Videogiochi- “Resistance: Burning Skies”, recensione di Jonathan Fileni

RESISTANCE: BURNING SKIES
 
Disponibile per: Ps Vita
Data di uscita europea: 30 Maggio 2012
Sviluppatore: Nihilistic/ SCEA
 
“LA SENSAZIONE DI BRUCIORE C’E’…”
DI JONATHAN FILENI

resistance burning skies-CoverBurning Skies è l’ultimo capitolo della saga di Resistance, un FPS che conta di 3 episodi usciti su Ps3 e di un altro episodio uscito su Psp. Il gioco narra una sorta di Seconda Guerra Mondiale “alternativa”, dove delle creature mostruose chiamate “Chimera” tentano di invadere l’ Europa e in seguito la Gran Bretagna. Questi mostri sono in grado di infettare gli esseri umani e di trasformarli in loro simili. Ovviamente c’ è molto più di questo, ma non voglio rovinare la trama a nessuno. In questo capitolo assisteremo all’ invasione dei Chimera in America e, nei panni del pompiere Tom Riley, sarà nostra premura non solo cercare di impallinare quanti più mostri possibile, ma anche cercare nel frattempo di ritrovare la nostra famiglia, dalla quale saremo separati all’ inizio del gioco.

A facilitare il compito avremo non solo la nostra fidata ascia, strumento imprescindibile di ogni buon vigile del fuoco, ma anche le armi sottratte ai mostruosi invasori: lanciarazzi, balestre, fucili da cecchino, un mitra che riesce a penetrare i muri e altre ancora, per un totale di otto. Ognuna di queste poi è dotata di una modalità di “fuoco secondario”, come i dardi incendiari per la balestra, la facoltà di creare uno scudo, proiettili traccianti e altri interessanti poteri, tutti attivabili sfruttando il touch screen della console. Negli scenari di gioco (il Washington Bridge, un campo profughi, una fabbrica in fiamme, ecc.) potremo trovare dei cubi che servono come potenziamenti delle armi. Ogni arma vanta di sei possibili migliorie, tuttavia se ne potranno applicare solo un massimo di due, ad esempio allo scopo di potenziare la velocità di ricarica o la capienza dei caricatori.

Gli aspetti simpatici del gioco sono la possibilità di “mettersi al riparo” dai proiettili in maniera efficiente grazie a un sistema di copertura ben realizzato (cosa piuttosto rara in un FPS) e  l’ utilizzo del touch screen, sfruttato non solo per le armi, ma anche per il lancio di granate e per l’ interazione con lo scenario. Peccato che queste buone idee non riescano a migliorare un prodotto che soffre di una longevità bassissima (difficilmente impiegherete più di cinque ore per finirlo), di qualche bug di troppo come personaggi che scompaiono durante una cutscene, di controlli a volte imprecisi e di una grafica veramente sottotono. Sì, nei sei livelli è possibile trovare dei documenti che approfondiscono un po’ la trama (comunque abbastanza piatta), ma dubito che avrete voglia di affrontare nuovamente il gioco una volta terminato, nonostante  i quattro livelli di difficoltà. Forse avrete voglia di tuffarvi nel multiplayer, ma anche lì oltre a Deathmatch (tutti contro tutti o a squadre) e Sopravvivenza (si parte come umani, chi muore diventa un Chimera e deve uccidere gli ex compagni) non troverete molte ragioni che vi terranno motivati a continuare.

Prendete questo gioco per quello che è, un “antipasto” da spizzicare in vista di altri promettenti FPS, e cercate di non pretendere troppo da esso. E, se potete, cercate di non pagarlo a prezzo pieno.

Voto: 5/10

JONATHAN FILENI

Jesi, 24 Aprile 2012

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