farlo a posta, l’apertura è data da una ricca e personalissima nota critica della stessa Zanarella.

Si percepisce, nel dettato che anticipa la silloge multipartita, un fascino intestino con i versi, un animo densamente diffuso nella liricità e nell’evocazione. Nella prefazione – che mi pare di leggere con le lenti di una vera e propria prosa lirica – si legge: “Luciana Raggi si accosta all’invisibile sulla soglia della trasparenza, attraverso una poesia fluida, intuitiva, quasi magica” (6) e poi, ancora, “Variazioni minime è da considerarsi una raccolta raffinata e completa per imparare ad osservare ciò che sembra etereo o introvabile” (7). Stupenda questa definizione che la Zanarella impiega nel tentativo, arcano quanto insondabile ai più, di riferirsi a un campo di possibilità potenzialmente infinito, vago e apparentemente astruso, che si compie in quel senso privo di margine dell’infinito e dell’assoluto. Osservare ciò che è etereo sembrerebbe un paradosso, eppure è proprio questo che l’occhio vigile e la penna parca della Raggi fanno: viviseziona l’invisibile, affronta realtà incorporee, dialoga con lo spazio, circumnaviga l’assenza delle forme. In questo procedimento linguistico che non rasenta lo psichedelico ma che fa dell’ineffabile e dell’inavvertito i motivi trainanti di un sentire superiore, metafisico, nebulizzato, si ravvisa l’impronta – direi per lo più inedita se pensiamo ai precedenti lavori della Raggi – della poetessa romagnola, da tanti anni attiva nella Capitale.

Il raffronto e il dialogo con un contesto che sfugge dall’empirismo per richiedere una soluzione olistica nella Raggi prende la forma di un narrare un non visto, di dar forma all’amorfo, di concretizzare nei versi l’imprendibile. Questo non comporta, come in altri casi è accaduto, a una verticizzazione dell’analogia, alla creazione di un testo spinoso ed enigmatico dove risulta impossibile trovare le chiavi – tanto fisiche che ermeneutiche – per addentrarsi nell’opera, né a una deriva asemantica poiché è proprio nell’interstizio tra reale e possibilità di reale, tra confine tra ciò che sperimento e ciò che, invece, costruisco mentalmente, che la creazione poetica della Raggi deve essere situata.

Questo libro si presenta con una suddivisione interna in ulteriori partizioni, la prima della quale, dal titolo “Tutto cambia”, è anticipata da versi di Julio Numhauser e del beat centenario Lawrence Ferlinghetti. Il tema è quello del cambiamento, dell’irreversibile mutamento che nelle varie forme della crescita, derivazione e consunzione, esso rappresenta. Concetto parallelo a quello della temporalità – uno dei fili rossi del volume – è quello del cromatismo; la Nostra non manca di riferirsi al sistema di luce e ombre, ai fenomeni ottici e luminosi che decretano la visione, nell’uomo, di determinati colori o condizioni particolari. Ecco che il motivo della “Variazione” appare in varie poesie, essa ha a che vedere con la percezione e il grado di avvicinamento all’oggetto che ci si pone di analizzare; non una minuzia né un dettaglio trascurabile dal momento che, come asserisce, “Ogni variazione vale / inclusa questa / di questa scarna parola / da assaporare” (12). In un’altra poesia che appartiene sempre a questa prima sezione si legge: “Minime variazioni / arrivano lentamente” (14). Le poesie di Luciana Raggi, forse più di altre che appaiono fruibili più velocemente ma assai più convenzionali, necessitano una duplice lettura dal momento che vari possono essere i significati a seconda del tipo di legame che vogliamo far emergere tra i singoli vocaboli che la compongono.

I temi che possono essere posti in rilievo dei quali, più o meno direttamente, si parla nella nuova silloge sono il tempo che passa e il tempo d’attesa, il cambiamento e la rinascita, la dispersione e la mutabilità, la rifrazione e il rispecchiamento (spesso, in questa società difficile, risulta complicato mostrarsi per quel che si è ma altrettanto complicato è riuscire a riconoscersi), la cecità emozionale e l’incongruenza di linguaggio. L’idea del cambiamento, come già anticipato, non sempre è benevola, vale a dire in alcuni contesti prende la forma di una cornice nella quale si parla di un’età che decade, che si consuma o dalla quale, per qualche ragione, si tende ad allontanarsi se non addirittura a fuggire.

Che a dominare sia l’isotopia del vedere con tutte le sue relative connotazioni è evidente non solo dal titolo e dall’uso di una terminologia specifica che fa riferimento, appunto, alla dimensione dell’oculistica e dello studio della luce, ma anche alla stupefacente immagine di copertina, dove nei toni di un verde acquamarina e leggermente sfumato si intravede un primo piano di un occhio (non è dato sapere se di uomo o di donna, non è questo che realmente interessa) con la pupilla fissa e lucida, pur nella nerezza delle linee che la contornano, fissa a guardare chi si pone avanti, trasmettendo anche un senso di soggezione: sembra di vedere all’interno del bulbo oculare una perla luminosissima, una superficie argentata che richiama e intimorisce al contempo, una sorta di specchio che ricalca dell’altro. La postura dell’occhio sembra normale, ripreso in un momento comune e a testimoniarlo sono ciglia e sopracciglia che, in posizione rilassata, consentono di trasmettere l’idea, appunto, di un occhio che semplicemente guarda. Che non ammicca, né si sgrana, che non implora né condanna. Soprattutto, che non piange. Il fenomeno di sguardi, di luci e parvenze di forme ricorre un po’ tutta l’opera e si associa a quel mutismo della parola che non è negazione del dire quanto, forse, rivelazione e dialogo con mezzi extralinguistici, tanto prossemici che intuitivi, codificati in un veicolare segni, risposte e messaggi proprio attraverso il “saper vedere” e il “saper mostrare”: “Non servono parole: / l’impatto luminoso / cambia la scena” (21).

Versi di grande impatto e degni dell’alta tradizione lirica se ne trovano a decine in questo libro dignitosissimo nella versione grafica, ricchissimo, appunto nelle fortunate e versatili immagini in grado di costruire. Qualche esempio merita senz’altro di essere riportato: “Ogni cosa ha un’anima / che non si fa catturare” (22); “Il mondo non mi vede: / mi girerò a guardare sul muro / la luce che muore” (24). Il poeta milanese Rodolfo Vettorello, sull’onda – credo – di un’invettiva e un monito alla riflessione, tempo fa ebbe a scrivere che “Gli arcobaleni non servono a niente, come la poesia” riannodando la situazione di una questione nevralgica negli studi di settore che già fu oggetto di Montale in sede di conferimento del Nobel ovvero l’utilità o meno della poesia. Ecco che, leggendo i versi di Luciana Raggi, credo che si possa con facilità contestare la similitudine assiomatica di cui sopra che, pur utile per animare un dibattito, trova nel fascino verso il divenire, il cambiamento di luce, la sfumatura di forme e le linee vaghe di ombre e possibilità una risposta seducente pur ariosa, imprendibile eppure sì vincente.

La seconda sezione del volume, “Nomade fra le parole”, è anticipata da un estratto di un brano del cantautore-poeta Roberto Vecchioni e da un estratto dalla poetessa confessionale e intimista Emily Dickinson. Viene qui posto il tema dell’erranza del poeta, non tanto quella della mania deambulatrice ottocentesca né del flaneur disincantato ma proprio l’erranza, il sentimento di mancata radicalità del linguaggio: “Sto qui // qui a guardare il bianco: // nomade / tra le parole dette” (37). Particolare attenzione va mostrata ad alcune liriche di questa partizione: “Come ciechi i poeti / a tentoni cercano il bianco / per lasciare impronte del viaggio” (40); “Certe parole non dicono quel che dicono / vivono squilibrate per variazioni minime. / Di ciò che significavano prima / domani non ci sarà memoria. // […] / Attraversa metafore e analogie / spostamenti metonimie / gioca a disfare e rifare // […] / Nella pazienza del poeta” (44).

Nel riferirsi all’universo linguistico-comunicativo della parola importante risulta, oltre al non-detto (“Fra nodi di silenzi / celato nella solitudine / una folle idea s’affacciò improvvisa”, 56) e all’evocativo, anche il mal-detto, ciò a cui la poetessa si riferisce con l’accezione di “impigliati in risse di parole feroci” (52) e, finanche, il mal-compreso, spesso all’origine di sovrapposizione e caos, precarietà di linguaggio, mancata interrelazione e impiego di sistemi non codificati, cacofonia o riluttanza dinanzi alla sfera semantica. Ci sono, infatti, nel rapporto dialogico anche esperienze infelici di confronto, che slittano nell’incomprensione quando non addirittura nel diverbio: “Rigettate / nella furia dell’urlo // […] / Acidi suoni / […] / Parole a lungo masticate / mai digerite” (55). Finanche, come già intuito, la mimica corporale, la comunicazione extralinguistica che può imporre un segno distintivo, tanto nel bene che nel male: “Uno sguardo intenso / arretra le parole” (58).

A stemperare il (possibile) divario derivato da un allontanamento o un dissidio (più o meno complicato) originato dal dire furioso o da un’incomprensione di fondo, sembra venire in assistenza l’ultima sezione del volume, dal titolo che apre alla speranza di un ravvedimento o, per lo meno, a una possibile occorrenza di concordia ritrovata, “L’arte dell’incontro”. Questa volta i “padri putativi” che la Poetessa richiama nelle note in esergo a questa nuova partizione, oltre a Vinicius de Moraes è l’immancabile Eugenio Montale che parla di “un segno intellegibile / che può dar senso al tutto”, versi tratti da “Esitammo un istante” che fa parte del noto Diario postumo. Versi che nella loro asciuttezza e perentorietà, nella sinottica versione che ha dell’epigrammatico quanto della rivelazione, ben si condensa la poetica della Raggi con questa opera che presenta – non solo in questa partizione – un’evidente fascinazione per la poetica di Montale, ma anche di Raboni e Sereni, finanche della nostalgica Pozzi; in quel senso di mistero che ritorna – se si eccettua la virata spirituale nella Raggi per lo più assente[1] – pare in alcuni passi di leggere brani della Guidacci.

Di questa sezione finale si apprezzano in particolar modo le liriche di chiusura, poste “a specchio” dedicate rispettivamente alla Città Eterna dove la Poetessa vive e lavora da molti anni, a Sogliano al Rubicone, nel Forlivese, dove la Poetessa, invece, è nata e a Matera, la città visitata con particolare trasporto nei cui componimenti non può lasciarsi trasportare anche dal sentimento civile rimembrando l’eccelsa (e poco studiata e tributata) figura dell’attivista, poeta, scrittore e sindaco di Tricase, Rocco Scotellaro che, col romanzo L’uva puttanella e l’intera produzione poetica, parlò dei drammi del Meridione contadino: “Sguardi tristi / dal dolore antico / gente segnata dalla fatica / di un lavoro paziente / scandito dalla natura / dalla prepotenza delle stagioni./ […] / Rocco adulto che lotta / per un giusto riscatto / e ancora Rocco morto / pianto dalla sua gente. / […] / Rocco e la sua poesia” (84). Il messaggio totale di questo nuovo lavoro poetico della Raggi, in “questo errare inquieto” (75) in mezzo a “ragion[i] liquid[e] [che] […] avvolg[ono]” (76) è di certo lucente e positivo, dettato da slancio vitale: “Spinti dal rifiuto / sull’orlo del baratro / nella ferita dell’urlo. / Smarriti confusi / in fiala avanziamo” (79). C’è, dopotutto, una grande esigenza di rivelazione, una voglia di dire, di ampliare idee, di costruire, pur partendo da diorami improbabili e ombre sul muro, consensi sicuri e realtà di speranza: “non perdiamo le parole // urliamo la pace” (28).

LORENZO SPURIO

Jesi, 10/01/2021

Note: La riproduzione del presente testo, sia in formato integrale che di stralci e su qualsiasi tipo di supporto, non è consentito se non ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’autore. E’ possibile, invece, citare dall’articolo con l’apposizione, in nota, del relativo riferimento di pubblicazione in forma chiara e integrale.


[1] Nella poesia che apre la sezione “L’arte dell’incontro” è possibile leggere: “Non importa ragionare sull’esistenza di Dio / Bisogna essere dolci capirsi / […] / Pascolare speranze / […] / Rifrangere residui di dubbi e formattare certezze / […]/ Emettere il respiro che è centro del mondo” (63). Altro riferimento a Dio si trova in una poesia molto breve che mi sembra utile riportare in forma integrale: “Quel Dio / che spesso si sottrae // l’ho sentito quel giorno / in riva al mare. // Nel guizzo dell’onda / sussurrava il ritorno. // Era donna. / Portava in grembo l’infinito” (71).

La poesia ai raggi X: esce il saggio “Inchiesta sulla Poesia” di L. Spurio

È uscito il volume del critico Lorenzo Spurio dal titolo Inchiesta sulla poesia. L’opera – che conta 238 pagine – è stata pubblicata nella collana “I saggi” della casa editrice PlaceBook Publishing & Writer Agency di Rieti a cura di Fabio Pedrazzi. Il libro raccoglie saggi e approfondimenti che il critico marchigiano ha voluto dedicare alla poesia e alle sue varie sfaccettature ed è il completamento di un’iniziativa da lui lanciata nel dicembre 2019 quando decise – come richiama il titolo – di lanciare un’inchiesta sulla poesia. Una serie di domande, di cui la gran parte aperte, rivolte potenzialmente a tutti ma preferibilmente dirette ai poeti, a coloro che la poesia “la fanno”. L’adesione è stata massiccia, circa duecento poeti italiani e non solo ed è stata trasversale vedendo partecipare poeti di tutte le generazioni, di qualsiasi tendenza, caratterizzati da stili, tematiche e propensioni quanto mai diversificate. L’iniziativa di Spurio ha dato il via al presente saggio nel quale, tra i numerosi argomenti trattati, si parla dell’impossibilità di definizione della poesia, del suo ruolo, delle commistioni con le arti, della musicalità, del pubblico, delle manifestazioni collettive quali il reading, il premio letterario e il poetry slam con un excursus anche sui poeti dimenticati – ingiustamente, colpevolmente – sottoposti a una bieca damnatio memoriae. Diviso in opportune sezioni nelle quali si dibatte su vari argomenti, l’autore ha deciso di occuparsi anche del rapporto tra poesia e scienza, dell’importanza della critica, lasciando aperta la porta sulle possibili idee di un futuro della poesia.

Ad arricchire il volume sono una nota introduttiva del critico letterario abruzzese Massimo Pasqualone e, in appendice, alcuni contributi aggiuntivi che aiutano ad ampliare ancor più lo studio e la riflessione sulla complessità dell’universo poetico nella nostra contemporaneità. L’autore ha deciso infatti d’inserire il testo di una sua recensione scritta tempo fa per il poeta e haijin campano Antonio Sacco interamente volta ad approfondire il fenomeno della poesia epigrammatica orientale dello haiku e un saggio particolarmente interessante, sulle nuove forme e linguaggi poetici, dalla street poetry alla InstaPoetry, scritto dalla poetessa Flavia Novelli. Inoltre vi è una nutrita scelta di citazioni sulla poesia del noto poeta e giurista Corrado Calabrò estratte da un suo saggio dal titolo particolarmente evocativo (“C’è ancora spazio, c’è ancora senso per la poesia?”), pubblicato in prima versione ormai qualche anno fa e qui riproposto per accenni e rimandi che ci si augura possano apparire interessanti e, dunque, essere colti. Non mancano – nel corso dell’intero saggio – riproposizioni di brevi brani, assunti quali citazioni, di alcune delle risposte fornite dagli intervistati che Spurio ha ritenuto propedeutiche allo studio, nonché interessanti e motivo di ulteriore arricchimento per la dissertazione, da proporre e rendere fruibile alla collettività.

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (2016; 2020) e Pareidolia (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti. Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, tra cui le monografie su Ian McEwan, il volume Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018), Scritti marchigiani (2017) e La nuova poesia marchigiana (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta Federico García Lorca al quale ha dedicato un saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici, oltre ad aver curato il volume Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca (2020). Ha tradotto dallo spagnolo una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in Le iguane non mi turbano più (2020). Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, ha ideato e presiede il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”. Sulla sua opera hanno scritto, tra gli altri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Ugo Piscopo, Nazario Pardini, Antonio Spagnuolo, Emerico Giachery.

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E’ uscito il bando di partecipazione del X Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

Art. 1 – ORGANIZZAZIONE

Viene bandita la decima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

Art. 2 – PATROCINI MORALI

Il Premio è patrocinato dalla Regione Marche, dall’Assemblea Legislativa della Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dai Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Art. 3 – PARTNERSHIPS

Il Premio gode del sostegno e della collaborazione esterna (partnership) di alcune enti e associazioni culturali che condividono gli intenti di promozione e diffusione della cultura e le finalità del concorso: Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, Associazione “Le Ragunanze” di Roma, Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, Associazione “Arte per Amore” di Seravezza (Lucca), Associazione “Oceano nell’anima” di Bari, Associazione “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (Monza-Brianza), Associazione “Il Faro” di Cologna Spiaggia (Teramo), Associazione “Un Passo Avanti” di Ascoli Piceno, AlmanHaiku e Wiki-Poesia.

Art. 4 – REQUISITI FONDAMENTALI

Si può partecipare sia con opere edite che inedite. Qualora l’opera sia edita è necessario indicare nella scheda di partecipazione il riferimento bibliografico completo dove è precedentemente apparsa (titolo opera, casa editrice, luogo e anno di pubblicazione). L’organizzazione è sollevata da qualsiasi problematica, disguido e controversia possa nascere nel caso in cui l’autore presenti la sua opera come inedita quando, in realtà, essa, alla data d’invio della partecipazione al premio, è edita.

Art. 5 – NORME DI ESCLUSIONE

  1. In merito alle opere:
  2. L’opera non deve aver ottenuto un 1° premio assoluto in un precedente concorso al momento dell’invio della propria partecipazione, pena l’esclusione[1].
  3. I vincitori del 1° premio assoluto dell’edizione precedente di codesto Premio (anno 2020) non potranno concorrere nella medesima sezione di riferimento, pena l’esclusione.
  4. Per gli altri casi di esclusione si rimanda all’art. 11 del presente Regolamento.
  5. In merito agli autori:
  6. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Soci Fondatori, ai Soci Onorari e ai Consiglieri (in carica o passati) dell’Associazione Culturale Euterpe;
  7. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio;
  8. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai Presidenti delle Associazioni partner e agli ideatori, fondatori e teorizzatori delle avanguardie, tendenze poetiche e nuovi stili indicati quali sotto-sezioni all’interno della sezione L (“Sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi”)
  9. È fatto divieto partecipare, pena l’esclusione, ai vincitori di Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Cultura” in precedenti edizioni del premio.

Art. 6 – MINORENNI

I minorenni partecipano a titolo gratuito. Per la loro iscrizione è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un familiare (indicando tra parentesi il legame di parentela) o da un curatore o chi ne fa le veci. Si rammenta che le opere dei minorenni verranno valutate al pari di quelle degli adulti nelle medesime sezioni di riferimento e che la loro valutazione non avverrà secondo una graduatoria a parte, non essendo dedicata una specifica sezione alla partecipazione di minori e giovanissimi.

Art. 7 – SEZIONI A CONCORSO

Il Premio è articolato in tredici sezioni identificate dalle lettere dell’alfabeto. Il partecipante può prendere parte a una o più sezioni.

SEZ. A – POESIA IN ITALIANO: Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua italiana a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. B – POESIA IN DIALETTO: Si partecipa con un massimo di tre poesie in dialetto a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di dialetto o di zona nel quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZ. C – POESIA IN LINGUA STRANIERA: Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua straniera a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Si considerano lingue straniere tutti quegli idiomi vivi caratteristici degli stati nazionali e federali nonché i patois e le lingue minoritarie che contraddistinguono un popolo. Non si accetteranno opere in lingue artificiali o in codici che non hanno un uso reale o non peculiari di una realtà geopolitica concreta riconosciuta dalla comunità internazionale. Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di lingua o alla zona nella quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZ. D – POESIA RELIGIOSA: Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema religioso in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. E – POESIA D’AMORE: Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema amoroso – liberamente inteso – in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZ. F – PROSA POETICA: Si partecipa con un testo in prosa (no versi) che non superi 1 cartella editoriale pari a 1.800 battute complessivi (spazi compresi) in cui l’elemento narrativo rappresenti un aspetto marginale e secondario a beneficio degli elementi più marcatamente riflessivi e descrittivi che possano far risaltare gli aspetti emozionali e sensoriali dando sfogo alla propria interiorità prediligendo composizioni costruite su un piano lirico di chiaro impatto. Non saranno conformi a tale sezione racconti canonicamente intesi fondati prevalentemente sulla costruzione del personaggio (fiction) o la narrazione di episodi.

SEZ. G – LIBRO EDITO DI POESIA: Si partecipa con un solo libro di poesia pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume, dall’editore o dal (riconosciuto) erede letterario dell’autore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Si accettano anche libri di poesie in dialetto o in lingua straniera (con traduzione a fronte), di haiku e libri di poesia corredati da immagini (foto e quadri) e antologie (in questo caso si leggano le specifiche sotto). Si accettano, altresì, libri di poesie di autori scomparsi, inviati da parenti, amici, centri culturali ed editori. Verranno in questo caso considerati, in caso di valutazione positiva della Giuria, per un Premio speciale o “Alla memoria”. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

Specifiche per la partecipazione con antologie e opere di AA.VV.

Si partecipa con un’antologia poetica (di qualsiasi tipo e composizione, tranne le antologie dei premi letterari) pubblicata con una casa editrice o auto-prodotta dotata di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore principale, dal curatore, dall’editore o da uno degli autori inseriti. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file digitale in formato pdf. Qualora il partecipante sia uno degli autori inseriti e non il curatore dell’antologia, il partecipante dovrà informare previamente della sua volontà di partecipare al premio il curatore del volume e dovrà tenerlo aggiornato sull’andamento del concorso e l’esito. Il partecipante sarà l’unico responsabile in materia di comunicazioni con il curatore dell’antologia per tutte le fasi relative del Premio, non potendo il curatore/editore nulla imputare all’organizzazione del Premio.

SEZ. H – HAIKU: Si partecipa con un massimo di tre haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana in forma anonima.

SEZ. I – VIDEOPOESIA: Si partecipa con una video-poesia che dovrà essere inviata solo con una delle due possibilità: 1) caricandola sul sito online YouTube e fornendo nella mail di partecipazione il link del video. In questo caso l’utente non deve assolutamente apportare modifiche al video né cambi di URL per tutta la durata di svolgimento del premio, pena la squalifica; 2) allegando il video (soli formati .avi, .mp4, .wmv) mediante il sito di trasferimento dati gratuito WeTransfer. Non verranno considerati validi altri sistemi di trasmissione delle opere. Non dovranno essere mandati video nei quali siano impiegate canzoni, basi e melodie d’accompagnamento che siano brani tutelati/iscritti alla SIAE. Nella scheda di partecipazione l’autore deve dichiarare di avere utilizzato per la produzione del video materiali (foto, video, musiche) propri o di dominio pubblico o, laddove siano opere di terzi, di aver ottenuto le necessarie liberatorie per l’utilizzo, sollevando l’Associazione Culturale Euterpe da qualsivoglia responsabilità.

SEZ. L – SPERIMENTAZIONI POETICHE E NUOVI LINGUAGGI: In questa sezione rientrano quei testi che si definiscono o si riconoscono rispondenti alla fertile attività di sperimentazione contemporanea – tanto formale che contenutistica – che si allineano ai parametri caratteristici di ciascun genere movimento, tendenza, avanguardia (riconducibile a Manifesti, note programmatiche, presentazioni del genere, etc.) con particolare attenzione a quelle di seguito indicate:

  • CORTO POESIA: Sottogenere poetico ideato dai poeti palermitani Antonio Barracato e Dorothea Matranga nel 2019 conformato da un apposito movimento che ne individua caratteristiche formali, contenuti e finalità comunicative[2].

I canoni distintivi della corto poesia sono:

  1. Presenza di un titolo
  2. Struttura in tre versi
  3. Contenuto socialmente utile, atto a produrre un cambiamento nel cuore dell’uomo, veicolato a una denuncia del malessere di quest’epoca
  4. Il terzo verso non deve superare le dieci sillabe

Si partecipa con un massimo di tre testi; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

  • DINANIMISMO: Il movimento poetico-artistico del dinanimismo è stato creato – come il relativo neologismo – nel 2009 dal poeta campano Zairo Ferrante volendo intendere in tale originale crasi una fusione di dinamismo e anima[3].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dinanimismo sono:

1.      Volontà di contrapposizione alla dilagante banalità e frivolezza

2.      Riscoperta dell’autenticità e dell’essenza dell’uomo: poesia istintiva e innata

3.      Ricezione degli aspetti dinamici relativi al mutamento, divenire e rinascita (la poesia è una forma di dinamismo anche dell’anima)

4.    Propensione all’interrogazione e all’approfondimento su questioni d’ordine pratico e d’interesse collettivo (poesia anche come impegno “sociale”)

5.     Linguaggio congruo col sentire e al passo coi tempi; versi puliti, in grado di fondere interiorità e modernità, anche mediante l’utilizzo di parole e immagini in linea con lo sviluppo socio-tecnologico. Progresso inteso non come attività deumanizzante ma come spinta propulsiva all’evoluzione etico-morale dell’intera collettività.

Si partecipa con un massimo di tre testi di lunghezza non superiore a 40 vv. ciascuno; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

  • DITTICO POETICO A DUE VOCI: Sottogenere del comune dittico poetico, ideato dal poeta e aforista palermitano Emanuele Marcuccio nel 2010 e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”[4].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dittico poetico a due voci sono:

  1. Presenza di un titolo per ciascuna delle due poesie
  2. Rispondenza di un tema comune alle due poesie
  3. Ciascuno dei due autori della rispettiva poesia formanti il dittico deve attenersi al proprio modo di fare poesia, senza in alcun modo cercare di imitarsi
  4. La seconda poesia del dittico deve essere in qualche modo un’ideale risposta alla prima attraverso una sorta di continuum per analogie, corrispondenze sonore o emozionali, di significanza, di empatia, di poetica affinità elettiva

Si partecipa con un testo con un massimo di 40 vv. per ciascuna delle due poesie formanti il dittico. Il partecipante che invia la propria opera deve essere autore di una delle due poesie del dittico e deve aver messo a conoscenza (e ottenuto l’autorizzazione) all’invio dell’altra opera che costituisce il dittico da parte dell’altro autore. Per tale sottosezione è requisito necessario l’invio della scheda dei dati personali da parte di entrambi gli autori delle poesie che costituiscono il dittico. È requisito necessario che rispettino le caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

SEZ. M – CRITICA LETTERARIA: Si partecipa con una recensione, un testo critico, un’analisi dell’opera, un approfondimento, un articolo, un saggio letterario su un’opera poetica classica o contemporanea della letteratura italiana o straniera (comprensiva su autori esordienti) in forma anonima. L’opera potrà focalizzarsi sull’analisi di una singola poesia o di più testi, di una silloge, di un libro o più, o dell’intera produzione poetica di un dato autore. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo, le eventuali note a piè di pagina e la bibliografia (consigliata).

SEZ. N – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA: Si partecipa con una prefazione (o postfazione) a un libro di poesia. La prefazione può essere inviata sia dall’autore che dall’autore del libro all’interno del quale è inserita; in caso di vittoria sarà considerato vincitore unicamente l’autore della prefazione e non del libro. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo e le eventuali note a piè di pagina.

SEZ. O – LIBRO EDITO DI SAGGISTICA SULLA POESIA: Si partecipa con un solo libro di saggistica o critica letteraria (saggio, volume critico, approfondimento, monografia, tesi di laurea pubblicata) su qualsiasi aspetto relativo alla poesia, sia locale, nazionale che internazionale, pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume e dall’editore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

Art. 8 – CONTRIBUTO:

Per prendere parte al Premio è richiesto un contributo di € 10,00 (DIECI//00) a sezione a copertura delle spese organizzative. È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo il relativo contributo. Gli associati dell’Associazione Culturale Euterpe regolarmente iscritti all’anno di riferimento (2021) hanno diritto a uno sconto del contributo pari al 50% per sezione.

  • Bollettino postale:

CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Bonifico bancario:

IBAN: IT31H0760102600001032645697

BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX (per pagamenti dall’Estero)

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Paypal:

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: X Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

  • Contanti: nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti, ben occultata all’interno del plico.

Art. 9 – SCADENZA E INVIO

La scadenza di invio dei materiali (opere, scheda di iscrizione compilata e ricevuta del contributo versato) è fissata al 31 dicembre 2021. I materiali dovranno pervenire in forma digitale (per le opere singole esclusivamente in formato doc / docx; per i libri editi in formato pdf) alla mail premiodipoesialarteinversi@gmail.com indicando come oggetto “X Premio di Poesia “L’arte in versi”. In alternativa, l’invio può avvenire in formato cartaceo; in questo caso fa fede la data di spedizione. Il plico dovrà essere inoltrato a:

X Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

Associazione Culturale Euterpe

Casella Postale 375

Ufficio Postale Jesi Centro

60035 – Jesi (AN)

Qualora le spedizioni vengano effettuate mediante Poste Italiane può essere usato questo indirizzo di cui sopra. Se, invece, il partecipante intende inviare il materiale con altre modalità, vedasi altri Corrieri, dal momento che questi non depositano spedizioni nella casella postale d’ufficio, si chiede di scrivere alla mail del Premio per manifestare questa loro volontà e gli verrà fornito un indirizzo diverso dove sarà possibile inviare spedizioni a mezzo Corriere.

Art. 10 – ELABORATI

Le opere a concorso non verranno in nessun modo riconsegnate. Per quanto concerne le sezioni G (Libro edito di poesia) e O (Libro edito di saggistica) le copie dei volumi partecipanti verranno donate ad alcune biblioteche del nostro territorio nazionale[5]. Una copia rimarrà nell’Archivio dell’Associazione Culturale Euterpe.

Art. 11 – MOTIVI DI ESCLUSIONE DELLA PROPRIA OPERA

Saranno esclusi dalla Segreteria le partecipazioni che non saranno considerate conformi al bando ovvero le opere che:

  1. riportino nome, cognome, soprannome dell’autore o altri segni di riconoscimento o di possibile attribuzione dell’opera (con eccezione delle sezioni F,H,L).
  2. siano risultate vincitrici di un 1° premio in un precedente concorso;
  3. appartengano ad autori che hanno vinto il 1° premio assoluto nella medesima sezione nella precedente edizione del Premio;
  4. appartengano ad autori che sono stati premiati con Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Cultura” in precedenti edizioni del Premio.
  5. presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici, partitici e politici;
  6. appartengono ai soci fondatori e onorari dell’Associazione Culturale Euterpe, ai membri del Consiglio Direttivo della stessa in carica o passati; ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio; ai Presidenti delle Associazioni che collaborano esternamente;
  7. siano giunte prive della scheda dei dati personali e/o del contributo di partecipazione e/o dei testi con i quali s’intende partecipare, e/o con la scheda di partecipazione illeggibile e/o non completata in ogni campo, e/o con modalità non conformi a quanto richiesto dal bando, e/o oltre i termini di scadenza.

Art. 12 – COMMISSIONE DI GIURIA

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni, sono costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti ed esponenti del mondo culturale e letterario e sono presiedute dalla poetessa e giornalista Michela Zanarella. Esse sono composte (in ordine alfabetico) da Stefano Baldinu, Fabia Binci, Lucia Cupertino, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Rita Stanzione e Michela Zanarella.

Art. 13 – PREMI

Per ciascuna sezione saranno assegnati tre premi da podio: 1° Premio: targa placcata in oro 24 kt, diploma, motivazione della giuria e tessera socio ordinario Ass.ne Culturale Euterpe anno 2022; 2°/ 3° Premio: targa, diploma e motivazione.

Ai primi vincitori assoluti delle sezioni A, B, C, D, E, inoltre, verrà offerto un contratto di pubblicazione gratuito per un volume di poesie da parte della casa editrice Ivvi Editore – Nuovi autori del Gruppo Solone s.r.l. i cui dettagli saranno contenuti nel contratto che verrà consegnato assieme al premio.

La Giuria attribuirà il Premio del Presidente di Giuria, il Premio della Critica, il Trofeo “Euterpe”, il Premio “Picus Poeticum” (alla migliore opera di un autore marchigiano), il Premio ASAS (alla migliore opera in siciliano), il Premio “Le Ragunanze” (alla migliore opera sulla natura), il Premio “L’Oceano nell’Anima” (alla migliore opera “sui sentieri emozionali”), il Premio “Arte per Amore” (alla migliore opera a tema amoroso), il Premio “Il Faro” (alla migliore opera sul mare), il Premio “Africa Solidarietà” (alla migliore opera sul multiculturalismo) e il Premio “Un Passo Avanti” (alla migliore opera sulla speranza).

La casa editrice Ivvi Editore ha facoltà di attribuire un ulteriore contratto per una pubblicazione gratuita, a sua insindacabile scelta, a una delle opere da podio delle sezioni A, B, C, D, E.

Fuori concorso verranno assegnati i Premi Speciali “Alla Memoria”, “Alla Cultura” e “Alla Carriera” a insigni poeti del nostro Paese. La Giuria potrà proporre ulteriori premi, indicati quali “Menzione d’onore”, ad altrettante opere meritorie non rientrate nei premi da podio. Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sezione, l’organizzazione a sua unica e inappellabile discrezione, si riserva di non attribuire determinati premi. Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo verranno pubblicate nell’antologia del Premio, disponibile gratuitamente il giorno della premiazione.

Art. 14 – RESPONSO

Il responso della Giuria si conoscerà nei primi mesi del 2022. A tutti i partecipanti verrà inviato il verbale di Giuria a mezzo e-mail. Esso verrà pubblicato sul sito dell’Associazione Culturale Euterpe (www.associazioneeuterpe.com) e sui siti www.literary.it e www.concorsiletterari.it I risultati e i testi vincitori della sezione haiku saranno pubblicati sul portale “Alman Haiku” – Annuario Italiano degli Haiku Premiati all’indirizzo www.almanhaiku.blog Non si darà seguito a richieste in merito a posizionamenti e punteggi ottenuti, analisi estetico-valutative né a commenti critici sulle proprie opere presentate.

Art. 15 – PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà in un luogo della provincia di Ancona, presumibilmente nel comune di Jesi, salvo diverse comunicazioni, entro giugno 2022. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio; qualora non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso, la delega va annunciata a mezzo mail, all’attenzione del Presidente del Premio entro una settimana prima dalla cerimonia di premiazione all’indirizzo presidente.euterpe@gmail.com. Non sarà possibile delegare membri della Giuria e familiari diretti degli stessi. Un delegato non potrà avere più di due deleghe da altrettanti autori vincitori assenti. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Networks né per via telefonica. I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio unicamente mediante Corriere TNT, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato. In nessuna maniera si spedirà in contrassegno.

Art. 16 – DIRITTO D’AUTORE SUL BANDO

La stesura del presente bando, nella forma e nei contenuti che lo compongono e che lo caratterizzano, è prodotto creativo dei soli organizzatori del concorso, deliberato nella forma presente dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Culturale Euterpe con verbale 01/2021. Sul testo del verbale, in quanto prodotto creativo dell’Associazione Culturale Euterpe, il diritto d’autore va difeso e tutelato. Eventuali forme documentate e palesi di plagio, in forma parziale o integrale dello stesso, su qualsiasi tipo di supporto, saranno oggetto di valutazione nelle sedi opportune.

Art. 17 – PRIVACY

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) che li utilizzerà per i fini inerenti al concorso in oggetto e per tutte le iniziative culturali e letterarie organizzate dalla stessa.

Art. 18 – ULTIME

Il presente bando di concorso consta di nr. 18 (DICIOTTO) articoli compreso il presente contenuti su nr. 10 (DIECI) pagine compresa la presente.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.

Dott. Lorenzo Spurio

Presidente del Premio/ Presidente Ass.ne Euterpe

Dott.ssa Michela Zanarella

Presidente di Giuria

Dott. Stefano Viganroli

Segretario Ass.ne Euterpe

INFO:

Segreteria del Premio: premiodipoesialarteinversi@gmail.com

Sito del Premio

Pagina Facebook del Premio

Corrispondenza: Casella Postale 375 – Uff. Postale Jesi Centro – 60035 Jesi (AN)

Sito: www.associazioneeuterpe.com – Mail: ass.culturale.euterpe@gmail.com

PEC: ass.culturale.euterpe@pec.it – Tel. (+39) 327 5914963 (Anche Sms, WhatsApp e Telegram)

ALBO D’ORO DEL PREMIO

(Nelle prime due edizioni non vennero attribuiti premi da podio)

Anno 2014 (III edizione): ANNA BARZAGHI di Seveso (Poesia in Italiano); LUCIANO GENTILETTI di Rocca Priora (Poesia in Dialetto); SANDRA CARRESI di Bagno a Ripoli (Premio Alla Carriera).

Anno 2015 (IV edizione): ALDO TEI di Latina (Poesia in Italiano); GAETANO CATALANI di Ardore Marina (Poesia in Dialetto); GABRIELE GALDELLI di Castelbellino (Trofeo Euterpe); MARISA PROVENZANO di Catanzaro (Premio Alla Carriera); NOVELLA TORREGIANI (1935-2015) di Porto Recanati (Premio Alla Memoria); BRUNO EPIFANI (1935-1984) di Novoli (Premio Alla Memoria).

Anno 2016 (V edizione): LUCIA BONANNI di Scarperia (Poesia in Italiano); LUCA TALEVI di Ancona (Poesia in Dialetto); NUNZIO INDUSTRIA di Napoli (Haiku), SABRINA VALENTINI di Jesi (Trofeo Euterpe); DONATELLA BISUTTI di Milano (Premio Alla Carriera); GIUSI VERBARO CIPOLLINA (1938-2015) di Soverato (Premio Alla Memoria); PASQUALE SCARPITTI (1923-1973) di Castel di Sangro (Premio Alla Memoria).

Anno 2017 (VI edizione): VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in Italiano); LUCIANO GENTILETTI di Rocca Priora (Poesia in Dialetto); EUFEMIA GRIFFO di Settimo Milanese (Haiku); LUCIA BONANNI di Scarperia (Critica Letteraria); ANGELO CANINO di Acri (Trofeo Euterpe), DANTE MAFFIA di Roma (Premio Alla Carriera); ALESSANDRO MIANO (1920-1994) di Milano (Premio Alla Memoria); MARIA COSTA (1926-2016) di Messina (Premio Alla Memoria).

Anno 2018 (VII edizione): ANTONIO DAMIANO di Latina (Poesia in Italiano); VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in Dialetto / Lingua Straniera); ALBERTO BARONI di Viadana (Haiku); GIANFRANCO ISETTA di Castelnuovo Scrivia (Libro Edito);  ROSY GALLACE di Rescaldina (Video-poesia); CARMELO CONSOLI di Firenze (Critica Letteraria); FABIA BALDI di Piombino (Prefazione); MARIO DE ROSA di Morano Calabro (Trofeo Euterpe); ANGELA CATOLFI di Treia (Premio Spec. “Picus Poeticum”); ANNA SANTOLOQUIDO di Bari (Premio Alla Carriera); GIAN MARIO MAULO (1943-2014) di Macerata (Premio Alla Memoria); AMERIGO IANNACONE (1950-2017) di Venafro (Premio Alla Memoria).

Anno 2019 (VIII edizione): DAVIDE ROCCO COLACRAI di Terranuova Bracciolini (Poesia in Italiano), ELENA MANEO di Mestre (Poesia in dialetto), LUCA CIPOLLA di Cesano Boscone (Poesia in lingua straniera), MARISA COSSU di Taranto (Libro Edito di Poesia), NAZARENA RAMPINI di Pogliano Milanese (Haiku), NUNZIO BUONO di Casorate Primo (Video-poesia), GRAZIELLA ENNA di Oristano (Critica Letteraria), VELIA BALDUCCI di Ancona (Trofeo Euterpe), MANUELA MAGI di Tolentino (Premio Spec. “Picus Poeticum”), ROSANNA DI IORIO di Chieti (Premio alla Cultura), MáRCIA THEóPHILO di Fortaleza (Premio alla Carriera), MARIA ERMEGILDA FUXA (1913-2004) di Palermo (Premio alla Memoria), SILVIO BELLEZZA (1943-2000) di Lanzo Torinese (Premio alla Memoria), SALVATORE TOMA (1951-1987) di Maglie (Premio alla Memoria).

Anno 2020 (IX edizione): MAURO CORONA di Roma (Poesia in Italiano), LORENZO SCARPONI di Bellaria / Igea Marina (Poesia in dialetto), VALERIA D’AMICO di Foggia (Poesia in lingua straniera), GIAN PIERO STEFANONI (Poesia religiosa), ANNA MARIA FERRARI di Cagliari (Prosa poetica), LORENZO POGGI di Roma (Libro edito di poesia), ENZA PEZZIMENTI di Gioia Tauro (Haiku), PAOLO ZANELLI di Finale Ligure (Videopoesia), FRANCESCA FAVARO di Padova (Critica letteraria), ANNALENA CIMINO di Anacapri (Premio del Presidente del Premio), IRMA KURTI di Bergamo (Premio del Presidente di Giuria), CARMEN MOSCARIELLO di Formia (Premio della Critica), AA.VV. “Tredici. I poeti del Bandino” (Trofeo Euterpe), FRANCESCA LUZZIO di Palermo (Premio alla Cultura), MATTEO BONSANTE di Bari (Premio alla Carriera), BIAGIA MARNITI (1921-2006) di Ruvo di Puglia (Premio alla Memoria), SIMONE CATTANEO (1974-2009) di Saronno (Premio alla Memoria).

 

La scheda si compone di nr. 2 pagine. È fondamentale che sia compilata in ogni spazio, pena l’esclusione. Per i partecipanti alla sezione I (Videopoesia) va integrata anche della pagina nr. 3.

Nome/Cognome __________________________________________________________________

Nato/a a ____________________________________________ il__________________________

Residente in via __________________________________________________________________

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia_______________

Tel. _______________________________________ E-mail _______________________________

Partecipo alla/e sezione/i:

A Poesia in italiano 

B – Poesia in dialetto specificare dialetto: _________________________________________________)

C – Poesia in Lingua Straniera specificare lingua: __________________________________________)

D – Poesia religiosa

E – Poesia D’amore

F – Prosa poetica

G – Libro edito di poesia

H – Haiku

I – Video-poesia

L – Sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi

                        (    )  Corto Poesia [Teorizzazione A. Barracato / D. Matranga]

                        (    )  Dinanimismo [Teorizzazione Z. Ferrante]

                        (    )  Dittico poetico [Teorizzazione E. Marcuccio]

M – Critica Letteraria

N – Prefazione di Libro di Poesia

O – Libro edito di saggistica

AVVERTENZE IMPORTANTI – Nella pagina successiva indicare:

Per le sezioni A, B, C, D, E, F, H, L, M indicare il titolo delle opere, specificando vicino se sono EDITE o INEDITE e, nel caso di EDITE, dove sono precedentemente comparse.

Per le sezioni G, O specificare il titolo del libro, casa editrice e anno.

Per la sezione H essendo gli haiku privi di titolo, non dovrà essere indicato niente.

Per la sezione I specificare il titolo della video-poesia e di eventuali nomi di regista, musiche e voce recitante. Musiche, canzoni, brani usati non devono essere iscritti/tutelati dalla SIAE.

Per la sezione L barrare la relativa sottosezione o indicare, nello spazio bianco, a quale nuova tendenza, stile, avanguardia, genere ci si riferisce.

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Data_____________________________________ Firma ___________________________________

L’autore è iscritto/ tutelato dalla SIAE?                                Sì                  No   I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE?      Sì                  No   Se Sì indicare quali testi ______________________________________________________________   _____________________________________________________________________________________   ______________________________________________________________________________________  

 

 

DICHIARAZIONE PER I PARTECIPANTI DI TUTTE LE SEZIONI

 Dichiaro che le opere non presentano in nessuna forma elementi che possano rimandare a una lettura, interpretazione, collegamento e/o richiamo a impostazioni ideologiche di tipo razziste, xenofobe, denigratorie, pornografiche, blasfeme, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio o alla differenza e all’emarginazione, nonché di tipo politico, partitico o di ogni altra impostazione e fazione che possa richiamare un clima di violenza, lotta, incomprensione, intolleranza e insubordinazione.

Dichiaro che i testi presentati sono frutto del mio unico ingegno e che sono l’unico responsabile sugli stessi sollevando gli organizzatori da qualsivoglia problematica o disputa possa sorgere.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), organizzatrice di questo Premio, a pubblicare in cartaceo i miei testi all’interno dell’opera antologica del Premio senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 – GDPR) allo scopo del concorso in oggetto.

Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 – GDPR) per le iniziative, progetti ed eventi organizzati dalla stessa.

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DICHIARAZIONE PER PARTECIPANTI ALLA SEZIONE I

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di non aver fatto uso di brani, musiche, canzoni, melodie iscritte/tutelate dalla SIAE nella mia video-poesia.

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di aver fatto uso, nell’elaborazione della video-poesia di immagini/video/suoni di mia proprietà o di dominio pubblico o, laddove abbia usufruito di materiali di terzi, di aver provveduto a richiedere relativa liberatoria degli autori per l’autorizzazione a usarli nell’elaborazione del video, sollevando l’Organizzazione da qualsiasi disputa possa nascere in merito all’attribuzione di paternità dei componenti della video-poesia.

Data_____________________________________ Firma ___________________________________


[1] Se la singola opera fa parte di una silloge, mini raccolta o raccolta che è risultata premiata con un premio da podio potrà essere inviata ma non dovrà avere il medesimo titolo della silloge, mini raccolta o raccolta premiata, pena l’esclusione.

[2] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Movimento Culturale Corto-Poesia-Italiana “Ipseità Dell’Io”

Corto-poesia-italiana: ipseità dell’io

[3] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Manifesti del dinanimismo

Prima ufficializzazione critica del dinanimismo

[4] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Progetto Dipthycha

Risonanze empatiche, l’esperienza del dittico poetico di E. Marcuccio

[5] In questa ottica di condivisione culturale, l’Associazione Culturale Euterpe si impegna come avvenuto ogni anni, a depositare i volumi in biblioteche civiche, nazionali o universitarie del nostro territorio affinché entrino nei cataloghi OPAC per il prestito e la consultazione. Le opere pervenute nella precedente edizione – la nona – sono state depositate presso la Biblioteca Comunale “Augusta” di Perugia e la Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” di Taranto.

“Marche d’Autore” vol. 3 “I Nutrimenti”, articolo di Lorenzo Spurio

Articolo di Lorenzo Spurio

È stata ufficializzata in questi giorni la pubblicazione del corposo volume antologico Marche d’Autore curato da Jonathan Arpetti e Davide Miliozzi, progetto editoriale giunto al suo terzo volume. Dopo le tematiche del “Territorio” e dei “Personaggi” affrontate nei precedenti volumi editi rispettivamente nel 2019 e nel 2020, questa volta il filo conduttore della raccolta è il concetto – liberamente inteso – dei “Nutrimenti”.

Nel volume, che si apre con una sintetica presentazione di Giorgia Latini, Assessore alla Cultura della Regione Marche, nella quale si sottolinea l’importanza della terra per la nostra Regione, contesto dal quale proviene una fertile attività produttiva (ma anche paesaggistica e, dunque, turistica), sono contenuti una serie di racconti di vari autori marchigiani, chi per nascita chi per acquisizione, chi perché – per vari ordini di motivi – è particolarmente legato a questa nostra terra plurale.

La componente dei narratori è senz’altro la più cospicua in termini di numero di autori (cento addirittura[1]) e, contestualmente, di pagine che, tra numerosi racconti ambientanti nei centri delle Marche, rievocazioni storiche e leggendarie e particolarità di ricette ed elaborazioni gastronomiche tipiche del territorio, contribuiscono ad affrescare, in lungo e in largo, da diverse prospettive e con variegate sensibilità e tecniche scrittorie, le nostre Terre.

Non da meno risulta essere la sezione – pur assai ridotta, per volere degli stessi curatori il cui intento era principalmente quello di “narrare” – dedicata ai componimenti di alcuni poeti. Figurano in questa raccolta componimenti di Elvio Angeletti di Senigallia, Mauro Cesari di Offida (sebbene la sua non sia una poesia ma una filastrocca come anticipato nel testo dallo stesso autore), Marco Di Pasquale di Macerata, Marco Fortuna di Fermo, Annalisa Frontalini di Ascoli Piceno, Alessandra Gabbanelli di Porto Recanati, Morena Oro di Montecassiano, Matteo Piergigli di Monte San Vito, il sottoscritto, jesino, con un testo diversamente attinente al tema dei nutrimenti (una lirica dedicata al poeta spagnolo Federico García Lorca assassinato nel 1936 e il cui corpo, mai ritrovato, forma nutrimento prediletto per una terra simbolica dove si crede sia stato inumato, senza segni di evidente certezza) e Sonia Trocchianesi di Fermo.

Nella quarta di copertina è possibile leggere: “Marche d’Autore, con la sua pluralità di voci (cento narratori e dieci poeti, oltre all’artista Silvio Craia che ci ha regalato dodici immagini esclusive delle sue opere, dedicate al tema del libro), volge lo sguardo alla tradizione enogastronomica marchigiana, alle antiche ricette che continuano ancora a nobilitarla, ai piatti tipici, fino alle sagre di paese. Una raccolta di racconti e poesie dove la realtà e l’immaginazione si fondono, per andare a esplorare la zona più intima e segreta dell’animo umano”.

Il tema del cibo, nelle sue forme di nutrizione e alimentazione, di elaborazione e composizione degli ingredienti, ma anche del gusto e dell’intimità fa di questo mondo un ambito assai diversificato e interessante da indagare: non solo le ricette e il cibo inteso in senso stretto, che ridurrebbe il volume a un mero ricettario, ma anche l’elaborazione e l’esternazione dei sentimenti, l’attenzione verso l’altro, la predisposizione al sapersi leggere e confrontarsi con un’alterità. Mangiare non è solo un bisogno primario, può diventare anche l’esaltazione del gusto, la ricercatezza della particolarità, ma può divenire anche contesto di problematiche diffuse quali sono, ad esempio i disturbi dell’alimentazione. Indirettamente, parlando di cibo, non possiamo fare a meno di pensare anche al suo contrario: alla penuria di cibo e, dunque, all’endemico problema della fame, uno dei maggiori morbi dell’intero Pianeta. Di questo non si parla direttamente nel volume, non era proprio del progetto un intendimento di chiaro assetto civile o semmai di monito su contesti geografici a noi ritenuti (banalmente) distanti. Chiaro è, però, che una riflessione di questo tipo può essere fatta partendo da questo volume, così ricco di storie e dettagli, curiosità e vicende, gesti e atti d’amore indiscusso per questa nostra terra, unica eppure plurale. Femminile e feconda com’è Gea, plurale come le tante divinità inscindibilmente legate alle nostre campagne. Ma non solo: leggendo il volume si scopriranno anche sapori inebrianti di piatti rigorosamente a base di pesce. Sfogliare le pagine del volume sarà un po’ come immaginarsi, di volta in volta, in compagnia dei tanti autori-cuochi, ricamatori di sentimenti e massai della buona tavola, che c’invitano alla loro mensa, offrendoci un pasto nel quale hanno fuso destrezza, amore per la propria tradizione e piacevolezza della condivisione.

Ed è in questa ottica che l’Assesore Latini nella sua presentazione parla dell’opera nei termini di un progetto che va all’insegna della “valorizzazione del territorio marchigiano attraverso la narrazione artistica e letteraria” che, pur partendo da un tracciato deciso all’interno dell’enogastronomia (ma anche dell’enologia) recupera anche il senso del presente del marchigiano visto in quel suo attaccamento alla terra (al lavoro nei campi, come pure al desiderio di non abbandonare i piccoli centri delocalizzati dalle grandi città) riscoprendo l’autenticità e la forza della storia, ricca di insegnamenti, virtù, in una parola la saggezza insita nell’universo subalterno, della provincia, del tessuto popolare dove – pure – il dettato orale – nelle forme del dialetto, del vernacolo e dei gergalismi locali – contribuisce a diluirsi a questa tessitura ricca sempre più in balia del facile oblio al quale gli studi demoetnoantropologici cercano di porre rimedio.

Il senso della tradizione non è un miraggio improbabile o un arcano sentire del passato che sentiamo a noi distante e inattuale, si riscontra, invece, nella semplicità dei gesti e dei costumi delle nostre famiglie, nelle generazioni che ci siamo lasciati alle spalle quando l’unione familiare era una costante e aveva l’odore del legno bruciacchiante e il calore delle scintille scoppiettanti del ciocco di legno sul focolare. Ecco, ripercorrendo queste pagine, pur indagando primariamente nel mondo della cucina e della preparazione dei cibi, viene riproposto al lettore con nettezza un passato – non remoto, ma lievemente prossimo – al quale possiamo ritornare con la levità di quella nostalgia che spesso ci investe di una tristezza fugace, riportandoci poi all’urgenza dell’attualità.

Dal mio punto di vista il libro in oggetto non è (o non dovrebbe essere) una mera testimonianza di quel che (apparentemente) è andato, appartenendo ad età ormai tramontate, ma è anche un invito a mettersi in comunicazione con la propria genealogia, fomentando una possibilità di lettura diacronica dell’esitenza delle nostre famiglie. La particolarità dell’opera credo sia quella di porsi a metà tra il passato, al quale rimanda, nelle vecchie ricette e contesti nei quali nacquero e il futuro, vale a dire in quel domani – più o meno prossimo – nel quale (solo con un atto dettato da volitività) possiamo riprenderle, riproporle, porci dinanzi a determinati cibi per combinarli e sperimentare. Perché in fondo il prodotto di una ricetta non è che un atto creativo basato sulla combinazione di elementi, l’osservanza di determinate condizioni (temperatura, umidità, liquidità, etc.) a partire dal quale, semmai, possiamo anche innestare introduzioni, elaborare in varianti, rileggere e ristrutturare. Mi piace, infine, riconnettermi alla poesia (rilevanti sono le voci poetiche di marchigiani illustri antologizzati in vari periodi, da Leonardo Mancino a Lea Ferranti, da Renato Pigliacampo a Umberto Piersanti, solo per citarne alcuni), che qui nel volume è rappresentata da uno sparuto numero di versi, per dire come nel suo etimo – poesis – sta il senso del “creare”. Non già dell’elaborare o del combinare dell’ambito gastronomico, motivo per il quale forse è da riconoscergli senz’altro un piano di rilevanza su ogni altra attività umana che, di contro, è ricondotta a un fremito di razionalità, comprensione ed elaborazione, stadi senz’altro necessari – in quel percorso di logicità e consequenzialità che ci consente di vivere nel qui e ora – ma svincolati da quell’autenticità tipica dell’inespressione, della decodifica emozionale del vissuto, dell’associazione ispirativa di idee e forme, dell’auscultazione dell’abisso interiore e della plurivocità degli echi e dei richiami ondivaghi che, sulla carta, trovano un espresso fruibile (per chi vi ci si predispone) e ritrovabile con criticità (semmai evocabile nelle trame di allusività) che travalica il mero tracciato grafico.

LORENZO SPURIO

La riproduzione del presente testo, in formato integrale o di stralci, su qualsiasi supporto non è consentita senza l’autorizzazione da parte dell’autore.


[1] Questi gli autori presenti nel volume con loro racconti-ricette (in ordine alfabetico): Marco Alfei, Sonia Amaolo, Andrea Ansevini, Donatella Antognozzi, Barbara Antonelli, Pamela Arienti, Samuela Baiocco, Diana Baldi, Elisabetta Baleani, Peppe Barbera, Dagmara Bastianelli, Barbara Belletti, Maria Costanza Boldrini, Martina Brunetti, Annamaria Cacciamani, Elisabetta Capecci, Lara Carelli, Samuela Casali, Giuditta Castelli, Catiuscia Ceccarelli, Silvia Celli, Carla Chiaramoni, Sonia Ciarrocchi, Cristiana Cirilli, Gorgia Clerico, Gianluca Conocchiari, Barbara Crocetti, Laura Crucianelli, Valeria Cupis, Raffaelina Di Palma, Mario Di Vito, Cristina Donati, Federica Faggioli, Valentina Falcioni, Anna Funari, Filomena Gagliardi, Sara Gambelli, Valeriano Ballarini (autore di un racconto scritto a quattro mani con Rozeta Kociaj), Silvia Gatti, Gloria Gentilucci, Anna Rita Giacomucci, Roberta Gregori, Elena Grilli, Silvia Ilari, Daniela Illuminati, Maury Incen, Liliana Lay, Valeria Leoni, Roberta Marcelletti, Gianluca Marinangeli, Eleonora Marini, Erika Mariniello, Luisa Mazzocchi, Roberta Mazzoni, Daniela Meschini, Francesca Monaco, Pamela Morganti, Gioia Morici, Davide Morresi, Paolo Nanni, Remiano Nori, Sonia Ognibene, Rita Orazi, Andrea Petrucci, Mery Pieragostini, Lorena Pinciaroli, Laura Pisani, Giovanna Pompini, Carla Quattrini, Letizia Ranucci, Lorenzo Ribeca, Mauro Ribechi, Marisa Rubini,  Ubaldo Sagripanti, Silvana Salati, Luciana Salvucci, Silvia Sbaffoni, Simone Scala, Clara Schiavoni, Gioia Senesi, Chiara Sgambetterra, Patrizia Silli, Cinzia Soverchia, Betty Tantucci, Mario Testa, Andrea Tomassini, Stefania Torri, Erminia Tosti Luna, Andrea Valenti, Walter Vallesi, Francesca Vannetti, Angelica Vasile, Maurizio Verdenelli, Luigi Verducci, Jessica Vesprini, Chiara Vulpis, Federica Zeppilli.

Giovanna Fileccia e la “Poesia Sculturata”

Articolo di Lorenzo Spurio

Giovanna Fileccia è nata a Palermo dove ha vissuto fino all’adolescenza. Oggi risiede a Terrasini (PA). Ha frequentato l’istituto tecnico commerciale ma il suo amore per la letteratura l’ha portata verso materie umanistiche. Scrive poesia sia in italiano che in siciliano, è anche critico letterario e drammaturgo. Per la narrativa ha pubblicato il romanzo Oggetti in Terapia (2020), per la poesia ha all’attivo quattro pubblicazioni. Molte sue liriche sono state edite in varie antologie, volumi tematici e portate in scena in spettacoli teatrali diretti dal regista Riccardo Michelutti e recitate in vari luoghi e città d’Italia. In campo artistico va rilevato che è l’inventrice di una nuova espressione artistica, da lei stessa denominata (coniandone il relativo neologismo) Poesia Sculturata che consiste nell’allestimento di opere tridimensionali alle quale dà forma a partire dalle sue produzioni poetiche. Ha definito questo originalissimo approccio quale un suasivo e avvincente “mondo circolare e vasto, complesso e semplice, unico e sfaccettato”.

Per le sue opere tridimensionali generalmente utilizza materiali di recupero, materiali di risulta come peculiare della poor art, ma anche cartone, polistirolo, rame e stoffe (si veda la sedia “Imperia” esposta in più mostre personali) con prevalenza di elementi che si riconducono all’ecosistema mare (sabbia, alghe e conchiglie in primis). Con le sue opere plastiche ha tenuto molte mostre personali in vari contesti e la concretizzazione di queste sue ibridazioni tra i due codici espressivi è forte e percepibile leggendo il volume Marhanima (2017, con prefazioni del mai dimenticato Sebastiano Tusa e dell’architetto Alessandra De Caro, postfazione della psicoterapeuta Caterina Vitale) che contiene un testo poetico e le sue opere tridimensionali. Importante è il suo impegno sociale, lo testimonia la donazione della Poesia Sculturata dal titolo “Amore a due voci” tratta dall’omonima poesia, a “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi. È invitata di frequente a partecipare a convegni e incontri, anche nelle scuole, per parlare della sua creazione della Poesia Sculturata che richiama al rispetto dell’ambiente e al reimpiego dei materiali di scarto e di recupero, nonché al rispetto della Terra.

La Poesia Sculturata va nella direzione di una simbiosi attenta e istintiva che si crea tra parola e forma, tra suono e concretezza: le opere rappresentano il componimento poetico ma è anche vero che le opere scultore hanno una loro empatica didascalia nelle stesse liriche. Il procedimento sinottico e di ibridazioni tra arti e linguaggi apparentemente diversi fornisce risultati esaltanti e mai pronosticabili in partenza. L’artista Fileccia in questo modo fa del recupero e della conversione del residuale gli elementi di partenza per la creazione artistica dove è evidente anche il contenuto ecologico, e dunque il significato di empatia sociale e di salvaguardia ambientale. La concretizzazione del sentimento che è racchiuso nei versi e nelle strofe delle sue produzioni poetiche ben si esplica nelle azioni di plasmare, incollare, strutturare, comporre, levigare, intarsiare, sovrapporre, coniugare, ricondurre a un contesto dal chiaro significato oltre che di forte presa sul fruitore di quell’opera. Così lei stessa ha avuto modo di asserire nel corso di un’intervista: “La Poesia Sculturata mi offre, sia la possibilità di parlare ad ampio raggio della Terra, dell’ambiente, del riutilizzo, che di raccontare l’interiorità”[1].

Nel 2018 ha ideato e condotto il laboratorio artistico “Mandala: cerchio della vita” con annessa mostra di Poesia Sculturata ai Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo). Nel corso degli anni mostre personali, incontri in gallerie e biblioteche non sono mancati. Tra i progetti più recenti citiamo la mostra online a quattro mani “Fibre di piombo”, con opere di Tiziana Viola-Massa e poesie della stessa Fileccia, che dopo la pandemia verrà allestita anche in presenza. L’allestimento virtuale ha consentito di vedere una buona quantità di opere e di visionare e leggere i testi poetici in internet dove è presente una videopresentazione[2].

A febbraio di quest’anno, con un video caricato sul suo profilo personale YouTube[3], l’artista ha dato a conoscere quella che può essere considerata un’ulteriore evoluzione e aggiunta al suo grande progetto working-in-progress ossia la “Poesia Sculturata in cartoline da donare” che sarà realizzata nel corrente anno in collaborazione con i Comuni di Palermo e Partinico. Un’iniziativa volta a una maggiore presenza sul campo, intesa a una capillarità della sua opera sul territorio, pensata come momento di condivisione e di partecipazione collettiva. Si sa – come hanno ben posto in evidenza – alcuni tra i maggiori critici – tanto letterari che artistici – che la fruizione dell’opera non è mai qualcosa di univoco e deciso sin dalle origini: suggestioni, empatia, significazioni interpretative, dialoghi ed echi, pur diversificati tra loro, possono nascere e fruire copiosi dalla partecipazione attenta e sentita del pubblico – del fruitore dell’opera – dinanzi ad essa. Ecco perché la Fileccia nel summenzionato video invita coloro che, nei vari spazi delle città che collaborano a questo “attacco d’arte”, troveranno le sue “cartoline artistiche” di fornirle un commento, un’impressione sulla data opera ritratta. È dal confronto tra autore e fruitore, tra artista e pubblico che possono nascere – non solo rapporti umani più o meno seri e duraturi – ma anche ulteriori significati, direzioni e vibrazioni per le opere interessate.

Nel suo nutrito curriculum letterario figurano anche le opere Sillabe nel Vento (2021, con prefazione di Veronica Giuseppina Billone), La Giostra dorata del Ragno che tesse (2015, prefazione di Giuseppe Oddo e postfazione di Francesca Currieri), Seta sul petto, per Alessandro che Di Mercurio aveva la forza e l’empatia (2020, con introduzione della stessa Giovanna).

Numerosi i riconoscimenti ottenuti tra i quali quello alla Cultura “Silva Parthenia” conferitole a Partinico nel 2015 e l’Encomio alla Cultura “La Biglia Verde” conferitole a Marsala nel 2017, “Diploma La Gru News” conferitole dalle maestranze del Comune di Cinisi nel 2020. È stata membro di giuria in vari concorsi tra cui il Premio Regionale “Sicilianamente” e il Concorso fotografico “Giovanni Meli” tenutosi a Cinisi nel 2015.

Numerosi e qualificati critici letterari ed esperti d’arte e di cultura si sono occupati della sua arte poetica e della sua Poesia Sculturata tra cui Maria Elena Mignosi Picone, Maria Antonia Manzella, Salvatore Maurici, Mariantonietta Mangiapane, Lidia Vitale, Pino Manzella, Giovanni Impastato, Silvio Grisafi, Francesca Currieri, Rosanna Maranto, Vincenzo Corona, Calogero Catania, Sandra Guddo, Giovanni Matta, Rosanna Maranto, Vincenzo Corona, Valentina Grazia Harè, Francesco Ferrante, Veronica G. Billone, Pippo Oddo, Caterina Vitale, Maria Rita Mutolo, Anna Barone, Cinzia Finocchiaro, Maria Antonietta Sansalone, Martina Emanuele, Vinny Scorsone, Silvio Ruffino, Vincenzo Cusumano, Giacomo Randazzo, Salvatore Mirabile, Sebastiano Tusa, Alessandra De Caro, Salvo Galiano, Pippo La Barba, Palma Civello, Santa Franco, Evelin Costa, Patrizia Iovine, Federico Baldini, Sara Missaglia, Luca Calvino, Emilia Ricotti, Sara Favarò, Cinzia Romano, Rosario Sanguedolce, Domenico Sinagra, Adriana Fresina, Antonino Schiera, Rosario Loria, Chiara Fici.

LORENZO SPURIO

La riproduzione del presente articolo, anche in forma di estratti e su qualsiasi supporto, non è consentita senza il consenso da parte dell’autore.

Bibliografia

Sito personale dell’autrice: https://giovannafileccia.wordpress.com 

Intervista a Giovanna Fileccia a cura di Chiara Fici: http://www.globusmagazine.it/giovanna-fileccia-la-coffa-simbolo-della-sicilia/#.X_yyW-DSJkw

Intervista a Giovanna Fileccia a cura di Antonino Schiera: https://antoninoschiera.blog/2020/10/09/poliedrica-e-creativa-la-scrittrice-giovanna-fileccia-si-racconta-per-noi/

Il sito\blog di Giovanna Fileccia Io e il Tutto che mi attornia: https://giovannafileccia.com/


[1] Chiara Fici, “Giovanna Fileccia e la coffa come simbolo della Sicilia”, «Globus Magazine», 25/05/2020, link: http://www.globusmagazine.it/giovanna-fileccia-la-coffa-simbolo-della-sicilia/#.YAIQinZKjIV (Sito consultato il 15/01/2021).

[2] Rimando a questo link che fa riferimento alla notizia di tale mostra, con foto, videopresentazione e premessa della poetessa, pubblicati sul suo sito ufficiale in data 23/12/2020: https://giovannafileccia.wordpress.com/2020/12/23/fibre-di-piombo-mostra-di-tiziana-viola-massa-e-giovanna-fileccia-video-e-opere/ (Sito consultato il 15/01/2021).

[3] Il video è raggiungibile a questo link: https://www.youtube.com/watch?time_continue=499&v=BpdaW2yBdJk&feature=emb_title

“Nel tempo dell’assenza. Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi” di Massimo Massa – Testo critico di Lorenzo Spurio

Testo critico di Lorenzo Spurio

Un’operazione editoriale senz’altro riuscita, tanto è ricca e avvincente, questa di Massimo Vito Massa, curiosa voce poetica nel panorama culturale italiano della nostra attualità che con l’etichetta editoriale da lui curata e diretta – Oceano Edizioni – ha dato alla luce il volume Nel tempo dell’assenza[1]. Si tratta di un’opera in qualche modo repertativa, come ben richiama il riferimento di “Opera omnia” nell’immagine di copertina e, in quanto tale, presenta testi poetici già pubblicati altrove, letti magari in circostanze che lo hanno visto partecipante di iniziative pubbliche o presentati a concorsi letterari, ambito questo che l’Autore barese ben frequenta da anni, con grandi meriti e ampie attribuzioni di riconoscimenti per la sua capacità ideativa, stesura formale e ricchezza contenutistica. Questo nulla toglie alla freschezza dell’opera che si presenta come fosse totalmente inedita, compatta nei tanti elaborati e contributi critici che, ben cadenzati, “a intervalli”, la arricchiscono e la strutturano in maniera assai congrua alle vere “opere totali” di autori più o meno classici. Se mi soffermo su questo aspetto – oltre al fatto che non è qualcosa in nessun modo trascurabile – è presto detto. Operazioni “antologiche” come questa che ho tra le mani presuppongono non solo una meticolosa operazione di scelta – e dunque di cernita – delle tante opere di produzione propria ma anche l’individuazione di un nesso – leitmotiv o fil rouge, come si preferisce – secondo il quale l’Autore intende presentarcele. Aspetti, questi, che possono sembrare laterali, e dunque non influenti in maniera incisiva, sull’opera intesa in senso complessivo e che, al contrario, hanno la loro valenza. Massa ha manifestato in maniera molto chiara che, dietro alla compilazione di Nel tempo dell’attesa, vi è stato un ampio (non so dire se lungo, questo sarebbe eventualmente da chiedere all’Autore) lavorio di organizzazione “mentale”, ben prima che “editoriale” che ha portato, appunto, alle scelte le cui pagine ben rendono edotti chi se ne appropria.

Pure non andrebbe dimenticato di dire che – di contro al titolo che ci parla di una assenza che, ad apertura del libro, dobbiamo ancor ben concettualizzare – il sottotitolo funge da apripista, da motivo propedeutico a quel che l’attento Autore (nelle vesti anche di curatore ed editore) si appresta a rivelarci di sé. Quelle contenute nel libro sono poesie – questo è chiaro – ma esse sono solo l’abito che, di volta in volta, l’io lirico veste per documentarci e trasmetterci quelli che sono i Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi. Addentrarsi a priori in un’appropriata significazione esegetica di questa perifrasi sarebbe senz’altro qualcosa di rischioso ma è un rischio che cercherò di limitare tentando un approccio di questo tipo non ora, ma in seguito.

Il volume si presenta ricchissimo, da ogni parte lo si voglia scrutare, da ogni angolazione ci si introduca. Ce ne rendiamo conto sin dalle prime pagine: citazioni in esergo (tra cui un’efficace chiosa sulla felicità di Romano Battaglia[2], praticamente uno dei grandi dimenticati), note di ringraziamenti, cenni bibliografici, didascalie, riferimenti puntualissimi a professioni, città d’origine o d’appartenenza dei tanti critici di cui sono presenti note, commenti, lusinghieri messaggi, attestati di stima e amicizia, squarci di recensioni e, in taluni casi, mini-saggi, approfondimenti o divagazioni di vario tipo. La meticolosità di Massa in veste di editore è tale che tutto appare dosato alla precisione: caratteri, grassetti, corsivi e rientri, organizzazione tipografica impeccabile, testo che s’interscambia – in un connubio di parola e immagine – con pagine a colori dove troviamo foto frappanti e incisive come pure fotogrammi dell’autore dai quali trasudano grande raffinatezza posturale, eleganza formale e piglio di un’espressione autentica.

Basterebbe fare i nomi di Hafez Haidar, grande promotore culturale, ex candidato al Premio Nobel per la pace e professore all’università di Pavia, e di Pasquale Panella, narratore e poeta ma soprattutto paroliere (celebre la sua collaborazione con Lucio Battisti), autore di brani immortali della canzone italiana (tra i quali “Vattene amore” di Amedeo Minghi, “Processo a me stessa” di Anna Oxa, “Giulietta” di Mango), a rivelare l’ampiezza e l’alta levatura del consenso critico riscosso da Massa nel tempo. Eppure – per onor di cronaca e per par condicio culturale – si dovrebbero fare i nomi di tutti coloro che – a vario titolo – hanno collaborato a questo volume, integrato le pagine con foto, traduzioni, inserti critici e altro ancora. Pur tuttavia nello spazio ristretto di tale recensione non mi è consentito ma il mio invito è fortemente rivolto a recuperare ben presto questo volume perché, oltre alla componente poetica di Massa, vi è un nutrito universo di luci e nastri colorati che lo contornano rappresentati da queste molteplici e variegate collaborazioni che fanno di Nel tempo dell’assenza – in aggiunta a un’opera autoriale e dunque letteraria – anche un’opera collettiva e dunque, a qualche altezza, di condivisione e partecipazione sociale.

L’autore del libro, il poeta barese Massimo Massa

Si è detto delle traduzioni: nel volume alcune poesie di Massa sono riproposte anche con l’utilizzo di un altro sistema linguistico; questo rende l’opera polifonica e internazionale, potenzialmente aperta a ogni possibile lettore e fruitore, dunque sorgiva e continua, atta ad aderire ad ambiti e contesti che esulano il domestico, il provinciale e il nazionale, per offrirsi a un oltre potenzialmente sconosciuto. Vi sono liriche tradotte in greco (Sofia Skeilda[3]), inglese (Tiziana Massa), polacco (Izabella Teresa Kostka), spagnolo (Patricia Vena), francese (Raymonde Simon Ferrier) e arabo (George Onsy).

Il volume si mostra articolato in tre sotto-sezioni e una coda conclusiva. Le tre sezioni, debitamente anticipate da alcune linee di presentazione di Massa in merito alle intenzioni di accorpamento di determinate liriche in quel gruppo – vale a dire le ragioni, le tematiche, le comunanze latenti o patenti – contengono ciascuna un consistente numero di brani poetici. Si parte con la sezione “L’assoluzione” anticipata da una dissertazione coinvolgente sul tema dell’assenza a firma del giornalista Duilio Paiano, nella quale troviamo liriche dal piglio riflessivo, sostenute da considerazioni di vario tipo che mettono in risalto le peculiarità osservative, interpretative e interiorizzatrici del poeta. Il tema ricorrente è quello dei gabbiani, con tutta la simbologia carica a questo animale e alle sue occorrenze nella letteratura, anche internazionale. In “Piove” leggiamo: «Credo ancora nei dettagli / delle prospettive, / nell’imperfezione / d’ogni figurabile / che s’avvolge in trame / come arbusti di tamerice / flagellate / ai venti di maestrale» (33). Credo che sia ben manifestato in questo estratto l’andamento – un adagio – di questa prima partizione dell’opera. Scenari prediletti sono le circostanze di solitudine e di riflessione, i momenti di pausa e di rincorsa ai pensieri, gli approfondimenti sulla vita e i suoi dilemmi, le esigenze di ascolto dell’interiorità. Ecco altri versi estratti da “Nell’attesa d’un istante”: «Passerà anche l’inverno / tra queste scie d’inchiostro / serrando nodi / nelle volute spire / di mancate assenze, / sulla pelle e nei pensieri / aspettando che marea discenda / a conciliare rena con il mare / tra le immutate sponde» (56) e da “Verrà il tempo del ritorno”: «Verrà il tempo del ritorno, / nuovi semi di accettate attese / nel cielo terso di febbraio / in quel tiepido maestrale / tra zolle arse / e l’istante delle piogge / nell’intricata geometria / del mio nulla / che fermenta prospettive» (61).

La seconda sotto-sezione del libro, “In ogni battito del mondo”, ci consegna al contesto internazionale: quello bellico delle lotte civili, delle guerre intestine, dei bombardamenti, delle violenze in genere e delle forme di sottomissione. Qui si evidenzia il piglio etico del Nostro che con poesie quali “Sotto il sole di Kabul” ha riportato numerosi premi letterari.

Troviamo liriche che affrontano problemi dei disturbi alimentari come l’anoressia (la poesia “Oltre…” dove il Nostro parla di «sguardi assenti / […] / greto informe» e della «irragionevole disarmonia / dell’esile corpo», 69), gravissime sindromi di carattere genetico («Chissà per quant’ancora / dovrò arginare ostacoli / raccogliendo cocci d’esistenza / nel perimetro di un corpo / che non s’arrende al tempo» (78) e liriche ispirate ai truci fatti di zone calde del pianeta: il Medio Oriente (la poesia “Scenderà sera sopra Gaza” dove leggiamo: «Quale guerra avrà mai le sue risposte / se non bugie vilmente sporche…/ […] // Qui si fermano per sempre / i sogni e le illusioni – / macchiate d’innocenza, / qui c’è carne da macello / su cui lasciare un fiore», 80), l’Iraq (la poesia “Sotto il sole di Kabul”: «una bandiera in terra ostile […] // […] tradita per amore a un giuramento», 87), compreso il nostro Paese con una poesia dal titolo “Quella linea in diagonale” dedicata alla nefanda strage di Capaci del 1992 nella quale morì il giudice Giovanni Falcone: «[P]rofanata speme nella terra di nessuno / che mi ha cucito addosso il tempo // […] [I]l vento disperde le parole / nell’ombra oltre il finire» (86). I contesti di violenza e di desolazione che animano il Nostro a mettere nero su bianco l’insofferenza verso tanta barbarie non punta alla denuncia ideologica né utilizza quel che sarebbe il facile tono della recriminazione o dell’imputazione della colpa. Al contrario consente un’autentica vicinanza e solidarietà verso i soggetti interessati da tanta indifferenza e devianza delle forme di potere. Difatti non di rado i componimenti di questa raccolta si chiudono – o comunque richiamano – un’attenzione generale su forme di appello e confessione nei riguardi della divinità cristiana.

Un altro scatto dell’autore del libro, il poeta barese Massimo Massa

L’ultima sotto-sezione porta il titolo “L’essenziale” ed è come la summa del percorso intrapreso; sembra di sperimentare con questo terzo “capitolo” il procedimento analitico d’evidenza di marca hegeliana contraddistinto da tesi-antitesi e sintesi. Qui, dopo lo scandaglio dell’interiorità nei suoi linguaggi spesso difficili da decifrare e dopo il verbo gridato della condanna delle aberrazioni, l’Autore annoda versi che sembrano vergati da una pacificazione maggiore, sembra quasi che la mano si sia allentata nel far seguire una parola all’altra. Qui si parla (o si cerca di avvicinarsi) all’essenziale, vale a dire a tutto ciò che non è accidentale o abituale. Al poeta, che opera di cesello con un’attitudine improntata allo scavo e alla linearità della forma, interessa esclusivamente la essentia, vale a dire la cosa in sé, quello che è, ciò che si manifesta. Senza ridondanze, abbellimenti, superfetazioni, ritocchi o magheggi di sorta. Il poeta sembra aver raggiunto un senso di benessere emotivo che gli deriva dal percepire la vita quale dono e come segno inesauribile di bellezza. Ciò gli è concesso non solo dal suo animo investigativo dei recessi interiori ma anche per mezzo di un sentimento d’amore e di condivisione con l’amata e, in senso generale, con una pluralità non meglio identificabile. Sono versi maturi che elaborano l’assenza, quella percezione di lontananza e disattenzione, di chiusura e mancata eco, in maniera diversa; ecco perché l’Autore qui ci parla dell’assenza nella forma delle sue scie. Sembrano dileguati l’ansia e il rovello esistenziale che, invece, ammorbavano pesantemente l’io lirico nella prima sezione.

In chiusura del volume c’è infine un lungo componimento bipartito, in realtà una serie di strofe con versi lunghi, disposte visivamente sulla pagina con una conformazione alternata, ad X, che vanno sotto il titolo di “Conseguenze logiche di geometriche invadenze” e – come da controcanto – di “Nell’incedere del tempo all’ora sesta”. È la giusta “coda” o explicit a tanto dire, argomentare, alludere, vagheggiare, trasporre delle liriche qui contenute e ha la forza di rappresentare, ben più che un’attestazione di poetica, una sorta di testamento umano.

Nel tempo dell’assenza è un libro che va letto e riflettuto. Credo che in questa maniera può realmente “arrivare” ed essere apprezzato come degnamente merita. Esso va a unirsi all’ampia produzione di Massimo Vito Massa – significativa e degna di menzione – contraddistinta dalle opere: Evanescenze. Dal diario dell’anima (REI, Cuneo, 2013), Geometrie d’infinito. Proiezioni e linee in divenire di concentriche spirali (Oceano, Bari, 2016) e All’ora sesta. Aspettando l’attimo che verrà (Dibuono, Villa d’Agri, 2017). Di notevole importanza per la diffusione della letteratura regionale sono i due volumi da lui curati per la serie Terre d’Italia ovvero: Poesie e dintorni di Capitanata (Oceano, Bari, 2019) e Poesie e dintorni delle terre di Bari (Oceano, Bari, 2019) oltre al corposo progetto d’impegno civile Le mani dei bambini (Oceano, Bari, 2019).

LORENZO SPURIO

La pubblicazione del presente testo, in forma integrale o di stralci, su qualsiasi supporto non è consentita senza l’espresso permesso da parte dell’autore.


[1] Una precedente edizione di Nel tempo dell’assenza è stata pubblicata da Edizioni Iod di Monterotondo (RM) nel 2020 quale opera risultata vincitrice al Premio Artistico Letterario Internazionale “Scriptura”, edizione 2020, organizzato da Anna Bruno. In questo caso si trattava della sola plaquette poetica senza inserti critici e grafici. Tutte le citazioni riportate dal testo sono tratte da Massimo Massa, Nel tempo dell’assenza. Tragitti casuali d’incomunicabili silenzi – Opera omnia, Oceano, Bari, 2020.

[2] La citazione di Battaglia riportata è la seguente: «La felicità a cui si anela / può soltanto essere sfiorata / come i gabbiani fanno con l’acqua» (4).

[3] Per ciascuna lingua indico tra parentesi il nome del traduttore.

E’ uscito “Liriche scelte” di Ada Negri che contiene una selezione dell’opera della poetessa ravennate

La casa editrice milanese Miano Editore ha recentemente dato a conoscere l’uscita del volume Liriche scelte della poetessa ravennate Ada Negri – omonima della nota poetessa accademica lodigiana del Secolo scorso – all’interno della prestigiosa collana “Analisi Poetica Sovranazionale del Terzo Millennio”. Il volume è arricchito dalle prefazioni di Enzo Concardi, Michele Miano e Mario Santoro.

Nella dotta e particolareggiata prefazione del critico letterario Concardi leggiamo: “Se vogliamo fare un tuffo nel passato, ma un passato di grande valore, possiamo seguire Ada Negri nel suo amore per la classicità, che è l’argomento, lo stile, il sogno di questa prima sezione del libro. Sono testi d’altri tempi, nel senso che tale genere di poesia non è propria dei contemporanei e costituisce un viaggio comunque di scoperta per l’autrice, catturata e incantata dal mondo greco-latino.

La lirica è descrittiva e neoclassica, raffigurando, in modo quasi classificatorio, le conquiste artistiche e civili di quelle culture, la cui grandezza è per la poetessa eterna e universale. È altresì una lirica oggettiva, che lascia poco spazio ai sentimenti personali, in quanto, forse, l’intento della scrittura è didascalico e rivolto a trasmettere il vero e il bello secondo i parametri antichi. I tesori ellenico-romani sono cantati per il mito che rappresentano, il fascino che ancora emanano, la forza epica delle opere.

Anche la scelta di scrivere quasi sempre con l’uso di strofe tradizionali, costituite da quartine in rima, fa parte del canone neoclassico riesumato per l’occasione. Fanno eccezione alcune composizioni, come ad esempio la Parodia della tragedia greca. “Antigone” di Sofocle, che ha una struttura dialogica tra Ismene, Antigone e il Coro; e Il classicismo nella poesia di Giosuè Carducci, che invece d’avere le quartine con rima a-b / c-d si sviluppa con un rimare a-c / b-d. Così troviamo in Crociera in Grecia,strofe di questo tipo: “…Aleggiava una vaga atmosfera / trepidante tra sogno e chimera. / Ci sembrava di vivere ancora / con Omero una fulgida aurora”. Mentre nell’omaggio al Carducci: “…Nelle ‘Elleniche’descrisse, / con profonda competenza, / gli elementi che rivisse / con piacevole frequenza…”.

Il suo percorso culturale-classico inizia proprio dai banchi di scuola. Ricordando quel periodo formativo scrive: “Per me il classicismo è innato …// A scuola mi fu sviluppato / con notevole risultato: / mi piacquero Greci e Romani / coi loro costumi lontani…”.

Qui accenna anche alle opere immortali dei classici, all’origine della nostra lingua dagli etimi greco-latini, allo splendore di quelle civiltà che coltivarono scienza, filosofia e le arti. Continua poi con un viaggio in Grecia per toccare con mano ciò che aveva studiato sui libri: rimane colpita da zone archeologiche mai viste, a cui seguono altre mete, come Rodi con l’Afrodite, Olimpia, Delfi, Sparta, Micene, l’Acropoli, ove immagina le abitudini care a Socrate. Indi tutti i monumenti e i colonnati di Atene storica, l’Attica e il Peloponneso. Un’altra lirica è dedicata a La parola, alla sua funzione nella vita della comunicazione, alla sua importanza come mezzo per trasmettere pensieri, messaggi, stati d’animo, sentimenti tra le persone e lessico in cui il popolo si riconosce. Troviamo nel libro anche una lunga composizione riservata a Il classicismo nella poesia di Giosuè Carducci, dove ripercorre le tappe della sua esistenza riferite al propugnato ritorno al classicismo e al suo patriottismo.

 Ora scomodiamo un grande della letteratura per attestare assonanze d’interessi neoclassici. Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) pubblica nel 1795 le Elegie romane, venti pezzi poetici in esametri e, nella prima elegia esalta la grandezza di Roma: “… Sì, qui un’anima ha tutto, fra queste divine tue mura, / eterna Roma!…// Tuttor chiese e palagi, rovine contemplo e colonne…// In vero, o Roma, un mondo sei tu; ma pur senza l’amore / non saria mondo il mondo, e nemmen Roma, Roma” (da Elegie romane, Giusti Editore, Livorno 1896, Traduzione di Luigi Pirandello). Ada Negri scrive una lunga Ode a Roma in cui risuonano anche questi versi: “… Palazzi e templi, archi e colonne, / attestan l’opera davvero insonne, / livelli alti di vita civile, / il culto del bello e un tipico stile”.

 Quindi “Roma caput mundi”esercita in ogni epoca e su chiunque un fascino indiscutibile: nel nostro caso l’autrice rimane integralmente legata al classicismo, mentre Goethe inserisce nel giudizio finale l’elemento sentimentale dell’amore e si proietta verso il Romanticismo, creativo e non imitatore di poesia”.

Ada Negri è nata a Conselice (RA) e residente a Ferrara, laureatasi in lettere classiche a Bologna, ha insegnato per oltre trent’anni greco e latino nei Licei. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Viole del pensiero (1993), …E la luce fu (1994), Il mare della vita (1996), Paesi e città del cuore (1997), I girasoli (1998), Opera Omnia (1999), Realtà e fantasia (2000), Verso il terzo Millennio (2001), Il fascino di Ferrara (2002), La bandiera italiana (2002), La Vita Umana (2003), Arcobaleno (2004), Nuova stagione poetica (2010); i testi di saggistica: Litterarum latinarum fragmenta (1999), Il kommós delle «Coefore» di Eschilo (2000), Limpide voci (2001), Saggi classici (2003), Saggi ferraresi (2003), Sintesi storico-letteraria dell’età ellenistica e greco-romana (2006), L’Età Classica della Grecia antica (2009), L’età Jonica della Grecia antica (2017). La biografia e l’attività letteraria di Ada sono trattate in due monografie curate da Fulvio Castellani: Dentro e attraverso la quotidianità (2003), Il racconto di una vita (2006).

“Lettura di testi di autori contemporanei” vol. 5 di Nazario Pardini. Recensione di Lorenzo Spurio

Recensione di Lorenzo Spurio

È appena uscito, per le edizioni The Writer, il nuovo corposo volume del poeta, scrittore e critico letterario toscano Nazario Pardini che raccoglie la sua attività critica, di lettura e approfondimento, su testi e autori italiani della nostra età. Si tratta del quinto volume che viene pubblicato sotto il titolo “Lettura di testi di autori contemporanei”, collettanea di studi critici, saggi, recensioni, commenti e vari altri generi di testi dove Pardini ha fatto dell’atteggiamento speculativo, elucubrativo e di scandaglio lessicale le sue prerogative principali. Il macilento volume, che conta ben 1055 pagine, (un vero catalogo, si dirà, ben al di là di un’enciclopedia chiusa, essendo l’opera in continuo divenire data l’attività frenetica e instancabile del Nostro) è stato pubblicato in seno alla collana di saggistica “Il Melograno” e ricostruisce, nelle pagine che lo compongono, il repertorio attento di tutte le sue disamine e investigazioni critiche – soprattutto nel mondo poetico ma non solo – compiute nel corso degli ultimi due anni. In copertina, infatti, viene bel delineato il periodo (2018-2020) nel corso del quale i testi sono stati vergati e poi – chiaramente – diffusi tanto in rete, sul suo spazio frequentatissimo (il blog “Alla volta di Lèucade”), che in cartaceo quale preambolo critico ai testi che ha inteso presentare, in molteplici prefazioni, postfazione, note di lettura e altro ancora. Un consuntivo su carta e in un volume unico – agevole, per quanto la copiosità delle pagine lo rende formalmente “pesante” – che compendia l’intensa e assai apprezzata carriera di critico letterario e che si misura con testi in genere medio-brevi in cui l’autore – moderno Virgilio che accompagna in un percorso sconosciuto – prende per la mano il lettore facendogli vivere mille storie, percorrere tragitti diversi, tra le pieghe delle esistenze altrui che sono riflesso anche delle Nostre.

Non è possibile presentare in questa sede i tanti contenuti raccolti nel volume perché ciascuno meriterebbe il giusto spazio, tanto è democratico l’apporto di Pardini alla letteratura, ben restio a vedute settarie o di congreghe particolareggiate, di supposte aristocrazie poetiche e di circoli elitari. Dispensa con generosità e grande acume il suo sapere, indistintamente, a tutti quei poeti e autori – che, sì, reputa validi – gli propongono in lettura i suoi testi sapendo di trovare in lui, oltre che una persona magnanima e attenta, anche un vero e proprio oracolo. Ma anche un chirurgo delle emozioni. La sua penna attenta e sempre circostanziata non manca, neppure, in molti ambiti, di relazionare gli scritti e i versi degli autori a noi contemporanei con alti nomi della classicità e, finanche, con rimandi – sempre apprezzati – al mondo mitologico e della tradizione greco-romana.

La piccola immagine che sembra posta “ad incastro” nella cover si riferisce a un particolare di una raffigurazione miniata del periodo medievale. In essa è ritratto Sant’Agostino e Volusiano e fa riferimento al “Amanuense di Vichy” del XII secolo, opera conservata nell’Archivio Diocesano di Vichy, in Francia. È, in effetti, proprio quella dell’amanuense contemporaneo la figura di Pardini: non solo ricopiatore di versi (tanti ne vengono citati e richiamati nelle sue scritture) ma chiosatore, commentatore, osservatore e analista stesso del testo. Oltretutto, ed era questo lo scopo primario dei laboratori di scrittura in seno a biblioteche di conventi ed abazie, la sua attività – scrittoria – è tesa a una raccolta sapienziale di note e informazioni, per una raccolta dello scibile che possa avere testimonianza nelle epoche successive. È per tale ragione che un’opera come questa non è un archivio (una sterile raccolta, fissa e soggetta al decadere della polvere) quanto, piuttosto, un museo molto frequentato. Mi piace richiamare il contesto museale, più che quello ben più attinente del mondo bibliotecario, perché in effetti i suoi testi vanno al di là della letterarietà dello scritto, promanano liricità anche da un punto di vista meramente artistico, visuale, di creazione dell’opera e di figuratività.

Nel volume, oltre a un ricco numero di interventi critici di Pardini su altrettante opere poetiche, sono presenti numerosi testi critici che, invece, di riflesso, altri hanno scritto su di lui, tra cui un mio intervento dal titolo “Il colloquio con Thanatos. Il poeta toscano Nazario Pardini nell’ultimo volume della trilogia dell’approccio “ai dintorni” della vita” già apparsa su “Blog Letteratura e Cultura” il 31 gennaio 2020 e dalla quale – molto generosamente – l’Autore ha anche estratto un frammento che ha deciso di inserire nella quarta di copertina del suddetto volume.

Tra gli autori a cui Pardini ha dedicato sue riflessioni in questo volume, cito ad libitium (senza pretesa né velleità alcuna) dacché per extenso sarebbe complicato e didascalico: Ester Cecere, Claudia Piccinno, Antonio Spagnuolo, Carmelo Consoli, Anna Vincitorio, Orazio Antonio Bologna, Gianni Rescigno, Francesco D’Episcopo, Luciano Domenighini, Maria Grazia Ferraris, Maddalena Leali, Rossella Cerniglia, Edda Conte, Enzo Concardi, Marisa Cossu, Pasquale Balestriere, Sandro Angelucci, Ugo Piscopo, Umberto Cerio, Vittorio Verducci, Michela Zanarella, Pasqualino Cinnirella, Patrizia Stefanelli e Carmen Moscariello.

Un corposo tomo che va, dunque, in doppia direzione: la critica di Pardini sui testi di autori contemporanei e quella di questi ultimi sulle sue opere poetiche, in un diorama di vedute assai diversificato, esegesi a tratti particolareggiate, in altri casi lievemente didattiche e concentrate attorno a linee sinottiche che rappresentano le chiavi di svolta delle rispettive opere. In questa interrelazioni di voci, nessuno sale in cathedra, ed è questa la cosa bella di questo libro dove, ciascuno con le proprie competenze e l’acquisizione di un linguaggio più confacente al suo narrato, trasmette su carta sensazioni e amplia riflessioni, tutte in qualche modo collegate – in origine o in divenire – alla prolissa e mai scontata opera di un grande della letteratura nostrana, qual è Pardini.

Lorenzo Spurio

Jesi, 13/02/2021

E’ severamente vietato copiare e diffondere, su qualsiasi tipo di supporto, il presente testo in formato integrale o parziale senza il permesso da parte del legittimo autore. La citazione, con gli opportuni riferimenti ad autore, blog, data e link è, invece, consentita.

Il verbale di giuria del IX Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi” ediz. 2020

La nona edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, bandita a gennaio 2020 e con scadenza di partecipazione fissata al 15/05/2020, poi prorogata al 30/09/2020, ha visto l’ottenimento dei patrocini morali dei seguenti enti istituzionali: Regione Marche, Assemblea Legislativa della Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Ancona, Comune di Jesi e Comune di Senigallia. Finanche – in relazione all’assegnazione di alcuni Premi Speciali (fuori concorso) – sono stati ottenuti i Patrocini Morali della Regione Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia, del Comune di Polignano a Mare, della Città Metropolitana di Bari, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, del Comune di Palermo, della Città Metropolitana di Palermo, dell’Università di Palermo, del Comune di Saronno, della Provincia di Varese e della Città Metropolitana di Roma.

VERBALE DI GIURIA

L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dalla seguenti Associazioni: Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze” di Roma (Presidente: Michela Zanarella), Associazione Culturale “Arte e Amore” di Seravezza (Lucca) (Presidente: Barbara Benedetti), Associazione Siciliana Arte e Scienze (ASAS) di Messina (Presidente: Flavia Vizzari), Associazione Culturale “L’Oceano nell’anima” di Bari (Presidente: Massimo Vito Massa), Associazione Culturale “Il Faro” di Cologna Spiaggia (Teramo) (Presidente: Irene Gallieni), Associazione Culturale “Africa Solidarietà” Onlus di Arcore (Monza-Brianza) (Presidente: Cheikh Tidiane Gaye), Associazione Culturale “Poesia & Solidarietà” Onlus di Trieste (Presidente: Gabriela Varela Gruber). Hanno patrocinato questa edizione del Premio anche i seguenti enti culturali: Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna, Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, Wikipoesia – Enciclopedia online della Poesia e AlmanHaiku – Almanacco di Haiku.

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni a concorso, erano costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti, promotori culturali (in ordine alfabetico): Cinzia Baldazzi, Stefano Baldinu, Fabia Binci, Stefano Caranti, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Cinzia Demi, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Alessandro Ramberti, Antonio Sacco, Rita Stanzione, Michela Zanarella.

Il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, a conclusione delle operazioni di lettura, valutazione e vaglio da parte delle Commissioni di Giuria della IX edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” indetto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), rende note le graduatorie per le varie sezioni.

Espletate le operazioni di segreteria, che ha provveduto all’eliminazione preventiva di tutti quei testi che, per le ragioni indicate nel bando di partecipazione, non erano conformi ai parametri richiesti, la partecipazione complessiva è stata di 1.199 opere.

I parametri considerati dalle Commissioni di Giuria nel corso delle operazioni di lettura e valutazione sono stati:

–       Rispondenza di genere (congruità alla sezione)

–       Correttezza sintattico-grammaticale

–       Forma espositiva e stile impiegato

–       Intensità comunicativa (forza espressiva)

–       Originalità ed elaborazione

–       Musicalità

In relazione alla sezione F i parametri valutativi sono stati:

I – Contenuto

Stile e linguaggio

Originalità e creatività

Varietà tematica

Compattezza della silloge (stilistico-formale, concettuale)

Utilizzo di forme metriche, retoriche

Musicalità e sonorità del verso

Comprensibilità delle costruzioni poetiche

Forza delle immagini

Presa e suscettibilità sul lettore (criteri soggettivi)

Congruità delle versioni tradotte (dal dialetto o lingua straniera), se presenti

II – Veste grafica

Linea grafico-editoriale

Qualità della carta/inchiostro

Praticità del volume (dimensioni, peso, etc.)

Leggibilità/ Facilità di lettura (in termini visivi e non di ermeneusi)

Copertina

Cura negli apparati esterni (quarta, alette, etc.)

III – Materiali aggiuntivi e altro

Presenza di testi critici d’accompagnamento (introduzione, prefazione, postfazione, nota di lettura) e autorevolezza degli autori terzi in questi testi

Presenza di materiale iconografico: foto, pitture, disegni, fumetti, etc.

Eventuale compresenza di comparti separati per narrativa o altro

Congruità delle letture critiche d’accompagnamento

Pertinenza del titolo

Sintonia e legame tra i vari apparati della silloge

Sintonia e legame tra i contenuti poetici e grafici

Tenuto conto di tutte indicazioni, che costituiscono parte integrante del verbale di giuria, la graduatoria finale e definitiva dei vincitori è così stabilita:

SEZ. A – POESIA IN ITALIANO

1° Premio – MAURO CORONA di Roma con la poesia “Nel formarsi del verso” (Cod. A624)

2° Premio – ROBERTO BORGHETTI di Ancona con la poesia “Forse domani avrà i suoi lunedì” (Cod. A605)

3° Premio Ex Aequo – NUNZIO BUONO di Casorate Primo (PV) con la poesia “Come un quadro” (Cod. A376)

3° Premio Ex Aequo – DUILIO MARTINO di Taranto con la poesia “Preludio d’autunno” (Cod. A044)

Menzioni d’Onore:

ALBERTO LOTTI di Forlì (FC) con la poesia “Cosa resta” (Cod. A021)

ANTONIETTA SIVIERO di Termoli (CB) con la poesia “Sono una, sono cento” (Cod. A226)

CARMELO CONSOLI di Firenze con la poesia “La pioggia sotto al melograno” (Cod. A481)

FRANCA DONÀ di Cigliano (VC) con la poesia “Oltre la terra di confine” (Cod. A508)

GIANNI MINERVA di Melissano (LE) con la poesia “Biancospino” (Cod. A618)

LAURA VARGIU di Siliqua (SS) con la poesia “Le lacrime incenerite di San Sabba” (Cod. A405)

LUISA FERRETTI di Ancona con la poesia “Il pianista di Yarmouk” (Cod. A013)

MARINELLA GIAMPIERI di Ancona con la poesia “Occhi senza luce” (Cod. A383)

MARTIN PALMADESSA di Imola (BO) con la poesia “Arriverà quel giorno” (Cod. A619)

VALERIO DI PAOLO di Marino (RM) con la poesia “Roma 25 dicembre 2019: coma di sola andata (a Daniela)” (Cod. A249)

TERESA ANNA RITA DE SALVATORE di Castelsardo (SS) con la poesia “θάνατος mi ha rapito amore” (Cod. A596)

*

SEZ. B – POESIA IN DIALETTO

1° Premio – LORENZO SCARPONI di Igea Marina (RN) con la poesia “Senza ‘vdòit” (Cod. B045)

2° Premio – GRAZIELLA ABIATICO di Flero (BS) con la poesia “La foto” (Cod. B082)

3° Premio – AURELIO ROSSI di Altino (CH) con la poesia “Lu terrecene” (Cod. B070)

Menzioni d’Onore:

ANTONELLA CALVANI di Tarquinia (VT) con la poesia “Er pianto” (Cod. B048)

ASSUNTA DI CINTIO di Pescara con la poesia “Notte di San Lorenze” (Cod. B091)

FAUSTO MARSEGLIA di Marano di Napoli (NA) con la poesia “E ddoje valigie” (Cod.B007)

GABRIELE DI GIORGIO di Città Sant’Angelo (PE) con la poesia “Ciufulènne pi na ruelle” (Cod. B079)

LUIGI LORENZO VAIRA di Sommariva del Bosco (CN) con la poesia “Anté che ‘l sol a basa l’eva” (Cod. B017)

MARCO MOLINARI di Bonferraro (VR) con la poesia “Semo veci, Maria” (Cod. B041)

*

SEZ. C – POESIA IN LINGUA STRANIERA

1° Premio – VALERIA D’AMICO di Foggia con la poesia in lingua tedesca “Und während ich (An meinen Sohn)” (Cod. C035)

2° Premio Ex Aequo – LORETTA FUSCO di Pradamano (UD) con la poesia in lingua inglese “Clouds” (Cod. C016)

2° Premio Ex Aequo – LUCIA LO BIANCO di Palermo con la poesia in lingua inglese “I’ve been waiting for you” (Cod. C041)

3° Premio Ex Aequo – ALEXANDRA FIRITA di Broni (PV) con la poesia in lingua rumena “Mă aşez aici” (Cod. C037)

3° Premio Ex Aequo – RAYMONDE SIMON FERRIER di Monte San Pietro (BO) con la poesia in lingua francese “Le rêve est poésie” (Cod. C045)

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SEZ. D – POESIA RELIGIOSA

1° Premio – GIAN PIERO STEFANONI di Roma con la poesia “Via Ozanam. Interno sei” (Cod. D105)

2° Premio – SERGIO ROSSI di Cornate d’Adda (MB) con la poesia “Preghiera Nuda” (Cod. D094)

3° Premio – STEFANIA SERPE di Cosenza con la poesia “Preghiera di un sordomuto” (Cod. D090)

Menzioni d’Onore:

FRANCO CASADEI di Cesena (FC) con la poesia “La preghiera” (Cod. D018)

GILBERTO VERGONI di Cesena (FC) con la poesia “Se Dio” (Cod. D124)

GIOVANNI MALAMBRÌ di Messina con la poesia ““Verbo” di verità” (Cod. D122)

GIUSEPPINA GERALDINA RICCOBONO di Milano con la poesia “Laudes” (Cod. D071)

MARCO PEZZINI di San Giuliano Milanese (MI) con la poesia “Altrove” (Cod. D010)

MASSIMO PAROLINI di Trento con la poesia “La notizia” (Cod. D114)

PAOLO GRECCHI di Codogno (LO) con la poesia “Se fossi capace” (Cod. D027)

*

SEZ. E – PROSA POETICA

1° Premio – ANNA MARIA FERRARI di Cagliari con la prosa poetica “Fruscii” (Cod. E011)

2° Premio – CRISTINA BIOLCATI di Ponte San Nicolò (PD) con la prosa poetica “Malafavola” (Cod. E012)

3° Premio – MANUELA ZUCCHI di Bologna con la prosa poetica “Notti insonni” (Cod. E004)

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SEZ. F – LIBRO EDITO DI POESIA

1° Premio – LORENZO POGGI di Roma con il libro La nauseatudine, La Vita Felice, Milano, 2019 (Cod. F003)

2° Premio – CARLO TOSETTI di Sirtori (LC) con il libro La crepa madre, Pietre vive editore, Locorotondo, 2020 (Cod. F009)

3° Premio – GIULIO MARCHETTI di Roma con il libro Specchi ciechi, puntoacapo, Pasturana, 2020 (Cod. F008)

Menzioni d’Onore:

ANDREA SPONTICCIA di Apecchio (PU) con il libro Poesie dell’indaco, Nulla Die Edizioni, Piazza Armerina, 2020 (Cod. F048)

ANNALISA CIAMPALINI di Empoli (FI) con il libro Le distrazioni del viaggio, Samuele Editore, Fanna, 2018 (Cod. F080)

CHIARA OLIVERO di Milano con il libro Tutte le distanze, puntoacapo, Pasturana, 2020 (Cod. F084)

EVARISTO SEGHETTA ANDREOLI di Montegabbione (TR) con il libro In tono minore, Passigli, Bagno a Ripoli, 2020 (Cod. F011)

FLAVIA NOVELLI di Roma con il libro Versi umani, Progetto Cultura, Roma, 2020 (Cod. F019)

FRANCESCO AZZIRRI di Prato con il libro Il casale dei morti, Edizioni Dialoghi, Viterbo, 2020 (Cod. F028)

LORETTA MENEGON di Montebelluna (TV) con il libro Bivacco notturno, Iride, 2007 (Cod. F035)

MARIANGELA RUGGIU di Suni (OR) con il libro Il velo opaco, Terra d’Ulivi, Nardò, 2020 (Cod. F076)

ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (TO) con il libro Alba di luna, La Ruota Edizioni, Roma, 2020 (Cod. F073)

SERGIO GHIO di Sestri Levante (GE) con il libro Fendenti maree, ilmiolibro, 2017 (Cod. F056)

TIZIANA MONARI di Prato con il libro Il mio nome è Giovanni, Carta e Penna, Torino, 2019 (Cod. F059)

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SEZ. G – HAIKU

1° Premio – ENZA PEZZIMENTI di Gioia Tauro (RC) con lo haiku “ultimo treno – / sotto la pensilina / solo la luna” (Cod. G059)

2° Premio – CARMELA MARINO di Roma con lo haiku “cicale in coro – / pulisco la lapide / di mia nonna” (Cod. G104)

3° Premio – CINZIA PITINGARO di Castelbuono (PA) con lo haiku “Fiore di menta / respiro controvento / il mio silenzio” (Cod. G036)

Menzioni d’Onore:

ANTONELLA SEIDITA di Palermo con lo haiku “Mare d’estate / Respiro i miei silenzi / dentro le onde” (Cod. G043)

GLAUCO SABA di Sant’Anna d’Alfaedo (VR) con lo haiku “confinamento – / il sussurro del salice / lungo la strada” (Cod. G063)

MAURILIO PAGLIARI di Rovereto (TR) con lo haiku “brezza d’autunno – / con l’ultima rondine / migra anche il canto” (Cod. G087)

ROSARIA LO BONO di Termini Imerese (PA) con lo haiku “Vento d’autunno / La quercia in collina / mostra le rughe” (Cod. G085)

SILVIA BONDANI di Reggio Emilia con lo haiku “Laburni in fiore – / sulla cima del monte / svetta una croce” (Cod. G024)

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SEZ. H – VIDEOPOESIA

1° Premio – PAOLO ZANELLI di Finale Ligure (SV) con la videopoesia “Autodafé dalla sorella Sandra” (Cod. H023)

2° Premio – MYRIAM DE LUCA di Palermo con la videopoesia “Il limbo della passione” (Cod. H024)

3° Premio – GIOVANNI VANACORE di Villa di Briano (CE) con la videopoesia “Sordo” (Cod. H011)

Menzioni d’Onore:

FRANCESCO GEMITO di Casoria (NA) con la videopoesia “Mia cara maestra” (Cod. H006)

LOLITA RINFORZI di Assisi (PG) con la videopoesia “Risveglio” (Cod. H022)

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SEZ. I/L – CRITICA LETTERARIA

A causa di una partecipazione quantitativamente non rilevante per le sezioni relative alla critica letteraria (sez. I – critica letteraria e sez. L – libro edito di critica letteraria), in base all’art. 13 del bando di partecipazione, l’organizzazione del Premio, d’accordo con la Presidente di Giuria, ha deciso di provvedere alla creazione di un’unica graduatoria di vincitori.

1° Premio – FRANCESCA FAVARO di Padova con il libro Poesia fra terra e cielo, Ladolfi, Borgomanero, 2017 (Cod. L005)

2° Premio – ALFREDO RIENZI di San Mauro Torinese (TO) con il libro Del qui e dell’altrove nella poesia italiana moderna e contemporanea, Edizioni dell’Orso, Alessandria, 2011 (Cod. L010)

3° Premio – ELEONORA BELLINI di Borgo Ticino (NO) con il libro La poesia e la vita. Ariodante Marianni dieci anni dopo. Inediti, contributi critici, testimonianze, Fermenti, Roma, 2017 (Cod. L009)

Menzioni d’Onore:

ALESSANDRO IZZI di Gaeta (LT) con la recensione a Caduto fuori dal tempo di David Grossman (Cod. I002)

MARCO CAMERINI di Roma con il libro Elementi di retorica e di stilistica, Graphisoft, Roma, 2012 (Cod. L006)

MARISA COSSU di Taranto con il libro Saggi brevi, Il Convivio, Castiglione di Sicilia, 2019 (Cod. L007)

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PREMI SPECIALI

PREMIO DEL PRESIDENTE DEL PREMIOANNALENA CIMINO di Anacapri (NA) con la poesia “Karim senza le scarpe” (Cod. A203)

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIAIRMA KURTI di Bergamo con il libro Le pantofole della solitudine, Besa, Nardò, 2018 (Cod. F046)

PREMIO DELLA CRITICACARMEN MOSCARIELLO di Formia (LT) con il libro Non è tempo per il Messia, Guida, Napoli, 2012 (Cod. F018)

TROFEO EUTERPE – All’opera antologicaAA.VV.,Tredici. I poeti del Bandino,Nerbini, Firenze, 2019. (Cod. F075)

PREMIO SPECIALE “POESIA UNDER 18”EDOARDO COSSU di Cagliari con la poesia “L’unico angelo di Sparta”(Cod. A613)

PREMIO SPECIALE “PICUS POETICUM” (miglior opera di poeta marchigiano)ONORINA LORENZETTI di Recanati (MC) con il libro Finestre, Affinità Elettive, Ancona, 2020 (Cod. F052)

PREMIO SPECIALE “LE RAGUNANZE” (miglior opera a tema la natura)FABIA BALDI di Piombino (LI) con il saggio L’altrove nella poetica di Corrado Calabrò, Aracne, Roma, 2019 (Cod. L003)

PREMIO SPECIALE “IL FARO” (miglior opera a tema il mare)ALFONSO GARGANO di Salerno con la poesia “M’addormento e sogno il mare” (Cod. A145)

PREMIO SPECIALE “ARTE PER AMORE” (miglior opera a tema amoroso)MARIA CRISTINA BIASOLI di Molinella (BO) con il libro Notti… sirene e amori, Il cuscino di stelle Edizioni, Pereto, 2019 (Cod. F010)

PREMIO SPECIALE “L’OCEANO NELL’ANIMA” (miglior opera sui sentieri emozionali)LORENA BIANCHI di Tavullia (PU) con il libro I letti disfatti non sono tutti uguali, Raffaelli Editore, Rimini, 2020 (Cod. F067)

PREMIO SPECIALE “ASAS” (miglior opera in siciliano)SALVATORE GAZZARA di Messina con la poesia in dialetto “Nnari ‘vanti” (Cod. B022)

PREMIO SPECIALE “AFRICA SOLIDARIETÀ” (miglior opera sul multiculturalismo)FRANCESCO FEDELE di Siracusa con il libro Frontiere, Oèdipus Edizioni, 2020 (Cod. F068)

PREMIO SPECIALE “POESIA & SOLIDARIETÀ” (miglior opera sulla solidarietà)ASSUNTA DE MAGLIE di Cingoli (MC) con la poesia “Fragili e nudi” (Cod. A416)

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PREMI SPECIALI – FUORI CONCORSO

PREMIO ALLA CULTURAFRANCESCA LUZZIO di Palermo

[con il Patrocinio Morale del Comune di Palermo (Prot. 1331548 del 24/11/2020), della Città Metropolitana di Palermo (Prot. 0072070 del 26/11/2020) e dell’Università degli Studi di Palermo (mail del 20/10/2020)]

PREMIO ALLA CARRIERAMATTEO BONSANTE di Bari

[con il Patrocinio Morale della Regione Puglia (Decreto del Presidente della Regione n°437/2020), del Comune di Polignano a Mare (prot. 35022 del 14/12/2020), della Città Metropolitana di Bari (PG 0085116 del 30/11/2020), dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari (Prot. 70639-I/14 del 09/11/2020)]

PREMIO ALLA MEMORIABIAGIA MARNITI (Ruvo di Puglia, 1921 – Roma, 2006)

[con il Patrocinio Morale della Regione Puglia (Decreto del Presidente della Regione n°437/2020), del Comune di Ruvo di Puglia (Delibera della Giunta Comunale n°260/2020 del 24/11/2020), della Città Metropolitana di Bari (PG 0085116 del 30/10/2020), dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari (Prot. 70639-I/14 del 09/11/2020) e della Città Metropolitana di Roma (lettera 03/12/2020)]

PREMIO ALLA MEMORIASIMONE CATTANEO (Saronno, 1974 – 2009)

[con il Patrocinio Morale della Provincia di Varese (Prot. PEC class 2.11/1 del 19/11/2020) e del Comune di Saronno (Prot. 0032300 del 30/11/2020)]

La scelta di nominativi per l’attribuzione dei Premi Speciali – Fuori concorso di cui sopra è stata anticipata con un comunicato dell’Associazione Culturale Euterpe diffuso in data 30/11/2020 (https://associazioneeuterpe.com/2020/11/30/svelati-i-nomi-dei-premi-speciali-del-ix-premio-naz-le-di-poesia-larte-in-versi-edizione-2020/) ed è stata conseguentemente rilanciata su quotidiani regionali e locali delle rispettive aree geografiche d’appartenenza dei premiati.

CONSISTENZA DEI PREMI

Come da bando si rammenta che i premi consisteranno in:

1° Premio: targa placcata in oro 24 kt, diploma, motivazione della giuria e tessera socio ordinario Ass. Culturale Euterpe anno 2021; 

2°/ 3° Premio: targa, diploma e motivazione;

Menzione d’onore: medaglia e diploma;

Premi Speciali: targa, diploma, motivazione della giuria;

Premi Speciali (Fuori Concorso) “Alla Memoria”: targa, diploma e motivazione della giuria;

Premi Speciali (Fuori Concorso) “Alla Cultura” e “Alla Carriera”: targa placcata in oro 24 kt, diploma, motivazione della giuria, nomina Socio Onorario Ass. Euterpe, cena e pernottamento sera della premiazione.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Compatibilmente alla condizioni di emergenza sanitaria relativa al Coronavirus e in linea con le norme governative, qualora ci saranno tutte le condizioni per poter tenere la cerimonia di premiazione in presenza, essa si terrà presumibilmente nel territorio di Jesi entro il mese di aprile 2021. L’organizzazione, a sua unica discrezione, ha la facoltà di individuare altre modalità – a distanza – in web conference o con video registrati, per tenere la cerimonia di premiazione. Ogni decisione assunta a tal riguardo sarà prontamente comunicata a tutti i vincitori a vario titolo unicamente a mezzo mai (se nel frattempo questa è stata modificata, si prega di inviare il nuovo recapito).

ANTOLOGIA

Secondo quanto previsto dagli artt. 13 e 17 del bando di partecipazione tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo entreranno a far parte dell’antologia del premio (per le sezioni F e L l’organizzazione provvederà a selezionare a sua unica discrezione dei brani dai volumi), volume senza codice ISBN e non in commercio, pubblicato a cura dell’Associazione Culturale Euterpe, che verrà donato gratuitamente in una copia a ciascun vincitore durante la premiazione. Ulteriori copie del volume verranno donate e depositate in varie biblioteche comunali, provinciali e regionali nonché universitarie in varie regioni d’Italia.

I vincitori della sezione Video-poesia sono tenuti a inviare il testo della loro poesia in formato Word a premiodipoesiarteinversi@gmail.com affinché possa essere pubblicato in antologia.

Il volume conterrà anche una selezione di liriche dei Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Memoria” accompagnati da relativi profili bio-bibliografici e tutte le motivazioni stilate dalla Commissione di Giuria laddove previste.

ULTIME

Il presente verbale, costituito da 8 pagine numerate e integrato di ulteriori 2 pagine a seguire contenenti l’Albo d’oro del premio, sarà pubblicato sui siti www.associazioneeuterpe.comwww.concorsiletterari.comwww.concorsiletterari.itwww.blogletteratura.com

Letto, firmato e sottoscritto

Jesi, 2 gennaio 2021

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe

Stefano Vignaroli – Segretario Ass. Euterpe

Michela Zanarella – Presidente di Giuria

E’ uscito “Euterpe” n°32 sui “Poeti e scrittori nascosti e dimenticati”

Siamo felici di comunicare dell’uscita del n°32 della rivista di poesia e critica letteraria «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online, ideato e diretto da Lorenzo Spurio e rientrante all’interno delle attività culturali promosse dall’Ass. Culturale Euterpe di Jesi. Tale numero proponeva quale tematica alla quale era possibile ispirarsi e rifarsi: “Poeti scrittori nascosti e dimenticati”.

Il lungo editoriale di Lorenzo Spurio è volto a ricordare alcuni poeti che nel corso di questo funesto 2020 ci hanno lasciato. Vengono fornite, oltre a notizie bio-bibliografiche degli stessi, ricordi personali, occasioni d’incontro e di lettura nonché approfondimenti critici. Gli autori dei quali si parla sono Marisa Provenzano (1950-2020 di Catanzaro), Gregorio Scalise (1938-2020, di Catanzaro ma da molto tempo residente a Bologna), Anna Elisa De Gregorio (1942-2020 nativa di Siena ma residente in Ancona dal 1959), Umberto Cerio (1938-2020 di Larino, provincia di Campobasso) e Gabriele Galloni (1995-2020, romano), quest’ultimo morto prematuramente all’età di venticinque anni.

Si segnala, poi, tra i numerosi contributi presenti in rivista tre interessanti interviste, la prima, curata da Lorenzo Spurio, rivolta al poeta e scrittore Gino Scartaghiande, autore di Sonetti per amore per King-Kong (accompagnata da una pregevole foto di Dino Ignani); poi gli estratti scelti da una vecchia intervista fatta da Anna Manna Clementi al poeta, scrittore e antropologo Gilberto Mazzoleni (1936-2013)e, infine, l’intervista che la poetessa milanese Donatella Bisutti ha rivolta al docente e poeta Roberto Veracini.

Hanno collaborato e contribuito con proprie opere a questo numero della rivista (in ordine alfabetico) gli autori: ALEXANDRU Elena Denisa, ANGELUCCI Sandro, ANELLI Giorgio, ARIEMMA Angelo, BARDI Stefano, BERNARDO Lorenzo, BIANCHI MIAN Valeria, BIOLCATI Cristina, BISUTTI Donatella, BOMPADRE Rita, BONANNI Lucia, BUFFONI Franco, BUONOMO Felicia, CAMELLINI Sergio, CARMINA Luigi Pio, CARRABBA Maria Pompea, CASALI Samanta, CATANZARO Francesco Paolo, CHIARELLO Maria Salvatrice, CHIARELLO Rosa Maria, CONSOLI Carmelo, CORBI Melissa, CORIGLIANO Maddalena, DACHAN Asmae, DE FELICE Sandra, DEFELICE Domenico, DEIDDA Giorgia, DEMI Cinzia, ENNA Graziella, FERRERI TIBERIO Tina, FO Alessandro, FUSCO Loretta, GAMBINI Giuseppe, GAROFALO Domenico, GIANGOIA Rosa Elisa, GIANNINI Guido, GIOVANNINI Luciano, LANIA Cristina,  LE PIANE Fausta Genziana, LINGUAGLOSSA Giorgio, LOMBARDI Iuri, LUZZIO Francesca, MAFFIA Dante, MAGLI Simone, MANNA CLEMENTI Anna, MARANGONI Matteo, MARCUCCIO Emanuele, MARTILLOTTO Francesco, NEGRI Christian, OLDANI Guido, PACI Gabriella, PACILIO Rita, PASERO Dario, PASQUALONE Massimo, PECORA Elio, PELLINO Maria, PIERANDREI Patrizia, POLVANI Paolo, QUIETI Daniela, RICCIALDELLI Simona, ROMANO Nicola, RUFFILLI Paolo, SANTOLIQUIDO Anna, SARDZOSKA Natasha, SCALABRINO Marco, SCARTAGHIANDE Gino, SEGHETTA ANDREOLI Evaristo, SICA Gabriella, SIVIERO Antonietta, SPAGNUOLO Antonio, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, TAORMINA Emilio Paolo, TONINI Claudio, TRIVAK Bogdana, URRARO Raffaele, VARGIU Laura, VESCHI Michele, VINCITORIO Anna, VITALE Francesca, ZANARELLA Michela, ZINNA Lucio.REPORT THIS AD

Il nuovo numero può essere letto e scaricato in vari formati. Collegarsi a questo link: 

https://drive.google.com/file/d/19lWCzaVsnxZNRexyDrFtBI5HiamBZUBm/view

Di particolare interesse è la sezione saggistica del presente volume che si compone dei seguenti contributi:

ARTICOLI

PAOLO RUFFILLI – “Sulla poesia di Pietro Bruno”

LUCIA BONANNI – “«Mó ve raccónte»: linguistica e dialettalità nei versi di Antonio Pitoni”

SAMANTA CASALI – “Tullio Colsalvatico, uomo e scrittore marchigiano”

DANIELA QUIETI – “La prima età della cultura romana”

SERGIO CAMELLINI – “Un poeta “trascurato”: Riccardo Bacchelli”

GIORGIO ANELLI – “Antonio Neibo, il poeta amico di Dino Campana”

GIORGIA DEIDDA – “Oltre il superuomo: tra Nietzsche e Mann”

EVARISTO SEGHETTA ANDREOLI – “Ricordo di Giovanni Stefano Savino”

SANDRO ANGELUCCI – “Aminah De Angelis: la poetessa della Vita con la “V” maiuscola”

FRANCESCO PAOLO CATANZARO – “Zoomorfismo e brutalità animalesca dell’uomo nel percorso lirico di Umberto Bellintani”

LORETTA FUSCO – “Piera Oppezzo: una ferma utopia”

MICHELE VESCHI – “Assuefatti e felici”

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IURI LOMBARDI – “Sergio D’Arrigo e Alberto Vianello: due universi contrapposti, due autori dimenticati”

RITA PACILIO – “Il fuoco della poesia: Assunta Finiguerra”

CINZIA DEMI – “Ripensando a Giovannino Guareschi: migrazioni e intrecci di stile e linguaggio nel rispetto religioso del mondo. L’uso della lingua, in sintesi”

FAUSTA GENZIANA LE PIANE – “Francis Ponge: il partito preso delle cose”

FRANCESCO MARTILLOTTO – “«Il cuore è nella mia anima». Note su Sergio Corazzini crepuscolare”

DOMENICO DEFELICE – “Geppo Tedeschi tra poesia e ricordi”

FRANCO BUFFONI – “Emanuel Carnevali”

LUCIO ZINNA – “Elvezio Petix cantore di chi resta “dietro la porta””

MARCO SCALABRINO – “Paolo Messina: il Rinnovamento e Rosa Fresca Aulentissima

MASSIMO PASQUALONE – “La poesia dialettale di Natale Cavatassi”

RENATO FIORITO – “Maria Marchesi, una grande poetessa dimenticata”

ROSA ELISA GIANGOIA – “Margherita Faustini: una vita per la poesia”

ANTONIO SPAGNUOLO – “Franco Capasso”

DANTE MAFFIA – “Gli Esercizi di Giovanna Bemporad”

DANTE MAFFIA – “Ricordo di Margherita Guidacci”

DANTE MAFFIA – “Ritratto in bianco e nero di Rocco Paternostro”

ELIO PECORA – “Quattro autori trascurati e dimenticati: Bodini, Wilcock, Romagnoli e Guidacci”REPORT THIS AD

GRAZIELLA ENNA – “Due scrittori e patrioti del Risorgimento italiano: Silvio Pellico e Antonio Ranieri”

RAFFAELE URRARO – ““Nevicata”: un esempio concreto dell’attualità carducciana”

NATASHA SARDZOSKA – “Il corpo come una crisalide: poesia che non teme il vuoto e non rifiuta il grido. Sulla poesia di Giselle Lucía Navarro”

GIORGIO LINGUAGLOSSA – “Due poesie metafisiche e ontologiche di Maria Rosaria Madonna”

ANNA SANTOLIQUIDO – “La poesia delle donne: la voce di Giuliana Brescia”

LORENZO SPURIO – “Ricordando Gabriella Maleti, poetessa e videomaker”

*

Ricordiamo, inoltre, che il tema del prossimo numero della rivista al quale è possibile ispirarsi sarà “Amori impossibili tra arte, storia, mito e letteratura”. I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 14/03/2021 uniformandosi alle “Norme redazionali” della rivista (https://associazioneeuterpe.com/norme-redazionali/). Materiali che non rispetteranno le linee redazionali non verranno presi in considerazione. Non si darà seguito a richieste in merito alla selezione e inserimento o alle motivazioni che hanno decretato il non inserimento, la Redazione assume le proprie decisioni in maniera libera e unilaterale.

È possibile seguire il bando di selezione al prossimo numero anche mediante Facebook, collegandosi al link: https://www.facebook.com/events/373802013888230  

Per coloro che sono interessati, ricordiamo altresì i link per poter raggiungere:

Tutti i numeri della rivista EuterpeREPORT THIS AD


Archivio storico (con la lista integrale dei contributi, disposti per ordine alfabetico degli autori)


La lista degli interventi critici per numero


I volumi monografici del progetto “Stile Euterpe” sinora pubblicati

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

Lorenzo Spurio

Presidente Ass. EuterpeAnnunciSEGNALA QUESTO ANNUNCIO

Esce il volume critico-poetico su F.G. Lorca “Il canto vuole essere luce” a cura di Lorenzo Spurio

Nelle ultime settimane e dopo più di due anni di ricerca, lavoro, approfondimento, studio e coordinazione, è stato pubblicato – per i tipi di Bertoni Editore di Perugia – il volume collettaneo dal titolo Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca” a mia cura.

Il volume si compone di tre parti: una prima parte con interventi critici sull’opera letteraria (poetica e drammaturgica) di Federico García Lorca scritti da me, Lucia Bonanni, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Nella seconda parte stono presenti vari testi poetici di autori classici – coetanei e amici di Federico García Lorca – che gli dedicarono poesie e composizioni commemorative. Vengono riportati testi in lingua originale (e tradotti in italiano) di Rafael Alberti, Manuel Altolaguirre, Luis Cernuda, Miguel de Unamuno, Miguel Hernández, Antonio Machado e Pablo Neruda.

Nella terza e ultima sezione, invece, sono presenti una serie di poesie scritte da autori contemporanei ispirate/dedicate a Federico García Lorca (vi sono testi di Lucia Bonanni, Luisa Ferretti, Emanuele Marcuccio, Michela Zanarella, Daniela Raimondi, Giorgio Voltattorni e del sottoscritto). Non meno influente, per chi è appassionato dell’universo lorchiano, è una nutrita bibliografia sulla sua vita e opera, utilizzata nel corso della stesura del presente volume e alla quale si rimanda per eventuali e ulteriori approfondimenti.

Un ringraziamento particolare per alcune delle traduzioni presenti nel volume a cura di Lucia Cupertino e Hebe Munoz e all’artista campano Franco Carrarelli “L’Irpino” che già, con alcuni suoi schizzi a china, aveva impreziosito con sue illustrazioni grafiche sul mondo lorchiano la mia plaquette “Tra gli aranci e la menta. Recitativo per l’assenza di Federico García Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e che anche questa volta non ha fatto mancare la sua importante collaborazione (il disegno che compare in copertina, assieme a vari altri all’interno del volume è suo). Grazie anche al poeta e critico letterario Antonio Spagnuolo che ha curato la prefazione e, chiaramente, a Jean Luc Bertoni, l’editore, per aver concretizzato il tutto.

Ringrazio tutti gli autori delle varie componenti, che felicemente hanno preso parte al progetto, collaborando attivamente nel corso di questi due anni, dandoci appuntamento – presto – per una presentazione del volume… virtuale e – speriamo altrettanto presto – in presenza.

Per chi fosse interessato può trovare le informazioni nel sito dell’Editore a questo link