Videogiochi- “Spirit Camera: Le memorie maledette”, recensione di Jonathan Fileni

SPIRIT CAMERA: LE MEMORIE MALEDETTE
Disponibile per: Nintendo 3DS
Data di uscita Europea: 29 Giugno 2012
Sviluppatore: Tecmo Koei/ Nintendo
 
“UNA DEMO UN PO’ COSTOSA”
di Jonathan Fileni

 

imagesCAY40LGVSpirit Camera è l’ultimo capitolo della saga intitolata “Project Zero” (“Fatal Frame” per i nostri amici nipponici), nata su Ps2 e Xbox nel 2002. Il gioco si poneva come un survival horror in terza persona dove, dotato solamente di una speciale macchina fotografica, il protagonista doveva farsi largo per i vari scenari (un misterioso villaggio, una casa fatiscente,..) per scoprirne i segreti ed esorcizzarne i fantasmi proprio grazie al potere della suddetta macchina. Ciò che brillava nella serie era sicuramente la storia (con moltissimi rimandi al folclore giapponese), il sonoro ben realizzato, la tensione derivante dall’andarsene in giro in un posto infestato “armati” solo di una macchina fotografica e, su tutti, l’originalità. E stavolta? Beh, l’originalità non manca di certo, in Spirit Camera. Ma è solo questo il motivo di plauso del gioco…

 

Il gioco sfrutta le applicazioni del Nintendo 3DS: la fotocamera, l’effetto 3D e la capacità della lente di riconoscere le cosiddette carte “realtà aumentata”. All’interno della confezione del gioco troverete, infatti, un libricino pieno di immagini tetre e confuse (avete mai visto la cassetta di “The Ring”? Ecco, tipo quelle immagini) che costituiscono la storia che andrete ad affrontare. Usando la console come una macchina fotografica, si dovranno ricercare le presenze maligne all’interno del libro. Inquadrandone le pagine, si potranno vedere proiezioni in 3D uscirne fuori. Potranno essere mani spettrali, maschere mostruose o veri e propri fantasmi, che andranno poi “esorcizzati” scattando loro delle foto grazie ai tasti dorsali.

La campagna principale si divide perciò in tre fasi: il dialogo con la persona che vi aiuta, la visualizzazione delle pagine del libro “maledetto” e i combattimenti con le entità, che hanno come sfondo la stanza in cui vi trovate. Gli avversari vi girano attorno e starà a voi stanarli e immortalarli prima che vi attacchino, usando la console a mo’ di fotocamera.

 

Nonostante tale interattività sembri una buona idea, è triste ammettere che sia un lavoro riuscito solo per metà. Il problema più grande riguarda l’illuminazione della stanza: se è scarsa, la lente non riuscirà a visualizzare le pagine del libro, il che rende indispensabile accendere le luci (notare il paradosso di dover illuminare per bene la stanza quando ci si vuol godere un gioco horror). Il secondo ostacolo riguarda il posizionamento perfetto della console sulle pagine, in quanto bisogna essere precisi nell’inclinazione, altrimenti non verrà visualizzato nulla. E’ molto frustrante in certi punti riguardarsi più volte una scena animata (anche se ben realizzata) solo perché vi siete mossi di pochi millimetri e la console non è più riuscita ad elaborare l’immagine. E ultimo, ma non meno importante, abbiamo la longevità del gioco, che non arriva neanche a tre ore. Poi ci sono gli extra, che seppur simpatici e ben fatti (trovare facce spettrali nelle foto da voi scattate, fotografare qualcuno con accanto un fantasma che sta per aggredirlo e stranezze simili), non riescono a giustificare l’acquisto della cartuccia a prezzo pieno. Sta a voi decidere se premiare o meno il coraggio mostrato da questo titolo/demo. Vi consiglio piuttosto di recuperare i primi due capitoli di Project Zero, dotati come già accennato di meccaniche differenti, ma di sicuro impatto visivo e narrativo nonostante gli anni trascorsi.

 Voto: 5/10

JONATHAN FILENI

Jesi, 1 Maggio 2013

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE IN FORMATO INTEGRALE O DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

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