III Premio Int.le di Letteratura “Antonia Pozzi – Per troppa vita che ho nel sangue” con premiazione a Pasturo, ai piedi della Grigna. Partecipazioni fino al 15/02/2019

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PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA “PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE: ANTONIA POZZI –TERZA EDIZIONE ANNO 2019

 

REGOLAMENTO

 

Caterina Silvia Fiore (poetessa e Fondatrice del Premio), con il patrocinio del Comune di Pasturo (Lecco) bandisce la terza edizione del Premio Letterario Internazionale qui di seguito denominato: PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA “PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE” – ANTONIA POZZI: VERTIGINE E MALINCONIA DI UNA GRANDE POETESSA – TERZA EDIZIONE

LE ASSOCIAZIONI CULTURALI “ELLE EMME” (Roseto degli Abruzzi – Teramo), “VERBUMLANDI-ART” (Galatone – Lecce), “EUTERPE” (Jesi – Ancona), CONTRIBUIRANNO DONANDO PARTE DEI PREMI.

Il Premio è suddiviso in quattro sezioni:

    1. Racconto breve inedito (max 5 Cartelle)
    2. Poesia inedita (max 30 versi)
    3. Video-poesia
    4. Critica

Per quest’ultima sezione (Critica) si specifica quanto segue:

Si può partecipare con un saggio, un articolo, una dissertazione critica di tipo scientifico, uno stralcio di una monografia o tesi di laurea su Antonia Pozzi, donna e/o poetessa. Saranno graditi elaborati tesi a indagare:

  • le fasi dell’esistenza della donna, anche per mezzo dei diari e dei carteggi;
  • la contestualizzazione storica della sua figura;
  • le frequentazioni letterarie e il contesto storico letterario;
  • le influenze da lei ricevute e da lei prodotte su intellettuali che l’hanno riletta, amata e approfondita;
  • il suo legame con Pasturo, la Grigna e la Valsassina;
  • i suoi interessi extra letterari, la fotografia, l’alpinismo e gli sport da lei praticati.

oltre all’analisi della sua opera poetica nel complesso o nel caso specifico di una o più liriche scelte per un approfondimento e commento. Tale sezione del concorso sarà a cura del giurato Lorenzo Spurio.

I testi dovranno avere una lunghezza compresa tra le due e le dieci pagine word, utilizzando il formato A4 con carattere TIMES NEW ROMAN corpo 12.

 

  • Modalità di Partecipazione:

Gli Autori possono partecipare a tutte e quattro le sezioni e per ciascuna sezione con una sola opera. Quota d’iscrizione euro 10,00 per spese di segreteria da versare tramite versamento su  Postepay n. 5333 1710 4027 5469 – IBAN: IT43L0760105138294758894765 – INTESTATO A CATERINA SILVIA FIORE

Per ogni opera presentata e, nell’eventualità che lo stesso autore partecipi anche ad altre sezioni, le spese di segreteria saranno di 5 euro per ogni sezione ulteriore.
Gli elaborati dovranno pervenire in allegato anonimo, quindi contenente la sola opera e titolo, mentre nel corpo della mail  dovranno essere scritti i dati anagrafici dell’autore, nome e cognome, indirizzo e numero di cell,  TITOLO DELL’OPERA  E SEZIONE,   insieme alla ricevuta di versamento delle spese di segreteria e  inviati al seguente indirizzo di posta elettronica: antoniapozzipremio@gmail.com

Per la sezione videopoesia: inviare link dell’opera (preventivamente pubblicata su youtube) inserito nel corpo della mail.

Il corpo della mail dovrà contenere la liberatoria per il trattamento dei dati personali in relazione alla legge sulla privacy.

LA PARTECIPAZIONE E’ APERTA ANCHE AGLI AUTORI RESIDENTI ALL’ESTERO, PURCHE’ LE OPERE VENGANO INVIATE GIA’ TRADOTTE IN LINGUA ITALIANA.

Esclusione:

La mancanza dei dati anagrafici, nonché l’assenza della liberatoria per il trattamento dei dati personali comporterà la non accettazione dell’iscrizione. Ogni elaborato deliberatamente offensivo e volgare verrà immediatamente escluso dal concorso.

 

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La nota poetessa lombarda Antonia Pozzi alla quale il premio è dedicato.

La Commissione di Giuria:

La giuria, differenziata per le sezioni a concorso, sarà composta da scrittori e poeti del panorama letterario nazionale: Lorena Marcelli (ScrittriceGiovanni Gentile (Poeta), Lorenzo Spurio (Poeta e critico letterario), Mirella Musicco (Poetessa) e Stefano Caranti (poeta).

Presidente di giuria senza diritto di voto: Caterina Silvia Fiore

La Giuria stilerà una lista di finalisti che verranno informati personalmente dall’Organizzazione e invitati alla cerimonia di premiazione finale. Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile.

  • Premi:
    Per ogni sezione ci saranno un primo, un secondo e un terzo classificato

PER QUESTA EDIZIONE VERRA’ OFFERTO UN CONTRATTO DI EDIZIONE ALL’AUTORE CHE SARA’ SELEZIONATO  DALLA GIURIA E DALLA CASA EDITRICE.
Per le opere più meritevoli sono previsti premi speciali e menzioni di merito.

Gli elaborati dovranno pervenire tassativamente entro e non oltre le ore 24 del giorno 15/02/2019.

  • Premiazione:

La cerimonia di premiazione si terrà SABATO 15 GIUGNO 2019 ALLE ORE 15 NEL COMUNE DI PASTURO, IN PRESENZA DELLE AUTORITA’  RAPPRESENTANTI I COMUNI DI PASTURO E ROSETO DEGLI ABRUZZI (assessori alla cultura e sindaci).

PRECEDERA’ LA CERIMONIA UN SUGGESTIVO PERCORSO POETICO LUNGO LE STRADE DI PASTURO, DEDICATO ALLA GRANDE POETESSA ANTONIA POZZI

La consegna dei premi prevede necessariamente la presenza dell’autore vincitore, o suo delegato, in quanto i premi non verranno consegnati a domicilio, tranne i relativi diplomi, che potranno essere inviati previo pagamento delle spese di spedizione.

Per tutte le informazioni inerenti il premio inviare una mail al seguente indirizzo: antoniapozzipremio@gmail.com

Il bando può essere reperito anche sul sito: http://www.concorsiletterari.net 

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Il prossimo numero di “Euterpe”: “Letteratura e musica: influenze e contaminazioni” (scadenza call-of-paper 20/12/2018)

Articolo di Lorenzo Spurio 

discobase_bennato_burattino_cover.jpgPer parlare del rapporto tra musica e poesia dovremmo ripercorrere le pagine della storia dell’antichità quando la poesia, sia in contesti conviviali che retorici, veniva recitata oralmente accompagnata da varie tipologie di strumenti musicali. La poesia greca ne è un chiaro esempio ma anche le chanson de geste e, ancora, tutti quei componimenti poetici ed epigrammatici che venivano condivisi pubblicamente, in situazioni di festa o più formali. Non va neppure dimenticata la letteratura per l’infanzia dove, nelle favole, racconti e ninne-nanne, fa uso di ritornelli, forme onomatopeiche, canzoncini, forme ballate e tanti altri stratagemmi che hanno una funzione e un intendimento musicale e allitterativo. Si pensi ad esempio a Edoardo Bennato il cui successo musicale è derivato forse in gran parte dai suoi album d’esordio “Burattino senza fili” (1977) e “Sono solo canzonette” (1980) ispirati rispettivamente a “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi e “Le avventure di Peter Pan” di J.M Barrie.

 La musica, più che rappresentare un “accompagnamento” era una sorta di ingrediente fondamentale e imprescindibile: chi recitava modellava i suoi versi anche in base alle tonalità e all’andamento della musica che veniva proposta. Pensando a un poeta dell’età contemporanea quale Federico Garcia Lorca dovremmo chiederci se le sue tante baladas, baladillas e romances, non siano, forse, prima che poesia, dei testi effettivamente dall’impronta musicale. L’autore granadino, grande amante della cultura popolare andalusa, fu anche attento musico e tutte le sue composizione localizzabili nelle opere magistrali de “Poema del Cante Jondo” e “Romancero gitano” hanno una strutturazione, un’impalcatura e un’origine che non può non dirsi radicata nel folklorismo musicale gitano (si pensi agli altri generi del zorogno e della seguidilla da lui spesso usate). Chiaramente si tratta solo di un esempio e numerosi altri potrebbero essere portati per mostrare come il testo (sia esso scritto che orale, anzi, dovremmo dire più genericamente “la parola”) e la musica abbiano avuto un connubio assai radicato, stretto e di successo in varie circostanze.

Trasportandoci all’età contemporanea risulta piuttosto dire se alcuni testi di Fabrizio De André e di Franco Battiato (solo per citare due delle maggiori voci cantautori ali nostrane) abbiano fatto musica o poesia. La risposta più plausibile è che abbiano fatto, congiuntamente, entrambe e nel modo più alto.

C’è poi tutto un altro filone di esperienze, che vanno senz’altro tenute in considerazione, che riguardano quei testi musicali che nascono a partire da influenze letterarie vale a dire opere, autori, poesie che in alcuni cantautori hanno motivato alla scrittura di testi dedicati, ad essi ispirati, celebrativi, e via discorrendo. La giornalista Ilaria Liparoti in un interessante articolo apparso su “Il Libraio” nel 2016 così osservava: “L’ispirazione può essere palese sin dal titolo e ritornello oppure più velata. Veri e propri “metatesti” o più semplicemente parole che attraverso le note conoscono nuova vita”.[1] Se si pensa che la canzone “Elemosina” inserita come traccia nel cd “Max Gazzè” (2000) dell’omonimo artista non è che la traduzione in italiano (arrangiata dal musicista) della poesia di Mallarmé, ben comprendiamo come il legame tra poesia e musica sia forte e reversibile, continuo e prospero. Il fatto che l’artista romano sia influenzato o in qualche modo attratto dalla figura del poeta maledetto francese è rimarcata dal fatto che lo cita in un’altra sua canzone, divenuta molto celebre, “Su un ciliegio esterno”, gioiosamente cantabile nei concerti.

Chiaramente non è solo la poesia a influenzare, motivare, intrecciare o determinare contesti musicali ma ogni altro genere della letteratura.

Il prossimo numero della rivista “Euterpe”, la cui scadenza di invio dei materiali è fissata al 20 dicembre 2018, proporrà come tema proprio “Musica e letteratura: influenze e contaminazioni”. Per prendere parte alla selezione di materiali si ricorda di prendere visione delle “norme redazionali” presenti a questo link tenendo presente del recente riammodernamento della rivista nelle sue rubriche di Poesia; Aforismi; Saggistica (Articoli; Critica Letteraria; Recensioni). Su FB l’evento relativo al nuovo numero, dove è possibile seguire l’iter dello svolgimento e rimanere in contatto, è raggiungibile a questo link.

[1] Ilaria Liparoti, “Dai Rolling Stones a De André: quando la letteratura ispira la musica”, “Il Libraio”, 21/04/2016, https://www.illibraio.it/letteratura-ispira-musica-331782/

VII Premio di Poesia “L’arte in versi” (2018) – il verbale della giuria

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VII PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI”

Ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio

Organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi

VERBALE DI GIURIA

Il Presidente del Premio, dott. Lorenzo Spurio, a conclusione delle operazioni di lettura, valutazione e vaglio da parte delle Commissioni di Giuria della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” indetto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), rende note le graduatorie per le varie sezioni.

Le Commissioni di Giuria erano così rappresentate:

Sezione A – Poesia in italiano: Michela Zanarella, Vincenzo Monfregola, Emanuele Marcuccio, Rita Stanzione.

Sezione B – Poesia in dialetto / Lingua straniera: Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Antonio Maddamma, Vincenzo Monfregola.

Sezione C – Libro edito di poesia: Elvio Angeletti, Antonio Maddamma, Valentina Meloni, Alessandra Prospero.

Sezione D – Haiku: Valentina Meloni, Alessandra Prospero, Fabia Binci, Antonio Sacco.

Sezione E – Video-poesia: Stefano Caranti, Max Ponte, Marco Vaira e Guido Tracanna.

Sezione F – Critica letteraria: Francesco Martillotto, Antonio Melillo, Cinzia Baldazzi, Luciano Domenighini

Sezione G – Prefazione a libro di poesia: Michela Zanarella, Francesco Martillotto, Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin

Presidente di Giuria (tutte le sezioni): Michela Zanarella

Espletate le operazioni di segreteria, che ha provveduto all’eliminazione preventiva di tutti quei testi che, per le ragioni indicate nel bando di partecipazione, non erano conformi ai parametri richiesti, la partecipazione complessiva delle opere regolarmente a concorso è stata di 519 poesie in lingua italiana (Sez. A), 115 poesie in dialetto/lingua straniera (Sez. B), 62 libri editi di poesia (Sez. C), 102 haiku (Sez. D), 21 video-poesie (Sez. E), 20 critiche letterarie (Sez. F) e 12 prefazioni di libro di poesia (Sez. G), per un totale di 851 opere a concorso.

I parametri considerati dalle Commissioni di Giuria nel corso delle operazioni di lettura e valutazione sono stati:

–       Rispondenza di genere (congruità alla sezione)

–       Correttezza sintattico-grammaticale

–       Forma espositiva e stile impiegato

–       Intensità comunicativa (forza espressiva)

–       Originalità ed elaborazione

–       Musicalità

In relazione alla sezione C i parametri valutativi sono stati:

I – Contenuto

  1. Stile e linguaggio

  2. Originalità e creatività

  3. Varietà tematica

  4. Compattezza della silloge (stilistico-formale, concettuale)

  5. Utilizzo di forme metriche, retoriche

  6. Musicalità e sonorità del verso

  7. Comprensibilità delle costruzioni poetiche

  8. Forza delle immagini

  9. Presa e suscettibilità sul lettore (criteri soggettivi)

  10. Congruità delle versioni tradotte (dal dialetto o lingua straniera), se presenti

II – Veste grafica

  1. Linea grafico-editoriale

  2. Qualità della carta/inchiostro

  3. Praticità del volume (dimensioni, peso, etc.)

  4. Leggibilità/ Facilità di lettura (in termini visivi e non di ermeneusi)

  5. Copertina

  6. Cura negli apparati esterni (quarta, alette, etc.)

III – Materiali aggiuntivi e altro

  1. Presenza di testi critici d’accompagnamento (introduzione, prefazione, postfazione, nota di lettura) e autorevolezza degli autori terzi in questi testi

  2. Presenza di materiale iconografico: foto, pitture, disegni, fumetti, etc.

  3. Eventuale compresenza di comparti separati per narrativa o altro

  4. Congruità delle letture critiche d’accompagnamento

  5. Pertinenza del titolo

  6. Sintonia e legame tra i vari apparati della silloge

  7. Sintonia e legame tra i contenuti poetici e grafici

L’organizzazione del Premio, in sinergia e mutua collaborazione con alcune associazioni culturali che perseguono finalità comuni, ha deciso di attribuire alcuni premi speciali che vengono offerti dalla rispettive Associazioni Culturali: Premio Speciale “Il Cigno Bianco” offerto dall’Ass. Culturale Il Cigno Bianco Onlus di Bitetto (Bari) con presidente Tonia Appice, il Premio Speciale “Verbumlandi-Art” offerto dall’Ass. Culturale Verbumlandi-Art di Galatone (Lecce) con presidente Regina Resta, il Premio Speciale “Le Ragunanze” offerto dall’Ass. Culturale Le Ragunanze di Roma con presidente Michela Zanarella, il Premio Speciale “Arte per Amore” offerto dall’Ass. Culturale Arte per Amore di Seravezza (Lucca) con presidente Barbara Benedetti, il Premio Speciale “Asas” offerto dall’Ass. Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina con presidente Flavia Vizzari e il Premio Speciale CentroInsieme offerto dall’Ass. CentroInsieme Onlus di Scampia (Napoli) con presidente Vincenzo Monfregola.

Tenuto conto di tutte queste indicazioni, che costituiscono parte integrante del verbale di giuria, la graduatoria finale e definitiva dei vincitori è così stabilita:

SEZIONE A – POESIA IN ITALIANO

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ANTONIO DAMIANO di Latina con la poesia “La Goutha o l’eterna follia (Nei sobborghi di Damasco)”

2° Premio – EMANUELE ROCCO di Pescara con la poesia “Illusione”

3° Premio Ex-Aequo – CARLA MARIA CASULA di Alghero (SS) con la poesia “L’ultimo treno”

3° Premio Ex-Aequo – LAURA MORO di Altivole (TV) con la poesia “Lettera d’amore a un poeta dannato (Per Arthur Rimbaud)”

MENZIONI D’ONORE

FRANCA DONÀ di Cigliano (VC) con la poesia “Il colore della guerra”

COSIMO LAMANNA di Roma con la poesia “Verranno le rose”

MARIA TERESA LA PORTA di Venafro (IS) con la poesia “Il peso dell’anima”

CORRADO CONSOLANDI di Roncadelle (BS) con la poesia “Ci sono giorni”

CARLA BARIFFI di Bellano (LC) con la poesia “Schermo”

SEZIONE B – POESIA IN DIALETTO/LINGUA STRANIERA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – VALERIA D’AMICO di Foggia con la poesia in lingua inglese “What remains”

2° Premio – NERINA ARDIZZONI di Renazzo (FE) con la poesia in dialetto “Na fotografia”

3° Premio – ANGELO CANINO di Acri (CS) con la poesia in dialetto “Figliu e ssi viji”

MENZIONI D’ONORE

EMANUELE ZAMBETTA di Bari con la poesia in dialetto “La sposa pecenènne”

NICOLINA ROS di San Quirino (PN) con la poesia in dialetto “Taramòt in Friul”

ANDREA PANZINI EMERSBERGER di Ancona con la poesia in dialetto “Un témpiu”

MELISSA STORCHI di Bibbiano (RE) con la poesia in lingua inglese “Memories that vanish”

SEZIONE C – LIBRO EDITO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – GIANFRANCO ISETTA di Castelnuovo Scrivia (AL) con il libro Gigli a colazione (puntacapo Editrice, Pasturana, 2017)

2° Premio – ANTONIO SPAGNUOLO di Napoli con il libro Canzoniere dell’assenza (Kairòs, Napoli, 2018)

3° Premio – LUCA CIPOLLA di Cesano Boscone (MI) con il libro In viaggio per dove (Edizioni DrawUp, Latina, 2017)

MENZIONI D’ONORE

VITO SORRENTI di Sesto San Giovanni (MI) con il libro Chiari oscuri del dolore (autoprodotto, 2017)

NUNZIO BUONO di Casorate Primo (PV) con il libro Voli a matita (Helicon Edizioni, Arezzo, 2018)

MICHELE IZZO di Montebelluna (TV) con il libro L’impossibile incanto (Intermedia Edizioni, Orvieto, 2017)

DIEGO BALDASSARRE di Pistoia con il libro Interstizi (Montedit, Melegnano, 2018)

SEZIONE D – HAIKU

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ALBERTO BARONI di Viadana (MN) con lo haiku: “sulla corteccia/ un mandarino in fiore –/ segni d’amore”.

2° Premio – ORNELLA VALLINO di Pavone Canavese (TO) con lo haiku “Il fiume lento./ La scìa d’un germano/increspa l’alba”.

3° Premio – CINZIA PITINGARO di Castelbuono (PA) con lo haiku “glicine in fiore-/ la casa abbandonata/ profuma ancora”.

MENZIONI D’ONORE

MARIA LAURA VALENTE di Cesena con lo haiku “primi germogli –/ l’odore della carta/ su cui scrivo”.

VALENTINA LEONI di Firenze con lo haiku “Passano gli anni -/ Aggiungo una sciarpa/col primo freddo”.

LUCIA ANTONIETTA GRIFFO di Bresso (MI) con lo haiku “i primi fiori -/ il profumo d’inverno/ si sente ancora”.

SEZIONE E – VIDEO-POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – ROSY GALLACE di Rescaldina (MI) con la video-poesia “Così ti ho guardato”

2° Premio – SIMONA GIORGI di Sarzana (SP) con la video-poesia “Calamità d’occasione”

3° Premio – ANTONELLA SICA di Genova con la video-poesia “Ora”

MENZIONE D’ONORE

DANIELA FERRARO di Locri (RC) con la video-poesia “Selena”

SEZIONE F – CRITICA LETTERARIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio: CARMELO CONSOLI di Firenze con la recensione al libro Quella luce che tocca il mondo (Bastogi, Foggia, 2010) di Ninnj Di Stefano Busà

2° Premio: DENISE GRASSELLI di Tolentino (MC) con il saggio “Canzone CXXIX – Di pensier in pensier, di monte in monte del Rerum Vulgarium Fragmenta di Francesco Petrarca”

3° Premio: CARMEN DE STASIO di Brindisi con il saggio “La complessa metamorfosi dell’agire nell’inarrestabile “ancòra” nella poesia di Alfonso Cardamone

MENZIONI D’ONORE

EUFEMIA GRIFFO di Settimo Milanese (MI) con il saggio “L’eco cupa del tonfo. Ricordando Antonia Pozzi”

FRANCA CANAPINI di Arezzo con il saggio “I quattro sensi di Gerionton”

SEZIONE G – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA

VINCITORI ASSOLUTI

1° Premio – FABIA BALDI di Piombino (LI) con la prefazione al libro Janelas de silencio (Vasco Rosa, Lisboa, 2017) di Corrado Calabrò

2° Premio – KATIA DEBORA MELIS di Selargius (CA) con la prefazione al libro Sulla linea effimera di Francesco Pasella / Luisella Pisottu (autoprodotto, 2017)

3° Premio – LUCIA BONANNI di Scarperia / San Piero a Sieve (FI) con la prefazione al libro KA_R_Masutra (Kimerik, Patti, 2018) di Izabella Teresa Kostka

MENZIONE D’ONORE

MARCO CAMERINI di Roma con la prefazione al libro Poesia non è una cortese parola. 2009-2016 (Aracne, Canterano, 2016) di Claudio Zuccaro

PREMI SPECIALI

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIA

SARA FRANCUCCI di Cingoli (MC) con la poesia “Amatrice-Norcia-Visso”

PREMIO DELLA CRITICA

GIOVANNI TAVČAR di Trieste con il libro Dilagante eternità (Aletti, Guidonia, 2015)

TROFEO EUTERPE

MARIO DE ROSA di Morano Calabro (CS) con il libro Il filo che anche il buio ti guida (Libreria Editrice Urso, Avola, 2016)

PREMIO SPECIALE “PICUS POETICUM” (miglior poesia di poeta marchigiano)

ANGELA CATOLFI di Treia (MC) con la poesia in dialetto “Dumi’, lu sòceru mia”

PREMIO SPECIALE PER MIGLIOR LIBRO DI AUTORE STRANIERO

DUMITRU GĂLEŞANU di Râmnicu Vâlcea (Romania) con il libro bilingue Tratat pentru nemurire / Trattato per l’immortalità (Tracus Arte, Bucaresti, 2016)

PREMIO SPECIALE PER LA POESIA SATIRICA

GIANCARLO COLELLA di Acquarica del Capo (LE) con il libro Sunetti senza frenu (Kurumuny Edizioni, Calimera, 2017)

PREMIO SPECIALE “IL CIGNO BIANCO” (miglior poesia a tema infanzia)

ELENA MANEO di Mestre (VE) con la poesia in dialetto “Eroine de a me infansia”

PREMIO SPECIALE “VERBUMLANDI-ART” (miglior poesia a tema la pace)

LAURA VARGIU di Siliqua (CA) con la poesia “Sotto il cielo di Aleppo”

PREMIO SPECIALE “LE RAGUNANZE” (miglior poesia a tema la natura)

ANTONIO SCOMMEGNA di Savigliano (CN) con il libro Margherita di Savoia. Tèrre de mare e de ssàle (L’Artistica Savigliano, Savigliano, 2011)

PREMIO SPECIALE “ARTE PER AMORE” (miglior poesia a tema amoroso)

RITA MARCHEGIANI di Montecassiano (MC) con il libro Gli anni dell’incanto (Edizioni APE, Terni, 2017)

PREMIO SPECIALE “ASAS” (miglior poesia in siciliano)

GIUSEPPE LA ROCCA di Trappeto (Palermo) con la poesia “Tempu suspisu”

PREMIO SPECIALE “CENTROINSIEME” (miglior poesia sulla legalità/temi sociali)

MASSIMILIANO PRICOCO di Augusta (SR) con la poesia “L’odore che viene dai margini”

PREMI SPECIALI – FUORI CONCORSO

PREMIO ALLA CARRIERA

ANNA SANTOLIQUIDO

PREMI ALLA MEMORIA

GIAN MARIO MAULO (Montecosaro, 1943 – Macerata, 2014)

AMERIGO IANNACONE (Venafro, 1950 – Venafro, 2017)

INFORMAZIONI IMPORTANTI

CONSISTENZA DEI PREMI

Come da bando di concorso (art. 10) si rammenta che i premi consisteranno in: 1° premio – targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, abbonamento alla rivista “Poesia” (Crocetti Editore) anno 2019 (11 numeri) e tessera socio Ass. Culturale Euterpe anno 2019; 2° premio – targa, diploma con motivazione e libri; 3° premio – targa e diploma con motivazione; Menzioni d’onore – coppa/trofeo e diploma; Premi Speciali (tutti tranne “Alla Carriera”) – Targa e diploma con motivazione; Premio Alla Carriera – Targa placcata in oro 24 kt, diploma con motivazione, nomina di Socia Onoraria dell’Ass. Culturale Euterpe, cena e pernottamento sera della premiazione.

CONVENZIONE CON MUSEI CITTADINI

Grazie alla collaborazione nata tra l’Associazione Culturale Euterpe e il Museo Federico II “Stupor Mundi” e il Comune di Jesi, tutti i premiati e i membri della Giuria (no gli accompagnatori) avranno l’opportunità di usufruire in maniera agevolata nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 alla ricca offerta museale del Comune di Jesi secondo queste modalità:

Museo Federico II “Stupor Mundi”

Indirizzo: Piazza Federico II n°3

Contatti: 0731-084470 – Sito: www.federicosecondostupormundi.it

Orari: Dal giovedì al sabato 15-19 / Domenica: 10-13 e 15-19

Agevolazione: entrata a prezzo ridotto pari a 4,00 €

Musei Civici di Jesi

Agevolazione: ingresso gratuito (maggiori info in seguito)

Per eventuali informazioni sull’offerta turistica e sulle strutture ricettive, alberghiere e di ristorazione si rimanda all’Ufficio Turismo del Comune di Jesi di cui a continuazione si forniscono i riferimenti.

Indirizzo: Piazza della Repubblica

Contatti: 0731-538420 – Sito: www.turismojesi.it

Orari: Da mercoledì a sabato 10-13 e 15-18

Gli interessati alle visite agevolate dovranno darne comunicazione all’Associazione Culturale Euterpe mediante la compilazione del modulo A (di cui sotto). Chi avrà confermato la sua prenotazione riceverà a mezzo mail il coupon per l’accesso scontato o potrà fornire il proprio nominativo alla biglietteria per la validazione dello sconto/ingresso gratuito.

CERIMONIA UFFICIALE DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti n°19) il 10 novembre 2018 a partire dalle ore 17.

CONFERMA DI PRESENZA E AUTORIZZAZIONI (Modello A)

Come da bando di concorso (art. 12) si ricorda che i vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio. È il richiesta la conferma di presenza mediante compilazione e invio del modulo a seguire (modello A) dove pure si dovranno indicare le autorizzazioni alla lettura da parte propria o della lettrice del testo, alla pubblicazione in antologia, etc. Il modulo va inviato a mezzo mail all’indirizzo premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22 settembre 2018.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da ogni vincitore a vario titolo.

Nell’eventualità di non sicurezza in merito alla presenza entro la data indicata si chiede comunque di inviare il modello compilato in ogni sua parte, riservandosi di confermare la presenza/assenza alla stessa mail almeno una settimana prima della premiazione.

DELEGA (Modello B)

Qualora i vincitori non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso la delega va inoltrata a mezzo mail effettuata sul modulo a seguire (modello B) e inviata all’attenzione del Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio a mezzo mail a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2 novembre 2018. Non verranno considerate deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Network né per via telefonica, né quelle che non perverranno secondo il modello di cui sopra.

Questo modello deve essere necessariamente compilato da chi delega qualcuno a rappresentarlo.

INVIO DEI PREMI

Qualora i vincitori non possano intervenire e non hanno un delegato che li rappresenti, possono ricevere i premi al proprio domicilio dopo la cerimonia di premiazione mediante Poste Italiane (no Corriere), previo pagamento delle relative spese di confezionamento e spedizione a carico dell’interessato. Non si spedirà in contrassegno.

PUBBLICAZIONE IN ANTOLOGIA

Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo entreranno a far parte dell’antologia del premio, volume senza codice ISBN e non in commercio, che verrà donato gratuitamente in una copia a ciascun vincitore durante la premiazione. I vincitori della sezione Video-poesia sono tenuti a inviare il testo della loro poesia in formato Word entro e non oltre il 18 settembre 2018 a premiodipoesiarteinversi@gmail.com.

Il volume conterrà alcuni interventi critici dei membri della giuria e una selezione di liriche dei Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Memoria” accompagnati da relativi profili bio-bibliografici. Con il modulo A l’autore autorizza alla pubblicazione della sua opera nell’antologia del premio senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro all’organizzazione del Premio.

Letto, firmato e sottoscritto

Jesi, 6 settembre 2018

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe

Michela Zanarella – Presidente di Giuria

Elvio Angeletti – Segretario Ass. Euterpe

 

INFO:

www.associazioneeuterpe.comass.culturale.euterpe@gmail.comTel. 327 5914963 – Pagina FB del Premio

ALLEGATO A

[Consta di 2 pagg.

Va inviato a premiodipoesialarteinversi@gmail.com entro il 22/09/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

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Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

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Sotto la mia unica responsabilità, DICHIARO

[ ] Che l’opera è frutto del mio unico ingegno e che ne detengo i diritti ad ogni titolo. Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false all’art. 76 del D.P.R. 445/2000

e che:

[ ] l’opera E’ iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] l’opera NON è iscritta / Tutelata dalla SIAE

[ ] SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

[ ] NON SONO iscritto / Tutelato dalla SIAE in qualità di autore

AUTORIZZO

[ ] Alla pubblicazione della mia opera1 nel volume antologico del premio (senza codice ISBN, volume non in commercio) che verrà donato il giorno della premiazione, senza nulla avere a pretendere all’atto della pubblicazione né in futuro agli organizzatori del Premio.

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(città, data) (firma leggibile)

INFORMAZIONI SULLA SERATA DI PREMIAZIONE

[ ] CONFERMO LA MIA PRESENZA

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – interverrà un delegato (inviare modulo B compilato)

[ ] CONFERMO LA MIA ASSENZA – non interverrà un delegato. Rimango in attesa di informazioni per ricevere il premio a domicilio.

Durante la serata di premiazione

[ ] Leggerò io il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto)

[ ] Preferisco che il mio testo vincitore (per la sez. C una sola lirica dal libro; per le sez. F, G un estratto) sia letto dalla lettrice

Durante la serata di premiazione (solo per sez E – video poesia)

[ ] Acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

[ ] Non acconsento alla riproduzione della video-poesia su pannello di riproduzione

INTERESSE/ ISCRIZIONE ALLA VISITA DEI MUSEI DI JESI

I vincitori a vario titolo del Premio e i membri di Giuria avranno diritto all’accesso facilitato ai Musei della Città di Jesi nei soli giorni del 10 e 11 novembre 2018 secondo le modalità di seguito indicate. Mettere la croce sull’offerta scelta alla quale intende prendere parte (è possibile inserirle anche entrambe):

[ ] Museo Federico II “Stupor Mundi” situato in Piazza Federico II n°3

L’accesso è scontato con modalità ridotta e costerà 4,00 €.

[ ] Musei Civici di Jesi

L’accesso alle strutture comprensive nell’offerta (di seguito meglio specificata) è gratuito.

AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per le finalità inerenti all’espletamento di ogni iniziativa relativa alla VII edizione del Premio di Poesia “L’arte in versi” e alla relativa cerimonia di premiazione.

[ ] Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati da parte dell’Ass. Culturale Euterpe di Jesi in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03 e Regolamento Europeo GDPR) per tutte le iniziative culturali, artistiche e letterarie da essa indette e promosse.

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(città, data) (firma leggibile)

ALLEGATO B

[Consta di 1 pagina – Va inviato a presidente.euterpe@gmail.com entro il 2/11/2018]

Nome / Cognome _________________________________________________________________

Nato a ______________________________________ Il _________________________________

Residente a _________________________ in Via ______________________________________

Cap _______________________________ Prov. _______________________________________

Tel. ________________________________ Mail _______________________________________

Vincitore del Premio

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Per la sezione ____________________________________________________________________

Con l’opera dal titolo

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Impossibilitato/a a partecipare alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi che si terrà a Jesi (AN) il giorno 10 novembre 2018 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni con la presente

DELEGO

Il sig./ La sig.ra _______________________________________________________________

Nata a _________________________________ Il ____________________________________

Tel. ____________________________________ Mail ________________________________

A rappresentarmi per:

  • ritirare il premio a me spettante

  • dar lettura al componimento risultato vincitore

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(città, data) (firma leggibile)

1Nel caso della sezione C – Libro Edito – si intende la pubblicazione di una scelta operata dall’organizzazione di testi presenti all’interno del volume.

Questa sera ad Ancona incontro di poesia marchigiana. Presentazione del saggio di L. Spurio

Giovedì 26 luglio alle ore 21,30 al Museo del Giocattolo di Ancona (Via Matas n.21) si terrà la presentazione del volume contenente una raccolta di saggi del poeta e critico letterario jesino Lorenzo Spurio. L’opera,  “Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie”, è stata pubblicata dalla casa editrice Le Mezzelane di Santa Maria Nuova e si chiude con una nota di lettura del poeta e critico letterario Guido Garufi. Precedenti presentazioni dell’opera – che contiene saggi, recensioni e note di lettura su opere poetiche di autori marchigiani di oggi e di ieri – si sono tenute alla Biblioteca “Sassi” di Fabriano, all’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro e alla Biblioteca “Orciari” di Marzocca. Nel corso della presentazione si parlerà della poesia marchigiana di cui Spurio è attento studioso, dopo la pubblicazione antologica in due tomi di una vasta antologia di poeti della Regione, “Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana” (PoetiKanten Edizioni, 2016) volume con il quale ha fatto il giro della Regione. Durante la serata si ricorderà il poeta e saggista Renato Pigliacampo, professore all’università degli Studi di Macerata nonché fondatore del prestigioso Concorso di Poesia “Città di Porto Recanati” (quest’anno giunto alla sua ventinovesima edizione): le letture saranno a cura della poetessa pesarese Michela Tombi. Interverranno con i loro testi poetici i poeti Elvio Angeletti, Angela Guardato, Piero Talevi, Arianna Todari, Raffaele Rovinelli, Luisa Ferretti, Patrizia Papili, Ilaria Romiti. La poetessa e performer Morena Oro, che presto uscirà con il volume poetico “Il sospiro di Medusa” (Mezzelane Editore) si esibirà nella performance “Dea ex Machina”. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare.

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Leggi l’articolo-resoconto della serata dal titolo “Varie forme della poesia marchigiana. Ad Ancona grande serata al Guasco con il saggio di Lorenzo Spurio” pubblicato su “Altro giornale Marche” il 27/07/2018.

Antonio Merola esce con il saggio “F. Scott Fitzgerald e l’Italia”

Copertina_F. Scott Fitzgerald e l'Italia.pngF. Scott Fitzgerald e l’Italia di Antonio Merola, Ladolfi, Borgomanero, 2018.

Questo saggio ripercorre la storia della ricezione editoriale e critica che il nostro paese ebbe nei confronti dell’opera dello scrittore americano: dalle prime traduzioni di Tenera è la notte e Il Grande Gatsby, che vennero ignorate dal pubblico, fino alla riscoperta autoriale nel secondo dopoguerra e alle nuove edizioni italiane che ne seguirono, per arrivare alla conclusione che «dal dialogo con se stesso e con Zelda nasce cioè tutta l’opera di Fitzgerald».

Dalla quarta di copertina: «Se esiste in Fitzgerald una doppiezza è proprio verso Zelda Sayre: il lavoro continuo contro la pazzia, ma anche il dialogo con essa; la sublime coincidenza tra uno spirito di conservazione e uno di distruzione. Era impossibile per lui proseguire la vita senza la compiutezza dell’amore: o meglio, Fitzgerald lavora, e lavora sodo (anche fino all’infarto), ma si muove nella società da allora in poi come il fantasma di se stesso; lavora per pagare la cura ormai senza speranza di Zelda. E se tornerà a scrivere con Gli ultimi fuochi, è per cercare lei in un mondo altro: lontano dalla clinica e ancora più lontano dalla realtà».

 

Chi è l’autore?

Antonio Merola, classe 1994, si è laureato in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. È cofondatore di YAWP: giornale di letterature e filosofie, per il quale ha curato inoltre la raccolta poetica L’urlo barbarico (A. V., Le Mezzelane, 2017) e ne gestisce la sezione Yawp Poesia. Si occupa insieme dei Quaderni Barbarici su Patria Letteratura, dedicati alle poesie inedite di giovani voci poetiche contemporanee e di Razzie Barbariche su Pioggia Obliqua: una rassegna dedicata alla poesia edita under 30. Suoi racconti, poesie e articoli critici sono apparsi su alcuni siti e riviste letterarie.

 

Valtero Curzi e “Il giovane imperatore”: nota di lettura di Lorenzo Spurio

Valtero Curzi, Il giovane imperatore. Tra lo Sturm und Drang e il Romanticismo, Intermedia Edizioni, Orvieto, 2018.

napoléon-bonaparte-jeunesse-histoireValtero Curzi, poeta e scrittore senigalliese, è anche valido saggista. Ne ha dato prova, negli ultimi anni, con una serie di testi investigativi, d’approfondimento e con sue dissertazioni prettamente di carattere filosofico che, più che dare una spiegazione unica, aprono a interpretazioni. Autore di sillogi poetiche e di un romanzo epistolare, nonché di un sagace e curioso libro dal titolo quasi avanguardistico, L’omino delle foglie sulla via del Tao (Le Mezzelane, 2017), ha recentemente pubblicato un saggio su Napoleone Bonaparte. Il volume, dal titolo Il giovane imperatore, è edito dalla casa editrice umbra Intermedia Edizioni e si apre con un sottotitolo che delimita l’immensa materia sull’Imperatore che ha inteso trattare, vale a dire il periodo storico e la sensibilità che si stagliano “tra lo Sturm und Drang e il Romanticismo”.

Vistosamente appare in questa definizione dell’opera il termine ‘Romanticismo’, così caro a Curzi essendosi ininterrottamente interessato, impegnato e avendo dedicato le sue dissertazioni, al genio Recanatese di cui pure (in base a una conversazione non troppo lontana nel tempo) avrebbe pronto un volume, con delle tesi senz’altro curiose e che ci auguriamo presto possa venire alla luce.

L’oggetto del presente volume, invece, come ho già detto, è l’imperatore francese. Non interessano all’autore le vicende storiche, le battaglie, le cifre legate all’insaziabile fame di conquista di uno dei più grandi leader della storia, piuttosto, dedicarsi ad approfondire aspetti ben meno noti dell’esistenza del grande imperatore, statista e stratega. L’obiettivo è quello di ascrivere il più possibile l’esperienza umana di Napoleone (con un buon e robusto apparato bibliografico consultato e citato ampiamente) attorno alle fasi verdi della sua vita: dall’infanzia all’adolescenza. Ciò permette di informare sul temperamento giovanile dell’uomo, dei suoi rapporti sociali e della caratura della sua persona, ben prima che le vicende militari e politiche permettano una sua ascesa veloce sino a raggiungere i massimi incarichi e, infine, a proclamarsi Imperatore auto-cingendo la corona imperiale a Notre-Dame di Parigi nel 1804.

L’intenzione di Valtero Curzi, infatti, è quella di indagare, proponendo vari percorsi (che costituiscono i singoli capitoli) e di cui tra poco dirò meglio, la personalità del futuro Napoleone all’interno di un periodo di cesura in cui la sensibilità non è ancora propriamente romantica (semmai pre-romantica o neoclassica) ma al contempo non è più di chiara impostazione illuminista. Napoleone letto e studiato come trait d’union di uno dei periodi più affascinanti, non solo a livello storico ma anche architettonico e letterario. Curzi affronta la questione evitando, come ciascun buon saggista, di fornire asserzioni rigide e verticistiche, scantonando qualsiasi possibilità di considerazioni vere (semmai veridiche) in forma assoluta. Il tema viene affrontato con garbo e rispetto e, pur irrobustito da un’imponente tradizione storiografica e monografica sull’imperatore, si evita di procedere con conclusioni sommarie derivanti da possibilità che a loro volta possono scaturire dalla lettura di alcuni avvenimenti, o di alcune frasi dette dal giovane imperatore. Si cerca cautamente di analizzare le varie posizioni e di far capire che, come in ogni uomo in qualsiasi epoca, co-esistono in forma diversa,  sensibilità differenti, approcci in parte tra loro distanti, procedimenti ideologici e attuativi che non sono, però, contrastanti, semmai risiedono in quel sincretismo tipico dell’età di mezzo nelle quali, se si è spesso alacri conservatori della tradizione, di certo non si disdegna neppure l’avanzata della novità.

Napoleone può essere ascritto, pur in maniera molto personale e sui generis, a un’età di confine in cui è impossibile evidenziare con nettezza gli elementi di rottura, la demarcazione netta che decreta l’allontanamento dall’età della ragione e l’avvicinamento all’età del sentimento. Si sta, chiaramente, ragionando in termini molto semplificati dato che, come Curzi chiarifica in almeno un paio di porzioni del libro, l’Illuminismo non fu solo età della ragione, dell’esaltazione della tecnica, dell’intelligenza e della ricerca, dell’empirismo e dello scientismo come il Romanticismo non fu solo l’esaltazione del sentimento, l’accentuazione di stati umorali mesti e ripiegati, la consacrazione della melanconia, la ricoperta delle discipline esoteriche, delle filosofie orientali e del fascino per il mistero e il gotico (quello che l’autore chiama il “gusto dell’oscuro”, 46). Ragionare su connotazioni specifiche, distaccate a comparti stagno, è pur sempre errato dacché, anche in età illuminista esisterono poeti che, in qualche modo anticiparono il susseguente periodo romantico, così com’è vero che in età illuminista vi erano (seppur osteggiati e perseguitati) maghi o filosofi naturali che dir si voglia. Parimenti, già dalla succosa introduzione scritta dall’autore, è chiaro che “[Napoleone] non può, per aspetti caratteriali e di temperamento, definirsi illuminista e nemmeno totalmente romantico […] diviene necessario collocarlo in una dimensione intermedia” (5).

La natura isolana di Napoleone che nacque ad Ajaccio (Corsica) nel 1769, visse per un periodo all’Isola d’Elba (1814-1815) e morì in esilio a Longwood, sull’Isola di Sant’Elena, in mezzo all’Oceano Atlantico, nel 1821 va tenuta presente. Riccardo Esposito sostiene che “[L’isola] ha regole diverse da quelle della terraferma. […] Ogni isola possiede un suo linguaggio e un suo alfabeto”[1]; per estensione potremmo dire che “chi non vive sull’isola, non può capirla” e, dunque, agli occhi di un non-isolano è difficile comprendere il vero animo di chi sull’isola è nato e vive e ha, magari, un atteggiamento appartato e riflessivo. Difatti, come osserva Curzi, Napoleone – pur dall’animo forte e virile – spesso “reagiva isolandosi” (33), vale a dire configurando la sua condizione vitale in linea con la sua appartenenza geografica: così come la Corsica è distante (e così diversa dalla Madrepatria) il suo animo inquieto lo porta a distanziarsi dall’ambiente, ad abitare parti e situazioni collaterali, di margine. In questa investigazione umorale del giovane uomo Curzi non manca di riflettere su due degli aspetti senz’altro centrali del periodo romantico ovvero il titanismo[2] e il vittimismo. Gerosa ci informa della sua “tendenza alla solitudine e allo studio, specie della matematica”[3] aggiungendo che il giovane Napoleone “aveva sempre un tono di malumore e non era affatto socievole”.[4] Il carattere insulare, di dislocazione e allontanamento sono ben tratteggiati da Curzi nel capitolo che dedica ai rimandi alla filosofia di Spinoza dove scrive: “La similarità dell’anima del Werther con il giovane Napoleone sta nella medesima sensazione di sentirsi dislocato nella propria condizione rispetto alle ansie e ai desideri delle aspettative” (115).[5]

Diciottenne, nel 1787, Napoleone è stato così descritto: “adolescente inquieto, chiuso in se stesso, ossessionato dal fine che si era prefissato, non ha tempo per imparare cose che non gli sono immediatamente utili” (85). Parimenti vien messo in luce (mai esaltato) la componente di vulnerabilità: “lo slancio verso ciò che non si può avere, ma ugualmente è inseguito e desiderato” (87).  Si sposò in prime nozze con Giuseppina Beauharnais (1763-1814), donna ricca della Martinica, dunque creola, nel 1796, di sei anni più grande di lui. Anche qui va messa in luce una curiosità che vale la pena rammentare: “Per sposarsi, lei si tolse quattro anni e lui ne aggiunse due dei ai suoi, così che nell’atto di matrimonio risultassero coetanei” (90).

Probabilmente Napoleone amò molto questa donna e senz’altro le fu molto utile in termini sia economici che emotivi e di solidarietà nel permettere la crescita nel grande uomo che poi diventerà. Secondo alcuni, e sembra essere questa anche l’idea di Curzi, Napoleone visse in simbiosi con la donna in una condizione di ricercato/agognato rapporto materno.[6] Il vero rapporto con la madre, infatti, era stato per lo più difficile e freddo o, si dovrebbe dire, poco concreto e vissuto, agognato perché non realizzato nell’affetto sensibile e percepibile. Guido Gerosa ricorda che Napoleone e i suoi fratelli erano stati “educati con estrema severità dalla madre”[7] e “anche quando [la madre] lo picchiava, era morbosamente attaccato”.[8] Sempre Gerosa riposta che: “Nessuna donna lo intimidiva, salvo la madre, […] donna energica. Napoleone, pur essendo un carattere indomito, apprese da lei l’arte dell’obbedienza, prima causa del suo notevole successo”.[9] Secondo Curzi Napoleone è in legame e sperimenta la madre in virtù di una dimensione di idealità, vale a dire di utopia. Similmente il Werther (di cui parleremo tra poco) vive in una condizione di “incapac[ità] di esternare la propria passione” (136). L’amore mancato, perché non espresso, né possibile, è degradato in Napoleone all’acuirsi di eccentricità personali che vedranno accrescere forme di egoismo e centralità, gloria e desiderio di fama, bramosia e superomismo e che lo porteranno a diventare l’imperatore: non solo di terre estese ma del culto di se stesso.

Il tema della madre risulta a una dimensione ben più allargata a livello universale quando Curzi, nell’ultimo capitolo del suo interessante volume, ci parla del concetto di natura-madre e, con esso, di natura matrigna di leopardiana memoria. Lo Sturm und Drang, diversamente dalla natura ostile, convive con l’idea che l’uomo è parte di un tutto in cui la sua singolarità, la sua presenza, possa e debba trovare una concordia con l’elemento collettivo e ambientale; Curzi parla di “sintonia” (150) eppure tale rapporto non è mai ben codificato e sviscerato e in esso permane pur sempre qualcosa di misterioso e insondabile: “Il rapporto con la natura diventa sereno e possibile solo a prezzo del proprio sacrificio” (153).

Tutta le considerazioni e le analisi presenti nell’opera di Curzi partono dal movimento culturale tedesco che anticipò l’età romantica, lo Sturm und Drang. Tale definizione, che sta a significare “tempesta e impeto”, si sviluppò in Germania tra il 1765 e il 1785, soprattutto attorno all’opera di due grandi intellettuali: Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) e Friedrich Schiller (1759-1805). Curzi ce lo spiega come un movimento letterario e culturale il cui programma conteneva “un’integrale rivalutazione dell’irrazionale nella vita e nell’arte in opposizione all’intellettualismo illuministico” (47-48) chiarendo sin da subito che “lo Sturm und Drang non è affatto la negazione dell’Illuminismo, e tanto meno nasce quale movimento anti-illuminista” (49).[10] Questo momento storico-sociale sul quale in molti hanno scritto viene decodificato dall’autore come “esaltazione della torbida passionalità, che erompe dall’animo umano, trascina l’uomo all’azione impetuosa e lo conduce a negare l’esistenza di qualsiasi limite di carattere etico, giuridico e religioso” (64). Lo Sturm und Drang, che nel giro di un decennio si vedrà svuotato del suo impeto iniziale tanto da estinguersi come movimento, si identificava con l’esigenza di un’espressione spontanea e autentica, priva di dettami e costrizioni, il pulsare emotivo doveva essere inarrestabile e non venir sottoposto a reprimende, censure, vessazioni, ingabbiamenti del pensiero cogitante. Ecco perché Napoleone si situa sia prima che dopo, ma anche in mezzo e dunque: “[Napoleone] da rivoluzionario còrso [a] militare si trasforma in controrivoluzionario in Europa, soffocando ogni autonomia degli spiriti nazionali, per imporre il proprio potere” (129).

Napoleone conobbe Goethe a Erfurt nel 1808 e di certo apprezzava già molto l’autore de I dolori del giovane Werther (1774) difatti Arturo Cancellotti ha scritto (e Curzi cita queste parole nel suo saggio): “Napoleone era stato affascinato da questo romanzo, lo aveva letto da capo a fondo sette volte e negli stati d’animo di Werther gli pareva, talvolta, di veder riflessi i suoi propri” (9).[11] Gerosa ci aiuta ad aggiungere alcuni toni del carattere del giovane descrivendolo come “silenzioso, amante della solitudine, capriccioso, altero, estremamente portato all’egoismo”.[12] Per l’autore del saggio, stando ai vari testi consultati, Napoleone avrebbe addirittura letto l’opera di Goethe per ben sette volte. Segno, questo, che l’opera non solo aveva una particolare attrattiva e forza su di lui, tanto da chiamarlo come un’insopprimibile necessità, ma probabilmente era per lo stesso lettore efficace per comprendere la sua vita, se paragonata a quella del tormentato Werther che piega prendeva o avrebbe potuto prendere. Un testo di formazione, dunque, ma non in senso negativo, se teniamo in considerazione l’atto suicidiario che il protagonista poi metterà in atto. Motivo per cui l’opera non sarà gradita dal clero che la condannerà sia per il gesto ultimo adottato quanto per la marcata introspezione, l’aver fatto venire a galla il coacervo di pensieri intimi, angosce e ansie esistenziali sino ad allora inconfessabili e motivo esse stesse di condanna e vergogna. Curzi spende delle considerazioni anche per situare il gesto mortifero del protagonista nel dato contesto sociale: “Si uccide con la consapevolezza che Charlotte non sarà mai del tutto sua, nonostante ella abbia ricambiato il suo bacio così come il suo amore” (60).

download.jpgProprio il secondo capitolo, “Il “Piccolo còrso” e il Werther di Goethe: il sentimento d’amore” risulta rimarchevole all’interno di questa originale trattazione, lontana da intenti accademici o dimostrativi, semmai nutrita dalla volontà di fare un consuntivo, pur precario e labile come tutti i consuntivi, per arrivare a una “considerazione di possibilità”, rifiutando steccati dove serrare certezze che potrebbero dimostrare una tesi farraginosa. Curzi rivela che tra Napoleone e Goethe (e lo dimostra) esistono “assonanze sia emozionali sia interpretative del vissuto” (75) nella fattispecie tra Napoleone giovane e il Werther, creazione di Goethe. Primo tra tutti è l’incontro tra Eros e Thánatos che nel Werther porterà all’assunzione della decisione ultima in un acme di drammaticità che il fatalismo non può derogare in nessuna maniera. Una nota va aperta sul tema del suicidio in letteratura che, da sempre, dall’alba dei tempi, è amplissimo e trova riferimenti e occorrenze in testi di ogni tradizione. Curzi fa riferimento all’operazione di emulazione del suicidio che si verificò l’indomani della pubblicazione del Werther con numerosissimi casi di ragazzi che si suicidavano per i propri drammi intimi, sia amorosi che non, trovando in quel gesto reso esemplare dalla narrativa dotta di un intellettuale di tal livello, un viatico plausibile e dunque percorribile.[13] Qualcosa del genere in tempi recenti accadde con il suicidio di Ernest Hemingway (1899-1961), Sylvia Plath (1932-1963) e Kurt Cobain (1967-1994), leader del gruppo musicale dei Nirvana.

Che pure Napoleone avesse pensato con serietà al suicidio non è dato sapere sebbene alcuni scritti in cui è evidente un’accentuata depressione sono lampanti tanto da far pensare al giardino in stato di souffrance di Leopardi: “La vita per me è un peso perché non gusto alcun piacere e tutto per me è dolore… perché gli uomini tra i quali vivo, e tra i quali probabilmente vivrò sempre, hanno modi così diversi dai miei quanto la luna è diversa dal sole” (133).[14]

Nelle note di conclusione al testo Napoleone e Werther vengono ancora avvicinati da Curzi mediante la nota logica del “negare per affermare”: “Werther […] negando la propria vita con il suicidio, fa sviluppare il senso della vita e del sentimento, si nega nella sola dimensione materiale ma non in quella ideale, dove si può vivere un sentimento d’amore intenso e puro. […] a differenza di Napoleone non è riuscito a scindere la spinta ideale pura dall’esigenza di adattarsi alla realtà con i suoi vincoli e le sue determinazioni. […] C’è identico “sacrificio di sé”: il giovane Napoleone sacrifica se stesso per l’amore della gloria di sé, mentre il Werther sacrifica se stesso per l’amore puro verso Lotte” (162-3).

La forza magmatica di tale opera, oltre che restituirci un Napoleone giovanissimo per lo più inedito, è quella di accennare con brevità e sapienza alle varie sfaccettature dei due periodi evocati, l’Illuminismo e il Romanticismo da renderlo un testo ben fruibile e di approfondimento del periodo, addirittura di eventuale supporto per lo studio scolastico delle due sensibilità tipiche, tanto in letteratura quanto a livello sociale. Riferimenti all’enciclopedismo, all’intellettualismo e al cosmopolitismo dell’Illuminismo ma anche all’individualismo e all’utopismo del periodo romantico parimenti al nazionalismo (Johan Gottfried Herder).

In tale ampio percorso che Curzi affronta in maniera per nulla enciclopedica e didascalica, semmai in forma di pillole e di rimandi semplici ai periodi, risultano centrali opere di grandi filosofi e studiosi che tanto affrontarono questioni relative allo studio, alla scienza e all’espressione dell’uomo: il Discorso sull’origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini (1755) di Jean-Jacque Rosseau (1712-1778) da Curzi richiamato per far menzione del concetto di “stato di natura”, ma anche la condizione indicibile e straniante del superuomo (übermensch) di nietzschiana memoria. Il terzo capitolo “Lo spinozismo del Werther di Goethe e nel “giovane còrso””, con i vari rimandi alla filosofia di Baruch Spinoza (1632-1677), può risultare leggermente più ostico rispetto agli altri che si leggono con molta meraviglia e desiderio di giungere a conclusione per avere una visione d’insieme su ciò che l’autore voleva in qualche modo asserire e documentare.

74-ok.jpgCosì come Curzi è ben riuscito a tratteggiare nel legame in qualche modo di corrispondenze tra la Illuminismo e Romanticismo, lo stesso Napoleone spaccò gli intellettuali: “Madame de Staël, la donna più intelligente dell’epoca, che dapprima fu affascinata da Napoleone, poi lo odiò ferocemente. E interessanti sono gli itinerari di Monti e di Foscolo: i nostri poeti fecero varie giravolte e ribaltoni, di volta in volta adulando o esecrando il protagonista della storia. […]  C’erano da una parte gli idéologues, rimasti fedeli al pensiero illuminista e tuttavia attratti dal progetto napoleonico. Dall’altra l’orientamento politico del console guerriero e dei suoi più diretti collaboratori. Orientamento sempre più fortemente anti-illuministico e antiliberale. […] Gran parte credettero nel Bonaparte illuminista, rivoluzionario, democratico e liberale; poi si pentirono, perché si accorsero che era tutt’altro. […] I colti idéologues si erano convinti che Napoleone sarebbe stato l’equivalente europeo di George Washington. Il generale, “spada della Rivoluzione americana”, divenuto presidente degli Stati Uniti, non aveva voluto farsi dittatore. Era stato un onesto e un democratico e aveva ottemperato alla Costituzione che si era data il suo popolo. Gli ideologi francesi credevano in buona fede che Napoleone si sarebbe comportato allo stesso modo. […] Non andò così: Bonaparte si trasformò in tiranno e gli intellettuali si ersero a oppositori. […] Fu un’epoca di transizione – tra Rivoluzione, Consolato e Impero”.[15]

Anche se non è interesse di Curzi nel suo saggio andare oltre ed occuparsi del Napoleone maturo e guerrafondaio, è bene osservare, ad ogni modo, come col trascorrere del tempo sarà visto, tanto dai conservatori che dai rivoltosi, tanto dagli illuministi che dai romantici, per riaffermare, ancora una volta, quant’egli rappresenti un tratto d’unione fondamentale tra le due realtà.

Lorenzo Spurio

Jesi, 04-06-2018

 

E’ severamente vietato riprodurre il presente testo in forma integrale o di stralci su qualsiasi supporto senza il consenso da parte dell’autore. 

 

 

NOTE:

[1] Riccardo Esposito, Intorno all’isola. Nuovissimo manuale tecnico-pratico per introdursi al tema insulare, La Conchiglia, Capri, 2015.

[2] Curzi lo definisce in questi termini: “Atteggiamento che esalta la carica individualistica dell’io nella sua perpetua lotta contro la società o il destino” (82).

[3] Guido Gerosa, Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero, Oscar Mondadori, Milano, 1996, p. 15.

[4] Ibidem, p. 21.

[5] Subito dopo aggiunge: “Nel Werther c’è l’ansia dell’innamoramento verso Lotte, la trascendenza che ella compie su di lui, non attraverso la propria persona quanto, piuttosto, nella sua proiezione nell’animo del Werther” (151). Guido Gerosa ha osservato: “la naturale riservatezza di Napoleone, la sua inclinazione a meditare sulla servitù della Corsica […] lo spingevano a cercare la solitudine e rendevano il suo comportamento spesso sgradevole” (19)

[6] Curzi scrive: “I sei anni in più, annessi ai due figli avuti dal precedente matrimonio fanno formulare l’ipotesi che Napoleone possa aver visto in lei la figura materna e la dimensione psicanalitica dell’affetto materno negato” (91). Alcune pagine dopo si accenna anche a un’altra possibilità, indagata in termini psicodinamici, da altri studiosi, ovvero quella del “desiderio incestuoso verso la madre” (134).

[7] Guido Gerosa, Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero, Oscar Mondadori, Milano, 1996, p. 11.

[8] Ibidem, p. 14.

[9] Ibidem, p. 13.

[10] Tale idea è preservata e fornita nel corso dell’intero volume. Leggiamo infatti “[L]o Sturm und Drang è […] meditazione e contaminazione delle due dimensioni, Illuminismo e Romanticismo” (50-51).

[11] Arturo Cancellotti, Napoleone aneddotico, Maglione & Strini, 1923, pp. 205-6.

[12] Guido Gerosa, Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero, Oscar Mondadori, Milano, 1996, p. 27.

[13] Curzi annota nel capitolo “Negli stati d’animo di Werther gli pareva, talvolta, di veder riflessi i suoi propri” che “Il romanzo di Goethe in effetti cambiò una generazione di giovani negli anni tra il 1775 e il 1785, riconoscendo in essi uno spirito rivoluzionario nei costumi e nel pensiero” (127).

[14] L’autore del saggio riporta tale brano scritto di pugno da Napoleone e datato 3 maggio 1786. Esso è citato anche nell’opera di Gerosa secondo il quale “queste righe provano che la “tentazione suicida” esisteva in Napoleone fin dalla sua giovinezza” (Op. Cit., p. 29).

[15] Guido Gerosa, Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero, Oscar Mondadori, Milano, 1996, pp. 307-313.

Il n°27 della rivista di letteratura “Euterpe” dedicato a “profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”

Dopo la recente pubblicazione del n°26 della rivista di letteratura online “Euterpe” che proponeva quale tematica “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”, contenente pregevoli contributi critici e non solo tra cui brani di Mario Vassalle, Asmae Dachan, Rosa Elisa Giangoia, Maria Grazia Ferraris, Paolo Saggese e Valtero Curzi. 

La Redazione della Rivista ha diffuso nelle ultime settimane il comunicato relativo alla raccolta di materiali per il prossimo numero della rivista. Il nuovo numero monografico sarà aperto a contributi appartenente ai vari generi (aforismi, poesia, haiku, narrativa, saggistica, critica, recensioni, interviste) che abbiano relazione con il tema di riferimento: “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”. Sarà l’occasione per approfondire le esperienze umane e gli itinerari culturali di poetesse, scrittrici, donne di scienza, eroine e di altre donne che, a loro modo e nei relativi campi d’appartenenza, si sono distinte in maniera rimarchevole. Nel banner che identifica l’invito a prendere parte al nuovo numero figurano i volti di alcune celeberrime donne della letteratura: la poetessa lombarda Antonia Pozzi (1912-1938), suicida giovanissima, la scrittrice sarda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926 Grazia Deledda (1871-1936), la romanziera modernista Virginia Woolf (1882-1941), punta di diamante della letteratura contemporanea e la pacificante poetessa americana Emily Dickinson (1830-1886).

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I materiali dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 Luglio 2018 alla mail rivistaeuterpe@gmail.com attenendosi alle “Norme redazionali” della rivista che sono consultabili cliccando qui.  Su Facebook è già presente il relativo evento Facebook che si può seguire, anche per rimanere aggiornati sullo svolgimento della selezione, per raggiungerlo, cliccare qui.

Per consultare i vecchi numeri della rivista è possibile cliccare qui, mentre per chi voglia prendere visione dell’archivio storico contenente la lista sintetica di tutte le apparizioni in rivista, ordinate in ordine alfabetico dei rispettivi autori è possibile cliccare qui.