Andrea Schiavone esce con “Pat Spananza”

Titolo: Pat Spananza

Autore: Andrea Schiavone

Formato: E-book

Pagine: 28

Genere: noir/umoristico

Editore: Nero Press, 2014

Prezzo: 0,99

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Sinossi: Pat Spananza è un criminale della peggior specie, nel suo curriculum non mancano nefandezze di ogni tipo. Tra queste, ciò che più giova alla sua pessima reputazione è di certo la carriera da assassino professionista. Nulla sembra intaccare il gelo della sua anima, fin quando non gli viene assegnata una missione diversa dal solito: recuperare un oggetto rubato. Scoprire l’identità del ladro sconvolgerà la sua perfetta esistenza. Un noir irriverente da “bere” come fosse un cocktail da buttare giù tutto d’un fiato.

  

CHI E’ L’AUTORE

Andrea Schiavone nasce nel 1989 a Torre Annunziata, ma cresce tra Nocera Inferiore e San Marzano sul Sarno. Si trasferisce a Roma dove consegue la laurea triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo presso “La Sapienza” con una tesi sul cinema noir e poi a Milano per la magistrale in Televisione, Cinema e New Media presso l’Università IULM. Appassionato di cinema e letteratura e amante della scrittura, collabora parallelamente agli studi con numerose testate giornalistiche online e blog in qualità di redattore e critico, tra cui http://www.indie-eye.it, http://www.letteraturahorror.it,www.fantasyplanet.it, http://www.latelanera.com, thrillerpages.blogspot.it http://www.horror.it. Tra i suoi racconti: Affetti e affettati incluso nell’antologia La Serra Trema edito Dunwich Edizioni, Er Cane per l’antologia Per le strade di Roma edito Ensemble Edizioni, Kangor per GDS, Acqua Naiade per la Wizards&Blackholes, L’Oasi per l’antologia Esecranda 2014 e Africa per L’Universo di Lovecraft, entrambe edite dall’associazione culturale Esescifi. Con la poesia L’altra morale è tra i finalisti dell’Interiora Horror Fest. Attualmente lavora come autore e editor per How2 Edizioni.

 

ALCUNI ESTRATTI DAL LIBRO 

Pat Spananza era quel che si dice un predestinato. Le sventure che colpirono la sua famiglia, quando ancora il piccolo reietto non era conscio delle brutture della vita, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il tormentato infelice era oggetto dello sfavore del fato meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice un discriminato. La sua appartenenza etnica, caratterizzata da marcati tratti fisiognomici tipici delle popolazioni dell’est Europa, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il povero diavolo era oggetto dei soprusi razzisti meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice un ipocrita. Il suo costante sfruttamento della benevolenza altrui, legittimata dalla sua meschina sorte in tenera età, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’impudente sfruttatore era oggetto dell’irritato dissenso meno di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un tipo poco raccomandabile. Il ricco arsenale di armi da fuoco di cui disponeva, e che gelosamente custodiva nel suo alloggio di periferia, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il reprobo scellerato era oggetto delle malelingue popolari più di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un pederasta. La sua rinomata passione per l’organo sessuale maschile, con spiccata predilezione per quelli contraddistinti da una ragguardevole circonferenza, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, l’emarginato invertito ero oggetto dei pregiudizi più di quanto meritasse.

Pat Spananza era quel che si dice un pedofilo. Le sue tre condanne per abusi su minori, scontate in quindici anni nel carcere di Rebibbia, contribuirono a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il viscido pervertito era oggetto del disprezzo altrui meno di quanto si pensasse.

Pat Spananza era quel che si dice uno zoppo. Il suo passo claudicante, esigente di un supporto ulteriore per favorire un più agile movimento, contribuiva a rafforzare questo pregiudizio. Ma tutto sommato, il vacillante storpio era oggetto dei pietismi della gente più di quanto meritasse.

 

***

 

 

Lo spino da cui Duzy succhiava il fumo con avidità era davvero enorme, come enorme era il suo culone e la poltrona che aveva l’arduo compito di sostenerlo. Un soggetto ipertrofico da ogni punto di vista, insomma.

Da un sudicio secchio ai suoi piedi il buon Duzy attingeva il consueto pasto grasso. La mano sinistra affondava a mo’ di gru e riemergeva carica di patatine fritte che finivano a forza a manciate in una cloaca buia aperta sull’abisso, o più banalmente, nella sua bocca. E così, tra un tiro di spino, una manciata di patatine, un sorso di birra e una scoreggia, l’abietto omone polacco passava le giornate nell’attesa del segnale telefonico che lo avrebbe richiamato alla mobilità. «Tre squilli», gli aveva detto Rospo. «ar terzo squillo arzi er culo da’ poltrona e te precipiti ner luogo concordato co’ sto pacco; nun l’aprirai, nun chiederai, nun t’impiccerai der contenuto. Te limiterai semplicemente a consegnallo a’ persona che t’ho descritto. E fatte en bagno, cazzo, puzzi peggio der culo d’en barbone». 

 

***

 

Duzy richiuse il pesante pannello alle sue spalle. Di Rospo non si vedeva traccia. Chillu merdaiuolo gli aveva fatto fare una corsa inutile. Stremato e affamato si tuffò su un cumulo di sbrindellati sacchi di juta, tirò fuori dalla tasca un fazzoletto di stoffa formato lenzuolo e prese a tamponarsi la nuca e la fronte zuppe di sudore.

Dei pesanti passi risuonarono dietro il pannello. Duzy smise di asciugarsi e tese l’orecchio: «Rospariello sì tu?». Nessuna risposta. «Ohè! Chi cazz’è loc for?», urlò nervoso.

«E statte zitto, che te urli a rimbambito, so’ io!». Rospo scivolò dentro richiudendo velocemente la porta.

«Mallanemaechitestramuòrto! M’è fatt cacà sott», lo redarguì Duzy riprendendo a tamponarsi la nuca.

 

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Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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