Le lingue dei popoli dei ghiacci: Lapponi ed Eschimesi

di LORENZO SPURIO

I Lapponi e gli Eschimesi sono due popolazioni accomunate dalla loro autoctonia in luoghi gelati, dalle basse temperature, l’Artico. Sono però due popolazioni estremamente diverse tra loro culturalmente, geograficamente e linguisticamente. Vediamo di tracciarne le loro caratteristiche principali.

I Lapponi vivono nella Lapponia (Sápmi), una realtà geografica non ben definita e che abbraccia territori del nord Europa che appartengono, oltre alla Russia, a tre stati scandinavi: Svezia, Norvegia e Finlandia. Esiste una lingua e una cultura lappone ma non uno stato lappone. La popolazione lappone parla il lappone o la lingua Sami  ma, per essere più precisi, bisognerebbe parlare di lingue lapponi perché la grande vastità del territorio nel quale è parlata ha fatto sì che nascessero varianti e forme dialettali. Si tratta di una decina di lingue, alcune delle quali a serio rischio di estinzione e che appartengono al ceppo delle lingue uraliche, lo stesso ramo linguistico al quale appartengono il finlandese, l’ungherese e l’estone.

Dei vari paesi in cui è presente la comunità Lappone, la Russia non ha riconosciuto la loro lingua mentre nei paesi scandinavi ci sono state una serie di accordi che hanno teso ad ufficializzare la lingua Sami: La Norvegia riconosce la lingua Sami come ufficiale in una serie di province dagli anni ’90; la Finlandia permette alla popolazione Sami di usare la propria lingua in tutti gli ambiti e nel 2003 è stata riconosciuta in queste realtà come lingua ufficiale; in Svezia la lingua Sami nel 2002 è stata riconosciuta una delle cinque lingue minoritarie del paese.

L’altra grande popolazione dei ghiacci è quella degli eschimesi. Gli eschimesi sono una grande popolazione al cui interno si riconoscono due gruppi umani indigeni: gli Inuit e gli Yupik. Gli Inuit vivono all’estremo nord in Alaska, Canada e Groenlandia mentre gli Yupik vivono nell’Alaska occidentale, in Siberia e nel resto dell’estremo oriente russo. Le due popolazioni hanno due lingue distinte. Il cliché tradizionale è quello che vede associati agli Inuit l’abitazione fatta con blocchi di ghiaccio, l’affascinante igloo.

Gli Inuit parlano la lingua Inukitut, che appartiene al ceppo delle lingue eschimo-aleutine. Esistono numerose varianti e sottogruppi della lingua Inukitut, anche profondamente diverse l’una dell’altra. Nella maggior parte dei casi si tratta di lingue orali e che hanno un basso numero di parlanti. Una variante dell’Inukitu è la lingua della Groenlandia, comunemente definita groenlandese. Lo stesso può essere detto per le numerose e differenti lingue della popolazioni Yupik, dove una delle tante varianti è conosciuta come siberiano.

In entrambi i casi, Lappone (o Sami) e Eschimese (Inukitut e Yupik), si tratta di realtà linguistiche estremamente variegate e complesse, poco note e studiate e che mantengono un saldissimo legame con il loro territorio d’origine. Come si è visto nel caso della lingua Lappone i paesi scandinavi l’hanno riconosciuta come lingua ufficiale nei propri stati al fianco della lingua nazionale mentre più complessa è la situazione linguistica dell’eschimese. Si tratta di un universo grandemente frammentato che, forse, può essere spiegato solo facendo riferimento alla storia e alla cultura di questi popoli, anche queste però abbondantemente trascurate e poco studiate.

C’è da augurarsi che i vari paesi sul cui territorio convivono queste realtà si impegnino a riconoscere, valorizzare, sostenere e preservare queste realtà linguistiche e culturali che, diversamente, andrebbero irrimediabilmente perdute (molte delle varianti e dei sottogruppi dell’eschimese hanno infatti appena poche centinaia di parlanti). Così, alla preoccupazione legittima degli scienziati per lo scioglimento del ghiaccio all’Artico, aggiungo la mia preoccupazione di perdere lingue indigene, espressione di culture autoctone conservatesi a difficoltà pure e incontaminate fino a noi. Salviamo l’Artico dallo scioglimento dei ghiacciai ma anche dalla liquefazione delle minoranze linguistiche.

LORENZO SPURIO

28-07-2011

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2 pensieri su “Le lingue dei popoli dei ghiacci: Lapponi ed Eschimesi

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