“L’ombra dell’anima” di Sandra Carresi, recensione a cura di Lorenzo Spurio

L’ombra dell’anima

di Sandra Carresi

con prefazione di Katia Petrassi

Editrice Urso, Avola, 2012

ISBN: 9788896071632

Prezzo: 9,50 Euro

 

Recensione a cura di Lorenzo Spurio

 

 Chissà quando questo fiume

bacerà il mare,

con quanta nostalgia

ricorderà la salita.

(Da “Eppur è amore, p. 10-11)

Dopo “Dalla vetrata incantata” (Lulu Edizioni, 2011) Sandra Carresi torna con una nuova silloge di poesie, introdotta da Katia Petrassi, redattrice del sito “Racconti Oltre”, ideato da Luca Coletta e sul quale Sandra Carresi pubblica ogni settimana poesie e racconti brevi.

La prima impressione che si ha approssimandosi a leggere questo libro, complice la copertina – che, però, non è stata scelta dall’autrice- è che il contenuto sia principalmente volto all’analisi della componente emotiva e psicologica della poetessa, specchio della donna contemporanea. L’anima, come esplica il titolo, ha un’ombra, una zona liminare, di confine, difficile da individuare. Una sorta di alone onnipresente che funge da involucro e che la protegge ma che è allo stesso tempo un ulteriore riflesso della complessità umana di sentimenti, sensazioni, ricordi. E’ con questa prospettiva che ho iniziato la lettura di questo libro – fino per la quantità di pagine ma enorme per la stupefacente capacità di Sandra Carresi di mettere nero su bianco il vissuto.

La silloge si apre con una poesia brevissima dal titolo “Non vengo a trovarti” nella quale la poetessa si lascia andare a un ricordo particolarmente vivido in cui l’uso del condizionale ci fa intendere che qualcosa non è andato come avrebbe voluto. L’impossibilità della poetessa di “ritrovare” la persona è forse dovuta a un episodio amaro che nel frattempo è accaduto di cui Sandra Carresi non parla ma che non abbiamo difficoltà a capire.

Sono numerose le poesie qui raccolte che celebrano la natura, sia essa vegetale che animale, fiorente quasi a voler sottolineare come in un mondo frenetico preso dalle logiche del mercato e dominato da individualismi e comportamenti utilitaristici, la natura rappresenta ancora quel mondo felice, incontaminato nel quale poter immergersi per riscoprire la tranquillità. La natura va dunque osservata, interpellata ed è necessario intrattenere con essa un dialogo costante come, appunto, la poetessa fa nelle liriche “Il Tiglio” o in “Poiana” in cui la vista di un veloce rapace che vola, volteggia e poi fugge, ricorda alla poetessa il tempo vitale che sfugge e che termina con la morte.

Come avevo avuto modo di osservare nella prefazione a “Dalla vetrata incantata”, la poetessa è una attenta descrittrice della natura e in maniera particolare nel suo continuo riferirsi o richiamare la primavera si evidenzia l’importanza dei cicli di rinascita, del fiorire di una nuova realtà, del riappropriarsi di una vita dopo un momento difficile o di calma apparente. La natura, i cicli stagionali, l’acqua, le stelle, l’attenzione per le varie tinte, mi consentono di affermare che la poesia di Sandra Carresi è di stampo modernista, suggestionata appunto dalla grande ricchezza naturale ma lo è anche nel contenuto stesso delle liriche. Ciò che ne fuoriesce è un fine encomio nei confronti della Madre Terra, intesa come divinità primordiale e in tutte le sue manifestazioni “pratiche”: la Natura, appunto, ma anche la Donna, il suo sentire, la sua femminilità, il senso di maternità, il legame alla terra. E questi due aspetti si fondono in una lirica, “Il Passo” dove scopriamo un sentimento panico di identificazione della donna con la natura: “E Io…,/ che sono/ donna, farfalla,/ pantera e sirena” (p. 46).

Dalle pagine di questo libro traspaiono anche momenti forti e difficili che la poetessa ha dovuto affrontare durante la sua vita: “mi sono alzata a fatica/ ero ferita” (p.12) scrive in “I giganti”. Sono state prove della vita, decisioni di un destino beffardo, infide casualità che di certo hanno fatto di lei una donna più matura, saggia, consapevole. Sono “giganti” che appartengono al passato, perché vinti, ma come osserva “Io, non dico mai sconfitti/ potrebbero ritornare” (p.12).

Numerosi e interessanti i riferimenti e gli omaggi ai familiari della poetessa, come al coniuge in “Sto con il re del mondo” o al figlio in “Un laboratorio di idee”, metafora di uno spazio un po’ caotico dominato da matite e libri eco-design che un po’ infastidiscono la poetessa, non tanto per il loro disordine, ma perché occupano i pensieri e la vita di suo figlio, quasi a sentire una velata gelosia: “Forse,/ loro ne sanno/ più di me/ sui tuoi sogni,/ e questo disturba/ la mente e/ mortifica il mio cuore” (p. 15). La figura del figlio ritorna in un’altra lirica, una delle più belle dell’intera silloge, in cui il ragazzo veste i panni del “Re di quadri”, un amante dell’arte, ricco di idee e progetti, un poco disordinato ma amorevole per il suo atteggiamento con la madre.

La poetessa ferma il tempo prendendo degli attimi e trasponendoli sulla carta: “Prima che/ la sera tolga/ la luce a questa/ gelida giornata,/ voglio fotografare con/ gli occhi della mente,/ questo momento di vita” (p. 40). Li seleziona, li cristallizza, quasi per renderli eterni come in “Questa notte”, una lirica densa di tonalità che si allineano e uniscono con i suoi sentimenti fino ad osservare “Questa notte/ è intraprendente./Il suo scuro/ e vellutato mantello,/ questa notte/ avvolge/ anche me” (p. 22-23).

Interessante la riflessione che Sandra Carresi fa in “Le parole”: le parole scritte e le parole pronunciate – anche se sono le stesse- non hanno uguale significato. L’apporto gestuale, mimico, espressivo, sono decisivi nella comunicazione di un messaggio. Difficile stabilire dallo scritto il tenore di una comunicazione mentre dal parlato, dalla vicinanza con l’interlocutore, siamo in grado di individuarne il messaggio: “la lama o il bacio” (p. 34).

Chi è l’autrice?

Sandra Carresi è nata a Firenze. Ha lavorato all’ARCI di Firenze fino al 2011, anno in cui è andata in pensione. Molte delle sue poesie e racconti sono state pubblicate sul sito letterario Racconti Oltre e sul suo blog personale. Ha pubblicato varie raccolte di poesia: “L’ombra dell’anima” (Editrice Urso, Avola, 2012), “Dalla vetrata incantata” (Lulu Edizioni, 2011), “Una donna in autunno” (Ilmiolibro, 2010) e alcune raccolte di racconti: “Ritorno ad Ancona e altre storie”, scritto assieme a Lorenzo Spurio (Lettere Animate Editore, Martina Franca, 2012), “Non mi abbraccio, mi strizzo” (Ilmiolibro, 2009), “Battiti d’ali nel mondo delle favole”, scritto assieme a Michele Desiderato (Il miolibro, 2008).

a cura di Lorenzo Spurio

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O RIPRODURRE LA RECENSIONE INTEGRALMENTE O IN FORMATO DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

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Pubblicato il 15/06/2012, in Recensioni librarie con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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