“Acrostico” di Emanuele Marcuccio, con un commento di Lorenzo Spurio

EMANUELE MARCUCCIO

(ACROSTICO)

 

 

Elegante mi aggiro pensoso

mentre la luna in ciel compare,

avanzando per una strada,

non comprendo il mondo:

uno è il solo pensiero

e l’orizzonte mi rapisce

la mente turbando

e l’amore m’invita.

Marcando la terra

arrivo fino in fondo

riuscendo nell’impresa,

comprendo la vuota cultura

urbana imperante,

comprendo il flebile vento

che corre lungo vicoli antichi,

introducono i nostri passi

obliando i passati mali.

 

(20/1/2010)

Commento di LUCIANO DOMENIGHINI

Diciassette versi, undici indicativi presenti (tutti al singolare, al plurale, di terza, solo l’ultimo al 16°), e ben cinque gerundi, a tessere e siglare questo acrostico in due sorsate ma di un solo respiro. Come detto, il tempo gerundio lega e cuce la composizione ma la prima persona presente “comprendo” è reiterata tre volte (versi 4°, 12°, 14°) in linea con il gusto per l’anafora del poeta palermitano. Nato come gioco enigmistico, è in realtà un autoritratto poetico di bell’acqua, che rimarca la vaghezza, l’indeterminatezza, il ruolo insieme storico e metastorico del poeta, quasi fosse la sua vita una quotidiana, perdurante consacrazione, a un tempo vocazione e progetto, volontà e destino.

 Luciano Domenighini

Travagliato (Bs), 20 agosto 2012

COMMENTO DI LORENZO SPURIO 

Nell’acrostico qui presente del poeta palermitano Emanuele Marcuccio scritto nel 2010 ma solo ora “tolto dal cassetto”, si respira un senso di sfiducia e di criticità nei confronti della società contemporanea di cui il poeta ci fornisce uno squarcio mentre si trova “per strada”. E’ questa una visuale particolare e molto cara all’autore il quale ha dedicato una intera silloge di poesie nel 2009 raccogliendole appunto sotto il titolo di Per una strada. Non solo. In varie interviste Marcuccio ha avuto modo di parlare dell’ispirazione come qualcosa di fuggevole, impetuoso, che necessita di esser messo subito sulla carta per evitare di perdere quell’analisi del mondo. L’impressione che ho avuto con questa lirica è stata proprio questa: di un uomo in giro per strada che analizza il mondo con un occhio forse un po’ stanco e illanguidito, nostalgico del passato che fu, tanto diverso a quel presente narcisista e morboso che gli è toccato vivere. Ecco perché predominano nella lirica aggettivi che fanno riferimento a un poeta nel suo stato di creazione “pensoso”, quasi a meditare in maniera onnisciente ciò che sfila davanti ai suoi occhi. Il messaggio è chiaro: l’uomo è alla continua ricerca di un senso, di un significato ontologico ed epistemologico che però gli sfugge continuamente: “non comprendo il mondo”. Il senso di desolazione e di aridità che la lirica trasmette deriva direttamente dalla vuotezza e dalla mancanza di cultura che il poeta marca come elemento di caratterizzazione dell’oggi: “la vuota cultura/ urbana imperante”. La poesia, però, può anche essere letta come una sorta di esortazione, un vivido invito all’uomo d’oggi  a rimboccarsi le maniche e a far a meno di vizi e vanità per riscoprire il vero senso delle cose.

Lorenzo Spurio

Jesi, 24 agosto 2012

(Nella foto una delle famose “Piazze d’Italia” di Giorgio De Chirico).

LA POESIA VIENE QUI PUBBLICATA PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE.

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7 commenti

  1. E pensare che io non ero tanto sicuro della sua validità poetica, proprio perché nata come un gioco, appunto, l’acrostico, che Domenighini definisce un gioco enigmistico, e invece sono andato oltre, addirittura creando una poesia civile.
    Grazie a entrambi per l’apprezzamento, soprattutto a Lorenzo per il profondo commento! :)

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  2. L’arte è una strada rivelata dall’infinito mistero della vita, da scoprire percorrendola seguendo il movimento del proprio spirito che, si lascia penetrare dalle energie increate,manifestate in tutta la creazione e, svelate nel fondo del proprio essere orizzonte, luogo nella quale può spaziare la luce divina irradiata dal sole, dalla luna e dalle stelle; proiettata nell’abisso del cuore, per comunicare alle creature i segreti dell’universo. L’artista è colui che ha in se’ il codice di un carisma che tende all’essere spirituale e, più si allontana dall’essere materiale, più si avvicina alle essenze vitali che, gli fanno percepire e afferrare in modo conscio, l’incompiuta dimensione del proprio vissuto fermo dentro un cerchio stagnante che, col pensiero può meditare ed interpretare, liberandolo nel proprio sentire, e cosi, sperimentare la bellezza del “totalmente altro” che in lui si va svelando in modo lineare e chiaro, percorrendo la novità aperta e illuminata sull’orizzonte della intrapresa strada ricercata. In questa lirica, il poeta manifesta in versi un pensiero maturato lungo il percorso introspettivo, compiuto nel tempo vissuto che, lo ha condotto lungo vicoli antichi nella quale è cresciuto d’intensità, sollevandosi nella leggerezza della nuova realtà livellata nell’equilibrio della quieta coscienza, dove attinge potenza con l’eleganza della contemplazione che, lo rapisce nella luce della Sapienza e, lo lascia perplesso di fronte alla vuota cultura umana imperante del mondo che, adesso egli non può più comprendere in se stesso; può invece denunciare lo squallore dei mali che trattengono nell’oblio e, con occhi critico esortare gli altri ad uscire dallo stato dormiente, e cosi, sperimentare anch’essi il risveglio della primavera che non svanisce sulla ventilata strada che introduce col flebile vento dello Spirito Santo, i passi nell’amore del bene comune che, lascia tracce di grande umanita celestiale nei cuori che si specchiano nelle parole del puro pensiero, obliando l’oscurità. Questa è una lirica illuminata, perchè meditata e pensata in modo cosciente: a differenza dalle liriche proveniente dall’inconscio. Nell’inconscio le parole attraversano il sentimento come frammento di un infinito sensoriale che, può rivelarsi reale o irreale:frutto dell’immaginazione agognata, risultante illusoria. Le parole meditate nello spirito cosciente, sono spirito di essenze increate della luce divina, da cogliere e afferrare per ricercare il significato nascosto che, attende di essere manifestato nell’ascolto dell’infinito amore da leggere con gli occhi della mente nelle sue eccelse creature, della quale l’arte è tramite e, rende visibile e comprensibile ciò che è invisibile e nascosto dal velo che separa le cose del mondo da quelle del Cielo. Ogni parola contiene in se’ una verità trasmessa nel suono del suo peso che, lascia intravedere e intrasentire nella dimensione sospesa della realtà nella quale ci troviamo, la fonte semplice e pura del dato rivelato dal Signore che ci chiama nella strada illuminata delle parole, da rileggere sempre in modo nuovo con sensibilità, per elevarci nel tempo del nostro divenire, è allontanarci dal nostro complicato modo di essere che, ci nasconde da noi stessi, mentre abbiamo bisogno di crescere in sapienza e grazia nell’interiorità per sentirci realizzati nel comprendere che il superfluo occulta il nostro stato originario. Le parole sono sempre vive dentro di noi è acquistano consistenza quando si leggono nella luce dello spirito sempre in movimento progressivo che, fa conquistare nuovi spazi e fa raggiungere traguardi indefiniti e infiniti nell’immensità della vita intima, da far emergere.nel tutto uno della quale tutti siamo particelle di luce. Il pensiero conduce alla saggezza, principio di ogni ragione e, la poesia pura lo adorna trasfigurandolo nella bellezza sparsa su tutto l’universo. La Tua lirica è poesia che sento anche mia perchè trasmette la pace dell’amore che dona sollievo. Il profondo significato lanciato dai tuoi versi è come una freccia che colpisce il cuore è lo scioglie nella dolcezza del messaggio contenuto nelle parole trasmesse. Grazie Emanuele per averla scritta e grazie a Lorenzo per avermela proposta. Essendo anch’io amante della bellezza, ho accolto e interiorizzato il contenuto delle parole per meditarle e rispondere col mio pensiero. <3 <3 <3

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