Le vicende processuali di Amanda Knox diventano un film (molto criticato)

Amanda Knox: Murder on Trial in Italy (2011)

Regia di Robert Dornhelm

Paese: Italia/Usa

Il 21 febbraio scorso è stato proiettato in prima visione sul canale americano Lifetime il film Amanda Knox: Murder on Trial in Italy, basato sull’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher che analizza principalmente la figura e il ruolo ricoperto da Amanda Knox, studentessa americana che con lei condivise la stessa casa nel centro di Perugia.

Il titolo nella versione italiana è stato tradotto con Via della Rosa sebbene a Perugia non esista una via con questo nome e il delitto avvenne in una casa in Via della Pergola. Non si sa ne quando e se il film verrà tradotto in italiano e se passerà nelle sale cinematografiche dato che sta riscuotendo pesanti critiche da più fronti: dall’amministrazione comunale e dai cittadini di Perugia che si sentono macchiati dell’infamia di Perugia come città dell’orrore e della depravazione, dagli avvocati della stessa Amanda Knox che, visto il trailer, hanno annunciato sanzioni legali contro chi lo ha prodotto ma soprattutto dal fatto che il film lede la decenza, il rispetto e la memoria della  povera Meredith Kercher.

Le autorità del capoluogo umbro, congiuntamente agli avvocati dei vari imputati, non hanno permesso di girare il film a Perugia. Le scene sono state girate nel complesso del Buon Pastore un complesso edilizio vicino Roma mentre le scene che riguardano la casa e le colline umbre sono state girate a Poggio Nativo,  in provincia di Rieti. Perugia compare solo per brevi fotogrammi (l’iniziale panoramica sulla città, un fotogramma della statua in bronzo di papa Giulio III dinanzi la cattedrale di San Lorenzo, via dell’Acquedotto, la fontana maggiore). Sono immagine istantanee che servono a veicolare l’idea che la storia contenuta nel film è ambientata a Perugia, proprio come avvenne secondo la cronaca.

Di Perugia non vengono invece raffigurati spazi molto importanti per la vicenda quale il Tribunale, piazza Grimana e Palazzo Gallenga-Stuart, sede dell’università per Stranieri di Perugia.

Il film passa in rassegna le varie vicende della studentessa americana Amanda Knox a partire dalla festa che a Seattle la famiglia fece in suo onore prima che la ragazza partisse per l’Italia, alla volta di Perugia per studiare all’interno del progetto Erasmus. La scena del ritrovamento del cadavere di Meredith Kercher apre il film e poi  la storia si sviluppa seguendo gli eventi successivi, gli interrogatori, ritornando a volte a riproporre flashback.

Il film sembra attenersi fedelmente alle vicende che la cronaca ci ha consegnato in tanti mesi d’indagini: il riconoscimento della corte come principali imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, l’accusa di omicidio di Amanda nei confronti del barista congolose Patrick Lumumba (decaduta e poi ritratta), la condanna del nigeriano Rudy Guede fino al processo conclusivo con la condanna carceraria pari 26 anni per Amanda Knox e 25 anni per Raffaele Sollecito.

Il film non propende per nessuna delle due parti ossia la colpevolezza o la non colpevolezza di Amanda anche se non manca di mostrare un certo ghigno di soddisfazione di Vincent Riotta che nel film ricopre il ruolo dell’avvocato Giuliano Mignini, difensore della vittima.

Il film si chiude con la condanna di primo grado di Amanda Knox e Raffaele Sollecito avvenuta il 4 dicembre 2009 ma, stando alla cronaca, i rispettivi avvocati non hanno accettato la sentenza della Corte d’Assise di Perugia e quindi è previsto un processo d’appello. La storia non è dunque finita. Rimane aperta, così come il mistero macabro legato alla morte di Meredith Kercher.

A memoria e rispetto della dignità umana, in questo caso violentemente sottratta alla vita, ci auguriamo che non ci sia un sequel del film e che si arrivi alla verità. Alla verità dei fatti. Non a quella cinematografica.

Trailer del film: http://tv.repubblica.it/copertina/usa-arriva-in-tv-il-film-su-amanda-knox/60955?video

LORENZO SPURIO

28-02-2011

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