La caduta, gli ultimi giorni di Hitler (2004)

La Caduta. Gli ultimi giorni di Hitler (2004)

Titolo originale: Der Untergang

Regia di Oliver Hirschbiegel

Paese: Germania

Il film affronta l’assedio dei russi a Berlino e gli ultimi momenti della vita di Hitler, prima di suicidarsi assieme a Eva Braun nel suo bunker berlinese. Le vicende messe in scena sono basate sul testo Inside Hitler’s Bunker: The Last Days of the Third Reich scritto dallo storiografo Joachim Fest (1926-2006).

Siamo nel 1945. Il film inizia con il racconto di una donna anziana, Traudl Junge, che fu la segretaria di Hitler, benché non fosse fervente nazionalsocialista.  Traudl ripercorre a ritroso il suo arrivo a Berlino, la sua assunzione come collaboratrice di Hitler e il suo lavoro da segretaria nel bunker berlinese.

Berlino è attaccata dai russi che utilizzano l’artiglieria e bersagliano la porta di Brandeburgo e il Reichstag; i russi sono a soli dodici km di distanza dalla capitale.

Il Führer è malato, viene spesso inquadrata la sua mano che trema, forse per il morbo di Parkinson o più probabilmente per la sua schizofrenia e follia senile.

Alcuni gerarchi nazisti consigliano al Führer di lasciare Berlino, solo così potrebbe salvarsi ma Hitler si rifiuta. La caduta di Berlino è un episodio d’imminente accadimento. Anche Traudl glie lo consiglia. Il Führer è deciso: o rovescerà la scena o soccomberà, ma rigorosamente a Berlino.

Tra i vari gerarchi nazisti ci sono posizioni diverse, c’è chi vorrebbe che il Führer riparasse in un’altra città, chi ormai è certo che la guerra la Germania l’abbia persa, chi, al pari di Hitler, vuole portare avanti le azioni militari per la difesa di Berlino e per vincere la guerra.

Eva Braun, la compagna del Führer, è presentata sempre con il sorriso stampato in bocca, con i capelli ben sistemati e vestita in maniera raffinata.

Nel film organizza una serata di ballo nel bunker. La musica, la danza e l’aria di festa contrastano in maniera stridente con il clima di morte e di guerra diffuso in Germania e in tutta Europa. La compresenza di felicità e tristezza, di vita e morte è ben tratteggiata nel film: la musica e l’elettricità sono brevemente interrotte a causa dei bombardamenti e gli scoppi d’artiglieria.

Le complicazioni, gli insuccessi militari, l’assedio dei russi si sommano alle farneticazioni e alla malattia degenerante del Führer. Il Führer spera nell’operazione Steiner, ma i gerarchi gli fanno capire che Steiner non ha un contingente sufficiente per condurre un’azione militare di successo.  A questo punto anche Hitler ha capito che la guerra è perduta ma non intende lasciare Berlino.

Hitler ha predisposto un aereo per mettere in salvo Traudl e altre donne che lo hanno servito nel bunker ma queste rifiutano di andarsene, vogliono continuare a rimare con il Führer.

La situazione degenera in poco tempo e Berlino è sottoposta a bombardamenti e scoppi; gli ospedali abbondano di feriti gravi ai quali vengono amputati arti, mentre fuori la battaglia infuoca le strade.

Hitler comincia a pensare all’idea di suicidarsi con delle pasticche. Eva scrive una lettera alla sorella prima di suicidarsi nella quale le dice che alla morte lei erediterà i suoi beni.  In una delle ultime scene Hitler si fa scrivere dalla segretaria il suo testamento politico, che è un messaggio di profondo odio nei confronti della comunità giudaica.

Il Führer ed Eva Braun prima di suicidarsi decidono di sposarsi nel bunker. Intanto i russi stanno accerchiando Berlino e restringendo la loro presa. Il Führer rifiuta la capitolazione. Hitler chiede che una volta morto il suo corpo venga bruciato e scompaia dalla circolazione, non vuole che sia esposto al pubblico ludibrio ne imbalsamato per un museo.

E’ curiosa la scena in cui Eva si mette il rossetto allo specchio prima di andarsi a suicidare assieme a suo marito. Il Führer prende commiato dalla segretaria e dalle altre donne che lo avevano sempre servito poi assieme a Eva si chiude in una delle stanze del bunker, entrambi prendono delle pasticche (anche se questa scena non viene mostrata nel film) e il Führer si spara alle tempie (sul film si sente solo il suono dello sparo). Il Führer muore. I corpi del Führer e di sua moglie vengono bruciati, così come lui aveva richiesto.

Alcuni gerarchi vorrebbero firmare la capitolazione ma Joseph Goebbels, ministro e nuovo cancelliere del partito (a partire dalla morte del Führer) si rifiuta. Ormai la sorte di tutti è segnata. I vari gerarchi si suicidano, avvelenandosi o sparandosi. La signora Goebbels fa preparare una soluzione che fa bere a tutti i suoi figli dicendo che è una medicina, si tratta di una sostanza soporifera. Una volta addormentati inserisce a ciascuno una pasticca velenosa in bocca e muoiono all’istante. Il cancelliere fa dettare il suo testamento spirituale alla segretaria del Führer.

Il cancelliere Goebbels spara a sua moglie e poi si toglie la vita. I corpi vengono bruciati. Gli alti vertici del nazismo si sono autoeliminati.

I russi accerchiano il quartier generale dei nazisti. L’ex segretaria Traudl tenta di fuggire nelle file russe. I nazisti le consigliano di provare, magari i russi salveranno una povera donna.

Quando i russi accettano la resa, altri gerarchi nazisti si suicidano. Non possono sopportare di essere sopravvissuti al Führer e non intendono consegnarsi nelle mani dei russi.

L’ex segretaria del Führer riesce a salvarsi e sarà proprio lei, una volta anziana, a raccontare la storia.  Verso la fine del film il regista ci fornisce una breve scheda dei gerarchi nazisti: il loro suicidio o la loro pena al processo di Norimberga. Alla fine Traudl, anziana, racconta di aver scoperto solo dopo che il regime aveva ucciso più di sei milioni di persone ma il suo ruolo di segretaria del Führer non c’entrava in nessun modo con quelle morti. Non venne condannata in quanto per il suo ruolo di “collaboratore giovanile” non le venivano riconosciute colpe.

LORENZO SPURIO

23-02-2011

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