“Si aprano le danze” di M. Luisa Mazzarini, recensione di Lorenzo Spurio

Maria Luisa Mazzarini, Si aprano le danze, EEE-book, Moncalieri(TO), 2016.

Recensione di Lorenzo Spurio 

 

I piedi affondano

nelle foglie nude

sul terreno umido.

Un soave balletto artistico apre il nuovo volume poetico della poetessa abruzzese Maria Luisa Mazzarini. Nella copertina il quadro “La classe di danza” di Edgard Degas che raffigura un momento di insegnamento alla danza per ragazzine quasi adolescenti vestite del tipico abbigliamento di pizzi e tutù che stanno “provando” le mosse sotto lo sguardo attento di una insegnante che dà loro le lezioni.

si-aprano-le-danze-9788866902997Il fatto che Maria Luisa Mazzarini abbia voluto impiegare per questa nuova silloge il canale tematico della danza è assai significativo e va analizzato con la doverosa attenzione. Le liriche che si susseguono, molte delle quali ispirate a quadri di celebri artisti, si presentano cadenzate da un’armonia di fondo, intervallate da motivi che hanno una musicalità piacevole all’orecchio. I versi, mai troppo lunghi e spesso assai sintetici, ricorrono nelle varie liriche a descrivere un percorso di umana solidarietà e di pacato intimismo dove il gusto della forma sembra dominare. Proprio come l’eleganza e la grazia delle giovani ballerine nell’immagine di copertina, le poesie della Nostra si caratterizzano per una correzione formale ed estetica di indubbia caratura, per una sottigliezza espressiva e ricercatezza dei motivi ispiratori.

Com’era stato per le precedenti sillogi poetiche della Nostra il motivo da cui tutto muove è scindibile in due aspetti in sé spesso uniti e convergenti: l’amore e la natura. Le poesie sono ricchissime di elementi che richiamano un mondo naturale descrivibile in un paesaggismo raffinato, in una attenzione meticolosa a cogliere gli adempimenti segreti della natura, lo svolgimento lento dell’evoluzione della materia, dal fiore che sboccia, al ruscello che sussurra, sino alla luna (grande leit-motiv dell’intera raccolta) presente e custode della nostra esistenza, silente ma protettrice, che con le sue vesti dorate ed ambrate marca in maniera netta e determinata l’infinità della volta celeste.

Colpisce come Maria Luisa Mazzarini, ancora una volta, sia fedele compagna delle acque, quasi una molecola della stessa sostanza liquida da poter essere trovata in ogni dove: nel mare o nell’oceano, nella pioggia o nella tempesta, nelle lacrime o semplicemente in un fiume. Da questo legame inscindibile con l’universo equoreo (già presente nella precedente raccolta ma qui ancor meglio sviscerato) fuoriesce un insaziabile amore per l’esistenza o ogni sua peculiarità. La poetessa, nel canto intimo dove la natura non è ambiente ma sorella e compartecipe allo sviluppo dell’emotività, sembra vaporizzarsi nelle gocce d’acqua che spruzzano da un torrente in discesa o che cadono in una pioggia improvvisa, quasi con la volontà di essere assorbita dalla natura circostante.

Di questa esigenza vitale, espressa superbamente dal ricorso continuo alla linfa vitale che tutto racchiude, la Nostra si erge a cantrice di una natura vivida e fulgente, ricca di aspetti e grande contenitrice di elementi di stupore. La meraviglia che sottende l’animo della Nostra dinanzi a molte scene bucoliche, o comunque intrise di un sentimento panico, è assai pregnante, tanto da caratterizzarne la cifra contenutistica della sua poetica.

L’acqua che scende e fluisce, l’acqua che perpetua il suo scorrere e che bagna per poi ritornare, l’acqua che vorticosamente ci unisce a quell’esigenza arcaica dell’uomo, è esaltata con giustizia dalla Nostra da farne un canto naturalistico che ha in sé anche una pia riconoscenza verso i misteri del Creato che siamo chiamati ad accogliere con meraviglia evitando di interpretarli con le stringenti idee razionali.

Lorenzo Spurio

Jesi, 20-06-2016

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Pubblicato da

Blog di Letteratura e Cultura

Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Si è laureato in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi sull’autore britannico Ian McEwan. Per la poesia ha pubblicato le sillogi Neoplasie civili (Agemina, Firenze, 2014), Le acque depresse (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) e Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico Garcia Lorca (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016) ad ottanta anni dall’assassinio del poeta granadino. Ha curato varie antologie poetiche tra cui Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano (Agemina, Firenze, 2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2016), Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni (2017) e Adriatico: emozioni tra parole d’onde e sentimenti (Ass. Euterpe, Jesi, 2017). Numerose le sue poesie pubblicate in riviste, siti specializzati ed opere antologiche. Per la narrativa ha pubblicato le raccolte di racconti: Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, Martina Franca, 2012), La cucina arancione (TraccePerLaMeta, Sesto Calende, 2013) e L’opossum nell’armadio (PoetiKante, Sesto Fiorentino, 2015). 12072660_10207671469768160_3182675494180130792_nQuale critico letterario si è occupato prevalentemente di narrativa straniera; ha pubblicato: Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, Aosta, 2011), Flyte & Tallis: Una analisi ravvicinata di due grandi romanzi della letteratura inglese: Espiazione di Ian McEwan e Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh (Photocity, Pozzuoli, 2012), Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, Pozzuoli, 2014), Il sangue, no. L’aporia della vita in ‘La ballata di Adam Henry’ di Ian McEwan (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015). Vari saggi letterari e suoi contributi sono presenti in collettanee, volumi antologici ed edizioni critiche, oltre a un cospicuo numero di prefazioni e note critiche ad autori contemporanei. Nel volume La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (PoetiKanten, Sesto Fiorentino, 2015) ha raccolto una serie di interviste fatte negli anni 2012-2015 ad esponenti di spicco della poesia italiana contemporanea mentre in Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie (Le Mezzelane, Santa Maria Nuova, 2017) una raccolta di saggi, recensioni e note di approfondimento su autori della sua Regione. Nel 2011 ha fondato la rivista online di letteratura «Euterpe», aperiodico tematico di letteratura online. È Presidente della Associazione Culturale Euterpe, Fondatore e Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria in vari premi letterari (“Città di Chieti”; “Città di Porto Recanati”; “Poesia senza confine”, etc.). Numerosi i premi e i riconoscimenti letterari ottenuti tra cui il 1° Premio al Concorso Letterario “Città di Ancona” (2016), il 1° Premio al Premio Letterario “Città di Latina” (2016), il 1° Premio al Premio Internazionale di Poesia “Antonia Pozzi” (2016) , il 2° Premio al Premio Letterario “Bari, Città Aperta” (2016), il 1° Premio al Concorso Letterario “Patrizia Brunetti” di Senigallia (2016),… Sulla sua produzione hanno scritto Dante Maffia, Giorgio Bàrberi Squarotti, Corrado Calabrò, Ugo Piscopo, Sandro Gros-Pietro, Antonio Spagnuolo, Umberto Vicaretti e altri.

One thought on ““Si aprano le danze” di M. Luisa Mazzarini, recensione di Lorenzo Spurio”

  1. Grazie per la Recensione, acuta, adeguata ed attinente, destinata al mio nuovo libro”Si aprano le danze”-Poesia- EEE-book Moncalieri (TO) 2016. Esprimo tutta la mia gratitudine per aver saputo cogliere gli aspetti salienti della mia poetica, in un libro dedicato alla Bellezza della Vita, nella sua Armonia di Natura, Amore e Poesia, valori spesso dimenticati dalla nostra società, ma insiti nel concetto stesso di esistere, e che prorompono come emozioni irrinunciabili a vivificare la nostra capacità di saper vedere oltre lo sguardo grigio e spento del nostro malessere: un bisogno assoluto del nostro essere, un compito precipuo della poesia. Maria Luisa Mazzarini.

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