Omaggio a P.P. Pasolini. Intervista a Claudio Fiorentini

Tante voci per Pasolini, il 20 marzo a Roma

Il 20 marzo alle ore 18 presto il Teatro T, in via G. Da Castel Bolognese 31, a Roma, diversi artisti si uniranno per dare voce alle opere di Pier Paolo Pasolini, un omaggio a quarant’anni dalla sua morte nel cuore di Trastevere. Da un’idea di Barbara Idda e Dario Pontuale nasce l’incontro “Una voce dentro altre voci”. Interverranno Franco Campegiani, Andrea Comincini, Barbara Idda, Claudio Fiorentini, Cristina Maltese, Dario Pontuale, Donato Di Stasi, Elio Tommassetti, Federica D’Amato, Flavio Iosa, Germano Panettieri, Giuseppe Alagna, Giuseppe Lorin, Isabella Borghese, Loris Rispoli, Luca Scaramuzzo, Luciana Capitolo, Maria Pina Egidi, Maria Rosaria Ambrogio, Maria Teresa Cassini, Sandra Giuliani, Sandra Mazzinghi, Simona Zecchi, Stefania D’Echabur, Valeria Vacirca, Vincenzo Di Brango. Incontriamo lo scrittore Claudio Fiorentini, che sta collaborando alla realizzazione dell’evento per una breve intervista. PasoliniR21

“Una voce dentro altre voci. Omaggio a Pasolini.” Come nasce questa iniziativa e qual è il suo significato?

“L’idea è di Barbara Idda e Dario Pontuale. Barbara aveva già organizzato, a Livorno, una veglia nell’anniversario della morte del grande scrittore e regista, siamo infatti nel quarantennale della sua morte. Volendo ricordarlo anche in altre città d’Italia, abbiamo pensato a Roma, e trovato la disponibilità dello Spazio T nel quartiere di Porta Portese, gentilmente concesso da Marco Maltauro. Certo, di eventi organizzati nel nome di Pasolini ne abbiamo visti molti, ma in questo caso gli organizzatori non hanno cercato solo di commemorarlo ma di dimostrare quanto il pensiero di Pasolini sia ancora attuale e vivo.”

Pier Paolo Pasolini, un intellettuale considerato scomodo e spesso scandaloso. A quarant’anni dalla morte tante sono state le iniziative per ricordarlo, nel vostro incontro culturale ci sono tanti artisti che hanno deciso di intervenire, alcune anticipazioni su come affronterai la questione Pasolini al Teatro T?

“Vogliamo che siano le parole di Pasolini, non le nostre, a vivere; per questo ciascuno di noi ha scelto un frammento della colossale opera dell’artista e lo leggerà, avendo a disposizione tre minuti a testa. L’evento durerà un paio d’ore, e in questo lasso di tempo non intendiamo parlare di noi, ma vogliamo che sia Pasolini a parlare attraverso le nostre voci. È significativo l’entusiasmo con cui hanno aderito i partecipanti, e credo che tutti noi, che in qualche modo ci riconosciamo nell’opera di Pasolini, siamo la testimonianza viva di quanto sia attuale il suo pensiero.”

Pasolini scrisse: “La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni.” Una tua riflessione.

“Al mondo siamo circa sette miliardi di persone, sette miliardi di granelli di sabbia nell’infinita spiaggia dell’universo. Esiste qualcuno che ha più ragione degli altri? Esiste qualcuno che può dire di contare di più? Tutti abbiamo la nostra verità, una verità parziale. Immaginiamo ora di mettere insieme sette miliardi di verità, dando a tutte la stessa dignità, non sarebbe meraviglioso? Se poi riuscissimo a capire che queste verità sono fatte di esistenza e di sogno, dove la prima è ciò che siamo e la seconda ciò che ci guida, non potremmo capirlo meglio, questo Mondo? Ogni sogno è l’elemento necessario per contribuire alle dinamiche della vita; io tu, noi tutti andiamo avanti perché crediamo in un sogno e tutti, indipendentemente dalla provenienza, dal colore della pelle o dall’inserimento nella società, possiamo e dobbiamo esprimerci nella vita. Tutti abbiamo lo stesso diritto a vivere e a sognare. Quando Pasolini girava nelle borgate più malfamate delle città non cercava spunti per i suoi lavori, non cercava di arricchirsi sfruttando la spietata verità dell’esistenza, semmai cercava di capire la vita e dimostrava di amarla senza condizioni e senza paure; così facendo ci insegnava (e ancora ci insegna) a sporcarci di esistenza, e a capire che anche nel buio si trova la luce. L’esistenza di ogni uomo è cosparsa di piccole lotte, di occasioni mancate o di treni presi al volo, di tormenti e di paure, di allegrie e dolori, tutto è effimero se paragonato alla permanenza del sogno. Ed è proprio ai sogni che l’uomo deve essere fedele, perché solo così si può dare un senso alla vita.”

 

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