Todo el mundo al suelo, al grito del coronel Tejero

Sul quotidiano La Repubblica di oggi 21 febbraio 2011 è presente un breve articolo titolato “Un pensionato stanco in metrò. Il golpista Tejero, 30 anni dopo” e mostra due foto del colonnello spagnolo Antonio Tejero Molina (n. 1932). La prima lo ritrae nel 1981 quando, alla guida di una schiera di militari della Guardia Civil, tentò il golpe al Congreso, la camera alta del parlamento spagnolo mentre la seconda lo ritrae, ormai anziano e stanco (come ricorda il titolo dell’articolo) seduto su un sedile della metropolitana madrilena.

Chi è il colonnello Tejero?  Per prima cosa va ricordato che nel 1975, con la morte del dittatore Francisco Franco, il governo dittatoriale fino a quel momento in carica non decadde completamente e la transizione democratica, che traghettò la Spagna alla democrazia, si mise in atto solo nel 1976 e fu considerata ultimata nel 1978 con la nuova costituzione.

Il tentativo di colpo di stato del colonnello Tejero, nel 1981, a soli tre anni dall’instaurazione della democrazia gelò il sangue agli spagnoli che non poterono far altro di pensare alla dittatura appena lasciatesi alle spalle. Il colpo di stato guidato dal colonnello Tejero avvenne il 23 febbraio 1981 e la storiografia è solito ricordarlo come 23-F. Alla guida di duecento esponenti della Guardia Civil assaltò il Parlamento nel momento del giuramento del presidente del governo Leopoldo Calvo Sotelo (1926-2008), minacciò la sala parlamentare con una pistola, sequestrò i deputati presenti in quel momento urlando «Todo el mundo al suelo!».

Il giovane sovrano Juan Carlos I (n. 1938) apparve in un video alla nazione mostrando fermezza e risolutezza; il giorno successivo il colonnello Tejero si arrese e il golpe fu dichiarato fallito. Tejero venne arrestato e processato. Ha scontato la sua pena carceraria rimanendo detenuto sino al 1996.

Sulla vicenda del colpo di stato è stato girato un film 23-F, la película (regia di Chema de la Peña, paese: Spagna, 2011)  nella forma del thriller politico.  Il regista in un’intervista ha detto «Esiste un pubblico che visse direttamente quell’evento e lo ricorda e un pubblico ‘vergine’ e per esso sarà un film informativo di carattere documentario. […] Ci siamo attenuti alla storia reale ma allo stesso tempo abbiamo fato una forma alla storia affinché risultasse interessante per lo spettatore, la forma del thriller politico che faccia sì che il pubblico rimanga incollato alla poltrona.»[1]

Il film uscirà nelle sale spagnole il 23 febbraio 2011 in occasione del 30esimo anniversario del golpe del colonnello Tejero avvenuto il 23 febbraio 1981. Il film ritrae l’assalto al parlamento da parte dei militari, l’assedio del Congreso, la minaccia di Tejero e, congiuntamente, l’impegno del giovane re Juan Carlos I, fino alla rinuncia di Tejero e al fallimento del golpe. Tutto questo mentre l’intera nazione era collegata alla radio e alla tv per seguire gli sviluppi della vicenda, paventando il pericolo di una nuova dittatura.

Trail del film: 

La prima delle due foto che l’articolo di Elisabetta Rosaspina apparso oggi su La Repubblica propone è la foto storica del 1981, del momento del golpe. La foto che compare nei libri di storia e quella con la quale viene subito associato il colonnello Tejero. Nella seconda vediamo un uomo stanco e anziano, forse malato. Resta difficile pensare come un uomo che avrebbe potuto rovinare una nazione da poco ottenuta la democrazia, fomentare una guerra civile e instaurare una dittatura militare, oggi se ne vada tranquillo per la capitale, usufruendo della metropolitana, elemento di modernità e progresso possibile grazie al benessere spagnolo riacquisito dopo una lunga e sanguinaria dittatura. W la democrazia. W la Spagna.

 

LORENZO SPURIO

21-02-2011


[1] «Hay un público que vivió todo aquello y lo tiene en el recuerdo y otro público más ‘virgen’ que para ellos será una película informativo. […]  Nos atenemos a los acontecimientos pero también está el reto de darle una forma a la historia para que sea atractiva para el espectador, una estructura de thriller político que mantenga al público pegado a la butaca.», in Cristina San José, “El 23-F reúne todos los ingredientes para crear un buen thriller político”, El Mundo, 21 de Febrero de 2011.

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