“Sixta Pixta Rixa Xista” di Elena Vesnaver, recensione a cura di Lorenzo Spurio

Sixta Pixta Rixa Xista

di Elena Vesnaver

Edizioni di Karta, 2011

ISBN: 9788897543046

Prezzo: 2,99 Euro

Recensione a cura di Lorenzo Spurio


Sixta Pixta Rixa Xista
è un racconto lungo o romanzo breve della scrittrice friulana Elena Vesnaver dal titolo quasi impronunciabile. A una prima vista l’abbondanza delle “x” e del suono frusciante che queste producono nel pronunciarle farebbero pensare a qualche parola nella lingua basca, le cui origini a tutt’oggi non sono ben chiare. Ma non divaghiamo. Leggendo, nelle prime pagine, scopriamo che non si tratta altro che di una formula magica per tenere a distanza le streghe. E’ infatti, quello della stregoneria, il tema di questo racconto.

Il racconto in questione prende le pieghe della storia di una certa Luzie, una sorta di fattucchiera d’altri tempi che “raccoglie sorbo nel bosco e balla davanti a un fuoco di notte”. E’ una strega. Il racconto è ambientato in un universo provinciale, campagnolo, dove gli altri abitanti del paese, come pure gli altri esseri viventi (animali e piante), finiscono per dare una voce corale all’intera narrazione: “C’erano gli alberi, i cespugli, l’acqua dei torrenti o la pioggia, gli animali, il vento e la terra, soprattutto la terra, che pulsava viva sotto i piedi e parlava, se la si sapeva ascoltare”.

Luzie, grazie all’eredità di conoscenze alchemiche della nonna, sa come interpretare il mondo, come cambiarlo a seconda delle sue volontà. E’, dunque, una persona forte, potente e anche temuta nella comunità. Gli spazi e la narrazione della Vesnaver hanno molto in comune con i celebri romanzi dello scrittore vittoriano Thomas Hardy che con i suoi Wessex Novels descrive un mondo provinciale, campestre, arcadico che ormai va perdendosi a seguito degli sviluppi industriali e culturali che, irreversibilmente, minacciano anche il tessuto religioso-popolare degli strati subalterni. Ma non è solo questo, perché la Vesnaver coniuga questa storia immergendola nel clima di repressione alla magia e della caccia alle streghe del Seicento inoltrato, ormai lontano dal Medioevo in cui tali pratiche era semplice consuetudine.

Sebbene nel racconto della Vesnaver trovano posto vari personaggi, di ambo i sessi, l’unico vero intermediario o confessore dei suoi monologhi sembra essere il gatto. Seguiamo le vicende di Luzie tra i suoi pensieri rivolti alla nonna, ormai morta, al suo desiderio di un uomo tutto per sé e i suoi spostamenti al mercato sino alle amare pagine finali che ci narrano dell’esecuzione dell’amica Madalene.

Una narrazione ben modulata, avvincente e che raggiunge il suo apice di suspence nelle ultime pagine con le quali il lettore viene fornito di tutti i mezzi necessari per intravedere il finale del racconto.

Chi è l’autrice?

Elena Vesnaver è nata a Trieste nel 1964 e attualmente vive in provincia di Pordenone. E’ amante della letteratura noir e thriller e ha anche scritto un paio di libri per ragazzi (Le storie di Pozzo e Elide dov’è? Il mistero della bidella scomparsa). Nel 2006 ha pubblicato con la casa editrice Castalia la raccolta di racconti per ragazzi Strane storie d’amore e nel 2007 presso la Magnetica Edizioni ha pubblicato Sixta pixta rixa xista, una storia di stregoneria ambientata nel 1600. Vari suoi racconti sono presenti in antologie. Negli ultimi anni è stata impegnata anche in campo teatrale.

 a cura di Lorenzo Spurio

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