Intervista a Gioia Lomasti

Intervista a Gioia Lomasti

Autrice di Dolce al soffio di De André


a cura di Lorenzo Spurio

LS: Come dobbiamo interpretare il titolo che hai scelto per la tua opera?

GL: L’Opera Dolce al Soffio di De Andrè è un accorato omaggio al “cantautorpoeta” Fabrizio De Andrè. Ne ho riscritto i brani di Ostinata e Contraria con emozione reinterpretandole in poesia e carpendo l’essenza all’ascolto di un Viaggio rendendolo mio.

LS: Un autore negherà quasi sempre che quanto ha riportato nel suo testo ha un riferimento diretto alla sua esistenza ma, in realtà, la verità è l’opposto. C’è sempre molto di autobiografico in un testo ma, al di la di ciò, il recensionista non deve soffermarsi troppo su un’analisi di questo tipo perché risulterebbe per finire fuorviante e semplicistica. Quanto c’è di autobiografico nel tuo libro?

GL: Nei miei testi c’e’ tanto di me, c’e’ il mio mondo che si riflette e si confronta con le immagini e le parole di un uomo, che più di ogni altra persona, forse fatta eccezione per i miei cari, ha cesellato la mia poetica.

LS: Sei dell’idea che la letteratura sia un modo semplice ed efficace per raccontare storie degli altri e storie di sé stessi?

GL: E’ vero, la letteratura in generale si e’ sempre prefissata questo scopo e cioè di trasmettere i propri stati emotivi, ma prediligo la poesia in quanto e’ quel ramo della letteratura che maggiormente riesce in questo arduo compito anche perché a differenza della narrativa e’ ermetica e chiusa in se stessa come fondamentalmente lo e’ l’anima umana.

LS: Quali sono i tuoi autori preferiti?

GL: Tutti coloro che mi fanno respirare emozione me compresa.

LS: Quali sono le tendenze, le correnti italiane e straniere e i generi letterari che più ti affascinano? Perché?

GL: I generi letterari che più mi affascinano sono la poesia specialmente di autori emergenti, in quanto io stessa mi ritengo tale, c’è gente che merita menzione e che spesso resta in ombra, l’ arte poetica per quanto definita argomento di nicchia la possiamo trovare nelle canzoni e resta quel respiro di espressione che amo maggiormente, non seguo le tendenze ma do valore ad un genere che a parer mio lascia un segno tangibile ai cuori di chi sa ascoltarne la sua essenza.

LS: So che rispondere a questa domanda sarà molto difficile. Qual è il libro che di più ami in assoluto? Perché? Quali sono gli aspetti che ti affascinano?

GL: Passaggio. E’ il primo libro che ho scritto, un frammento di me e dedica d’amore in ricordo dei miei nonni. Parte della mia vita avvolta ad un cuore di carta chiamato poesia.

LS: Quali autori hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile? Quali autori ami di più?

GL: La mia poetica non e’ costruita sullo stile di qualcuno o qualcosa ma su una forza che e’ parte di me, o comunque mi accompagna sin dalla giovane età e che porta il mio nome, gli autori che amo di più sono gli amici che con me hanno portato avanti le loro pubblicazioni.

LS: Collabori o hai collaborato con qualche persona nel processo di scrittura?

GL: Il mio riaffiorare dopo un periodo di stasi di molti anni, pregiudicando l’assenza dell’ascolto e della mia percezione interiore, è riemerso con  3 pubblicazioni. Fu allora che grazie ai miei sogni conobbi persone d’oro che diedero slancio alle mie idee con il piacere di coordinare collane di varie entità editoriali, nate in pochi anni e cresciute grazie al supporto degli stessi, ma soprattutto alla grande vitalità degli autori, gli uni a rispetto degli altri, collocandomi sempre come autrice quale io sono per i contesti che ci accomunano.

LS: Che cosa ne pensi delle scritture a quattro mani?

GL: Un gioco complicato che può anche avere lati positivi e testi davvero meravigliosi, ma resto sul singolo autore che non costruisce, ma percepisce e imprime su carta le proprie emozioni.

LS: A che tipo di lettori credi sia principalmente adatta la tua opera?

GL: Sicuramente agli amanti di Fabrizio, ma penso sia alla portata di tutti, anche chi solitamente non legge poesia.

LS: Cosa pensi dell’odierno universo dell’editoria italiana?

GL: A parer mio un contratto  editoriale deve soprattutto dare promozione e distribuzione, anche se nel novanta percento dei casi resta premessa e non la promessa di ciò che l’autore si reputa. Comunque la maggior parte degli scrittori non considerano che un contratto di edizione non e’ fonte di promozione, ma sarebbe buona norma farlo. La distribuzione e’ sicuramente una buona manna per la promozione dell’autore. Anche presentazioni curate e realizzate dagli editori  in strutture come librerie, quantificano la promozione. Stampare poche copie non da modo ne di distribuire, ne di supportare l’autore. Molto spesso gli stessi scrittori nemmeno sanno chi distribuisce, ne se realmente sono distribuiti, e ne tantomeno indirizzare acquirenti agli acquisti perché quel libro non lo reperiranno mai, questa e’ la cosa più triste che molte volte non dipende neanche dagli editori ma dal libraio che consente di proporre certi articoli più che altri in quanto poco reperibili se non addirittura sconosciuti. Accade spesso, che per il supporto non sempre fornito, l’autore è costretto ad agire da solo con tutti i pro e contro del caso. Molto spesso l’autore e’ lasciato a se stesso, con la realtà di sentirsi preso in giro. L’editore altresì deve muoversi per troppi autori, e questo non semplifica il suo compito.

LS: Come ti sei trovato/a con la casa editrice che ha pubblicato il tuo lavoro?

GL: Con un sogno in più nel cuore. Ciò che penso e’ che il lavoro va fatto assieme all’editore trovando un punto d’incontro che possa dare sia agli uni che agli altri manforte nella stesura di un lavoro conciliante. Abbastanza bene quindi, premettendo sempre che forse un folto pubblico di lettori predilige la lettura di un romanzo che e’ sicuramente più interpretabile rispetto alla poetica che molto spesso è maschera di noi stessi ed artefice di viaggi emozionali solo per coloro che sanno realmente interpretarne l’ascolto. Limitandomi a questo non ho alcuna pretesa in merito al mio manoscritto se non quella di proseguire in ciò che mi sono prefissata e cioè in una raccolta fondi a scopo benefico, che già e’ stata assolta con i ricavati precedentemente raccolti nell’anno 2010.

LS: Pensi che i premi, concorsi letterari e corsi di scrittura creativa siano importanti per la formazione dello scrittore contemporaneo?

GL: Sicuramente per i concorsi e’ un canale in più di promozione per l’autore che emerge, ma da valutare sempre molto bene almeno per quanto riguarda me e i miei autori, ho anche partecipato a corsi di scrittura creativa, direi interessanti ma non essenziali.

LS: Quanto è importante il rapporto e il confronto con gli altri autori?

GL: Fondamentale.

LS: Il processo di scrittura, oltre a inglobare, quasi inconsciamente, motivi autobiografici, si configura come la ripresa di temi e tecniche già utilizzate precedentemente da altri scrittori. C’è spesso, dietro certe scene o certe immagini che vengono evocate, riferimenti alla letteratura colta quasi da far pensare che l’autore abbia impiegato il pastiche riprendendo una materia nota e celebre, rivisitandola, adattandola e riscrivendola secondo la propria prospettiva e i propri intendimenti. Che cosa ne pensi di questa componente intertestuale caratteristica del testo letterario?

GL: Poiché noi tutti siamo immersi nell’universo e recepiamo il “TUTTO” dal “TUTTO”, accade anche che chi scrive lo fa avendo alle spalle un bagaglio culturale e di sensibilità…il processo di scrittura può essere inteso in senso involutivo ed evolutivo. Involutivo perché ripercorre i vissuti le emozioni, i sentimenti, la poetica tutta dello scrittore che se ne serve, riproponendo tematiche del passato ma pur sempre attuali. Evolutivo perché anticipa avvenimenti e situazioni future una proiezione insomma dei contenuti emotivi e cognitivi dello scrittore stesso una elaborazione di tematiche antiche alla luce del nuovo
è l’occhio umano che dopo aver visto ritrova e rielabora probabilmente tra il primo momento ed il secondo non ci sarà mai un interruzione.

LS: Hai in cantiere nuovi lavori e progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

GL: In meno di tre anni sono riuscita assieme ai miei collaboratori a dar vita a trentacinque opere come direttore di collana con grandi apprezzamenti da parte dei nostri lettori, dalla rassegna stampa e da presenze di un certo calibro. Con lo staff Vetrina delle emozioni portiamo avanti questo impegno con supporto giornalistico e di promozione, ed anche attraverso il sito poesiaevita.com (dove è possibile trovare le pubblicazioni al seguente indirizzo http://www.poesiaevita.com/poesiaevita.php) che ormai da tempo è un luogo di incontro e di collaborazione con tutti gli autori, non solo della collana stessa, permettendo di visualizzare tutte le informazioni: la rassegna stampa dedicata agli autori, affiliazione a portali di scrittura e musica, anche per il progetto Almax nella sezione cantapoeti e cantartisti (www.progettoalmax.it), ed un laboratorio creativo ideato e curato da me come volontaria su Radio Sonora web in Poesia e Vita con la sezione Una Goccia Di Splendore implementata nelle puntate e dedicata a  Fabrizio De Andrè (http://www.poesiaevita.com/radio_sonora.php) in virtù di una sintonia fra arte, musica e parole che ci accomuna e di grande interesse ed ascolto non solo ad un pubblico mirato in quanto è varia e da modo a tutti gli autori e cantautori che vogliono prenderne parte di avere visibilità anche tramite questo spazio. Per il futuro e’ sicuramente mia premura portare avanti ciò che poi si sta’ facendo tutt’ora, darci manforte gli uni a riguardo degli altri, grazie alla visibilità comune, partiranno sezioni e diverse collaborazioni editoriali, giornalistiche e portali web autogestiti per arte e scrittura. E’ forse abbastanza semplice creare gruppi nei quali di tanto in tanto ci si affaccia per dire ci siamo, ma più difficile sicuramente esserci sempre, questa sono io nel possibile e i ragazzi che con me collaborano, quella goccia di splendore difficile da trovare, ma noi <<Ci siamo>>.

 Ti ringrazio per avermi concesso questa intervista che verrà pubblicata sul mio spazio blog, Blogletteratura e Cultura, sulle riviste on-line Parliamone, Segreti di Pulcinella e Euterpe con tempi e modalità che le verranno in seguito fornite.

A CURA DI Lorenzo Spurio

E’ SEVERAMENTE VIETATA LA PUBBLICAZIONE E LA DIFFUSIONE DI STRALCI O DELL’INTERA INTERVISTA SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE. 

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