“Cerchi concentrici (sul cadere dell’alba)” di Daniela Ferraro, recensione di Lorenzo Spurio

Cerchi concentrici (sul cadere dell’alba)
di Daniela Ferraro
Aletti Editore, 2012
Pagine: 77
Isbn: 978-88-591-0628-9
Costo: 12 €
 
Recensione di Lorenzo Spurio

 

Lasciatemi uno spazio
in cui blandire
l’ultima stria di mare
dove al cielo s’attacca
placida l’onda
per più fidata morte,
senza rumore. (51)

 

61649_3840551364912_30219808_nDaniela Ferraro, docente di Lettere e poetessa, vive a Locri, nella provincia di Reggio Calabria ed ha pubblicato due sillogi poetiche: “Icaro” (Rupe Mutevole, 2011) e “Cerchi concentrici (sul cadere dell’alba” (Aletti, 2012). La sua poetica raffinata e suadente fa pensare al lettore attento a un odore dolce, forte e totalizzante, del quale prima è inebriato e che poi non riesce a ritrovare. Nelle poesie che compongono la raccolta “Cerchi concentrici”, il cui titolo rimanda a una rotondità nella sua ridondanza, ma anche a una compresenza dentro a un limite di circonferenza, la poetessa abbandona esperienze empiriche e travalica una poetica di tendenza neo-popolarista per giungere, invece, al cuore delle cose. Lo fa con un linguaggio a tratti ricercato e apparentemente incongruo con la costituzione di salde impalcature di correlativi aggettivi prediligendo una strutturazione del verso che è breve e a tratti impetuosa. Nulla di ciò che potrebbe sembrare eccessivo o aggiuntivo è presente in queste liriche che si caratterizzano per una fisionomia minimalista e un gusto ricercato che le trasforma in una sorta di preghiera laica, molto consapevole del tempo in cui vive: “Fermate lo scalpiccio./ Qui troppa gente/ di pugni fa rovello/ e inciampa l’ombre” (51).

L’idea che il lettore si va facendo man mano che prosegue nella lettura è che c’è come un qualcosa che rimane inespresso e che l’io lirico ha espressamente voluto metamorfizzare nei suo versi, ma il compito della poesia è proprio quello di andar ad indagare il mondo attraverso gli elementi di esso che comunemente non consideriamo, ed è così che diventa possibile per la poetessa giungere a ciò che nel reale travalica dal campo di possibilità (“afferro l’ombre”, 11).

I vari titoli delle poesie nella maggior parte dei casi sono resi nella loro forma nominale (“Il sognatore”, “Inedia”, “Attesa”, “Leggerezza”, etc) quasi a voler sottolineare come l’azione (la componente predicativa) non sia che seconda e dipendente dall’universo di oggetti, cose ed elementi che compongono il nostro quotidiano con le quali è possibile colloquiare proprio come i “profili di silenzi” (21).

Difficile poter dire con una certa sicurezza quali sono le tematiche portanti di questa silloge, perché in una sola poesia Daniela Ferraro parla evocativamente di più cose, alludendo a più mondi “sommersi” del nostro io o del nostro passato che vive attraverso il ricordo, ma azzarderei nel dire che è la natura vivente con i suoi misteri ad essere uno dei punti di partenza di questa indagine introspettiva che la poetessa fa dove va pure detto che l’elemento sonoro è importantissimo: da una lirica all’altra sprofondiamo nel caleidoscopio di rumori, suoni sommessi, fruscii e sciabordii che fanno compagnia al lettore e risuonano nella stanza durante la sua lettura. Non da ultimo va detto che come ogni grande poeta, la Ferraro non può esimersi nel fondere le sue liriche con Eros e Thanatos, amore e morte, che sono le pulsioni che Freud descrisse nei suoi studi sulla psicanalisi. E tra cieli stellati, sogni evocati, amori finiti, la poetessa non può fare a meno di riscoprirsi nella quiete (“Esangue il cielo goccia, d’infagottate stelle,/ desolati silenzi”, 67) riecheggiando la poetica del silenzio di Montale.

 LORENZO SPURIO

 10-09-2013

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Pubblicato da

Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

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