Videogiochi- “Shadows of the Damned”, recensione di Jonathan Fileni

SHADOWS OF THE DAMNED
Disponibile per: Playstation 3, Xbox 360
Data di uscita Europea: 24 Giugno 2011
Sviluppatore: Grasshopper Manufacture/ Electronic Arts
 
“IGNORANTE. IMMATURO. ECCEZIONALE”
Recensione di JONATHAN FILENI
  

ShadowsOfTheDamnedRicordate “Le Iene”, uno dei film più celebri di Tarantino? Nella scena iniziale i protagonisti si trovano in un locale a  parlare del più e del meno, quando ad un tratto il dialogo cade sul contenuto di un brano di Madonna. Uno dei presenti asserisce che la canzone è “una metafora della fava grossa”. E in un certo senso è di questo che si parla in Shadows Of The Damned (non di Madonna, ma di equivoche “fave”). Non a caso il vostro compagno di viaggio è un teschio parlante di nome Johnson (in inglese suonerebbe come “pisellone”) e in molti scambi di battute tra lui e il personaggio da noi interpretato Garcia Hotspur, ci sono una miriade di doppi sensi a sfondo sessuale. Ma dopo “No More Heroes” (rilasciato per Wii nel 2008 e in seguito nel 2011 per ps3) sappiamo benissimo cosa aspettarci dal folle programmatore soprannominato “Suda 51”. Voglio dire, dopotutto nel gioco precedente eravamo chiamati a impersonare un aspirante serial killer… in SoTD, invece, dovremo attraversare l’inferno (letteralmente) per andare a salvare la donna del protagonista. Trama molto abusata, ma tant’ è…

Il gioco si sviluppa come uno action in terza persona, condito con opportuno movimento della telecamera al di sopra delle spalle quando dovrete prendere la mira per uccidere le (poco varie, in verità) ondate di demoni che il gioco vi scatenerà contro. Per fare ciò avrete a disposizione il vostro amico Johnson, un teschio fluttuante. Questo simpaticone dalla battuta sempre pronta (spesso inerente proprio alla sua condizione d’ esser solo un cranio), si trasforma all’ occorrenza in torcia e in quattro tipi d’arma da fuoco: pistola, carabina, mitra e lanciagranate. Tramite l’uccisione delle sopracitate orde infernali, si otterranno gemme che, opportunamente distribuite, contribuiranno a migliorare l’arsenale (velocità di ricarica, capienza dei caricatori eccetera). Ogni tanto poi capiterà che il livello venga invaso dall’oscurità (cosa piuttosto spiacevole in questo gioco, visto che tende a mangiarvi la pelle) e dovrete sparare un “proiettile di luce” contro una testa di capra che funge da lampione. Folle, vero? Eppure questo è uno degli aspetti più “usuali” dell’avventura. Spesso Garcia infrangerà “il quarto muro” rivolgendosi proprio al giocatore, e in altri frangenti verranno fatte battute sui programmatori del gioco e sulle meccaniche del gioco stesso. Interessanti anche le boss fight, con antagonisti veramente assurdi e che difficilmente scorderete. Il fatto poi che vengano presentati da brevi libricini trovati nel livello e commentati dal fido Johnson aggiunge un pizzico di personalità ad ognuno di loro. E che dire del livello che cita l’opera prima del regista Sam Raimi, “La Casa”? E della lumaca luminosa e dell’occhio svolazzante, ne vogliamo parlare? Ma ora basta,  non voglio rovinare tutte le sorprese che il titolo ha in serbo per voi. Se siete giocatori di vecchia data poi, troverete moltissimi rimandi ad altri famosi giochi del passato (uno di essi è proprio la schermata tra i livelli…).

Veniamo ora alle note dolenti, su tutte l’impossibilità di saltare le scene d’intermezzo e l’eccessiva lunghezza dei tempi di caricamento. Tuttavia anche l’assenza della selezione del livello, di una qualche ricompensa a fine gioco e di un “new game plus” non vertono certo a favore della longevità del titolo, che in questo caso si conferma un gioco veramente “vecchia scuola”. Assente anche l’online, ma in un gioco del genere non se ne sente certo la mancanza (anzi, forse è proprio un bene…).

Insomma, SoTD non è un gioco perfetto. Non ha una grafica meravigliosa, tantomeno una trama profonda o una longevità stellare. E’ solo smodatamente divertente, ha uno stile narrativo che non si prende sul serio e tante, tante citazioni, condite con un gameplay semplice ed efficace. Vi auguro di andarci all’inferno, ovviamente in compagnia di Garcia e Johnson. Sarà un viaggio da ricordare.

  

Voto: 7.5/10

 

Jonathan Fileni

 

8 Maggio 2013

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE IN FORMATO INTEGRALE O DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

 

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